E' bastato uno squallido fotomontaggio su un sito di gossip per far abboccare l'ANSA, e a seguire hanno abboccato pure quelli che l'informazione vera la dovrebbero fare, verificando le fonti e la loro autorevolezza, ma che in realtà spesso si limitano a fare un banale copia&incolla (nello specifico, vedi l'esempio de La Repubblica e del Corriere).
Non sorprende quindi se alcuni blogger abbiano anch'essi dato eco alla notizia con l'inutile smania di "emergere dal gruppo" e se taluni, dopo aver compreso la gaffe, hanno rettificato ponendo quantomeno il dubbio sull'autenticità dell'immagine, c'è anche chi si è improvvisato medico (oltre che esperto di grafica) blaterando scusanti inutili miste a presunte diagnosi... cose del tipo "si, l'avevo capito subito che era un fotomontaggio, ma la faccia è quella di Jobs, ed è quella di un malato terminale".
Eviterò di infierire osservando che, se è un fotomontaggio, magari gli hanno ritoccato anche la faccia"... e se anche non fosse così, dubito che un medico possa fare una diagnosi a distanza basata su quella foto... figuriamoci uno che non è un medico... ma se anche fosse tutto vero, qual'è la necessità di pubblicare una foto del genere? fare gossip? richiamare visite? click sul banner pubblicitari? farsi pubblicità? screditare Apple? cosa si è disposti a fare pur di "andare contro"? Contro Apple, contro Jobs, contro tutti quelli che (nonostante tutto) non ci stanno a contestare Jobs per partito preso... mi fermo qui.
Per chi volesse approfondire, Paolo Attivissimo ha dedicato un'apposita pagina all'analisi della foto in questione
lunedì 29 agosto 2011
venerdì 26 agosto 2011
Tutto cambia, tranne Apple
Ecco il commento promesso ieri (e uscito qualche ora fa su Punto-Informatico):
"I believe Apple’s brightest and most innovative days are ahead of it. And I look forward to watching and contributing to its success in a new role." [Io credo che i giorni più luminosi e innovativi di Apple debbano ancora venire. E non vedo l’ora di guardare e contribuire al suo successo in un nuovo ruolo.]
Questa è una delle ultime frasi della lettera con la quale Steve Jobs ha dato le dimissioni da CEO di Apple, ruolo che ufficialmente continuava a mantenere ma dal quale era comunque assente dall'inizio di quest'anno.
Al di là ventata di ottimismo che sicuramente avrà voluto infondere per compensare l'inevitabile contraccolpo della notizia (a seguito dell'annuncio, fatto per ovvi motivi a mercati chiusi, il titolo AAPL è arrivata a perdere fino al 5% anche se durante le contrattazioni di ieri ha recuperato quasi tutto) questa frase nasconde due dettagli sui quali vale la pena soffermarsi.
Il primo (partiamo dal fondo) è che Jobs non se ne sta andando ma ha semplicemente ufficializzato una situazione che di fatto si sta trascinando da diversi mesi, ovvero il trasferimento della carica di CEO al predestinato Tim Cook. Steve Jobs continuerà comunque la sua attività in Apple come presidente del consiglio e membro dello stesso, oltre a mantenere un non-meglio-identificato ruolo di "impiegato Apple". Più volte il mercato aveva chiesto una mossa in tal senso, perché Jobs non poteva delegare all'infinito un ruolo di tale importanza: la notizia fa quindi un certo effetto per la sua ufficialità, ma non giunge certamente inattesa a chi segue da vicino tutti gli eventi che ruotano intorno a Cupertino (tanto che, secondo alcuni analisti, modo e tempo sono stati scelti a tavolino). In ogni caso, pur abbandonando il titolo di CEO, Jobs si è ritagliato un ruolo di non poca importanza, il che lascia intendere che (finché ne avrà le forze e la volontà) avrà ancora modo di dire la sua sulle linee guida da seguire... non è un caso che Jobs abbia preannunciato un futuro luminoso e innovativo al quale intende dare il suo contributo, e qui ci riallacciamo al secondo dettaglio.
Parlando di "giorni luminosi" è evidente Jobs si augura che Apple continui la sua strada di successi e record di mercato, così com'è stato negli ultimi anni, ma parlando di "innovazione" il pensiero si sposta inevitabilmente verso l'annuncio dei prossimi prodotti, e non mi riferisco solamente all'imminente iPhone 5 (che dovrebbe essere presentato il prossimo mese) ma a tutti quei prodotti che sono già in fase di ideazione, progettazione e sviluppo, prodotti che arriveranno nel 2012 o ancora più tardi, perché certi dispositivi non si progettano da un giorno all'altro ma possono richiedere anni di sviluppo, test e perfezionamenti…
In definitiva, nel bene o nel male, CEO o non-CEO, Steve Jobs avrà ancora a lungo la sua influenza strategica anche se Tim Cook, vista l'investitura ufficiale, terrà le redini dell'azienda e dovrà agire in prima persona prendendosi tutte le responsabilità del caso. Del resto, come ho avuto modo di dire in altre occasioni, Cook ha già dimostrato di saper guidare l'azienda, soprattutto in questi ultimi mesi: sebbene non abbia lo stesso carisma o le stesse intuizioni geniali, condivide con Jobs lo stesso carattere, forte, deciso e molto esigente con propri collaboratori, anche a costo da risultare un po' antipatico. Cook è un ottimo amministratore e non si troverà solo a guidare Apple visto che (al di là della sua presenza come presidente del consiglio) in questi anni Jobs ha saputo circondarsi di molti collaboratori di valore, ognuno con le proprie peculiarità: una squadra vincente che, perlomeno nel breve e medio periodo, proseguirà il lavoro impostato da Jobs; sul lungo periodo credo invece che ogni previsione sia inutile, non solo per Apple ma per tutto il settore informatico.
Ma quale sarà questo lavoro già impostato che si preannuncia come innovativo (lo stesso Tim Cook, nel suo messaggio di presentazione ai dipendenti ha rimarcato più volte questo concetto)? Senza entrare nel dettaglio di alcuni rumors che diventano sempre più insistenti, e che vogliono Apple in procinto di rivoluzionare completamente la propria linea di prodotti (magari spingendo già da subito i processori con tecnologia ARM su alcuni modelli di Mac), è evidente che il mercato dell'informatica sta per cambiare.
Fermo restando che il computer "classico" è ancora indispensabile per molte professioni (io stesso non potrei fare a meno del mio PC-Win) e non potendo ignorare il fatto che, anche limitandosi all'universo Apple, senza un Mac con OS X non si potrebbero nemmeno creare le App per iOS, gli ultimi risultati trimestrali disegnano un mercato del computer in crisi e un settore dei tablet in forte espansione. Pur conservando forti dubbi sulla tempistica e sugli effettivi vantaggi di una fusione immediata tra il mondo iOS e quello di OS X, tutti gli indizi portano in quella direzione: sarà questa l'ultima trovata di Jobs e il primo terreno di prova per Cook?
"I believe Apple’s brightest and most innovative days are ahead of it. And I look forward to watching and contributing to its success in a new role." [Io credo che i giorni più luminosi e innovativi di Apple debbano ancora venire. E non vedo l’ora di guardare e contribuire al suo successo in un nuovo ruolo.]
Questa è una delle ultime frasi della lettera con la quale Steve Jobs ha dato le dimissioni da CEO di Apple, ruolo che ufficialmente continuava a mantenere ma dal quale era comunque assente dall'inizio di quest'anno.
Al di là ventata di ottimismo che sicuramente avrà voluto infondere per compensare l'inevitabile contraccolpo della notizia (a seguito dell'annuncio, fatto per ovvi motivi a mercati chiusi, il titolo AAPL è arrivata a perdere fino al 5% anche se durante le contrattazioni di ieri ha recuperato quasi tutto) questa frase nasconde due dettagli sui quali vale la pena soffermarsi.
Il primo (partiamo dal fondo) è che Jobs non se ne sta andando ma ha semplicemente ufficializzato una situazione che di fatto si sta trascinando da diversi mesi, ovvero il trasferimento della carica di CEO al predestinato Tim Cook. Steve Jobs continuerà comunque la sua attività in Apple come presidente del consiglio e membro dello stesso, oltre a mantenere un non-meglio-identificato ruolo di "impiegato Apple". Più volte il mercato aveva chiesto una mossa in tal senso, perché Jobs non poteva delegare all'infinito un ruolo di tale importanza: la notizia fa quindi un certo effetto per la sua ufficialità, ma non giunge certamente inattesa a chi segue da vicino tutti gli eventi che ruotano intorno a Cupertino (tanto che, secondo alcuni analisti, modo e tempo sono stati scelti a tavolino). In ogni caso, pur abbandonando il titolo di CEO, Jobs si è ritagliato un ruolo di non poca importanza, il che lascia intendere che (finché ne avrà le forze e la volontà) avrà ancora modo di dire la sua sulle linee guida da seguire... non è un caso che Jobs abbia preannunciato un futuro luminoso e innovativo al quale intende dare il suo contributo, e qui ci riallacciamo al secondo dettaglio.
Parlando di "giorni luminosi" è evidente Jobs si augura che Apple continui la sua strada di successi e record di mercato, così com'è stato negli ultimi anni, ma parlando di "innovazione" il pensiero si sposta inevitabilmente verso l'annuncio dei prossimi prodotti, e non mi riferisco solamente all'imminente iPhone 5 (che dovrebbe essere presentato il prossimo mese) ma a tutti quei prodotti che sono già in fase di ideazione, progettazione e sviluppo, prodotti che arriveranno nel 2012 o ancora più tardi, perché certi dispositivi non si progettano da un giorno all'altro ma possono richiedere anni di sviluppo, test e perfezionamenti…
In definitiva, nel bene o nel male, CEO o non-CEO, Steve Jobs avrà ancora a lungo la sua influenza strategica anche se Tim Cook, vista l'investitura ufficiale, terrà le redini dell'azienda e dovrà agire in prima persona prendendosi tutte le responsabilità del caso. Del resto, come ho avuto modo di dire in altre occasioni, Cook ha già dimostrato di saper guidare l'azienda, soprattutto in questi ultimi mesi: sebbene non abbia lo stesso carisma o le stesse intuizioni geniali, condivide con Jobs lo stesso carattere, forte, deciso e molto esigente con propri collaboratori, anche a costo da risultare un po' antipatico. Cook è un ottimo amministratore e non si troverà solo a guidare Apple visto che (al di là della sua presenza come presidente del consiglio) in questi anni Jobs ha saputo circondarsi di molti collaboratori di valore, ognuno con le proprie peculiarità: una squadra vincente che, perlomeno nel breve e medio periodo, proseguirà il lavoro impostato da Jobs; sul lungo periodo credo invece che ogni previsione sia inutile, non solo per Apple ma per tutto il settore informatico.
Ma quale sarà questo lavoro già impostato che si preannuncia come innovativo (lo stesso Tim Cook, nel suo messaggio di presentazione ai dipendenti ha rimarcato più volte questo concetto)? Senza entrare nel dettaglio di alcuni rumors che diventano sempre più insistenti, e che vogliono Apple in procinto di rivoluzionare completamente la propria linea di prodotti (magari spingendo già da subito i processori con tecnologia ARM su alcuni modelli di Mac), è evidente che il mercato dell'informatica sta per cambiare.
Fermo restando che il computer "classico" è ancora indispensabile per molte professioni (io stesso non potrei fare a meno del mio PC-Win) e non potendo ignorare il fatto che, anche limitandosi all'universo Apple, senza un Mac con OS X non si potrebbero nemmeno creare le App per iOS, gli ultimi risultati trimestrali disegnano un mercato del computer in crisi e un settore dei tablet in forte espansione. Pur conservando forti dubbi sulla tempistica e sugli effettivi vantaggi di una fusione immediata tra il mondo iOS e quello di OS X, tutti gli indizi portano in quella direzione: sarà questa l'ultima trovata di Jobs e il primo terreno di prova per Cook?
giovedì 25 agosto 2011
E' sempre Steve...
Navigando oggi su certi siti, se uno non avesse letto la lettera di Steve Jobs, potrebbe pensare che gli è successo qualcosa di brutto...
Non allarmatevi: Jobs ha semplicemente risposto al mercato, dando le dimissioni dal ruolo di CEO (ruolo che comunque, di fatto, non stava più ricoprendo) per affidarlo a Tim Cook, riservandosi però quello di presidente... tutto continuerà grossomodo come in questi mesi.
PS: domani un approfondimento sul tema
Non allarmatevi: Jobs ha semplicemente risposto al mercato, dando le dimissioni dal ruolo di CEO (ruolo che comunque, di fatto, non stava più ricoprendo) per affidarlo a Tim Cook, riservandosi però quello di presidente... tutto continuerà grossomodo come in questi mesi.
PS: domani un approfondimento sul tema
mercoledì 24 agosto 2011
Sempre più iPad
Mentre un sondaggio americano evidenzia la supremazia induscussa di iPad nel settore dei tablet, ci sono almeno altre notizie che rafforzano lo status che Apple è riuscita a conquistarsi in questa nicchia di mercato, nicchia in forte espansione che sta insidiando il settore dei più comuni personal computer: dai dati di vendita dell'ultimo trimestre è infatti evidente che, al di là del fatto che si possano considerare o meno un computer (secondo il mio parere la risposta è ancora no), senza il contributo dei tablet il mercato dei portatili sarebbe in netto calo, mentre includendo nel conteggio anche questi dispositivi il settore risulta essere in crescita.
Considerando il fatto che, parlando di tablet, parliamo per la stragrande maggioranza di iPad, si capisce che Apple è l'unica che in questo periodo se la ride, anche perché l'impressione è quella che (seppur con diverse sfumature dipendenti da età e tipo di utilizzo) l'iPad stia davvero rimpiazzando i notebook in molte circostanze e col passare del tempo credo che questa tendenza crescerà sempre più, visto che le possibilità offerte dai tablet e dai loro OS non potranno che aumentare.
Alle luce di queste considerazioni non si capisce perché mai HP abbia deciso di abbandonare in toto il settore, anche se i dati di vendita del suo TouchPad erano di molto aldisotto delle aspettative. Diverso il discorso di Samsung, la cui battaglia legale con Apple potrebbe avere dei risvolti inattesi (in entrasmbi i versi), anche se un futuro in cui l'iPad fosse l'unico tablet presente sul mercato non è certamente una buona prospettiva: un mercato che si divide (più o meno equamente) tra più concorrenti è sempre la situazione migliore per gli utenti.
Riagganciandoci al successo dei tablet, visti gli spostamenti del mercato non sembra neanche più tanto fantascientifica l'ipotesi di un portatile costruito intorno ad iOS, una via di mezzo tra una versione moderna dell'eMate (cioé un iPad con tastiera) e un MacBook Air con processore ARM... ma arriverà davvero così presto come dice qualcuno? in tal caso, sarà con iOS o con OSX?
Considerando il fatto che, parlando di tablet, parliamo per la stragrande maggioranza di iPad, si capisce che Apple è l'unica che in questo periodo se la ride, anche perché l'impressione è quella che (seppur con diverse sfumature dipendenti da età e tipo di utilizzo) l'iPad stia davvero rimpiazzando i notebook in molte circostanze e col passare del tempo credo che questa tendenza crescerà sempre più, visto che le possibilità offerte dai tablet e dai loro OS non potranno che aumentare.
Alle luce di queste considerazioni non si capisce perché mai HP abbia deciso di abbandonare in toto il settore, anche se i dati di vendita del suo TouchPad erano di molto aldisotto delle aspettative. Diverso il discorso di Samsung, la cui battaglia legale con Apple potrebbe avere dei risvolti inattesi (in entrasmbi i versi), anche se un futuro in cui l'iPad fosse l'unico tablet presente sul mercato non è certamente una buona prospettiva: un mercato che si divide (più o meno equamente) tra più concorrenti è sempre la situazione migliore per gli utenti.
Riagganciandoci al successo dei tablet, visti gli spostamenti del mercato non sembra neanche più tanto fantascientifica l'ipotesi di un portatile costruito intorno ad iOS, una via di mezzo tra una versione moderna dell'eMate (cioé un iPad con tastiera) e un MacBook Air con processore ARM... ma arriverà davvero così presto come dice qualcuno? in tal caso, sarà con iOS o con OSX?
giovedì 18 agosto 2011
Tempo di gossip
Sarà il caldo afoso di questi giorni, sarà il clima vacanziero di metà agosto (nonostante le mie ferie siano già finite da un pezzo), saranno i continui rumor sull'argomento (as usual), fatto sta che in questi giorni mi è tornata la voglia di parlare delle possibili novità sui futuri device di Cupertino.
-iPhone 5, o iPhone 4Gs, o ancora iPhone 4s, a seconda dei gusti.
Solitamente le custodie non mentono quindi, ammesso e non concesso che le cover riportate sui vari siti di rumors siano veramente destinate al prossimo iPhone, possiamo dedurre che il prossimo melafonino avrà un display più grande e una forma più sollile e affusolata. Premesso che solitamente la forma affusolata non mi piace (per esempio non mi sono mai piaciuti il 3G e il 3Gs, mentre mi piace molto il 4, così mi piaceva il primo modello, stondato ma non affusolato), resta da capire quanto sarà più grande il display: se davvero la forma sarà affusolata, difficilmente potrà andare da bordo a bordo (come inizialmente pronosticato), e se sarà più sottile difficilmente sarà possibile incrementare l'autonomia della batteria o montare un'ottica migliore per la camera (continuo a sperare che prima o poi si decidano a montare uno zoom ottico). Più in generale, un form-factor che privilegi lo spessore, puntanto a realizzare uno smartphone più grande ma più sottile, non mi convince più di tanto: l'ingombro in tasca sarebbe maggiore e il vantaggio sarebbe relativo (un display leggermente più grande ci può stare anche sull'attuale case dell'iPhone 4). In definitiva, anche se non ha molto senso giudicare un prodotto da una custodia, l'ipotesi attualmente più accreditata non mi piace... perlomeno dal punto di vista esteriore... apprezzo invece il fatto che lo switch per la modalità silenziosa venga spostato sul lato destro, più comodamente accessibile dal pollice e lontano dal pulsante del volume che (finalmente) con iOS 5 potrà essere utilizzato per scattare le fotografie. Sul processore credo che non ci siano dubbi, mentre sarebbe gradita anche la disponibilità di una versione a 64GB: non so voi ma io, considerando che l'iPhone lo uso per moltissime cose, con 32GB ci sto davvero stretto...
-iPad 3, iPad 2 HD, iPad 2 Pro, e chi più ne ha più ne metta.
I tempi per un iPad con display ad alta risoluzione sono maturi, e Apple ha investito un miliardo di dollari in Sharp per accaparrarsi questo tipo di display (prendendo nel contempo un minimo di distanza da Samsung). Non ho mai creduto più di tanto alla possibilità che Apple potesse lanciare un iPad ad alta risoluzione in questo autunno, anche perché non so se l'attuale Apple A5 (e relativo compratto grafico) siano sufficientemente potenti per gestire un numero di pixel quadruplicato, mentre l'Apple A6 (anch'esso commissionato a TSMC, tagliando fuori Samsung) è atteso solo per i primi mesi del 2012. Mi hanno fatto un po' sorridere certi proclami tipo "i problemi di produzione degli schermi in alta risoluzione costringono Apple a rimandare il lancio dell'iPad 3 previsto in autunno"... mi hanno fatto sorridere perché nessuno ha mai ufficializzato che l'iPad 3 (o iPad 2 Pro) sarebbe stato lanciato in autunno, quindi non vedo vedo come si può "rimandare" un evento che di fatto non è mai stato programmato (al di là di dare per scontato che fosse tecnicamente realizzabile e che l'unico elemento mancante fosse il display). Più interessanti, invece, le notizie che Apple potrebbe dotare il futuro tablet di un connettore mag-safe per la ricarica nonché di una displayport (ma, a 'sto punto, perché non una thunderbolt?). Al di là delle considerazioni che potremmo fare sul connettore dock (se la ricarica avviene tramite magsafe, la sincronizzazione WiFi, e l'uscita video tramite porta dedicata, il connettore dock potrebbe diventare un punto di accesso dedicato esclusivamente ad accessori specifici) queste modifiche hardware contribuiscono all'avvicinamento tra il mondo iOS e il mondo OS X. Inoltre queste modifiche consentirebbero di utilizzare l'iPad collegandolo ai nuovi monitor Apple (anche se per gestire la risoluzione di 2560x1440 è indispensabile qualcosa di più potente dell'attuale Apple A5) e collegandoci una tastiera bluetooth potrebbe diventare a tutti gli effetti, seppur con i suoi limiti, una piattaforma di lavoro flessibile e completa... perlomeno in certi ambiti...
-Varie ed eventuali: perché limitarsi a iPhone e iPad quando si può dare libero sfogo alla fantasia?
Con l'arrivo di Lion, l'avvicinamento da OS X verso iOS è sotto gli occhi di tutti. Anche l'adozione massiccia di memoria allo stato solido (vedi MacBook Air ma anche le opzioni sulle altre macchine) e l'eliminazione del drive ottico (già attuata su Air e Mini, ma compatibile anche con le indiscrezioni di un MacPro dalle dimensioni più contenute), avvicina l'hardware dei Mac con quello degli "iDevice". L'imminente iOS 5, e le possibili novità dei futuri iPad, danno il loro contributo nell'altra direzione. Non so se si arriverà davvero ad una fusione totale (dipende da quanto Apple è disposta a potenziare iOS visto che attualmente, per esempio, non è nemmeno possibile compilare alcunché, quindi nemmeno realizzare un'App) ma in ogni caso ci sarebbe iCloud a fare da collante tra i due mondi. Se vogliamo mettere un po' di pepe al tutto, possiamo aggiungere la notizia che vede raffreddarsi i rapporti (finora idilliaci) tra Apple e Intel, e il motivo delle prime scaramucce sarebbe legato alle richieste di Apple di avere processori meno dispendiosi in termini energetici: prove generali per il passaggio alla tecnologia ARM anche sui Mac? La cigliegina sulla torta (che non ci starebbe troppo bene dopo il pepe di prima...) è il prototipo di MacBook Pro dotato di antenna e connettività 3G (non funzionante) messo recentemente all'asta su eBay. A valle di tutto ciò, al di là del fatto di condividere o meno le scelte di Apple, o di credere o meno che il futuro dell'informatica (Apple o non-Apple) sia in questa direzione, il mio cruccio principale da viaggiatore del mondo è: chi me la paga il roaming telefonico quando sono all'estero? Possibile che non esista un modo per mettere d'accordo le compagnie telefoniche dei vari paesi? Se davvero l'accordo è impossibile, ben venga l'ipotesi di una "SIM-elettronica" (come ipotizzato molti mesi fa) così che ognuno possa fare in modo semplice e immediato dei contratti temporanei con l'operatore desiderato del luogo in cui si trova; virtualmente la SIM-elettronica potrebbe anche consentire di tenere in essere più numeri o più contratti, così da essere raggiungibili telefonicamente tramite il solito numero, ma usare un altro contratto per la connessione dati con l'operatore locale: interessante come idea ma probabilmente utopistica come lo è l'accordo tra le varie compagnie...
-iPhone 5, o iPhone 4Gs, o ancora iPhone 4s, a seconda dei gusti.
Solitamente le custodie non mentono quindi, ammesso e non concesso che le cover riportate sui vari siti di rumors siano veramente destinate al prossimo iPhone, possiamo dedurre che il prossimo melafonino avrà un display più grande e una forma più sollile e affusolata. Premesso che solitamente la forma affusolata non mi piace (per esempio non mi sono mai piaciuti il 3G e il 3Gs, mentre mi piace molto il 4, così mi piaceva il primo modello, stondato ma non affusolato), resta da capire quanto sarà più grande il display: se davvero la forma sarà affusolata, difficilmente potrà andare da bordo a bordo (come inizialmente pronosticato), e se sarà più sottile difficilmente sarà possibile incrementare l'autonomia della batteria o montare un'ottica migliore per la camera (continuo a sperare che prima o poi si decidano a montare uno zoom ottico). Più in generale, un form-factor che privilegi lo spessore, puntanto a realizzare uno smartphone più grande ma più sottile, non mi convince più di tanto: l'ingombro in tasca sarebbe maggiore e il vantaggio sarebbe relativo (un display leggermente più grande ci può stare anche sull'attuale case dell'iPhone 4). In definitiva, anche se non ha molto senso giudicare un prodotto da una custodia, l'ipotesi attualmente più accreditata non mi piace... perlomeno dal punto di vista esteriore... apprezzo invece il fatto che lo switch per la modalità silenziosa venga spostato sul lato destro, più comodamente accessibile dal pollice e lontano dal pulsante del volume che (finalmente) con iOS 5 potrà essere utilizzato per scattare le fotografie. Sul processore credo che non ci siano dubbi, mentre sarebbe gradita anche la disponibilità di una versione a 64GB: non so voi ma io, considerando che l'iPhone lo uso per moltissime cose, con 32GB ci sto davvero stretto...
-iPad 3, iPad 2 HD, iPad 2 Pro, e chi più ne ha più ne metta.
I tempi per un iPad con display ad alta risoluzione sono maturi, e Apple ha investito un miliardo di dollari in Sharp per accaparrarsi questo tipo di display (prendendo nel contempo un minimo di distanza da Samsung). Non ho mai creduto più di tanto alla possibilità che Apple potesse lanciare un iPad ad alta risoluzione in questo autunno, anche perché non so se l'attuale Apple A5 (e relativo compratto grafico) siano sufficientemente potenti per gestire un numero di pixel quadruplicato, mentre l'Apple A6 (anch'esso commissionato a TSMC, tagliando fuori Samsung) è atteso solo per i primi mesi del 2012. Mi hanno fatto un po' sorridere certi proclami tipo "i problemi di produzione degli schermi in alta risoluzione costringono Apple a rimandare il lancio dell'iPad 3 previsto in autunno"... mi hanno fatto sorridere perché nessuno ha mai ufficializzato che l'iPad 3 (o iPad 2 Pro) sarebbe stato lanciato in autunno, quindi non vedo vedo come si può "rimandare" un evento che di fatto non è mai stato programmato (al di là di dare per scontato che fosse tecnicamente realizzabile e che l'unico elemento mancante fosse il display). Più interessanti, invece, le notizie che Apple potrebbe dotare il futuro tablet di un connettore mag-safe per la ricarica nonché di una displayport (ma, a 'sto punto, perché non una thunderbolt?). Al di là delle considerazioni che potremmo fare sul connettore dock (se la ricarica avviene tramite magsafe, la sincronizzazione WiFi, e l'uscita video tramite porta dedicata, il connettore dock potrebbe diventare un punto di accesso dedicato esclusivamente ad accessori specifici) queste modifiche hardware contribuiscono all'avvicinamento tra il mondo iOS e il mondo OS X. Inoltre queste modifiche consentirebbero di utilizzare l'iPad collegandolo ai nuovi monitor Apple (anche se per gestire la risoluzione di 2560x1440 è indispensabile qualcosa di più potente dell'attuale Apple A5) e collegandoci una tastiera bluetooth potrebbe diventare a tutti gli effetti, seppur con i suoi limiti, una piattaforma di lavoro flessibile e completa... perlomeno in certi ambiti...
-Varie ed eventuali: perché limitarsi a iPhone e iPad quando si può dare libero sfogo alla fantasia?
Con l'arrivo di Lion, l'avvicinamento da OS X verso iOS è sotto gli occhi di tutti. Anche l'adozione massiccia di memoria allo stato solido (vedi MacBook Air ma anche le opzioni sulle altre macchine) e l'eliminazione del drive ottico (già attuata su Air e Mini, ma compatibile anche con le indiscrezioni di un MacPro dalle dimensioni più contenute), avvicina l'hardware dei Mac con quello degli "iDevice". L'imminente iOS 5, e le possibili novità dei futuri iPad, danno il loro contributo nell'altra direzione. Non so se si arriverà davvero ad una fusione totale (dipende da quanto Apple è disposta a potenziare iOS visto che attualmente, per esempio, non è nemmeno possibile compilare alcunché, quindi nemmeno realizzare un'App) ma in ogni caso ci sarebbe iCloud a fare da collante tra i due mondi. Se vogliamo mettere un po' di pepe al tutto, possiamo aggiungere la notizia che vede raffreddarsi i rapporti (finora idilliaci) tra Apple e Intel, e il motivo delle prime scaramucce sarebbe legato alle richieste di Apple di avere processori meno dispendiosi in termini energetici: prove generali per il passaggio alla tecnologia ARM anche sui Mac? La cigliegina sulla torta (che non ci starebbe troppo bene dopo il pepe di prima...) è il prototipo di MacBook Pro dotato di antenna e connettività 3G (non funzionante) messo recentemente all'asta su eBay. A valle di tutto ciò, al di là del fatto di condividere o meno le scelte di Apple, o di credere o meno che il futuro dell'informatica (Apple o non-Apple) sia in questa direzione, il mio cruccio principale da viaggiatore del mondo è: chi me la paga il roaming telefonico quando sono all'estero? Possibile che non esista un modo per mettere d'accordo le compagnie telefoniche dei vari paesi? Se davvero l'accordo è impossibile, ben venga l'ipotesi di una "SIM-elettronica" (come ipotizzato molti mesi fa) così che ognuno possa fare in modo semplice e immediato dei contratti temporanei con l'operatore desiderato del luogo in cui si trova; virtualmente la SIM-elettronica potrebbe anche consentire di tenere in essere più numeri o più contratti, così da essere raggiungibili telefonicamente tramite il solito numero, ma usare un altro contratto per la connessione dati con l'operatore locale: interessante come idea ma probabilmente utopistica come lo è l'accordo tra le varie compagnie...
Iscriviti a:
Post (Atom)