Poco prima di Natale pubblicai un post nel quale raccontavo
dell’acquisto si una Smart-TV Samsung, e preannunciavo che avrei
successivamente espresso il mio parere sull’effettiva “intelligenza” di
questa TV; ovviamente il setting della TV è stato a mio carico.
[continua su Tevac...]
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mercoledì 27 febbraio 2013
mercoledì 25 aprile 2012
Interfacce, questione di convergenze e divergenze [3/3]
In attesa dell'analisi sui dati fiscali pubblicati ieri, ecco la terza e ultima parte del mio commento sull'evoluzione delle interfacce (pubblicato su Punto-Informatico):
Parallelamente a quanto visto finora, non dobbiamo dimenticarci di Android: nel confronto con Apple e Microsoft, Google si pone in un contesto completamente differente, sia perché non ha alcuna tradizione nel mondo dei computer (ad eccezione dei ChromeBook che non sono stati propriamente un successo), sia perché con Android ha abbracciato la filosofia open source, a parte la breve parentesi della versione 3. Partendo da zero Google non ha alcun preconcetto sull'interfaccia utente, anche se finora non ha dato grandi prove nella proposta di soluzioni innovative (a differenza dell'interfaccia a piastrelle di Microsoft, più o meno piacevole, più o meno adatta alle diverse situazioni, e più o meno limitata in alcune funzioni, ma comunque originale). Da un po' di tempo a questa parte si parla di portatili basati su Android, anche se personalmente trovo che questo sistema sia adatto solo in prospettiva di macchine con schermo touch rimovibile, in grado di vivere di vita propria come un tablet.
La natura open source di Android ha poi permesso a Canonical di realizzare una sorta dicomputer tascabile ovvero di sfruttare uno smartphone collegato ad un dock con monitor, tastiera e mouse, come se fosse un semplice computer desktop, ma non credo che Google voglia seguire esattamente quella strada. Google punta probabilmente ad offrire Android come sistema adatto anche a piccoli portatili dedicati a compiti relativamente semplici: il fatto che sia open source permette (potenzialmente) a chiunque di modificare l'interfaccia creando qualcosa che sia utilizzabile agevolmente anche su un normale computer, eventualmente anche senza la necessità di uno schermo touch. Sotto certi aspetti è una soluzione ottimale, ma in realtà andrebbe ad incrementare ulteriormente il livello di frammentazione software di questo sistema: ulteriori risoluzioni da gestire, ulteriore variabilità dell'hardware e (soprattutto) modalità di interazione ancora diverse per le applicazioni.
Un'applicazione che richiede una gesture multitouch non potrà essere utilizzata col mouse, mentre un'applicazione che necessiti di un click preciso eseguito tramite il puntatore del mouse sarà poco utilizzabile in modalità touch. Si tratta di un problema simile a quanto già evidenziato per Windows 8, solo che Microsoft prevede entrambi gli ambienti come standard e applicazioni differenti per le diverse situazioni, mentre su Android non esiste un vero e proprio standard in tal senso: ogni produttore potrebbe personalizzare l'interfaccia in base a quello che vuole realizzare, e ogni sviluppatore si potrebbe trovare nella situazione di dover adattare la propria applicazione a troppe varianti. Riallacciandoci a quanto detto in apertura, Apple bypassa questo problema tenendo ancora i due sistemi separati e obbligando adattamenti dell'interfaccia quando le applicazioni di OSX passano in modalità a schermo pieno: il punto d'unione rimane invece la modalità di interazione multitouch che, nel caso di OSX, avviene attraverso il trackpad.
La natura open source di Android ha poi permesso a Canonical di realizzare una sorta dicomputer tascabile ovvero di sfruttare uno smartphone collegato ad un dock con monitor, tastiera e mouse, come se fosse un semplice computer desktop, ma non credo che Google voglia seguire esattamente quella strada. Google punta probabilmente ad offrire Android come sistema adatto anche a piccoli portatili dedicati a compiti relativamente semplici: il fatto che sia open source permette (potenzialmente) a chiunque di modificare l'interfaccia creando qualcosa che sia utilizzabile agevolmente anche su un normale computer, eventualmente anche senza la necessità di uno schermo touch. Sotto certi aspetti è una soluzione ottimale, ma in realtà andrebbe ad incrementare ulteriormente il livello di frammentazione software di questo sistema: ulteriori risoluzioni da gestire, ulteriore variabilità dell'hardware e (soprattutto) modalità di interazione ancora diverse per le applicazioni.
Un'applicazione che richiede una gesture multitouch non potrà essere utilizzata col mouse, mentre un'applicazione che necessiti di un click preciso eseguito tramite il puntatore del mouse sarà poco utilizzabile in modalità touch. Si tratta di un problema simile a quanto già evidenziato per Windows 8, solo che Microsoft prevede entrambi gli ambienti come standard e applicazioni differenti per le diverse situazioni, mentre su Android non esiste un vero e proprio standard in tal senso: ogni produttore potrebbe personalizzare l'interfaccia in base a quello che vuole realizzare, e ogni sviluppatore si potrebbe trovare nella situazione di dover adattare la propria applicazione a troppe varianti. Riallacciandoci a quanto detto in apertura, Apple bypassa questo problema tenendo ancora i due sistemi separati e obbligando adattamenti dell'interfaccia quando le applicazioni di OSX passano in modalità a schermo pieno: il punto d'unione rimane invece la modalità di interazione multitouch che, nel caso di OSX, avviene attraverso il trackpad.
Per chiudere il discorso Android, va infine ricordato che la sua caratteristica open source ha aperto la possibilità di realizzare dei player in grado di far funzionare le applicazioni Android su Windows 7 (e quindi Windows 8), possibilità che, al di là dei consueti discorsi sui diversi modi di interagire nei due mondi, non è ancora ben chiaro a chi dovrebbe portare vantaggi: se possa essere un bene per l'Android Market Google Play, forse non sarà un bene per la diffusione di Android sui tablet, anche se stiamo facendo delle ipotesi su un mercato (se mercato c'è) che è ancora tutto da scoprire.
In definitiva lo scenario attuale e del prossimo futuro prevede:
Difficile dire, alla lunga, quale soluzione sarà vincente, senza considerare che in questa lotta a tre potrebbe inserirsi un ulteriore incomodo, quel WebOS che diventando open source potrebbe trasformarsi in un'alternativa interessante per tutti quei produttori che non sono legati né a Microsoft (come Nokia) né a Google (come Motorola). Se gli operatori non sono molto soddisfatti del sistema proposto da Microsoft (situazione che potrebbe cambiare con Windows Phone 8), e i produttori dovessero sentirsi minacciati dall'acquisizione di Motorola da parte di Google, WebOS potrebbe ritagliarsi un suo spazio e iniziare a crescere, anche se potrebbe essere un po' difficile coordinarne lo sviluppo.
L'ipotesi migliore è sempre quella di un mercato equamente diviso tra le varie possibilità, così che l'utente possa realmente scegliere la soluzione migliore per le proprie necessità senza trovarsi in una posizione di minoranza o di carenza di software. Per tirare le prime conclusioni in merito a questo argomento credo che dovremo aspettare un altro paio di anni, e valutare il reale impatto che avranno i tablet sul mercato: è arrivata davvero l'era Post-PC?.
In definitiva lo scenario attuale e del prossimo futuro prevede:
- Apple che propone due diversi sistemi (iOS e OSX), con modalità di interazione simili ma scopi di utilizzo ben distinti e applicazioni specifiche per i due diversi ambienti (il che significa anche doppio guadagno per Apple); entrambi gli ambienti sono completamente chiusi, con hardware proprietario, OS proprietario, e App Store che, nel caso di iOS, è anch'esso proprietario (per OSX invece il software può comunque provenire anche da altri canali).Parlando più nello specifico dell'interfaccia (argomento principale di questo commento) non vedo particolari motivi per cui una persona dovrebbe preferire un sistema rispetto ad un altro: anche se gli approcci che abbiamo visto sono completamente differenti, la scelta del sistema continuerà ad essere fatta in relazione al software di cui ogni persona ha bisogno. Proprio per questo motivo Microsoft, nonostante la sua posizione attuale di stretta minoranza nel settore mobile, potrebbe avere ancora molto da dire sui tablet dopo l'avvento di Windows 8, sistema che per forza di cose si diffonderà a partire dai computer tradizionali ma troverà modo di permeare anche altrove. A parità di disponibilità di software e servizi (qui non ne abbiamo parlato, ma il futuro si giocherà in parte anche sul cloud) la scelta diventa più personale e ognuno può avere le sue preferenze o le sue abitudini, oppure basare la sua scelta sulla migliore compatibilità con ciò che già possiede.
L'ecosistema della soluzione Apple, nella sua chiusura, offre meno possibilità di scelta hardware e meno libertà di azione ma, finché si resta al suo interno, ha il vantaggio di risultare più semplice e immediato nell'utilizzo. Inoltre, parlando di iOS e di tablet (dispositivo su cui tutti sembrano voler puntare per il mercato consumer del futuro), c'è il vantaggio di una scelta di App molto più variegata, e il modello di distribuzione del software adottato per iOS potrebbe portare benificio anche al Mac App Store (cosa che in parte sta già accadendo). Parlando di mercato consumer, di chi non ha particolari esigenze su tipologie di software eventualmente non ammesse sull'App Store, o di chi più in generale non ha tempo e voglia per smanettare (jailbreak a parte), la soluzione di Apple potrebbe essere quella più indicata.
- Microsoft proporrà invece un unico sistema (Windows 8) che racchiude due modalità di interazione completamente diverse (le tiles di metro e il classico ambiente desktop) ma disponibili contemporaneamente sulla stessa macchina, sia su PC che tablet, ma con applicazioni ben distinte per le due modalità dell'interfaccia. Anche il sistema Microsoft è chiuso ma ha il vantaggio di girare su più hardware e quindi offrire maggiore possibilità di scelta. La soluzione Microsoft ha inoltre il potenziale vantaggio di unificare diverse tipologie di macchine e quindi potrà garantire a quei professionisti che utilizzano determinati software, disponibili solo per Windows, di poter utilizzare lo stesso software anche su un tablet. Ammesso e non concesso che sia usabile a livello di interfaccia (se non viene adattato a Metro) e con eventuali limiti legati alle possibili differenti architetture (Intel o ARM).
- Google offre la massima libertà proponendo un unico sistema con un'unica interfaccia che può essere personalizzata a piacere e presentare molte differenze a seconda di chi produce l'hardware, senza nessuno standard che definisca dei punti chiave nel caso di utilizzo in modalità desktop (grande flessibilità ma possibili ripercussioni a livello di compatibilità delle applicazioni). Lasciando perdere il discorso mobile, dove Android la sta facendo da padrone nel settore degli smartphone (grazie alla grande disponibilità di modelli a basso costo, anche se spesso non aggiornati nel software) ma pare arrancare un po' nel settore dei tablet (dove si sente la mancanza di app specifiche), nel campo dei computer più tradizionali la strada di Android è molto in salita, senza considerare che non è detto che Google abbia un interesse diretto per l'utilizzo di Android in questo settore, dove forse vuole giocarsi ancora qualche carta con ChromeOS. In tal caso, però, a giudicare da quanto visto finora non ci sarebbe nessuna convergenza.
Difficile dire, alla lunga, quale soluzione sarà vincente, senza considerare che in questa lotta a tre potrebbe inserirsi un ulteriore incomodo, quel WebOS che diventando open source potrebbe trasformarsi in un'alternativa interessante per tutti quei produttori che non sono legati né a Microsoft (come Nokia) né a Google (come Motorola). Se gli operatori non sono molto soddisfatti del sistema proposto da Microsoft (situazione che potrebbe cambiare con Windows Phone 8), e i produttori dovessero sentirsi minacciati dall'acquisizione di Motorola da parte di Google, WebOS potrebbe ritagliarsi un suo spazio e iniziare a crescere, anche se potrebbe essere un po' difficile coordinarne lo sviluppo.
L'ipotesi migliore è sempre quella di un mercato equamente diviso tra le varie possibilità, così che l'utente possa realmente scegliere la soluzione migliore per le proprie necessità senza trovarsi in una posizione di minoranza o di carenza di software. Per tirare le prime conclusioni in merito a questo argomento credo che dovremo aspettare un altro paio di anni, e valutare il reale impatto che avranno i tablet sul mercato: è arrivata davvero l'era Post-PC?.
mercoledì 22 giugno 2011
Statistiche a braccio, numeri reali, ipotesi attuali e proiezioni future
Nonostante i dati di vendita dicano che Android vende più di iPhone (il che è un dato incontroversibile, anche se ci sarebbe sempra da fare il distinguo tra il settore smartphone e la diffusione di iOS e Android più in geenrale), la mia esperienza quotidiana mi dà un'impressione completamente differente.
Qualche giorno fa, in aeroporto, avevo un iPhone e un BlackBerry davanti a me, due iPhone 4 alla mia sinistra, un Android, un MacBook Air e un Dell dietro di me, un iPad e un Kindle più lontani. Una volta salito sull'aereo, oltre al mio iPhone 4, mi sono ritrovato con altri due iPhone 4 a destra e uno a sinistra, un'iPad a destra e uno a sinistra, due Sony Vaio davanti a me, due Android (uno a sinistra e uno davanti) e diversi BlackBerry (almeno 3). Dovessi fare una statistica giornaliera, lasciando perdere i portatili ho potuto contare:
-6 iPhone 4 (7 se ci aggiungo il mio)
-4 BlackBerry
-3 Android
-3 iPad
Anche le statistiche di utilizzo in rete ci dicono che iOS è più usato di Android (2,38% contro 0,76%), per non parlare della vendita di App: anche se ormai il numero totale di applicazioni non è troppo diverso (in realtà molte App Android sono solo dei temi o degli sfondi animati, quindi non avrebbe molto senso conteggiarli), il fatturato generato dall'iTunes App Store è di un ordine di grandezza superiore rispetto a quello dell'Android Market... anche perché (riallacciandoci a quanto detto in altre occasioni, e ribadito anche sopra) le vendite dell'App Store sono legare a "tutti" i dispositivi iOS, quindi non solo iPhone (unico dispositivo che si confronta direttamente con gli smartphone Android) ma anche iPod Touch e iPad.
Non ho certo la pretesa che la mia esperienza di un giorno (perdipiù circoscritta ad un ambiente particolare) possa rispecchiare lo stato del mercato mondiale, anche se (devo ammettere) non è certo la prima volta che noto una situazione di questo tipo. Come spiegare quindi questa apparente discrepanza di dati? In realtà potrebbe non esserci alcuna discrepanza e, nella più banale delle ipotesi, l'iPhone potrebbe semplicemente essere più utilizzato dei terminali Android: chi compra un iPhone lo fa quasi sicuramente avendo ben in mente un utilizzo di un certo tipo, che comprende una buona dose di accesso ad internet e la possibilità di accedere all'ampio parco di applicazioni dell'AppStore. Viceversa Android è talmente diffuso su dispositivi di ogni marca e fascia di prezzo, che potrebbe tranquillamente essere acquistato in modo "inconsapevole", anche da chi in realtà non cerca uno smartphone ma un cellulare da utiilizzare in modo più canonico, e magari non ha mai nemmeno fatto un giro sull'Android Market; un'altra variante potrebbe invece essere diametralmente opposta: grazie alla libertà di utilizzo del sistema di Google, i terminali Android sono la scelta preferita da chi ama "smanettare", e quindi utilizza lo smartphone in maniera sicuramente più "profonda" ma anche meno convenzionale rispetto all'utente che passa il tempo libero giocando o scaricando le mail (dopotutto stiamo parlando di cellulari destinati alla massa, non di strumenti professionali dedicati alla programmazione, quindi è naturale che l'utilizzo più "leggero" sia prevalente).
Non dimentichiamo inoltre che, seppur in calo, in questa battaglia a due c'è sempre di mezzo anche il BlackBerry: strumento apprezzato soprattutto da chi viaggia molto ma ha la necessità di essere sempre in contatto con la propria casella di posta elettronica, cosa tecnicamente fattibile anche con gli altri telefoni ma al costo (alto) del roaming internazionale.
Windows Phone 7 al momento è ancora molto latitante e, a meno di qualche svolta, non vedo grossi pregi in questa scelta... rispetto ad Android è chiuso e limitato, ma rispetto ad iOS ha un bagaglio ridicolo di software e un'usabilità che lascia qualche dubbio di troppo: se l'abbinata MS-Nokia non imbocca subito la strada giusta, potrebbe restare relegato ad una fetta misera del mercato.
L'altro sistema che potrebbe conquistare un po' di mercato è WebOS di HP (creato da Palm prima dell'acquisizione), un sistema sicuramente interessante e potenzialmente migliore di tutti i precedenti, ma con uno scarso appeal: non credo che HP abbia la stessa forza di Apple nel proporre un sistema mono-marca, anche perché Apple ha un ecosistema tutto suo fatto di hardware, software e servizi (che convoglieranno in iCloud) mentre HP si appoggia comunque a MS-Windows... una via interessante per HP potrebbe essere quella di proporre sistemi in grado di fare un dual-boot Windows/WebOS (cosa che effettivamente dovrebbe fare a partire dal prossimo anno): oltre a dare una maggiore diffusione al sistema, invoglierebbe la gente ad utilizzare un sistema alternativo quando questo può bastare, e farebbe da cavallo di troia per portare la gente verso WebOS anche quando si tratta di scegliere uno smartphone o un tablet.
In ogni caso, l'attuale dinamicità di questa parte del settore informatico è sicuramente molto più interessante rispetto alla staticità del settore più classico: a mio avviso non è solo una moda quella porta a parlare sempre più di smartphone e tablet e sempre meno dei "comuni" PC, ma è una questione legata al fatto che l'informatica (scienza relativamente giovane) si sta evolvendo, e i nuovi arrivati rappresentano al meglio questa evoluzione. Se ho ragione, aspettiamoci un po' di brio negli anni a venire, che magari contagierà anche il "vecchio mondo" dei PC: qualcuno si sta preparando ed ha già dimostrato in altre occasioni di non essere legato a schemi fissi ma di cercare sempre il meglio cercando di anticipare i tempi... chi resta troppo legato al passato rischia di perdere sempre più terreno.
Qualche giorno fa, in aeroporto, avevo un iPhone e un BlackBerry davanti a me, due iPhone 4 alla mia sinistra, un Android, un MacBook Air e un Dell dietro di me, un iPad e un Kindle più lontani. Una volta salito sull'aereo, oltre al mio iPhone 4, mi sono ritrovato con altri due iPhone 4 a destra e uno a sinistra, un'iPad a destra e uno a sinistra, due Sony Vaio davanti a me, due Android (uno a sinistra e uno davanti) e diversi BlackBerry (almeno 3). Dovessi fare una statistica giornaliera, lasciando perdere i portatili ho potuto contare:
-6 iPhone 4 (7 se ci aggiungo il mio)
-4 BlackBerry
-3 Android
-3 iPad
Anche le statistiche di utilizzo in rete ci dicono che iOS è più usato di Android (2,38% contro 0,76%), per non parlare della vendita di App: anche se ormai il numero totale di applicazioni non è troppo diverso (in realtà molte App Android sono solo dei temi o degli sfondi animati, quindi non avrebbe molto senso conteggiarli), il fatturato generato dall'iTunes App Store è di un ordine di grandezza superiore rispetto a quello dell'Android Market... anche perché (riallacciandoci a quanto detto in altre occasioni, e ribadito anche sopra) le vendite dell'App Store sono legare a "tutti" i dispositivi iOS, quindi non solo iPhone (unico dispositivo che si confronta direttamente con gli smartphone Android) ma anche iPod Touch e iPad.
Non ho certo la pretesa che la mia esperienza di un giorno (perdipiù circoscritta ad un ambiente particolare) possa rispecchiare lo stato del mercato mondiale, anche se (devo ammettere) non è certo la prima volta che noto una situazione di questo tipo. Come spiegare quindi questa apparente discrepanza di dati? In realtà potrebbe non esserci alcuna discrepanza e, nella più banale delle ipotesi, l'iPhone potrebbe semplicemente essere più utilizzato dei terminali Android: chi compra un iPhone lo fa quasi sicuramente avendo ben in mente un utilizzo di un certo tipo, che comprende una buona dose di accesso ad internet e la possibilità di accedere all'ampio parco di applicazioni dell'AppStore. Viceversa Android è talmente diffuso su dispositivi di ogni marca e fascia di prezzo, che potrebbe tranquillamente essere acquistato in modo "inconsapevole", anche da chi in realtà non cerca uno smartphone ma un cellulare da utiilizzare in modo più canonico, e magari non ha mai nemmeno fatto un giro sull'Android Market; un'altra variante potrebbe invece essere diametralmente opposta: grazie alla libertà di utilizzo del sistema di Google, i terminali Android sono la scelta preferita da chi ama "smanettare", e quindi utilizza lo smartphone in maniera sicuramente più "profonda" ma anche meno convenzionale rispetto all'utente che passa il tempo libero giocando o scaricando le mail (dopotutto stiamo parlando di cellulari destinati alla massa, non di strumenti professionali dedicati alla programmazione, quindi è naturale che l'utilizzo più "leggero" sia prevalente).
Non dimentichiamo inoltre che, seppur in calo, in questa battaglia a due c'è sempre di mezzo anche il BlackBerry: strumento apprezzato soprattutto da chi viaggia molto ma ha la necessità di essere sempre in contatto con la propria casella di posta elettronica, cosa tecnicamente fattibile anche con gli altri telefoni ma al costo (alto) del roaming internazionale.
Windows Phone 7 al momento è ancora molto latitante e, a meno di qualche svolta, non vedo grossi pregi in questa scelta... rispetto ad Android è chiuso e limitato, ma rispetto ad iOS ha un bagaglio ridicolo di software e un'usabilità che lascia qualche dubbio di troppo: se l'abbinata MS-Nokia non imbocca subito la strada giusta, potrebbe restare relegato ad una fetta misera del mercato.
L'altro sistema che potrebbe conquistare un po' di mercato è WebOS di HP (creato da Palm prima dell'acquisizione), un sistema sicuramente interessante e potenzialmente migliore di tutti i precedenti, ma con uno scarso appeal: non credo che HP abbia la stessa forza di Apple nel proporre un sistema mono-marca, anche perché Apple ha un ecosistema tutto suo fatto di hardware, software e servizi (che convoglieranno in iCloud) mentre HP si appoggia comunque a MS-Windows... una via interessante per HP potrebbe essere quella di proporre sistemi in grado di fare un dual-boot Windows/WebOS (cosa che effettivamente dovrebbe fare a partire dal prossimo anno): oltre a dare una maggiore diffusione al sistema, invoglierebbe la gente ad utilizzare un sistema alternativo quando questo può bastare, e farebbe da cavallo di troia per portare la gente verso WebOS anche quando si tratta di scegliere uno smartphone o un tablet.
In ogni caso, l'attuale dinamicità di questa parte del settore informatico è sicuramente molto più interessante rispetto alla staticità del settore più classico: a mio avviso non è solo una moda quella porta a parlare sempre più di smartphone e tablet e sempre meno dei "comuni" PC, ma è una questione legata al fatto che l'informatica (scienza relativamente giovane) si sta evolvendo, e i nuovi arrivati rappresentano al meglio questa evoluzione. Se ho ragione, aspettiamoci un po' di brio negli anni a venire, che magari contagierà anche il "vecchio mondo" dei PC: qualcuno si sta preparando ed ha già dimostrato in altre occasioni di non essere legato a schemi fissi ma di cercare sempre il meglio cercando di anticipare i tempi... chi resta troppo legato al passato rischia di perdere sempre più terreno.
giovedì 10 febbraio 2011
Aria nuova
HP presenta tre nuovi prodotti basati su WebOS, il sistema operativo acquisito insieme a Palm lo scorso aprile. Si tratta di Pre3 (il terzo modello della serie che aveva lanciato Palm), Veer (che fa delle ridotte dimensioni il suo punto di forza), e TouchPad (il primo tablet a sfruttare WebOS).
Parlando di smartphone, se il Pre3 rappresenta un punto di continuità col passato, il Veer rappresenta qualcosa di inusuale, visto che ha le stesse dimensioni di una carta di credito, con uno schermo tutto touch e una tastiera QWERTY a scomparsa... onestamente nutro qualche dubbio sull'usabilità della testiera a scomparsa, ma non credo che ralizzarla touch su uno schermo da 2.6" sarebbe stata un'idea migliore...
La novità più importante però è il TouchPad. Al di là del puro confronto con le specifiche (cosa che difficilmente dà un'idea della reale bontà e dell'effettiva utilizzabilità del prodotto), si tratta di un tablet che nasce con una concezione diversa dal precedente Slate, e propone qualcosa di più vicino all'iPad o ai tablet Android. Purtroppo non ho ancora avuto occasione di provare WebOS, ma guardando i vari video ho la sensazione che l'esperienza d'uso sia più piacevole rispetto ad Android, anche se non ho idea di come sia il mercato delle applicazioni.
In ogni caso, dopo la battaglia iOS-Android, ci voleva un po' di aria nuova anche tra i tablet...
Parlando di smartphone, se il Pre3 rappresenta un punto di continuità col passato, il Veer rappresenta qualcosa di inusuale, visto che ha le stesse dimensioni di una carta di credito, con uno schermo tutto touch e una tastiera QWERTY a scomparsa... onestamente nutro qualche dubbio sull'usabilità della testiera a scomparsa, ma non credo che ralizzarla touch su uno schermo da 2.6" sarebbe stata un'idea migliore...
La novità più importante però è il TouchPad. Al di là del puro confronto con le specifiche (cosa che difficilmente dà un'idea della reale bontà e dell'effettiva utilizzabilità del prodotto), si tratta di un tablet che nasce con una concezione diversa dal precedente Slate, e propone qualcosa di più vicino all'iPad o ai tablet Android. Purtroppo non ho ancora avuto occasione di provare WebOS, ma guardando i vari video ho la sensazione che l'esperienza d'uso sia più piacevole rispetto ad Android, anche se non ho idea di come sia il mercato delle applicazioni.
In ogni caso, dopo la battaglia iOS-Android, ci voleva un po' di aria nuova anche tra i tablet...
martedì 5 maggio 2009
Prima Android, poi WebOS... arriverà anche Apple?
Abbiamo già parlato delle ambizioni di Android in ambito netbook, anche richiamando articoli di Punto-Informatico. In questi giorni aleggiano nell'aria alcune indiscrezioni riguardo progetti simili da parte di Palm: il nuovo WebOS sembra destinato a far rinascere Foleo, il subnotebook abbandonato da Palm poco prima che venisse alla luce (e guardando il successo che hanno avuto poco dopo gli eeePC di Asus, forse Palm si starà mangiando le mani...).
A differenza di Foleo, che utilizzava una versione ad-hoc di Linux, l'eventuale nuovo dispositivo di Palm sarà basato su WebOS, e questo può essere tanto un punto di forza quanto un punto di debolezza: un punto di forza perché WebOS è un sistema studiato ad hoc per smartphone e dispositivi ultraportatili (e sotto questo punto di vista di avvicina molto di più all'iPhone OS rispetto a quanto non faccia Android); un punto di debolezza perché questa filosofia implica necessariamente lo sviluppo di software nativo, quindi bisognerà vedere quale sarà il supporto delle software house.
Da questo punto di vista, se Apple dovesse realizzare qualcosa del genere (e ne parleremo nei prossimi giorni), partirebbe sicuramente avvantaggiata, vista l'esperienza già maturata con l'App Store e il largo supporto che ha già ottenuto sia dagli utenti che dagli sviluppatori.
A differenza di Foleo, che utilizzava una versione ad-hoc di Linux, l'eventuale nuovo dispositivo di Palm sarà basato su WebOS, e questo può essere tanto un punto di forza quanto un punto di debolezza: un punto di forza perché WebOS è un sistema studiato ad hoc per smartphone e dispositivi ultraportatili (e sotto questo punto di vista di avvicina molto di più all'iPhone OS rispetto a quanto non faccia Android); un punto di debolezza perché questa filosofia implica necessariamente lo sviluppo di software nativo, quindi bisognerà vedere quale sarà il supporto delle software house.
Da questo punto di vista, se Apple dovesse realizzare qualcosa del genere (e ne parleremo nei prossimi giorni), partirebbe sicuramente avvantaggiata, vista l'esperienza già maturata con l'App Store e il largo supporto che ha già ottenuto sia dagli utenti che dagli sviluppatori.
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