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mercoledì 30 maggio 2012

[10 anni fa] Frammentazione

10 anni, nel mese di maggio, Apple aggiornava gli iBook e inaugurava l'era degli (ormai defunti) Xserve; in realtà anche gli iBook è come se fossero ormai morti: trasformati in MacBook col passaggio ad Intel e contraddistinti dalla scocca in policarbonato rispetto ai MacBook Pro, dopo un passaggio travagliato per una versione in alluminio che creava solo confusione tra le linee, sono stati definitivamente eliminati per lasciare spazio agli Air.

Il titolo di questo articolo parla però di "frammentazione", e se questo termine oggi va molto di moda parlando di Android, anche 10 anni fa era più o meno di attualità, e sempre a proposito del sistema da cui Android deriva (e ne fa ormai parte), ovvero Linux. 10 anni fa "Caldera, Conectiva, SuSE e Turbolinux si alleavano per dar vita ad una versione unificata di Linux con cui conquistare il mercato aziendale e contrastare l'effetto frammentazione"; lascio a voi giudicare il risultato dell'operazione.

[Sempre a proposito di frammentazione, in questi giorni stanno circolando delle immagini della presunta scocca del futuro iPhone, con uno schermo di dimensioni e proporzioni differenti, nonché un nuovo connettore dock più piccolo... ma di questo ne parlerò in un articolo a parte]

Al di là di questo, tra una decina di giorni inizierà la WWDC di quest'anno, mentre 10 anni fa l'appuntamento con la conferenza degli sviluppatori era un appuntamento fisso del mese di maggio, per cui di questi tempi si tiravano le somme su quanto presentato: oltre all'hardware a cui ho accennato sopra, le novità riguardavano soprattutto MacOSX e, nel dettaglio, Jaguar, sistema che sarebbe stato rilasciato qualche mese più tardi. In quel periodo si discuteva molto di MacOS X, della sua anima UNIX, e del fatto che Apple avrebbe dovuto rilasciarne una versione anche per x86. Dal mio punto di vista ho sempre detto che Apple punta all'integrazione di hardware, software e servizi, e che quindi non avrebbe mai rilasciato MacOS X per x86 se non con le dovute precauzioni volte a mantenere il legame di cui sopra: di fatto Apple è passata a x86, ma non ha rilasciato una versione di MacOS X per la "piattaforma x86", ha sempre vincolato il proprio sistema alle proprie macchine... e credo che, nonostante il nuovo corso di Tim Cook, Apple continuerà ancora per questa strada.

sabato 15 ottobre 2011

[oggi rispondiamo a...] gli ostinati del MacBook

C'è ancora molta gente che arriva qui cercado informazioni sulla possibile uscita di un MacBook bianco nel 2012. Non ho la sfera di cristallo, ma credo che ormai la direzione di Apple sia tutt'altra, quindi chi si aspetta un MacBook "plasticoso" dovrà mettersi il cuore in pace... almeno finché la tendenza del mercato è quella che stiamo vivendo adesso...

venerdì 1 luglio 2011

La boccia di cristallo [conclusione]

Anche se ci sarebbe altro di cui parlare, dopo quattro giorni a tema "previsioni" vorrei concludere la settimana con qualche considerazione di contorno sulle ipotesi fatte, precisando lo scenario più credibile.
La prima cosa che mi viene in mente è: ma aggiorneranno davvero tutto quello che ci siamo detti? Ci può stare senza grossi problemi che i MacBook (l'Air e quello bianco, che già sono in carenza di scorte) vengano aggiornato all'uscita di Lion, mentre i modelli desktop (mini e Pro) potrebbero arrivare qualche settima più tardi, o anche in agosto. Si tratta di aggiornamenti che non dovrebbero riciedere alcun evento, quindi possono arrivare in ogni momento. Per quanto riguarda invece il mondo iOS c'è invece una tale mole di possibili novità che sembrerebbe quasi impossibile concentrare tutto in un unico evento autunnale.
Cosa potrebbe quindi accadere? Proviamo a partire dagli annunci più probabili: nel canonico appuntamento di settembre (che comunque non è da dare per scontato...) ci si aspetta al 99,9% un nuovo iPhone equipaggiato con la versione 5 di iOS, quella presentata a giugno. Le novità del nuovo melafonino potrebbero essere relativamente poche, o comunque tali da non richiedere troppi cerimoniali sul palco, mentre di iOS5 si è già parlato molto nel corso della WWDC; se escludiamo rivoluzioni, il tutto potrebbe ridursi ad una presentazione degli elementi più salienti del nuovo sistema, magari in relazione ad iCloud, con possibili sorprese tenute segrete fino alla presentazione. Anche un eventuale nuovo iPod Touch, ereditando di fatto ciò che già è stato messo nell'iPhone, potrebbe essere liquidato in poco tempo per lasciare spazio al resto. Tra gli altri contendenti, ciò che più necessita di aggiornamenti sono gli iPod classic, e se ipotizziamo che proprio loro potrebbero riservare le novità maggiori (visti i due anni di tempo dal precedente upgrade) allora non resterebbe molto tempo per tutte le altre cose.
L'iPad 3 non credo che arriverà così presto, e un potenziale iPad con tastiera è un'ipotesi interessante ma non so quanto possa rientrare negli interessi di Apple. Scartato l'argomento iPad, restano ancora in gara l'iPod nano e la Apple TV. Per il primo non vedo grosse possibilità oltre all'aggiunta della camera (l'ennesima presentazione "veloce"?) mentre per AppleTV il discorso diventa più complesso: al di là del fatto che è più che plausibile che venga aggiornato con il processore Apple A5 (e che in tal caso supporterà anche l'uscita video in Full-HD) uno stravolgimento come quello che ho già citato diverse volte sarebbe tale da richiedere un evento a sé stante; considerato il fatto che non c'è stato il minimo accenno agli sviluppatori sulla possibilità di realizzare App per AppleTV, questa rimane l'ipotesi meno probabile.
A 'sto punto non resta che attendere.

lunedì 27 giugno 2011

La boccia di cristallo [1/4]

Visto il clima estivo e le ultime indiscrezioni "succose", possiamo fare il punto su cosa aspettarci nei prossimi mesi da Cupertino. Partiamo alla larga: nel corso della WWDC Apple ha annunciato che Lion arriverà a luglio, e qualche tempo dopo un analista ha predetto che non ci saranno nuovi Mac fino all'uscita di Lion (cioé in un momento non meglio precisato di luglio). Di per se la previsione è abbastanza scontata: a parte il fatto che il nuovo sistema potrebbe avere delle ottimizzazioni specifiche per il nuovo hardware (uno dei punti di forza dei Mac è il legame hw/sw), Apple solitamente non concedere il downgrade del sistema, quindi perché immettere sul mercato delle macchine con un sistema già vecchio perdendo l'occasione di favorire la diffusione di Lion? Inoltre, ve lo immaginate il malumore degli utenti che comprano oggi una macchina nuova con Snow Leopard mentre tra due settimane esce Lion? Infine considerate il fatto che, mentre Snow Leopard è venduto pacchettizzato, Lion sarà venduto solo sul Mac App Store: non avrebbe senso studiare un packaging per le nuove macchine che includa i DVD di ripristino, quando questi cesseranno di esistere da lì a pochi giorni o settimane... (a tal proposito, chissà come avverrà il ripristino del sistema sul nuovo hardware: chiavetta USB come nel MacBook Air?)
Al di là di questo, stiamo parlando di nuovo hardware ma non abbiamo ancora visto "cosa" ci dobbiamo attendere... le vocì che arrivano da oriente, e la canonica scaletta basata sui ritardi degli ultimi aggiornamenti, ci dicono che i primi ad essere aggiornati dovrebbero essere i MacBook Air, macchina che ha riscosso un ottimo successo di pubblico e che Apple potrebbe proporre anche in una variante di colore nero; tra le novità scontate ci dovrebbe essere la porta Thunderbolt, il che consentirebbe (tramite adattatori) di dotare l'Air di quelle porte che al momento mancano. Sulla variante nera possiamo incrociare qualche altra considerazione: all'appello degli aggiornamenti hardware manca anche il MacBook "base" (quello in policarbonato bianco) e in base ad alcune considerazioni fatte in passato l'attuale offerta di portatili Apple "soffre" di una ridondanza di modelli da 13". Sebbene il MacBook Pro da 13" sembrava essere sotto molti aspetti il candidato favorito all'eliminazione (chi vuole una macchina economica non dovrebbe guardare alla linea Pro, e chi cerca la portabilità del 13" dovrebbe essere più interessato alla portabilità dell'Air), il fattore prezzo gioca a sfavore dell'attuale MacBook bianco: un banale upgrade della RAM porta il prezzo a ridosso del MacBook Pro da 13", con indiscutibili vantaggi per la scelta di quest'ultimo. La soluzione potrebbe quindi essere l'eliminazione del MacBook bianco e la sua sostituzione con un MacBook Air in policarbonato nero a basso costo: per contenere i costi possiamo immaginare il display da 11" e un mini hard disk di tipo tradizionale, tipo quello dei vecchi MacBook Air (o un SSD di caspacità ridotta). E' una previsione molto azzardata e nemmeno troppo ragionata (mi è venuta di slancio mentre scrivevo queste righe) ma, per quanto improbabile, è abbastanza affascinante visto che porterebbe l'offerta di Apple in una condizione più bilanciata: due portatili da 11", due da 13", e i MacBook Pro più grossi da 15" e 17". Tra l'altro, il fatto di introdurre un Air da 11" in policarbonato come macchina entry-level, consentirebbe di offrire qualcosa in più sull'Air da 11" in alluminio senza preoccuparsi troppo del costo, visto che ci sarebbe sempre l'entry level ad amortizzare il prezzo di partenza.
Se poi vogliamo esagerare con l'immaginazione, possiamo anche pensare che l'Air nero da 11" non sia nient'altro che un iPad in un nuovo guscio dotato di tastiera: ve lo ricordate l'eMate derivato dal Newton? Questo darebbe in un certo senso ragione a chi prevedeva l'imminente arrivo di un portatle Apple con processore ARM, nonché a chi prevedeva l'arrivo di portatili con schermo touch (anche se in realtà non sarebbe un Mac con processore ARM, ma un iPad con tastiera, ben confezionato ma sempre un iPad, con tutti i suoi limiti rispetto ad un Mac vero e proprio).
Essendomi dilungato troppo sulle ipotesi fantasiose, ho deciso di spezzare questo post in più parti... l'appuntamento è fissato nei prossimi giorni per le macchine desktop e per tutto ciò che ruota intorno al mondo iOS e iTunes.

mercoledì 14 aprile 2010

Senz'aria

OK, com'era più o meno prevedibile, dopo l'abbuffata iniziale di iPad (che di fatto non si è ancora conclusa) Apple ha finalmente aggiornato i portatili, ma non tutta la linea, solo i MacBook Pro. Non è mia intenzione elencarvi le specifiche dei nuovi modelli, che trovate un po' ovunque (a partire dal sito Apple), né tirare in ballo questioni sul fatto che la scheda video sia nuova/vecchia potente/scarsa (la scelta è stata fatta principalmente per questioni di ottimizzazione dei consumi, tant'è che adesso si arriva fino a 10 ore di autonomia) o ragionare sui prezzi (lo stanno facendo già in molti...).
Mi premeva osservare solo un paio di cose: la prima è che, nonostante l'uscita delle nuove macchine, sulla homepage di Apple campeggia ancora l'iPad, e la seconda è che non è stato ancora aggiornato l'Air.
All'inizio di questo commento ho detto che l'abbuffata di iPad non è ancora terminata, il che è più che comprensibile visto che il modello 3G non è ancora arrivato, e il lancio mondiale è atteso per fine mese: chi attendeva i nuovi portatili sa già come trovarli, mentre a livello di marketing ha senso continuare a spingere sull'iPad, almeno per un altro mesetto... forse l'aggiornamento dell'Air (e, perché no, anche del MacBook bianco) arriverà proprio a metà maggio.
E' vero che per molte cose conta più il software che l'hardware, ed è anche vero che Apple, fin dai tempi dei PPC (ma ancora prima), non è mai stata troppo "rapida" negli aggiornamenti, ma ora che le soluzioni Intel abbondano, forse ci si aspetterebbe più spesso qualche computer nuovo in più oltre a iPhone e iPad... ma avrò modo di tornare sull'argomento nei prossimi giorni

mercoledì 21 ottobre 2009

Apple, trimestre melaviglioso

Di seguito, un mio commento a dati finanziari e ultime novità, pubblicato oggi su Punto-Informatico

Da diversi anni a questa parte, alla scadenza di ogni trimestre fiscale, Apple ci presenta il solito record. Nel caso specifico, per il trimestre conclusosi a fine settembre, guardando i dati a livello macroscopico possiamo notare che in termini di fatturato di troviamo di fronte ad un +25% rispetto allo scorso anno, e un +18% rispetto al trimestre precedente, per un totale di 9,87 miliardi di dollari. Per gi amanti delle statistiche, l'anno fiscale 2009 si è concluso con un fatturato di 36,54 miliardi di dollari, contro i 32,47 dello scorso anno; a ulteriore testimonianza della crescita, se guardiamo a cinque anni fa, il 2004 si chiudeva con 8,28 miliardi di fatturato.
Al di là del fatturato, vale forse la pena di dare un'occhiata alle macchine vendute per scorgere eventuali anomalie, sia in positivo che in negativo, rispetto all'andamento generale. I numeri che saltano subito all'occhio sono sostanzialmente tre, due che colpiscono in negativo, e uno che colpisce in positivo.

Il primo riguarda le vendite in Giappone, che rispetto al trimestre precedente, sono in calo del 27%, anche se c'è stato un incremento di fatturato del 4%. La situazione è evidentemente anomala, e lo si vede anche confrontando i dati dello scorso anno, visto che a fronte di un numero pressoché identico di unità vendute (c'è un incremento dell'1%), il fatturato è in aumento del 36%. A confermare la tesi che si tratti di un dato "particolare", potremmo citare anche la situazione degli altri mercati, visto che mediamente i dati di fatturato e le vendite vanno di pari passo: guardano ai totali, l'incremento di unità vendute è del 17%, mentre l'incremento di fatturato è del 18%. Non conoscendo la situazione particolare del mercato giapponese l'unica ipotesi che mi sento di fare (escludendo una politica dei prezzi suicida), è che siano calate le vendite dei prodotti più economici e aumentate (in misura molto minore) quelle dei prodotti più costosi o dei servizi non associati alla vendita di CPU. In ogni caso quello del Giappone è il mercato più piccolo per Apple, visto che rappresenta una quota compresa tra il 4 e il 5% del totale.

Il dato più positivo riguarda la voce "iPhone e relativi prodotti/servizi", che fa segnare un +41% in termine di unità vendute rispetto al trimestre precedenti, con oltre 7 milioni di iPhone venduti tra luglio e settembre; guardando allo scorso anno, l'incremento è "solo" del 7%, un risultato comunque notevole se confrontato con i numeri disastrosi annunciati da Nokia e Sony-Ericsson in questi giorni. Al di là di questo, quello che più colpisce di questa voce, è un +185% di fatturato rispetto allo scorso anno, il cui merito è da ricercarsi in parte nel maggior prezzo del nuovo iPhone (che nonostante ciò vende comunque molto bene), in parte nei maggiori proventi che derivano dalla vendita di accessori (anche di terze parti) e dagli accordi con gli operatori telefonici, segno che la politica messa in atto da Apple sta funzionando nel migliore dei modi. Ampliando la visuale all'intero anno fiscale, possiamo notare che il 2009 si è concluso con oltre 20 milioni di iPhone venduti, contro gli 11 milioni dello scorso anno; parallelamente il mercato delle applicazioni per il "melafonino" è passato dalle 3000 dello scorso settembre, alle attuali 85000 e più, perché il modello realizzato da Apple piace a sviluppatori, utenti, e anche alla concorrenza (che cerca in tutti i modi di copiarlo)… oltre che alla stessa Apple, che incassa il 30% da ogni applicazione venduta.

Spostando l'attenzione sui computer veri e propri, possiamo notare che la vendita di macchine desktop, è in calo del 7% rispetto al trimestre precedente, e del 16% rispetto al 2008. In realtà questo dato non sorprende più di tanto: la tendenza attuale premia il mercato dei netbook, che infatti è in crescita del 29% (35% rispetto allo scorso anno) e consente ad Apple di segnare un incremento complessivo del 17% nelle vendite di Mac (+19% rispetto al 2008). A valle di tutto ciò, è sicuramente curioso osservare come la "scalata" delle macchine portatili sia inarrestabile: un anno fa i fissi rappresentavano il 36% del totale venduto, mentre oggi questa percentuale è scesa al 26%. Forse i dati sono in parte falsati dall'attesa che si è creata intorno all'attesa del nuovo modello di iMac, mentre i portatili (al contrario) hanno beneficiato di un rinnovo di gamma proprio nel trimestre appena concluso... Anche qui possiamo ampliare la visuale dicendo che i Mac venduti nel 2009 (inteso come anno fiscale, e non solare) sono stati più di 10 milioni, mentre erano 5 milioni nel 2006 (anno in cui vennero introdotti i processori Intel), e solo 3 milioni nel 2004, cinque anni fa… una crescita invidiabile da chiunque.

Proprio parlando di Mac non possiamo mancare di fare qualche osservazione sulla lunga serie di novità presentate a seguito dei risultati fiscali, e proprio del lancio di Windows 7. La prima cosa che possiamo notare è che, in un colpo solo, è stata aggiornata tutta la linea di macchine consumer: al di là delle tempistiche di rinnovo dell'hardware, questa scelta non è casuale visto che stiamo entrando nel periodo più redditizio degli acquisti natalizi, e possiamo immaginare già da ora che il prossimo trimestre farà segnare un ulteriore boom di vendite. Ma andiamo ad analizzare un po' più in dettaglio le varie novità proposte da Apple. Il nuovo iMac, con un design rivisto nei dettagli, offre uno schermo ancora più grande (21,5" e 27", contro i 20" e 24" della serie precedente) e la possibilità di montare processori quad-core Intel Core i5 o i7. Il prezzo di partenza è lo stesso di prima, 1099 Euro, ma si arriva a 1799 Euro (o più) per un modello quad-core con schermo da 27" e ATI Radeon HD 4850 da 512MB. Tra le novità più interessanti del nuovo iMac ci sono anche due caratteristiche finora inedite (o quasi): la prima è che l'iMac da 27" può essere utilizzato anche come monitor esterno per un altro computer con DisplayPort (come indicato nelle specifiche tecniche). La seconda è che i processori Core i7 (ma anche Core i5) sono CPU progettate specificatamente per computer desktop, mentre in passato, per questioni legati alla dissipazione del calore, sono stati utilizzati principalmente dei processori pensati per macchine portatili, con conseguente penalizzazione delle prestazioni; il nuovo iMac si presenta quindi come macchina più che rispettabile anche per molti compiti professionali. Tra le altre novità ricordiamo che vicino al superdrive è ora presente uno slot per schede SD, e tutti i modelli, anche quello base, sono forniti con 4GB di RAM, tastiera wireless e il nuovo Magic Mouse.

Come previsto da più parti, il vecchio Mighty Mouse, che tanti discussioni aveva innescato a causa della facilità con cui si sporcava la "pallina" dello scrolling, è stato sostituito da un nuovo mouse completamente touch, che riprende alcune gestures a una o due dita, che gli utenti Apple sono già abituati ad eseguire sui trackpad dei portatili. All'apparenza sembra molto più funzionale del precedente, ma in attesa di verificarne la comodità di utilizzo con una prova pratica, sento già che mi mancherà la possibilità di attivare Exposé premendo il "tasto centrale", possibilità che a giudicare da quanto mostrato sul sito Apple pare non esserci. Il nuovo Magic Mouse è disponibile solo in versione wireless (bluetooth), utilizza un puntatore laser (più preciso del precedente), e viene venduto a 69 Euro. Restando in tema di accessori, anche l'Apple Remote è stato rinnovato, ma a parte il look in alluminio non presenta altre novità.

Restando in ambito desktop, pur senza stravolgimenti estetici, anche il Mac mini è stato oggetto di qualche piccolo ritocco: la scheda grafica rimane la GeForce 9400M ma sono disponibili processori più veloci, e un piccolo taglio di prezzi ha portato il modello base a 549 Euro. La vera novità del Mac mini è però la versione server, che sacrificando l'unità ottica aggiunge un secondo disco rigido e viene venduto con Snow Leopard Server a 949 Euro. Si tratta di una scelta un po' azzardata che però potrebbe dare dei buoni risultati per chi cerca una macchina compatta, senza grosse pretese di potenza, ma pensata comunque per un certo tipo di utilizzo che non è quello classico per cui è nato il mini.

Ultimo, ma non per questo meno importante, il rinnovo del MacBook. Pur mantenendo il case in policarbonato, il nuovo portatile entry-level di Apple adotta le stesse soluzioni tecniche già viste sui fratelli maggiori: guscio unibody, trackpad in vetro multitouch, schermo con retroiluminazione a LED, batteria integrata a polimeri di litio per 7 ore di autonomia. Tutto questo, unito al nuovo prezzo di 899 Euro, lo rendono una macchina molto concorrenziale, tanto da impensierire anche il piccolo MacBook Pro da 13"… sarà forse per questo motivo che Apple ha ben pensato di togliere nuovamente la Firewire a questa serie di prodotti? Difficile a dirsi, e difficile anche che stavolta possa tornare sui suoi passi, visto che oggi (a differenza di quanto successe a inizio anno), chi necessita della Firewire su una macchina "piccola", può comunque rivolgersi al MacBook Pro da 13", che oltre alla Firewire offre anche qualche altra caratteristica in più rispetto al MacBook.

Con questo giro di novità credo che sia concluso definitivamente l'anno 2009, quindi chi sperava in una nuova Apple-TV, in aggiornamenti dei più professionali Mac Pro, o in qualche anticipazione dell'iPad, dovrà pazientare fino al prossimo anno. Nel frattempo gli investitori applaudono alle novità, e Apple supera la quota di 200 dollari nel corso delle contrattazioni a Wall Street.

Tutto molto bello... o quasi...

Impossibile commentare in un colpo solo tutte le novità di oggi, senza cadere nelle classiche descrizioni da comunicati stampa che trovate un po' ovunque. La novità più grossa è sicuramente il nuovo iMac, imponente (e impressionante) nella versione da 27", oltre che molto potente. Nel piccolo val comunque la pena di citare il Magic Mouse, che non delude le aspettative, ma anche il nuovo Apple Remote in aluminio, che non aggiunge nulla di nuovo, ma finalmente ha un'estetica adeguata alle nuove linee.
Anche il MacBook è stato rinnovato con un nuovo case unibody e tutte le novità tecniche già introdotte nel fratello in alluminio (batteria da 7 ore, display a LED, trackpad in vetro multitouch), ma inspiegabilmente è stata rimossa la firewire... o forse non molto inspiegabilmente... visto l'abbassamento di prezzo e il rinnovamento tecnico, il rischio era di una concorrenza spietata con il MacBookPro da 13".
Peccato, perché con la firewire sarebbe stato proprio perfetto, ma perlomeno c'è stato un abbssamento globale di tutti i prezzi, di cui ha beneficiato in parte anche il Mini, rinnovato non tanto nell'estetica (a parte il modello senza unità ottica destinato a fare da server) ma nella dotazione hadware.
Per quanto mi riguarda, penso che mi butterò nell'acquisto del nuovo Magic Mouse

martedì 9 giugno 2009

MacBook = NetBook ?

La "promozione" del MacBook unibody alla categoria "Pro" (col felice ritorno della firewire) lascia un evidente buco nella categoria MacBook, dove è rimasto un solo MacBook bianco a fare da portabandiera.
E' possibile che Apple torni sui sui passi e riproponga l'intera linea da 13" in policarbonato? A mio avviso è molto improbabile...
Vedo questa mossa come il primo passo che apre la strada ai NetBook con la mela morsicata, oppure all'unificazione della linea dei MacBook con quella dei MacBook Air... visto il recente taglio di prezzi, il costo di un MacBook Air da 11" potrebbe aggirarsi sui 1100 Euro che, sebbene più alto degli attuali 950 di un MacBook, potrebbe consentire ad Apple di pianificare una nuova strategia di mercato, anche se resterebbe sempre scoperto il segmento delle macchine a basso costo.
Resta sempre valida l'ipotesi di un netbook touch, il cui ruolo però è ancora da definire, sia in relazione al sistema che andrebbe a montare, sia in relazione al costo che potrebbe avere...
La situazione si complica, ma questo significa che Apple sta macchinando qualcosa di nuovo, quindi non resta che attendere qualche mese: la mia personale opinione è che tra settembre e ottobre, complice anche il rientro di Jobs, tutte le carte dovranno essere scoperte.

domenica 3 maggio 2009

Prezzi più bassi in arrivo

Il "solitamente ben informato" Appleinsider riporta che Apple sia in procinto di abbassare i prezzi di iMac e MacBook; nel caso del MacBook, lo scopo sarebbe quello di contrastare la ploriferazione dei cosiddetti netbook.
Non ho motivo di credere che la notizia sia infondata (e credo che in questo particolare momento sarebbe la giusta mossa da fare), ma c'è qualcosa che stona nella notizia: sul lato desktop, se venisse abbassato solo il prezzo dell'iMac, il Mac mini perderebbe ancor più di significato (visto che già in queste condizioni ha un rapporto prezzo/dotazione che è il peggiore di tutta la linea Apple). 
Sul fronte dei portatili, se è vero che Apple ha sempre dichiarato di non credere nei netbook, è anche vero che ha ammesso di essere al lavoro su un prodotto "alternativo", anche se probabilmente ci vorrà ancora un po' di tempo (ne parlerò nei prossimi giorni). Dopotutto lo stesso Appleinsider ha riportato qualche giorno fa la notizia dell'apparizione di un fantomatico MacBook mini nei log di Adium, quindi l'argomento è sicuramente "caldo", al di là degli abbassamenti di prezzo del MacBook