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sabato 16 marzo 2013

[10 anni fa] Il mio primo PowerBook

Col consueto ritardo che non so quando riuscirò a recuperare (soprattutto in questo periodo) eccovi un sunto delle notizie informatiche del febbraio 2003.
Dieci anni fa compravo il mio primo portatile Apple, un PowerBook 12″ fresco di lancio. Snobbato da alcuni come “un iBook con la scocca di alluminio” fu una macchina che mi diede grosse soddisfazioni, e anche chi lo comprò usato qualche anno più tardi ne fu molto contento.
Apple era molto attiva sul fronte Mac in quel periodo, tant’è che nello stesso periodo vennero aggiornati anche gli iMac (con tanto di ritocchino di prezzo) e vennero annunciati nuovi modelli Xserve (disponibili però dal mese successivo) anche RAID.
[continua su Tevac...]

mercoledì 30 maggio 2012

[10 anni fa] Frammentazione

10 anni, nel mese di maggio, Apple aggiornava gli iBook e inaugurava l'era degli (ormai defunti) Xserve; in realtà anche gli iBook è come se fossero ormai morti: trasformati in MacBook col passaggio ad Intel e contraddistinti dalla scocca in policarbonato rispetto ai MacBook Pro, dopo un passaggio travagliato per una versione in alluminio che creava solo confusione tra le linee, sono stati definitivamente eliminati per lasciare spazio agli Air.

Il titolo di questo articolo parla però di "frammentazione", e se questo termine oggi va molto di moda parlando di Android, anche 10 anni fa era più o meno di attualità, e sempre a proposito del sistema da cui Android deriva (e ne fa ormai parte), ovvero Linux. 10 anni fa "Caldera, Conectiva, SuSE e Turbolinux si alleavano per dar vita ad una versione unificata di Linux con cui conquistare il mercato aziendale e contrastare l'effetto frammentazione"; lascio a voi giudicare il risultato dell'operazione.

[Sempre a proposito di frammentazione, in questi giorni stanno circolando delle immagini della presunta scocca del futuro iPhone, con uno schermo di dimensioni e proporzioni differenti, nonché un nuovo connettore dock più piccolo... ma di questo ne parlerò in un articolo a parte]

Al di là di questo, tra una decina di giorni inizierà la WWDC di quest'anno, mentre 10 anni fa l'appuntamento con la conferenza degli sviluppatori era un appuntamento fisso del mese di maggio, per cui di questi tempi si tiravano le somme su quanto presentato: oltre all'hardware a cui ho accennato sopra, le novità riguardavano soprattutto MacOSX e, nel dettaglio, Jaguar, sistema che sarebbe stato rilasciato qualche mese più tardi. In quel periodo si discuteva molto di MacOS X, della sua anima UNIX, e del fatto che Apple avrebbe dovuto rilasciarne una versione anche per x86. Dal mio punto di vista ho sempre detto che Apple punta all'integrazione di hardware, software e servizi, e che quindi non avrebbe mai rilasciato MacOS X per x86 se non con le dovute precauzioni volte a mantenere il legame di cui sopra: di fatto Apple è passata a x86, ma non ha rilasciato una versione di MacOS X per la "piattaforma x86", ha sempre vincolato il proprio sistema alle proprie macchine... e credo che, nonostante il nuovo corso di Tim Cook, Apple continuerà ancora per questa strada.

mercoledì 18 gennaio 2012

[10 anni fa] Inizia l'era del lampadone

Nel gennaio del 2002 Future Power lanciava AIO, una linea di PC equipaggiati don Linux che di fatto (pur avendo un monitor più generoso) erano dei cloni dell'iMac. Ci aveva già provato un paio di anni prima con una linea chiamata E-Power che le costò una causa da parte di Apple con conseguente ritiro dal mercato, ma stavolta le cosa andarono diversamente, anche perché Apple stava abbandonando la vecchia linea di iMac con CRT per introdurre il cosiddetto lampadone, l'iMac G4 con base semisferica e monitor LCD collegato ad un braccio mobile.

Il lampadone, con la sua forma insolita e l'hardware rinnovato da un processore G4, riscosse grande successo, ma non fu l'unica novità del gennaio della mela. Nel corso del consueto (ai tempi) Macworld expo di inizio anno, Apple presentò anche l'iBook bianco con schermo da 14" (macchina che inizialmente sembrava destinata a un grande successo ma che alla fine vendette meno del modello da 12") e la prima versione di iPhoto. Quest'ultima, nella sua prima versione, era ben diversa dall'attuale, ma introduceva per le foto lo stesso concetto già utilizzato per la musica in iTunes: un libreria di cui l'utente non dovrebbe preoccuparsi (nel senso che non gli deve interessare la sua locazione e suddivisione sul disco rigido) e la possibilità di creare "album", ovvero l'equivalente delle playlist di iTunes. Col tempo vennero aggiunte le cartelle per raggruppare più album, la possibilità di gestire più librerie, gli eventi (che racchiudono le importazioni in un modo più "amichevole" rispetto ai "rullini" virtuali delle prime versioni) e tante altre piccole cose. Ancora oggi, a distanza di 10 anni, c'è chi è spaventato dal fatto che iPhoto si gestisca la libreria per i fatti suoi, e preferisce raggruppare "a mano" in specifiche cartelle...

Sempre a gennaio (verso la fine) il processore G4 supera la soglia psicologia del GHz (soglia che Intel e AMD avevano già superato da tempo anche se il G4, con la sua differente architettura, riusciva ancora a spuntarla in molti campi); ne beneficiarono subito i PowerMac.

E mentre Apple si lanciava nelle novità sopra descritte, IBM (complice i pessimi risultati finanziari) stava meditando di abbandonare il settore dei personal computer cosa che avvenne qualche anno più tardi (nel 2004-2005) con la cessione dell'attività a Lenovo.

In questo andirivieni di nuove macchine e nuovi sistemi, Sony butta nel mucchio un kit per usare la Playstation 2 come workstation Linux. Il kit comprendeva Hard Disk, tastiera, mouse, scheda ethernet e adattatore VGA, oltre ovviamente al DVD del sistema, basato sul kernel Linux 2.2.1 e comprensivo di gcc 2.95.2, glibc 2.2.2 e XFree86 3.3.6.

lunedì 13 settembre 2010

Specchio specchio delle mie brame...

...qual'è l'OS più usato nel reame?

E' di qualche tempo fa la notizia che iOS ha superato Linux come sistema operativo rilevato sul web (perlomeno in base a quanto rilevato da NetApplications).
Ovviamente, visto il tipo di statistica, parliamo di sistemi usati per navigare sul web, numeri che sono solo parzialmente indicativi dell'effettiva diffusione dei diversi sistemi, anche se forse ci dice qualcosa di più rispetto ai dati di vendita, quantomeno in ambito consumer (visto che, lato server, è proprio Linux che spesso fa girare il tutto...); le vendite infatti, oltre a non includere alcune tipologie di utenti (per esempio chi si installa Linux dopo l'acquisto, o chi realizza un assemblato) non ci dice nulla sul fatto che il computer vada a costituire una nuova unità o ne rimpiazzi una preesistente, con eventuale cambio di sistema.
Filosofia a parte, se Linux (tra alti e bassi) sembra non riuscire a trovare la chiave per sfondare nel settore consumer (e forse nemmeno la vuole cercare più di tanto, sentendo i discorsi di certi utenti/sviluppatori), è evidente il trend di crescita di iOS che, seppur essendo ancora una parte minuscola del totale, in un anno ha più che raddoppiato (quasi triplicato) la sua quota di share.
Osservando il calo di Windows e quello di MacOS (cali minimi in entrambi i casi, ma che comunque evidenziano una linea di tendenza abbastanza definita), anche se i trend di NetApplications non sono molto dettagliati nella voce "altri", possiamo immaginare che sia tutto il comparto mobile a guadagnare, a scapito dei sistemi più classici utilizzati solo su desktop e notebook. Questa tendenza può essere indice sia del fatto che la gente utilizza sempre più spesso internet in mobilità, sia che c'è la volontà di utilizzare strumenti più semplici per i compiti più basilari; non serve un quad-core per navigare in internet o controllare la mail: spesso basta uno smartphone (o un tablet), eventualmente con applicazioni ad-hoc...
Restando nell'ambito dei dispositivi mobile, un'altra statistica (più recente) ci aiuta ad entrare nel dettaglio di quali sono i sistemi operativi mobile più utilizzati. Com'era facile immaginare, iOS la fa da padrone, complice anche il fatto che Apple lo utilizza su diversi dispositivi: se Android (in forte crescita) ha una fetta maggiore rispetto a quella di iPod Touch e iPad, iOS raggiunge complessivamente un 1,3%, contro lo 0,4% del sistema di Google (che comunque ha dalla sua un maggiore spettro di adozione). Questi dati vanno presi rigorosamente con le pinze visto che l'iPad è uscito da pochi mesi ed ha già conquistato una quota pari a quella dell'iPod Touch, mentre (dall'altro lato) Android si appresta ad essere adottato su diversi tablet, quindi potrebbe avere un'espansione anche in questa direzione. Sicuramente alla chiusura del prossimo trimestre fiscale potremo aver dei dati più significativi riguardo il trend di vendita degli iPad e magari, nel frattempo, vedere se il mercato dei tablet riesce ad andare al di là degli annunci e proporre qualcosa apprezzato dagli utenti.
Parlando più limitatamente di iPhone, non si può non notare l'impennata della curva in concomitanza dell'uscita di iPhone 4 (a dispetto delle questioni di Antennagate), impennata che consente all'iPhone di distanziarsi dal sistema di Google, che altrimenti si sarebbe posizionato su valori confrontabili.

Da segnalare che RIM (BlackBerry), nonostante le ottime vendite, ha una curva di crescita molto più bassa e si trova ben distanziato sia da iOS che da Android: probabilmente chi compra un BlackBarry non lo utilizza molto per navigare, ma principalmente per controllare la posta elettronica (funzionalità che ha reso celebre il marchio).

mercoledì 20 gennaio 2010

Linux: un passo avanti e due indietro

Pur essendo un felice utente Apple (e un forzato utente Microsoft), ho sempre trovato interessante l'alternativa di Linux, ed ho avuto modo di usarlo in diverse occasioni, abbandonandolo sempre per motivi di tempo. Si, perché nonostante abbia fatto passi da gigante, trovo che si tratti di un sistema ancora poco adatto alle "masse", e se non gli si dedica un po' di tempo non si può comprendere quel tanto che basta per essere certi di avere tra le mani un sistema stabile e sicuro. Una macchina Linux ben configurata è sicuramente migliore di qualsiasi Mac e qualsiasi Windows, ma come si maturano le competenze per stabilire se la macchina è ben configurata? Il meglio che può fare l'utente inesperto è affidarsi alle distribuzioni orientate agli utenti più consumer, ma anche così facendo c'è sempre il riscio di incappare in qualche problema, e se i problemi diventano molti la percezione dell'utente medio è che "con Windows funzionava e con Linux non funziona", per cui getta la spugna e torna al sistema operativo di Redmond... tutto questo senza tirare in ballo il discorso del software...
Se ho stuzzicato la vostra curiosità in merito allargomento, vi consiglio di approfondire il discorso leggendo questo articolo di Cesare Di Mauro (e relativi commenti, che in questo momento sono più di 200), che trae le sue considerazioni partendo da un caso reale: la versione 9.10 di Ubuntu (la distribuzione di Canonical).

giovedì 27 agosto 2009

Interfaccie, il ruolo di GNU/Linux

Questo è (almeno in parte) il commento che avevo in mente quando iniziai a scrivere il pezzo pubblicato qualche giorno fa; l'articolo è uscito oggi su Punto-Informatico, e può essere che la prossima settimana il ciclo si concluda con un terzo articolo a tema.

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di un possibile sviluppo nella gestione dei documenti all'interno delle prossime versioni dei sistemi operativi. Qualche tentativo in tal senso è stato fatto anche su alcuni progetti in ambiente GNU/Linux, e proprio a proposito di GNU/Linux ci si potrebbe chiedere come potrebbe cambiare il mondo dell'informatica anche dal punto di vista del mercato.
Riallacciandomi a quanto detto all'inizio, parlando di informatica si parla di un mercato che si è sviluppato grossomodo negli ultimi 25 anni. Considerando che l'hardware ha un'influenza "relativa" sull'esperienza dell'utente, se non nella misura della potenza di elaborazione che mette a disposizione per il software, focalizziamo l'attenzione sulle due aziende che, seppur con un'enorme sproporzione, rappresentano i due sistemi operativi antagonisti per antonomasia: Microsoft ed Apple.
Entrambe le società sono presenti sul mercato dall'inizio dell'era informatica, ognuna con filosofie di mercato differenti, ed entrambe hanno vissuto finora sotto la guida dei propri fondatori. Bill Gates è andato in pensione lo scorso anno, e Steve Jobs, con il suo rientro nel 1996, è considerato l'elemento chiave della rinascita di Apple. Alla luce di tutto ciò è lecito chiedersi cosa accadrà quando Microsoft ed Apple dovranno affidarsi totalmente ad altri personaggi.
Può essere che il mercato abbia già trovato un suo status quo, come può essere che l'attuale trend porti ad un maggior equilibrio tra i due sistemi. Ho già parlato in passato dell'attuale team che lavora in Apple e che ha sostiuito egregiamente Steve Jobs durante la sua recente assenza per motivi di salute. Per quanto riguarda Microsoft, credo che dopo il mezzo passo falso di Vista (sviluppato e lanciato ancora sotto la guida di Gates), molto del suo futuro dipenderà da Windows 7.
In questa "guerra a due" però non bisogna dimenticare GNU/Linux: GNU/Linux non è legato a nessuna società (sebbene ne esistano diverse distribuzioni curate anche da aziende quotate in borsa) e può contare sul supporto di una comunità di persone in continua espansione che contribuisce continuamente al suo sviluppo. Sebbene a mio avviso presenti ancora diversi limiti in ambito consumer (nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi anni), e sia purtroppo improponibile in certi ambiti professionali (per la mancanza di alcuni software specifici), la sua forza sta proprio nella sua indipendenza.
La comunità che sviluppa GNU/Linux non è identificabile in una sola persona che può fare il bello e cattivo tempo, e non è sensibile a errori strategici o di marketing. Di contro, proprio la mancanza di un riferimento assoluto rende impossibile fare investimenti mirati (a meno di interessi specifici di una determinata società che scelga di utilizzare GNU/Linux) o di convogliare tutti gli sforzi della comunità nella stessa direzione (eventualità che in alcune circostanze può essere importante).
In qualsiasi modo sarà realizzato il desktop del futuro, credo che GNU/Linux assumerà un'importanza sempre maggiore, anche se (tralasciando certi ambiti dove già ora la fa da padrone) difficilmente riuscirà ad acquisire una posizione dominante nel breve/medio termine: tutto dipenderà da come le grandi software house decideranno di prendere in considerazione l'argomento, perché (checché se ne dica) in certi ambiti alcuni software sono indispensabili e non presentano reali alternative "open".
Apple, nonostante la crescita continua degli ultimi anni, è sempre in una posizione scomoda perché è costretta a mantenere continuamente la sua fama di azienda "innovatrice". Se Apple non riuscirà ad imboccare in continuazione la giusta strada, il suo 5 per cento scarso di mercato rischia di venire assorbito presto da altri, anche se poi potrebbe restare in gioco grazie ai dispositivi portatili in stile iPhone.
Se tutti gli altri crescono Microsoft non può che calare, e al di là delle "guerre di religione" questo non può che essere un bene per gli utenti: una divisione più equa del mercato porterà ad una maggiore concorrenza con benefici per tutti. Quanto velocemente calerà (ammesso che il calo continui, come mostrano i trend degli ultimi mesi) è difficile dirlo, ma i prossimi due o tre anni potrebbero essere decisivi per capire quale sarà l'orientamento futuro del mercato.
Negli anni a venire potrebbero esserci molti cambiamenti nel modo di intendere l'informatica e nell'utilizzo di Internet, con i due mondi che vanno a confluire in un numero sempre maggiore di compiti: anche senza tirare in ballo il cloud computing, dietro l'angolo c'è anche Chrome OS, il sistema operativo di Google che è stato volutamente tralasciato in questa analisi, ma che potrebbe rappresentare il quarto incomodo.