[comunicato stampa]
Twin si arricchisce di due nuove funzionalità, iTwin Multi e iTwin Desktop, che rendono iTwin la soluzione più avanzata per la condivisione dei file e la gestione dei computer in remoto con semplicità e assoluta sicurezza. iTwin è il dispositivo Plug ‘n’ Play per connettere due computer online, siano essi basati su Windows o Mac OS, in qualsiasi parte del mondo.
• iTwin Multi: attraverso un aggiornamento automatico e gratuito moltiplica le possibilità di utilizzo e abilita alla connessione contemporanea di più metà per permettere la condivisione tra più utenti dei file conservati in un unico computer o server remoto.
• iTwin Desktop: abilita la possibilità di accedere in remoto al proprio computer/server per comandarlo a distanza da un qualsiasi altro computer, in qualsiasi parte del mondo ci si trovi.
“Con queste due funzionalità andiamo a soddisfare le richieste di numerosi nostri clienti” afferma Enrico Pappolla, importatore esclusivo di iTwin, “Con iTwin Multi ora l’accesso ad un server o un computer remoto è possibile anche da parte di più utenti contemporaneamente, siano essi colleghi o un gruppo di amici. iTwin Desktop inoltre permette il controllo totale del computer remoto con la stessa semplicità e sicurezza alle quali siamo abituati utilizzando iTwin”.
iTwin Multi permette di collegare più metà iTwin a un unico computer o server remoto. La connessione tra le due metà di iTwin si attiva automaticamente non appena si inseriscono la prima volta nella porta USB della macchina che contiene i file che vogliamo condividere. Con iTwin Multi più utenti iTwin potranno aprire, modificare e salvare documenti di lavoro, ascoltare musica, guardare le fotografie o utilizzare contemporaneamente file e cartelle di ogni tipo, conservati nello stesso computer o server. Più utenti di iTwin possono ora collaborare contemporaneamente sugli stessi file in assoluta sicurezza, a distanza e con un controllo completo delle versioni.
iTwin Desktop: attivando la sessione in modalità Desktop è possibile comandare il computer remoto in tutte le sue funzionalità: sarà possibile lanciare programmi, aprire e stampare documenti, modificare i menù o spegnere la macchina con semplicità e fluidità, senza dover configurare programmi o impostazioni. Grazie al collegamento diretto tra le due metà di iTwin non è necessaria alcuna conferma sul computer remoto per attivare iTwin Desktop.
iTwin garantisce un livello di sicurezza elevatissimo: all’interno della chiavetta non è conservato alcun dato, iTwin inoltre permette di stabilire una password per l’accesso ai file e la comunicazione tra le due metà può essere interrotta immediatamente con un semplice clic in remoto, evitando ogni problema nel caso uno dei dispositivi fosse perso. La comunicazione tra le due metà è garantita da una doppia sicurezza: hardware e software. Le metà di iTwin comunicano grazie a Token con ID univoco e i dati sono criptati con crittografia a 256 bit AES di livello militare. In caso di necessità, come il furto o lo smarrimento, il dispositivo può essere disabilitato in remoto con semplici passaggi.
iTwin sarà a SMAU FieraMilanoCity dal 19 al 21 ottobre, Padiglione 4 Stand A28 dove sarà possibile testare le due nuove funzionalità in anteprima.
Disponibilità e compatibilità di iTwin Multi:
Multi iTwin sarà disponibile come aggiornamento gratuito di iTwin a partire dalla fine di ottobre. Multi iTwin funziona sia su PC sia su Mac ed è compatibile con Windows 7, Windows Vista e Windows XP, nelle versioni a 32 e 64 bit e MacOS Snow Leopard e Lion.
Disponibilità e compatibilità di iTwin Desktop:
iTwin Desktop sarà disponibile per i clienti Enterprise nel corso delle prossime settimane come soluzione personalizzata. iTwin Desktop sarà disponibile come aggiornamento software per tutti gli utenti iTwin a inizio 2012. iTwin Desktop funzionerà su tutti gli iTwin in commercio e sarà compatibile con Windows 7, Windows Vista e Windows XP, nelle versioni a 32 e 64bit.
Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.itwin.it/
martedì 18 ottobre 2011
sabato 15 ottobre 2011
[oggi rispondiamo a...] gli ostinati del MacBook
C'è ancora molta gente che arriva qui cercado informazioni sulla possibile uscita di un MacBook bianco nel 2012. Non ho la sfera di cristallo, ma credo che ormai la direzione di Apple sia tutt'altra, quindi chi si aspetta un MacBook "plasticoso" dovrà mettersi il cuore in pace... almeno finché la tendenza del mercato è quella che stiamo vivendo adesso...
venerdì 14 ottobre 2011
iOS5, prime impresisoni
Al di là delle transizioni difficoltose viste nel giorno del lancio (pare che tra iOS5, OSX 10.7.2, e altre procedure legate ad iCloud, ci sia stato un traffico di rete un tantino elevato qualche giorno fa), dopo un paio di giorni di utilizzo posso dare le mie prime impressioni su iOS5 (per iCloud, tempo libero permettendo, farò una puntata a parte)
-il mio iPhone 4 non sembra dare il minimo segno di rallentamento o di minor efficacia della batteria (anzi... sembra quasi durare un po' di più, ma forse è solo perché in questi giorni lo sto usando un po' meno)
-"Edicola" mi piace, ma (manco a dirlo) le riviste italiane scarteggiano. Inoltre, posso capire che si tratti a sua volta di una sorta di cartella, ma il fatto di non poterla inserire in una cartella vera e propria mi scoccia un po'. Ho trovato in rete un trucchetto che sfrutta un bug nella gestione di questa cosa in iOS5, ma ormai gli ho trovato il suo spazio, e devo ammettere che dopo averla riempita con qualche rivista, non sta neanche tanto male...
-"Promemoria": finalmente posso fissarmi velocemente degli impegni anche senza inserire un evento in calendario (e potenzialmente li posso inserire anche geolocalizzati)
-Da "Calendario" manca ancora il numero della settimana: per chi usa l'agenda a scopi lavorativi è una mancanza inaccettabile
-Hanno diviso "Musica" e "Video", come nell'iPod Touch... onestamente preferivo prima, perché con un'unica icona, che tenevo nel dock, avevo accesso a tutta la libreria... ora ho dovuto toglierla dal dock e fare una cartella a parte
-"Notifiche": mi piace... discreto ma efficace, e soprattutto è comodo l'accesso diretto dal lock screen.
-"Immagini" e "Foto": mi aspettavo qualche opzione in più di elaborazione, comunque il fatto di accedere alla fotocamera direttamente dal lock screen è un'altro bella opzione.
-Sincronizzazione normale e WiFi: quella WiFi non l'ho ancora provata e non credo che avrò modo di farlo a breve, però una cosa che mi piace è che si può lavorare sull'iPhone anche mentre si sincronizza (questo a prescindere dal tipo di sincronizzazione).
-"Impostazioni": in generale mi sembra ordinato un po' meglio.
Probabilmente c'è anche altro, soprattutto legato ad iCloud, ma come primo impatto sul solo iOS, quello che mi ha colpito (nel bene e nel male) è questo
-il mio iPhone 4 non sembra dare il minimo segno di rallentamento o di minor efficacia della batteria (anzi... sembra quasi durare un po' di più, ma forse è solo perché in questi giorni lo sto usando un po' meno)
-"Edicola" mi piace, ma (manco a dirlo) le riviste italiane scarteggiano. Inoltre, posso capire che si tratti a sua volta di una sorta di cartella, ma il fatto di non poterla inserire in una cartella vera e propria mi scoccia un po'. Ho trovato in rete un trucchetto che sfrutta un bug nella gestione di questa cosa in iOS5, ma ormai gli ho trovato il suo spazio, e devo ammettere che dopo averla riempita con qualche rivista, non sta neanche tanto male...
-"Promemoria": finalmente posso fissarmi velocemente degli impegni anche senza inserire un evento in calendario (e potenzialmente li posso inserire anche geolocalizzati)
-Da "Calendario" manca ancora il numero della settimana: per chi usa l'agenda a scopi lavorativi è una mancanza inaccettabile
-Hanno diviso "Musica" e "Video", come nell'iPod Touch... onestamente preferivo prima, perché con un'unica icona, che tenevo nel dock, avevo accesso a tutta la libreria... ora ho dovuto toglierla dal dock e fare una cartella a parte
-"Notifiche": mi piace... discreto ma efficace, e soprattutto è comodo l'accesso diretto dal lock screen.
-"Immagini" e "Foto": mi aspettavo qualche opzione in più di elaborazione, comunque il fatto di accedere alla fotocamera direttamente dal lock screen è un'altro bella opzione.
-Sincronizzazione normale e WiFi: quella WiFi non l'ho ancora provata e non credo che avrò modo di farlo a breve, però una cosa che mi piace è che si può lavorare sull'iPhone anche mentre si sincronizza (questo a prescindere dal tipo di sincronizzazione).
-"Impostazioni": in generale mi sembra ordinato un po' meglio.
Probabilmente c'è anche altro, soprattutto legato ad iCloud, ma come primo impatto sul solo iOS, quello che mi ha colpito (nel bene e nel male) è questo
giovedì 13 ottobre 2011
Transizioni difficoltose
Il passaggio verso il mondo di iOS5 e iCloud si sta rivelando meno immediato del previsto...
Punto 1) pare che l'intasamento dei server abbia causato problemi a diversi utenti durante la reinstallazione... fortunatamente non sono tra quelli
Punto 2) arrivare ad iCloud significa aggiornare l'iPhone a iOS5, il Mac a OS X 10.7.2, migrare l'account di MobileMe (per chi ce l'ha) più "varie ed eventuali"
Punto 3) l'aggiornamento a iOS5 ci ha messo relativamente poco ma, vista la pesantezza dell'aggiornamento, l'iPhone è stato completamente ripristinato, il che significa che ha dovuto risincronizzare tutte le App, la musica, i video e quant'altro
Punto 4) l'aggiornamento a 10.7.2 era forse quello più intasato, perché ci ha messo più di 2 ore a scaricarlo, contro i 20 minuti di iOS5, che pure era grosso il doppio...
Punto 5) dopo esser passati a OS X 10.7.2, è arrivato anche l'aggiornamento di iPhoto (alttre centinaia di MB, fortunatamente scaricati velocemente)
Punto 6) la migrazione da MobileMe a iCloud non sono ancora riuscita a farla causa intasamenti (riproverò stasera)
Punto 7) Non ho ancora capito se/come far convivere su iCloud il mio ID di MobileMe, e l'account dell'iTunes Store, che è sotto un indirizzo diverso...
...vi terrò aggiornati, anche se in questi giorni ho poco tempo per sperimentare
Punto 1) pare che l'intasamento dei server abbia causato problemi a diversi utenti durante la reinstallazione... fortunatamente non sono tra quelli
Punto 2) arrivare ad iCloud significa aggiornare l'iPhone a iOS5, il Mac a OS X 10.7.2, migrare l'account di MobileMe (per chi ce l'ha) più "varie ed eventuali"
Punto 3) l'aggiornamento a iOS5 ci ha messo relativamente poco ma, vista la pesantezza dell'aggiornamento, l'iPhone è stato completamente ripristinato, il che significa che ha dovuto risincronizzare tutte le App, la musica, i video e quant'altro
Punto 4) l'aggiornamento a 10.7.2 era forse quello più intasato, perché ci ha messo più di 2 ore a scaricarlo, contro i 20 minuti di iOS5, che pure era grosso il doppio...
Punto 5) dopo esser passati a OS X 10.7.2, è arrivato anche l'aggiornamento di iPhoto (alttre centinaia di MB, fortunatamente scaricati velocemente)
Punto 6) la migrazione da MobileMe a iCloud non sono ancora riuscita a farla causa intasamenti (riproverò stasera)
Punto 7) Non ho ancora capito se/come far convivere su iCloud il mio ID di MobileMe, e l'account dell'iTunes Store, che è sotto un indirizzo diverso...
...vi terrò aggiornati, anche se in questi giorni ho poco tempo per sperimentare
lunedì 10 ottobre 2011
Tutto cambia, con o senza Steve
Da Punto-Informatico del 7 ottobre 2011.
Non sono mai stato bravo ad affrontare certe circostanze, e lo sono ancora meno in un contesto che non mi vede coinvolto in prima persona ma solo come "osservatore esterno". Non voglio parlarvi di Steve Jobs, della sua vita, dei suoi successi, dei flop, e delle sue contraddizioni: sono sicuro che molti altri l'hanno già fatto, anche meglio come potrei farlo io in un commento di poche righe, quindi vi rimando ad altre letture se cercate questo tipo di informazioni. Quello che vorrei fare, nei limiti del possibile, è dare un'idea di quello che Jobs ha rappresentato per Apple e per i suoi utenti, nonché per tutto il mondo dell'informatica.
Quando mi avvicinai al mondo Apple (grossomodo 20 anni fa) non sapevo nemmeno chi fosse Steve Jobs: nell'ingenuità dei miei 20 anni di eta rimasi semplicemente affascinato dal Mac. In quel periodo stavano iniziando gli anni peggiori per la società di Cupertino, e dopo qualche anno di utilizzo cominciai ad interessarmi maggiormente della nascita del Mac, del suo sistema operativo, e di Apple. Fu così che entrai in contatto con la storia di questa azienda e quindi, indirettamente, con Steve Jobs, Steve Wozniack, John Sculley, Gil Amelio. Quando iniziai a prendere consapevolezza della situazione accolsi addirittura con un po' di scetticismo il rientro di Jobs in Apple, anche se bastarono un paio d'anni della nuova gestione a farmi cambiare idea.
Come ho avuto modo di raccontare in altre occasioni, è impossibile immaginare cosa sarebbe oggi Apple se Jobs non se ne fosse mai andato, ma sono sicuro che quello che è oggi Apple derivi anche dalle esperienze (positive e negative) che Jobs ha accumulato con NeXT: anche perché alcuni dei suoi collaboratori più importanti (uno su tutti Scott Forstall, responsabile di iOS) arrivano proprio da lì.
Credo che Steve Jobs sia stato uno dei maggiori visionari (se non "il" maggiore visionario) di tutta la (ancora breve) storia dell'informatica: la sua idea di realizzare un computer "for the rest of us" (traducibile banalmente con "per tutti") ha avvicinato molte persone a questo mondo, se non direttamente quantomeno portando certe idee e certi concetti che poi sono stati ripresi anche da altri. Fu Steve Jobs (con l'Apple II) a far uscire il computer dall'Homebrew Computer Club, e fu sempre lui a comprendere che la GUI realizzata dalla Xerox non doveva resthttp://www.blogger.com/img/blank.gifare confinata in ambienti relegati alle grandi aziende, ma doveva approdare su macchine su macchine alla portata di tutti (il Macintosh). Poco dopo il suo rientro in Apple chiuse il progetto Newton per iniziare quel lavoro che (dopo sette anni) portò alla nascita di iOS, dell'iPhone, e dell'iPad, rivoluzionando ancora una volta alcuni concetti dell'informatica per consentire una maggiore accessibilità al mondo di smartphone e tablet.
Apple e l'informatica continueranno ad evolversi anche senza Jobs ma per i prossimi anni la sua influenza indiretta sarà ancora evidente in tutti quei progetti il cui sviluppo è iniziato quando era ancora CEO. Steve (memore del passato) si era scelto con cura e con esperienza tutti i collaboratori a lui più vicini, collaboratori che continueranno a sviluppare prodotti con una visione sul futuro che, almeno a medio termine, non può che concordare con quello che aveva in testa anche lui.
Poco per volta però le visioni inizieranno a divergere, e il mondo dell'informatica inizierà a sentire l'influenza di qualche altro "visionario", forse migliore di Jobs, forse peggiore: sicuramente diverso.
Non sono mai stato bravo ad affrontare certe circostanze, e lo sono ancora meno in un contesto che non mi vede coinvolto in prima persona ma solo come "osservatore esterno". Non voglio parlarvi di Steve Jobs, della sua vita, dei suoi successi, dei flop, e delle sue contraddizioni: sono sicuro che molti altri l'hanno già fatto, anche meglio come potrei farlo io in un commento di poche righe, quindi vi rimando ad altre letture se cercate questo tipo di informazioni. Quello che vorrei fare, nei limiti del possibile, è dare un'idea di quello che Jobs ha rappresentato per Apple e per i suoi utenti, nonché per tutto il mondo dell'informatica.
Quando mi avvicinai al mondo Apple (grossomodo 20 anni fa) non sapevo nemmeno chi fosse Steve Jobs: nell'ingenuità dei miei 20 anni di eta rimasi semplicemente affascinato dal Mac. In quel periodo stavano iniziando gli anni peggiori per la società di Cupertino, e dopo qualche anno di utilizzo cominciai ad interessarmi maggiormente della nascita del Mac, del suo sistema operativo, e di Apple. Fu così che entrai in contatto con la storia di questa azienda e quindi, indirettamente, con Steve Jobs, Steve Wozniack, John Sculley, Gil Amelio. Quando iniziai a prendere consapevolezza della situazione accolsi addirittura con un po' di scetticismo il rientro di Jobs in Apple, anche se bastarono un paio d'anni della nuova gestione a farmi cambiare idea.
Come ho avuto modo di raccontare in altre occasioni, è impossibile immaginare cosa sarebbe oggi Apple se Jobs non se ne fosse mai andato, ma sono sicuro che quello che è oggi Apple derivi anche dalle esperienze (positive e negative) che Jobs ha accumulato con NeXT: anche perché alcuni dei suoi collaboratori più importanti (uno su tutti Scott Forstall, responsabile di iOS) arrivano proprio da lì.
Credo che Steve Jobs sia stato uno dei maggiori visionari (se non "il" maggiore visionario) di tutta la (ancora breve) storia dell'informatica: la sua idea di realizzare un computer "for the rest of us" (traducibile banalmente con "per tutti") ha avvicinato molte persone a questo mondo, se non direttamente quantomeno portando certe idee e certi concetti che poi sono stati ripresi anche da altri. Fu Steve Jobs (con l'Apple II) a far uscire il computer dall'Homebrew Computer Club, e fu sempre lui a comprendere che la GUI realizzata dalla Xerox non doveva resthttp://www.blogger.com/img/blank.gifare confinata in ambienti relegati alle grandi aziende, ma doveva approdare su macchine su macchine alla portata di tutti (il Macintosh). Poco dopo il suo rientro in Apple chiuse il progetto Newton per iniziare quel lavoro che (dopo sette anni) portò alla nascita di iOS, dell'iPhone, e dell'iPad, rivoluzionando ancora una volta alcuni concetti dell'informatica per consentire una maggiore accessibilità al mondo di smartphone e tablet.
Apple e l'informatica continueranno ad evolversi anche senza Jobs ma per i prossimi anni la sua influenza indiretta sarà ancora evidente in tutti quei progetti il cui sviluppo è iniziato quando era ancora CEO. Steve (memore del passato) si era scelto con cura e con esperienza tutti i collaboratori a lui più vicini, collaboratori che continueranno a sviluppare prodotti con una visione sul futuro che, almeno a medio termine, non può che concordare con quello che aveva in testa anche lui.
Poco per volta però le visioni inizieranno a divergere, e il mondo dell'informatica inizierà a sentire l'influenza di qualche altro "visionario", forse migliore di Jobs, forse peggiore: sicuramente diverso.
Iscriviti a:
Post (Atom)