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giovedì 31 gennaio 2013

Se il troppo “stroppia”, il poco che fa?

Se siete tra quelli che ritengono inutile un tablet da 128GB, come l’iPad annunciato nei giorni scorsi (personalmente mi farebbe molto comodo, ma sono sicuro che dopo qualche mese riuscirei a riempire anche quello), sappiate che un modello da 64GB potrebbe non bastarvi, soprattutto se invece di rivolgervi ad Apple guardate al Surface Pro di Microsoft. [continua su Tevac...]

venerdì 21 dicembre 2012

Paragoni

Una decina di giorni fa, Eric Schmidt ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg che oggi Android è per Apple, quello che Microsoft fu negli anni '90. Sicuramente per alcuni aspetti ha ragione (non è certo il primo a cui è venuto in mente un simile paragone) ma la situazione non mi pare esattamente la stessa e le differenze sono molte, a partire dal contesto di cui parliamo: negli anni '80 e '90 il computer era un dispositivo riservato a pochi, nella "battaglia" attuale lo smartphone è un oggetto in mano a ogni persona. Ci sono poi considerazioni sul diverso stato dei mercati, le guerre sui brevetti che ai tempi non esistevano, gli store delle App, i servizi forniti a corredo, e molte altre cose...
Al di là di tutto questo, il paragone scelto da Schmidt non mi pare troppo felice... nonostante il successo commerciale, la reputazione di Microsoft non è certo delle migliori, e nel campo mobile (quello dove si concentra la battaglia iOS vs Android) le scelte di Microsoft si sono rivelate, per così dire, poco convincenti: Windows Mobile è sostanzialmente sparito dalla circolazione e Windows Phone (nonostante l'alleanza con Nokia) fatica a trovare spazio; in realtà la vera battaglia dei tablet deve ancora cominciare ed è proprio in questo settore che Microsoft potrebbe dire la sua grazie alla forzatura imposta da Windows 8... ma a quel punto chi ne farà le spese? Secondo me è più probabile che sia Android a risentire di un'eventuale crescita di Windows 8.
Da spettatore esterno vivo questi anni di piccole ma continue rivoluzioni informatiche in modo molto piacevole, molto più degli anni '90, perché trovo questa concorrenza molto più stimolante rispetto all'appiattimento che c'era quando Microsoft era monopolista incontrastata in tutti i settori... c'è chi dice che Google sia la nuova Microsoft (alludendo alla parte dispreggiativa di questo paragone) e in parte è vero, ma io vedo un mercato che nella sua globalità è diviso in maniera più equa dove il consumatore (perlomeno quello consumer) ha davvero ampia possibilità di scelta.

martedì 26 giugno 2012

Un sistema "vero"

La presentazione dei tablet Surface ha scatenato i pareri più discordanti: c'è chi ha deriso Microsoft per via dell'intoppo che ha visto il dispositivo bloccarsi inesorabilmente (dimenticando che anche ad Apple non è sempre andato tutto liscio) e chi ha decantato l'arrivo del primo vero tablet con un "sistema operativo vero"... ed è proprio di questo pensiero che vorrei parlare oggi.

Forse queste persone che acclamano l'arrivo di un "sistema operativo vero" su un tablet, si dimenticano che Windows XP fu lanciato in versione tablet ben 10 anni fa. Come mai non ha avuto successo? Forse perché "un sistema operativo vero" è l'ideale per un "computer vero" ma non per un tablet, che a mio avviso è una cosa diversa da un computer...

Certo, 10 anni fa le cose erano diverse, non c'era l'hardware di oggi (leggero, sottile, e con bassi consumi) e anche Windows 8 ha le dovute differenze rispetto a XP, tra cui l'interfaccia Metro che sembra fatta apposta per i tablet. Ma se la differenza rispetto al passato la deve fare Metro, allora vuol dire che il "sistema operativo vero" ha un importanza relativa per questo tipo di dispositivi, e se la differenza la deve fare il "sistema operativo vero" non di capisce perché non l'abbia fatta negli ultimi 10 anni, nemmeno quando Microsoft e HP presentarono lo Slate a inizio 2010, poco prima dell'evento Apple che annunciò la nascita dell'iPad.

Microsoft rischia di fare un pasticcio, con un unico sistema operativo che si presenta con tre varianti parzialmente incompatibili: le applicazioni Desktop non gireranno in Metro (e viceversa) e anche le applicazioni ARM dovranno essere "dedicate". Le critiche a Windows 8 non sono mancate né da giornalisti tradizionalmente "vicini" a Redmond, come Dvorak, né da partner quali Asus. Certo, anche Apple ha applicazioni ben distinte, ma l'approccio di Apple è proprio quello di avere sistemi dedicati e applicazioni dedicate (e quindi ottimizzate) per ogni dispositivo... Microsoft invece punta proprio all'opposto, cioè ad avere un sistema universale, che per forza di cose non potrà essere adatto al 100% a nessun dispositivo, e la compatibilità forzata ma non assoluta gli si potrebbe ritorcere contro: non ha molto senso usare su un monitor da 22" un software pensato per un'interfaccia da tablet da 7" o 10"... e voglio vedere le contorsioni touch di chi cercherà di premere, sullo schermo ridotto di un tablet, pulsanti e menù pensati per un monitor da scrivania.

Tra l'altro non comprendo nemmeno chi trova così tanto geniale l'idea della cover con tastiera e touchpad integrati: a quel punto, visti anche i prezzi che non si preannunciano tra i più economici, se devo prendere un dispositivo con un "sistema operativo vero" e una tastiera pressoché integrata, tanto vale rivolgersi ad un ultrabook... a mio avviso, il tablet deve fare i tablet, e il computer deve fare il computer. 

Nonostante tutto ciò, sono quasi sicuro che Windows 8 riuscirà ad avere un discreto successo, quantomeno per l'inerzia derivante del mondo PC: se uno smartphone o un tablet sono oggetti più "di consumo" per i quali non è impossibile vedere dei cambi repentini nelle scelte degli utenti, nel mondo PC c'è un'inerzia ben più elevata... basti pensare alla diffusione che ha ancora oggi Windows XP e a tutti quei software professionali disponibili solo per Windows... software che difficilmente si useranno agevolmente su di un tablet, ma che in molti si ostineranno a volerci provare...

mercoledì 25 aprile 2012

Interfacce, questione di convergenze e divergenze [3/3]

In attesa dell'analisi sui dati fiscali pubblicati ieri, ecco la terza e ultima parte del mio commento sull'evoluzione delle interfacce (pubblicato su Punto-Informatico):

Parallelamente a quanto visto finora, non dobbiamo dimenticarci di Android: nel confronto con Apple e Microsoft, Google si pone in un contesto completamente differente, sia perché non ha alcuna tradizione nel mondo dei computer (ad eccezione dei ChromeBook che non sono stati propriamente un successo), sia perché con Android ha abbracciato la filosofia open source, a parte la breve parentesi della versione 3. Partendo da zero Google non ha alcun preconcetto sull'interfaccia utente, anche se finora non ha dato grandi prove nella proposta di soluzioni innovative (a differenza dell'interfaccia a piastrelle di Microsoft, più o meno piacevole, più o meno adatta alle diverse situazioni, e più o meno limitata in alcune funzioni, ma comunque originale). Da un po' di tempo a questa parte si parla di portatili basati su Android, anche se personalmente trovo che questo sistema sia adatto solo in prospettiva di macchine con schermo touch rimovibile, in grado di vivere di vita propria come un tablet.

La natura open source di Android ha poi permesso a Canonical di realizzare una sorta dicomputer tascabile ovvero di sfruttare uno smartphone collegato ad un dock con monitor, tastiera e mouse, come se fosse un semplice computer desktop, ma non credo che Google voglia seguire esattamente quella strada. Google punta probabilmente ad offrire Android come sistema adatto anche a piccoli portatili dedicati a compiti relativamente semplici: il fatto che sia open source permette (potenzialmente) a chiunque di modificare l'interfaccia creando qualcosa che sia utilizzabile agevolmente anche su un normale computer, eventualmente anche senza la necessità di uno schermo touch. Sotto certi aspetti è una soluzione ottimale, ma in realtà andrebbe ad incrementare ulteriormente il livello di frammentazione software di questo sistema: ulteriori risoluzioni da gestire, ulteriore variabilità dell'hardware e (soprattutto) modalità di interazione ancora diverse per le applicazioni.

Un'applicazione che richiede una gesture multitouch non potrà essere utilizzata col mouse, mentre un'applicazione che necessiti di un click preciso eseguito tramite il puntatore del mouse sarà poco utilizzabile in modalità touch. Si tratta di un problema simile a quanto già evidenziato per Windows 8, solo che Microsoft prevede entrambi gli ambienti come standard e applicazioni differenti per le diverse situazioni, mentre su Android non esiste un vero e proprio standard in tal senso: ogni produttore potrebbe personalizzare l'interfaccia in base a quello che vuole realizzare, e ogni sviluppatore si potrebbe trovare nella situazione di dover adattare la propria applicazione a troppe varianti. Riallacciandoci a quanto detto in apertura, Apple bypassa questo problema tenendo ancora i due sistemi separati e obbligando adattamenti dell'interfaccia quando le applicazioni di OSX passano in modalità a schermo pieno: il punto d'unione rimane invece la modalità di interazione multitouch che, nel caso di OSX, avviene attraverso il trackpad.

Per chiudere il discorso Android, va infine ricordato che la sua caratteristica open source ha aperto la possibilità di realizzare dei player in grado di far funzionare le applicazioni Android su Windows 7 (e quindi Windows 8), possibilità che, al di là dei consueti discorsi sui diversi modi di interagire nei due mondi, non è ancora ben chiaro a chi dovrebbe portare vantaggi: se possa essere un bene per l'Android Market Google Play, forse non sarà un bene per la diffusione di Android sui tablet, anche se stiamo facendo delle ipotesi su un mercato (se mercato c'è) che è ancora tutto da scoprire.

In definitiva lo scenario attuale e del prossimo futuro prevede:
- Apple che propone due diversi sistemi (iOS e OSX), con modalità di interazione simili ma scopi di utilizzo ben distinti e applicazioni specifiche per i due diversi ambienti (il che significa anche doppio guadagno per Apple); entrambi gli ambienti sono completamente chiusi, con hardware proprietario, OS proprietario, e App Store che, nel caso di iOS, è anch'esso proprietario (per OSX invece il software può comunque provenire anche da altri canali).

L'ecosistema della soluzione Apple, nella sua chiusura, offre meno possibilità di scelta hardware e meno libertà di azione ma, finché si resta al suo interno, ha il vantaggio di risultare più semplice e immediato nell'utilizzo. Inoltre, parlando di iOS e di tablet (dispositivo su cui tutti sembrano voler puntare per il mercato consumer del futuro), c'è il vantaggio di una scelta di App molto più variegata, e il modello di distribuzione del software adottato per iOS potrebbe portare benificio anche al Mac App Store (cosa che in parte sta già accadendo). Parlando di mercato consumer, di chi non ha particolari esigenze su tipologie di software eventualmente non ammesse sull'App Store, o di chi più in generale non ha tempo e voglia per smanettare (jailbreak a parte), la soluzione di Apple potrebbe essere quella più indicata.

- Microsoft proporrà invece un unico sistema (Windows 8) che racchiude due modalità di interazione completamente diverse (le tiles di metro e il classico ambiente desktop) ma disponibili contemporaneamente sulla stessa macchina, sia su PC che tablet, ma con applicazioni ben distinte per le due modalità dell'interfaccia. Anche il sistema Microsoft è chiuso ma ha il vantaggio di girare su più hardware e quindi offrire maggiore possibilità di scelta. La soluzione Microsoft ha inoltre il potenziale vantaggio di unificare diverse tipologie di macchine e quindi potrà garantire a quei professionisti che utilizzano determinati software, disponibili solo per Windows, di poter utilizzare lo stesso software anche su un tablet. Ammesso e non concesso che sia usabile a livello di interfaccia (se non viene adattato a Metro) e con eventuali limiti legati alle possibili differenti architetture (Intel o ARM).

- Google offre la massima libertà proponendo un unico sistema con un'unica interfaccia che può essere personalizzata a piacere e presentare molte differenze a seconda di chi produce l'hardware, senza nessuno standard che definisca dei punti chiave nel caso di utilizzo in modalità desktop (grande flessibilità ma possibili ripercussioni a livello di compatibilità delle applicazioni). Lasciando perdere il discorso mobile, dove Android la sta facendo da padrone nel settore degli smartphone (grazie alla grande disponibilità di modelli a basso costo, anche se spesso non aggiornati nel software) ma pare arrancare un po' nel settore dei tablet (dove si sente la mancanza di app specifiche), nel campo dei computer più tradizionali la strada di Android è molto in salita, senza considerare che non è detto che Google abbia un interesse diretto per l'utilizzo di Android in questo settore, dove forse vuole giocarsi ancora qualche carta con ChromeOS. In tal caso, però, a giudicare da quanto visto finora non ci sarebbe nessuna convergenza.
Parlando più nello specifico dell'interfaccia (argomento principale di questo commento) non vedo particolari motivi per cui una persona dovrebbe preferire un sistema rispetto ad un altro: anche se gli approcci che abbiamo visto sono completamente differenti, la scelta del sistema continuerà ad essere fatta in relazione al software di cui ogni persona ha bisogno. Proprio per questo motivo Microsoft, nonostante la sua posizione attuale di stretta minoranza nel settore mobile, potrebbe avere ancora molto da dire sui tablet dopo l'avvento di Windows 8, sistema che per forza di cose si diffonderà a partire dai computer tradizionali ma troverà modo di permeare anche altrove. A parità di disponibilità di software e servizi (qui non ne abbiamo parlato, ma il futuro si giocherà in parte anche sul cloud) la scelta diventa più personale e ognuno può avere le sue preferenze o le sue abitudini, oppure basare la sua scelta sulla migliore compatibilità con ciò che già possiede.

Difficile dire, alla lunga, quale soluzione sarà vincente, senza considerare che in questa lotta a tre potrebbe inserirsi un ulteriore incomodo, quel WebOS che diventando open source potrebbe trasformarsi in un'alternativa interessante per tutti quei produttori che non sono legati né a Microsoft (come Nokia) né a Google (come Motorola). Se gli operatori non sono molto soddisfatti del sistema proposto da Microsoft (situazione che potrebbe cambiare con Windows Phone 8), e i produttori dovessero sentirsi minacciati dall'acquisizione di Motorola da parte di Google, WebOS potrebbe ritagliarsi un suo spazio e iniziare a crescere, anche se potrebbe essere un po' difficile coordinarne lo sviluppo.

L'ipotesi migliore è sempre quella di un mercato equamente diviso tra le varie possibilità, così che l'utente possa realmente scegliere la soluzione migliore per le proprie necessità senza trovarsi in una posizione di minoranza o di carenza di software. Per tirare le prime conclusioni in merito a questo argomento credo che dovremo aspettare un altro paio di anni, e valutare il reale impatto che avranno i tablet sul mercato: è arrivata davvero l'era Post-PC?.

martedì 24 aprile 2012

Interfacce, questione di convergenze e divergenze [2/3]

Seconda parte dell'articolo cominciato ieri e pubblicato su Punto-Informatico; si parla di Windows 8:

Parlando più in generale dell'interazione uomo-macchina e dell'evoluzione a cui stiamo assistendo in questi anni, verrebbe da chiedersi se il futuro delle interfacce passerà davvero attraverso un utilizzo intensivo di gesture. Pensando alle ipotesi fatte in alcuni film di fantascienza verrebbe da rispondere "sì": basti pensare ad uno degli esempi più classici, quello del film Minority Report, dove si interagisce con schermi olografici tramite gesture eseguite direttamente nello spazio tridimensionale. Questo tipo di interazione richiama alla mente la tecnologia kinect di Microsoft, tecnologia sicuramente interessante ma che personalmente vedo ancora poco applicabile nell'interazione quotidiana con computer e tablet, mentre potrebbe trovare maggiori applicazioni in salotto, per interagire con console, Media Center o prodotti analoghi. In ogni caso, che sia più o meno futuribile, questo spunto ci offre l'aggancio per parlare di come si stanno muovendo a Redmond.

Microsoft, con Windows 8, porterà sui sistemi desktop le "mattonelle" introdotte con Windows Phone: anche in questo caso si assiste quindi all'integrazione su un sistema desktop di funzionalità sperimentate prima nel settore mobile. Nonostante la similitudine di questa idea di base, l'approccio di Microsoft mostra delle differenze sostanziali rispetto a quello di Apple. La casa della mela mantiene (almeno per ora) una precisa distinzione tra i due mondi, "limitandosi" a portare su OSX alcune funzionalità di iOS ma mantenendo ben distinti i due sistemi (nonché i relativi store, con conseguente doppia possibilità di guadagno) e riservando ai due ambienti diversi compiti: non è possibile, per esempio, sviluppare un'App direttamente in iOS. Microsoft punta invece a realizzare un unico sistema operativo, sia per desktop che per tablet, sia per Intel che per ARM, un sistema che contemporaneamente metta a disposizione dell'utente due diverse interfacce.

Dietro le tiles di Windows 8 c'è il classico desktop, sempre pronto a far girare il software più tradizionale in un ambiente già noto e iper-collaudato (a parte alcuni fattori estetici, molte finestre di configurazione sono esattamente identiche a com'erano in Windows 95). Anche l'approccio di Microsoft presenta tanto vantaggi quanto difetti: il vantaggio principale è che lo stesso software potrebbe girare sia su un computer desktop che su un tablet o, meglio ancora, su un dispositivo "convertibile" che possa fare da tablet in mobilità sfruttando l'interfaccia Metro, ma che possa essere collegato a monitor, mouse e tastiera per funzionare anche come computer fisso (utilizzando in tal caso l'interfaccia più classica). A mio avviso il problema principale di questa unificazione globale è che ci saranno software dedicati esclusivamente all'interfaccia Metro che su desktop rischiano di essere troppo semplificati, e software che continueranno a funzionare nel classico desktop, quasi inutilizzabile su un tablet. Tutto questo senza considerare eventuali ulteriori distinzioni relative al processore.

L'interfaccia Metro sembra poco adatta ad un utilizzo desktop tradizionale (così com'è poco adatto, a mio avviso, il Launchpad di Lion) e con tutta probabilità in molte situazioni continueremo ancora per molto tempo a vedere utilizzato l'ambiente più classico: chiunque abbia installato la beta di Windows 8 avrà notato come sia innaturale sbloccare lo schermo utilizzando il mouse (un gesto invece più che natuarale da effettuare con le dita su schermo touch) o accedere alla seconda finestra delle tiles scorrendo la barra inferione, come se fossimo in un'enorme finestra... tiles che comunque richiamano in molti casi l'ambiente classico, che a sua volta (a mio avviso) su di un tablet è tutto fuorché comodo.

Per certi versi, e con le dovute cautele per comprendere le situazioni differenti ed evitare paralleli troppo spinti, la situazione è simile a quando (nei primi anni '90) sui PC giravano MS-DOS e Windows 3.11, ognuno come se fosse una cosa a sé stante con le proprie applicazioni distinte. Dove sta allora il reale vantaggio di una simile scelta? Per l'utente si potrebbe prospettare l'utilizzo di macchine "ibride", notebook ai quali staccare il monitor da portare in giro come tablet (con potenziali limiti di autonomia) oppure tablet che posizionati in un apposito dock e collegati a video, tastiera e mouse, si comportano come normali computer (con i dovuti limiti di potenza). Dal punto di vista di Microsoft c'è inoltre un ulteriore vantaggio: nel mercato mobile la società di Redmond sta partendo da una posizione svantaggiata ma, se l'utente che utilizza il normale computer (dove Microsoft è in stragrande maggioranza) si abituasse all'interfaccia Metro di Windows 8, ci sarebbero maggiori probabilità che quando comprerà un tablet si rivolgerà a qualcosa che già conosce: un percorso esattamente inverso a quello che sta cercando di fare Apple, che partendo da una posizione di maggioranza nel settore dei tablet, cerca di conquistare utenti Macintosh proponendogli un OSX che abbia le stesse modalità di interazione apprese su iPad.

Bisogna però evidenziare un'altra differenza tra Apple e Microsoft. La prima ha sempre "forzato" l'adozione dei nuovi sistemi tagliando i ponti col passato, a costo di scontrarsi con determinate fasce dei propri utenti (tipicamente quelli professionali, che prima di effettuare cambiamenti drastici preferiscono, giustamente, verificare la piena compatibilità di tutto ciò che serve per il loro lavoro): per esempio non è possibile comprare oggi un Mac con Snow Leopard, e lo stesso iCloud è disponibile solo per gli utenti che utilizzano Lion, sistema che a sua volta ha eliminato anche Rosetta (l'interprete per il vecchio codice PPC). Questo passo forzato ha fatto si che Snow Leopard e Lion (le ultime due versioni del sistema) siano al momento presenti sull'80 per cento dei Mac e le scelte effettuate da Apple, volenti o nolenti, sono adottate dalla maggioranza degli utenti.

Il comportamento di Microsoft invece è totalmente differente, quasi opposto: Windows ha sempre puntato ad una forte retrocompatibilità, scelta quasi forzata visto il modello di distribuzione adottato e la quota di mercato conquistata. Fino a pochi mesi fa era ancora possibile acquistare computer con Windows XP (un sistema del 2001 che verrà supportato per altri due anni), Windows Vista ha avuto una diffusione estremamente bassa (ad oggi non arriva al 10 per cento), e solo con Windows Seven si è avuto un certo rinnovamento nel panorama Windows, anche se XP rappresenta ancora una grande percentuale delle macchine attive.

Se Apple, per certi versi, può permettersi di "forzare la mano" con gli aggiornamenti (anche se ha sempre concesso dei periodi di transizione, sia nel passaggio da Classic ad OSX, che da PPC ad x86) Microsoft deve fare i conti con una percentuale molto più alta di utenti e con un numero molto più elevato di software che non possono permettersi di smettere di funzionare. In un simile panorama, quale sarà il ritmo di adozione di Windows 8? A mio avviso lo scoglio più grosso è quello che finora ha tenuto molti utenti legati a Windows XP, scoglio che sta per essere superato grazie al fatto che non è più possibile aquistare computer con quel sistema operativo: il che costringe anche gli sviluppatori ad aggiornare il loro software. Grazie alla sua doppia faccia, non credo che Windows 8 avrà grossi problemi ad essere accettato dagli utenti che attualmente sono migrati verso Seven, e questo potrebbe essere un trampolino di lancio anche per la diffusione di tablet equipaggiati con il sistema operativo di Microsoft.

mercoledì 22 febbraio 2012

"Avevo un iPhone..."

"Avevo un iPhone... ho comprato un Lumia 800 con Windows Phone per vedere se la nuova piattaforma Microsoft era convincente, ma al momento non sono pienamente soddisfatto"

Queste parole me le ha dette un sostenitore di Windows (che nonostante ciò aveva un iPhone) e proprio in tale veste, considerando anche l'ansia con la quale ha atteso il primo telefono Nokia con Windows Phone, mi ha un po' sorpreso: la sensazione di insoddisfazione deriva dal telefono in sé (per esempio so che ha avuto qualche problema di autonomia) o da Windows Phone?

Personalmente (come ho già avuto modo di dire in altre occasioni) Windows Phone non mi piace molto, ma va riconosciuto a Microsoft il merito di aver realizzato un'interfaccia originale e di averla implementata con la giusta fluidità, probabilmente grazie anche alla restrizione delle richieste hardware minime. Maneggiare un Android offre invece tutt'altra sensazione, e soprattutto offre una sensazione che può variare in modo significativo a seconda dell'hardware sul quale lo si prova, nonché della versione del sistema o delle ROM cucinate: il "famoso" problema della frammentazione.

Dal punto di vista della reazione dell'interfaccia iOS, al momento, ha avuto qualche problema solo nell'estate del 2010, con l'iPhone 3G e la versione 4 del sistema. La sensazione è che il passaggio alla versione 4 di iOS fu un passo significativo che richiedeva un po' troppe risorse, risorse che il 3G non aveva (nonostante le "mutilazioni" riservate al 3G) anche se Apple volle comunque offrire l'aggiornamento. Se volete leggerla in chiave critica verso Apple, potete anche pensare che Apple non ottimizzò a sufficienza il sistema per il 3G, così da "indurre" gli utenti a cambiare telefono... considerando il salto prestazionale che esiste tra un 3G e un 3GS, l'ipotesi mi pare un po' dura da sostenere, ma siete liberi di pensarla come volete.

Al di là di questo, per analizzare le diverse strategie di quelli che sono attualmente i principali competitor del settore mobile, facciamo un passo indietro parlando di computer. Apple ha sempre fatto dell'integrazione tra hardware, software (sistema operativo in primis) e servizi, il suo punto di forza. Microsoft ha sempre fatto della compatibilità (sia verso l'hardware più disparato, sia verso il passato) il suo punto di forza. Google non ha un corrispettivo storico nel settore dei computer e anche l'esperienza recente dei cosiddetti ChromeBook non è stata certo delle migliori.

Passando al settore mobile, Apple ha sempre mantenuto anche qui la stessa filosofia portandola addirittura all'esasperazione: su iOS, salvo jailbreak, si installa solo software proveniente dall'iTunes App Store, software sul quale Apple ha diritto di veto.
Anche Microsoft inizialmente aveva portato sul mobile la stessa strategia dei computer basata sulla compatibilità, e puntava ad installare Windows Mobile su tutto l'hardware possibile; Windows Mobile però si è dimostrato poco adatto alla nuova generazione di smartphone: al di là dei risvolti commerciali e di questioni legate alle quote di mercato, col passaggio a Windows Phone anche Microsoft ha cambiato strategia, chiudendo in parte il sistema dal punto di vista dell'installazione del software ed esigendo delle specifiche minime più stringenti anziché adattarsi a tutte le possibili configurazioni... e per rendere ancora effettiva questa strategia ha fatto degli accordi molto stringenti con Nokia, così da concentrare lo sviluppo del sistema su un hardware ben definito.
Per Android, Google non ha mai posto alcuna restrizione (a parte la versione 3 del sistema, che era riservata ai tablet ed non era opern source) lasciando massima libertà ai produttori sulla customizzazione del proprio sistema in modo tale che si cucisse al meglio sul proprio hardware... se da un lato questa mossa ha consentito a Google di ottenere i migliori risultati dal punto di vista della diffusione del sistema, anche su dispositivi a basso costo, dall'altro lato ha provocato frammentazione e ritardo degli aggiornamenti.

Arrivati a questo punto, esaminiamo nel dettaglio la situazione degli aggiornamenti nel settore mobile.

Apple ha tutto l'interesse ad aggiornare di pari passo la propria offerta di hardware, software e servizi, per offrire un'integrazione che sia la migliore possibile: ogni iPhone uscito finora ha sempre resistito a tre versioni di iOS, quella del lancio e due aggiornamenti successivi, per un totale di tre anni di pieno suppporto.
L'esperienza di Microsoft con Windows Phone è ancora breve per tirare le somme ma la sensazione è quella che abbia tutto l'interesse ad assicurare un buon periodo di compatibilità con l'hardware richiesto dalla configurazione minima.
Per Android le cose sono un po' diverse; quando Google aggiorna la versione base di Android, poi tocca ai produttori rilasciare gli opportuni update per ogni telefono... il problema è che i produttori di telefonia sono, per l'appunto, produttori di hardware: al di là di eventuali discorsi sulle competenze, quale vantaggio otterrebbero ad investire risorse per adattare ogni nuova release di Android ai vari modello usciti uno o due anni prima? Fondamentalmente nessuno: meglio mettere la nuova release solo sui nuovi modelli, che magari ci scappa anche l'acquisto di nuovo hardware... anche perché i produttori di telefonia non fanno soldi con i banner pubblicitari delle applicazioni, e nemmeno fanno grossi numeri sulla vendita delle App sui loro store personali (fa eccezione Amazon con il suo Kindle Fire, ma si tratta di un tablet un po' anomalo nel mondo Android, vista la forte customizzazione che di fatto lo rende quasi un prodotto a sé stante). La riprova di questa situazione sta nel fatto che l'ultima versione di Android ha una percentuale di adozione estremamente bassa, tanto che viene da domandarsi che senso abbia l'arrivo di una nuova major release. Forse Ice Cream Sandwich verrà "snobbato" per passare direttamente ad Android 5 (Jelly Bean) ma questa corsa "solitaria" di Google dovrebbe porre molti quesiti intorno all'universo Android, e forse il primo è quesito è proprio che Google si è stufata di correre da sola...

La recente acquisizione di Motorola da parte di Big G lascia intendere che anche Google vuole imporre al mercato una certa direzione sull'hardware, ma se così fosse prepariamoci ad un piccolo sconvolgimento nell'universo Android: si potrebbe arrivare lla situazione per cui esistono telefoni "di serie A", sempre aggiornati all'ultima versione di Android (e presumibilmente con alto livello di ottimizzazione) e telefoni "di serie B", con scarse possibilità di aggiornamento, che faranno lotta ai primi sul prezzo, cosa che in parte avviene già ora.

Con tutti i benefici del dubbio sulla crescita di Windows Phone, prepariamoci (nell'immediato) ad un futuro a tre: Apple con l'iPhone, Microsoft con Nokia, e Google con Motorola. A contorno ci saranno tutti gli altri produttori come Samsung, HTC, Panasonic, LG e chi più ne ha più ne metta, che cercheranno (chi con Windows Phone, chi con Android, chi con entrambi) di fare il possibile per conquistarsi la propria fetta nel mercato degli smartphone. Chi punterà su Windwos Phone dovrà realizzare prodotti con richieste hardware più stringenti (e quindi presumibilmente più costosi) ma sa che avrà un maggiore supporto da parte di Microsoft; chi punterà su Android potrà fare prodotti più appetibili (cioé più economici) per qualsiasi fascia di pubblico, ma dovrà anche impegnarsi personalmente a customizzare il sistema di Google o a lasciare i propri utenti a secco di aggiornamenti. La mia impressione è che i telefoni Android continueranno a vendere più degli altri per un motivo molto semplice: con l'abbassamento dei prezzi, i modelli Android di fascia bassa sostituiranno progressivamente i cellulari utilizzati non come smartphone ma come semplici telefoni (cosa che, a mio avviso, in parte già avviene). L'iPhone fa un po' storia a se, e probabilmente non risentirà più di tanto della battaglia che si preannuncia tra Google e Microsoft; quest'ultima parte svantaggiata ma non ha ancora perso l'ultimo treno, e può puntare sull'integrazione di Windwos Phone nell'ecosistema che Microsoft sta cercando di creare.

Come ultima cosa ci sarebbe da chiedersi se, in questo ipotetico futuro a tre, ci sarà un po' di spazio anche per gli altri... WebOS ha alcune caratteristiche che a mio avviso lo rendono migliore rispetto ad Android: chissa che a parità di Open Source l'interesse di produttori e sviluppatori non si sposti almeno in parte verso questo sistema, offrendo così una valida possibilità di scelta in più. Per RIM la strada mi sembra invece sempre più in salita, e dubito che nel breve-medio periodo ci sia spazio per altri progetti.

Da tutto questo discorso ho volutamente escluso i tablet; per certi versi sarebbe stato un bene considerarli visto che, almeno finché si parla di iOS e Android, ci gira lo stesso sistema... ma avrò modo di parlarne in un'altra occasione.

martedì 14 febbraio 2012

[10 anni fa] Piccole curiosità

Il febbraio del 2002 non fu un mese denso di notizie... rileggendo gli articoli di 10 anni fa si parla delle solite cose, dello SPAM, delle lotte tra i gestori della telefonia (sia fissa che mobile) e della diffusione di internet in Italia: 10 anni fa solo una famiglia su 2 aveva un computer, e solo una su 3 aveva una connessione di qualche tipo alla rete. Non mancava inoltre, anche 10 anni fa, le solite polemiche su quale sistema fosse più sicuro tra Windows e Linux.

Sicurezza a parte, microsoft se la vedeva con Be Incorporated, che la accusava di aver costretto (o convinto con metodi poco trasparenti) i produttori di computer a non installare BeOS come sistema operativo alternativo sui loro computer (con particolare riferimento agli accordi con Hitaci e Compaq). La causa si risolse nel settembre del 2003 con un accordo tra le parti, accordo che prevedeva la caduta delle accuse di comportamento lesivo della concorrenza dietro il pagamento di 23 milioni di dollari da parte di Microsoft. Difficile dire come sarebbe oggi l'informatica se BoOS fosse in stato in grado di raggiungere una massa critica di utenti ma secondo me, dopo che Apple decise di scartarlo in favore di NeXT, il suo destino era ormai segnato.

Tra le notizie più curiose dell'epoca vorrei segnalarne due.
La prima riguarda un curioso telefono (fisso) prodotto da Amstrad che, oltre ad offrire la possibilità di connettersi ad internet e inviare mail aveva la possibilità di emulare lo ZX-Spectrum sfruttando il display integrato, un LCD a toni di grigio... idea bizzarra o quantomeno inconsueta quella di dedicarsi ai vecchi videogames restando attaccati ad un telefono fisso.
La seconda è il Meta Pad, un oggetto che secondo IBM avrebbe dovuto rivoluzionare il concetto dell'informatica, racchiudendo processore memoria e hard-disk in un dispositivo piccolo e leggero da mettersi i tasca e collegare ad un infinità di altri dispositivi: tastiera e monitor, notebook, palmari, e quant'altro. Gli stetticismi non mancarono, e non sto nemmeno a dirvi che fine ha fatto il prototipo di questa idea...

Infine, visto che in questo periodo si è parlato molto di eBook, iBooks, ed evoluzione digitale dei libri, vorrei segnalarvi questo articolo di 10 anni fa, articolo che riprendeva un discorso iniziato qualche mese prima e che ipotizzava libri multimediali su CD-ROM da affiancare a quelli di carta. All'epoca, probabilmente, non si riusciva ancora ad immaginare l'evoluzione degli eReader, l'avvento di tablet, e la direzione intrapresa oggi nella memorizzazione dati che, direzione che a mio avviso si sta evolvendo verso la sparizione del supporto ottico... fermo restando che la carta è ancora ben lontana dallo sparire: chissà cosa racconteremo in merito all'argomento tra altri 10 anni, nel 2022...

venerdì 9 settembre 2011

Non ce la racconta giusta?

Dove porterà la battaglia senza confini tra Apple e Samsung?
Penso che tutti conosciate i blocchi alle vendite (o anche alle sole esposizioni, come nel caso della recente IFA di Berlino) chiesti da Apple nei confronti di Samsung... e in certi casi ottenuti...
Penso anche che tutti conoscitate le effettive somiglianze tra alcuni prodotti Samsung e i corrispettivi Apple, somiglianze che vanno ben al di là della ovvia forma di un tablet (come spesso sentenziato da chi cerca di minimizzare la cosa o di andare contro Apple) e che si spingono da banalità quali il packaging e gli accessori, fino a spingersi su alcune personalizzazioni di Android che si avvicinano molto ad iOS (basta fare un confronto, per esempio, col Galaxy S).

Bene... siamo arrivati al nocciolo della questione: Android.

Salvo sviste mie o recenti novità (tutti possono sbagliare, ma comunque questo punto non andrebbe ad intaccare il filo conduttore del discorso), nonostante le tanto sbadierate doti di libertà, la versione 3.x di Android, quella che a detta di Google è l'unica adatta ai tablet, non è Open Source... non tutta perlomeno (solo alcune porzioni della 3.2 sono state rilasciate sotto GPL) e non per il momento (forse lo sarà quando, entro fine anno, verrà rilasciata la versione denominata Ice Cream Sandwich). Anche se fosse completamente Open Source, si tratterebbe di un Open Source abbastanza particolare intorno al quale non mancano gli argomenti di discussione.

Cos'ha a che fare tutto questo con la lotta tra Apple e Samsung?

Mentre Apple utilizza iOS, e Nokia ha abbracciato Windows Phone 7 (scelta la cui bontà è ancora da verificare), la miriade di costruttori che utilizzano Android fa si che ognuno cerchi un elemento per distinguersi dagli altri: HTC, per esempio, ha sempre spinto molto nella personalizzazioen dell'interfaccia (lo faceva anche con Windows Mobile) e anche Motorola ci ha messo del suo sotto questo punto di vista. Samsung, forse un po' a corto di idee, o forse perché più concentrata alla personalizzazione di altri progetti, non ha saputo fare di meglio che "prendere ispirazione" da Apple: ma Apple ad un certo punto ha detto "Basta"...
Se a questo pasticcio sulle personalizzazioni di Android ci aggiungiamo la recente acquisizione di Motorola Mobile da parte di Google (che quindi, inevitabilmente, avrà un occhio di riguardo per questa piattaforma hardware) non sorprende più di tanto la notizia che Samsung si fosse interessata a MeeGo... ma la paura (forse) di fare un'altro buco nell'acqua pare che abbia spostato l'interesse dei coreani verso il futuro Windows 8, tanto che il primo tablet col nuovo sistema di Microsoft sarà presentato dall'azienda di Redmond proprio su un dispositivo Samsung (anche se in passato non è che certe presentazioni ufficiali abbiano portato bene... ve lo ricordate l'HP Slate?).

Chiudendo il cerchio, in attesa di comprendere le reali intenzioni di Google, che forse non ce la racconta giusta riguardo le aperture del proprio sistema e riguardo i rapporti che con i vari costruttori (mi riferisco alla già citata acquisizione di Motorola) viene da chiedersi se Microsoft non riesca a tornare in pista nel settore mobile (smartphone e tablet) con un colpo di coda per certi versi inaspettato.

venerdì 3 giugno 2011

Casualità, similitudini e differenze

Sarà un caso che due giorni fa Microsoft ha fatto una presentazione informale dell'interfaccia del prossimo Windows 8?

Lunedì si apre la WWDC, evento in cui Jobs presenterà il futuro di Mac OS X (ovvero Lion) e di iOS (ovvero la prossima release, la numero "5")... oltre, al nuovo servizio di iCloud... Ho già parlato di come questi due sistemi potrebbero convergere in futuro (così come potrebbe convergere l'hardware verso un'architettura ARM) e non è un mistero che la stessa Apple abbia presentato Lion dicendo che "dopo aver attinto da MacOSX per realizzare iOS (dalle profondità del kernel fino a Spotlight), ha riportato su MacOSX alcune delle funzioni migliori di iOS (dalle gestures all'App Store, passando per Launchpad e le applicazioni a pieno schermo)".

Il filmato della presentazione di Windows 8 mostra un'interfaccia chiaramente derivata da Windows Phone, quindi potrebbe sembrare che anche Microsoft voglia seguire la stessa strada di Apple (anzi... che la voglia anticipare, visto che la presentazione è avvenuta "casualmente" poco prima dell'apertura della WWDC), ma un'analisi un po' più approfondita evidenzia delle differenze notevoli.

Apple sta spostando alcune funzioni da un sistema all'altro, mantenendo intatta l'identità delle due diverse realtà. Se anche in futuro i due sistemi dovessero convergere, sarà frutto di un'evoluzione graduale e ponderata, con un reciproco miglioramento delle funzioni implementato avendo bene in mente le necessità di macchine e dispositivi con caratteristiche tra di loro differenti: non a caso, già ora, alcune funzioni di iOS non sono identiche tra iPhone e iPad... e non a caso, prima di presentare Lion, Apple ha rilasciato il Magic Trackpad, un periferica indispensabile per dotare anche i computer desktop della possibilità di operare con le gestures multitouch.

L'approccio di Microsoft invece è completamente differente: da quello che si è visto, Windows 8 sembra una versione tradizionale di Windows (lo si vede chiaramente nel filmato quando richiama il file manager o lancia Excel) al quale è stata "appiccicata" un'interfaccia in stile Windows Phone: un sistema unico per tutti i dispositivi (PC e tablet), un Dr.Jekyll e Mr.Hyde con due facce ma che di fatto non potrà che essere utilizzato in un unico modo... su un PC desktop l'interfaccia in stile Windows Phone è improponibile, poco gestibile (a meno di avere un improbabile display touch) e incompleta rispetto a tutte le necessità di utilizzo di un computer (non a caso per accedere al file manager si passa al classico Windows). Viceversa, su un tablet potrà essere usata con profitto solo l'interfaccia di Windows Phone, a meno di ricorrere ad un pennino per gestire quelle cose che non sono predisposte per un'interazione touch...

Anche supponendo di volrsi "subire" il pennino, resterebbe comunque il problema delle applicazioni, perché solitamente computer e tablet si usano per farci qualcosa, non per guardare il sistema operativo: le applicazioni classiche non si possono utilizzare con profitto su un tablet touch da 10", e le applicazioni touch/multitouch non sono pensate per essere utilizzate col mouse... come conciliare le due cose? Microsoft ha già fallito in passato proponendo sui tablet lo stesso sistema dei comuni PC e, magari mi sbaglio, ma non credo che possa bastare un layer di interfaccia a cambiare le cose. Ci sarebbe poi da discutere anche sull'estetica e l'effettiva funzionalità di quest'interfaccia, nonché sugli eventuali problemi di consumo della batteria: ha senso, su un tablet, lasciare che un filmato giri in background? Se non lo sto guardando il fatto che venga letto e decodificato non fa che consumare inutilmente cicli CPU e autonomia, mentre su un PC desktop questa cosa fa parte del normale multitasking... peccato che in questo caso il sistema sia unico e faccia le stesse cose in entrembi i casi.

Ci sarebbero poi da fare anche alcune considerazioni a livello di mercato e di abitudini degli utenti: è vero che MS-Windows è il sistema operativo più diffuso, ma lo è solo se parliamo di PC. Senza scomodare il mercato ancora nascente dei tablet, sugli smartphone Windows è quasi sparito, e la gente si è abituta ad usare Android e iOS (che, con qualche variante, ritrova anche sui tablet). Sempre parlando di MS-Windows, è vero che è il sistema più diffuso ma è anche vero che, per scelta o per questioni di compatibilità, la maggior parte degli utenti è ancora "ferma" ad XP; la percentuale di utilizzatori di Windows Vista è molto bassa e con Seven le cose vanno un po' meglio ma siamo ancora ben lontani dai numeri di XP (circa la metà): Windows 8 riuscirà a smuovere gli affezionati di XP, o verrà accolto anch'esso in maniera tiepida? Parlando di Mac la situazione è decisamente differente, visto che la quasi totalità di utenti sta utilizzando Snow Leopard (fanno eccezione quelli che hanno ancora macchine PowerPC e pochi altri), e non fatico ad immaginare che Lion sarà velocemente adottato dalla maggioranza delle persone le cui macchine soddisfano le richieste hardware di Mac OS X 10.7. Senza addentrarci nei motivi (volontari o forzati) che hanno determinato questa situazione, lo stato dei fatti ci dice che il parco degli utenti Windows sembra essere meno propenso ai cambiamenti (o perlomeno agli aggiornamenti del proprio sistema operativ) il che non gioca certo a favore di Microsoft in questo momento della storia dell'informatica. Sotto questo punto di vista la situazione di Android è ancora diversa: gli utenti vorrebbero aggiornare ma spesso è il produttore del device che non rilascia la nuova versione del sistema; certo, gli utenti più smaliziati sanno come aggirare il problema e procurarsi una cosiddetta "ROM cooked", ma stiamo parlando di un telefono, mica di uno strumento da hacker: l'operazione dovrebbe essere banale e semi-automatica...

lunedì 30 maggio 2011

Grafici

Oggi, memore di qualche notizia letta qua e là nelle scorse settimane, vorrie proporvi un paio di grafici.

Il primo mostra un confronto tra l'andamento borsistico di Apple e Google negli ultimi 5 anni:



Come potete osservare, anche se AAPL è stata quasi sempre sopra GOOG, le due aziende hanno avuto un andamento molto simile fino all'inizio del 2010, quando Apple impenna verso l'alto in maniera decisa, mentre Google punta leggeremente in basso e non riesce più riprendere lo stesso ritmo di prima. Se vi state chiedendo cos'è successo all'inizio del 2010, le risposte sono due: la prima è che la "guerra" tra iOS ed Android è entrata nel vivo, la seconda è che Apple ha presentato l'iPad... a voi la scelta su quale dei due eventi sia stato determinante, oppure se si tratta semplicemente di un caso.

Il secondo grafico riguarda invece le vendite dei PC-Win:



Al di là di qualche imprecisione nella legenda dell'asse temporale, il grafico evidenzia come le vendite dei computer con sistema Windows si siano sempre mantenute su certi livelli, sebbene con un andamento un po' altalenante. A partire dal marzo del 2010 (cioé da quando l'iPad ha fatto il suo ingresso sul mercato) il trend è stato costantemente in discesa fino ad azzerarsi a fine 2010 (il grafico riporta "erroneamente" Dicemebre 2011, ma è chiaramente Dicembre 2010) e a portarsi in negativo nel primo trimestre del 2011. Dare per scontato che la colpa (o il merito) sia dell'iPad forse è un po' azzardato e prematuro, ma la coincidenza è notevole... poi può anche essere che la gente abbia smesso di comprare computer "marchiati" per assemblarseli da sé ma, sebbene col beneficio del dubbio, personalmente credo poco a questa ipotesi...

venerdì 1 aprile 2011

Un pesce in anticipo?

Oggi è il primo Aprile, anniversario della nascita di Apple Computer (1976), e giorno dedicato a scherzi e notizie fasulle: la prima l'ho sentita stamattina in radio e diceva che la Ryanair inaugurerà dei voli vietati ai bambini (spero fosse davvero uno scherzo...), ma c'è un'altra notizia dei giorni scorsi che mi lascia quantomeno perplesso.
Craig Mundie (un dirigente Microsoft) ha dichiarato che non vede alcun futuro per il mercato dei tablet, bollandoli come una moda passeggera. La tesi, tutta da dimostrare, è che un il laptop è un computer a tutti gli effetti, che può essere trasportato ma si usa solo "a destinazione"; in mobilità uno smartphone è più che sufficiente, e tra le mura domestiche ci si sta spostando verso altri tipi di dispositivi e tecnologie (ha parlato a lungo di Kinect).
Non so se voleva fare un pesce d'aprile in anticipo (ovviamente no, la mia è solo una battuta) o se è il caso ci tirare in ballo la classica storia della volpe e l'uva, ma ricordo distintamente che nel corso del CES2010 c'era Ballmer sul palco a presentare l'HP Slate (uscito poi con un enorme ritardo e con scarso successo), e al CES2011 Microsoft ha detto di voler fare una versione di Windows 8 anche per processori ARM, tipicamente utilizzati su smartphone e tablet... visto che per gli smartphone esiste già Windows Phone, mi pare evidente che Windows 8 versione ARM sarà destinato principalmente ai tablet, e pensare ad un sistema completo e complesso come Windows per più architetture hardware non è cosa da poco: che motivo avrebbe Microsoft di fare questa scelta se davvero non crede nel futuro dei tablet?
A me sembra più una sparata dettata dal fatto che attualmente Microsoft non ha nessun sistema realmente studiato per i tablet: l'interfaccia di Windows Phone mi sembra poco adattabile ad uno schermo da 10", e la versione classica di Windows non è gestibile in maniera comoda su uno schermo touch... non a caso da qualche altra parte si era detto che Windows 8 avrà un'interfaccia completamente diversa rispetto a quella a cui siamo abituati: che pensino anche loro ad un'integrazione con alcuni concetti derivati dal mondo touch, come sta facendo Apple con Lion (che importerà alcune funzioni da iOS)?
Solo il tempo ci dirà come stanno realmente le cose e che successo avranno i tablet... io nel frattempo mi appresto a testare un iPad 2.

venerdì 28 gennaio 2011

[cs] Office per Mac 2011: Provalo, Compralo, Amalo!

[comunicato stampa]

MacBU è felice di annunciare che da oggi è disponibile una prova della versione completa di Office 2011 per Mac nella versione Home and Business. Compilato il modulo online, sara’ scaricabile e utilizzabile fino a 30 giorni dopo il download all’indirizzo www.microsoft.com/italy/products/mac/trial

Ricordiamo che Microsoft Office 2011 per Mac nella versione Home and Business include Word PowerPoint, Excel, Messenger e la vera novità Outlook per Mac.

La versione è disponibile in due edizioni: una per l'installazione singola al prezzo stimato di vendita al pubblico di €249 e un Multipack con due installazioni, per utenti che dispongono di due Mac, a €379.

lunedì 2 agosto 2010

[cs] Office 2011 per Mac in Italia il prossimo Novembre

[comunicato stampa]

Microsoft Office 2011 per Mac, la nuova versione della suite di software per la produttività in ambiente Mac leader del settore, sarà disponibile in oltre 100 paesi di tutto il mondo a partire dalla fine di ottobre e in Italia il prossimo novembre.

Inoltre, a partire da oggi, tutti coloro che acquisteranno Office 2008 per Mac avranno la possibilità di eseguire l'aggiornamento a Office 2011, non appena sarà disponibile e senza alcun costo aggiuntivo, attraverso il programma Microsoft Office for Mac Technology Guarantee Program.

Di seguito i dettagli delle due edizioni:

Microsoft Office 2011 per Mac Home and Student include Word per Mac, PowerPoint per Mac, Excel per Mac e Messenger per Mac

La suite sarà disponibile in due versioni: una per l'installazione singola al prezzo stimato di vendita al pubblico di € 109 e un Family Pack con tre installazioni per ambienti domestici in cui siano presenti più Mac, al prezzo di € 139. L'edizione Home and Student offre le applicazioni di produttività principali, fondamentali per gli utenti Mac.

Microsoft Office 2011 per Mac Home and Business include Word per Mac, PowerPoint per Mac, Excel per Mac, Messenger e la vera novità Outlook per Mac

Anche questa versione sarà disponibile in due edizioni: una per l'installazione singola al prezzo stimato di vendita al pubblico di € 249 e un Multipack con due installazioni, per utenti che dispongono di due Mac, a € 379. Qualora gli utenti della versione Home and Student ritengano di aver bisogno della funzionalità aggiuntiva di un client di posta elettronica per desktop, potranno facilmente passare a Office 2011 per Mac Home and Business tramite l'apposita funzionalità per l'aggiornamento online.

mercoledì 24 febbraio 2010

Cu cu... SETTE-te

Non ho ancora avuto modo di commentare la presentazione della nuova versione di Windows Mobile 7, che in prospettiva "telefonica" si chiamerà Windows Phone 7 Series.
Al di là di tutti i limiti di cui ho già parlato (limiti che per molti versi sono gli stessi dell'iPhone OS attuale... ma che sono relativi ad un prodotto che uscirà a fine anno, mentre l'iPhone OS potrebbero esserci sorprese a giugno), la prima cosa che ho pensato quando ho visto la nuova interfaccia è stata "WOW!".
Si, perché l'interfaccia del nuovo sistema di Redmond stupisce parecchio, quantomeno per il taglio netto col passato (manca il tasto "Start"!!!)... ma è tutto oro quel che luccica, o è tutto fumo e niente arrosto?
L'interfaccia si presenta in una veste sicuramente accattivante, ma sarà comoda? La mia impressione è che le informazioni siano tutte un po' mischiate alla rinfusa e lo spazio non sia sfruttato a dovere (la ricerca "per facce" tra i contatti è molto scenografica ma poco efficace, a meno di averne un numero molto limitato); difficile giudicare senza averlo tra le mani dopo aver caricato i propri dati, ma quello che vedo nei filmati mi convince solo fino ad un certo punto, e l'integrazione spinta con Facebook non aggiunge niente di speciale che non sia già fattibile anche sugli altri terminali.
Al di là di questo, pare che il nuovo sistema operativo mobile di Microsoft sarà più "chiuso" dei precedenti, e non vi saranno possibilità di personalizzazione da parte dei produttori (forse per questo resterà ancora in commercio la versione 6.5). L'intenzione di Microsoft è chiaramente quella di immettere sul mercato un prodotto diverso dagli altri (e in tal senso l'obiettivo è centrato), e che sia chiaramente riconoscibile ed identificabile con l'azienda (per cui nessuna personalizzazione "esterna"). Fino a che punto piacerà questa cosa ai produttori di telefoni?
Al di là del fatto che manca quasi un anno prima di poterlo giudicare appieno, buona parte del successo dipenderà fondamentalmente dal supporto che riceverà dagli sviluppatori: a proposito... a parte i giochi della sezione XBox Live, dove stanno le altre applicazioni?

martedì 16 febbraio 2010

[cs] Office 2011 per Mac

Un po' in ritardo, per problemi di consultazione della mail...:



La Macintosh Business Unit di Microsoft annuncia il nuovo Office per Mac 2011, la quintessenza del lavoro di squadra

La versione, basata sulle principali esigenze della community, avrà ancora più strumenti per la collaborazione e una maggiore compatibilità

Milano - 11 febbraio 2010 - Le esigenze della community Mac da sempre trovano ascolto presso la Macintosh Business Unit (MacBU) di Microsoft. Da oltre vent'anni, il tratto distintivo di Microsoft è quello di utilizzare i commenti e i suggerimenti degli utenti per creare la migliore suite di software per la produttività in ambiente Mac. Recentemente, gli utenti hanno richiesto migliori modalità, che fossero compatibili con l'utilizzo di piattaforme diverse, per poter collaborare con colleghi e amici in qualunque luogo e in qualsiasi momento. Oggi, in occasione di Macworld 2010, Microsoft risponde all’esigenza degli utenti di creare e condividere idee utilizzando Office per Mac 2011, la nuova versione della suite di software per la produttività in ambiente Mac. Questo pacchetto vanta nuove connessioni ai servizi Microsoft per collaborare in modo più efficiente, un'interfaccia aggiornata per semplificare le attività e una compatibilità avanzata per mantenere inalterato l'aspetto originale dei documenti condivisi.

"Insieme al vostro team, colleghi d'ufficio, familiari o compagni di scuola, fate parte della community che contribuisce a forgiare ogni versione di Office per Mac", ha affermato Eric Wilfrid, General Manager della MacBU di Microsoft. "Ci avete detto che poter collaborare utilizzando piattaforme diverse è per voi una priorità e per accontentarvi stiamo cercando di rendere Office per Mac 2011 la migliore suite di software per la produttività in grado di garantire la massima compatibilità con sistemi Mac".

Nuovi strumenti per la creazione condivisa e Office Web Apps

I nuovi strumenti di creazione condivisa di Office 2011, consentono di collaborare con i membri del team a un file Word, PowerPoint o Excel2 da diverse posizioni, confrontando le idee e lavorando in qualsiasi momento sulla stessa pagina a prescindere dalla piattaforma utilizzata e dall'ubicazione geografica. La creazione condivisa migliora i processi di collaborazione, eliminando tutti i problemi dovuti all'utilizzo di più versioni, alla perdita delle modifiche o alla necessità di definire un orario per la riunione del gruppo. Questa nuova modalità consente di tenere traccia del lavoro tramite la funzionalità di presenza, che fornisce in tempo reale, direttamente nell'applicazione, aggiornamenti sullo stato degli utenti che collaborano al documento.

Office 2011 fornisce, inoltre, una connessione a Microsoft Office Web Apps, offrendo così un facile metodo per accedere ai documenti di Office e condividerli da qualsiasi computer dotato di connessione Internet. Analogamente a Microsoft Office 2010 per PC, Office Web Apps consente di lavorare virtualmente da qualsiasi sede. Oggi il lavoro non termina quando si lascia la scrivania, ma è necessario mantenersi produttivi e accedere alle informazioni in qualunque momento e da qualsiasi luogo, senza doversi inviare tramite posta elettronica i file necessari per lavorare. Attualmente disponibile come versione beta, Office Web Apps è l’ideale per utenti privati e aziendali (tra piattaforme diverse) e consente l'archiviazione di documenti tramite il proprio account Windows Live ID o tecnologie Microsoft SharePoint.

Nuovo design dell'interfaccia utente: barra multifunzione di Office per Mac

Un'altra novità introdotta nella suite Office 2011 è la barra multifunzione, nucleo centrale dell'esperienza utente Office per Mac di ultima generazione. Sfruttando i commenti e i suggerimenti degli utenti, Microsoft non ha però voluto stravolgere completamente gli elementi più familiari e amati. Il nuovo design è un'evoluzione della barra multifunzione di Office 2008 e utilizza il menu Mac classico e le barre degli strumenti standard. È anche possibile comprimere la barra multifunzione e la barra degli strumenti per ottenere maggiore spazio sullo schermo o per consentire agli utenti più avanzati di utilizzare le scelte rapide da tastiera. Insieme, questi strumenti semplificano la ricerca e l'individuazione dei nuovi comandi e di quelli utilizzati più frequentemente. Oltre l'80%2 delle funzionalità più utilizzate, infatti, si trova nella visualizzazione predefinita, in modo da evitare inutili perdite di tempo nel cercare lo strumento necessario. Realizzata tramite le tecnologie Mac OS X più recenti, la barra multifunzione offre un'esperienza innovativa, flessibile e ancora più coerente tra le piattaforme, aspetto chiave per la produttività, in quanto ormai il 75% degli utenti Mac utilizza anche un PC3.

Novità: supporto per l'importazione di file .PST in Outlook per Mac

Oltre all'interfaccia utente aggiornata e all'accesso rapido a Office Web Apps, la MacBU ha annunciato lo scorso agosto che in Office 2011 sarà disponibile Outlook per Mac, che sostituirà Entourage. Outlook per Mac è una nuova applicazione che utilizza il protocollo Servizi Web Exchange ed è realizzata tramite Cocoa, per garantire un'integrazione migliore con Mac OS. Oggi è stato inoltre annunciato che Outlook per Mac consentirà di importare file PST da Outlook per Windows, una delle richieste più gettonate. Come annunciato l'anno scorso, inoltre, Outlook per Mac include un affidabile database ad alta velocità basato su file, con funzionalità di ricerca Spotlight e supporto per il backup tramite Time Machine. Outlook per Mac include anche Information Rights Management, che impedisce la distribuzione o la lettura di informazioni riservate da parte di persone prive dell'autorizzazione necessaria per accedere al contenuto. Outlook per Mac è anche una soluzione integrata per la gestione di tempo e informazioni e, se utilizzato insieme a Microsoft Exchange Server, offre caratteristiche di collaborazione avanzata e miglioramenti in termini di sicurezza.

Office per Mac 2011 sarà disponibile nei prossimi mesi di quest'anno. Per informazioni aggiornate su tutto ciò che riguarda Office per Mac, è possibile seguire il team su Twitter (@OfficeforMac) e Facebook.

Informazioni sulla Macintosh Business Unit di Microsoft

Da oltre 25 anni Microsoft sviluppa software pluripremiato per sistemi Mac. La Macintosh Business Unit (MacBU) presso Microsoft è una business unit leader del settore nello sviluppo di software e prodotti online per la piattaforma Macintosh, inclusa la suite Office per Mac. Il gruppo è composto da esperti in prodotti Mac impegnati nella creazione di software innovativo per utenti Mac in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni sulla MacBU e i prodotti Microsoft Macintosh, visitare il sito Web all'indirizzo http://www.microsoft.com/mac (informazioni in lingua inglese).

venerdì 12 febbraio 2010

L'uva e la volpe

Siamo ancora a livello di indiscrezioni, ma pare che la prossima relese di Windows Mobile, la numero 7 (numero non-a-caso in analogia col l'ultima versione del sistema desktop), avrà "alcuni punti in comune" con l'iPhone OS.
La cosa più divertente è che questi "punti in comune" sono proprio quelli che molte persone ritengono punti deboli di iPhone OS: mancanza di multitasking, applicazioni solo da store ufficiale, nessun supporto a Flash (anche se potrebbe arrivare più avanti, e cmq dovrebbe esserci Silverlight).
Non mancano poi, le inevitabili similitudini di interfaccia (quantomeno come metafore di utilizzo con le gestures) e l'immancabile framework per lo sviluppo di giochi, ma queste potevamo anche aspettarcele... sono le altre "novità" che ci danno qualche spunto di riflessione in più.
-Installazione applicazioni solo da Store ufficiale; si tratta di un aspetto che sicuramente non piacerà agli "smanettoni", ma consentirà a Microsoft da un lato di avere un maggior controllo, e dall'altro di fare cassa... resta da capire quanto questa soluzione sia proponibile, perché a differenza di Apple (il cui cunnubio tra hardware e software è ben definito), Microsoft potrebbe trovarsi a dover gestire una maggiore variabilità hardware. La soluzione potrebbe essere quella di "imporre" un ristretto range di specifiche hardware per l'adozione di Windows Mobile 7, mentre dal punto di vista software sicuramente non ci troveremo più di fronte alle personalizzazioni messe in opera da alcuni partner (tra cui HTC): il sistema e la sua interfaccia saranno ben definiti ed identificabili, situazione che dovrebbe garantire anche un miglior ritorno di immagine a Microsoft.
-Multitasking; pare che la decisione di non consentire il multitasking tra le applicazioni sia dovuta a questioni di risparmio energetico e prestazionali: l'esperienza maturata dagli utenti Android e PalmPre ha infatti dato ragione alle motivazioni che Apple ha sempre addotto come giustificazione di questa scelta. Certo, qualcuno potrà obiettare che sarebbe meglio offrire il multitasking e lasciare all'utente la scelta sul da farsi: in alcuni casi potrebbe essere meglio privilegiare l'autonomia, in altri sarebbe comodo avere il multitasking (personalmente su uno schermo da 3.5" non ne sento la mancanza, mentre sull'iPad potrebbe avere più senso). Per assurdo Microsoft potrebbe fare questa scelta proprio nel momento in cui Apple si appresta a rimuovere questo limite...
-Flash; qui la questione è più delicata... ad di là del fatto che il supporto potrebbe anche arrivare più in là nel tempo, c'è la questione di Silverlight (tecnologia Microsoft per molti versi antagonista di Flash), la questione prestazionale (alcuni vecchi filmati in cui si mostrava all'opera il nuovo sistema Mobile di Microsoft non mi hanno impressionato positivamente), e (di riflesso) la solita questione del consumo energetico. Il mio punto di vista personale è che nel giro di qualche anno si possa arrivare all'abbandono di queste tecnologie proprietarie, a tutto vantaggio delle soluzioni standard a cui ho accennato qualche tempo fa (HTML5, WebGL e X3D).

Se queste notizie dovessero rivelarsi esatte, prepariamoci nel corso del 2010 ad un ulteriore cambiamento di scenario del settore.

PS: si, lo so che il titolo della fiaba è "La volpe e l'uva", e non "L'uva e la volpe", ma in questo caso mi sembrava più appropriata l'inversione.

lunedì 28 dicembre 2009

2010, In attesa dell'anno X

E' uscito in questi giorni su Punto-Informatico un mio articolo riassuntivo dell'anno 2009 con qualche previsione per il 2010. Vista la lunghezza dell'articolo, non lo riporto per intero, ma vi invito (se siete interessati) a leggerlo direttamente sul sito. Di seguito i punti salienti sui quali è articolato il commento.

1. Mai più expo!
2. Come sta Jobs?
3. iPhone OS 3.0
4. Hardware: si comincia a fare sul serio


5. Arriva iPhone 3Gs
6. Il felino delle nevi
7. Sorridi al nuovo iPod nano
8. Il topo magico


9. AppStore col botto
10. La storia infinita con Psystar


2010. Aspettando il tablet

venerdì 27 novembre 2009

Come ti rimpiazzo Flash

Quando si parla delle caratteristiche dell'iPhone, uno dei tormentoni è la mancanza del supporto a Flash, supporto che Apple dichiara di non voler fornire sia per questioni di sicurezza, che per motivi prestazioniali (e di autonomia della batteria). Più volte si sono sentite voci di collaborazioni tra Apple e Adobe mirate a trovare un punto d'incontro sulla questione, ma al momento attuale la scelta di Apple è stata così forte da riuscire a stringere un'alleanza con Youtube per accedere ai propri filmati in un H.264 anziché in Flash, con tanto di applicazione dedicata che è presente sull'iPhone fin dalla sua prima versione. In questi giorni però si è scoperto qualcosa di più: il grande concorrente di Flash è Silverlight, tecnologia Microsoft che (volenti o nolenti) sta prendendo sempre più più piede, e pare che Apple abbia collaborato con Microsoft per portare Silverlight sull'iPhone... ma con un trucco... al momento si parla solo di streming video, e la compatibilità tra l'iPhone OS e Silverlight non è assicurata da estensioni software del melafonino, ma viene realizzata lato server (IIS) con una conversione al volo del filmato richiesto nel formato MPEG2, visualizzabile senza problemi sull'iPhone. I dettagli della notizia li trovate su betanews, mentre una demo di quello che vi ho raccontato la potete sperimentare di persona col vostro iPhone (o iPod Touch) a questo indirizzo: http://www.iis.net/iphone.

venerdì 23 ottobre 2009

Il grande giorno è passato [aggiornato]

Ieri Microsoft ha rilasciato "Windows 7", settima versione del proprio sistema operativo. "7" raccoglie una pesante eredità, quella del clamoroso insuccesso di Vista, e dovrà riuscire a riscattare la pessima figura del suo predecessore.
Personalmente ho avuto modo di dargli un'occhiata e usarlo per qualche tempo, e devo ammettere che effettivamente è stato fatto un buon lavoro, anche se per molte cose è ancora molto distante da Mac OS X a livello di usabilità... continuo a preferire di gran lunga Snow Leopard.
Da utente informatico, spero comunque che si riveli a tutti gli effetti un buon sistema (e questo lo scopriremo solo tra qualche mese), perché più alternative valide ci sono sul mercato, maggiori possibilità di scelta ci sono per chi deve comprare un nuovo computer. D'altro canto confido che Snow Leopard (ma anche Linux) riescano a rosicchiare ancora un po' di quote a Microsoft, perché se vogliamo più scelta è indispensabile che non ci sia nessuno a monopolizzare il mercato.

[aggiornamento]: come previsto, contestualmente all'uscita di "Windows 7" Apple ha rilasciato tre nuovi spot della campagna Get a Mac.

lunedì 19 ottobre 2009

Dolcetto o scherzetto?

Pare che Apple sia in procinto di giocare qualche scherzetto di marketing a Microsoft, proprio in corrispondenza del lancio di Windows 7 (che avverrà il 22 Ottobre). Considerando che stasera verranno annunciati i dati finanziari, e che c'è del nuovo hardware previsto ormai da tempo, può essere che le inenzioni di Apple siano semplicemente quelle di attirare le attenzioni dei media proprio nei giorni in cui Microsoft sperava di avere tutti gli occhi puntati per il lancio del suo nuovo sistema operativo. Volendo pensare a qualcosa di più "giocoso", si potrebbe pensare ad una nuova puntata della campagna "Get a Mac", realizzata ad-hoc per l'occasione... una volta tanto anche gli utenti Apple attendono l'uscita della nuova versione di Windows