Premessa: magari mi sbaglio ma non credo che Apple voglia davvero
produrre un iPhone “Low-Cost”… non quest’anno perlomeno, o non così
“Low” come certi si aspettano o lo intendono.
Secondo la mia opinione, quello di cui tanto si parla ultimamente è
un iPhone che nasce da un’esigenza diversa, e che vado a spiegare (o
perlomeno ad interpretare secondo la mia visione della possibile
strategia di Cupertino). Ogni anno, all’uscita di un nuovo modello,
Apple lascia in vendita a prezzo “ribassato” il modello dell’anno
precedente, e mette come entry-level (quindi a prezzo ulteriormente
ribassato)il modello di due anni prima. Se anche quest’anno decidesse di
fare la stessa cosa, si troverebbe a listino due prodotti con schermo
16:9 e connettore lightning, e un modello che (al di là dello schermo
più piccolo) terrebbe ancora in vita il vecchio connettore dock 30 pin,
ritardando ulteriormente il ricambio generazionale degli accessori. In
realtà, tra AirPlay, iCloud, e sincronizzazione WiFi, il connettore non è
neanche così indispensabile, se non per la ricarica della batteria (un
eventuale ricarica ad induzione non sarebbe comunque accessibile in ogni
situazione), per usi particolari (Camera Connection Kit o collegamento
di strumenti MIDI) o per situazioni di emergenza… Ma per rendere la
linea più “omogenea” urge il completamento della transizione del
connettore, mossa già fatta in autunno (un po’ a sorpresa, e con altre
modalità) sull’iPad… e anche il display da 4″ su tutti i modelli non
guasterebbe per un discorso generale di uniformità.
[continua su Tevac...]
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sabato 23 marzo 2013
mercoledì 6 febbraio 2013
Questione di definizioni: l’importante è parlarne
Quando fu presentato l’iPad mini, in molti restarono delusi dalla
mancanza del Retina Display, e l’accusa rivolta ad Apple era ben chiara:
Cupertino voleva spremere doppiamente le possibilità del piccolo tablet
con la mela, prima al momento del lancio, e pochi mesi più tardi con
l’introduzione di un modello a maggiore definizione. Io stesso ammisi che il display del mini, seppur buono, non era il massimo,
ma era chiaro che l’intenzione di Apple era quella di salvaguardare la
compatibilità di formato con le App già esistenti, e un display da 7,9″
alla risoluzione del l’iPad Retina da 10″, non era ancora disponibile.
Ricordiamo infatti che l’iPad mini ha la stessa risoluzione delle prime
due generazioni di iPad, 1024×768, una risoluzione che “compressa” nei
7,9″ del mini porta la definizione a 163ppi, più bassa dell’iPad Retina
da 264ppi ma più alta dei 132ppi dei primi iPad; i più attenti avranno
anche notato che 163ppi è la stessa definizione che avevano i primi
iPhone.[continua su Tevac...]
giovedì 17 gennaio 2013
Gli incontentabili
Mentre (metaforicamente parlando) il mondo si chiede se Apple produrrà davvero un "iPhone economico" (ipotesi che diventa sempre più plausibile, soprattutto dopo le dichiarazioni fatte daCook nel corso del suo recente viaggio in Cina) non mancano i critici che dicono che Apple non dovrebbe fare una mossa del genere.
Molto tempo fa (mi pare di averlo già scritto) qualcuno disse che "il giorno in cui Apple regalerà computer, ci sarà chi si lamenta che deve andare a prenderselo in negozio". Certo, i bastian contrari ci sono sempre, e nessuno è esente da critiche, ma quando si parla di Apple pare che la concentrazione di polemiche aumenti senza motivi apparenti: se l'iPhone costa troppo ci si lamenta che è sovraprezzato, se costa poco non va bene perché tradisce la filosofia di Apple, se il nuovo iPhone esce in ritardo Apple resta indietro rispetto alla concorrenza, se il nuovo iPad esce in anticipo "ecco!!! l'avevo appena preso ed è già diventato vecchio", ecc... ecc... ecc...
Al di là delle questioni tecniche su come potrebbe essere realizzato, e delle implicazioni che una nuova linea di prodotti potrebbe avere sull'offerta di listino di Apple, l'iPhone a basso costo potrebbe essere un buon sistema per conquistare ulteriori fasce di mercato. Il discorso di allargare il proprio bacino di utenza non è fine a sé stesso o alla volontà di fatturare sull'hardware ma, a mio avviso, va visto piuttosto nell'ottica dell'ampliamento dell'ecosistema iOS: più utenti significa anche maggior interesse degli sviluppatori, e tutti sappiamo che l'AppStore ha avuto (ed ha tutt'ora) un ruolo chiave nella diffusione del sistema, in un circolo vizioso che se dovesse interrompersi potrebbe segnare la fine di un capitolo della storia di Apple.
Alla luce di tutto ciò, più che fare un iPhone low-cost, forse Apple farebbe meglio a tagliare i prezzi di tutta la linea iPhone in generale: con 100 Euro in meno sul listino, al prossimo update il modello low cost potrebbe essere tranquilamente il 4S venduto a 300 Euro... forse non è così "low" come molti si aspettano, e probabilmente la strategia non sarà questa (Apple ha anche altre possibilità più gettonate), ma sicuramente vedremo qualche cambiamento in tal senso. Resta da chiedersi "quando": io ho previsto che il nuovo iPhone arriverà a giugno, e mi sembra anche il momento migliore per un eventuale iPhone dal prezzo ribassato... ma non dimentichiamo che Apple ha sempre organizzato un evento a inizio anno: per il 2013 non c'è ancora nulla di definito, ma forse (come ho accennato altrove) hanno trovato il modo di rialzare il muro della segretezza.
Molto tempo fa (mi pare di averlo già scritto) qualcuno disse che "il giorno in cui Apple regalerà computer, ci sarà chi si lamenta che deve andare a prenderselo in negozio". Certo, i bastian contrari ci sono sempre, e nessuno è esente da critiche, ma quando si parla di Apple pare che la concentrazione di polemiche aumenti senza motivi apparenti: se l'iPhone costa troppo ci si lamenta che è sovraprezzato, se costa poco non va bene perché tradisce la filosofia di Apple, se il nuovo iPhone esce in ritardo Apple resta indietro rispetto alla concorrenza, se il nuovo iPad esce in anticipo "ecco!!! l'avevo appena preso ed è già diventato vecchio", ecc... ecc... ecc...
Al di là delle questioni tecniche su come potrebbe essere realizzato, e delle implicazioni che una nuova linea di prodotti potrebbe avere sull'offerta di listino di Apple, l'iPhone a basso costo potrebbe essere un buon sistema per conquistare ulteriori fasce di mercato. Il discorso di allargare il proprio bacino di utenza non è fine a sé stesso o alla volontà di fatturare sull'hardware ma, a mio avviso, va visto piuttosto nell'ottica dell'ampliamento dell'ecosistema iOS: più utenti significa anche maggior interesse degli sviluppatori, e tutti sappiamo che l'AppStore ha avuto (ed ha tutt'ora) un ruolo chiave nella diffusione del sistema, in un circolo vizioso che se dovesse interrompersi potrebbe segnare la fine di un capitolo della storia di Apple.
Alla luce di tutto ciò, più che fare un iPhone low-cost, forse Apple farebbe meglio a tagliare i prezzi di tutta la linea iPhone in generale: con 100 Euro in meno sul listino, al prossimo update il modello low cost potrebbe essere tranquilamente il 4S venduto a 300 Euro... forse non è così "low" come molti si aspettano, e probabilmente la strategia non sarà questa (Apple ha anche altre possibilità più gettonate), ma sicuramente vedremo qualche cambiamento in tal senso. Resta da chiedersi "quando": io ho previsto che il nuovo iPhone arriverà a giugno, e mi sembra anche il momento migliore per un eventuale iPhone dal prezzo ribassato... ma non dimentichiamo che Apple ha sempre organizzato un evento a inizio anno: per il 2013 non c'è ancora nulla di definito, ma forse (come ho accennato altrove) hanno trovato il modo di rialzare il muro della segretezza.
lunedì 14 gennaio 2013
Il bicchiere a metà
È di qualche giorno fa la notizia secondo cui Apple avrebbe dominato lo shopping natalizio vendendo (almeno negli) USA, oltre il 50% degli smartphone acquistati nell'ultimo trimestre del 2012.
Del resto è da poco che la situazione delle consegne si è normalizzata, segno che fino a poco fa la domanda era maggiore dell'offerta.
A fronte di tutto ciò, suona un po' strano leggere che Apple avrebbe dimezzato la domanda di display per l'iPhone 5 a causa di una domanda inferiore alle aspettative: fino a settimana scorsa non ce n'era abbastanza e ora, d'improvviso, ne serve solo la metà?
C'è da dire che, mercato americano a parte, se guardiamo le vendite mondiali Apple è scesa dal 23% dello scorso anno ad un 15% scarso di quest'anno (parliamo sempre del trimestre natalizio) mentre Samsung è salita oltre il 30%... ma le ragioni di questi numeri possono essere molteplici e prima di tirare le somme aspetterei quantomeno i risultati trimestrali di Apple; di certo in borsa non si festeggia, col titolo AAPL che ormai naviga intorno ai 500$ (grossomodo i valori dello scorso febbraio).
Quello che è certo è che la gente si aspetta molto da Apple, e ora che non c'è più Steve Jobs si aspetta ancora molto di più, perché ogni cosa che fa Tim Cook viene subito messa a confronto con quello che avrebbe potuto fare Jobs (solo che nessuno lo sa realmente, e tutti si aspettano che avrebbe fatto quello che desiderano loro). L'iPhone, nel bene e nel male, è rimasto quasi immutato da quando è nato (5 anni fa) ad oggi e sembra quasi che ci sia un certo timore a cambiarlo, perché ogni cambiamento rappresenta qualcosa di diverso da quello che avrebbe fatto Jobs: Steve non avrebbe mai fatto un display da 4" (falso... il progetto di un iPhone con schermo maggiorato era già allo studio prima della su dipartita), Steve non avrebbe mai fatto un tablet da 7" (altrettanto falso: Jobs concordava con l'idea di un tablet più piccolo), il nuovo connettore Lighting è diverso da quello degli iPhone precedenti, ecc... ecc... ecc...
Al di là di questo (non voglio continuare per evitare di polemizzare, né tirare in ballo le mie solite teorie sulla diffusione reale di Android) il calo della richiesta potrebbe anche avere altre spiegazioni: personalmente, e contrariamente alle di previsioni di molti analisti, ho sempre ipotizzato che il prossimo iPhone sarebbe stato lanciato a giugno del 2013... ma sa davvero dovesse uscire prima (diciamo a marzo, come previsto dai più) il calo degli ordinativi sarebbe più che legittimo. Il problema è che in questo caso dovrebbe esserci qualche informazione in più sull'iPhone 5S (se esce così presto è legittimo aspettarsi questo nome) ma, vista la sorpresa con la quale è arrivata la quarta versione dell'iPad, forse in Apple sono riusciti a chiudere la bocca a qualche gola profonda...
Il succo del discorso è che non voglio dare nulla per scontato: la prima cosa è analizzare la trimestrale che verrà pubblicata il prossimo mercoledì, la seconda è aspettare il prossimo evento Apple, che è sempre arrivato a inizio anno... e non credo che quest'anno sarà da meno...
Del resto è da poco che la situazione delle consegne si è normalizzata, segno che fino a poco fa la domanda era maggiore dell'offerta.
A fronte di tutto ciò, suona un po' strano leggere che Apple avrebbe dimezzato la domanda di display per l'iPhone 5 a causa di una domanda inferiore alle aspettative: fino a settimana scorsa non ce n'era abbastanza e ora, d'improvviso, ne serve solo la metà?
C'è da dire che, mercato americano a parte, se guardiamo le vendite mondiali Apple è scesa dal 23% dello scorso anno ad un 15% scarso di quest'anno (parliamo sempre del trimestre natalizio) mentre Samsung è salita oltre il 30%... ma le ragioni di questi numeri possono essere molteplici e prima di tirare le somme aspetterei quantomeno i risultati trimestrali di Apple; di certo in borsa non si festeggia, col titolo AAPL che ormai naviga intorno ai 500$ (grossomodo i valori dello scorso febbraio).
Quello che è certo è che la gente si aspetta molto da Apple, e ora che non c'è più Steve Jobs si aspetta ancora molto di più, perché ogni cosa che fa Tim Cook viene subito messa a confronto con quello che avrebbe potuto fare Jobs (solo che nessuno lo sa realmente, e tutti si aspettano che avrebbe fatto quello che desiderano loro). L'iPhone, nel bene e nel male, è rimasto quasi immutato da quando è nato (5 anni fa) ad oggi e sembra quasi che ci sia un certo timore a cambiarlo, perché ogni cambiamento rappresenta qualcosa di diverso da quello che avrebbe fatto Jobs: Steve non avrebbe mai fatto un display da 4" (falso... il progetto di un iPhone con schermo maggiorato era già allo studio prima della su dipartita), Steve non avrebbe mai fatto un tablet da 7" (altrettanto falso: Jobs concordava con l'idea di un tablet più piccolo), il nuovo connettore Lighting è diverso da quello degli iPhone precedenti, ecc... ecc... ecc...
Al di là di questo (non voglio continuare per evitare di polemizzare, né tirare in ballo le mie solite teorie sulla diffusione reale di Android) il calo della richiesta potrebbe anche avere altre spiegazioni: personalmente, e contrariamente alle di previsioni di molti analisti, ho sempre ipotizzato che il prossimo iPhone sarebbe stato lanciato a giugno del 2013... ma sa davvero dovesse uscire prima (diciamo a marzo, come previsto dai più) il calo degli ordinativi sarebbe più che legittimo. Il problema è che in questo caso dovrebbe esserci qualche informazione in più sull'iPhone 5S (se esce così presto è legittimo aspettarsi questo nome) ma, vista la sorpresa con la quale è arrivata la quarta versione dell'iPad, forse in Apple sono riusciti a chiudere la bocca a qualche gola profonda...
Il succo del discorso è che non voglio dare nulla per scontato: la prima cosa è analizzare la trimestrale che verrà pubblicata il prossimo mercoledì, la seconda è aspettare il prossimo evento Apple, che è sempre arrivato a inizio anno... e non credo che quest'anno sarà da meno...
mercoledì 9 gennaio 2013
Postilla sulle previsioni del 2013 (iPhone)
Prima di postare le previsioni a lunga distanza per il 2014, vorrei aggiungere qualche considerazione alle previsioni per il 2013.
Parlando di iPhone ho accennato alla possibilità che venisse presentato un iPhone economico, e questa indiscrezione è stata confermata in questi giorni anche dal WSJ. Proviamo però a fare un ragionamento ad ampio raggio su tutta la linea.
Qualcuno ha ipotizzato che l'iPhone a basso costo potrebbe essere semplicemente l'attuale iPhone 4, magari con il fondo in plastica anziché in vetro per ridurre il costo. Al di là delle considerazioni sul prezzo (che attualmente non è proprio così basso, ma al prossimo step di aggiornamento della linea potrebbe essere comunque abbassato) dal punto di vista tecnologico sarebbe un modello “vecchio” che verrebbe presto abbandonato anche dal punto di vista del supporto iOS...
Inoltre c’è da considerare che Apple ha iniziato di gran carriera l’abbandono del connettore dock per passare al lightning (vedi aggiornamento prematuro dell'iPad), quindi vedo più probabile una strategia volta a completare questa transizione, piuttosto che una che mantenga ancora in vita un modello col vecchio connettore a 30 pin...
La mia ipotesi è che quando verrà lanciato il prossimo iPhone (che potrebbe essere 5S oppure 6), usciranno dal listino tanto il 4 quanto il 4S. L’attuale iPhone 5 diventerà il modello “intermedio” (per intenderci, quello che attualmente è rappresentato dal 4S) e l’entry level sarà rappresentato da un nuovo iPhone low-cost che potrebbe avere processore A5 (cioé una generazione precedente all'iPhone 5), 8GB di memoria, connettore lightning (coerentemente a quanto detto sopra) e scocca in policarbonato, magari in più colori (riprendendo un altro rumor di qualche tempo fa).
In quest'ottica, cioé con due modelli nuovi da progettare, mi sembra difficile ipotizzare che la nuova generazione possa avere uno schermo di dimensione maggiorata (o comunque essere proposto in due varianti) anche se altre indiscrezioni continuano a puntare anche in quella direzione, più che altro per un discorso "modaliolo"... ma di questo parlerò più avanti, magari in relazione alla possibilità di adozione dei display IGZO.
Parlando di iPhone ho accennato alla possibilità che venisse presentato un iPhone economico, e questa indiscrezione è stata confermata in questi giorni anche dal WSJ. Proviamo però a fare un ragionamento ad ampio raggio su tutta la linea.
Qualcuno ha ipotizzato che l'iPhone a basso costo potrebbe essere semplicemente l'attuale iPhone 4, magari con il fondo in plastica anziché in vetro per ridurre il costo. Al di là delle considerazioni sul prezzo (che attualmente non è proprio così basso, ma al prossimo step di aggiornamento della linea potrebbe essere comunque abbassato) dal punto di vista tecnologico sarebbe un modello “vecchio” che verrebbe presto abbandonato anche dal punto di vista del supporto iOS...
Inoltre c’è da considerare che Apple ha iniziato di gran carriera l’abbandono del connettore dock per passare al lightning (vedi aggiornamento prematuro dell'iPad), quindi vedo più probabile una strategia volta a completare questa transizione, piuttosto che una che mantenga ancora in vita un modello col vecchio connettore a 30 pin...
La mia ipotesi è che quando verrà lanciato il prossimo iPhone (che potrebbe essere 5S oppure 6), usciranno dal listino tanto il 4 quanto il 4S. L’attuale iPhone 5 diventerà il modello “intermedio” (per intenderci, quello che attualmente è rappresentato dal 4S) e l’entry level sarà rappresentato da un nuovo iPhone low-cost che potrebbe avere processore A5 (cioé una generazione precedente all'iPhone 5), 8GB di memoria, connettore lightning (coerentemente a quanto detto sopra) e scocca in policarbonato, magari in più colori (riprendendo un altro rumor di qualche tempo fa).
In quest'ottica, cioé con due modelli nuovi da progettare, mi sembra difficile ipotizzare che la nuova generazione possa avere uno schermo di dimensione maggiorata (o comunque essere proposto in due varianti) anche se altre indiscrezioni continuano a puntare anche in quella direzione, più che altro per un discorso "modaliolo"... ma di questo parlerò più avanti, magari in relazione alla possibilità di adozione dei display IGZO.
giovedì 8 novembre 2012
iPhone 5, un mese dopo
A un mese circa dalla pubblicazione della mia recensione sull'iPhone 5, posso riprendere l'argomento con qualche informazione aggiuntiva data dall'uso continuativo.
-Dimensioni/peso e finiture estetiche. Gli 8 mm in più di lunghezza sono ampiamente compensati dallo spessore ridotto e, soprattutto, dal peso sensibilmente inferiore. Di contro la sensazione del fondo "vetroso" offerta dall'iPhone 4 e dall 4S è per certi versi migliore e ancora adesso, quando mi capita di afferrare l'iPhone 4 di mia moglie, ho l'impressione (falsa, visti i "test di caduta" dei due modelli) di stringere tra le mani qualcosa di più solido. Il fondo di alluminio non reca alcun segno di graffi e solo sugli spigoli accentuati della lavorazione lucida a 45° si intravedono delle lievi imperfezioni nella colorazione nero-ardesia (personalmente credo che il modello bianco, in questo caso, sia più azzeccato).A seguito di una caduta, uno degli spigoli in alluminio si leggermente ammaccato sulla parte posteriore, ma non cè nulla di compromesso.
-Display. Lo schermo più grande rimane utilizzabile al 100% con una sola mano, ma per i miei gusti (e per la lunghezza del mio pollice) siamo al limite: ci ho messo un po' ad abituarmi... Detto questo, la maggiore altezza torna utile in alcuni casi (a parte l'ovvio esempio dei filmati, personalmente la trovo molto utile sul calendario) ma non migliora la leggibilità del testo. Resta il fatto che il display dell'iPhone 5 è nettamente migliore come luminosità, contrasto e colori rispetto al 4 e al 4S, e si vede meglio anche all'aperto... La differenza è tale da far quasi sfigurare il Retina del 4S se si mettono i due telefoni fianco a fianco.
-Camera. Sono andato a riguardare alcune vecchie foto fatte col 4S; il problema del lens flare è ben evidente anche lì, solo che in quel caso non assume la tonalità fuscia che del 5, ma assume la forma di un alone chiaro, il che lo rende meno evidente anche se la dimensione dell'alone è maggiore. In alcune situazioni dove l'inquadratura non si può modificare più di tanto, può essere un problema.
-Pulsante Home. La meccanica che ci sta dietro sembra diversa... migliore
-WiFi. Nel corso dei miei viaggi, ma anche a casa di parenti, amici, e luoghi pubblici con hotspot disponibili, ho testato la connettività WiFi in diverse decine di occasioni e con decine di reti differenti. Una sola volta mi sono ritrovato ad avere problemi di lentezza o di connessione che andava e veniva in continuazione, problemi che il 4S non aveva e che quindi sono per forza di cose legati al nuovo chip dell'iPhone 5 o ad una sua gestione non corretta in determinate occasioni.
-Connettore Lightning. Ho solo due accessori che sfruttavano il collegamento dock a 30 pin: uno è lo stereo in salotto, dove è posizionato in pianta stabile il vecchio iPod Touch. L'altro è il kit sull'automobile, che però non uso praticamente più perché mi sono affezionato a Radio24 e a Virgin Radio. Per la ricarica in auto (indispensabile quando l'iPhone viene utilizzato come navigatore per lunghe tratte) passo comunque da una porta USB attraverso l'accendisigari, quindi il cambio di connettore mi ha lasciato quasi indenne. Capisco che potrebbe non essere così per tutti, ma un cambio dopo 11 anni non mi pare una tragedia, e anche se avrebbe potuto starci ancora sull'iPhone, dubito che il connettore dock a 30 pin avrebbe trovato posto facilmente sugli altri dispositivi più sottili (il nuovo iPod Touch è 6.1 mm, l'iPod nano 5.4 mm, e il futuro è sicuramente ancora più sottile...)
Dei difetti ancora presenti in iOS6 (quindi non specifici dell'iPhone 5) parlerò prossimamente... sono in arretrato su diversi argomenti che mi ero ripromesso di commentare su queste pagine.
-Dimensioni/peso e finiture estetiche. Gli 8 mm in più di lunghezza sono ampiamente compensati dallo spessore ridotto e, soprattutto, dal peso sensibilmente inferiore. Di contro la sensazione del fondo "vetroso" offerta dall'iPhone 4 e dall 4S è per certi versi migliore e ancora adesso, quando mi capita di afferrare l'iPhone 4 di mia moglie, ho l'impressione (falsa, visti i "test di caduta" dei due modelli) di stringere tra le mani qualcosa di più solido. Il fondo di alluminio non reca alcun segno di graffi e solo sugli spigoli accentuati della lavorazione lucida a 45° si intravedono delle lievi imperfezioni nella colorazione nero-ardesia (personalmente credo che il modello bianco, in questo caso, sia più azzeccato).A seguito di una caduta, uno degli spigoli in alluminio si leggermente ammaccato sulla parte posteriore, ma non cè nulla di compromesso.
-Display. Lo schermo più grande rimane utilizzabile al 100% con una sola mano, ma per i miei gusti (e per la lunghezza del mio pollice) siamo al limite: ci ho messo un po' ad abituarmi... Detto questo, la maggiore altezza torna utile in alcuni casi (a parte l'ovvio esempio dei filmati, personalmente la trovo molto utile sul calendario) ma non migliora la leggibilità del testo. Resta il fatto che il display dell'iPhone 5 è nettamente migliore come luminosità, contrasto e colori rispetto al 4 e al 4S, e si vede meglio anche all'aperto... La differenza è tale da far quasi sfigurare il Retina del 4S se si mettono i due telefoni fianco a fianco.
-Camera. Sono andato a riguardare alcune vecchie foto fatte col 4S; il problema del lens flare è ben evidente anche lì, solo che in quel caso non assume la tonalità fuscia che del 5, ma assume la forma di un alone chiaro, il che lo rende meno evidente anche se la dimensione dell'alone è maggiore. In alcune situazioni dove l'inquadratura non si può modificare più di tanto, può essere un problema.
-Pulsante Home. La meccanica che ci sta dietro sembra diversa... migliore
-WiFi. Nel corso dei miei viaggi, ma anche a casa di parenti, amici, e luoghi pubblici con hotspot disponibili, ho testato la connettività WiFi in diverse decine di occasioni e con decine di reti differenti. Una sola volta mi sono ritrovato ad avere problemi di lentezza o di connessione che andava e veniva in continuazione, problemi che il 4S non aveva e che quindi sono per forza di cose legati al nuovo chip dell'iPhone 5 o ad una sua gestione non corretta in determinate occasioni.
-Connettore Lightning. Ho solo due accessori che sfruttavano il collegamento dock a 30 pin: uno è lo stereo in salotto, dove è posizionato in pianta stabile il vecchio iPod Touch. L'altro è il kit sull'automobile, che però non uso praticamente più perché mi sono affezionato a Radio24 e a Virgin Radio. Per la ricarica in auto (indispensabile quando l'iPhone viene utilizzato come navigatore per lunghe tratte) passo comunque da una porta USB attraverso l'accendisigari, quindi il cambio di connettore mi ha lasciato quasi indenne. Capisco che potrebbe non essere così per tutti, ma un cambio dopo 11 anni non mi pare una tragedia, e anche se avrebbe potuto starci ancora sull'iPhone, dubito che il connettore dock a 30 pin avrebbe trovato posto facilmente sugli altri dispositivi più sottili (il nuovo iPod Touch è 6.1 mm, l'iPod nano 5.4 mm, e il futuro è sicuramente ancora più sottile...)
Dei difetti ancora presenti in iOS6 (quindi non specifici dell'iPhone 5) parlerò prossimamente... sono in arretrato su diversi argomenti che mi ero ripromesso di commentare su queste pagine.
giovedì 4 ottobre 2012
iPhone 5, la prova italiana
Di seguito la recensione sull'iPhone 5 pubblicata nei giorni scorsi da Punto-Informatico:
Dopo mesi di attesa caratterizzati da indiscrezioni che hanno svelato di tutto e di più, causando un inevitabile calo di vendite del modello precedente, iPhone 5 è arrivato sugli scaffali segnando un nuovo record di vendite, seppur con cifre al disotto delle aspettative degli analisti
5 milioni di unità vendute nei primi tre giorni del lancio, il 25 per cento in più rispetto a quanto ottenuto lo scorso anno da iPhone 4S ma meno dei 6-8 milioni previsti (anche se non è ben chiaro quanto le scorte abbiano influenzato questi numeri, e se nei 5 milioni sono compresi tutti i 2 milioni dei preordini, e le unità vendute nei negozi degli operatori telefonici). Probabilmente in questi giorni avremo dei dati più precisi anche in relazione ai dati dei 22 paesi coinvolti nel lancio di venerdì scorso: in ogni caso, grazie alla disponibilità nel Belpaese, siamo finalmente pronti anche noi a prendere contatto con il nuovo iPhone.
Con iPhone 5 la consueta attenzione ai dettagli di Apple raggiunge livelli quasi maniacali, e i risultati si vedono: a tal proposito vi consiglio di dare un'occhiata al video introduttivo per meglio comprendere come viene realizzata una tale precisione nell'assemblaggio. La prima cosa che si nota prendendo in mano iPhone 5 è il suo peso, sensibilmente inferiore rispetto ad iPhone 4 o 4S (sostanzialmente identici) nonostante lo schermo di maggiori dimensioni: il merito è sicuramente del nuovo corpo in alluminio, un cambiamento che va al di là dell'effetto finale sull'estetica (estetica che resta quasi invariata alla vista frontale). Il corpo realizzato con un unico pezzo conferisce al nuovo modello una struttura completamente differente, nonché più semplice da smontare in caso di inconvenienti.
Purtroppo, nonostante i sofisticati dettagli del processo di assemblaggio, pare che alcuni esemplari siano stati consegnati agli acquirenti con alcune ammaccature, esemplari che probabilmente saranno prontamente sostituiti ma che mettono in evidenza una "caratteristica" dell'iPhone 5: se il vetro era più duro e meno suscettibile ai graffi, ma più fragile in caso di caduta, il nuovo iPhone è più resistente agli urti (a meno che non cada "di faccia" proprio sul display) ma più suscettibile ai graffi.
L'alluminio nero ardesia rende inoltre più uniforme il colore dell'intero dispositivo nella variante scura (anche se rimane ancora più sensibile ai graffi, a differenza del modello bianco/argento), e per aumentare ulteriormente questa sensazione di uniformità anche il consueto quadrato bianco del pulsante Home è diventato grigio. Parlando sempre del pulsante Home, al di là della dimensione leggermente ridotta per lasciare spazio allo schermo più lungo, il meccanismo di pressione sembra diverso e più resistente rispetto ai modelli precedenti.
Ma torniamo alla prova vera e propria: come al solito, il ripristino del backup ripropone un telefono configurato al 100 per cento come il precedente, e gli aggiornamenti delle App eseguiti nella scorsa settimana hanno preparato la strada al nuovo display maggiorato. Nonostante fossi inizialmente scettico sul nuovo formato, le scelte operate da Apple per aumentare la taglia del display di iPhone sono in realtà molto conservative: la larghezza é rimasta identica, sia a livello fisico (così da assicurare la stessa maneggevolezza dei modelli precedenti) che come pixel (per limitare gli adattamenti necessari agli sviluppatori). Anche l'ingombro in altezza non varia più di tanto, solo 8 mm in più di iPhone 4s, mentre la rimozione del fondo in vetro ha permesso di guadagnare quasi 2 mm di spessore, che in mano si sentono: lo spessore e il peso ridotti danno la sensazione di possdere un oggetto completamente differente, esattamente il contrario di chi pensa che iPhone 5 sia identico al 4s.
Alcune applicazioni (per esempio quella del meteo fornita con iOS6) mettono in mostra già da subito le diverse possibilità per sfruttare i pixel in più presenti sul nuovo schermo. Per concludere la parentesi del display (una delle novità più "visibili" di iPhone 5,) non si può non accennare all'approfondita analisi tecnica di DisplayMate, che mette in evidenza tutte le caratteristiche del nuovo schermo, in particolare la luminosità, la gamma cromatica, e il minor numero di riflessi rispetto al passato.
La scelta di Apple va un po' controcorrente sia rispetto alla concorrenza (che propone dispositivi di dimensione ancora maggiore, forse più comodi per certi compiti ma per altri versi meno maneggevoli) sia rispetto gli utenti Apple più tradizionali, che consideravano i 3,5 pollici come il formato ottimale per lo smartphone. Complessivamente la scelta di aumentare la dimensione del display modificando il formato ma mantenendo la stessa larghezza è un buon compromesso sotto molti punti di vista. Resta da chiedersi se il nuovo corso dei dispositivi mobile di Apple si orienterà in tutto e per tutto su questo formato: se l'uscita di un iPad nano da 7.85" (ancora ipotetica, nonostante le numerose indiscrezioni) si rivelasse in formato 16:9 con uno schermo da 1366x768, si potrebbe aprire la strada ad un ampliamento nella stessa direzione anche del display dell'attuale modello da 9.7", così da differenziare ulteriormente le due versioni di iPad, e unificare gli schermi di tutti i dispositivi e computer Apple (compresa la Apple TV, la cui uscita video è quella di un pannello full HD).
Tornando ad iPhone 5, l'altra grande novità è il nuovo processore Apple A6, un SoC dual core a frequenza variabile con una GPU a tre core; l'architettura è proprietaria Apple ma utilizza il set standard di istruzioni ARMv7s, le stesse utilizzate dall'architettura standard ARM Cortex A15, e ciò assicura (a detta di Apple) prestazioni doppie rispetto al precedente Apple A5, un SoC dual core basato sulla precedente architettura ARM Cortex A9. Tecnicismi a parte, nell'utilizzo reale la sensazione di maggiore velocità è evidente, e la si può notare sia nei tempi di avviamento di applicazioni "pesanti" (come può essere Garageband) sia nell'utilizzo vero e proprio delle applicazioni, per esempio nei tempi di rendering dei filmati montati in iMovie, nell'elaborazione delle fotografie (compresi i tempo di salvataggio degli scatti in HDR) o nell'aggiornamento delle librerie (operazione che spesso viene eseguita al lancio di iPhoto).
La maggior reattività dl sistema è comunque evidente anche nelle operazioni più semplici, come lo scorrimento degli album nella classica visuale Cover Flow, il semplice rendering delle pagine durante la navigazione, o lo scorrimento delle pagine degli eBook e dei documenti PDF (a volte molto "pesanti" da digerire in fase di visualizzazione).
Rimanendo sulle novità hardware, sicuramente non si può dimenticare il nuovo connettore Lightning che ha sostituito il connettore 30 pin (comunque sempre presente sui modelli 4 e 4s, ancora in vendita, nonché sull'iPad e l'iPod Touch di quarta generazione). Le foto non rendono l'idea di quanto sia piccolo e compatto il nuovo connettore riuscendo però, nello stesso tempo, a risultare robusto. Le dimensioni ridotte e sottili, e la flessibilità offerta dalle connessioni tutte digitali dei pin (ricordiamo, per esempio, che il connettore può essere inserito in entrambi i sensi), consentiranno al nuovo "standard" di accompagnare i futuri dispositivi iOS per molti anni, anche nell'eventualità che vengano raggiunti spessori veramente estremi.
Una delle cose che a livello hardware pare cambiata solo marginalmente è la fotocamera. In realtà, sebbene il sensore sia il sempre da 8Mpixel, l'ottica ha subito qualche cambiamento: la lente si è leggermente rimpicciolita, ma lo scatto è diventato del 40 per cento più veloce e sono stati inclusi nuovi sistemi di stabilizzazione. Inoltre, grazie alla retroilluminazione del sensore, al filtro IR ibrido, e a nuovi algoritmi di elaborazione dell'immagine, la nuova fotocamera riesce a garantire risultati molto buoni sia rispetto a iPhone 4S che rispetto ad altri telefoni in tutti quegli scatti caratterizzati da condizioni ambientali di scarsa luminosità. In condizioni di luce ottimale la differenza si riduce, ma le foto fatte con iPhone 5 sembrano meglio bilanciate a livello di tonalità, luminosità e contrasto.
Di contro pare che in particolari condizioni di luce (quando compaiono forti sorgenti luminose vicino all'inquadratura) iPhone 5 soffra di problemi di lens flare che lasciano aloni violacei sulle foto (non è ancora ben chiaro se il problema sia negli algoritmi di elaborazione oppure nella nuova superficie della fotocamera in cristallo di zaffiro). Miglioramenti più significativi si hanno invece nella stabilizzazione dei video (con tanto di possibilità di scattare foto mentre si effettuano riprese) e nella camera frontale utilizzata principalmente per FaceTime, che diventa HD a 720p (a 30 fps), con possibilità scattare foto a 1,2MPixel.
Infine, tra le novità non propriamente legate al melafonino, rientrano gli EarPods. Finalmente, dopo 11 anni di cuffie che ho sempre trovato inutilizzabili, ed ho sostituito con un modello in-ear della Sennheiser, i nuovi auricolari di Apple diventano convincenti: la nuova forma si adatta in modo naturale all'orecchio e la resa sonora ha poco da invidiare a quella di modelli più blasonati, e più costosi, sia sulle basse frequenze (cosa che si percepisce da subito, già al primo ascolto) che su quelle alte (a patto di non eccedere troppo con il volume). Se siete interessati a scoprire i dettagli dei vari componenti interni, potete consultare l'immancabile "disassemblaggio" di iFixit.
Come ultimo argomento parliamo della batteria: dare un giudizio basato su pochi giorni di utilizzo è un po' difficile, soprattutto se in questi giorni si è utilizzato il telefono in modo intenso per testarne tutte le nuove caratteristiche. L'impressione è che, nonostante questo utilizzo intenso, la batteria di iPhone 5 si comporti leggermente meglio rispetto a quella di iPhone 4S, anche se bisogna considerare che la batteria del modello precedente è in funzione ormai da un anno, mentre quella di iPhone 5 è nuova. Inoltre, nel caso specifico, i due telefoni in prova utilizzavano SIM di due operatori differenti, altro parametro che può modificare l'autonomia del telefono quando ci si trova fuori casa.
Arriviamo infine alle dolenti note dei prezzi italiani: al di là delle offerte più o meno vantaggiose dei vari operatori (che in questo caso, più che in passato, vanno prese seriamente in considerazione) non si può fare a meno di notare che sui prezzi dei modelli sbloccati, l'Italia è il paese più svantaggiato di tutta Europa, e forse anche del mondo intero: iPhone 5 da 16GB viene venduto nel nostro paese a 729 Euro, 50 Euro in più della maggior parte degli altri paesi (a parte la Svezia, dove costa solo 19 Euro in meno) e addirittura 125 Euro in più rispetto alla Svizzera. Le cose non cambiano se scegliamo un modello di capacità maggiore, anzi, sul modello da 64GB (che in Italia arriva a ben 949 Euro) ci sono quasi 150 Euro di differenza rispetto alla Svizzera, e 80 Euro con la Spagna, mentre resta quasi invariata la differenza con gli altri paesi e si pareggia il conto con la Svezia (in questo caso il prezzo differisce di un solo Euro). Stesso ordine di grandezza anche sul modello intermedio da 32GB (che in Italia costa 839 Euro) e sul vecchio iPhone 4S, che è rimasto in vendita a 629 Euro in un'unica variante da 16GB (anch'esso costa mediamente 50 Euro in meno negli altri paesi europei).
iPhone 5 è senz'altro il miglior iPhone prodotto finora (non potrebbe essere diversamente, cronologicamente parlando) ma il prezzo italiano ha toccato livelli davvero esorbitanti, soprattutto sul modello di punta. Chi dovesse già possedere un iPhone 4S può trovare ben pochi motivi per cambiare telefono (regola che vale in generale ogni anno, all'uscita di un nuovo modello, nei confronti della generazione precedente) e soprattutto diventa quasi d'obbligo valutare le offerte degli operatori: a fronte di quello che diventa a tutti gli effetti un pagamento rateale, è comunque inclusa una buona dose di traffico telefonico e di traffico dati, indispensabile per sfruttare al meglio tutte le caratteristiche di uno smartphone e, nello specifico, di iOS6.
Dopo mesi di attesa caratterizzati da indiscrezioni che hanno svelato di tutto e di più, causando un inevitabile calo di vendite del modello precedente, iPhone 5 è arrivato sugli scaffali segnando un nuovo record di vendite, seppur con cifre al disotto delle aspettative degli analisti
5 milioni di unità vendute nei primi tre giorni del lancio, il 25 per cento in più rispetto a quanto ottenuto lo scorso anno da iPhone 4S ma meno dei 6-8 milioni previsti (anche se non è ben chiaro quanto le scorte abbiano influenzato questi numeri, e se nei 5 milioni sono compresi tutti i 2 milioni dei preordini, e le unità vendute nei negozi degli operatori telefonici). Probabilmente in questi giorni avremo dei dati più precisi anche in relazione ai dati dei 22 paesi coinvolti nel lancio di venerdì scorso: in ogni caso, grazie alla disponibilità nel Belpaese, siamo finalmente pronti anche noi a prendere contatto con il nuovo iPhone.
Con iPhone 5 la consueta attenzione ai dettagli di Apple raggiunge livelli quasi maniacali, e i risultati si vedono: a tal proposito vi consiglio di dare un'occhiata al video introduttivo per meglio comprendere come viene realizzata una tale precisione nell'assemblaggio. La prima cosa che si nota prendendo in mano iPhone 5 è il suo peso, sensibilmente inferiore rispetto ad iPhone 4 o 4S (sostanzialmente identici) nonostante lo schermo di maggiori dimensioni: il merito è sicuramente del nuovo corpo in alluminio, un cambiamento che va al di là dell'effetto finale sull'estetica (estetica che resta quasi invariata alla vista frontale). Il corpo realizzato con un unico pezzo conferisce al nuovo modello una struttura completamente differente, nonché più semplice da smontare in caso di inconvenienti.
Purtroppo, nonostante i sofisticati dettagli del processo di assemblaggio, pare che alcuni esemplari siano stati consegnati agli acquirenti con alcune ammaccature, esemplari che probabilmente saranno prontamente sostituiti ma che mettono in evidenza una "caratteristica" dell'iPhone 5: se il vetro era più duro e meno suscettibile ai graffi, ma più fragile in caso di caduta, il nuovo iPhone è più resistente agli urti (a meno che non cada "di faccia" proprio sul display) ma più suscettibile ai graffi.
L'alluminio nero ardesia rende inoltre più uniforme il colore dell'intero dispositivo nella variante scura (anche se rimane ancora più sensibile ai graffi, a differenza del modello bianco/argento), e per aumentare ulteriormente questa sensazione di uniformità anche il consueto quadrato bianco del pulsante Home è diventato grigio. Parlando sempre del pulsante Home, al di là della dimensione leggermente ridotta per lasciare spazio allo schermo più lungo, il meccanismo di pressione sembra diverso e più resistente rispetto ai modelli precedenti.
Ma torniamo alla prova vera e propria: come al solito, il ripristino del backup ripropone un telefono configurato al 100 per cento come il precedente, e gli aggiornamenti delle App eseguiti nella scorsa settimana hanno preparato la strada al nuovo display maggiorato. Nonostante fossi inizialmente scettico sul nuovo formato, le scelte operate da Apple per aumentare la taglia del display di iPhone sono in realtà molto conservative: la larghezza é rimasta identica, sia a livello fisico (così da assicurare la stessa maneggevolezza dei modelli precedenti) che come pixel (per limitare gli adattamenti necessari agli sviluppatori). Anche l'ingombro in altezza non varia più di tanto, solo 8 mm in più di iPhone 4s, mentre la rimozione del fondo in vetro ha permesso di guadagnare quasi 2 mm di spessore, che in mano si sentono: lo spessore e il peso ridotti danno la sensazione di possdere un oggetto completamente differente, esattamente il contrario di chi pensa che iPhone 5 sia identico al 4s.
Alcune applicazioni (per esempio quella del meteo fornita con iOS6) mettono in mostra già da subito le diverse possibilità per sfruttare i pixel in più presenti sul nuovo schermo. Per concludere la parentesi del display (una delle novità più "visibili" di iPhone 5,) non si può non accennare all'approfondita analisi tecnica di DisplayMate, che mette in evidenza tutte le caratteristiche del nuovo schermo, in particolare la luminosità, la gamma cromatica, e il minor numero di riflessi rispetto al passato.
La scelta di Apple va un po' controcorrente sia rispetto alla concorrenza (che propone dispositivi di dimensione ancora maggiore, forse più comodi per certi compiti ma per altri versi meno maneggevoli) sia rispetto gli utenti Apple più tradizionali, che consideravano i 3,5 pollici come il formato ottimale per lo smartphone. Complessivamente la scelta di aumentare la dimensione del display modificando il formato ma mantenendo la stessa larghezza è un buon compromesso sotto molti punti di vista. Resta da chiedersi se il nuovo corso dei dispositivi mobile di Apple si orienterà in tutto e per tutto su questo formato: se l'uscita di un iPad nano da 7.85" (ancora ipotetica, nonostante le numerose indiscrezioni) si rivelasse in formato 16:9 con uno schermo da 1366x768, si potrebbe aprire la strada ad un ampliamento nella stessa direzione anche del display dell'attuale modello da 9.7", così da differenziare ulteriormente le due versioni di iPad, e unificare gli schermi di tutti i dispositivi e computer Apple (compresa la Apple TV, la cui uscita video è quella di un pannello full HD).
Tornando ad iPhone 5, l'altra grande novità è il nuovo processore Apple A6, un SoC dual core a frequenza variabile con una GPU a tre core; l'architettura è proprietaria Apple ma utilizza il set standard di istruzioni ARMv7s, le stesse utilizzate dall'architettura standard ARM Cortex A15, e ciò assicura (a detta di Apple) prestazioni doppie rispetto al precedente Apple A5, un SoC dual core basato sulla precedente architettura ARM Cortex A9. Tecnicismi a parte, nell'utilizzo reale la sensazione di maggiore velocità è evidente, e la si può notare sia nei tempi di avviamento di applicazioni "pesanti" (come può essere Garageband) sia nell'utilizzo vero e proprio delle applicazioni, per esempio nei tempi di rendering dei filmati montati in iMovie, nell'elaborazione delle fotografie (compresi i tempo di salvataggio degli scatti in HDR) o nell'aggiornamento delle librerie (operazione che spesso viene eseguita al lancio di iPhoto).
La maggior reattività dl sistema è comunque evidente anche nelle operazioni più semplici, come lo scorrimento degli album nella classica visuale Cover Flow, il semplice rendering delle pagine durante la navigazione, o lo scorrimento delle pagine degli eBook e dei documenti PDF (a volte molto "pesanti" da digerire in fase di visualizzazione).
Rimanendo sulle novità hardware, sicuramente non si può dimenticare il nuovo connettore Lightning che ha sostituito il connettore 30 pin (comunque sempre presente sui modelli 4 e 4s, ancora in vendita, nonché sull'iPad e l'iPod Touch di quarta generazione). Le foto non rendono l'idea di quanto sia piccolo e compatto il nuovo connettore riuscendo però, nello stesso tempo, a risultare robusto. Le dimensioni ridotte e sottili, e la flessibilità offerta dalle connessioni tutte digitali dei pin (ricordiamo, per esempio, che il connettore può essere inserito in entrambi i sensi), consentiranno al nuovo "standard" di accompagnare i futuri dispositivi iOS per molti anni, anche nell'eventualità che vengano raggiunti spessori veramente estremi.
Una delle cose che a livello hardware pare cambiata solo marginalmente è la fotocamera. In realtà, sebbene il sensore sia il sempre da 8Mpixel, l'ottica ha subito qualche cambiamento: la lente si è leggermente rimpicciolita, ma lo scatto è diventato del 40 per cento più veloce e sono stati inclusi nuovi sistemi di stabilizzazione. Inoltre, grazie alla retroilluminazione del sensore, al filtro IR ibrido, e a nuovi algoritmi di elaborazione dell'immagine, la nuova fotocamera riesce a garantire risultati molto buoni sia rispetto a iPhone 4S che rispetto ad altri telefoni in tutti quegli scatti caratterizzati da condizioni ambientali di scarsa luminosità. In condizioni di luce ottimale la differenza si riduce, ma le foto fatte con iPhone 5 sembrano meglio bilanciate a livello di tonalità, luminosità e contrasto.
Di contro pare che in particolari condizioni di luce (quando compaiono forti sorgenti luminose vicino all'inquadratura) iPhone 5 soffra di problemi di lens flare che lasciano aloni violacei sulle foto (non è ancora ben chiaro se il problema sia negli algoritmi di elaborazione oppure nella nuova superficie della fotocamera in cristallo di zaffiro). Miglioramenti più significativi si hanno invece nella stabilizzazione dei video (con tanto di possibilità di scattare foto mentre si effettuano riprese) e nella camera frontale utilizzata principalmente per FaceTime, che diventa HD a 720p (a 30 fps), con possibilità scattare foto a 1,2MPixel.
Infine, tra le novità non propriamente legate al melafonino, rientrano gli EarPods. Finalmente, dopo 11 anni di cuffie che ho sempre trovato inutilizzabili, ed ho sostituito con un modello in-ear della Sennheiser, i nuovi auricolari di Apple diventano convincenti: la nuova forma si adatta in modo naturale all'orecchio e la resa sonora ha poco da invidiare a quella di modelli più blasonati, e più costosi, sia sulle basse frequenze (cosa che si percepisce da subito, già al primo ascolto) che su quelle alte (a patto di non eccedere troppo con il volume). Se siete interessati a scoprire i dettagli dei vari componenti interni, potete consultare l'immancabile "disassemblaggio" di iFixit.
Come ultimo argomento parliamo della batteria: dare un giudizio basato su pochi giorni di utilizzo è un po' difficile, soprattutto se in questi giorni si è utilizzato il telefono in modo intenso per testarne tutte le nuove caratteristiche. L'impressione è che, nonostante questo utilizzo intenso, la batteria di iPhone 5 si comporti leggermente meglio rispetto a quella di iPhone 4S, anche se bisogna considerare che la batteria del modello precedente è in funzione ormai da un anno, mentre quella di iPhone 5 è nuova. Inoltre, nel caso specifico, i due telefoni in prova utilizzavano SIM di due operatori differenti, altro parametro che può modificare l'autonomia del telefono quando ci si trova fuori casa.
Arriviamo infine alle dolenti note dei prezzi italiani: al di là delle offerte più o meno vantaggiose dei vari operatori (che in questo caso, più che in passato, vanno prese seriamente in considerazione) non si può fare a meno di notare che sui prezzi dei modelli sbloccati, l'Italia è il paese più svantaggiato di tutta Europa, e forse anche del mondo intero: iPhone 5 da 16GB viene venduto nel nostro paese a 729 Euro, 50 Euro in più della maggior parte degli altri paesi (a parte la Svezia, dove costa solo 19 Euro in meno) e addirittura 125 Euro in più rispetto alla Svizzera. Le cose non cambiano se scegliamo un modello di capacità maggiore, anzi, sul modello da 64GB (che in Italia arriva a ben 949 Euro) ci sono quasi 150 Euro di differenza rispetto alla Svizzera, e 80 Euro con la Spagna, mentre resta quasi invariata la differenza con gli altri paesi e si pareggia il conto con la Svezia (in questo caso il prezzo differisce di un solo Euro). Stesso ordine di grandezza anche sul modello intermedio da 32GB (che in Italia costa 839 Euro) e sul vecchio iPhone 4S, che è rimasto in vendita a 629 Euro in un'unica variante da 16GB (anch'esso costa mediamente 50 Euro in meno negli altri paesi europei).
iPhone 5 è senz'altro il miglior iPhone prodotto finora (non potrebbe essere diversamente, cronologicamente parlando) ma il prezzo italiano ha toccato livelli davvero esorbitanti, soprattutto sul modello di punta. Chi dovesse già possedere un iPhone 4S può trovare ben pochi motivi per cambiare telefono (regola che vale in generale ogni anno, all'uscita di un nuovo modello, nei confronti della generazione precedente) e soprattutto diventa quasi d'obbligo valutare le offerte degli operatori: a fronte di quello che diventa a tutti gli effetti un pagamento rateale, è comunque inclusa una buona dose di traffico telefonico e di traffico dati, indispensabile per sfruttare al meglio tutte le caratteristiche di uno smartphone e, nello specifico, di iOS6.
mercoledì 26 settembre 2012
Quello che non vi ho detto [aggiornato]
Nonostante l'articolo già pubblicato da Punto-Informatico, su iOS6 non vi ho ancora detto tutto: ci sono diversi dettagli minori, in gran parte estetici, a volte "curiosi" che potete scovare un po' ovunque nella nuova versione del nuovo sistema mobile di Apple.
Per esempio, avete notato il simbolino dell'aggiornamento delle caselle di mail? Si allunga e si stiracchia quando trascinate la finestra verso il basso, fino a quando "cede" e fa partire l'aggiornamento delle caselle.
Ci sono alcune App che "colorano" la barra superiore del menù, ma non mi è ben chiaro in base a cosa visto che in alcuni casi si tratta di applicazioni vecchiotte che non sono certo state aggiornate per iOS6.
Inoltre le preferenze sono state in gran parte riorganizzate e sono state aggiunte voci specifiche per il controllo della privacy.
Devo ancora stimare quanto incidano Siri e la dettatura vocale sul volume settimanale del traffico dati, ma sicuramente incidono sulla batteria visto che chiamano in causa sia la localizzazione che il traffico dati verso i server Apple.
Approposito, parlando di polemiche intili, c'è anche chi si è "scandalizzato" perché Siri richiede l'accesso alla rubrica: l'accesso serve a riconoscere al meglio i nomi, ed è indispensabile per conoscere gli indirizzi (altrimenti non si potrebbe chiedere a Siri "guidami a casa di Fabrizio") nonché i legami parenteli impostati nella rubrica ("manda un messaggio a mia moglie" implica che Siri sappia chi è mia moglie...). In ogni caso il livello di comprensione del parlato è davvero alto, ma Siri a volte si perde in certe richieste apparentemente banali, e l'unica cosa che fa è proporre una ricerca in internet; le due cose (per i soliti polemici) non sono in contraddizione: semplicemente certe richieste che a noi possono sembrare banali, Siri le comprende perfettamente come parlato (infatti ripropone la frase in modo corretto) ma non gli è possibilie dare una risposta. In ogni caso, quando gli ho detto che continuava a sbagliare mi ha risposto che "errare humanum est perseverare autem diabolicum"... avrà voluto sottointendere qualcosa? Comunque Siri può anche essere fonte di "conversazioni" divertenti: comprende la supercazzola, come se fosse antani, e con un po' di insistenza riuscirete anche a convincerla a cantare o a raccontarvi una barzelletta. iPhoneItalia e iPadItalia hanno preparato un paio di raccolte con diversi esempi, mentre (restando in tema di polemiche) tuaw e theverge ci offrono spiegazioni del perché Apple abbia deciso il discusso passaggio da Google Maps alle proprie mappe (motivi che ovviamente non risiedono né nella ripicca verso Google né nella volontà di indispettire i propri utenti, come polemizzato da qualcuno...).
Come ultima polemica (ma qui ci spostiamo sull'hardware, non su iOS) come non ricordare quella inerente al nuovo connettore? Se volete polemizzare potete scegliere diversi argomenti (dalla retrocompatibilità, alla compatibilità con il resto del mondo, passando per i temibili chip che identificano il connettore), se invece vi interessa analizzare la questione dal punto di vista tecnico, sicuramente più interessante, potete partire da qui... e magari vi potrebbero interessare anche alcuni dettagli tecnici che cominciano ad emergere sul processore Apple A6. Tornando a noi, purtroppo tutti i limiti di iOS di cui mi sono lamentato più volte (sia in occasione di iOS4 che parlando di iOS5) rimangono anche in iOS6 e, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di documenti (argomento che ho trattato anche su Punto-Informatico, durante la recensione di Mountain Lion e la relativa sincronizzazione dei documenti in iCloud), dubito che ci saranno grosse aperture anche in futuro: l'importante è esserne consapevoli e conoscere le possibili alternative.
[Aggiornamento: da AllThingsD nuovi dettagli sulle motivazioni che hanno spinto Apple a realizzare la propria applicazione per per mappe. Ribadisco: non sarà perfetto il database, ma l'applicazione è molto meglio, ed è un duro colpo per Google e i suoi inserzionisti, visto che 100 milioni di dispositivi iOS sono già passati alla nuova versione del sistema; chi pensa che Apple abbia fatto un errore, IMHO, ha una visione dell'orizzonte che si ferma troppo al risultato immediato... qui ci sono di mezzo grosse strategie di servizi...]
Approposito, parlando di polemiche intili, c'è anche chi si è "scandalizzato" perché Siri richiede l'accesso alla rubrica: l'accesso serve a riconoscere al meglio i nomi, ed è indispensabile per conoscere gli indirizzi (altrimenti non si potrebbe chiedere a Siri "guidami a casa di Fabrizio") nonché i legami parenteli impostati nella rubrica ("manda un messaggio a mia moglie" implica che Siri sappia chi è mia moglie...). In ogni caso il livello di comprensione del parlato è davvero alto, ma Siri a volte si perde in certe richieste apparentemente banali, e l'unica cosa che fa è proporre una ricerca in internet; le due cose (per i soliti polemici) non sono in contraddizione: semplicemente certe richieste che a noi possono sembrare banali, Siri le comprende perfettamente come parlato (infatti ripropone la frase in modo corretto) ma non gli è possibilie dare una risposta. In ogni caso, quando gli ho detto che continuava a sbagliare mi ha risposto che "errare humanum est perseverare autem diabolicum"... avrà voluto sottointendere qualcosa? Comunque Siri può anche essere fonte di "conversazioni" divertenti: comprende la supercazzola, come se fosse antani, e con un po' di insistenza riuscirete anche a convincerla a cantare o a raccontarvi una barzelletta. iPhoneItalia e iPadItalia hanno preparato un paio di raccolte con diversi esempi, mentre (restando in tema di polemiche) tuaw e theverge ci offrono spiegazioni del perché Apple abbia deciso il discusso passaggio da Google Maps alle proprie mappe (motivi che ovviamente non risiedono né nella ripicca verso Google né nella volontà di indispettire i propri utenti, come polemizzato da qualcuno...).
Come ultima polemica (ma qui ci spostiamo sull'hardware, non su iOS) come non ricordare quella inerente al nuovo connettore? Se volete polemizzare potete scegliere diversi argomenti (dalla retrocompatibilità, alla compatibilità con il resto del mondo, passando per i temibili chip che identificano il connettore), se invece vi interessa analizzare la questione dal punto di vista tecnico, sicuramente più interessante, potete partire da qui... e magari vi potrebbero interessare anche alcuni dettagli tecnici che cominciano ad emergere sul processore Apple A6. Tornando a noi, purtroppo tutti i limiti di iOS di cui mi sono lamentato più volte (sia in occasione di iOS4 che parlando di iOS5) rimangono anche in iOS6 e, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di documenti (argomento che ho trattato anche su Punto-Informatico, durante la recensione di Mountain Lion e la relativa sincronizzazione dei documenti in iCloud), dubito che ci saranno grosse aperture anche in futuro: l'importante è esserne consapevoli e conoscere le possibili alternative.
[Aggiornamento: da AllThingsD nuovi dettagli sulle motivazioni che hanno spinto Apple a realizzare la propria applicazione per per mappe. Ribadisco: non sarà perfetto il database, ma l'applicazione è molto meglio, ed è un duro colpo per Google e i suoi inserzionisti, visto che 100 milioni di dispositivi iOS sono già passati alla nuova versione del sistema; chi pensa che Apple abbia fatto un errore, IMHO, ha una visione dell'orizzonte che si ferma troppo al risultato immediato... qui ci sono di mezzo grosse strategie di servizi...]
martedì 18 settembre 2012
2, 24, 6, 7, 9, 15, 3... diamo i numeri
Nell'attesa di iO6 (che scaricherò appena disponibile per testarlo sia su iPhone che su iPad), Apple annuncia che in sole 24 ore sono stati venduti (per la precisione preordinati) 2 milioni di iPhone 5, cifra che polverizza qualsiasi record precedente, alla faccia dei soliti haters che bollavano il nuovo telefono di Apple come sicuro flop, giudicandolo come non-innovativo oppure non-rivoluzionario, appellativi generici che (in mancanza di reali giustificazioni) consentono di praticare il diffuso sport della critica per partito preso.
A New York, davanti all'arcinoto cubo di cristallo, c'è anche chi si è già messo in fila, con oltre una settimana di anticipo, per accaparrarsi i primi modelli che arriveranno nei negozi... ma queste sono cose un po' inconsuete di chi, magari, cerca un piccolo momento di celebrità sul web...
Quello di cui vorrei parlare oggi (e sarà un argomento che svilupperò in futuro con un articolo ad-hoc) riguarda però il processore utilizzato da Apple nell'iPhone 5. Se era relativamente facile pronosticare (anche con largo anticipo) che il nuovo iPhone avrebbe avuto una CPU con una nuova architettura, era meno facile intuire che il nuovo Apple A6 non si sarebbe basato su un'architettura standard come la ARM Cortex A15, né su altre architetture standard, ma piuttosto su un'architettura pesantemente customizzata da Apple per ottimizzare al meglio le prestazioni del proprio sistema, sui propri device, sia in termini di potenza calcolo che di consumi energetici.
Anche se i dettagli sono ancora pochi, come ben spiegato da Anandtech, Apple possiede sia la licenza per produrre CPU basate sulle tecnologie standard ARM, sia quella per customizzarle basandosi comunque sui relativi set di istruzioni. Nello specifico Apple ha progettato un'architettura proprietaria basandosi sulle istruzioni ARM-v7s, le stesse dell'architettura ARM Cortex A15, più avanzate delle ARM-v7 utilizzate dall'architettura Cortex A9 (utilizzata dai precedenti SoC Apple A4, A5, A5x, nonché da diversi concorrenti). Il risultato è un processore dual core che gira a clock relativamente bassi ma che assicura prestazioni paragonabile (se non migliori) a quelle di altri processori quad-core, che girano a clock ben più elevati, ma ancora legati alla "vecchia" architettura ARM Cortex A9.
Questa considerazione da sola basterebbe per far capire che l'innovazione di Apple non passa solamente da uno schermo allungato, da un'estetica che alcuni giudicano troppo simile al modello precedente (senza rendersi conto che certe scelte comportano una reingegnerizzazione completa della componentistica interna) o dalla fatto che siano presenti o meno porte USB o SD... progettare un processore personalizzato è una grande innovazione, senza considerare le particolarità del processo produttivo e altri dettagli minori, come le cuffie EarPods, frutto (pare) di 3 anni di studi legati alla geometria dell'orecchio, e di una moltitudine di prototipi realizzati con diversi materiali... spero solo che "càlzino" meglio dei precedenti, perché ho 6 paia di cuffie marchiate Apple che giacciono inutilizzate.
A New York, davanti all'arcinoto cubo di cristallo, c'è anche chi si è già messo in fila, con oltre una settimana di anticipo, per accaparrarsi i primi modelli che arriveranno nei negozi... ma queste sono cose un po' inconsuete di chi, magari, cerca un piccolo momento di celebrità sul web...
Quello di cui vorrei parlare oggi (e sarà un argomento che svilupperò in futuro con un articolo ad-hoc) riguarda però il processore utilizzato da Apple nell'iPhone 5. Se era relativamente facile pronosticare (anche con largo anticipo) che il nuovo iPhone avrebbe avuto una CPU con una nuova architettura, era meno facile intuire che il nuovo Apple A6 non si sarebbe basato su un'architettura standard come la ARM Cortex A15, né su altre architetture standard, ma piuttosto su un'architettura pesantemente customizzata da Apple per ottimizzare al meglio le prestazioni del proprio sistema, sui propri device, sia in termini di potenza calcolo che di consumi energetici.
Anche se i dettagli sono ancora pochi, come ben spiegato da Anandtech, Apple possiede sia la licenza per produrre CPU basate sulle tecnologie standard ARM, sia quella per customizzarle basandosi comunque sui relativi set di istruzioni. Nello specifico Apple ha progettato un'architettura proprietaria basandosi sulle istruzioni ARM-v7s, le stesse dell'architettura ARM Cortex A15, più avanzate delle ARM-v7 utilizzate dall'architettura Cortex A9 (utilizzata dai precedenti SoC Apple A4, A5, A5x, nonché da diversi concorrenti). Il risultato è un processore dual core che gira a clock relativamente bassi ma che assicura prestazioni paragonabile (se non migliori) a quelle di altri processori quad-core, che girano a clock ben più elevati, ma ancora legati alla "vecchia" architettura ARM Cortex A9.
Questa considerazione da sola basterebbe per far capire che l'innovazione di Apple non passa solamente da uno schermo allungato, da un'estetica che alcuni giudicano troppo simile al modello precedente (senza rendersi conto che certe scelte comportano una reingegnerizzazione completa della componentistica interna) o dalla fatto che siano presenti o meno porte USB o SD... progettare un processore personalizzato è una grande innovazione, senza considerare le particolarità del processo produttivo e altri dettagli minori, come le cuffie EarPods, frutto (pare) di 3 anni di studi legati alla geometria dell'orecchio, e di una moltitudine di prototipi realizzati con diversi materiali... spero solo che "càlzino" meglio dei precedenti, perché ho 6 paia di cuffie marchiate Apple che giacciono inutilizzate.
sabato 15 settembre 2012
Quattro pollici di iPhone
Dopo i brevi commenti di giovedì, ripropongo il mio articolo pubblicato su Punto-Informatico, sempre relativo all'evento di presentazione dell'iPhone 5.
L'autunno di quest'anno si preannuncia molto caldo, anche sul fronte degli smartphone. Mentre Samsung festeggia i 20 milioni di esemplari della sua ultima creazione, il Galaxy SIII (traguardo raggiunto anche grazie alla promozione che promette in regalo un Galaxy Tab da 7"), dimenticando almeno in parte la recente sentenza che l'ha vista uscire sconfitta nei confronti di Apple (anche se la guerra dei brevetti è appena iniziata) e le numerose polemiche che accompagnano, come di consueto, i prodotti che hanno il maggior richiamo mediatico, la concorrenza non sta certo a guardare.
Nokia presenta la nuova serie di Lumia basata su Windows Phone, con tanto di magra figura per il falso video e reazioni in borsa non proprio entusiaste, anche se il prodotto riuscirà sicuramente a ritagliarsi una discreta fetta di pubblico. Inoltre la recente IFA di Berlino ha fatto un grande sfoggio di numerosi prodotti Android, una vera e propria orda pronta ad invadere il mercato nei prossimi mesi, con Motorola in testa nel campo degli smartphone (vista la recente acquisizione da parte di Google) e Amazon che con il suo Kindle Fire sembra essere l'unica in grado di contrastare la posizione dominante di iPad.
Come di consueto Apple ha lasciato libero sfogo alla concorrenza, all'abbuffata di notizie che, sovrapponendosi l'una con l'altra, si tolgono spazio a vicenda, e ha sfruttato il volano deirumors (arma potenzialmente a doppio taglio) per creare la giusta attesa intorno ad un evento, nonostante si sapesse già tutto, o quasi. "Buy the rumor, sell the news" (compra sulle voci, e vendi sulle notizie) recita un vecchio detto in voga tra gli investitori, consigliando di comprare quando c'è grande attesa ma il valore del titolo è ancora basso, per vendere a giochi fatti, quando tutti si buttano acquistare i titoli e il valore sale: l'attesa intorno al nuovo iPhone era molto alta, con tanto di studi che vedevano il nuovo melafonino in grado di risollevare il PIL statunitense di mezzo punto percentuale.
Nokia presenta la nuova serie di Lumia basata su Windows Phone, con tanto di magra figura per il falso video e reazioni in borsa non proprio entusiaste, anche se il prodotto riuscirà sicuramente a ritagliarsi una discreta fetta di pubblico. Inoltre la recente IFA di Berlino ha fatto un grande sfoggio di numerosi prodotti Android, una vera e propria orda pronta ad invadere il mercato nei prossimi mesi, con Motorola in testa nel campo degli smartphone (vista la recente acquisizione da parte di Google) e Amazon che con il suo Kindle Fire sembra essere l'unica in grado di contrastare la posizione dominante di iPad.
Come di consueto Apple ha lasciato libero sfogo alla concorrenza, all'abbuffata di notizie che, sovrapponendosi l'una con l'altra, si tolgono spazio a vicenda, e ha sfruttato il volano deirumors (arma potenzialmente a doppio taglio) per creare la giusta attesa intorno ad un evento, nonostante si sapesse già tutto, o quasi. "Buy the rumor, sell the news" (compra sulle voci, e vendi sulle notizie) recita un vecchio detto in voga tra gli investitori, consigliando di comprare quando c'è grande attesa ma il valore del titolo è ancora basso, per vendere a giochi fatti, quando tutti si buttano acquistare i titoli e il valore sale: l'attesa intorno al nuovo iPhone era molto alta, con tanto di studi che vedevano il nuovo melafonino in grado di risollevare il PIL statunitense di mezzo punto percentuale.
Ma veniamo all'evento vero e proprio: l'elenco di tutte le novità lo potete trovare nella direttadi ieri, mentre ora possiamo concentrarci sui principali elementi di novità.
iPhone 5 è stato sicuramente il dispositivo principe dell'evento: dal 2007 ad oggi Apple si è sempre mossa all'insegna della tradizione, con uno schermo da 3,5" rimasto sempre invariato in dimensioni e proporzioni, e oggetto di un attenta valutazione al momento del passaggio al Retina Display, con un preciso raddoppio dei pixel nelle due dimensioni. È ovvio quindi che il cambio di proporzione proposto dal nuovo iPhone ha suscitato (già quando se ne parlava a livello di rumors) i pareri più contrastanti: la concorrenza propone da tempo display più grandi ma, al di là della migliore leggibilità, uno schermo troppo largo può influenzare in modo negativo l'usabilità del dispositivo che, per definizione, andrebbe utilizzato con una sola mano. La scelta di Apple è stata quella di modificare le proporzioni dello schermo passando dai 3:2 al 16:9, arrivando ad uno schermo da 4" ma senza modificare l'impugnatura del dispositivo.
Il confronto con i modelli precedenti evidenzia che la larghezza è la medesima, l'altezza aumenta di soli 8mm, e lo schermo passa dai 960x640 pixel ai 1136x640 pixel, offrendo una riga in più di icone per ogni schermata, e spazio in più per ogni applicazione, anche se di fatto non va a migliorare la leggibilità del testo: la densità di pixel rimane invariata (326 ppi) e la larghezza, come abbiamo già detto, è sempre la stessa. In realtà, al di là delle dimensioni, il nuovo schermo è di tipo diverso, è più sottile (integra la funzione touch direttamente nel display), offre colori più saturi del 44 per cento ed è meno affetto dai problemi di riflessi: complessivamente il risultato è un display nettamente migliore.
Un altro vantaggio di questa soluzione è che le vecchie applicazioni potranno girare in modo ottimale, senza alcuna modifica, con la semplice aggiunta di due bande nere ai lati. Tornando invece alle dimensioni, l'iPhone 5 è più sottile del 18 per cento rispetto al precedente modello e pesa il 20 per cento in meno ma, nonostante lo spazio minore, la batteria riesce ad assicurare un'autonomia migliorata.
Al di là delle migliorie estetiche (alluminio anodizzato, vetroceramica, spigoli smussati e lucidati con diamante cristallino ecc) la vera novità, a mio avviso, sta all'interno di iPhone 5: il nuovo processore Apple A6 (di cui si conoscono ancora pochi dettagli, tra cui il fatto che è basato su tecnologia ARM Cortex A15) offre prestazioni doppie sia in termini di calcolo che a livello grafico, miglioria che consente ad Apple di fare un notevole passo in avanti rispetto alla generazione precedente.
L'altro grande cambiamento introdotto da Apple è il connettore Lightning che, dopo circa un decennio, rimpiazza il connettore Dock: 8 poli anziché 30, completamente digitale, estremamente più sottile, e inseribile in entrambe le direzioni. Al di là dei vantaggi offerti dalla nuova connessione, ci sarà qualche problema per chi possiede diversi accessori, e non a caso Apple ha realizzato un adattatore. Anche perché a fianco di iPhone 5 resteranno in vendita altri due modelli col "vecchio" connettore: iPhone 4 con capacità 8GB e iPhone 4S con capacità di 16GB. Rimane qualche dubbio sull'effettiva usabilità dell'adattatore in determinati contesti, per esempio per inserire l'iPhone in quei dock dove, l'aggiunta di un intermediario, fa mancare il necessario sostegno al dispositivo.
Se il discorso iPhone si può chiudere qui (perlomeno finché non avremo la possibilità di provarne uno e valutare, oltre a quanto già detto, anche la nuova fotocamera e i nuovi auricolari EarPods), le novità di ieri non sono ceto esaurite: la più importante è l'arrivo di iOS6, che sarà disponibile a partire da mercoledì prossimo come download gratuito. iOS6 rappresenterà per Apple un aggiornamento importante anche a livello strategico, in quanto segnerà un punto di rottura con Google. Al di là della sparizione dell'applicazione Youtube (che Google ha reso comunque disponibile sull'AppStore in una nuova veste), le nuove mappe assicureranno ad Apple una certa indipendenza dal suo concorrente più diretto: Apple potrà decidere di sviluppare in piena autonomia tutto ciò che ruota intorno alla propria applicazione, caratterizzandola in modo diverso da quella che si può invece trovare su tutti gli altri telefoni Android. Sempre a livello strategico, l'integrazione di FaceBook a livello di sistema, e il nuovoPassbook (cioé la funzione che "ospita" biglietti, carte d'imbarco, tessere fedeltà ecc) potranno dare una marcia in più al sistema di Cupertino.
Restando ancora in tema di software, a ottobre arriverà anche una nuova versione di iTunes, un rinnovamento estetico che, nella parte di gestione musicale, lo rende molto simile alla controparte per iPad (ancora un passo in questa direzione). Resta da vedere se ci saranno cambiamenti importanti anche a livello di sincronizzazione con i dispositivi iOS, visto che iCloud assume un'importanza sempre maggiore, ma per esprimere un giudizio su questo aspetto dobbiamo attendere ancora qualche settimana.
L'evento si è concluso con altri due aggiornamenti hardware importanti, quelli della linea iPod. Il nuovo iPod Touch guadagna il display aggiornato dell'iPhone 5, eredita il processore Apple A5, una fotocamera da 5Mpixel con flash, qualche grammo in meno, e qualche colore in più. Complessivamente si tratta di uno dei maggiori aggiornamenti di questa linea di prodotto, e personalmente trovo più gradevole anche la nuova linea meno affusolata ma più sottile (anche se sono un po' scettico sulle scelte cromatiche). Non vedo invece molti vantaggi nel restiling del nuovo iPod nano: se il modello precedente aveva una certa personalità, soprattutto se "indossato" con la clip o come orologio, il nuovo sembra una "vecchia versione" di iPod Touch, con un display più piccolo e senza la possibilità di caricare App.
Certo, il lavoro di ingegneria è notevole (il nuovo iPod nano è spesso solo 5mm) e per vedere foto o filmati lo schermo da 2.5" è tutt'un'altra cosa rispetto al precedente display, senza considerare la maggior comodità dei comandi: ma con un iPod Touch (della precedente generazione) che costa solo 20 Euro in più (199 contro 179) non so se il pubblico possa essere ancora interessato ad un prodotto di questo tipo. Continua invece il mistero intorno all'iPod classic, che da tre anni a questa parte non viene aggiornato ma continua a rimanere a listino: dubito che ci saranno ulteriori cambiamenti prima di Natale, quindi per qualsiasi novità nel settore iPod se ne riparlerà nel 2013.
iPhone 5 è stato sicuramente il dispositivo principe dell'evento: dal 2007 ad oggi Apple si è sempre mossa all'insegna della tradizione, con uno schermo da 3,5" rimasto sempre invariato in dimensioni e proporzioni, e oggetto di un attenta valutazione al momento del passaggio al Retina Display, con un preciso raddoppio dei pixel nelle due dimensioni. È ovvio quindi che il cambio di proporzione proposto dal nuovo iPhone ha suscitato (già quando se ne parlava a livello di rumors) i pareri più contrastanti: la concorrenza propone da tempo display più grandi ma, al di là della migliore leggibilità, uno schermo troppo largo può influenzare in modo negativo l'usabilità del dispositivo che, per definizione, andrebbe utilizzato con una sola mano. La scelta di Apple è stata quella di modificare le proporzioni dello schermo passando dai 3:2 al 16:9, arrivando ad uno schermo da 4" ma senza modificare l'impugnatura del dispositivo.
Il confronto con i modelli precedenti evidenzia che la larghezza è la medesima, l'altezza aumenta di soli 8mm, e lo schermo passa dai 960x640 pixel ai 1136x640 pixel, offrendo una riga in più di icone per ogni schermata, e spazio in più per ogni applicazione, anche se di fatto non va a migliorare la leggibilità del testo: la densità di pixel rimane invariata (326 ppi) e la larghezza, come abbiamo già detto, è sempre la stessa. In realtà, al di là delle dimensioni, il nuovo schermo è di tipo diverso, è più sottile (integra la funzione touch direttamente nel display), offre colori più saturi del 44 per cento ed è meno affetto dai problemi di riflessi: complessivamente il risultato è un display nettamente migliore.
Un altro vantaggio di questa soluzione è che le vecchie applicazioni potranno girare in modo ottimale, senza alcuna modifica, con la semplice aggiunta di due bande nere ai lati. Tornando invece alle dimensioni, l'iPhone 5 è più sottile del 18 per cento rispetto al precedente modello e pesa il 20 per cento in meno ma, nonostante lo spazio minore, la batteria riesce ad assicurare un'autonomia migliorata.
Al di là delle migliorie estetiche (alluminio anodizzato, vetroceramica, spigoli smussati e lucidati con diamante cristallino ecc) la vera novità, a mio avviso, sta all'interno di iPhone 5: il nuovo processore Apple A6 (di cui si conoscono ancora pochi dettagli, tra cui il fatto che è basato su tecnologia ARM Cortex A15) offre prestazioni doppie sia in termini di calcolo che a livello grafico, miglioria che consente ad Apple di fare un notevole passo in avanti rispetto alla generazione precedente.
L'altro grande cambiamento introdotto da Apple è il connettore Lightning che, dopo circa un decennio, rimpiazza il connettore Dock: 8 poli anziché 30, completamente digitale, estremamente più sottile, e inseribile in entrambe le direzioni. Al di là dei vantaggi offerti dalla nuova connessione, ci sarà qualche problema per chi possiede diversi accessori, e non a caso Apple ha realizzato un adattatore. Anche perché a fianco di iPhone 5 resteranno in vendita altri due modelli col "vecchio" connettore: iPhone 4 con capacità 8GB e iPhone 4S con capacità di 16GB. Rimane qualche dubbio sull'effettiva usabilità dell'adattatore in determinati contesti, per esempio per inserire l'iPhone in quei dock dove, l'aggiunta di un intermediario, fa mancare il necessario sostegno al dispositivo.
Se il discorso iPhone si può chiudere qui (perlomeno finché non avremo la possibilità di provarne uno e valutare, oltre a quanto già detto, anche la nuova fotocamera e i nuovi auricolari EarPods), le novità di ieri non sono ceto esaurite: la più importante è l'arrivo di iOS6, che sarà disponibile a partire da mercoledì prossimo come download gratuito. iOS6 rappresenterà per Apple un aggiornamento importante anche a livello strategico, in quanto segnerà un punto di rottura con Google. Al di là della sparizione dell'applicazione Youtube (che Google ha reso comunque disponibile sull'AppStore in una nuova veste), le nuove mappe assicureranno ad Apple una certa indipendenza dal suo concorrente più diretto: Apple potrà decidere di sviluppare in piena autonomia tutto ciò che ruota intorno alla propria applicazione, caratterizzandola in modo diverso da quella che si può invece trovare su tutti gli altri telefoni Android. Sempre a livello strategico, l'integrazione di FaceBook a livello di sistema, e il nuovoPassbook (cioé la funzione che "ospita" biglietti, carte d'imbarco, tessere fedeltà ecc) potranno dare una marcia in più al sistema di Cupertino.
Restando ancora in tema di software, a ottobre arriverà anche una nuova versione di iTunes, un rinnovamento estetico che, nella parte di gestione musicale, lo rende molto simile alla controparte per iPad (ancora un passo in questa direzione). Resta da vedere se ci saranno cambiamenti importanti anche a livello di sincronizzazione con i dispositivi iOS, visto che iCloud assume un'importanza sempre maggiore, ma per esprimere un giudizio su questo aspetto dobbiamo attendere ancora qualche settimana.
L'evento si è concluso con altri due aggiornamenti hardware importanti, quelli della linea iPod. Il nuovo iPod Touch guadagna il display aggiornato dell'iPhone 5, eredita il processore Apple A5, una fotocamera da 5Mpixel con flash, qualche grammo in meno, e qualche colore in più. Complessivamente si tratta di uno dei maggiori aggiornamenti di questa linea di prodotto, e personalmente trovo più gradevole anche la nuova linea meno affusolata ma più sottile (anche se sono un po' scettico sulle scelte cromatiche). Non vedo invece molti vantaggi nel restiling del nuovo iPod nano: se il modello precedente aveva una certa personalità, soprattutto se "indossato" con la clip o come orologio, il nuovo sembra una "vecchia versione" di iPod Touch, con un display più piccolo e senza la possibilità di caricare App.
Certo, il lavoro di ingegneria è notevole (il nuovo iPod nano è spesso solo 5mm) e per vedere foto o filmati lo schermo da 2.5" è tutt'un'altra cosa rispetto al precedente display, senza considerare la maggior comodità dei comandi: ma con un iPod Touch (della precedente generazione) che costa solo 20 Euro in più (199 contro 179) non so se il pubblico possa essere ancora interessato ad un prodotto di questo tipo. Continua invece il mistero intorno all'iPod classic, che da tre anni a questa parte non viene aggiornato ma continua a rimanere a listino: dubito che ci saranno ulteriori cambiamenti prima di Natale, quindi per qualsiasi novità nel settore iPod se ne riparlerà nel 2013.
giovedì 13 settembre 2012
evento 12-5... brevi commenti a caldo (diciamo tiepidi)
BELLO
-il nuovo iPhone, visto nella sua ufficialità, con tutti i dettagli e i particolari del caso, mi pare davvero bello, anche se sono indeciso su quale colore sia meglio: bisognerebbe vederli dal vivo.
-l'iPod Touch sta prendendo una direzione interessante: processore di una generazione precedente per mantenere bassi (tutto è relativo) i prezzi, fotocamera interessante, display al passo con l'iPhone, e nuova linea meno affusolata... peccato per i colori un po' demodè...
-iOS6: non vedo l'ora di scaricarlo, sia sull'iPhone che sull'iPad, in particolare per la condivisione del Photo Streaming e per Passbook
BRUTTO
-sarà che mi ero affezionato alla possibilità di portarlo come orologio, ma il nuovo iPod nano non mi piace per niente...
-il nuovo iTunes... certo, bisognerà vederlo all'opera, ma lo stile simil-iPad non mi fa per niente impazzire: speriamo che abbia altri pregi...
-l'iPod Classic rimane così com'è? Tre anni senza aggiornamenti (a memoria, nemmeno di prezzo)?
A MARGINE
-Pare che la quota di mercato dell'iPad sia incredibilmente in crescita: chissà cos'accadrà quando uscirà il modello da 7"...
-il nuovo iPhone, visto nella sua ufficialità, con tutti i dettagli e i particolari del caso, mi pare davvero bello, anche se sono indeciso su quale colore sia meglio: bisognerebbe vederli dal vivo.
-l'iPod Touch sta prendendo una direzione interessante: processore di una generazione precedente per mantenere bassi (tutto è relativo) i prezzi, fotocamera interessante, display al passo con l'iPhone, e nuova linea meno affusolata... peccato per i colori un po' demodè...
-iOS6: non vedo l'ora di scaricarlo, sia sull'iPhone che sull'iPad, in particolare per la condivisione del Photo Streaming e per Passbook
BRUTTO
-sarà che mi ero affezionato alla possibilità di portarlo come orologio, ma il nuovo iPod nano non mi piace per niente...
-il nuovo iTunes... certo, bisognerà vederlo all'opera, ma lo stile simil-iPad non mi fa per niente impazzire: speriamo che abbia altri pregi...
-l'iPod Classic rimane così com'è? Tre anni senza aggiornamenti (a memoria, nemmeno di prezzo)?
A MARGINE
-Pare che la quota di mercato dell'iPad sia incredibilmente in crescita: chissà cos'accadrà quando uscirà il modello da 7"...
sabato 1 settembre 2012
sei-sei-sei
In tempi non ancora sospetti (6 mesi fa) ragionando sul processore del nuovo iPad, ipotizzavo che per l'iPhone in uscita a breve non aveva senso un processore identico all'attuale ma con GPU potenziata: l'A5X è sostanzialmente un A5 modificato per supportare al megio il retina display dell'iPad... ma l'A5 è già montato sull'iPhone 4S, e il numero di pixel del prossimo iPhone (seppur con schermo allungato) non è paragonabile a quello dell'iPad, che ne conta 4 volte tanto...
Ecco quindi che la mia ipotesi di 6 mesi fa era quella dell'arrivo del processore Apple A6 prima nell'iPhone (a differenza del passato) e poi con un eventuale versione A6X, dal reparto grafico potenziato, per il prossimo iPad...
In questi giorni stanno girando in rete delle immagini che sembrano confermare la mia vecchia ipotesi, anche se siamo sempre nel campo delle indiscrezioni. Sempre a titolo ipotetico, ricordiamo che l'Apple A6 dovrebbe basarsi sulla tecnologia ARM Cortex A15 e potrebbe integrare anche l'architettura Macroscalar, i cui brevetti sono stati acquistati da Apple sempre 6 mesi fa, o pco prima...
A questo punto, visto che abbiamo a che fare con iOS6, e presumibilmente con un processore Apple A6, considerando anche che si tratta della sesta generazione del melafonino, siamo davvero sicuri che si chiamerà iPhone5? o forse si chiamerà iPhone6?
Ecco quindi che la mia ipotesi di 6 mesi fa era quella dell'arrivo del processore Apple A6 prima nell'iPhone (a differenza del passato) e poi con un eventuale versione A6X, dal reparto grafico potenziato, per il prossimo iPad...
In questi giorni stanno girando in rete delle immagini che sembrano confermare la mia vecchia ipotesi, anche se siamo sempre nel campo delle indiscrezioni. Sempre a titolo ipotetico, ricordiamo che l'Apple A6 dovrebbe basarsi sulla tecnologia ARM Cortex A15 e potrebbe integrare anche l'architettura Macroscalar, i cui brevetti sono stati acquistati da Apple sempre 6 mesi fa, o pco prima...
A questo punto, visto che abbiamo a che fare con iOS6, e presumibilmente con un processore Apple A6, considerando anche che si tratta della sesta generazione del melafonino, siamo davvero sicuri che si chiamerà iPhone5? o forse si chiamerà iPhone6?
martedì 14 agosto 2012
Effetto boomerang
Si è parlato molte volte di come i rumors che si generano intorno all'attesa dei nuovi prodotti Apple costituiscano una sorta di pubblicità gratuita. Personalmente però ho anche avuto modo di osservare come questa attesa scontata si traduce in alcuni casi in uno stallo delle vendite nell'attesa del nuovo modello, stallo che in questo momento è ben evidente: lo scorso trimestre fiscale ha visto calare le vendite dell'iPhone, e nel trimestre in corso le cose non potranno andare molto meglio visto che l'iPhone 5 (o chi per esso, visto che il nome è l'unica cosa rimasta "misteriosa") è atteso per la metà di settembre... nessuno (a meno di offerte particolarmente interessanti) comprerebbe oggi un telefono che tra un mese è destinato ad essere tagliato di prezzo e cedere il passo al nuovo modello.
Ma se questo è vero "adesso", ad un mese (stima non ancora ufficiale) dalla presentazione del iPhone maggiorato, il fatto che le vendite siano ferme da così tanto tempo dovrebbe far suonare un campanello di allarme sull'effetto boomerang che può essere causato da indiscrezioni così tanto anticipate: se è vero che da un lato si tratta di pubblicità gratuita, è anche vero che dall'altro lato si può generare un'attesa che può avere ripercussioni "importanti" sulle vendite attuali... Fin quando c'era Jobs al timone, Apple era spesso criticata quando interveniva per via legali intimando la chiusura di blog e mettendo a tacere le gole profonde; Tim Cook, a parole, ha detto di voler innalzare ancora di più il muro di segretezza che gira intorno ad Apple ma, alla prova dei fatti, in tutti questi mesi non è stata intrapresa alcuna azione per cercare di limitare una fuga di notizie che sembra aver causato più danni che benefici. Probabilmente in Apple avranno fatto i loro conti, magari confidando nel fatto che lo stop nel trend crescente delle vendite di iPhone sarebbe stato accettabile perché compensato dalle altre novità dei due trimestri in esame (rispettivamente il nuovo iPad e il MacBook Pro Retina), mentre era più importante lasciare che le voci "abituassero gli utenti" con dovuto anticipo all'idea di un iPhone con uno schermo di dimensioni e proporzioni diverse, e un cambiamento drastico del connettore dock.
Resta da chiedersi cosa accadrà l'anno prossimo: in mancanza di novità eclatanti, non è ammissibile che i rumors creino nuovamente uno stop di così lunga durata delle vendite: come evitare tutto ciò? A mio avviso l'ipotesi migliore è che Apple torni a rilasciare i nuovi modelli di iPhone nel mese di giugno, così da sfruttare sia i tre mesi di traino del lancio, che quelli del trimestre natalizio, due periodi che con un lancio autunnale si sovrappongono; settembre potrebbe tornare ad essere l'evento riservato al mondo iTunes/iPod (ed Apple TV), mentre l'iPad continuerebbe a coprire il periodo primaverile. Resterebbero scoperti i primi tre mesi dell'anno, ma c'è ancora tutta la linea Mac da programmare (in particolare per il prossimo anno sono attesi nuovi MacPro e iMac) ed eventuali nuovi prodotti. In ogni caso, quello che pare certo per ora, è che a settembre si attende un evento di grande portata in cui le novità saranno molteplici: basterà un solo appuntamento?
Ma se questo è vero "adesso", ad un mese (stima non ancora ufficiale) dalla presentazione del iPhone maggiorato, il fatto che le vendite siano ferme da così tanto tempo dovrebbe far suonare un campanello di allarme sull'effetto boomerang che può essere causato da indiscrezioni così tanto anticipate: se è vero che da un lato si tratta di pubblicità gratuita, è anche vero che dall'altro lato si può generare un'attesa che può avere ripercussioni "importanti" sulle vendite attuali... Fin quando c'era Jobs al timone, Apple era spesso criticata quando interveniva per via legali intimando la chiusura di blog e mettendo a tacere le gole profonde; Tim Cook, a parole, ha detto di voler innalzare ancora di più il muro di segretezza che gira intorno ad Apple ma, alla prova dei fatti, in tutti questi mesi non è stata intrapresa alcuna azione per cercare di limitare una fuga di notizie che sembra aver causato più danni che benefici. Probabilmente in Apple avranno fatto i loro conti, magari confidando nel fatto che lo stop nel trend crescente delle vendite di iPhone sarebbe stato accettabile perché compensato dalle altre novità dei due trimestri in esame (rispettivamente il nuovo iPad e il MacBook Pro Retina), mentre era più importante lasciare che le voci "abituassero gli utenti" con dovuto anticipo all'idea di un iPhone con uno schermo di dimensioni e proporzioni diverse, e un cambiamento drastico del connettore dock.
Resta da chiedersi cosa accadrà l'anno prossimo: in mancanza di novità eclatanti, non è ammissibile che i rumors creino nuovamente uno stop di così lunga durata delle vendite: come evitare tutto ciò? A mio avviso l'ipotesi migliore è che Apple torni a rilasciare i nuovi modelli di iPhone nel mese di giugno, così da sfruttare sia i tre mesi di traino del lancio, che quelli del trimestre natalizio, due periodi che con un lancio autunnale si sovrappongono; settembre potrebbe tornare ad essere l'evento riservato al mondo iTunes/iPod (ed Apple TV), mentre l'iPad continuerebbe a coprire il periodo primaverile. Resterebbero scoperti i primi tre mesi dell'anno, ma c'è ancora tutta la linea Mac da programmare (in particolare per il prossimo anno sono attesi nuovi MacPro e iMac) ed eventuali nuovi prodotti. In ogni caso, quello che pare certo per ora, è che a settembre si attende un evento di grande portata in cui le novità saranno molteplici: basterà un solo appuntamento?
martedì 31 luglio 2012
Oblungo
Fino al giorno della presentazione ufficiale non ci sarà alcuna certezza, ma tutte le indiscrezioni vanno ormai in quella direzione, con tanto di foto e video che diventano sempre più numerose, quindi non dovrebbero esserci troppi dubbi sulle fattezze del prossimo iPhone, anche perché la data (confermata dalla fonti più autorevoli) sembra ormai fissata per il 12 settembre.
Al di là dei dettagli estetici su forma (simile all'attuale iPhone, che personalmente considero migliore di tutte le precedenti) e materiali (il metallo utilizzato sarà finalmente liquid-metal?), e al di là delle specifiche tecniche sulle quali c'è ancora molta confusione (e che non voglio trattare oggi) lo schermo allungato e il nuovo connettore dock saranno gli elementi portanti del nuovo melafonino, quelli che porteranno le novità visibili a tutti, quelli che porteranno a innumerevoli discussioni.
Partiamo dal display. Ho già detto in passato che lo schermo allungato mi convinceva poco: il fattore di forma differente costringerà gli sviluppatori ad un adattamento delle applicazioni, ma la larghezza invariata e la stessa densità di pixel non porteranno alcun beneficio in termine di leggibilità: semplicemente ci sarà qualche riga in più quando navigheremo per il web con display verticale (cioé nel modo tipico in cui si teine lo smartphone). Indubbiamente però si tratta di una scelta che porta alcuni vantaggi: lo schermo di ampie dimensioni avrà un effetto marketing di maggiore attrattiva sui potenziali clienti, ma la larghezza invariata non costringerà a manovre acrobatiche di mano e pollice per riuscire ad utilizzarlo con una sola mano... in questi giorni ho avuto modo di provare il nuovo Samsung Galaxy SIII di un amico, e la mia opinione personale è che un display così grosso sia troppo scomodo per un telefono, dispositivo che tipicamente si utilizza con una sola mano: probabilmente le intenzioni di Apple sono quelle di mantenere la maggiore usabilità possibile sull'iPhone, e andare ad occupare con il futuro iPad mini, ammesso e non concesso che questo prodotto vedrà mai la luce (anche se qualcuno già propone le custodie), quel segmento di mercato riservato a chi vuole un dispositivo con un display più grande, ma non così grande come i 10" dell'iPad (tra parentesi, operatori permettendo, con iOS6 sarà possibile videochiamare con Facetime anche su rete 3G quindi, entro certi limiti, l'iPad potrà essere usato anche con questa finalità).
Ma torniamo al probabile schermo del nuovo iPhone; la larghezza invariata, e il fatto che buona parte della lunghezza è guadagnata diminuendo lo spazio alle estremità, fa si che complessivamente il nuovo iPhone non "cresca" molto nemmeno in altezza (ad occhio e croce siamo sotto il centimetro) quindi l'impatto visivo non si discosta molto dall'attuale, e non si dovrebbe avere l'impressione di utilizzare qualcosa di "oblungo" (il condizionale è d'obbligo finché non si stringe il telefono tra le mani). Infine, se verrà confermata la risoluzione di 1152x640, gli sviluppatori non dovranno nemmeno preoccuparsi più di tanto di aggiornare velocemente le loro App: potranno girare esattamente come prima, visualizzate nello stesso modo, ma con due piccole bande nere ai lati. C'è solo da sperare che Apple non faccia di queste modifiche troppo frequentemente, altrimenti anche i dispositivi iOS cominceranno a soffrire della frammentazione tipica dei prodotti Android, da sempre citata come punto a sfavore di questo sistema (anche se in quel caso, quando si parla di frammentazione, si va ben al di là della risoluzione del display).
Passata la "paura" di un nuovo schermo, viene da chiedersi "come" questo nuovo spazio verrà utilizzato: se è evidente il vantaggio nella visualizzazione di filmati, ed è grossomodo indifferente nel caso di giochi (che al limite offriranno una visuale un po' più ampia), tutte le altre App dovranno riorganizzare i loro pannelli di strumenti per sfruttare il nuovo spazio... a meno che Apple non ne abbia previsto un utilizzo standard "di sistema" (possibilità remota ma non da escludere a priori).
Arriviamo quindi al dock. Anche di questo ho già parlato e in questo caso, a mio avviso, la situazione è meno "drammatica" di quello che potrebbe sembrare. Il connettore dock attuale è nato con il primo iPod, nel 2001, ed è nato con specifiche tecniche e dimensioni compatibili con le necessità di 11 anni fa. La miniaturizzazione dei dispositivi (sempre più sottili) e lo scenario tecnologico che in un decennio ha subìto non pochi cambiamenti, rende quasi d'obbligo un aggiornamento anche di questo componente. Probabilmente Apple fornirà un adattatore (vista l'enorme quantità di accessori sul mercato) ma prima o poi era lecito aspettarsi un cambiamento, e dopo 11 anni credo che non ci si possa lamentare più di tanto. Certo, ci sarà sempre il caso di chi ha appena speso centinaia di euro in accessori e non vuole usare un adattatore (probabilmente antiestetico) ma questo accade ogni volta che c'è un cambio e non è immaginabile che i cambiamenti cessino per mantenere una retrocompatibilità infinita: il punto di svolta c'è sempre, in ogni settore, a maggior ragione nell'informatica.
Alla luce di tutto ciò, cosa succederà al resto della linea? L'iPod Touch, che ha già saltato un giro di aggiornamento delle specifiche, è probabile che venga aggiornato con un modello in tutto e per tutto simile al nuovo iPhone, ma anche gli altri iPod (che non vedono aggiornamenti da lungo tempo) dovranno quantomeno essere dotati del nuovo connettore dock, il che ci lascia immaginare che a breve termine, e quindi prima che inizi la corsa agli acquisti natalizi, tutta la lineup di Apple venga aggiornata con prodotti nuovi.
Parallelamente ci sarebbe poi da considerare l'iPad. Si è parlato più volte dell'idea che Apple volesse introdurre in autunno una revisione del nuovo iPad introducendo un modello più sottile, con schermo IGZO, e con una sola lampada di retroilluminazione: facendo 2+2 con la necessità di aggiornare il connettore dock, ecco che l'idea (inconsueta per Apple, ma legata ad una transizione molto specifica) potrebbe diventare realtà. L'altra possibilità è che Apple sfrutti il periodo natalizo per vendere comunque l'iPad con il vecchio connettore (il periodo delle festa sarebbe comunque buono per le vendite), affiancandogli a sostegno il fantomatico modello da 7,85", già dotato dei tutte le novità del caso; questa possibilità però farebbe crollare le vendite nei primi tre mesi del 2013 visto che l'attesa per il modello successivo (storicamente atteso in primavera) sarebbe amplificata dagli attesi stravolgimenti del connettore.
Come ultima cosa torniamo all'iPhone per parlare della batteria. Inutile nasconderlo: se si usa l'iPhone nel pieno delle sue possibilità (sincronizzazione su iCloud, notifiche push, mail e navigazione web, social network o giochini vari, eventuali servizi di localizzazione, e ovviamente qualche telefonata) ogni notte è indispensabile mettere il melafonino in carica per averlo al 100% il mattino successivo. Lo spazio maggiore del prossimo iPhone potrebbe dare un piccolo aiuto anche in tal senso, con una batteria più grande in grado di dare un pizzico di autonomia in più, anche se dubito che si riesca ad ottenere più di tanto perché, di contro, ci si troverebbe anche con un iPhone più sottile, in ogni caso, se lo si usa per molte cose, la batteria di consuma: gli unici casi in cui una carica mi dura anche per cinque giorni è quando sono all'estero (no traffico dati 3G) senza reti WiFi (nessun utilizzo di mail, navigazione web e quant'altro) e non ho nemmeno tempo per giocare o per fare altro...
Al di là dei dettagli estetici su forma (simile all'attuale iPhone, che personalmente considero migliore di tutte le precedenti) e materiali (il metallo utilizzato sarà finalmente liquid-metal?), e al di là delle specifiche tecniche sulle quali c'è ancora molta confusione (e che non voglio trattare oggi) lo schermo allungato e il nuovo connettore dock saranno gli elementi portanti del nuovo melafonino, quelli che porteranno le novità visibili a tutti, quelli che porteranno a innumerevoli discussioni.
Partiamo dal display. Ho già detto in passato che lo schermo allungato mi convinceva poco: il fattore di forma differente costringerà gli sviluppatori ad un adattamento delle applicazioni, ma la larghezza invariata e la stessa densità di pixel non porteranno alcun beneficio in termine di leggibilità: semplicemente ci sarà qualche riga in più quando navigheremo per il web con display verticale (cioé nel modo tipico in cui si teine lo smartphone). Indubbiamente però si tratta di una scelta che porta alcuni vantaggi: lo schermo di ampie dimensioni avrà un effetto marketing di maggiore attrattiva sui potenziali clienti, ma la larghezza invariata non costringerà a manovre acrobatiche di mano e pollice per riuscire ad utilizzarlo con una sola mano... in questi giorni ho avuto modo di provare il nuovo Samsung Galaxy SIII di un amico, e la mia opinione personale è che un display così grosso sia troppo scomodo per un telefono, dispositivo che tipicamente si utilizza con una sola mano: probabilmente le intenzioni di Apple sono quelle di mantenere la maggiore usabilità possibile sull'iPhone, e andare ad occupare con il futuro iPad mini, ammesso e non concesso che questo prodotto vedrà mai la luce (anche se qualcuno già propone le custodie), quel segmento di mercato riservato a chi vuole un dispositivo con un display più grande, ma non così grande come i 10" dell'iPad (tra parentesi, operatori permettendo, con iOS6 sarà possibile videochiamare con Facetime anche su rete 3G quindi, entro certi limiti, l'iPad potrà essere usato anche con questa finalità).
Ma torniamo al probabile schermo del nuovo iPhone; la larghezza invariata, e il fatto che buona parte della lunghezza è guadagnata diminuendo lo spazio alle estremità, fa si che complessivamente il nuovo iPhone non "cresca" molto nemmeno in altezza (ad occhio e croce siamo sotto il centimetro) quindi l'impatto visivo non si discosta molto dall'attuale, e non si dovrebbe avere l'impressione di utilizzare qualcosa di "oblungo" (il condizionale è d'obbligo finché non si stringe il telefono tra le mani). Infine, se verrà confermata la risoluzione di 1152x640, gli sviluppatori non dovranno nemmeno preoccuparsi più di tanto di aggiornare velocemente le loro App: potranno girare esattamente come prima, visualizzate nello stesso modo, ma con due piccole bande nere ai lati. C'è solo da sperare che Apple non faccia di queste modifiche troppo frequentemente, altrimenti anche i dispositivi iOS cominceranno a soffrire della frammentazione tipica dei prodotti Android, da sempre citata come punto a sfavore di questo sistema (anche se in quel caso, quando si parla di frammentazione, si va ben al di là della risoluzione del display).
Passata la "paura" di un nuovo schermo, viene da chiedersi "come" questo nuovo spazio verrà utilizzato: se è evidente il vantaggio nella visualizzazione di filmati, ed è grossomodo indifferente nel caso di giochi (che al limite offriranno una visuale un po' più ampia), tutte le altre App dovranno riorganizzare i loro pannelli di strumenti per sfruttare il nuovo spazio... a meno che Apple non ne abbia previsto un utilizzo standard "di sistema" (possibilità remota ma non da escludere a priori).
Arriviamo quindi al dock. Anche di questo ho già parlato e in questo caso, a mio avviso, la situazione è meno "drammatica" di quello che potrebbe sembrare. Il connettore dock attuale è nato con il primo iPod, nel 2001, ed è nato con specifiche tecniche e dimensioni compatibili con le necessità di 11 anni fa. La miniaturizzazione dei dispositivi (sempre più sottili) e lo scenario tecnologico che in un decennio ha subìto non pochi cambiamenti, rende quasi d'obbligo un aggiornamento anche di questo componente. Probabilmente Apple fornirà un adattatore (vista l'enorme quantità di accessori sul mercato) ma prima o poi era lecito aspettarsi un cambiamento, e dopo 11 anni credo che non ci si possa lamentare più di tanto. Certo, ci sarà sempre il caso di chi ha appena speso centinaia di euro in accessori e non vuole usare un adattatore (probabilmente antiestetico) ma questo accade ogni volta che c'è un cambio e non è immaginabile che i cambiamenti cessino per mantenere una retrocompatibilità infinita: il punto di svolta c'è sempre, in ogni settore, a maggior ragione nell'informatica.
Alla luce di tutto ciò, cosa succederà al resto della linea? L'iPod Touch, che ha già saltato un giro di aggiornamento delle specifiche, è probabile che venga aggiornato con un modello in tutto e per tutto simile al nuovo iPhone, ma anche gli altri iPod (che non vedono aggiornamenti da lungo tempo) dovranno quantomeno essere dotati del nuovo connettore dock, il che ci lascia immaginare che a breve termine, e quindi prima che inizi la corsa agli acquisti natalizi, tutta la lineup di Apple venga aggiornata con prodotti nuovi.
Parallelamente ci sarebbe poi da considerare l'iPad. Si è parlato più volte dell'idea che Apple volesse introdurre in autunno una revisione del nuovo iPad introducendo un modello più sottile, con schermo IGZO, e con una sola lampada di retroilluminazione: facendo 2+2 con la necessità di aggiornare il connettore dock, ecco che l'idea (inconsueta per Apple, ma legata ad una transizione molto specifica) potrebbe diventare realtà. L'altra possibilità è che Apple sfrutti il periodo natalizo per vendere comunque l'iPad con il vecchio connettore (il periodo delle festa sarebbe comunque buono per le vendite), affiancandogli a sostegno il fantomatico modello da 7,85", già dotato dei tutte le novità del caso; questa possibilità però farebbe crollare le vendite nei primi tre mesi del 2013 visto che l'attesa per il modello successivo (storicamente atteso in primavera) sarebbe amplificata dagli attesi stravolgimenti del connettore.
Come ultima cosa torniamo all'iPhone per parlare della batteria. Inutile nasconderlo: se si usa l'iPhone nel pieno delle sue possibilità (sincronizzazione su iCloud, notifiche push, mail e navigazione web, social network o giochini vari, eventuali servizi di localizzazione, e ovviamente qualche telefonata) ogni notte è indispensabile mettere il melafonino in carica per averlo al 100% il mattino successivo. Lo spazio maggiore del prossimo iPhone potrebbe dare un piccolo aiuto anche in tal senso, con una batteria più grande in grado di dare un pizzico di autonomia in più, anche se dubito che si riesca ad ottenere più di tanto perché, di contro, ci si troverebbe anche con un iPhone più sottile, in ogni caso, se lo si usa per molte cose, la batteria di consuma: gli unici casi in cui una carica mi dura anche per cinque giorni è quando sono all'estero (no traffico dati 3G) senza reti WiFi (nessun utilizzo di mail, navigazione web e quant'altro) e non ho nemmeno tempo per giocare o per fare altro...
mercoledì 25 luglio 2012
Apple, trimestrale in discesa
Di seguito, l'articolo pubblicato stamani su Punto-Informatico:
Tradizionalmente il terzo trimestre fiscale di Apple non riserva mai grosse sorprese e quest'anno, a maggior ragione, il trimestre si preannunciava come un trimestre di attesa. Al di là della crisi economica mondiale, le vendite di computer non sono legate a periodi precisi dell'anno ma all'eventuale presentazione di nuovi modelli, e il nuovo MacBook Pro Retina è arrivato troppo tardi per lasciare il segno nei dati del trimestre in corso. Inoltre il "pezzo forte" del fatturato di Apple, cioè iPhone, è fortemente condizionato dalle numerose indiscrezioni che prevedono una piccola rivoluzione con schermo maggiorato e nuovo connettore dock. L'impulso maggiore per tenere in ordine i conti del trimestre era quindi atteso da iPad che, nonostante la possibile frenata dovuta alle insistenti indiscrezioni di un modello da 7,8 pollici, ha potuto beneficiare in questi mesi del lancio del nuovo modello.
Tre mesi fa Apple prevedeva, cautelativamente, un fatturato di 34 miliardi di dollari per il terzo trimestre del 2012, mentre nei giorni scorsi gli analisti ne avevano stimati 37, un numero in leggero calo rispetto ai 39 miliardi del trimestre precedente. Ma veniamo ai risultati veri e propri: nel trimestre fiscale appena concluso Apple ha fatturato 35 miliardi di dollari, una cifra in calo del 11 percento rispetto al trimestre precedente ma che fa comunque segnare un incremento di 23 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'utile netto è stato di 8,8 miliardi di dollari (in crescita rispetto ai 7,3 miliardi del 2011) pari a 9,32 dollari per azione diluita. A differenza del passato, e come già annunciato nei mesi scorsi, il consiglio di amministrazione ha deciso di riconoscere un dividendo cash agli azionisti, che nello specifico è pari a 2,65 dollari per ogni azione ordinaria.
I risultati al di sotto delle attese degli analisti si sono fatti subito sentire sulle quotazioni a Wall Street del titolo AAPL, che nell'after hours (nel momento in cui scriviamo) sta pagando un calo nell'ordine del 5 percento, passando dai 600 dollari della chiusura a circa 570 dollari.
Analizzando nel dettaglio i dati delle vendite, si scopre che le vendite di Mac sono rimaste sostanzialmente invariate, identiche rispetto al secondo trimestre 2012 e in crescita del 2 percento rispetto al 2011; entrando ancora più nello specifico si può notare la consueta tendenza che vede le macchine portatili crescere a discapito dei desktop, con una proporzione che ormai si traduce in un rapporto di 3 a 1. Nel trimestre in corso questa sproporzione potrebbe ulteriormente accentuarsi grazie ai nuovi portatili presentati un mese fa, mentre i nuovi modelli per le macchine desktop più potenti (i Mac Pro) sono attesi solo per il 2013.
Gli iPod proseguono nel loro scontato calo di interesse facendo segnare 10 punti in meno rispetto allo scorso anno, e 12 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Considerando questi risultati e gli aggiornamenti ormai lontani della linea, se Apple intende continuare a proporre questo tipo di prodotto bisogna aspettarsi una rivisitazione della linea a breve termine, secondo qualcuno già a inizio settembre.
Come preannunciato sopra, il tasto dolente di questi risultati arriva da iPhone: 26 milioni di unità non è certo un numero da poco, anzi, rappresenta un incremento del 28 percento rispetto allo stesso periodo del 2011; se però si raffronta il dato con il secondo trimestre del 2012 non si può non notare il calo del 26 percento e la notizia peggiore per Apple è che probabilmente nemmeno il trimestre in corso vedrà una ripresa della corsa iPhone, ripresa che è attesa solo dopo la presentazione del nuovo modello (il che ha lasciato supporre ad alcuni analisti che il lancio di iPhone 5 possa essere anticipato agli inizi di settembre, e non a fine ottobre com'era stato per il 4S). Oltre alla frenata per l'attesa del nuovo iPhone, il calo di vendite del melafonino va sicuramente riconosciuto anche ai meriti della concorrenza, in particolare all'alleato/nemico Samsung che con il Galaxy SIII ha ottenuto un ottimo successo soprattutto in Europa; il dato sembra un po' in controtendenza rispetto a quanto annunciato da AT&T, che vede una netta predominanza di iPhone tra le attivazioni degli smartphone, ma questo è un altro discorso, e le attivazioni di un operatore USA (per quanto importante) non possono essere proiettate sul mercato mondiale.
Se iPhone rappresenta la nota negativa dei risultati presentati ieri in tarda serata, l'altro cavallo di battaglia di Apple, iPad, ha fatto invece segnare un record di 17 milioni di unità vendute, ben al di sopra delle stime più ottimistiche che si fermavano tra i 14 e i 15 milioni, e superiore anche ai 15,4 milioni del trimestre natalizio (che tradizionalmente è quello di maggiore richiamo per questa categoria di prodotti). Raffrontandolo al periodo precedente o allo stesso periodo dello scorso anno, le crescite sono rispettivamente del 44 percento e del 84 percento, segno che il mercato dei tablet è vivo, vegeto, e in forte ascesa: ragionando in termini di fatturato, con oltre 9 miliardi di dollari iPad rappresenta per Apple oltre il 25 percento del totale, una percentuale in continua crescita.
A testimonianza della buona salute di iOS, il fatturato delle vendite sull'iTunes Store e sull'App Store è anch'esso in crescita del 31 percento e la stessa sorte è seguita dal fatturato derivante dalla vendita di software per Mac, in crescita del 28 percento (probabilmente grazie al modello di distribuzione attraverso il Mac App Store).
A margine di tutto ciò, il Wall Street Journal fa notare come Apple abbia raggiunto livelli altissimi di capitalizzazione (nella top 20 dello Standard & Poor 500) e stia accumulando una quantità enorme di liquidità che non è ancora ben chiaro come vorrà utilizzare, ma che ipoteticamente potrebbe consentirle di comprare in un colpo solo HP, Dell, Nokia, RIM, Sprint e Yahoo!.
Per il prossimo trimestre Apple si mantiene ancora cauta, prevedendo un fatturato di 34 miliardi di dollari e un utile per azione diluita di 7,65 dollari. Queste previsioni lasciano intendere che, a dispetto di tutto quanto detto sopra, le novità in grado di smuovere il mercato dovrebbero arrivare a trimestre già concluso o prossimo alla conclusione; quello che è certo è che i dispositivi iOS stiano condizionando sempre di più, nel bene e nel male, la storia di Apple. Nella giornata di oggi è atteso però l'arrivo di Mountain Lion, quindi nelle prossime settimane iOS verrà messo da parte per parlare un po' più di Mac.
Tradizionalmente il terzo trimestre fiscale di Apple non riserva mai grosse sorprese e quest'anno, a maggior ragione, il trimestre si preannunciava come un trimestre di attesa. Al di là della crisi economica mondiale, le vendite di computer non sono legate a periodi precisi dell'anno ma all'eventuale presentazione di nuovi modelli, e il nuovo MacBook Pro Retina è arrivato troppo tardi per lasciare il segno nei dati del trimestre in corso. Inoltre il "pezzo forte" del fatturato di Apple, cioè iPhone, è fortemente condizionato dalle numerose indiscrezioni che prevedono una piccola rivoluzione con schermo maggiorato e nuovo connettore dock. L'impulso maggiore per tenere in ordine i conti del trimestre era quindi atteso da iPad che, nonostante la possibile frenata dovuta alle insistenti indiscrezioni di un modello da 7,8 pollici, ha potuto beneficiare in questi mesi del lancio del nuovo modello.
Tre mesi fa Apple prevedeva, cautelativamente, un fatturato di 34 miliardi di dollari per il terzo trimestre del 2012, mentre nei giorni scorsi gli analisti ne avevano stimati 37, un numero in leggero calo rispetto ai 39 miliardi del trimestre precedente. Ma veniamo ai risultati veri e propri: nel trimestre fiscale appena concluso Apple ha fatturato 35 miliardi di dollari, una cifra in calo del 11 percento rispetto al trimestre precedente ma che fa comunque segnare un incremento di 23 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'utile netto è stato di 8,8 miliardi di dollari (in crescita rispetto ai 7,3 miliardi del 2011) pari a 9,32 dollari per azione diluita. A differenza del passato, e come già annunciato nei mesi scorsi, il consiglio di amministrazione ha deciso di riconoscere un dividendo cash agli azionisti, che nello specifico è pari a 2,65 dollari per ogni azione ordinaria.
I risultati al di sotto delle attese degli analisti si sono fatti subito sentire sulle quotazioni a Wall Street del titolo AAPL, che nell'after hours (nel momento in cui scriviamo) sta pagando un calo nell'ordine del 5 percento, passando dai 600 dollari della chiusura a circa 570 dollari.
Analizzando nel dettaglio i dati delle vendite, si scopre che le vendite di Mac sono rimaste sostanzialmente invariate, identiche rispetto al secondo trimestre 2012 e in crescita del 2 percento rispetto al 2011; entrando ancora più nello specifico si può notare la consueta tendenza che vede le macchine portatili crescere a discapito dei desktop, con una proporzione che ormai si traduce in un rapporto di 3 a 1. Nel trimestre in corso questa sproporzione potrebbe ulteriormente accentuarsi grazie ai nuovi portatili presentati un mese fa, mentre i nuovi modelli per le macchine desktop più potenti (i Mac Pro) sono attesi solo per il 2013.
Gli iPod proseguono nel loro scontato calo di interesse facendo segnare 10 punti in meno rispetto allo scorso anno, e 12 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Considerando questi risultati e gli aggiornamenti ormai lontani della linea, se Apple intende continuare a proporre questo tipo di prodotto bisogna aspettarsi una rivisitazione della linea a breve termine, secondo qualcuno già a inizio settembre.
Come preannunciato sopra, il tasto dolente di questi risultati arriva da iPhone: 26 milioni di unità non è certo un numero da poco, anzi, rappresenta un incremento del 28 percento rispetto allo stesso periodo del 2011; se però si raffronta il dato con il secondo trimestre del 2012 non si può non notare il calo del 26 percento e la notizia peggiore per Apple è che probabilmente nemmeno il trimestre in corso vedrà una ripresa della corsa iPhone, ripresa che è attesa solo dopo la presentazione del nuovo modello (il che ha lasciato supporre ad alcuni analisti che il lancio di iPhone 5 possa essere anticipato agli inizi di settembre, e non a fine ottobre com'era stato per il 4S). Oltre alla frenata per l'attesa del nuovo iPhone, il calo di vendite del melafonino va sicuramente riconosciuto anche ai meriti della concorrenza, in particolare all'alleato/nemico Samsung che con il Galaxy SIII ha ottenuto un ottimo successo soprattutto in Europa; il dato sembra un po' in controtendenza rispetto a quanto annunciato da AT&T, che vede una netta predominanza di iPhone tra le attivazioni degli smartphone, ma questo è un altro discorso, e le attivazioni di un operatore USA (per quanto importante) non possono essere proiettate sul mercato mondiale.
Se iPhone rappresenta la nota negativa dei risultati presentati ieri in tarda serata, l'altro cavallo di battaglia di Apple, iPad, ha fatto invece segnare un record di 17 milioni di unità vendute, ben al di sopra delle stime più ottimistiche che si fermavano tra i 14 e i 15 milioni, e superiore anche ai 15,4 milioni del trimestre natalizio (che tradizionalmente è quello di maggiore richiamo per questa categoria di prodotti). Raffrontandolo al periodo precedente o allo stesso periodo dello scorso anno, le crescite sono rispettivamente del 44 percento e del 84 percento, segno che il mercato dei tablet è vivo, vegeto, e in forte ascesa: ragionando in termini di fatturato, con oltre 9 miliardi di dollari iPad rappresenta per Apple oltre il 25 percento del totale, una percentuale in continua crescita.
A testimonianza della buona salute di iOS, il fatturato delle vendite sull'iTunes Store e sull'App Store è anch'esso in crescita del 31 percento e la stessa sorte è seguita dal fatturato derivante dalla vendita di software per Mac, in crescita del 28 percento (probabilmente grazie al modello di distribuzione attraverso il Mac App Store).
A margine di tutto ciò, il Wall Street Journal fa notare come Apple abbia raggiunto livelli altissimi di capitalizzazione (nella top 20 dello Standard & Poor 500) e stia accumulando una quantità enorme di liquidità che non è ancora ben chiaro come vorrà utilizzare, ma che ipoteticamente potrebbe consentirle di comprare in un colpo solo HP, Dell, Nokia, RIM, Sprint e Yahoo!.
Per il prossimo trimestre Apple si mantiene ancora cauta, prevedendo un fatturato di 34 miliardi di dollari e un utile per azione diluita di 7,65 dollari. Queste previsioni lasciano intendere che, a dispetto di tutto quanto detto sopra, le novità in grado di smuovere il mercato dovrebbero arrivare a trimestre già concluso o prossimo alla conclusione; quello che è certo è che i dispositivi iOS stiano condizionando sempre di più, nel bene e nel male, la storia di Apple. Nella giornata di oggi è atteso però l'arrivo di Mountain Lion, quindi nelle prossime settimane iOS verrà messo da parte per parlare un po' più di Mac.
venerdì 6 luglio 2012
[oggi rispondiamo a...] apple iphone 4 come lo rendo inutilizzabile a chi me l'ha rubato
Di tanto in tanto mi piace rispondere, per via indiretta, a chi arriva su questa pagine con chiavi di ricerca particolari, magari senza trovare l'informazione richiesta perché in realtà non ne ho mai parlato in modo esplicito.
Oggi vorrei spiegare come rendere inutilizzable l'iPhone in caso di smarrimento/furto, o perlomeno di come fare il possibile per limitare i danni (argomento di cui, qualche tempo fa, si era parlato anche su icm)
Come operazione preliminare vi consiglio di prendere nota dei codici IMEI, ICCID, e del numero di serie del dispositivo, in quanto possono essere utili nel caso dobbiate denunciare il furto o bloccare il telefono per altre vie. Queste informazioni le trovate tutte nelle impostazioni generali sotto la voce "info": potete fare uno screenshot (pulsanti home e standby premuti contemporaneamente) e metterlo al sicuro su Dropbox.
A questo punto vediamo come configurare al meglio l'iPhone:
1) impostare un account iCloud e attivare l'opzione "Trova iPhone" sotto le rispettive opzioni dell'account. Accertarsi che siano attivi anche i servizi di localizzazione e la rispettiva voce "Trova il mio iPhone". Con questa opzione attiva, ammesso che il telefono abbia a disposizione una connessione dati (attraverso rete 3G o su rete WiFi) accedendo alla funzione "Trova il mio iPhone" da un qualsiasi computer (tramite web) o tramite un altro dispositivo iOS, avrete la possibilità di inviare un suono o un messaggio all'iPhone (utile in caso di smarrimento se il telefono finisce tra le mani di persone oneste), cancellare da remoto tutti i dati presenti sul terminale, o bloccare il terminale. Ovviamente, come dice il nome stesso del servizio, avete anche la possibilità di localizzare il dispositivo su una mappa. Per essere ragionevolmente sicuri di avere sempre accesso a queste possibilità, bisognerebbe lasciare WiFi e connessione dati 3G sempre attive contemporaneamente o, al limite, disabilitare solo il WiFi quando non lo si usa.
2) tutto molto comodo, ma chi ci dice che l'eventuale malintenzionato non sia a conoscenza di tutto ciò e si premunisca, come prima cosa, di disattivare tale servizio? Per impedire questo è necessario abilitare le restrizioni: sempre dalle impostazioni generali entrate in restrizioni, impostate una password (non banale), e bloccate le modifiche alle impostazioni degli account, così che il "Trova iPhone" dell'account iCloud non sia accessibile in alcun modo. L'abilitazione delle restizioni evita anche la possibilità che le impostazioni siano cancellate dal terminale stesso con un ripristino: prima di eseguire l'operazione di ripristino impostazioni viene chiesta la password impostata per le restrizioni.
3) come ulteriore precauzione, personalmente consiglio anche di impostare il blocco dello schermo con codice: si limita la possibilità che un malitenzionato frughi tra i nostri dati e tra i nostri contatti (diventa anche una questione di privacy) o, peggio, che faccia dei danni cancellando calendari e contatti che abbiamo in iCloud (che tramite la sincronizzazione verrebbero poi cancellati da ogni dispositivo collegato all'account). Tra le opzioni del blocco con codice dello schermo c'è anche la possibilità di inizializzare i dati dopo 10 tentativi falliti... se avete due bimbi piccoli per casa che prendono l'iPhone per giocare, vi consiglio di NON abilitare questa opzione ;)
Nulla è sicuro al 100%, ma queste precauzioni sono già qualcosa di buono.
Oggi vorrei spiegare come rendere inutilizzable l'iPhone in caso di smarrimento/furto, o perlomeno di come fare il possibile per limitare i danni (argomento di cui, qualche tempo fa, si era parlato anche su icm)
Come operazione preliminare vi consiglio di prendere nota dei codici IMEI, ICCID, e del numero di serie del dispositivo, in quanto possono essere utili nel caso dobbiate denunciare il furto o bloccare il telefono per altre vie. Queste informazioni le trovate tutte nelle impostazioni generali sotto la voce "info": potete fare uno screenshot (pulsanti home e standby premuti contemporaneamente) e metterlo al sicuro su Dropbox.
A questo punto vediamo come configurare al meglio l'iPhone:
1) impostare un account iCloud e attivare l'opzione "Trova iPhone" sotto le rispettive opzioni dell'account. Accertarsi che siano attivi anche i servizi di localizzazione e la rispettiva voce "Trova il mio iPhone". Con questa opzione attiva, ammesso che il telefono abbia a disposizione una connessione dati (attraverso rete 3G o su rete WiFi) accedendo alla funzione "Trova il mio iPhone" da un qualsiasi computer (tramite web) o tramite un altro dispositivo iOS, avrete la possibilità di inviare un suono o un messaggio all'iPhone (utile in caso di smarrimento se il telefono finisce tra le mani di persone oneste), cancellare da remoto tutti i dati presenti sul terminale, o bloccare il terminale. Ovviamente, come dice il nome stesso del servizio, avete anche la possibilità di localizzare il dispositivo su una mappa. Per essere ragionevolmente sicuri di avere sempre accesso a queste possibilità, bisognerebbe lasciare WiFi e connessione dati 3G sempre attive contemporaneamente o, al limite, disabilitare solo il WiFi quando non lo si usa.
2) tutto molto comodo, ma chi ci dice che l'eventuale malintenzionato non sia a conoscenza di tutto ciò e si premunisca, come prima cosa, di disattivare tale servizio? Per impedire questo è necessario abilitare le restrizioni: sempre dalle impostazioni generali entrate in restrizioni, impostate una password (non banale), e bloccate le modifiche alle impostazioni degli account, così che il "Trova iPhone" dell'account iCloud non sia accessibile in alcun modo. L'abilitazione delle restizioni evita anche la possibilità che le impostazioni siano cancellate dal terminale stesso con un ripristino: prima di eseguire l'operazione di ripristino impostazioni viene chiesta la password impostata per le restrizioni.
3) come ulteriore precauzione, personalmente consiglio anche di impostare il blocco dello schermo con codice: si limita la possibilità che un malitenzionato frughi tra i nostri dati e tra i nostri contatti (diventa anche una questione di privacy) o, peggio, che faccia dei danni cancellando calendari e contatti che abbiamo in iCloud (che tramite la sincronizzazione verrebbero poi cancellati da ogni dispositivo collegato all'account). Tra le opzioni del blocco con codice dello schermo c'è anche la possibilità di inizializzare i dati dopo 10 tentativi falliti... se avete due bimbi piccoli per casa che prendono l'iPhone per giocare, vi consiglio di NON abilitare questa opzione ;)
Nulla è sicuro al 100%, ma queste precauzioni sono già qualcosa di buono.
giovedì 28 giugno 2012
Connessioni
Oggi vorrei parlare un po' del presunto nuovo connettore dock del presunto nuovo iPhone (che, visto il numero elevato di indizi, potrebbe essere qualcosa più che solo "presunto"...).
In passato ho espresso perplessità sul fatto che Apple potesse cambiare qualcosa che ha contribuito a fare la fortuna dei propri iDevice: il connettore dock esiste dal primo iPod e, grazie al fatto di non aver subito variazioni per oltre 10 anni, ha fatto si che venissero creati accessori di ogni tipo e possibilità di connessione un po' ovunque: kit per auto, sostegni per l'utilizzo con GPS, impianti HiFi, porte ethernet per applicazioni particolari (Cisco), adattatori di ogni tipo prodotti dalla stessa Apple (come il Camera Connection Kit o l'adattatore HDMI), ecc... ecc... ecc...
E' inevitabile che qualsiasi cambiamento a questa porta diventata ormai "universale" può generare problemi di compatibilità, ma è anche impensabile che (in una continua corsa alla miniaturizzazione e ai prodotti sempre più sottili) questo connettore rimanga indefinitamente con quella forma. Se ci aggiungiamo la normativa europea che vuole una porta micro USB per la ricarica dei cellulari (normativa volta a ridurre gli sprechi standardizzando un prodotto tanto comune come il caricabatterie) e che Apple al momento ha più o meno aggirato introducendo un adattatore Dock per la porta micro USB, ecco che il cambiamento diventa sempre più plausibile.
Un cambiamento di questo tipo presuppone però che Apple abbia pensato ad un sistema che possa assicurare la retrocompatibilità col vecchio connettore almeno per qualche anno (sicuramente finché resteranno in vendita l'iPhone 3GS, l'iPhone 4 e il 4S, l'iPad 2 e il nuovo iPad) ma ecco che un altro dettaglio ci viene in aiuto: con l'iPhone 5 pare che Apple voglia spostare il jack delle cuffie sulla parte inferiore (come del resto è sempre stato per l'iPod Touch) e questa soluzione potrebbe non essere casuale... Attualmente la porta dock porta dati, alimentazione, segnale audio e segnale video; se il nuovo connettore dock (presumibilmente una micro USB o qualcosa di simile che sia compatibile con tale porta) dovesse portare solo alimentazione e dati, Apple potrebbe realizzare un adattatore largo quanto l'iPhone che, con un doppio spinotto, si collega sia al nuovo connettore che al jack, rendendo disponibile su un connettore dock "tradizionale" tutti quei segnali presenti ora.
Non è che l'idea mi entusiasmi ma, dando per scontato che prima o poi un passaggio ci dovrà essere (il connettore dock attuale ha ormai 11 anni di storia ed era nato con dispositivi di dimensione e spessore completamente differenti), questa soluzione potrebbe salvare capra e cavoli... anche perché un doppio aggancio di questo tipo lo renderebbe più solido di una semplice porta micro USB che finora, sui telefoni dove l'ho vista e usata, non è che mi abbia fatto una buona impressione a livello di solidità. Inoltre consentirebbe di dotare gli iDevice di una porta USB standard: probabilmente per gli usi previsti da Apple non cambierà nulla, ma scommetto che il mondo del JailBreak troverà il modo di farci più cose.
In passato ho espresso perplessità sul fatto che Apple potesse cambiare qualcosa che ha contribuito a fare la fortuna dei propri iDevice: il connettore dock esiste dal primo iPod e, grazie al fatto di non aver subito variazioni per oltre 10 anni, ha fatto si che venissero creati accessori di ogni tipo e possibilità di connessione un po' ovunque: kit per auto, sostegni per l'utilizzo con GPS, impianti HiFi, porte ethernet per applicazioni particolari (Cisco), adattatori di ogni tipo prodotti dalla stessa Apple (come il Camera Connection Kit o l'adattatore HDMI), ecc... ecc... ecc...
E' inevitabile che qualsiasi cambiamento a questa porta diventata ormai "universale" può generare problemi di compatibilità, ma è anche impensabile che (in una continua corsa alla miniaturizzazione e ai prodotti sempre più sottili) questo connettore rimanga indefinitamente con quella forma. Se ci aggiungiamo la normativa europea che vuole una porta micro USB per la ricarica dei cellulari (normativa volta a ridurre gli sprechi standardizzando un prodotto tanto comune come il caricabatterie) e che Apple al momento ha più o meno aggirato introducendo un adattatore Dock per la porta micro USB, ecco che il cambiamento diventa sempre più plausibile.
Un cambiamento di questo tipo presuppone però che Apple abbia pensato ad un sistema che possa assicurare la retrocompatibilità col vecchio connettore almeno per qualche anno (sicuramente finché resteranno in vendita l'iPhone 3GS, l'iPhone 4 e il 4S, l'iPad 2 e il nuovo iPad) ma ecco che un altro dettaglio ci viene in aiuto: con l'iPhone 5 pare che Apple voglia spostare il jack delle cuffie sulla parte inferiore (come del resto è sempre stato per l'iPod Touch) e questa soluzione potrebbe non essere casuale... Attualmente la porta dock porta dati, alimentazione, segnale audio e segnale video; se il nuovo connettore dock (presumibilmente una micro USB o qualcosa di simile che sia compatibile con tale porta) dovesse portare solo alimentazione e dati, Apple potrebbe realizzare un adattatore largo quanto l'iPhone che, con un doppio spinotto, si collega sia al nuovo connettore che al jack, rendendo disponibile su un connettore dock "tradizionale" tutti quei segnali presenti ora.
Non è che l'idea mi entusiasmi ma, dando per scontato che prima o poi un passaggio ci dovrà essere (il connettore dock attuale ha ormai 11 anni di storia ed era nato con dispositivi di dimensione e spessore completamente differenti), questa soluzione potrebbe salvare capra e cavoli... anche perché un doppio aggancio di questo tipo lo renderebbe più solido di una semplice porta micro USB che finora, sui telefoni dove l'ho vista e usata, non è che mi abbia fatto una buona impressione a livello di solidità. Inoltre consentirebbe di dotare gli iDevice di una porta USB standard: probabilmente per gli usi previsti da Apple non cambierà nulla, ma scommetto che il mondo del JailBreak troverà il modo di farci più cose.
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