L'arrivo del nuovo iPad sarà con tutta probabilità accompagnato da un update di iOS. Ho già parlato in passato di 5 cose che ancora non mi convincono in iOS 5, e non credo che queste mancanze potranno essere sistemate dall'aggiornamento a 5.1 (non perlomeno quella a cui terrei di più, ovvero lo scambio libero di files tra le applicazioni).
In quanto update "minore" (neanche tanto "minore" perché di fatto deve supportare nuovo hardware, quindi non è un banale bugfix) mi aspetto perlomeno che vengano sistemate alcune cose che attualmente non trovo molto efficienti.
-capita, a volte, che la connessione dati 3G si paralizzi... non so se dipende dall'operatore o da qualche loro "furberia" (ho letto di persone che hanno avuto miglioramenti o peggioramenti cambiando operatore) da qualche particolarità della rete (mi capita sovente in una zona dove cambio la cella alla quale sono agganciato, ed ho 300 metri di blackout) o da un vero e proprio bug dell'attuale versione id iOS (visto che con la versione 4.x non mi era mai capitato)... fatto sta che se non si vogliono perdere notifiche push e quant'altro di più o meno importante, è necessario accorgersi del problema, mettere un attimo l'iPhone in modalità aereo (o anche solo disabilitare la connesisone dati) e riprendere la connessione dopo qualche secondo: è un'operazione inutile, assurda e fastidiosa...
-rullino fotografico: ho notato che, a differenza delle precedenti versioni di iOS, l'aggiornamento del rullino con le foto appena scattate non è immediato se si passa subito dopo lo scatto all'applicazione "Immagini". E' vero che mentre sto scattando foto ho un accesso diretto al rullino direttamente dall'applicazione "Fotocamera" (non ho bisogno di uscire per andare a richiamare un'altra App) ma è un dettaglio che comunque non mi piace.
-Siri: pare quasi scontato che verrà aggunto il giapponese. L'italiano era dato anch'esso per quest'anno: siamo solo a inizio marzo, e mi accontenterei pure di interagire in inglese con Siri, purché sia però in grado di darmi le informazioni desiderate anche fuori dagli USA.
-"sa" = "Sto Arrivando!"; le abbreviazioni introdotte con iOS 5 sono una cosa molto utile e interessante... per chi le usa... nonostante l'abbia eliminata più volte da Impostazioni->Generali->Tastiera, questa abbreviazione continua di tanto in tanto a ricomparire, come se iOS 5 non riuscisse a fare a meno delle abbreviazioni e, ritrovandosi vuoto, ne mette almeno una, quella di default. Dopo qualche tentativo infruttuoso di rimozione, ho risolto il problema ingannando lo stesso iOS e abbreviando "sa" = "sa": sarebbe bello che non ci fosse bisogno di questo trucchetto...
-non dico proprio tutte, ma almeno qualche gesture multitouch per la gestione del multitasking, senza passare necessariamente per il tasto home, potrebbero metterla anche sull'iPhone...
giovedì 1 marzo 2012
martedì 28 febbraio 2012
Esagerazioni
Come tutti ormai saprete, ieri Nokia ha presentato un telefono, il Nokia 808 PureView (tra parentesi Symbian, e non Windows Phone) dotato di un camera con un sensore da 41 (quarantuno) Megapixel.
Da più parti si sono sprecati pareri in merito a questo annuncio, ovviamente divisi tra gli entusiarti e gli scettici. Agli estremi ci sono, da un lato i "troppo entusiasti", quelli che non hanno adeguate conoscenze fotografiche e che credono che sia sufficiente aumentare la risoluzione per ottenere foto migliori; dall'altro lato ci sono quelli "troppo scettici", quelli che (senza leggere il modo in cui viene utilizzato questo sensore) sono convinti che questa miglioria non porti alcun beneficio. Come al solito la verità sta nel mezzo...
Chi mi ha seguito in altri post sa come la penso riguardo la fotografia: la fotografia è "luce" e, più che un'elevata risoluzione, per fare una buona foto occorre la giusta quantità di luce. Lo può sperimentare chiunque osservando come, a parità di apparecchiatura, fare una foto all'aperto in una bella giornata di sole, significa ottenere foto nitide e con ottimi colori (attenzione alle scene con troppa luce o alle situazioni come neve e spiaggia che possono creare dei colori falscati) mentre fare una foto al chiuso, magari di sera, significa prima di tutto rischiare di ottenere una foto "mossa" (con poca luce aumenta il tempo di esposizione) e poi subirsi i disturbi legati all'incremento "digitale" degli ISO, e i colori "piatti".
Premesso questo, dovrebbe essere evidente che i "troppo entusiasti" non devono certo pensare che a soli 450 euro + IVA si ritroveranno tra le mani uno smartphone dotato di una macchina fotografica che vale più di una reflex professionale di svariate migliaia di euro, ma nemmeno di una reflex entry-level con un buon obiettivo o di una mirrorless (che va tanto di moda ultimamente)... probabilmente nemmeno di molte compatte di alto livello o di macchine con ottica fissa... perché un buon obiettivo vale più di tanti megapixel.
Inoltre, parlando in linea generale di fotografia digitale, c'è un altro elemento che avrebbe preso in considerazione quando si incrementa la risoluzione, ed è la dimensione del sensore CCD: se si aumenta la densità di pixel, cioé si aumentano i megapixel senza aumentare la dimensione del sensore, aumenta il rumore, il che non è certo un bene per la nitidezza di una fotografia... si può vedere la differenza esaminando delle foto fatte con una macchina full-frame, ma è un confronto più difficile da fare direttamente perché non si tratta di un tipo di macchina che passa tra le mani di tutti.
Nonostante tutto ciò, lo sforzo di Nokia è apprezzabile per almeno un paio di motivi. Tanto per cominciare il sensore CCD è di dimensioni molto generose: 1x1,2" è quasi un Full Frame, anche se la densità di pixel è decisamente esagerata e l'obiettivo, per quanto pregevole, non potrà mai far entrare tanta luce quanta ne entra nell'obiettivo di una reflex. Qual'è quindi lo scopo di questi 41 Mpixel? Sovracampionare per avere un maggior numero di informazioni da convertire tramite appositi algoritmi in foto da 5 Mpixel (risoluzione impostata di default da Nokia). Inoltre un numero di pixel così elevato consente di realizzare delle zoomate digitali senza interpolare i pixel, ma andando semplicemente a restringere la zona interessata del sensore, come una sorta di "crop" fatto in diretta durante lo scatto, ma fatto su un'immagine da 41 Mpixel (ovviamente in tal caso il sovracampionamento è minore).
[per inciso, il sensore dell'iPhone è decisamente piccolo: si ottengono discreti risultati con buoni colori (a volte anche un po' troppo saturi) quando c'è una buona esposizione, ma l'ingrandimento mostra chiaramente il rumore dei pixel troppo vicini sul sensore]
Un plauso quindi a Nokia per la soluzione studiata, sicuramente unica nel suo genere, ma è davvero questo il futuro della fotografia digitale? Difficile dirlo... se Nokia ha deciso di sovracampionare la scena catturata dal sensore per ottenere un maggior numero di informazioni, Sony qualche tempo fa ha annunciato un nuovo tipo di sensore CMOS che oltre a catturare le canoniche tre componenti RGB (Red, Green, Blue) aggiunge anche la componente "bianca" (White) per un'informazione aggiuntiva di luminosità, il cosiddetto sensore con codifica RGBW... è un altro modo per ottenere maggiori informazioni da restituire all'immagine, avvicinandosi maggiormenta a quella che è la nostra percezione. Sempre parlando di possibili sviluppi futuri dell'immagine digitale, perché non citare Lytro, che molti volevano in contatto con Apple? Certo, sarebbe un po' difficile racchiudere in uno smartphone la tecnologia che sta dietro la creazone di queste immagini "multifocali", ma anche questo è un posssibile sviluppo delle nuove tecnologie.
Dopo tutto questo discorso concludo con messaggio che vuole essere d'incoraggiamento: non è indispensabile un'attrezzatura professionale per fare delle bone foto, basta avere il giusto intuito per l'inquadratura, un po' di fortuna per le condizioni di luce (che vanno valutate conoscendo i limiti di ciò che si sta usando) e magari ingegnarsi un po' in post-produzione.... buoni scatti a tutti.
[foto scattata con un cellulare da pochi soldi a 1.3 Mpixel]
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Da più parti si sono sprecati pareri in merito a questo annuncio, ovviamente divisi tra gli entusiarti e gli scettici. Agli estremi ci sono, da un lato i "troppo entusiasti", quelli che non hanno adeguate conoscenze fotografiche e che credono che sia sufficiente aumentare la risoluzione per ottenere foto migliori; dall'altro lato ci sono quelli "troppo scettici", quelli che (senza leggere il modo in cui viene utilizzato questo sensore) sono convinti che questa miglioria non porti alcun beneficio. Come al solito la verità sta nel mezzo...
Chi mi ha seguito in altri post sa come la penso riguardo la fotografia: la fotografia è "luce" e, più che un'elevata risoluzione, per fare una buona foto occorre la giusta quantità di luce. Lo può sperimentare chiunque osservando come, a parità di apparecchiatura, fare una foto all'aperto in una bella giornata di sole, significa ottenere foto nitide e con ottimi colori (attenzione alle scene con troppa luce o alle situazioni come neve e spiaggia che possono creare dei colori falscati) mentre fare una foto al chiuso, magari di sera, significa prima di tutto rischiare di ottenere una foto "mossa" (con poca luce aumenta il tempo di esposizione) e poi subirsi i disturbi legati all'incremento "digitale" degli ISO, e i colori "piatti".
Premesso questo, dovrebbe essere evidente che i "troppo entusiasti" non devono certo pensare che a soli 450 euro + IVA si ritroveranno tra le mani uno smartphone dotato di una macchina fotografica che vale più di una reflex professionale di svariate migliaia di euro, ma nemmeno di una reflex entry-level con un buon obiettivo o di una mirrorless (che va tanto di moda ultimamente)... probabilmente nemmeno di molte compatte di alto livello o di macchine con ottica fissa... perché un buon obiettivo vale più di tanti megapixel.
Inoltre, parlando in linea generale di fotografia digitale, c'è un altro elemento che avrebbe preso in considerazione quando si incrementa la risoluzione, ed è la dimensione del sensore CCD: se si aumenta la densità di pixel, cioé si aumentano i megapixel senza aumentare la dimensione del sensore, aumenta il rumore, il che non è certo un bene per la nitidezza di una fotografia... si può vedere la differenza esaminando delle foto fatte con una macchina full-frame, ma è un confronto più difficile da fare direttamente perché non si tratta di un tipo di macchina che passa tra le mani di tutti.
Nonostante tutto ciò, lo sforzo di Nokia è apprezzabile per almeno un paio di motivi. Tanto per cominciare il sensore CCD è di dimensioni molto generose: 1x1,2" è quasi un Full Frame, anche se la densità di pixel è decisamente esagerata e l'obiettivo, per quanto pregevole, non potrà mai far entrare tanta luce quanta ne entra nell'obiettivo di una reflex. Qual'è quindi lo scopo di questi 41 Mpixel? Sovracampionare per avere un maggior numero di informazioni da convertire tramite appositi algoritmi in foto da 5 Mpixel (risoluzione impostata di default da Nokia). Inoltre un numero di pixel così elevato consente di realizzare delle zoomate digitali senza interpolare i pixel, ma andando semplicemente a restringere la zona interessata del sensore, come una sorta di "crop" fatto in diretta durante lo scatto, ma fatto su un'immagine da 41 Mpixel (ovviamente in tal caso il sovracampionamento è minore).
[per inciso, il sensore dell'iPhone è decisamente piccolo: si ottengono discreti risultati con buoni colori (a volte anche un po' troppo saturi) quando c'è una buona esposizione, ma l'ingrandimento mostra chiaramente il rumore dei pixel troppo vicini sul sensore]
Un plauso quindi a Nokia per la soluzione studiata, sicuramente unica nel suo genere, ma è davvero questo il futuro della fotografia digitale? Difficile dirlo... se Nokia ha deciso di sovracampionare la scena catturata dal sensore per ottenere un maggior numero di informazioni, Sony qualche tempo fa ha annunciato un nuovo tipo di sensore CMOS che oltre a catturare le canoniche tre componenti RGB (Red, Green, Blue) aggiunge anche la componente "bianca" (White) per un'informazione aggiuntiva di luminosità, il cosiddetto sensore con codifica RGBW... è un altro modo per ottenere maggiori informazioni da restituire all'immagine, avvicinandosi maggiormenta a quella che è la nostra percezione. Sempre parlando di possibili sviluppi futuri dell'immagine digitale, perché non citare Lytro, che molti volevano in contatto con Apple? Certo, sarebbe un po' difficile racchiudere in uno smartphone la tecnologia che sta dietro la creazone di queste immagini "multifocali", ma anche questo è un posssibile sviluppo delle nuove tecnologie.
Dopo tutto questo discorso concludo con messaggio che vuole essere d'incoraggiamento: non è indispensabile un'attrezzatura professionale per fare delle bone foto, basta avere il giusto intuito per l'inquadratura, un po' di fortuna per le condizioni di luce (che vanno valutate conoscendo i limiti di ciò che si sta usando) e magari ingegnarsi un po' in post-produzione.... buoni scatti a tutti.
[foto scattata con un cellulare da pochi soldi a 1.3 Mpixel].
lunedì 27 febbraio 2012
Il "nuovo" iPad
Pare quasi certo (anche se manca qualsiasi ufficialità) che tra una decina di giorni Apple presenterà il nuovo iPad... e lo chiamo il nuovo iPad perché in questi giorni, su web, forum e siti dedicati, sto leggendo un sacco di corbellerie.
Faccio un esempio chiarificatore: quanto importa se si chiamerà iPad 3 oppure iPad 2S ?
Fondamentalmente non dovrebbe importare a nessuno, e non ha senso leggere commenti del tipo "se è solo un iPad 2S non lo compro, ma se fosse un iPad 3 me lo prendo di sicuro". A titolo esemplificativo, il gap prestazionale tra un iPhone 3G e un 3GS è stato veramente notevole, così come lo è stato dall'iPhone 4 al 4S (forse un po' meno in questo caso): il fatto di mantenere la numerazione aggiungendo una "S" sembra (per ora) legato solo a questioni di rinnovamento estetico, ma il solo fatto di avere un display a risoluzione quadruplicata dovrebbe far comprendere che il salto generazionale sarà consistente, a prescindere da come Apple deciderà di chiamarlo... io stesso mi sono deciso a comprare un iPhone solo con l'uscita del modello 4, dopo aver visto all'opera il Retina Display...
Altrettanto poco significativa la disputa sul nuovo processore, se si tratterà di un Apple A6 o "solo" di un A5X (come trapelato da alcune foto). Ma è veramente il caso di porsi certi problemi senza neanche sapere se questi processori esistono, che differenze hanno tra di loro, e che differenze hanno rispetto all'attuale A5? Io sono sicuro che Apple monterà nell'iPad un processore nuovo e che questo processore nuovo sarà in grado di gestire con la sufficiente potenza il nuovo display, oltre che dare qualcosa in più anche a tutto il resto... non mi interessa sapere se è dual core o quad core, mi interessa sapere che è in grado di garantire al nuovo iPad le prestazioni necessarie per mantenersi ancora in vetta a questo settore in forte crescita.
Mi interesserebbe invece sapere (ma pare che ben pochi si preoccupino di approfondire questo tema) se il nuovo processore del nuovo iPad sarà già in grado di sfruttare architettura Macroscalar che Apple ha recentemente brevettato, non tanto per le prestazioni in sé del processore (che, sono sicuro, in un modo o nell'altro saranno sufficientemente elevate) ma perché mi piacerebbe capire già da subito "se e come" questa architettura riesce a garantire un effettivo incremento prestazionale grazie ad un'ottimizzazione dei processi di compilazione e generazione delle instruzioni per la CPU.
Mi interesserebbe inoltre sapere (altra cosa che tutti sembrano dimenticare) cosa ci riserverà di nuovo l'aggiornamento di iOS... perché è quasi scontato che a fronte di un nuovo iPad con un nuovo processore e nuove caratteristiche tecniche, ci sarà un update anche di iOS, update che (sperabilmente) non si limiterà ad un mero supporto tecnico dei nuovo modelli, ma dovrebbe portare anche qualche nuova funzione, aggiornamento, o bugfix... dall'implementazione di nuove lingue in Siri (e suprattutto l'estensione di certe funzionalità anche al di fuori degli USA) alla correzione di piccoli difetti dei quali, magari, vi parlerò nei prossimi giorni...
Faccio un esempio chiarificatore: quanto importa se si chiamerà iPad 3 oppure iPad 2S ?
Fondamentalmente non dovrebbe importare a nessuno, e non ha senso leggere commenti del tipo "se è solo un iPad 2S non lo compro, ma se fosse un iPad 3 me lo prendo di sicuro". A titolo esemplificativo, il gap prestazionale tra un iPhone 3G e un 3GS è stato veramente notevole, così come lo è stato dall'iPhone 4 al 4S (forse un po' meno in questo caso): il fatto di mantenere la numerazione aggiungendo una "S" sembra (per ora) legato solo a questioni di rinnovamento estetico, ma il solo fatto di avere un display a risoluzione quadruplicata dovrebbe far comprendere che il salto generazionale sarà consistente, a prescindere da come Apple deciderà di chiamarlo... io stesso mi sono deciso a comprare un iPhone solo con l'uscita del modello 4, dopo aver visto all'opera il Retina Display...
Altrettanto poco significativa la disputa sul nuovo processore, se si tratterà di un Apple A6 o "solo" di un A5X (come trapelato da alcune foto). Ma è veramente il caso di porsi certi problemi senza neanche sapere se questi processori esistono, che differenze hanno tra di loro, e che differenze hanno rispetto all'attuale A5? Io sono sicuro che Apple monterà nell'iPad un processore nuovo e che questo processore nuovo sarà in grado di gestire con la sufficiente potenza il nuovo display, oltre che dare qualcosa in più anche a tutto il resto... non mi interessa sapere se è dual core o quad core, mi interessa sapere che è in grado di garantire al nuovo iPad le prestazioni necessarie per mantenersi ancora in vetta a questo settore in forte crescita.
Mi interesserebbe invece sapere (ma pare che ben pochi si preoccupino di approfondire questo tema) se il nuovo processore del nuovo iPad sarà già in grado di sfruttare architettura Macroscalar che Apple ha recentemente brevettato, non tanto per le prestazioni in sé del processore (che, sono sicuro, in un modo o nell'altro saranno sufficientemente elevate) ma perché mi piacerebbe capire già da subito "se e come" questa architettura riesce a garantire un effettivo incremento prestazionale grazie ad un'ottimizzazione dei processi di compilazione e generazione delle instruzioni per la CPU.
Mi interesserebbe inoltre sapere (altra cosa che tutti sembrano dimenticare) cosa ci riserverà di nuovo l'aggiornamento di iOS... perché è quasi scontato che a fronte di un nuovo iPad con un nuovo processore e nuove caratteristiche tecniche, ci sarà un update anche di iOS, update che (sperabilmente) non si limiterà ad un mero supporto tecnico dei nuovo modelli, ma dovrebbe portare anche qualche nuova funzione, aggiornamento, o bugfix... dall'implementazione di nuove lingue in Siri (e suprattutto l'estensione di certe funzionalità anche al di fuori degli USA) alla correzione di piccoli difetti dei quali, magari, vi parlerò nei prossimi giorni...
mercoledì 22 febbraio 2012
"Avevo un iPhone..."
"Avevo un iPhone... ho comprato un Lumia 800 con Windows Phone per vedere se la nuova piattaforma Microsoft era convincente, ma al momento non sono pienamente soddisfatto"
Queste parole me le ha dette un sostenitore di Windows (che nonostante ciò aveva un iPhone) e proprio in tale veste, considerando anche l'ansia con la quale ha atteso il primo telefono Nokia con Windows Phone, mi ha un po' sorpreso: la sensazione di insoddisfazione deriva dal telefono in sé (per esempio so che ha avuto qualche problema di autonomia) o da Windows Phone?
Personalmente (come ho già avuto modo di dire in altre occasioni) Windows Phone non mi piace molto, ma va riconosciuto a Microsoft il merito di aver realizzato un'interfaccia originale e di averla implementata con la giusta fluidità, probabilmente grazie anche alla restrizione delle richieste hardware minime. Maneggiare un Android offre invece tutt'altra sensazione, e soprattutto offre una sensazione che può variare in modo significativo a seconda dell'hardware sul quale lo si prova, nonché della versione del sistema o delle ROM cucinate: il "famoso" problema della frammentazione.
Dal punto di vista della reazione dell'interfaccia iOS, al momento, ha avuto qualche problema solo nell'estate del 2010, con l'iPhone 3G e la versione 4 del sistema. La sensazione è che il passaggio alla versione 4 di iOS fu un passo significativo che richiedeva un po' troppe risorse, risorse che il 3G non aveva (nonostante le "mutilazioni" riservate al 3G) anche se Apple volle comunque offrire l'aggiornamento. Se volete leggerla in chiave critica verso Apple, potete anche pensare che Apple non ottimizzò a sufficienza il sistema per il 3G, così da "indurre" gli utenti a cambiare telefono... considerando il salto prestazionale che esiste tra un 3G e un 3GS, l'ipotesi mi pare un po' dura da sostenere, ma siete liberi di pensarla come volete.
Al di là di questo, per analizzare le diverse strategie di quelli che sono attualmente i principali competitor del settore mobile, facciamo un passo indietro parlando di computer. Apple ha sempre fatto dell'integrazione tra hardware, software (sistema operativo in primis) e servizi, il suo punto di forza. Microsoft ha sempre fatto della compatibilità (sia verso l'hardware più disparato, sia verso il passato) il suo punto di forza. Google non ha un corrispettivo storico nel settore dei computer e anche l'esperienza recente dei cosiddetti ChromeBook non è stata certo delle migliori.
Passando al settore mobile, Apple ha sempre mantenuto anche qui la stessa filosofia portandola addirittura all'esasperazione: su iOS, salvo jailbreak, si installa solo software proveniente dall'iTunes App Store, software sul quale Apple ha diritto di veto.
Anche Microsoft inizialmente aveva portato sul mobile la stessa strategia dei computer basata sulla compatibilità, e puntava ad installare Windows Mobile su tutto l'hardware possibile; Windows Mobile però si è dimostrato poco adatto alla nuova generazione di smartphone: al di là dei risvolti commerciali e di questioni legate alle quote di mercato, col passaggio a Windows Phone anche Microsoft ha cambiato strategia, chiudendo in parte il sistema dal punto di vista dell'installazione del software ed esigendo delle specifiche minime più stringenti anziché adattarsi a tutte le possibili configurazioni... e per rendere ancora effettiva questa strategia ha fatto degli accordi molto stringenti con Nokia, così da concentrare lo sviluppo del sistema su un hardware ben definito.
Per Android, Google non ha mai posto alcuna restrizione (a parte la versione 3 del sistema, che era riservata ai tablet ed non era opern source) lasciando massima libertà ai produttori sulla customizzazione del proprio sistema in modo tale che si cucisse al meglio sul proprio hardware... se da un lato questa mossa ha consentito a Google di ottenere i migliori risultati dal punto di vista della diffusione del sistema, anche su dispositivi a basso costo, dall'altro lato ha provocato frammentazione e ritardo degli aggiornamenti.
Arrivati a questo punto, esaminiamo nel dettaglio la situazione degli aggiornamenti nel settore mobile.
Apple ha tutto l'interesse ad aggiornare di pari passo la propria offerta di hardware, software e servizi, per offrire un'integrazione che sia la migliore possibile: ogni iPhone uscito finora ha sempre resistito a tre versioni di iOS, quella del lancio e due aggiornamenti successivi, per un totale di tre anni di pieno suppporto.
L'esperienza di Microsoft con Windows Phone è ancora breve per tirare le somme ma la sensazione è quella che abbia tutto l'interesse ad assicurare un buon periodo di compatibilità con l'hardware richiesto dalla configurazione minima.
Per Android le cose sono un po' diverse; quando Google aggiorna la versione base di Android, poi tocca ai produttori rilasciare gli opportuni update per ogni telefono... il problema è che i produttori di telefonia sono, per l'appunto, produttori di hardware: al di là di eventuali discorsi sulle competenze, quale vantaggio otterrebbero ad investire risorse per adattare ogni nuova release di Android ai vari modello usciti uno o due anni prima? Fondamentalmente nessuno: meglio mettere la nuova release solo sui nuovi modelli, che magari ci scappa anche l'acquisto di nuovo hardware... anche perché i produttori di telefonia non fanno soldi con i banner pubblicitari delle applicazioni, e nemmeno fanno grossi numeri sulla vendita delle App sui loro store personali (fa eccezione Amazon con il suo Kindle Fire, ma si tratta di un tablet un po' anomalo nel mondo Android, vista la forte customizzazione che di fatto lo rende quasi un prodotto a sé stante). La riprova di questa situazione sta nel fatto che l'ultima versione di Android ha una percentuale di adozione estremamente bassa, tanto che viene da domandarsi che senso abbia l'arrivo di una nuova major release. Forse Ice Cream Sandwich verrà "snobbato" per passare direttamente ad Android 5 (Jelly Bean) ma questa corsa "solitaria" di Google dovrebbe porre molti quesiti intorno all'universo Android, e forse il primo è quesito è proprio che Google si è stufata di correre da sola...
La recente acquisizione di Motorola da parte di Big G lascia intendere che anche Google vuole imporre al mercato una certa direzione sull'hardware, ma se così fosse prepariamoci ad un piccolo sconvolgimento nell'universo Android: si potrebbe arrivare lla situazione per cui esistono telefoni "di serie A", sempre aggiornati all'ultima versione di Android (e presumibilmente con alto livello di ottimizzazione) e telefoni "di serie B", con scarse possibilità di aggiornamento, che faranno lotta ai primi sul prezzo, cosa che in parte avviene già ora.
Con tutti i benefici del dubbio sulla crescita di Windows Phone, prepariamoci (nell'immediato) ad un futuro a tre: Apple con l'iPhone, Microsoft con Nokia, e Google con Motorola. A contorno ci saranno tutti gli altri produttori come Samsung, HTC, Panasonic, LG e chi più ne ha più ne metta, che cercheranno (chi con Windows Phone, chi con Android, chi con entrambi) di fare il possibile per conquistarsi la propria fetta nel mercato degli smartphone. Chi punterà su Windwos Phone dovrà realizzare prodotti con richieste hardware più stringenti (e quindi presumibilmente più costosi) ma sa che avrà un maggiore supporto da parte di Microsoft; chi punterà su Android potrà fare prodotti più appetibili (cioé più economici) per qualsiasi fascia di pubblico, ma dovrà anche impegnarsi personalmente a customizzare il sistema di Google o a lasciare i propri utenti a secco di aggiornamenti. La mia impressione è che i telefoni Android continueranno a vendere più degli altri per un motivo molto semplice: con l'abbassamento dei prezzi, i modelli Android di fascia bassa sostituiranno progressivamente i cellulari utilizzati non come smartphone ma come semplici telefoni (cosa che, a mio avviso, in parte già avviene). L'iPhone fa un po' storia a se, e probabilmente non risentirà più di tanto della battaglia che si preannuncia tra Google e Microsoft; quest'ultima parte svantaggiata ma non ha ancora perso l'ultimo treno, e può puntare sull'integrazione di Windwos Phone nell'ecosistema che Microsoft sta cercando di creare.
Come ultima cosa ci sarebbe da chiedersi se, in questo ipotetico futuro a tre, ci sarà un po' di spazio anche per gli altri... WebOS ha alcune caratteristiche che a mio avviso lo rendono migliore rispetto ad Android: chissa che a parità di Open Source l'interesse di produttori e sviluppatori non si sposti almeno in parte verso questo sistema, offrendo così una valida possibilità di scelta in più. Per RIM la strada mi sembra invece sempre più in salita, e dubito che nel breve-medio periodo ci sia spazio per altri progetti.
Da tutto questo discorso ho volutamente escluso i tablet; per certi versi sarebbe stato un bene considerarli visto che, almeno finché si parla di iOS e Android, ci gira lo stesso sistema... ma avrò modo di parlarne in un'altra occasione.
Queste parole me le ha dette un sostenitore di Windows (che nonostante ciò aveva un iPhone) e proprio in tale veste, considerando anche l'ansia con la quale ha atteso il primo telefono Nokia con Windows Phone, mi ha un po' sorpreso: la sensazione di insoddisfazione deriva dal telefono in sé (per esempio so che ha avuto qualche problema di autonomia) o da Windows Phone?
Personalmente (come ho già avuto modo di dire in altre occasioni) Windows Phone non mi piace molto, ma va riconosciuto a Microsoft il merito di aver realizzato un'interfaccia originale e di averla implementata con la giusta fluidità, probabilmente grazie anche alla restrizione delle richieste hardware minime. Maneggiare un Android offre invece tutt'altra sensazione, e soprattutto offre una sensazione che può variare in modo significativo a seconda dell'hardware sul quale lo si prova, nonché della versione del sistema o delle ROM cucinate: il "famoso" problema della frammentazione.
Dal punto di vista della reazione dell'interfaccia iOS, al momento, ha avuto qualche problema solo nell'estate del 2010, con l'iPhone 3G e la versione 4 del sistema. La sensazione è che il passaggio alla versione 4 di iOS fu un passo significativo che richiedeva un po' troppe risorse, risorse che il 3G non aveva (nonostante le "mutilazioni" riservate al 3G) anche se Apple volle comunque offrire l'aggiornamento. Se volete leggerla in chiave critica verso Apple, potete anche pensare che Apple non ottimizzò a sufficienza il sistema per il 3G, così da "indurre" gli utenti a cambiare telefono... considerando il salto prestazionale che esiste tra un 3G e un 3GS, l'ipotesi mi pare un po' dura da sostenere, ma siete liberi di pensarla come volete.
Al di là di questo, per analizzare le diverse strategie di quelli che sono attualmente i principali competitor del settore mobile, facciamo un passo indietro parlando di computer. Apple ha sempre fatto dell'integrazione tra hardware, software (sistema operativo in primis) e servizi, il suo punto di forza. Microsoft ha sempre fatto della compatibilità (sia verso l'hardware più disparato, sia verso il passato) il suo punto di forza. Google non ha un corrispettivo storico nel settore dei computer e anche l'esperienza recente dei cosiddetti ChromeBook non è stata certo delle migliori.
Passando al settore mobile, Apple ha sempre mantenuto anche qui la stessa filosofia portandola addirittura all'esasperazione: su iOS, salvo jailbreak, si installa solo software proveniente dall'iTunes App Store, software sul quale Apple ha diritto di veto.
Anche Microsoft inizialmente aveva portato sul mobile la stessa strategia dei computer basata sulla compatibilità, e puntava ad installare Windows Mobile su tutto l'hardware possibile; Windows Mobile però si è dimostrato poco adatto alla nuova generazione di smartphone: al di là dei risvolti commerciali e di questioni legate alle quote di mercato, col passaggio a Windows Phone anche Microsoft ha cambiato strategia, chiudendo in parte il sistema dal punto di vista dell'installazione del software ed esigendo delle specifiche minime più stringenti anziché adattarsi a tutte le possibili configurazioni... e per rendere ancora effettiva questa strategia ha fatto degli accordi molto stringenti con Nokia, così da concentrare lo sviluppo del sistema su un hardware ben definito.
Per Android, Google non ha mai posto alcuna restrizione (a parte la versione 3 del sistema, che era riservata ai tablet ed non era opern source) lasciando massima libertà ai produttori sulla customizzazione del proprio sistema in modo tale che si cucisse al meglio sul proprio hardware... se da un lato questa mossa ha consentito a Google di ottenere i migliori risultati dal punto di vista della diffusione del sistema, anche su dispositivi a basso costo, dall'altro lato ha provocato frammentazione e ritardo degli aggiornamenti.
Arrivati a questo punto, esaminiamo nel dettaglio la situazione degli aggiornamenti nel settore mobile.
Apple ha tutto l'interesse ad aggiornare di pari passo la propria offerta di hardware, software e servizi, per offrire un'integrazione che sia la migliore possibile: ogni iPhone uscito finora ha sempre resistito a tre versioni di iOS, quella del lancio e due aggiornamenti successivi, per un totale di tre anni di pieno suppporto.
L'esperienza di Microsoft con Windows Phone è ancora breve per tirare le somme ma la sensazione è quella che abbia tutto l'interesse ad assicurare un buon periodo di compatibilità con l'hardware richiesto dalla configurazione minima.
Per Android le cose sono un po' diverse; quando Google aggiorna la versione base di Android, poi tocca ai produttori rilasciare gli opportuni update per ogni telefono... il problema è che i produttori di telefonia sono, per l'appunto, produttori di hardware: al di là di eventuali discorsi sulle competenze, quale vantaggio otterrebbero ad investire risorse per adattare ogni nuova release di Android ai vari modello usciti uno o due anni prima? Fondamentalmente nessuno: meglio mettere la nuova release solo sui nuovi modelli, che magari ci scappa anche l'acquisto di nuovo hardware... anche perché i produttori di telefonia non fanno soldi con i banner pubblicitari delle applicazioni, e nemmeno fanno grossi numeri sulla vendita delle App sui loro store personali (fa eccezione Amazon con il suo Kindle Fire, ma si tratta di un tablet un po' anomalo nel mondo Android, vista la forte customizzazione che di fatto lo rende quasi un prodotto a sé stante). La riprova di questa situazione sta nel fatto che l'ultima versione di Android ha una percentuale di adozione estremamente bassa, tanto che viene da domandarsi che senso abbia l'arrivo di una nuova major release. Forse Ice Cream Sandwich verrà "snobbato" per passare direttamente ad Android 5 (Jelly Bean) ma questa corsa "solitaria" di Google dovrebbe porre molti quesiti intorno all'universo Android, e forse il primo è quesito è proprio che Google si è stufata di correre da sola...
La recente acquisizione di Motorola da parte di Big G lascia intendere che anche Google vuole imporre al mercato una certa direzione sull'hardware, ma se così fosse prepariamoci ad un piccolo sconvolgimento nell'universo Android: si potrebbe arrivare lla situazione per cui esistono telefoni "di serie A", sempre aggiornati all'ultima versione di Android (e presumibilmente con alto livello di ottimizzazione) e telefoni "di serie B", con scarse possibilità di aggiornamento, che faranno lotta ai primi sul prezzo, cosa che in parte avviene già ora.
Con tutti i benefici del dubbio sulla crescita di Windows Phone, prepariamoci (nell'immediato) ad un futuro a tre: Apple con l'iPhone, Microsoft con Nokia, e Google con Motorola. A contorno ci saranno tutti gli altri produttori come Samsung, HTC, Panasonic, LG e chi più ne ha più ne metta, che cercheranno (chi con Windows Phone, chi con Android, chi con entrambi) di fare il possibile per conquistarsi la propria fetta nel mercato degli smartphone. Chi punterà su Windwos Phone dovrà realizzare prodotti con richieste hardware più stringenti (e quindi presumibilmente più costosi) ma sa che avrà un maggiore supporto da parte di Microsoft; chi punterà su Android potrà fare prodotti più appetibili (cioé più economici) per qualsiasi fascia di pubblico, ma dovrà anche impegnarsi personalmente a customizzare il sistema di Google o a lasciare i propri utenti a secco di aggiornamenti. La mia impressione è che i telefoni Android continueranno a vendere più degli altri per un motivo molto semplice: con l'abbassamento dei prezzi, i modelli Android di fascia bassa sostituiranno progressivamente i cellulari utilizzati non come smartphone ma come semplici telefoni (cosa che, a mio avviso, in parte già avviene). L'iPhone fa un po' storia a se, e probabilmente non risentirà più di tanto della battaglia che si preannuncia tra Google e Microsoft; quest'ultima parte svantaggiata ma non ha ancora perso l'ultimo treno, e può puntare sull'integrazione di Windwos Phone nell'ecosistema che Microsoft sta cercando di creare.
Come ultima cosa ci sarebbe da chiedersi se, in questo ipotetico futuro a tre, ci sarà un po' di spazio anche per gli altri... WebOS ha alcune caratteristiche che a mio avviso lo rendono migliore rispetto ad Android: chissa che a parità di Open Source l'interesse di produttori e sviluppatori non si sposti almeno in parte verso questo sistema, offrendo così una valida possibilità di scelta in più. Per RIM la strada mi sembra invece sempre più in salita, e dubito che nel breve-medio periodo ci sia spazio per altri progetti.
Da tutto questo discorso ho volutamente escluso i tablet; per certi versi sarebbe stato un bene considerarli visto che, almeno finché si parla di iOS e Android, ci gira lo stesso sistema... ma avrò modo di parlarne in un'altra occasione.
domenica 19 febbraio 2012
"si stava meglio quando si stava peggio", ma anche no...
Uso Mac da ormai vent'anni (o giù di lì) da poco meno navigo in internet, e da un po' meno ancora frequento usenet. Su it.comp.macintosh (icm per gli "amici") ho imparato molto e ho conosciuto virtualmente molte persone. Alcune di queste persone le ho conosciute anche nella vita reale, altre le frequento ancora virtualmente, altre ancora le ricordo con simpatia ma non riesco più a rintracciarle. Qualcuno mi ha introdotto anche ad altri forum, a siti dedicati al mondo Apple, qualcuno mi ha dato l'occasione di scrivere su fanzine e riviste (passione che poi è sfociata negli articoli che tutt'oggi scrivo per Punto-Informatico) e qualcuno mi ha anche consentito di fare qualche "lavoretto" per Apple (quand'ero studente, ai tempi del primo iMac, nei fine-settimana facevo il promoter nei grandi negozi di elettronica di consumo).
Qualche giorno fa stavo curiosando tra i vecchi messaggi del 1996 (non riesco ad andare più indietro con Google, ma se qualcuno ha dei suggerimenti su come rintracciare messaggi più vecchi, li accetto volentieri). Accanto ad nomi (pochi) che frequentano ancora icm e a quelli che (pur non frequentando più) ricordo ancora per vari motivi, ce ne sono molti che non ricordo più... gente che magari era solo di passaggio, gente che magari ha frequentato anche per qualche anno ma della quale, per un motivo o per l'altro, non ho più alcun ricordo... dopotutto sono passati vent'anni... o quasi...
Quello che è certo è che l'atmosfera di quei tempi era diversa, ma forse neanche tanto... e qui mi riallaccio al titolo di apertura di questo messaggio: al di là del fatto che qualcosa di diverso c'era per forza, era davvero meglio? E se davvero era meglio, lo era per merito di una Apple che ai tempi era diversa, o lo era per altri motivi? O sono solo i ricordi nostalgici di qualcuno che fanno rievocare quegli anni in un modo più positivo di come realmente erano?
Parto dalla mia esperienza personale. Quando vidi il primo Mac capii subito che "quello" era il tipo di computer che volevo (ai tempi stavo usando un 286 con MS-DOS) ma il costo del nuovo era esorbitante: comprai un LC usato da un mio caro amico, LC che mi accompagnò per diversi anni. Già quindi salta all'occhio la prima differenza tra il presente e il passato: anche oggi i Mac costano mediamente più di un PC da mediamarket, ma se per esempio si prende un notebook di fascia "professionale" il prezzo è lo stesso di un MacBook Pro, e gli ultrabook faticano ad essere concorrenziali con gli Air; in passato i Mac costavano molto di più di qualsiasi PC, senza eccezioni. Inoltre ai tempi dovetti comprare una stampante dedicata alle porte di quel Mac, e un modem anch'esso dedicato: inutile dire che essendo "dedicati" costavano più degli altri... tra l'altro la stampante mi dava non pochi problemi, e la prima connessione ad internet tramite modem non fu tra le cose più semplici, con tanto di pannelli di controllo aggiuntivi (chi se li ricorda FreePPP e OT/PPP?) di non immediata configurazione (ma ammetto anche la mia inesperienza di quegli anni...).
Qualche anno più tardi riuscii a comprarmi un Performa 6300, macchina per certi versi economica ma di dubbia qualità, visto che le prestazioni lasciavano a desiderare: mi si ruppe due volte l'hard disk (cosa che comunque può sempre capitare) e non volli nemmeno approfondire le cause della rottura successiva che mi fece cambiare macchina. Perlomeno aveva il modem integrato, per cui regali il mio modem "dedicato" a mia moglie (ai tempi era ancora la mia "fidanzata") che nel frattempo aveva preso un LCII (sempre usato) per preparare le relazioni universitarie nonché la sua tesi (in russo).
Ai tempi (siamo a metà anni '90) Apple stava vivendo la transizione dai processori 68k ai PowerPC, con problematiche simili a quelle vissute ultimamente col passaggio ad Intel. In più c'erano delle versioni di System (la 7.5.2 e la 7.5.3) che mandavano in bomba molto spesso il mio Performa, cosa che non era mai accaduta con il vecchio LC e con le versioni precedenti del System. Il system, ai tempi aveva i suoi bei limiti: il multitasking cooperativo faceva si che lo svuotamento del cestino, o la stampa di un documento, tenessero impegnato il sistema senza poter fare altro... era davvero meglio questa situazione rispetto a Lion? Di contro si poteva smanettare più facilmente con estensioni e pannello di controllo, editando anche le risorse (ve lo ricordare ResEdit?).
Per un motivo o per l'altro, che dipendesse dalla transizione da 68k a PPC, da versioni poco stabili del sistema (solo con l'arrivo della versione 8, o meglio ancora della 8.1, si tornò a livelli soddisfacenti di stabilità) da caratteristiche ormai obsolete del vecchio System (con un fantomatico Copland che veniva sempre rimandato e non venne mai alla luce), o da smanettamenti poco ortodossi degli utenti, nonostante il Mac fosse anni luce avanti gli altri PC, c'era sempre chi aveva motivo di lamentarsi... quando però hai 20 anni, e tutto il tempo che vuoi da dedicare alla passione dell'informatica, certe cose le affronti in modo diverso da quando ne hai 40: a 40 anni hai (sperabilmente) un lavoro che ti impegna a tempo pieno (e che non è necessariamente legato all'informatica, né tantomeno al Mac) e una famiglia, magari dei figli, ai quali dedicare il tempo libero che ti rimane. Quando a 40 anni accendi il computer tutto deve funzionare come te lo aspetti, non sei troppo propenso ai cambiamenti, non hai tempo per sperimentare, trovare le soluzioni ad eventuali problemi o trovare nuove vie dettate dalle piccole o grandi rivoluzioni di una GUI; se poi il computer lo usi per lavorare la cosa può essere ancora peggiore, perché non puoi proprio permetterti di perdere tempo dietro a certe cose... l'ho vissuto personalmente nel passaggio a MacOS X (in quegli anni lavoravo con un Mac, in un ambiente dove si usavano Mac) e lo vivo personalmente anche oggi con Windows, dove noto molta riluttanza ad abbandonare WinXP per Seven (Vista nemmeno lo considero).
Tutto questo fa uno strano effetto se si trasla sulla cosiddetta "comunità" Apple: le maggior parte delle persone che 20 anni fa affrontavano il Mac con entusiasmo, accogliendo novità e problemi come nuove sfide, oggi sono molto più critiche, soprattutto se usano il Mac per lavorare... chi invece, come me, lavora con Win e usa il Mac solo per diletto, riesce ancora a trovare interessanti le novità. 20 anni fa i cosiddetti "evangelisti del Mac" erano visti in modo scettico dagli "anziani" che usavano il computer in modo più tradizionale, e oggi gli utenti critici di Apple (che magari 20 anni fa erano evanagelisti) guardano in modo scettico i nuovi utenti Apple, quelli che magari sono stati "traghettati" verso il Mac da un iPhone...
Le persone cambiano, ma anche le comunità cambiano, e se parliamo di comunità nate intorno ad una comune passione informatica (e quindi legata alla tecnologia) cambiano perché le tecnologie si evolvono. Un tempo, quando il collegamento era a 56k (o ancora meno) era consuetudine creare comunità che si frequentavano su forum testuali, creavano informazione, e di tanto in tanto si incontravano anche nella realtà organizzando cene o eventi. Oggi che la banda larga è nelle tasche a tutti, che internet abbonda di siti di informazione e blogger, che anche le riviste cartacee fanno fatica a trovare un senso perché travolte dalla marea di informazione che circola in rete, e che le comunità si creano nei social network, certe abitudini vanno per forza di cose a svanire... soprattutto se parliamo sempre di quelle persone che a 20-30 anni avevano molto tempo libero, mentre adesso che di anno ne hanno 40-50, di tempo libero ne hanno molto meno (e magari hanno anche meno "voglia di fare").
Infine è inutile nascondere che anche Apple è cambiata: se 20 anni fa era un'azienda di nicchia che non se la passava troppo bene, oggi grazie all'ecosistema di iOS è una delle società informatiche che godono di maggiore salute... e questa forse è una delle critiche che più spesso vengono rivolte alla Apple attuale. Se una volta il prodotto principale era il Mac (con relativo System o MacOS) oggi il prodotti principali di Apple, quelli che vendono di più e generano maggiore fatturato, sono l'iPhone e l'iPad... e questo si riperquote anche sul Mac, che comunque è in continua crescita. Mac OS X, diventato OS X, assomiglia sempre più ad iOS, cosa che per molti è un difetto ma che in fin dei conti (oltre a tentare una nuova strada di innovazione) serve ad avvicinare l'informatica alla gente comune, un po' lo stesso intento con cui venne presentato il primo Mac. E' vero, Apple non è sempre stata così... Xserve, Final Cut, MacOS X Server, ma anche andando più indietro nel tempo, possiamo trovare diversi prodotti dedicati ai professionisti: una nicchia di utenti in una nicchia di sistema. Apple sta cambiando, a molti non piace, ma secondo me è una sorta di ritorno alle origini, a quel computer "for the rest of us" che voleva il primo Jobs... spero solo che OS X non converga "totalmente" in iOS, perché quello sarebbe troppo, ma lo vedo anche improbabile: come ho già avuto modo di dire, se fosse tutto e solo come iOS, non si potrebbe nemmeno sviluppare le App (a meno di cambiamenti inattesi in iOS).
A 'sto punto chiudiamo il cerchio riproponendo la domanda iniziale: si stava meglio quando si stava peggio? Se era davvero era meglio, lo era per merito di una Apple che ai tempi era diversa, o lo era per altri motivi? O sono solo i ricordi nostalgici di qualcuno che fanno rievocare quegli anni in un modo più positivo di come realmente erano?
Personalmente credo che ci sia un po' di tutto: Apple sta sicuramente cambiando ma, a mio avviso, non sta "peggiorando"... questi cambiamenti possono non piacere a tutti, sicuramente, ma altrettanto sicuramente possono piacere a chi prima non prendeva in considerazione il Mac... ogni periodo storico di Apple ha avuto i suoi pro e i suoi contro, ed ha avuto le sue caratteristiche più o meno adatte alle esigenze di ognuno, esigenze che magari sono anche cambiate nel corso degli anni, così com'è cambiata anche Apple, i suoi prodotti e i suoi target. Io, col Mac, mi diverto ancora... forse se con Mac facessi altri lavori non sarei molto contento di certe scelte, ma ho come l'impressione che la strada scelta sarà seguita anche dagli "altri" e credo che (quantomeno per l'utenza consumer) sia quella giusta... spero di non dovermi rimangiare quest'ultima frase...
Riallacciandomi ad alcune polemiche nate intorno alle recenti anticipazioni su Mountain Lion, vi ripropongo anche un mio post di oltre due anni fa, un post che ragionava su una frase che un mio amico mi disse vent'anni fa: sono sempre più dell'idea che le cose stanno oggi come stavano allora.
Qualche giorno fa stavo curiosando tra i vecchi messaggi del 1996 (non riesco ad andare più indietro con Google, ma se qualcuno ha dei suggerimenti su come rintracciare messaggi più vecchi, li accetto volentieri). Accanto ad nomi (pochi) che frequentano ancora icm e a quelli che (pur non frequentando più) ricordo ancora per vari motivi, ce ne sono molti che non ricordo più... gente che magari era solo di passaggio, gente che magari ha frequentato anche per qualche anno ma della quale, per un motivo o per l'altro, non ho più alcun ricordo... dopotutto sono passati vent'anni... o quasi...
Quello che è certo è che l'atmosfera di quei tempi era diversa, ma forse neanche tanto... e qui mi riallaccio al titolo di apertura di questo messaggio: al di là del fatto che qualcosa di diverso c'era per forza, era davvero meglio? E se davvero era meglio, lo era per merito di una Apple che ai tempi era diversa, o lo era per altri motivi? O sono solo i ricordi nostalgici di qualcuno che fanno rievocare quegli anni in un modo più positivo di come realmente erano?
Parto dalla mia esperienza personale. Quando vidi il primo Mac capii subito che "quello" era il tipo di computer che volevo (ai tempi stavo usando un 286 con MS-DOS) ma il costo del nuovo era esorbitante: comprai un LC usato da un mio caro amico, LC che mi accompagnò per diversi anni. Già quindi salta all'occhio la prima differenza tra il presente e il passato: anche oggi i Mac costano mediamente più di un PC da mediamarket, ma se per esempio si prende un notebook di fascia "professionale" il prezzo è lo stesso di un MacBook Pro, e gli ultrabook faticano ad essere concorrenziali con gli Air; in passato i Mac costavano molto di più di qualsiasi PC, senza eccezioni. Inoltre ai tempi dovetti comprare una stampante dedicata alle porte di quel Mac, e un modem anch'esso dedicato: inutile dire che essendo "dedicati" costavano più degli altri... tra l'altro la stampante mi dava non pochi problemi, e la prima connessione ad internet tramite modem non fu tra le cose più semplici, con tanto di pannelli di controllo aggiuntivi (chi se li ricorda FreePPP e OT/PPP?) di non immediata configurazione (ma ammetto anche la mia inesperienza di quegli anni...).
Qualche anno più tardi riuscii a comprarmi un Performa 6300, macchina per certi versi economica ma di dubbia qualità, visto che le prestazioni lasciavano a desiderare: mi si ruppe due volte l'hard disk (cosa che comunque può sempre capitare) e non volli nemmeno approfondire le cause della rottura successiva che mi fece cambiare macchina. Perlomeno aveva il modem integrato, per cui regali il mio modem "dedicato" a mia moglie (ai tempi era ancora la mia "fidanzata") che nel frattempo aveva preso un LCII (sempre usato) per preparare le relazioni universitarie nonché la sua tesi (in russo).
Ai tempi (siamo a metà anni '90) Apple stava vivendo la transizione dai processori 68k ai PowerPC, con problematiche simili a quelle vissute ultimamente col passaggio ad Intel. In più c'erano delle versioni di System (la 7.5.2 e la 7.5.3) che mandavano in bomba molto spesso il mio Performa, cosa che non era mai accaduta con il vecchio LC e con le versioni precedenti del System. Il system, ai tempi aveva i suoi bei limiti: il multitasking cooperativo faceva si che lo svuotamento del cestino, o la stampa di un documento, tenessero impegnato il sistema senza poter fare altro... era davvero meglio questa situazione rispetto a Lion? Di contro si poteva smanettare più facilmente con estensioni e pannello di controllo, editando anche le risorse (ve lo ricordare ResEdit?).
Per un motivo o per l'altro, che dipendesse dalla transizione da 68k a PPC, da versioni poco stabili del sistema (solo con l'arrivo della versione 8, o meglio ancora della 8.1, si tornò a livelli soddisfacenti di stabilità) da caratteristiche ormai obsolete del vecchio System (con un fantomatico Copland che veniva sempre rimandato e non venne mai alla luce), o da smanettamenti poco ortodossi degli utenti, nonostante il Mac fosse anni luce avanti gli altri PC, c'era sempre chi aveva motivo di lamentarsi... quando però hai 20 anni, e tutto il tempo che vuoi da dedicare alla passione dell'informatica, certe cose le affronti in modo diverso da quando ne hai 40: a 40 anni hai (sperabilmente) un lavoro che ti impegna a tempo pieno (e che non è necessariamente legato all'informatica, né tantomeno al Mac) e una famiglia, magari dei figli, ai quali dedicare il tempo libero che ti rimane. Quando a 40 anni accendi il computer tutto deve funzionare come te lo aspetti, non sei troppo propenso ai cambiamenti, non hai tempo per sperimentare, trovare le soluzioni ad eventuali problemi o trovare nuove vie dettate dalle piccole o grandi rivoluzioni di una GUI; se poi il computer lo usi per lavorare la cosa può essere ancora peggiore, perché non puoi proprio permetterti di perdere tempo dietro a certe cose... l'ho vissuto personalmente nel passaggio a MacOS X (in quegli anni lavoravo con un Mac, in un ambiente dove si usavano Mac) e lo vivo personalmente anche oggi con Windows, dove noto molta riluttanza ad abbandonare WinXP per Seven (Vista nemmeno lo considero).
Tutto questo fa uno strano effetto se si trasla sulla cosiddetta "comunità" Apple: le maggior parte delle persone che 20 anni fa affrontavano il Mac con entusiasmo, accogliendo novità e problemi come nuove sfide, oggi sono molto più critiche, soprattutto se usano il Mac per lavorare... chi invece, come me, lavora con Win e usa il Mac solo per diletto, riesce ancora a trovare interessanti le novità. 20 anni fa i cosiddetti "evangelisti del Mac" erano visti in modo scettico dagli "anziani" che usavano il computer in modo più tradizionale, e oggi gli utenti critici di Apple (che magari 20 anni fa erano evanagelisti) guardano in modo scettico i nuovi utenti Apple, quelli che magari sono stati "traghettati" verso il Mac da un iPhone...
Le persone cambiano, ma anche le comunità cambiano, e se parliamo di comunità nate intorno ad una comune passione informatica (e quindi legata alla tecnologia) cambiano perché le tecnologie si evolvono. Un tempo, quando il collegamento era a 56k (o ancora meno) era consuetudine creare comunità che si frequentavano su forum testuali, creavano informazione, e di tanto in tanto si incontravano anche nella realtà organizzando cene o eventi. Oggi che la banda larga è nelle tasche a tutti, che internet abbonda di siti di informazione e blogger, che anche le riviste cartacee fanno fatica a trovare un senso perché travolte dalla marea di informazione che circola in rete, e che le comunità si creano nei social network, certe abitudini vanno per forza di cose a svanire... soprattutto se parliamo sempre di quelle persone che a 20-30 anni avevano molto tempo libero, mentre adesso che di anno ne hanno 40-50, di tempo libero ne hanno molto meno (e magari hanno anche meno "voglia di fare").
Infine è inutile nascondere che anche Apple è cambiata: se 20 anni fa era un'azienda di nicchia che non se la passava troppo bene, oggi grazie all'ecosistema di iOS è una delle società informatiche che godono di maggiore salute... e questa forse è una delle critiche che più spesso vengono rivolte alla Apple attuale. Se una volta il prodotto principale era il Mac (con relativo System o MacOS) oggi il prodotti principali di Apple, quelli che vendono di più e generano maggiore fatturato, sono l'iPhone e l'iPad... e questo si riperquote anche sul Mac, che comunque è in continua crescita. Mac OS X, diventato OS X, assomiglia sempre più ad iOS, cosa che per molti è un difetto ma che in fin dei conti (oltre a tentare una nuova strada di innovazione) serve ad avvicinare l'informatica alla gente comune, un po' lo stesso intento con cui venne presentato il primo Mac. E' vero, Apple non è sempre stata così... Xserve, Final Cut, MacOS X Server, ma anche andando più indietro nel tempo, possiamo trovare diversi prodotti dedicati ai professionisti: una nicchia di utenti in una nicchia di sistema. Apple sta cambiando, a molti non piace, ma secondo me è una sorta di ritorno alle origini, a quel computer "for the rest of us" che voleva il primo Jobs... spero solo che OS X non converga "totalmente" in iOS, perché quello sarebbe troppo, ma lo vedo anche improbabile: come ho già avuto modo di dire, se fosse tutto e solo come iOS, non si potrebbe nemmeno sviluppare le App (a meno di cambiamenti inattesi in iOS).
A 'sto punto chiudiamo il cerchio riproponendo la domanda iniziale: si stava meglio quando si stava peggio? Se era davvero era meglio, lo era per merito di una Apple che ai tempi era diversa, o lo era per altri motivi? O sono solo i ricordi nostalgici di qualcuno che fanno rievocare quegli anni in un modo più positivo di come realmente erano?
Personalmente credo che ci sia un po' di tutto: Apple sta sicuramente cambiando ma, a mio avviso, non sta "peggiorando"... questi cambiamenti possono non piacere a tutti, sicuramente, ma altrettanto sicuramente possono piacere a chi prima non prendeva in considerazione il Mac... ogni periodo storico di Apple ha avuto i suoi pro e i suoi contro, ed ha avuto le sue caratteristiche più o meno adatte alle esigenze di ognuno, esigenze che magari sono anche cambiate nel corso degli anni, così com'è cambiata anche Apple, i suoi prodotti e i suoi target. Io, col Mac, mi diverto ancora... forse se con Mac facessi altri lavori non sarei molto contento di certe scelte, ma ho come l'impressione che la strada scelta sarà seguita anche dagli "altri" e credo che (quantomeno per l'utenza consumer) sia quella giusta... spero di non dovermi rimangiare quest'ultima frase...
Riallacciandomi ad alcune polemiche nate intorno alle recenti anticipazioni su Mountain Lion, vi ripropongo anche un mio post di oltre due anni fa, un post che ragionava su una frase che un mio amico mi disse vent'anni fa: sono sempre più dell'idea che le cose stanno oggi come stavano allora.
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