Premessa: magari mi sbaglio ma non credo che Apple voglia davvero
produrre un iPhone “Low-Cost”… non quest’anno perlomeno, o non così
“Low” come certi si aspettano o lo intendono.
Secondo la mia opinione, quello di cui tanto si parla ultimamente è
un iPhone che nasce da un’esigenza diversa, e che vado a spiegare (o
perlomeno ad interpretare secondo la mia visione della possibile
strategia di Cupertino). Ogni anno, all’uscita di un nuovo modello,
Apple lascia in vendita a prezzo “ribassato” il modello dell’anno
precedente, e mette come entry-level (quindi a prezzo ulteriormente
ribassato)il modello di due anni prima. Se anche quest’anno decidesse di
fare la stessa cosa, si troverebbe a listino due prodotti con schermo
16:9 e connettore lightning, e un modello che (al di là dello schermo
più piccolo) terrebbe ancora in vita il vecchio connettore dock 30 pin,
ritardando ulteriormente il ricambio generazionale degli accessori. In
realtà, tra AirPlay, iCloud, e sincronizzazione WiFi, il connettore non è
neanche così indispensabile, se non per la ricarica della batteria (un
eventuale ricarica ad induzione non sarebbe comunque accessibile in ogni
situazione), per usi particolari (Camera Connection Kit o collegamento
di strumenti MIDI) o per situazioni di emergenza… Ma per rendere la
linea più “omogenea” urge il completamento della transizione del
connettore, mossa già fatta in autunno (un po’ a sorpresa, e con altre
modalità) sull’iPad… e anche il display da 4″ su tutti i modelli non
guasterebbe per un discorso generale di uniformità.
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sabato 23 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
Facciamoci del male…
Non desta molta sorpresa il report di F-Secure
che evidenzia come, tra i sistemi mobile, Android sia quello che
colleziona la stragrande maggioranza del malware in circolazione. Al
secondo posto, ben lontano dal record di Mountain View, troviamo quel
che resta di Symbian, mentre iOS, Windows Mobile, e Blackberry sono su
quote infinitesimali. Per un paragone più sensato, giova anche ricordare
che la diffusione di iOS è paragonabile a quella di Android, mentre
quella degli altri sistemi è ridotta ai minimi termini; nonostante ciò
la diffusione dei malware segue dinamiche diverse, segno che il classico
“non ci sono virus perché non è diffuso” vale solo fino ad un certo
punto.
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martedì 5 marzo 2013
La curiosità uccise il gatto
Curiosity, oltre ad essere il nome dell’affascinante sonda inviata su Marte dalla NASA, è anche il nome di un’App multipiattaforma (per iOS e Android) di Peter Molineux.
Per chi ancora non la conoscesse si tratta, più che di un vero e proprio gioco, di un ambizioso “esperimento sociale”, anzi, il primo di 22 esperimenti sociali di 22cans: un enorme cubo, costituito da decine di miliardi di cubetti (per la precisione 60 miliardi), dev’essere smantellato strato dopo strato con la collaborazione di tutti i “giocatori”. Chi arriverà al centro, distruggendo l’ultimo cubetto, riceverà in mail il link ad un filmato che gli spiegerà un segreto in grado di cambiargli la vita… il “fortunato” potrà fare quello che vuole di questo “segreto”: potrà tenerlo per sé o divulgarlo sui social network, ma in ogni caso non potrà mai scambiarlo per ottenere un vantaggio economico.
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Per chi ancora non la conoscesse si tratta, più che di un vero e proprio gioco, di un ambizioso “esperimento sociale”, anzi, il primo di 22 esperimenti sociali di 22cans: un enorme cubo, costituito da decine di miliardi di cubetti (per la precisione 60 miliardi), dev’essere smantellato strato dopo strato con la collaborazione di tutti i “giocatori”. Chi arriverà al centro, distruggendo l’ultimo cubetto, riceverà in mail il link ad un filmato che gli spiegerà un segreto in grado di cambiargli la vita… il “fortunato” potrà fare quello che vuole di questo “segreto”: potrà tenerlo per sé o divulgarlo sui social network, ma in ogni caso non potrà mai scambiarlo per ottenere un vantaggio economico.
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venerdì 22 febbraio 2013
Smartphone, collezione 2013
Di seguito, l'articolo preannunciato (pubblicato ieri su Punto-Informatico):
Credo sia ben chiaro a tutti che, oggi come oggi, il principale artefice della diffusione di Android è Samsung. Mentre la casa coreana rivaleggia direttamente con Apple in un testa a testa che vede l'una prevalere sull'altra, o viceversa a seconda dei paesi o dei contesti considerati (perlomeno parlando di smartphone), tutti gli altri seguono ad una distanza abissale. Solo Amazon riesce a dire la sua nel mondo dei tablet, mentre Motorola (in attesa dell'X Phone) fa qualcosa di buono con il DROID RAZR
[continua su Tevac...]
Credo sia ben chiaro a tutti che, oggi come oggi, il principale artefice della diffusione di Android è Samsung. Mentre la casa coreana rivaleggia direttamente con Apple in un testa a testa che vede l'una prevalere sull'altra, o viceversa a seconda dei paesi o dei contesti considerati (perlomeno parlando di smartphone), tutti gli altri seguono ad una distanza abissale. Solo Amazon riesce a dire la sua nel mondo dei tablet, mentre Motorola (in attesa dell'X Phone) fa qualcosa di buono con il DROID RAZR
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martedì 12 febbraio 2013
[cosa accadrebbe se...] Nokia decidesse di utilizzare Android?
Blog nuovo, rubrica nuova: "cosa accadrebbe se..." accadesse qualcosa di inaspettato?
Ovviamente (in linea generale) nessuno lo sa, ma può essere divertente e stimolante lavorare un po' con la fantasia.
Si è parlato più volte (per ovvi motivi) del forte legame tra Nokia e Microsoft, ma ultimamente Stephen Elop ha dichiarato di essere aperto a qualsiasi opzione e questa frase è stata da molti interpretata come un'apertura verso il mondo Android. [continua su Tevac...]
Ovviamente (in linea generale) nessuno lo sa, ma può essere divertente e stimolante lavorare un po' con la fantasia.
Si è parlato più volte (per ovvi motivi) del forte legame tra Nokia e Microsoft, ma ultimamente Stephen Elop ha dichiarato di essere aperto a qualsiasi opzione e questa frase è stata da molti interpretata come un'apertura verso il mondo Android. [continua su Tevac...]
giovedì 7 febbraio 2013
Una lettura interessante
Se avete ambizioni da hacker, potreste dare una lettura a questo articolo pubblicato su forbes che spiega come è stato realizzato l’ultimo jailbreak per iOS6/iOS6.1 (nome in codice Evasi0n) [continua su Tevac...]
sabato 22 dicembre 2012
I numeri, bisogna saperli leggere...
...e le verità non vanno raccontate solo a metà.
Qualche giorno fa uscì la notizia (uno studio realizzato da MoPro) che la pubblicazione di Google Maps sull'App Store, avesse provocato una forte impennata nell'adozione di iOS6, addirittura del 29%.
Apriti cielo!!!
Ve li immaginate i soliti detrattori, quelli il cui unico (triste) scopo nella vita è contestare Apple, quelli che per settimane hanno spalato m**** sulle nuove mappe di iOS, come hanno accolto questa notizia? Come se davvero ci fosse così tanta gente che non aveva aggiornato iOS a causa delle mappe di Apple; sicuramente c'è anche chi ha fatto questo ragionamento, ma vi assicuro (per "interviste" dirette) che molta gente non ha nemmeno capito che la nuova applicazione delle mappe ha la cartografia di Apple e non più quella di Google...
In ogni caso, come ho già avuto modo di evidenziare altre volte, i numeri delle statistiche bisogna saperli leggere, altrimenti possono dare informazioni "truffaldine"...
Pare (non avendo approfondito più di tanto, non mi pronuncio, per non cadere nell'errore opposto) che l'incremento registrato da MoPro non sia da mettere in relazione con la pubblicazione di Google Maps, ma piuttosto con il lancio dell'iPhone 5 in Cina (e anche lì ci sarebbero dei dati su cui discutere, ma non oggi) e la riprova starebbe nel fatto che, un altro studio realizzato da Chitika, evidenzia che se si limita la statistica ai mercati di USA e Canada non si registra alcun picco di adozione di iOS6 (lo studio di MoPro invece era a livello mondiale, quindi includeva anche i 2 milioni di iPhone 5 venduti nel primo week-end cinese).
Da parte mia posso dire che in realtà neanche lo studio di Chitika può avere una valenza assoluta, perché USA e Canada sono i due paesi dove probabilmente le mappe di Apple hanno riscontrato il minor numero di problemi, soprattutto per quanto riguarda i punti di interesse... ma pensate che qualcuno dei detrattori di cui sopra abbia avuto la decenza di pubblicare anche questo secondo studio? Evidentemente per qualcuno la verità non sta nel mezzo, ma sta solo nella metà che vi racconta...
venerdì 21 dicembre 2012
Paragoni
Una decina di giorni fa, Eric Schmidt ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg che oggi Android è per Apple, quello che Microsoft fu negli anni '90. Sicuramente per alcuni aspetti ha ragione (non è certo il primo a cui è venuto in mente un simile paragone) ma la situazione non mi pare esattamente la stessa e le differenze sono molte, a partire dal contesto di cui parliamo: negli anni '80 e '90 il computer era un dispositivo riservato a pochi, nella "battaglia" attuale lo smartphone è un oggetto in mano a ogni persona. Ci sono poi considerazioni sul diverso stato dei mercati, le guerre sui brevetti che ai tempi non esistevano, gli store delle App, i servizi forniti a corredo, e molte altre cose...
Al di là di tutto questo, il paragone scelto da Schmidt non mi pare troppo felice... nonostante il successo commerciale, la reputazione di Microsoft non è certo delle migliori, e nel campo mobile (quello dove si concentra la battaglia iOS vs Android) le scelte di Microsoft si sono rivelate, per così dire, poco convincenti: Windows Mobile è sostanzialmente sparito dalla circolazione e Windows Phone (nonostante l'alleanza con Nokia) fatica a trovare spazio; in realtà la vera battaglia dei tablet deve ancora cominciare ed è proprio in questo settore che Microsoft potrebbe dire la sua grazie alla forzatura imposta da Windows 8... ma a quel punto chi ne farà le spese? Secondo me è più probabile che sia Android a risentire di un'eventuale crescita di Windows 8.
Da spettatore esterno vivo questi anni di piccole ma continue rivoluzioni informatiche in modo molto piacevole, molto più degli anni '90, perché trovo questa concorrenza molto più stimolante rispetto all'appiattimento che c'era quando Microsoft era monopolista incontrastata in tutti i settori... c'è chi dice che Google sia la nuova Microsoft (alludendo alla parte dispreggiativa di questo paragone) e in parte è vero, ma io vedo un mercato che nella sua globalità è diviso in maniera più equa dove il consumatore (perlomeno quello consumer) ha davvero ampia possibilità di scelta.
Al di là di tutto questo, il paragone scelto da Schmidt non mi pare troppo felice... nonostante il successo commerciale, la reputazione di Microsoft non è certo delle migliori, e nel campo mobile (quello dove si concentra la battaglia iOS vs Android) le scelte di Microsoft si sono rivelate, per così dire, poco convincenti: Windows Mobile è sostanzialmente sparito dalla circolazione e Windows Phone (nonostante l'alleanza con Nokia) fatica a trovare spazio; in realtà la vera battaglia dei tablet deve ancora cominciare ed è proprio in questo settore che Microsoft potrebbe dire la sua grazie alla forzatura imposta da Windows 8... ma a quel punto chi ne farà le spese? Secondo me è più probabile che sia Android a risentire di un'eventuale crescita di Windows 8.
Da spettatore esterno vivo questi anni di piccole ma continue rivoluzioni informatiche in modo molto piacevole, molto più degli anni '90, perché trovo questa concorrenza molto più stimolante rispetto all'appiattimento che c'era quando Microsoft era monopolista incontrastata in tutti i settori... c'è chi dice che Google sia la nuova Microsoft (alludendo alla parte dispreggiativa di questo paragone) e in parte è vero, ma io vedo un mercato che nella sua globalità è diviso in maniera più equa dove il consumatore (perlomeno quello consumer) ha davvero ampia possibilità di scelta.
venerdì 23 novembre 2012
iOS6: cosa manca e cosa vorrei in iOS7
Sappiamo tutti che Scott Fortstall, responsable in toto di iOS, è stato cacciato da Apple e che il design dell'interfaccia di iOS (così come quella di OSX) è stata affidato a Jonathan Ive (mentre sarà Craig Federighi ad occuparsi del lato più tecnico di entrambi i sistemi).
Al di là delle dicerie sul pessimo carattere, non saprei dire se Scott Fortstall avesse lo stesso genio di Jobs, o se ne fosse solo una pallida imitazione. Certo è che Fortstall era uno dei pupilli di Steve, anche se le cose peggiori che ha fatto risalgono tutte all'era post-Jobs... gli osservatori del mondo Apple si sono divisi tra chi vede nella sua cacciata l'inizio del decadimento di Apple (una sorta di ripetizione della cacciata di Jobs nell'ormai lontano 1985) e chi vede invece l'inizio di una nuova era che porterà ad interfaccie più coerenti e all'abbandono (o ridimensionamento) del tanto discusso skeumorfismo; se può aver senso su iOS, spesso è fuori luogo su OSX, anche se Apple seguirà probabilmente per la strada della similitudine delle interfaccie, tantopiù che ora sarà una sola persona a seguire entrambe.
In ogni caso, che si parli di interfaccia o di funzionalità, è indubbio che la cacciata di Scott porterà dei cambiamenti in iOS: spesso mi sono lamentato di cose che non mi piacevano, e probabilmente oggi sarò un po' ripetitivo, ma visto che ultimamente sto usando iOS abbastanza intensamente, vorrei cogliere l'occasione per evidenziare quelli che secondo me sono i difetti o le carenze ancora presenti in questo sistema, difetti e carenze che il cambio di rotta potrebbe colmare.
Partiamo subito con un argomento di un certo peso: la multiutenza. Se è vero che lo smartphone è un oggetto molto personale, l'iPad in certi casi sta prendendo il posto del computer di famiglia, il che implica che può essere usato da più persone che possono avere preferenze diverse, applicazioni diverse, account di mail diversi, ecc.... Quando i bimbi mi chiedono di giocare con l'iPad, glielo do senza grossi problemi, perché ho abilitato le restizioni che impediscono gli acquisti in-App, ho disabilitato la possibilità di cancellare applicazioni e, soprattutto, ho bloccato le modifiche agli account. Questo però non mi mette al sicuro da ogni problema: volendo potrei bloccare la navigazione web (anzi, potrei bloccare Safari, ma la navigazione potrebbe avvenire attraverso altri browser) ma, a parte la scomodità di dover entrare ogni volta nelle opzioni di restrizione, non c'è modo di bloccare eventuali pasticci che potrebbero creare su contatti e agenda, né tantomeno sulle mail. Fortunatamente sono ancora abbastanza piccoli da doverli seguirli di continuo ogni volta che prendono l'iPad in mano, quindi al momento queste restrizioni possono essere sufficienti, ma pensate anche al caso in cu un amico vi chiede l'iPad qualche minuto "per vedere com'è": probabilmente un adulto non potrebbe fare, involontariamente, grossi danni, ma che ne è della vostra privacy? In un tap può accedere ai vostri contatti, alle vostre mail, alle vostre foto, e a tutti i dati che avete sull'iPad (fortunatamente Dropbox permette di impostare una password per accedere ai dati)... Se ci fosse la multutuenza, o un account guest al quale dare direttive ben precise su quali App può o non può visualizzare, tutti questi problemi non ci sarebbero.
Secondo argomento: le impostazioni. In iOS le impostazioni sono ben organizzate, e con iOS6 è disponibile anche un pannello "Privacy" dal quale possiamo decidere quali possono accedere o meno a certi dati. Però... c'è un però... se alcune impostazioni come il controllo del musica e del blocco rotazione) sono accessibili col doppio click del tasto home, l'attivazione di altre funzioni basilari è vincolata all'apertura dell'applicazione delle impostazioni, tant'è che, personalmente, un posto nel dock lo riservo sempre ad essa. Secondo me alcune cose basilari come l'accensione o lo spegnimento di WiFi e Bluetooth (o altre a scelta dell'utente) potrebbero essere inserite in qualche modo nel centro notifiche (copiando però da Android) o nel pannello inferiore del multitasking, magari sacrificando il controllo del volume, che comnque è sempre accessibile tramite tasti. Se poi venisse aggiunto anche un controllo che chiude in un colpo solo tutte le App aperte, sarebbe ancora meglio.
Terzo argomento: qualche gesture in più sull'iPhone. L'ho già menzionata altre volte, ma la ripeto anche in questa occasione. E' vero che con l'iPhone 5 il tasto home sembra ver cambiato la meccanica diventando più resistente, ma tutti quei doppi click, prima o poi si pagano, e rimuovere l'unico tasto fisico potrebbe non essere molto conveniente... perché allora non dare la possibilità di accedere al pannello del multitasking tramite uno sliding dal basso? Esattamente come il centro notifiche, però fatto sul lato opposto dello schermo: secondo me sarebbe molto apprezzato.
Quarto argomento: lo scambio dati. Argomento, anche questo, trito e ritrito che si intreccia con i limiti dell'archiviazione dati su iCloud (sulla quale, in questo post, non voglio infierire). Considerando il fatto che ci sono alcune App che consentono in qualche modo di scambiare dati attraverso la rete WiFi, anche con computer o dispositivi non Apple, basterebbe che venisse offerta la stessa possibilità anche su Bluetooth... l'eventuale passaggio dei file alle App interessate può avvenire tranquillamente dall'interno dell'applicazione stessa: nessun problema di sicurezza (o, perlomeno, nessuno in più di quelli che già ci possono essere tramite WiFi) e massima flessibilità di scambio... sogno?
Quinto argomento: le librerie. Tutte le App possono accedere alla libreria musicale, ma non possono salvare nella libreria stessa; però nella libreria musicale si possono creare e modificare le playlist, nonché cancellare elementi se si ha bisogno di spazio. Tutte le App possono accedere alla libreria fotografica e possono salvare immagini nel rullino; si possono creare nuovi album ma non è possibile in alcun modo modificare gli album sincronizzati dal computer o cancellare foto dalla libreria (a parte quelle del rullino). Perché queste diversità? Non può fare un mix delle due cose prendendo ciò che c'è di meglio in entrambi?
Bug, difettucci vari, e scomodità assortite. Le nuove versioni degli store introdotte con iOS6 sono sicuramente fatte meglio, ma in certe occasioni sono molto più lente delle versioni precedenti. In particolare è diventato molto più lento l'accesso agli acquisti precedenti: meno male che gli acquisti vengono comunque segnalati anche sullo store... Non riesco però a capire come mai quando si installa un'App, e la prima volta che la si lancia chiede se si vogliono ricevere notifiche, e gli si risponde di no, talvolta ci si ritrova comunque le notifiche di quell'App: è un problema da poco, perché si risolve in pochi tap dal pannello di impostazione delle notifiche, ma è fastidioso. Parlando sempre di App store, la casella di ricerca nella versione iPad è di una scomodità inaudita: non sarebbe meglio usare un pulsante (sotto c'è lo spazio per aggiungere tutti i pulsanti che si vogliono) per aprire una pagina dedicata? Andando più specificatamente su iOS, con iOS6 il correttore ortografico italiano è inspiegabilmente peggiorato e cerca di aggiungere accenti ovunque: il caso più eclatante lo si riscontra ogni volta che si digita una "e" (congiunzione) e lui propone "è" (verbo), ma ce ne sono molti altri ("ce" diventa "c'è", "torno" viene scambiato con "tornò", ecc...) e a volte ho l'impressione che anche il riconoscimento del tasto premuto sia diventato in qualche modo meno preciso, ma forse non mi sono ancora completamente abituato allo schermo più lungo dell'iPhone 5. Infine, skeumorfismo o non-skeumorfismo, se aggiungessero il giorno della settimana sul calendario, farebbero felice molta gente.
Al di là delle dicerie sul pessimo carattere, non saprei dire se Scott Fortstall avesse lo stesso genio di Jobs, o se ne fosse solo una pallida imitazione. Certo è che Fortstall era uno dei pupilli di Steve, anche se le cose peggiori che ha fatto risalgono tutte all'era post-Jobs... gli osservatori del mondo Apple si sono divisi tra chi vede nella sua cacciata l'inizio del decadimento di Apple (una sorta di ripetizione della cacciata di Jobs nell'ormai lontano 1985) e chi vede invece l'inizio di una nuova era che porterà ad interfaccie più coerenti e all'abbandono (o ridimensionamento) del tanto discusso skeumorfismo; se può aver senso su iOS, spesso è fuori luogo su OSX, anche se Apple seguirà probabilmente per la strada della similitudine delle interfaccie, tantopiù che ora sarà una sola persona a seguire entrambe.
In ogni caso, che si parli di interfaccia o di funzionalità, è indubbio che la cacciata di Scott porterà dei cambiamenti in iOS: spesso mi sono lamentato di cose che non mi piacevano, e probabilmente oggi sarò un po' ripetitivo, ma visto che ultimamente sto usando iOS abbastanza intensamente, vorrei cogliere l'occasione per evidenziare quelli che secondo me sono i difetti o le carenze ancora presenti in questo sistema, difetti e carenze che il cambio di rotta potrebbe colmare.
Partiamo subito con un argomento di un certo peso: la multiutenza. Se è vero che lo smartphone è un oggetto molto personale, l'iPad in certi casi sta prendendo il posto del computer di famiglia, il che implica che può essere usato da più persone che possono avere preferenze diverse, applicazioni diverse, account di mail diversi, ecc.... Quando i bimbi mi chiedono di giocare con l'iPad, glielo do senza grossi problemi, perché ho abilitato le restizioni che impediscono gli acquisti in-App, ho disabilitato la possibilità di cancellare applicazioni e, soprattutto, ho bloccato le modifiche agli account. Questo però non mi mette al sicuro da ogni problema: volendo potrei bloccare la navigazione web (anzi, potrei bloccare Safari, ma la navigazione potrebbe avvenire attraverso altri browser) ma, a parte la scomodità di dover entrare ogni volta nelle opzioni di restrizione, non c'è modo di bloccare eventuali pasticci che potrebbero creare su contatti e agenda, né tantomeno sulle mail. Fortunatamente sono ancora abbastanza piccoli da doverli seguirli di continuo ogni volta che prendono l'iPad in mano, quindi al momento queste restrizioni possono essere sufficienti, ma pensate anche al caso in cu un amico vi chiede l'iPad qualche minuto "per vedere com'è": probabilmente un adulto non potrebbe fare, involontariamente, grossi danni, ma che ne è della vostra privacy? In un tap può accedere ai vostri contatti, alle vostre mail, alle vostre foto, e a tutti i dati che avete sull'iPad (fortunatamente Dropbox permette di impostare una password per accedere ai dati)... Se ci fosse la multutuenza, o un account guest al quale dare direttive ben precise su quali App può o non può visualizzare, tutti questi problemi non ci sarebbero.
Secondo argomento: le impostazioni. In iOS le impostazioni sono ben organizzate, e con iOS6 è disponibile anche un pannello "Privacy" dal quale possiamo decidere quali possono accedere o meno a certi dati. Però... c'è un però... se alcune impostazioni come il controllo del musica e del blocco rotazione) sono accessibili col doppio click del tasto home, l'attivazione di altre funzioni basilari è vincolata all'apertura dell'applicazione delle impostazioni, tant'è che, personalmente, un posto nel dock lo riservo sempre ad essa. Secondo me alcune cose basilari come l'accensione o lo spegnimento di WiFi e Bluetooth (o altre a scelta dell'utente) potrebbero essere inserite in qualche modo nel centro notifiche (copiando però da Android) o nel pannello inferiore del multitasking, magari sacrificando il controllo del volume, che comnque è sempre accessibile tramite tasti. Se poi venisse aggiunto anche un controllo che chiude in un colpo solo tutte le App aperte, sarebbe ancora meglio.
Terzo argomento: qualche gesture in più sull'iPhone. L'ho già menzionata altre volte, ma la ripeto anche in questa occasione. E' vero che con l'iPhone 5 il tasto home sembra ver cambiato la meccanica diventando più resistente, ma tutti quei doppi click, prima o poi si pagano, e rimuovere l'unico tasto fisico potrebbe non essere molto conveniente... perché allora non dare la possibilità di accedere al pannello del multitasking tramite uno sliding dal basso? Esattamente come il centro notifiche, però fatto sul lato opposto dello schermo: secondo me sarebbe molto apprezzato.
Quarto argomento: lo scambio dati. Argomento, anche questo, trito e ritrito che si intreccia con i limiti dell'archiviazione dati su iCloud (sulla quale, in questo post, non voglio infierire). Considerando il fatto che ci sono alcune App che consentono in qualche modo di scambiare dati attraverso la rete WiFi, anche con computer o dispositivi non Apple, basterebbe che venisse offerta la stessa possibilità anche su Bluetooth... l'eventuale passaggio dei file alle App interessate può avvenire tranquillamente dall'interno dell'applicazione stessa: nessun problema di sicurezza (o, perlomeno, nessuno in più di quelli che già ci possono essere tramite WiFi) e massima flessibilità di scambio... sogno?
Quinto argomento: le librerie. Tutte le App possono accedere alla libreria musicale, ma non possono salvare nella libreria stessa; però nella libreria musicale si possono creare e modificare le playlist, nonché cancellare elementi se si ha bisogno di spazio. Tutte le App possono accedere alla libreria fotografica e possono salvare immagini nel rullino; si possono creare nuovi album ma non è possibile in alcun modo modificare gli album sincronizzati dal computer o cancellare foto dalla libreria (a parte quelle del rullino). Perché queste diversità? Non può fare un mix delle due cose prendendo ciò che c'è di meglio in entrambi?
Bug, difettucci vari, e scomodità assortite. Le nuove versioni degli store introdotte con iOS6 sono sicuramente fatte meglio, ma in certe occasioni sono molto più lente delle versioni precedenti. In particolare è diventato molto più lento l'accesso agli acquisti precedenti: meno male che gli acquisti vengono comunque segnalati anche sullo store... Non riesco però a capire come mai quando si installa un'App, e la prima volta che la si lancia chiede se si vogliono ricevere notifiche, e gli si risponde di no, talvolta ci si ritrova comunque le notifiche di quell'App: è un problema da poco, perché si risolve in pochi tap dal pannello di impostazione delle notifiche, ma è fastidioso. Parlando sempre di App store, la casella di ricerca nella versione iPad è di una scomodità inaudita: non sarebbe meglio usare un pulsante (sotto c'è lo spazio per aggiungere tutti i pulsanti che si vogliono) per aprire una pagina dedicata? Andando più specificatamente su iOS, con iOS6 il correttore ortografico italiano è inspiegabilmente peggiorato e cerca di aggiungere accenti ovunque: il caso più eclatante lo si riscontra ogni volta che si digita una "e" (congiunzione) e lui propone "è" (verbo), ma ce ne sono molti altri ("ce" diventa "c'è", "torno" viene scambiato con "tornò", ecc...) e a volte ho l'impressione che anche il riconoscimento del tasto premuto sia diventato in qualche modo meno preciso, ma forse non mi sono ancora completamente abituato allo schermo più lungo dell'iPhone 5. Infine, skeumorfismo o non-skeumorfismo, se aggiungessero il giorno della settimana sul calendario, farebbero felice molta gente.
domenica 21 ottobre 2012
Matematica e opinioni
In attesa dei dati trimestrali di Apple, quelli che stanno emergendo in questi giorni mostrano, per esempio, che il 46% delle nuove attivazioni di Verizon sono iPhone... e l'iPhone 5 rientra solo per un paio di settimane del trimestre. A questo dato possiamo aggiungere i soliti dati di accesso alla rete che evidenziano il maggior traffico (e non di poco) generato da iOS rispetto ad Android.
Se la matematica non è un'opinione, questi dati si scontrano con i numeri che vogliono i telefoni Android molto più venduti di quelli iOS... ma come ho già avuto modo di raccontare in altre occasioni, a mio avviso l'incongruenza è solo parziale.
Certo, stiamo parlando di un solo operatore USA e non del mercato mondiale, e può anche essere che l'iPhone generi di suo più traffico di Android, o che i metodi di rilevazioni del traffico siano affetti da qualche difetto, ma questo dato rappresenta quantomeno un "tendenza" sulla quale possiamo fare qualche considerazione.
E' vero, i telefoni Android sono più venduti dell'iPhone: avere un telefono touch è una moda (è di qualche settimane fa la notizia che in Italia le vendite di smartphone hanno superato quelle di telefoni "tradizionali") e Android offre più scelta, di marche, di display, e soprattutto di prezzo. Apple cerca di sopperire tenendo in vendita i modelli di due generazioni fa, ma non c'è paragone tra le due varietà di offerta... è un po' la stessa situazione che si riscontra anche nel mondo PC, e per certi versi è sorprendente che Apple riesca a fare numeri così grandi con una proposta tanto risicata.
...però... c'è un" però"...
Se a fronte di vendite maggiori, c'è un minor numero di attivazioni, a mio avviso la spiegazione è solo una: chi compra un telefono Android è già utente Android e non necessita ulteriori attivazioni.
Faccio un esempio semplice semplice: se io sto utilizzando il mio iPhone 4 comprato 2 anni fa, e un mio amico sta utilizzando ancora il 3GS comprato l'anno prima, Apple in tre anni ha venduto due telefoni e ha conquistato due clienti. Se un altro mio amico si è comprato il Galaxy S, poi l'SII e ora anche l'SIII, Samsung ha venduto tre telefoni in due anni: il 50% in più in meno tempo... ma ha un solo cliente (il 50% in meno di Apple).
L'esempio è volutamente estremizzato, ma la tendenza è sicuramente questa... anche perché l'iPhone 3GS (classe 2009) è aggiornabile con iOS6, mentre il Galaxy S (classe 2010), a meno di root e Cooked ROM, è fermo ad Android 2.3.3, mentre Google si appresta a fine mese presentare la versione 4.2. Aggiungo: la maggioranza dei dispositivi iOS è già stata aggiornata a iOS6, mentre nel mondo Android, a mio avviso, sussiste il caos più assoluto: il sistema più diffuso (Gingerbread) è "vecchio" di due anni e la versione 4.x del sistema è adottata solo da 1/4 degli utenti, con Jelly Bean (la release 4.1) fermo ad un 2% scarso. Google si appresta a rilasciare un nuovo aggiornamento, ma i costruttori vendono ancora modelli con versioni vecchie: quanto potrà continuare questa tendenza? Finché continua la moda touch, e la sfida volge principalmente sul prezzo, ancora per molto... nel frattempo, attenzione alle insidie...
Concludo tornando al traffico dati generato in rete: se è vero che avere un telefono touch è una moda, anche se poi magari il telefono stesso è utilizzato al 5% delle proprie potenzialità, allora è anche vero che questa "moda" colpisce più Android che iOS, visto che Android, nonostante le maggiori vendite (anche se, a mio avviso, un minor numero di utenti effettivi) risulta essere meno utilizzato... ma mi fermo qui per non rischiare di entrare nel solito giro di polemiche.
Se la matematica non è un'opinione, questi dati si scontrano con i numeri che vogliono i telefoni Android molto più venduti di quelli iOS... ma come ho già avuto modo di raccontare in altre occasioni, a mio avviso l'incongruenza è solo parziale.
Certo, stiamo parlando di un solo operatore USA e non del mercato mondiale, e può anche essere che l'iPhone generi di suo più traffico di Android, o che i metodi di rilevazioni del traffico siano affetti da qualche difetto, ma questo dato rappresenta quantomeno un "tendenza" sulla quale possiamo fare qualche considerazione.
E' vero, i telefoni Android sono più venduti dell'iPhone: avere un telefono touch è una moda (è di qualche settimane fa la notizia che in Italia le vendite di smartphone hanno superato quelle di telefoni "tradizionali") e Android offre più scelta, di marche, di display, e soprattutto di prezzo. Apple cerca di sopperire tenendo in vendita i modelli di due generazioni fa, ma non c'è paragone tra le due varietà di offerta... è un po' la stessa situazione che si riscontra anche nel mondo PC, e per certi versi è sorprendente che Apple riesca a fare numeri così grandi con una proposta tanto risicata.
...però... c'è un" però"...
Se a fronte di vendite maggiori, c'è un minor numero di attivazioni, a mio avviso la spiegazione è solo una: chi compra un telefono Android è già utente Android e non necessita ulteriori attivazioni.
Faccio un esempio semplice semplice: se io sto utilizzando il mio iPhone 4 comprato 2 anni fa, e un mio amico sta utilizzando ancora il 3GS comprato l'anno prima, Apple in tre anni ha venduto due telefoni e ha conquistato due clienti. Se un altro mio amico si è comprato il Galaxy S, poi l'SII e ora anche l'SIII, Samsung ha venduto tre telefoni in due anni: il 50% in più in meno tempo... ma ha un solo cliente (il 50% in meno di Apple).
L'esempio è volutamente estremizzato, ma la tendenza è sicuramente questa... anche perché l'iPhone 3GS (classe 2009) è aggiornabile con iOS6, mentre il Galaxy S (classe 2010), a meno di root e Cooked ROM, è fermo ad Android 2.3.3, mentre Google si appresta a fine mese presentare la versione 4.2. Aggiungo: la maggioranza dei dispositivi iOS è già stata aggiornata a iOS6, mentre nel mondo Android, a mio avviso, sussiste il caos più assoluto: il sistema più diffuso (Gingerbread) è "vecchio" di due anni e la versione 4.x del sistema è adottata solo da 1/4 degli utenti, con Jelly Bean (la release 4.1) fermo ad un 2% scarso. Google si appresta a rilasciare un nuovo aggiornamento, ma i costruttori vendono ancora modelli con versioni vecchie: quanto potrà continuare questa tendenza? Finché continua la moda touch, e la sfida volge principalmente sul prezzo, ancora per molto... nel frattempo, attenzione alle insidie...
Concludo tornando al traffico dati generato in rete: se è vero che avere un telefono touch è una moda, anche se poi magari il telefono stesso è utilizzato al 5% delle proprie potenzialità, allora è anche vero che questa "moda" colpisce più Android che iOS, visto che Android, nonostante le maggiori vendite (anche se, a mio avviso, un minor numero di utenti effettivi) risulta essere meno utilizzato... ma mi fermo qui per non rischiare di entrare nel solito giro di polemiche.
mercoledì 3 ottobre 2012
Mhmmm... avevo detto basta?
Avevo detto che non avrei più scritto nulla sulle mappe? Forse no... in ogni caso, man mano che i test proseguono, arrivano ulteriori riprove del fatto che la nuova applicazione Mappe di Apple nasca per essere migliore rispetto alla precedente, nonostante i numerosi errori da correggere nel database...
Uno dei motivi per cui è migliore, è che i dati sono completamente vettoriali, il che non si traduce solo in una maggiore fluidità di scorrimento e zoom nell'applicazione, ma anche in un minor traffico dati.
Onavo propone un confronto con numeri ben dettagliati, utilizzando un titolo che suona come un elogio: "Forget Mapplegate. Apple Maps are Maptastic!"
Uno dei motivi per cui è migliore, è che i dati sono completamente vettoriali, il che non si traduce solo in una maggiore fluidità di scorrimento e zoom nell'applicazione, ma anche in un minor traffico dati.
Onavo propone un confronto con numeri ben dettagliati, utilizzando un titolo che suona come un elogio: "Forget Mapplegate. Apple Maps are Maptastic!"
venerdì 28 settembre 2012
Di nuovo sulle mappe
Il gran polverone suscitato intorno ai problemi della nuova applicazione di mappe inclusa in iOS, ha indotto Tim Cook a scrivere una lettera aperta agli utenti Apple.
Scusandosi per i disagi procurati dagli errori, viene comunque detto ciò che già sappiamo: la nuova applicazione è stata completamente riscritta dalle fondamenta in modo tale da risultare migliore (per esempio, le nuove mappe sono completamente vettoriali) ed offrire un maggior numero di funzioni (come Flyover o la navigazione turn-by-turn, che non si sarebbe potuta fare con le restizioni imposti da Google sulle licenze delle sue mappe). In attesa che il database venga reso più affidabile grazie anche al feedback degli utenti (100 milioni di sistemi aggiornati già nella prima settimana, una percentuale che il mondo Android si sogna, vista la reticenza dei produttori a rilasciare firmware aggiornati) lo stesso Cook consiglia, a chi dovesse trovarsi male, di utilizzare mappe alternative tramite App o direttamente dal browser (creando eventualmente l'icona del sito sulla homepage).
Non so quando il livello di dettaglio e di affidabilità diventerà paragonabile a quello di Google Maps, ma in Apple stanno lavorando duramente su questo aspetto, e scommetto che quando accadrà tutti seguiranno la nuova ventata di commenti positivi, come banderuole al vento... tutti tranne i soliti polemici che troveranno sempre qualcosa da ritdire...
Postilla finale: anche Consumer Reports (che non è certo una succursale di Apple) dopo una prova approfondita è giunta a conclusioni simili alle mie...
Scusandosi per i disagi procurati dagli errori, viene comunque detto ciò che già sappiamo: la nuova applicazione è stata completamente riscritta dalle fondamenta in modo tale da risultare migliore (per esempio, le nuove mappe sono completamente vettoriali) ed offrire un maggior numero di funzioni (come Flyover o la navigazione turn-by-turn, che non si sarebbe potuta fare con le restizioni imposti da Google sulle licenze delle sue mappe). In attesa che il database venga reso più affidabile grazie anche al feedback degli utenti (100 milioni di sistemi aggiornati già nella prima settimana, una percentuale che il mondo Android si sogna, vista la reticenza dei produttori a rilasciare firmware aggiornati) lo stesso Cook consiglia, a chi dovesse trovarsi male, di utilizzare mappe alternative tramite App o direttamente dal browser (creando eventualmente l'icona del sito sulla homepage).
Non so quando il livello di dettaglio e di affidabilità diventerà paragonabile a quello di Google Maps, ma in Apple stanno lavorando duramente su questo aspetto, e scommetto che quando accadrà tutti seguiranno la nuova ventata di commenti positivi, come banderuole al vento... tutti tranne i soliti polemici che troveranno sempre qualcosa da ritdire...
Postilla finale: anche Consumer Reports (che non è certo una succursale di Apple) dopo una prova approfondita è giunta a conclusioni simili alle mie...
mercoledì 26 settembre 2012
Quello che non vi ho detto [aggiornato]
Nonostante l'articolo già pubblicato da Punto-Informatico, su iOS6 non vi ho ancora detto tutto: ci sono diversi dettagli minori, in gran parte estetici, a volte "curiosi" che potete scovare un po' ovunque nella nuova versione del nuovo sistema mobile di Apple.
Per esempio, avete notato il simbolino dell'aggiornamento delle caselle di mail? Si allunga e si stiracchia quando trascinate la finestra verso il basso, fino a quando "cede" e fa partire l'aggiornamento delle caselle.
Ci sono alcune App che "colorano" la barra superiore del menù, ma non mi è ben chiaro in base a cosa visto che in alcuni casi si tratta di applicazioni vecchiotte che non sono certo state aggiornate per iOS6.
Inoltre le preferenze sono state in gran parte riorganizzate e sono state aggiunte voci specifiche per il controllo della privacy.
Devo ancora stimare quanto incidano Siri e la dettatura vocale sul volume settimanale del traffico dati, ma sicuramente incidono sulla batteria visto che chiamano in causa sia la localizzazione che il traffico dati verso i server Apple.
Approposito, parlando di polemiche intili, c'è anche chi si è "scandalizzato" perché Siri richiede l'accesso alla rubrica: l'accesso serve a riconoscere al meglio i nomi, ed è indispensabile per conoscere gli indirizzi (altrimenti non si potrebbe chiedere a Siri "guidami a casa di Fabrizio") nonché i legami parenteli impostati nella rubrica ("manda un messaggio a mia moglie" implica che Siri sappia chi è mia moglie...). In ogni caso il livello di comprensione del parlato è davvero alto, ma Siri a volte si perde in certe richieste apparentemente banali, e l'unica cosa che fa è proporre una ricerca in internet; le due cose (per i soliti polemici) non sono in contraddizione: semplicemente certe richieste che a noi possono sembrare banali, Siri le comprende perfettamente come parlato (infatti ripropone la frase in modo corretto) ma non gli è possibilie dare una risposta. In ogni caso, quando gli ho detto che continuava a sbagliare mi ha risposto che "errare humanum est perseverare autem diabolicum"... avrà voluto sottointendere qualcosa? Comunque Siri può anche essere fonte di "conversazioni" divertenti: comprende la supercazzola, come se fosse antani, e con un po' di insistenza riuscirete anche a convincerla a cantare o a raccontarvi una barzelletta. iPhoneItalia e iPadItalia hanno preparato un paio di raccolte con diversi esempi, mentre (restando in tema di polemiche) tuaw e theverge ci offrono spiegazioni del perché Apple abbia deciso il discusso passaggio da Google Maps alle proprie mappe (motivi che ovviamente non risiedono né nella ripicca verso Google né nella volontà di indispettire i propri utenti, come polemizzato da qualcuno...).
Come ultima polemica (ma qui ci spostiamo sull'hardware, non su iOS) come non ricordare quella inerente al nuovo connettore? Se volete polemizzare potete scegliere diversi argomenti (dalla retrocompatibilità, alla compatibilità con il resto del mondo, passando per i temibili chip che identificano il connettore), se invece vi interessa analizzare la questione dal punto di vista tecnico, sicuramente più interessante, potete partire da qui... e magari vi potrebbero interessare anche alcuni dettagli tecnici che cominciano ad emergere sul processore Apple A6. Tornando a noi, purtroppo tutti i limiti di iOS di cui mi sono lamentato più volte (sia in occasione di iOS4 che parlando di iOS5) rimangono anche in iOS6 e, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di documenti (argomento che ho trattato anche su Punto-Informatico, durante la recensione di Mountain Lion e la relativa sincronizzazione dei documenti in iCloud), dubito che ci saranno grosse aperture anche in futuro: l'importante è esserne consapevoli e conoscere le possibili alternative.
[Aggiornamento: da AllThingsD nuovi dettagli sulle motivazioni che hanno spinto Apple a realizzare la propria applicazione per per mappe. Ribadisco: non sarà perfetto il database, ma l'applicazione è molto meglio, ed è un duro colpo per Google e i suoi inserzionisti, visto che 100 milioni di dispositivi iOS sono già passati alla nuova versione del sistema; chi pensa che Apple abbia fatto un errore, IMHO, ha una visione dell'orizzonte che si ferma troppo al risultato immediato... qui ci sono di mezzo grosse strategie di servizi...]
Approposito, parlando di polemiche intili, c'è anche chi si è "scandalizzato" perché Siri richiede l'accesso alla rubrica: l'accesso serve a riconoscere al meglio i nomi, ed è indispensabile per conoscere gli indirizzi (altrimenti non si potrebbe chiedere a Siri "guidami a casa di Fabrizio") nonché i legami parenteli impostati nella rubrica ("manda un messaggio a mia moglie" implica che Siri sappia chi è mia moglie...). In ogni caso il livello di comprensione del parlato è davvero alto, ma Siri a volte si perde in certe richieste apparentemente banali, e l'unica cosa che fa è proporre una ricerca in internet; le due cose (per i soliti polemici) non sono in contraddizione: semplicemente certe richieste che a noi possono sembrare banali, Siri le comprende perfettamente come parlato (infatti ripropone la frase in modo corretto) ma non gli è possibilie dare una risposta. In ogni caso, quando gli ho detto che continuava a sbagliare mi ha risposto che "errare humanum est perseverare autem diabolicum"... avrà voluto sottointendere qualcosa? Comunque Siri può anche essere fonte di "conversazioni" divertenti: comprende la supercazzola, come se fosse antani, e con un po' di insistenza riuscirete anche a convincerla a cantare o a raccontarvi una barzelletta. iPhoneItalia e iPadItalia hanno preparato un paio di raccolte con diversi esempi, mentre (restando in tema di polemiche) tuaw e theverge ci offrono spiegazioni del perché Apple abbia deciso il discusso passaggio da Google Maps alle proprie mappe (motivi che ovviamente non risiedono né nella ripicca verso Google né nella volontà di indispettire i propri utenti, come polemizzato da qualcuno...).
Come ultima polemica (ma qui ci spostiamo sull'hardware, non su iOS) come non ricordare quella inerente al nuovo connettore? Se volete polemizzare potete scegliere diversi argomenti (dalla retrocompatibilità, alla compatibilità con il resto del mondo, passando per i temibili chip che identificano il connettore), se invece vi interessa analizzare la questione dal punto di vista tecnico, sicuramente più interessante, potete partire da qui... e magari vi potrebbero interessare anche alcuni dettagli tecnici che cominciano ad emergere sul processore Apple A6. Tornando a noi, purtroppo tutti i limiti di iOS di cui mi sono lamentato più volte (sia in occasione di iOS4 che parlando di iOS5) rimangono anche in iOS6 e, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di documenti (argomento che ho trattato anche su Punto-Informatico, durante la recensione di Mountain Lion e la relativa sincronizzazione dei documenti in iCloud), dubito che ci saranno grosse aperture anche in futuro: l'importante è esserne consapevoli e conoscere le possibili alternative.
[Aggiornamento: da AllThingsD nuovi dettagli sulle motivazioni che hanno spinto Apple a realizzare la propria applicazione per per mappe. Ribadisco: non sarà perfetto il database, ma l'applicazione è molto meglio, ed è un duro colpo per Google e i suoi inserzionisti, visto che 100 milioni di dispositivi iOS sono già passati alla nuova versione del sistema; chi pensa che Apple abbia fatto un errore, IMHO, ha una visione dell'orizzonte che si ferma troppo al risultato immediato... qui ci sono di mezzo grosse strategie di servizi...]
lunedì 24 settembre 2012
Banderuole al vento
Ve lo ricordate l'antennagate? Quel "terribile" problema che avrebbe dovuto fare dell'iPhone 4 il peggior telefono della storia, e segnare l'inizio della fine di Apple?
Bene, l'iPhone 4 è ancora lì, a più di due anni dal lancio, ancora in vendita, comprato da milioni di persone che ancora lo usano con profitto (o con divertimento) senza troppi problemi, esattamente come succederebbe (e come, di fatto, succede) con molti altri telefoni che possono perdere potenza di campo se impugnati in modo particolare (no ho già parlato diverse volte e potete cercare in YouTube tutti i video che volete in merito).
Ai tempi, i soliti polemici spesero fiumi di parole (e di offese) per dare contro Apple e contro i chi non la pensava come loro, perché c'è anche chi, ubriacato da manie di grandezza, si crede investito dal potere divino di risollevare il mondo dal cattivo di turno (in tal caso Apple e suoi "seguaci") e spara sentenze a ripetizione, pur senza sapere di cosa sta parlando... il motivo è molto semplice: le banderuole soffiano dove tira il vento, e il vento della polemica facile soffia sempre forte in certe direzioni...
Io l'iPhone 4 lo provai, scrissi il mio giudizio (ovvero che, se è vero che il probblema sussiste, è anche vero che risulta del tutto ininfluente, a meno di non andar volutamente a cercare delle impugnature "anomale") lo comprai (dopo averlo provato), ce l'ho ancora, ed è ancora utilizzato al 100% delle sue possibilità, senza particolari problemi di antenna... perché il mio giudizio non era nato da preconcetti ma da un'esperienza reale, a differenza di chi apre bocca per dare fiato alla bocca, o si trastulla con la tastiera seguendo la via della polemica facile, a seconda di dove soffia il vento.
Ora il "problema" si sta riproponendo con le nuove mappe di Apple. Come ho già scritto nella mia recensione, le nuove mappe sono sicuramente meno dettagliate di quelle di Google (anche se dipende dall'area considerata) e sicuramente contengono degli errori (nell'utilizzo che ne sto facendo per testarla dalle mie parti non trovo nulla di grossolano ma, andando fuori città lo scorso venerdì sera, mi sono trovato in una zona in cui le riprese satellitari erano in bianco e nero e mancava l'indicazione di una nuova via), ma da qui a dire che il loro utilizzo è pericoloso ne passa, e cavalcare l'onda della polemica come un banderuola al vento è diventato lo sport di tutti... certo, l'aspettativa era alta (aspettativa generata dalla stessa Apple), ed in parte è stata delusa (sempre per colpa di Apple), ma dubito che partendo da zero si sarebbe riusciti a fare molto meglio in così poco tempo, e certi commenti che si leggono qua e là sfiorano il ridicolo; inoltre, considerando che stiamo parlando di un software che accede ai dati di un enorme database online, al quale collaborano partner di tutto rispetto, la situazione non può che migliorare. Successe così anche con MacOSX, con Safari, e in parte anche con iTunes. Personalmente mi sono fatto la mia idea e non la cambierò solo per seguire le orme di tutti quelli che sono saltati sul treno delle polemiche: la mia idea è che l'implementazione della nuova App sia migliore, ha una maggiore flessibilità, è meglio integrata nel sistema, è più fluida nell'utilizzo (a parte con Flyover, che evidentemente deve gestire molti dati) ed è destinata ad avere informazioni più dettagliate perché derivanti dall'incrocio di più fonti. Non è perfetta ora a livello di dati e informazioni? Pazienza, come navigatore ne ho sempre usato uno offline (e non mi metterò certo ora ad usare quello di Apple, se non per fare delle prove) e come guida, soprattutto all'estero, ho sempre preferito App specifiche o mappe scaricate localmente (come l'ottima CityMap2Go, che può integrare anche le informazioni di Wikipedia). In sostanza il mio giudizio sull'App è positivo, quello sul database dipende da cosa si va a cercare e dove lo si cerca: per essere ritenuto valido in ogni situazione deve migliorare ancora parecchio.
Il mio consiglio? Non seguite nemmeno voi l'onda delle polemiche, ma testate di persona l'accuratezza delle mappe durante il reale utilizzo nella vostra zona, e se trovate degli errori, segnalateli. Se poi gli errori sono molti, avrete tutto il diritto di lamentarvi... ma non lamentatevi per partito preso, o solo per andare dietro il vento che tira in questo momento.
iOS6, l'iPhone parlante
Di seguito, la mia recensione su iOS6 pubblicata venerdì su Punto-Informatico. Nei prossimi giorni, ulteriori dettagli.
L'arrivo di una nuova major release di iOS è un evento che gli utenti Apple attendono sempre con entusiasmo, anche perché si tratta dell'occasione in cui i loro dispositivi tascabili (iPhone e iPod touch) o tablet (iPad) vengono dotati di nuove funzioni.
Nel caso specifico di iOS6, l'attesa coinvolgeva un pubblico molto ampio in quanto interessava, seppur a diversi livelli di funzionalità, gli utenti di iPhone 3GS (un telefono del 2009), iPhone 4, iPhone 4S, l'ultima generazione di iPod Touch, iPad 2 e il nuovo iPad. In molti si sono chiesti come mai il primo iPad (che comunque ha già usufruito di tre versioni di iOS) sia rimasto escluso da questo update che supporta addirittura un dispositivo più vecchio come iPhone 3GS: sicuramente si sono delle motivazioni commerciali, visto che iPhone 3GS era in vendita fino ad un paio di settimane fa (cioé fino alla presentazione dell'iPhone 5), mentre il primo iPad non è più in vendita da inizio anno, quando è arrivata la nuova versione del tablet con la mela.
Se però facciamo una verifica delle specifiche tecniche, scopriamo che il primo iPad aveva solo 256MB di memoria RAM, la metà di iPhone 4 (che utilizza lo stesso processore Apple A4) e la stessa quantità di iPhone 3GS, che però si trova a dover gestire una risoluzione ben inferiore: probabilmente il primo iPad avrebbe sofferto in prestazioni tant'è che anche iPhone 3GS e iPhone 4, nonostante siano interessati dall'update, non supportano tutte le funzioni di iOS6, funzioni che sono supportate in toto solo da iPhone 4S (oltre, ovviamente, all'iPhone 5 in uscita nei prossimi giorni).
Nonostante il prevedibile rischio di intasamento dei server, nel giro di un'oretta ho eseguito il backup e aggiornato sia iPhone 4S che iPad (mentre mia moglie aggiornava anche iPhone 4); più lento invece il successivo aggiornamento di tutte le App che hanno aggiunto la compatibilità al nuovo sistema o hanno approfittato dell'occasione per aggiungere funzioni o eseguire un restiling in vista dello schermo allungato di iPhone 5. Gli aggiornamenti hanno coinvolto pressoché tutte le App prodotte da Apple, e la sempre maggiore integrazione tra iOS e OSX (attraverso iCloud) si evince anche dal fatto che contestualmente è stato rilasciato anche un aggiornamento di Mountain Lion (per la precisione la versione 10.8.2) e di altre applicazioni Apple per Mac, in particolare Aperture e iPhoto, per supportare al meglio la nuova funzione di Photo Streaming condiviso.
Ma entriamo nel vivo del nuovo sistema mobile: iOS6 segna una piccola rivoluzione nell'ecosistema dei dispositivi Apple in quanto tronca in modo deciso il legame con Google, legame che aveva assicurato, fin dalla nascita di iPhone nel 2007, la disponibilità di applicazioni native per le mappe e per la visualizzazione dei video su YouTube (pur senza il supporto di Adobe Flash). Quest'ultima può essere sostituita dall'apposita App rilasciata da Google nei giorni scorsi, graficamente più gradevole ma a mio avviso molto meno funzionale, senza considerare il fatto che non esiste (ancora) nella versione per iPad: per il momento può risultare più comodo rinunciare all'App e passare direttamente dal Web anche perché, in ogni caso, il video viene visualizzato a schermo pieno sfruttando al meglio il display.
Per le mappe invece Apple ha realizzato una nuova applicazione nativa, un'applicazione che utilizza i contributi di OSM (OpenStreetMap), di TomTom e di Waze (per la navigazione), di DigitalGlobe (per le immagini satellitari), di Yelp (per le indicazioni di ristoranti e servizi) e di molti altri ancora, compresa la NASA. Il risultato è un'applicazione comoda da utilizzare (in quanto meglio integrata con il resto del sistema) e dotata di un navigatore turn by turn che, sperimentato nel tragitto casa-ufficio di 30 minuti, si è dimostrato efficiente anche in occasione dei ricalcoli forzati dai miei cambi di tragitto.
Tra le pecche del navigatore va sicuramente segnalata l'impossibilità di scaricare le mappe offline mentre, parlando globalmente dell'applicazione, il livello di dettaglio delle mappe può essere più o meno accurato a seconda delle zone: in alcune città (neanche troppo piccole) il livello di dettaglio della vista satellitare è ancora molto basso, e le indicazioni dei servizi non sono sempre complete. Diciamo che c'è molto spazio per i miglioramenti e per l'aggiunta di quelle informazioni che ancora mancano, ma l'impostazione sembra migliore rispetto a prima. L'altra novità della nuova applicazione delle mappe è il famoso Flyover, ovvero la possibilità di "sorvolare" alcune zone urbane interamente ricostruite in 3D (per quanto riguarda l'Italia, al momento Flyover è in grado di mostrare le città di Roma e Milano). Si tratta di un effetto molto scenografico, anche utile in alcune situazioni, ma sicuramente dispendioso in termini di traffico dati.
Flyover e il navigatore turn by turn fanno parte di quelle funzioni non disponibili per per iPhone 3GS, e nemmeno per iPhone 4, mentre sono disponibili sull'iPhone 4S e su iPad 2. Con l'abbandono delle mappe di Google, si perde anche la visuale StreetView: in attesa che una funzione simile venga ripristinata da uno dei nuovi partner di Apple (pare che proprio TomTom sia in procinto di avviare un servizio di questo tipo), chi proprio non potesse fare a meno di questa visuale può rivolgersi ad applicazioni alternative, come Street Viewer o Live Street View.
Un'altra grande novità, quantomeno per gli utenti italiani, è l'arrivo di Siri, funzionalità che (a scanso di equivoci) sul sito viene dichiarata ancora in fase di beta. Per far comprendere al meglio l'utilità dell'assistente vocale di Apple possiamo dire che Siri non si limita alla comprensione vocale di semplici comandi, ma si comporta (se è lecito parlare di "comportamento") come un assistente vero e proprio, interagendo con l'utente per comprendere al meglio le sue richieste. Se per esempio è da poco passata la mezzanotte, e chiedete a Siri di fissarvi un appuntamento per domani, Siri vi chiederà una conferma sulla data, perché presumibilmente la vostra intenzione è quella di metterlo a calendario per il giorno che è appena iniziato; e se per quell'ora avete già un altro appuntamento, Siri vi avvisa chiedendovi se siete sicuri di volerne fissare un'altro.
Un'altro esempio: se dite a Siri che avete voglia si sushi, vi proporrà l'elenco dei ristoranti giapponesi più vicini a voi. Potete anche chiedere a Siri "manda un messaggio a mia moglie", e Siri interpreterà i dati impostati nei contatti per capire qual'è il numero di telefono al quale inviare il messaggio, prima di chiedervi di dettare il testo. Oppure potete chiedere più banalmente di lanciare un'App, iniziare la riproduzione di un brano musicale, indicarvi la strada per un determinato indirizzo (in tal caso parte il navigatore della nuova applicazione delle mappe) o cercare in internet determinate informazioni. Siri (oltre che sui nuovi prodotti di prossima uscita) è disponibile solo su iPhone 4S e sul nuovo iPad, ed è accompagnato dalla possibilità di dettare il testo in ogni contesto in cui normalmente compare la tastiera (a parte rare eccezioni, come la barra degli indirizzi di Safari). Il riconoscimento del testo in italiano funziona molto bene e arriva anche in Mountain Lion, con l'aggiornamento a cui abbiamo accennato sopra: parte di questo articolo è stata "scritta" utilizzando proprio questa funzione.
Un'altra funzione che personalmente trovo molto interessante, è quella del Photo Streaming condiviso: con un semplice passaggio, direttamente dalla galleria delle immagini, potete condividere le vostre foto con chiunque abbia un account iCloud (sia sui dispositivi iOS che sul Mac, o anche su Apple TV) oppure visualizzarle su una pagina web, consentendo ai vostri amici di guardarle e commentarle. Questa funzione non ha limiti legati ai vari dispositivi: tutti quelli che possono essere aggiornati a iOS6 avranno la possibilità di condividere le foto in questo modo. Sempre in tema di fotografie, iOS6 aggiunge (ma solo su iPhone 4S) l'opzione per realizzare foto panoramiche: a differenza di altre applicazioni che richiedono di realizzare diversi scatti in sequenza (scatti che vengono poi uniti da un particolare algoritmo), la funzione panoramica integrata della fotocamera di iOS6 si realizza con un movimento continuo del telefono, come se si stesse facendo una ripresa video, e la foto è immediatamente disponibile al termine dello scatto, senza attendere ulteriori tempi di elaborazione: più semplice e più veloce.
Infine, parlando di nuove applicazioni, in iOS6 Apple ha introdotto Passbook, una sorta di "raccoglitore" per biglietti (cinema, concerti, eventi sportivi ecc), carte d'imbarco di diverse compagnie aeree, tessere e carte fedeltà, coupon e documenti similari. Si tratta dell'alternativa, pensata da Apple, alla tecnologia NFC, tecnologia che a Cupertino non è ancora stata abbracciata perché ritenuta non ancora risolutiva o adatta a tutte le situazioni. Le applicazioni in grado di generare documenti da raccogliere in Passbook stanno già arrivando, a testimonianza del fatto che la maggiore semplicità di implementazione di questa soluzione potrebbe rivelarsi un'arma vincente; non mancano inoltre le possibilità di crearsi autonomamente dei documenti da inserire nella nuova applicazione di Apple, passando per esempio da siti come PassSource (utilizzato per generare gli esempi che vedete nelle immagini). Anche Passbook non ha particolari limiti legati alla potenza dell'hardware, ma è disponibile solo su iPhone e iPod Touch, mentre rimane assente dai tablet della Mela. In compenso iPad guadagna, finalmente, un'applicazione di sistema per l'orologio e la sveglia.
iOS6 introduce poi diverse novità, sia estetiche che funzionali, nell'iTunes Store e nell'App Store: al di là delle differenti scelte cromatiche, la pagina di presentazione delle varie App (ma anche della musica e dei film) presenta una struttura diversa, sfruttando al meglio anche lo scorrimento in orizzontale; anche i risultati delle ricerche sono in una forma completamente differente rispetto a prima, e offrono già da subito un maggior numero di informazioni sui prodotti trovati. Nel caso di aggiornamenti non viene più richiesta la password dell'account, e l'inizio del download non provoca l'uscita dallo store, due dettagli che (pur non rappresentando nulla di eclatante) sui sistemi precedenti potevano essere fastidiosi.
Venendo più specificatamente al comparto telefonico, iOS6 aggiunge ad iPhone nuove funzioni per rifiutare le chiamate con un messaggio, o aggiungere automaticamente un promemoria che, quando ci saremo liberati dagli impegni, ci rammenterà che qualcuno ci aveva cercato. In aggiunta a queste opzioni è anche possibile impostare la modalità "non disturbare", che blocca tutte le notifiche e le chiamate eccetto (se lo vogliamo) quelle del gruppo dei preferiti, o quelle più insistenti; questa modalità può anche essere programmata per attivarsi automaticamente in base ad orari prefissati, idealmente quelli notturni.
Se quelle di cui abbiamo parlato finora sono le funzioni più appariscenti della nuova versione di iOS, non mancano numerosi altre modifiche e dettagli più o meno importanti, a partire dall'integrazione con FaceBook, passando per la possibilità di effettuare chiamate FaceTime attraverso la rete 3G (operatori permettendo), e arrivando ad un nuovo pannello di preferenze per la privacy; qui, esattamente come avviene anche in OS X 10.8 (Mountain Lion), possiamo vedere tutte le applicazioni che hanno accesso alle varie categorie dei dati personali presenti sul nostro terminale, e decidere se autorizzare o meno l'accesso.
In conclusione, pur non introducendo alcuna modifica sostanziale negli standard di interfaccia definiti 5 anni fa, iOS6 rappresenta un miglioramento significativo nelle funzionalità offerte da Apple sui propri dispositivi tascabili. Non è ancora ben chiaro fino a che punto arriverà la convergenza tra iOS e OS X, ma è certo che l'anello di congiunzione sarà iCloud, i cui servizi via Web (come facilmente prevedibile) si sono arricchiti nei giorni scorsi delle applicazioni "Note" e "Promemoria".
Tornando all'aggiornamento di iOS, dopo un solo giorno di utilizzo (speso perlopiù a testarne le caratteristiche) è un po' difficile stimare se ci sono state delle modifiche nel consumo della batteria, mentre è ben evidente che la nuova versione del sistema non causa alcun problema di prestazioni ad iPhone 4 e, anche se non ho avuto modo di verificarlo personalmente, pare che si comporti bene anche sul vecchio iPhone 3Gs. L'unica remora che potrebbe trattenere qualcuno dall'aggiornamento deriva da un utilizzo intensivo dell'applicazione "Mappe" di Google (le cui funzioni non sono ancora sostituite al 100 per cento dalla nuova app creata da Apple): considerato che le mappe di Google sono accessibili anche per altre vie (e magari, prossimamente, da un'applicazione della stessa Google) a mio avviso si tratta di un aggiornamento da fare senza porsi troppi problemi.
L'arrivo di una nuova major release di iOS è un evento che gli utenti Apple attendono sempre con entusiasmo, anche perché si tratta dell'occasione in cui i loro dispositivi tascabili (iPhone e iPod touch) o tablet (iPad) vengono dotati di nuove funzioni.
Nel caso specifico di iOS6, l'attesa coinvolgeva un pubblico molto ampio in quanto interessava, seppur a diversi livelli di funzionalità, gli utenti di iPhone 3GS (un telefono del 2009), iPhone 4, iPhone 4S, l'ultima generazione di iPod Touch, iPad 2 e il nuovo iPad. In molti si sono chiesti come mai il primo iPad (che comunque ha già usufruito di tre versioni di iOS) sia rimasto escluso da questo update che supporta addirittura un dispositivo più vecchio come iPhone 3GS: sicuramente si sono delle motivazioni commerciali, visto che iPhone 3GS era in vendita fino ad un paio di settimane fa (cioé fino alla presentazione dell'iPhone 5), mentre il primo iPad non è più in vendita da inizio anno, quando è arrivata la nuova versione del tablet con la mela.
Se però facciamo una verifica delle specifiche tecniche, scopriamo che il primo iPad aveva solo 256MB di memoria RAM, la metà di iPhone 4 (che utilizza lo stesso processore Apple A4) e la stessa quantità di iPhone 3GS, che però si trova a dover gestire una risoluzione ben inferiore: probabilmente il primo iPad avrebbe sofferto in prestazioni tant'è che anche iPhone 3GS e iPhone 4, nonostante siano interessati dall'update, non supportano tutte le funzioni di iOS6, funzioni che sono supportate in toto solo da iPhone 4S (oltre, ovviamente, all'iPhone 5 in uscita nei prossimi giorni).
Nonostante il prevedibile rischio di intasamento dei server, nel giro di un'oretta ho eseguito il backup e aggiornato sia iPhone 4S che iPad (mentre mia moglie aggiornava anche iPhone 4); più lento invece il successivo aggiornamento di tutte le App che hanno aggiunto la compatibilità al nuovo sistema o hanno approfittato dell'occasione per aggiungere funzioni o eseguire un restiling in vista dello schermo allungato di iPhone 5. Gli aggiornamenti hanno coinvolto pressoché tutte le App prodotte da Apple, e la sempre maggiore integrazione tra iOS e OSX (attraverso iCloud) si evince anche dal fatto che contestualmente è stato rilasciato anche un aggiornamento di Mountain Lion (per la precisione la versione 10.8.2) e di altre applicazioni Apple per Mac, in particolare Aperture e iPhoto, per supportare al meglio la nuova funzione di Photo Streaming condiviso.
Ma entriamo nel vivo del nuovo sistema mobile: iOS6 segna una piccola rivoluzione nell'ecosistema dei dispositivi Apple in quanto tronca in modo deciso il legame con Google, legame che aveva assicurato, fin dalla nascita di iPhone nel 2007, la disponibilità di applicazioni native per le mappe e per la visualizzazione dei video su YouTube (pur senza il supporto di Adobe Flash). Quest'ultima può essere sostituita dall'apposita App rilasciata da Google nei giorni scorsi, graficamente più gradevole ma a mio avviso molto meno funzionale, senza considerare il fatto che non esiste (ancora) nella versione per iPad: per il momento può risultare più comodo rinunciare all'App e passare direttamente dal Web anche perché, in ogni caso, il video viene visualizzato a schermo pieno sfruttando al meglio il display.
Per le mappe invece Apple ha realizzato una nuova applicazione nativa, un'applicazione che utilizza i contributi di OSM (OpenStreetMap), di TomTom e di Waze (per la navigazione), di DigitalGlobe (per le immagini satellitari), di Yelp (per le indicazioni di ristoranti e servizi) e di molti altri ancora, compresa la NASA. Il risultato è un'applicazione comoda da utilizzare (in quanto meglio integrata con il resto del sistema) e dotata di un navigatore turn by turn che, sperimentato nel tragitto casa-ufficio di 30 minuti, si è dimostrato efficiente anche in occasione dei ricalcoli forzati dai miei cambi di tragitto.
Tra le pecche del navigatore va sicuramente segnalata l'impossibilità di scaricare le mappe offline mentre, parlando globalmente dell'applicazione, il livello di dettaglio delle mappe può essere più o meno accurato a seconda delle zone: in alcune città (neanche troppo piccole) il livello di dettaglio della vista satellitare è ancora molto basso, e le indicazioni dei servizi non sono sempre complete. Diciamo che c'è molto spazio per i miglioramenti e per l'aggiunta di quelle informazioni che ancora mancano, ma l'impostazione sembra migliore rispetto a prima. L'altra novità della nuova applicazione delle mappe è il famoso Flyover, ovvero la possibilità di "sorvolare" alcune zone urbane interamente ricostruite in 3D (per quanto riguarda l'Italia, al momento Flyover è in grado di mostrare le città di Roma e Milano). Si tratta di un effetto molto scenografico, anche utile in alcune situazioni, ma sicuramente dispendioso in termini di traffico dati.
Flyover e il navigatore turn by turn fanno parte di quelle funzioni non disponibili per per iPhone 3GS, e nemmeno per iPhone 4, mentre sono disponibili sull'iPhone 4S e su iPad 2. Con l'abbandono delle mappe di Google, si perde anche la visuale StreetView: in attesa che una funzione simile venga ripristinata da uno dei nuovi partner di Apple (pare che proprio TomTom sia in procinto di avviare un servizio di questo tipo), chi proprio non potesse fare a meno di questa visuale può rivolgersi ad applicazioni alternative, come Street Viewer o Live Street View.
Un'altra grande novità, quantomeno per gli utenti italiani, è l'arrivo di Siri, funzionalità che (a scanso di equivoci) sul sito viene dichiarata ancora in fase di beta. Per far comprendere al meglio l'utilità dell'assistente vocale di Apple possiamo dire che Siri non si limita alla comprensione vocale di semplici comandi, ma si comporta (se è lecito parlare di "comportamento") come un assistente vero e proprio, interagendo con l'utente per comprendere al meglio le sue richieste. Se per esempio è da poco passata la mezzanotte, e chiedete a Siri di fissarvi un appuntamento per domani, Siri vi chiederà una conferma sulla data, perché presumibilmente la vostra intenzione è quella di metterlo a calendario per il giorno che è appena iniziato; e se per quell'ora avete già un altro appuntamento, Siri vi avvisa chiedendovi se siete sicuri di volerne fissare un'altro.
Un'altro esempio: se dite a Siri che avete voglia si sushi, vi proporrà l'elenco dei ristoranti giapponesi più vicini a voi. Potete anche chiedere a Siri "manda un messaggio a mia moglie", e Siri interpreterà i dati impostati nei contatti per capire qual'è il numero di telefono al quale inviare il messaggio, prima di chiedervi di dettare il testo. Oppure potete chiedere più banalmente di lanciare un'App, iniziare la riproduzione di un brano musicale, indicarvi la strada per un determinato indirizzo (in tal caso parte il navigatore della nuova applicazione delle mappe) o cercare in internet determinate informazioni. Siri (oltre che sui nuovi prodotti di prossima uscita) è disponibile solo su iPhone 4S e sul nuovo iPad, ed è accompagnato dalla possibilità di dettare il testo in ogni contesto in cui normalmente compare la tastiera (a parte rare eccezioni, come la barra degli indirizzi di Safari). Il riconoscimento del testo in italiano funziona molto bene e arriva anche in Mountain Lion, con l'aggiornamento a cui abbiamo accennato sopra: parte di questo articolo è stata "scritta" utilizzando proprio questa funzione.
Un'altra funzione che personalmente trovo molto interessante, è quella del Photo Streaming condiviso: con un semplice passaggio, direttamente dalla galleria delle immagini, potete condividere le vostre foto con chiunque abbia un account iCloud (sia sui dispositivi iOS che sul Mac, o anche su Apple TV) oppure visualizzarle su una pagina web, consentendo ai vostri amici di guardarle e commentarle. Questa funzione non ha limiti legati ai vari dispositivi: tutti quelli che possono essere aggiornati a iOS6 avranno la possibilità di condividere le foto in questo modo. Sempre in tema di fotografie, iOS6 aggiunge (ma solo su iPhone 4S) l'opzione per realizzare foto panoramiche: a differenza di altre applicazioni che richiedono di realizzare diversi scatti in sequenza (scatti che vengono poi uniti da un particolare algoritmo), la funzione panoramica integrata della fotocamera di iOS6 si realizza con un movimento continuo del telefono, come se si stesse facendo una ripresa video, e la foto è immediatamente disponibile al termine dello scatto, senza attendere ulteriori tempi di elaborazione: più semplice e più veloce.
Infine, parlando di nuove applicazioni, in iOS6 Apple ha introdotto Passbook, una sorta di "raccoglitore" per biglietti (cinema, concerti, eventi sportivi ecc), carte d'imbarco di diverse compagnie aeree, tessere e carte fedeltà, coupon e documenti similari. Si tratta dell'alternativa, pensata da Apple, alla tecnologia NFC, tecnologia che a Cupertino non è ancora stata abbracciata perché ritenuta non ancora risolutiva o adatta a tutte le situazioni. Le applicazioni in grado di generare documenti da raccogliere in Passbook stanno già arrivando, a testimonianza del fatto che la maggiore semplicità di implementazione di questa soluzione potrebbe rivelarsi un'arma vincente; non mancano inoltre le possibilità di crearsi autonomamente dei documenti da inserire nella nuova applicazione di Apple, passando per esempio da siti come PassSource (utilizzato per generare gli esempi che vedete nelle immagini). Anche Passbook non ha particolari limiti legati alla potenza dell'hardware, ma è disponibile solo su iPhone e iPod Touch, mentre rimane assente dai tablet della Mela. In compenso iPad guadagna, finalmente, un'applicazione di sistema per l'orologio e la sveglia.
iOS6 introduce poi diverse novità, sia estetiche che funzionali, nell'iTunes Store e nell'App Store: al di là delle differenti scelte cromatiche, la pagina di presentazione delle varie App (ma anche della musica e dei film) presenta una struttura diversa, sfruttando al meglio anche lo scorrimento in orizzontale; anche i risultati delle ricerche sono in una forma completamente differente rispetto a prima, e offrono già da subito un maggior numero di informazioni sui prodotti trovati. Nel caso di aggiornamenti non viene più richiesta la password dell'account, e l'inizio del download non provoca l'uscita dallo store, due dettagli che (pur non rappresentando nulla di eclatante) sui sistemi precedenti potevano essere fastidiosi.
Venendo più specificatamente al comparto telefonico, iOS6 aggiunge ad iPhone nuove funzioni per rifiutare le chiamate con un messaggio, o aggiungere automaticamente un promemoria che, quando ci saremo liberati dagli impegni, ci rammenterà che qualcuno ci aveva cercato. In aggiunta a queste opzioni è anche possibile impostare la modalità "non disturbare", che blocca tutte le notifiche e le chiamate eccetto (se lo vogliamo) quelle del gruppo dei preferiti, o quelle più insistenti; questa modalità può anche essere programmata per attivarsi automaticamente in base ad orari prefissati, idealmente quelli notturni.
Se quelle di cui abbiamo parlato finora sono le funzioni più appariscenti della nuova versione di iOS, non mancano numerosi altre modifiche e dettagli più o meno importanti, a partire dall'integrazione con FaceBook, passando per la possibilità di effettuare chiamate FaceTime attraverso la rete 3G (operatori permettendo), e arrivando ad un nuovo pannello di preferenze per la privacy; qui, esattamente come avviene anche in OS X 10.8 (Mountain Lion), possiamo vedere tutte le applicazioni che hanno accesso alle varie categorie dei dati personali presenti sul nostro terminale, e decidere se autorizzare o meno l'accesso.
In conclusione, pur non introducendo alcuna modifica sostanziale negli standard di interfaccia definiti 5 anni fa, iOS6 rappresenta un miglioramento significativo nelle funzionalità offerte da Apple sui propri dispositivi tascabili. Non è ancora ben chiaro fino a che punto arriverà la convergenza tra iOS e OS X, ma è certo che l'anello di congiunzione sarà iCloud, i cui servizi via Web (come facilmente prevedibile) si sono arricchiti nei giorni scorsi delle applicazioni "Note" e "Promemoria".
Tornando all'aggiornamento di iOS, dopo un solo giorno di utilizzo (speso perlopiù a testarne le caratteristiche) è un po' difficile stimare se ci sono state delle modifiche nel consumo della batteria, mentre è ben evidente che la nuova versione del sistema non causa alcun problema di prestazioni ad iPhone 4 e, anche se non ho avuto modo di verificarlo personalmente, pare che si comporti bene anche sul vecchio iPhone 3Gs. L'unica remora che potrebbe trattenere qualcuno dall'aggiornamento deriva da un utilizzo intensivo dell'applicazione "Mappe" di Google (le cui funzioni non sono ancora sostituite al 100 per cento dalla nuova app creata da Apple): considerato che le mappe di Google sono accessibili anche per altre vie (e magari, prossimamente, da un'applicazione della stessa Google) a mio avviso si tratta di un aggiornamento da fare senza porsi troppi problemi.
martedì 18 settembre 2012
2, 24, 6, 7, 9, 15, 3... diamo i numeri
Nell'attesa di iO6 (che scaricherò appena disponibile per testarlo sia su iPhone che su iPad), Apple annuncia che in sole 24 ore sono stati venduti (per la precisione preordinati) 2 milioni di iPhone 5, cifra che polverizza qualsiasi record precedente, alla faccia dei soliti haters che bollavano il nuovo telefono di Apple come sicuro flop, giudicandolo come non-innovativo oppure non-rivoluzionario, appellativi generici che (in mancanza di reali giustificazioni) consentono di praticare il diffuso sport della critica per partito preso.
A New York, davanti all'arcinoto cubo di cristallo, c'è anche chi si è già messo in fila, con oltre una settimana di anticipo, per accaparrarsi i primi modelli che arriveranno nei negozi... ma queste sono cose un po' inconsuete di chi, magari, cerca un piccolo momento di celebrità sul web...
Quello di cui vorrei parlare oggi (e sarà un argomento che svilupperò in futuro con un articolo ad-hoc) riguarda però il processore utilizzato da Apple nell'iPhone 5. Se era relativamente facile pronosticare (anche con largo anticipo) che il nuovo iPhone avrebbe avuto una CPU con una nuova architettura, era meno facile intuire che il nuovo Apple A6 non si sarebbe basato su un'architettura standard come la ARM Cortex A15, né su altre architetture standard, ma piuttosto su un'architettura pesantemente customizzata da Apple per ottimizzare al meglio le prestazioni del proprio sistema, sui propri device, sia in termini di potenza calcolo che di consumi energetici.
Anche se i dettagli sono ancora pochi, come ben spiegato da Anandtech, Apple possiede sia la licenza per produrre CPU basate sulle tecnologie standard ARM, sia quella per customizzarle basandosi comunque sui relativi set di istruzioni. Nello specifico Apple ha progettato un'architettura proprietaria basandosi sulle istruzioni ARM-v7s, le stesse dell'architettura ARM Cortex A15, più avanzate delle ARM-v7 utilizzate dall'architettura Cortex A9 (utilizzata dai precedenti SoC Apple A4, A5, A5x, nonché da diversi concorrenti). Il risultato è un processore dual core che gira a clock relativamente bassi ma che assicura prestazioni paragonabile (se non migliori) a quelle di altri processori quad-core, che girano a clock ben più elevati, ma ancora legati alla "vecchia" architettura ARM Cortex A9.
Questa considerazione da sola basterebbe per far capire che l'innovazione di Apple non passa solamente da uno schermo allungato, da un'estetica che alcuni giudicano troppo simile al modello precedente (senza rendersi conto che certe scelte comportano una reingegnerizzazione completa della componentistica interna) o dalla fatto che siano presenti o meno porte USB o SD... progettare un processore personalizzato è una grande innovazione, senza considerare le particolarità del processo produttivo e altri dettagli minori, come le cuffie EarPods, frutto (pare) di 3 anni di studi legati alla geometria dell'orecchio, e di una moltitudine di prototipi realizzati con diversi materiali... spero solo che "càlzino" meglio dei precedenti, perché ho 6 paia di cuffie marchiate Apple che giacciono inutilizzate.
A New York, davanti all'arcinoto cubo di cristallo, c'è anche chi si è già messo in fila, con oltre una settimana di anticipo, per accaparrarsi i primi modelli che arriveranno nei negozi... ma queste sono cose un po' inconsuete di chi, magari, cerca un piccolo momento di celebrità sul web...
Quello di cui vorrei parlare oggi (e sarà un argomento che svilupperò in futuro con un articolo ad-hoc) riguarda però il processore utilizzato da Apple nell'iPhone 5. Se era relativamente facile pronosticare (anche con largo anticipo) che il nuovo iPhone avrebbe avuto una CPU con una nuova architettura, era meno facile intuire che il nuovo Apple A6 non si sarebbe basato su un'architettura standard come la ARM Cortex A15, né su altre architetture standard, ma piuttosto su un'architettura pesantemente customizzata da Apple per ottimizzare al meglio le prestazioni del proprio sistema, sui propri device, sia in termini di potenza calcolo che di consumi energetici.
Anche se i dettagli sono ancora pochi, come ben spiegato da Anandtech, Apple possiede sia la licenza per produrre CPU basate sulle tecnologie standard ARM, sia quella per customizzarle basandosi comunque sui relativi set di istruzioni. Nello specifico Apple ha progettato un'architettura proprietaria basandosi sulle istruzioni ARM-v7s, le stesse dell'architettura ARM Cortex A15, più avanzate delle ARM-v7 utilizzate dall'architettura Cortex A9 (utilizzata dai precedenti SoC Apple A4, A5, A5x, nonché da diversi concorrenti). Il risultato è un processore dual core che gira a clock relativamente bassi ma che assicura prestazioni paragonabile (se non migliori) a quelle di altri processori quad-core, che girano a clock ben più elevati, ma ancora legati alla "vecchia" architettura ARM Cortex A9.
Questa considerazione da sola basterebbe per far capire che l'innovazione di Apple non passa solamente da uno schermo allungato, da un'estetica che alcuni giudicano troppo simile al modello precedente (senza rendersi conto che certe scelte comportano una reingegnerizzazione completa della componentistica interna) o dalla fatto che siano presenti o meno porte USB o SD... progettare un processore personalizzato è una grande innovazione, senza considerare le particolarità del processo produttivo e altri dettagli minori, come le cuffie EarPods, frutto (pare) di 3 anni di studi legati alla geometria dell'orecchio, e di una moltitudine di prototipi realizzati con diversi materiali... spero solo che "càlzino" meglio dei precedenti, perché ho 6 paia di cuffie marchiate Apple che giacciono inutilizzate.
sabato 15 settembre 2012
Quattro pollici di iPhone
Dopo i brevi commenti di giovedì, ripropongo il mio articolo pubblicato su Punto-Informatico, sempre relativo all'evento di presentazione dell'iPhone 5.
L'autunno di quest'anno si preannuncia molto caldo, anche sul fronte degli smartphone. Mentre Samsung festeggia i 20 milioni di esemplari della sua ultima creazione, il Galaxy SIII (traguardo raggiunto anche grazie alla promozione che promette in regalo un Galaxy Tab da 7"), dimenticando almeno in parte la recente sentenza che l'ha vista uscire sconfitta nei confronti di Apple (anche se la guerra dei brevetti è appena iniziata) e le numerose polemiche che accompagnano, come di consueto, i prodotti che hanno il maggior richiamo mediatico, la concorrenza non sta certo a guardare.
Nokia presenta la nuova serie di Lumia basata su Windows Phone, con tanto di magra figura per il falso video e reazioni in borsa non proprio entusiaste, anche se il prodotto riuscirà sicuramente a ritagliarsi una discreta fetta di pubblico. Inoltre la recente IFA di Berlino ha fatto un grande sfoggio di numerosi prodotti Android, una vera e propria orda pronta ad invadere il mercato nei prossimi mesi, con Motorola in testa nel campo degli smartphone (vista la recente acquisizione da parte di Google) e Amazon che con il suo Kindle Fire sembra essere l'unica in grado di contrastare la posizione dominante di iPad.
Come di consueto Apple ha lasciato libero sfogo alla concorrenza, all'abbuffata di notizie che, sovrapponendosi l'una con l'altra, si tolgono spazio a vicenda, e ha sfruttato il volano deirumors (arma potenzialmente a doppio taglio) per creare la giusta attesa intorno ad un evento, nonostante si sapesse già tutto, o quasi. "Buy the rumor, sell the news" (compra sulle voci, e vendi sulle notizie) recita un vecchio detto in voga tra gli investitori, consigliando di comprare quando c'è grande attesa ma il valore del titolo è ancora basso, per vendere a giochi fatti, quando tutti si buttano acquistare i titoli e il valore sale: l'attesa intorno al nuovo iPhone era molto alta, con tanto di studi che vedevano il nuovo melafonino in grado di risollevare il PIL statunitense di mezzo punto percentuale.
Nokia presenta la nuova serie di Lumia basata su Windows Phone, con tanto di magra figura per il falso video e reazioni in borsa non proprio entusiaste, anche se il prodotto riuscirà sicuramente a ritagliarsi una discreta fetta di pubblico. Inoltre la recente IFA di Berlino ha fatto un grande sfoggio di numerosi prodotti Android, una vera e propria orda pronta ad invadere il mercato nei prossimi mesi, con Motorola in testa nel campo degli smartphone (vista la recente acquisizione da parte di Google) e Amazon che con il suo Kindle Fire sembra essere l'unica in grado di contrastare la posizione dominante di iPad.
Come di consueto Apple ha lasciato libero sfogo alla concorrenza, all'abbuffata di notizie che, sovrapponendosi l'una con l'altra, si tolgono spazio a vicenda, e ha sfruttato il volano deirumors (arma potenzialmente a doppio taglio) per creare la giusta attesa intorno ad un evento, nonostante si sapesse già tutto, o quasi. "Buy the rumor, sell the news" (compra sulle voci, e vendi sulle notizie) recita un vecchio detto in voga tra gli investitori, consigliando di comprare quando c'è grande attesa ma il valore del titolo è ancora basso, per vendere a giochi fatti, quando tutti si buttano acquistare i titoli e il valore sale: l'attesa intorno al nuovo iPhone era molto alta, con tanto di studi che vedevano il nuovo melafonino in grado di risollevare il PIL statunitense di mezzo punto percentuale.
Ma veniamo all'evento vero e proprio: l'elenco di tutte le novità lo potete trovare nella direttadi ieri, mentre ora possiamo concentrarci sui principali elementi di novità.
iPhone 5 è stato sicuramente il dispositivo principe dell'evento: dal 2007 ad oggi Apple si è sempre mossa all'insegna della tradizione, con uno schermo da 3,5" rimasto sempre invariato in dimensioni e proporzioni, e oggetto di un attenta valutazione al momento del passaggio al Retina Display, con un preciso raddoppio dei pixel nelle due dimensioni. È ovvio quindi che il cambio di proporzione proposto dal nuovo iPhone ha suscitato (già quando se ne parlava a livello di rumors) i pareri più contrastanti: la concorrenza propone da tempo display più grandi ma, al di là della migliore leggibilità, uno schermo troppo largo può influenzare in modo negativo l'usabilità del dispositivo che, per definizione, andrebbe utilizzato con una sola mano. La scelta di Apple è stata quella di modificare le proporzioni dello schermo passando dai 3:2 al 16:9, arrivando ad uno schermo da 4" ma senza modificare l'impugnatura del dispositivo.
Il confronto con i modelli precedenti evidenzia che la larghezza è la medesima, l'altezza aumenta di soli 8mm, e lo schermo passa dai 960x640 pixel ai 1136x640 pixel, offrendo una riga in più di icone per ogni schermata, e spazio in più per ogni applicazione, anche se di fatto non va a migliorare la leggibilità del testo: la densità di pixel rimane invariata (326 ppi) e la larghezza, come abbiamo già detto, è sempre la stessa. In realtà, al di là delle dimensioni, il nuovo schermo è di tipo diverso, è più sottile (integra la funzione touch direttamente nel display), offre colori più saturi del 44 per cento ed è meno affetto dai problemi di riflessi: complessivamente il risultato è un display nettamente migliore.
Un altro vantaggio di questa soluzione è che le vecchie applicazioni potranno girare in modo ottimale, senza alcuna modifica, con la semplice aggiunta di due bande nere ai lati. Tornando invece alle dimensioni, l'iPhone 5 è più sottile del 18 per cento rispetto al precedente modello e pesa il 20 per cento in meno ma, nonostante lo spazio minore, la batteria riesce ad assicurare un'autonomia migliorata.
Al di là delle migliorie estetiche (alluminio anodizzato, vetroceramica, spigoli smussati e lucidati con diamante cristallino ecc) la vera novità, a mio avviso, sta all'interno di iPhone 5: il nuovo processore Apple A6 (di cui si conoscono ancora pochi dettagli, tra cui il fatto che è basato su tecnologia ARM Cortex A15) offre prestazioni doppie sia in termini di calcolo che a livello grafico, miglioria che consente ad Apple di fare un notevole passo in avanti rispetto alla generazione precedente.
L'altro grande cambiamento introdotto da Apple è il connettore Lightning che, dopo circa un decennio, rimpiazza il connettore Dock: 8 poli anziché 30, completamente digitale, estremamente più sottile, e inseribile in entrambe le direzioni. Al di là dei vantaggi offerti dalla nuova connessione, ci sarà qualche problema per chi possiede diversi accessori, e non a caso Apple ha realizzato un adattatore. Anche perché a fianco di iPhone 5 resteranno in vendita altri due modelli col "vecchio" connettore: iPhone 4 con capacità 8GB e iPhone 4S con capacità di 16GB. Rimane qualche dubbio sull'effettiva usabilità dell'adattatore in determinati contesti, per esempio per inserire l'iPhone in quei dock dove, l'aggiunta di un intermediario, fa mancare il necessario sostegno al dispositivo.
Se il discorso iPhone si può chiudere qui (perlomeno finché non avremo la possibilità di provarne uno e valutare, oltre a quanto già detto, anche la nuova fotocamera e i nuovi auricolari EarPods), le novità di ieri non sono ceto esaurite: la più importante è l'arrivo di iOS6, che sarà disponibile a partire da mercoledì prossimo come download gratuito. iOS6 rappresenterà per Apple un aggiornamento importante anche a livello strategico, in quanto segnerà un punto di rottura con Google. Al di là della sparizione dell'applicazione Youtube (che Google ha reso comunque disponibile sull'AppStore in una nuova veste), le nuove mappe assicureranno ad Apple una certa indipendenza dal suo concorrente più diretto: Apple potrà decidere di sviluppare in piena autonomia tutto ciò che ruota intorno alla propria applicazione, caratterizzandola in modo diverso da quella che si può invece trovare su tutti gli altri telefoni Android. Sempre a livello strategico, l'integrazione di FaceBook a livello di sistema, e il nuovoPassbook (cioé la funzione che "ospita" biglietti, carte d'imbarco, tessere fedeltà ecc) potranno dare una marcia in più al sistema di Cupertino.
Restando ancora in tema di software, a ottobre arriverà anche una nuova versione di iTunes, un rinnovamento estetico che, nella parte di gestione musicale, lo rende molto simile alla controparte per iPad (ancora un passo in questa direzione). Resta da vedere se ci saranno cambiamenti importanti anche a livello di sincronizzazione con i dispositivi iOS, visto che iCloud assume un'importanza sempre maggiore, ma per esprimere un giudizio su questo aspetto dobbiamo attendere ancora qualche settimana.
L'evento si è concluso con altri due aggiornamenti hardware importanti, quelli della linea iPod. Il nuovo iPod Touch guadagna il display aggiornato dell'iPhone 5, eredita il processore Apple A5, una fotocamera da 5Mpixel con flash, qualche grammo in meno, e qualche colore in più. Complessivamente si tratta di uno dei maggiori aggiornamenti di questa linea di prodotto, e personalmente trovo più gradevole anche la nuova linea meno affusolata ma più sottile (anche se sono un po' scettico sulle scelte cromatiche). Non vedo invece molti vantaggi nel restiling del nuovo iPod nano: se il modello precedente aveva una certa personalità, soprattutto se "indossato" con la clip o come orologio, il nuovo sembra una "vecchia versione" di iPod Touch, con un display più piccolo e senza la possibilità di caricare App.
Certo, il lavoro di ingegneria è notevole (il nuovo iPod nano è spesso solo 5mm) e per vedere foto o filmati lo schermo da 2.5" è tutt'un'altra cosa rispetto al precedente display, senza considerare la maggior comodità dei comandi: ma con un iPod Touch (della precedente generazione) che costa solo 20 Euro in più (199 contro 179) non so se il pubblico possa essere ancora interessato ad un prodotto di questo tipo. Continua invece il mistero intorno all'iPod classic, che da tre anni a questa parte non viene aggiornato ma continua a rimanere a listino: dubito che ci saranno ulteriori cambiamenti prima di Natale, quindi per qualsiasi novità nel settore iPod se ne riparlerà nel 2013.
iPhone 5 è stato sicuramente il dispositivo principe dell'evento: dal 2007 ad oggi Apple si è sempre mossa all'insegna della tradizione, con uno schermo da 3,5" rimasto sempre invariato in dimensioni e proporzioni, e oggetto di un attenta valutazione al momento del passaggio al Retina Display, con un preciso raddoppio dei pixel nelle due dimensioni. È ovvio quindi che il cambio di proporzione proposto dal nuovo iPhone ha suscitato (già quando se ne parlava a livello di rumors) i pareri più contrastanti: la concorrenza propone da tempo display più grandi ma, al di là della migliore leggibilità, uno schermo troppo largo può influenzare in modo negativo l'usabilità del dispositivo che, per definizione, andrebbe utilizzato con una sola mano. La scelta di Apple è stata quella di modificare le proporzioni dello schermo passando dai 3:2 al 16:9, arrivando ad uno schermo da 4" ma senza modificare l'impugnatura del dispositivo.
Il confronto con i modelli precedenti evidenzia che la larghezza è la medesima, l'altezza aumenta di soli 8mm, e lo schermo passa dai 960x640 pixel ai 1136x640 pixel, offrendo una riga in più di icone per ogni schermata, e spazio in più per ogni applicazione, anche se di fatto non va a migliorare la leggibilità del testo: la densità di pixel rimane invariata (326 ppi) e la larghezza, come abbiamo già detto, è sempre la stessa. In realtà, al di là delle dimensioni, il nuovo schermo è di tipo diverso, è più sottile (integra la funzione touch direttamente nel display), offre colori più saturi del 44 per cento ed è meno affetto dai problemi di riflessi: complessivamente il risultato è un display nettamente migliore.
Un altro vantaggio di questa soluzione è che le vecchie applicazioni potranno girare in modo ottimale, senza alcuna modifica, con la semplice aggiunta di due bande nere ai lati. Tornando invece alle dimensioni, l'iPhone 5 è più sottile del 18 per cento rispetto al precedente modello e pesa il 20 per cento in meno ma, nonostante lo spazio minore, la batteria riesce ad assicurare un'autonomia migliorata.
Al di là delle migliorie estetiche (alluminio anodizzato, vetroceramica, spigoli smussati e lucidati con diamante cristallino ecc) la vera novità, a mio avviso, sta all'interno di iPhone 5: il nuovo processore Apple A6 (di cui si conoscono ancora pochi dettagli, tra cui il fatto che è basato su tecnologia ARM Cortex A15) offre prestazioni doppie sia in termini di calcolo che a livello grafico, miglioria che consente ad Apple di fare un notevole passo in avanti rispetto alla generazione precedente.
L'altro grande cambiamento introdotto da Apple è il connettore Lightning che, dopo circa un decennio, rimpiazza il connettore Dock: 8 poli anziché 30, completamente digitale, estremamente più sottile, e inseribile in entrambe le direzioni. Al di là dei vantaggi offerti dalla nuova connessione, ci sarà qualche problema per chi possiede diversi accessori, e non a caso Apple ha realizzato un adattatore. Anche perché a fianco di iPhone 5 resteranno in vendita altri due modelli col "vecchio" connettore: iPhone 4 con capacità 8GB e iPhone 4S con capacità di 16GB. Rimane qualche dubbio sull'effettiva usabilità dell'adattatore in determinati contesti, per esempio per inserire l'iPhone in quei dock dove, l'aggiunta di un intermediario, fa mancare il necessario sostegno al dispositivo.
Se il discorso iPhone si può chiudere qui (perlomeno finché non avremo la possibilità di provarne uno e valutare, oltre a quanto già detto, anche la nuova fotocamera e i nuovi auricolari EarPods), le novità di ieri non sono ceto esaurite: la più importante è l'arrivo di iOS6, che sarà disponibile a partire da mercoledì prossimo come download gratuito. iOS6 rappresenterà per Apple un aggiornamento importante anche a livello strategico, in quanto segnerà un punto di rottura con Google. Al di là della sparizione dell'applicazione Youtube (che Google ha reso comunque disponibile sull'AppStore in una nuova veste), le nuove mappe assicureranno ad Apple una certa indipendenza dal suo concorrente più diretto: Apple potrà decidere di sviluppare in piena autonomia tutto ciò che ruota intorno alla propria applicazione, caratterizzandola in modo diverso da quella che si può invece trovare su tutti gli altri telefoni Android. Sempre a livello strategico, l'integrazione di FaceBook a livello di sistema, e il nuovoPassbook (cioé la funzione che "ospita" biglietti, carte d'imbarco, tessere fedeltà ecc) potranno dare una marcia in più al sistema di Cupertino.
Restando ancora in tema di software, a ottobre arriverà anche una nuova versione di iTunes, un rinnovamento estetico che, nella parte di gestione musicale, lo rende molto simile alla controparte per iPad (ancora un passo in questa direzione). Resta da vedere se ci saranno cambiamenti importanti anche a livello di sincronizzazione con i dispositivi iOS, visto che iCloud assume un'importanza sempre maggiore, ma per esprimere un giudizio su questo aspetto dobbiamo attendere ancora qualche settimana.
L'evento si è concluso con altri due aggiornamenti hardware importanti, quelli della linea iPod. Il nuovo iPod Touch guadagna il display aggiornato dell'iPhone 5, eredita il processore Apple A5, una fotocamera da 5Mpixel con flash, qualche grammo in meno, e qualche colore in più. Complessivamente si tratta di uno dei maggiori aggiornamenti di questa linea di prodotto, e personalmente trovo più gradevole anche la nuova linea meno affusolata ma più sottile (anche se sono un po' scettico sulle scelte cromatiche). Non vedo invece molti vantaggi nel restiling del nuovo iPod nano: se il modello precedente aveva una certa personalità, soprattutto se "indossato" con la clip o come orologio, il nuovo sembra una "vecchia versione" di iPod Touch, con un display più piccolo e senza la possibilità di caricare App.
Certo, il lavoro di ingegneria è notevole (il nuovo iPod nano è spesso solo 5mm) e per vedere foto o filmati lo schermo da 2.5" è tutt'un'altra cosa rispetto al precedente display, senza considerare la maggior comodità dei comandi: ma con un iPod Touch (della precedente generazione) che costa solo 20 Euro in più (199 contro 179) non so se il pubblico possa essere ancora interessato ad un prodotto di questo tipo. Continua invece il mistero intorno all'iPod classic, che da tre anni a questa parte non viene aggiornato ma continua a rimanere a listino: dubito che ci saranno ulteriori cambiamenti prima di Natale, quindi per qualsiasi novità nel settore iPod se ne riparlerà nel 2013.
giovedì 13 settembre 2012
evento 12-5... brevi commenti a caldo (diciamo tiepidi)
BELLO
-il nuovo iPhone, visto nella sua ufficialità, con tutti i dettagli e i particolari del caso, mi pare davvero bello, anche se sono indeciso su quale colore sia meglio: bisognerebbe vederli dal vivo.
-l'iPod Touch sta prendendo una direzione interessante: processore di una generazione precedente per mantenere bassi (tutto è relativo) i prezzi, fotocamera interessante, display al passo con l'iPhone, e nuova linea meno affusolata... peccato per i colori un po' demodè...
-iOS6: non vedo l'ora di scaricarlo, sia sull'iPhone che sull'iPad, in particolare per la condivisione del Photo Streaming e per Passbook
BRUTTO
-sarà che mi ero affezionato alla possibilità di portarlo come orologio, ma il nuovo iPod nano non mi piace per niente...
-il nuovo iTunes... certo, bisognerà vederlo all'opera, ma lo stile simil-iPad non mi fa per niente impazzire: speriamo che abbia altri pregi...
-l'iPod Classic rimane così com'è? Tre anni senza aggiornamenti (a memoria, nemmeno di prezzo)?
A MARGINE
-Pare che la quota di mercato dell'iPad sia incredibilmente in crescita: chissà cos'accadrà quando uscirà il modello da 7"...
-il nuovo iPhone, visto nella sua ufficialità, con tutti i dettagli e i particolari del caso, mi pare davvero bello, anche se sono indeciso su quale colore sia meglio: bisognerebbe vederli dal vivo.
-l'iPod Touch sta prendendo una direzione interessante: processore di una generazione precedente per mantenere bassi (tutto è relativo) i prezzi, fotocamera interessante, display al passo con l'iPhone, e nuova linea meno affusolata... peccato per i colori un po' demodè...
-iOS6: non vedo l'ora di scaricarlo, sia sull'iPhone che sull'iPad, in particolare per la condivisione del Photo Streaming e per Passbook
BRUTTO
-sarà che mi ero affezionato alla possibilità di portarlo come orologio, ma il nuovo iPod nano non mi piace per niente...
-il nuovo iTunes... certo, bisognerà vederlo all'opera, ma lo stile simil-iPad non mi fa per niente impazzire: speriamo che abbia altri pregi...
-l'iPod Classic rimane così com'è? Tre anni senza aggiornamenti (a memoria, nemmeno di prezzo)?
A MARGINE
-Pare che la quota di mercato dell'iPad sia incredibilmente in crescita: chissà cos'accadrà quando uscirà il modello da 7"...
domenica 9 settembre 2012
Di tutto di più... più o meno...
Oggi notavo una tastiera per PC che sul lato destro, sotto il tastierino numerico (debitamente "spostato" verso l'alto) accoglieva un trackpad con i relativi due pulsanti per il click sinistro e destro.
Pur comprendendo la necessita' di una simile scelta (che puo' essere legata sia alla volonta' di dare una soluzione "compatta" in mancanza di mouse, sia alla possibilita' di offrire l'utilizzo di gesture anche su un sistema desktop, soprattutto in vista di Windows 8) non ho potuto fare a meno di notare la differente filosofia di scelta tra la soluzione proposta da Apple e quella che ho visto oggi.
Apple sceglie la via della semplificazione: offre una tastiera compatta, senza tastierino numerico (confidando, forse, anche nel fatto che la gente e' sempre piu' abituata alle tastiere delle macchine portatili, vendute ormai in grande maggioranza) e un trackpad di dimensioni generose, un trackpad che si affianca alla perfezione alla tastiera compatta e che consente di sfruttare al meglio le nuove modalita' di interazione introdotte in Lion, modalita' che fanno grande uso di gestures. Per inciso, per chi non lo sapesse, il trackpad di Apple (le cui dimensioni sono generose anche sui portatili) non ha pulsanti separati e si affida al tap con due dita per "emulare" il click destro: una grande area riservata a numerose funzioni attivabili con due, tre, e quattro dita, gesture che si utilizzano per selezionare, trascinare, zoomare, scorrere documenti immagini in tutte le direzioni, muoversi avanti e indietro tra le pagine, cambiare spazio di lavoro (e quindi applicazione, se le utilizziamo lo schermo pieno) richiamare Mission Control, Launchpad, la nuova area delle notifiche, e altro ancora... Da quando ci sono tutte queste gestures, il Magic mouse giace dimenticato sulla mensola, e quando uso un portatile Windows cerco continuamente (e senza successo) di ritrovare le stesse funzioni.
Di contro la soluzione che visto oggi, integrata nella tastiera, offre per forza di cose un trackpad di dimensioni ridotte (e' su una normale tastiera, sotto il tastierino numerico, e deve lasciare spazio anche a due pulsanti) e sebbene sia presumibilmente utilizzabile senza grossi problemi per muovere il puntatore sullo schermo (a meno che non si comporti come quello del portatile Windows che sto usando adesso, che e' quasi ingestibile per quanto sia poco preciso) difficilmente potrebbe essere utilizzato in modo efficiente per delle gesture che vanno oltre le due dita... pero' quella tastiera puo' "vantare" di avere "di tutto e di piu'": e' estesa (col tastierino numerico), ha tasti speciali, ed ha anche un trackpad con ben due pulsanti... peccato che l'esperienza di utilizzo potrebbe rivelarsi poco soddisfacente...
Apple, solitamente, offre meno opzioni, ma quelle che offre sono pensate per offrire il meglio. Certo, nessuno e' perfetto e nessuno e' esente da errori: anche Apple sbaglia, le lamentele sono all'ordine del giorno e spesso la volonta' di semplificare si scontra con la scomparsa di funzioni che per alcuni utenti sono molto utili (se non indispensabili). Tra i vari esempi che possiamo fare, mi viene in mente la storia del copia&incolla in iOS: Apple l'ha portata su iOS solo con la versione 3 ma quando l'ha introdotta l'ha fatto nel migliore dei modi, cosi' che il suo utilizzo possa essere realmente utile, veloce, ed efficace. Non ho idea di cos'abbia significato a livello di design questa implementazione, ne' so se possano esistere modi migliori per realizzarla, ma so che quando cerco di usare il copia&incolla in Android (che, giustamente, si vanta di avere questa funzione da sempre) e' sempre una lotta che si traduce frequentemente in una perdita di tempo (ad onor del vero, devo dire che faccio riferimento alla versione 2.3.3 del Samsung Galaxy S: spero, per gli utenti Android, che le versioni piu' recenti, o le altre implementazioni, siano migliori).
Un altro esempio riguarda l'evoluzione dei sistemi operativi: come ho gia' avuto modo di discutere ampliamente, Apple (almeno per ora) mantiene i due ambienti ben distinti, anche se tende ad accumunare la cosiddetta user experience introcucendo modalita' operative simili e diversi elementi comuni tra iOS e OSX. Microsoft, con Windows 8, realizzerà invece un sistema che contiene di tutto e di più, che offrirà sia l'ambiente desktop che la nuova interfaccia di interazione a tiles, creando probabilmente un po' di confusione negli utenti (anche se l'efettiva validità della scelta andrà valutata solo in ottica degli sviluppi futuri).
Il succo del discorso e' che "offire piu' roba degli altri" non significa offrire necessariamente un prodotto migliore: preferite un ristorante con un menu' di 20 pagine e centinaia di portate (che magari offre grandi quantita' di cibo a prezzo basso ma di quaità appena sufficiente), o un ristorante con solo una decina portate principali tra cui scegliere, magari neanche troppo abbondanti, ma preparate nel migliore dei modi? Certo, non è detto che le due cose non si escudano a vicenda: ci può essere il ristorante con poche portate, che costa molto, ma che rimane di dubbia qualità (la classica fregatura) e quello che riesce ad offire 100 piatti tutti di buona qualità... ma restano comunque delle eccezioni. Può esserci, invece, una diversa necessità del cliente in base all'occasione, alla necessità, e anche alla disponibilità... e il parallelo si traspone anche sull'utente di prodotti informatici: non criticate nessuna scelta "a priori", ma nemmeno valutate la bontà delle scelte solo in base "all'abbondanza" di opzioni.
Pur comprendendo la necessita' di una simile scelta (che puo' essere legata sia alla volonta' di dare una soluzione "compatta" in mancanza di mouse, sia alla possibilita' di offrire l'utilizzo di gesture anche su un sistema desktop, soprattutto in vista di Windows 8) non ho potuto fare a meno di notare la differente filosofia di scelta tra la soluzione proposta da Apple e quella che ho visto oggi.
Apple sceglie la via della semplificazione: offre una tastiera compatta, senza tastierino numerico (confidando, forse, anche nel fatto che la gente e' sempre piu' abituata alle tastiere delle macchine portatili, vendute ormai in grande maggioranza) e un trackpad di dimensioni generose, un trackpad che si affianca alla perfezione alla tastiera compatta e che consente di sfruttare al meglio le nuove modalita' di interazione introdotte in Lion, modalita' che fanno grande uso di gestures. Per inciso, per chi non lo sapesse, il trackpad di Apple (le cui dimensioni sono generose anche sui portatili) non ha pulsanti separati e si affida al tap con due dita per "emulare" il click destro: una grande area riservata a numerose funzioni attivabili con due, tre, e quattro dita, gesture che si utilizzano per selezionare, trascinare, zoomare, scorrere documenti immagini in tutte le direzioni, muoversi avanti e indietro tra le pagine, cambiare spazio di lavoro (e quindi applicazione, se le utilizziamo lo schermo pieno) richiamare Mission Control, Launchpad, la nuova area delle notifiche, e altro ancora... Da quando ci sono tutte queste gestures, il Magic mouse giace dimenticato sulla mensola, e quando uso un portatile Windows cerco continuamente (e senza successo) di ritrovare le stesse funzioni.
Di contro la soluzione che visto oggi, integrata nella tastiera, offre per forza di cose un trackpad di dimensioni ridotte (e' su una normale tastiera, sotto il tastierino numerico, e deve lasciare spazio anche a due pulsanti) e sebbene sia presumibilmente utilizzabile senza grossi problemi per muovere il puntatore sullo schermo (a meno che non si comporti come quello del portatile Windows che sto usando adesso, che e' quasi ingestibile per quanto sia poco preciso) difficilmente potrebbe essere utilizzato in modo efficiente per delle gesture che vanno oltre le due dita... pero' quella tastiera puo' "vantare" di avere "di tutto e di piu'": e' estesa (col tastierino numerico), ha tasti speciali, ed ha anche un trackpad con ben due pulsanti... peccato che l'esperienza di utilizzo potrebbe rivelarsi poco soddisfacente...
Apple, solitamente, offre meno opzioni, ma quelle che offre sono pensate per offrire il meglio. Certo, nessuno e' perfetto e nessuno e' esente da errori: anche Apple sbaglia, le lamentele sono all'ordine del giorno e spesso la volonta' di semplificare si scontra con la scomparsa di funzioni che per alcuni utenti sono molto utili (se non indispensabili). Tra i vari esempi che possiamo fare, mi viene in mente la storia del copia&incolla in iOS: Apple l'ha portata su iOS solo con la versione 3 ma quando l'ha introdotta l'ha fatto nel migliore dei modi, cosi' che il suo utilizzo possa essere realmente utile, veloce, ed efficace. Non ho idea di cos'abbia significato a livello di design questa implementazione, ne' so se possano esistere modi migliori per realizzarla, ma so che quando cerco di usare il copia&incolla in Android (che, giustamente, si vanta di avere questa funzione da sempre) e' sempre una lotta che si traduce frequentemente in una perdita di tempo (ad onor del vero, devo dire che faccio riferimento alla versione 2.3.3 del Samsung Galaxy S: spero, per gli utenti Android, che le versioni piu' recenti, o le altre implementazioni, siano migliori).
Un altro esempio riguarda l'evoluzione dei sistemi operativi: come ho gia' avuto modo di discutere ampliamente, Apple (almeno per ora) mantiene i due ambienti ben distinti, anche se tende ad accumunare la cosiddetta user experience introcucendo modalita' operative simili e diversi elementi comuni tra iOS e OSX. Microsoft, con Windows 8, realizzerà invece un sistema che contiene di tutto e di più, che offrirà sia l'ambiente desktop che la nuova interfaccia di interazione a tiles, creando probabilmente un po' di confusione negli utenti (anche se l'efettiva validità della scelta andrà valutata solo in ottica degli sviluppi futuri).
Il succo del discorso e' che "offire piu' roba degli altri" non significa offrire necessariamente un prodotto migliore: preferite un ristorante con un menu' di 20 pagine e centinaia di portate (che magari offre grandi quantita' di cibo a prezzo basso ma di quaità appena sufficiente), o un ristorante con solo una decina portate principali tra cui scegliere, magari neanche troppo abbondanti, ma preparate nel migliore dei modi? Certo, non è detto che le due cose non si escudano a vicenda: ci può essere il ristorante con poche portate, che costa molto, ma che rimane di dubbia qualità (la classica fregatura) e quello che riesce ad offire 100 piatti tutti di buona qualità... ma restano comunque delle eccezioni. Può esserci, invece, una diversa necessità del cliente in base all'occasione, alla necessità, e anche alla disponibilità... e il parallelo si traspone anche sull'utente di prodotti informatici: non criticate nessuna scelta "a priori", ma nemmeno valutate la bontà delle scelte solo in base "all'abbondanza" di opzioni.
lunedì 27 agosto 2012
Una vittoria vera?
Come ben saprete, in tarda serata del giorno stesso in cui ho postato il mio commento sulla decisione che avrebbe dovuto prendere la giuria nel processo Apple vs Samsung, il verdetto è arrivato.
La giuria ha stabilito che Samsung ha copiato da Apple, quantomeno per quanto riguarda alcuni brevetti software e il design di alcuni smartphone. Ovviamente non mancano i consueti irriducibili che dipingno la giuria come "faziosa" (leggasi, "la giuria ha espresso un verdetto contratrio a quello che avvrebbero voluto i soliti critici di Apple") o che tirano addirittura in ballo il patriottismo/nazionalismo americano contro l'azienda coreana.
Al di là delle polemiche, e al di là del fatto che un'eventuale mozione potrebbe ribaltare il verdetto (senza contare l'appello), ragioniamo sullo stato attuale delle cose. La vittoria di Apple è stata totale? Al di là dei proclami, secondo me no... Se è vero che è stato riconosciuto che Samsung ha "copiato" il design di alcuni prodotti Apple e violato alcuni brevetti, è anche vero che il risarcimento riconosciuto è stato meno della metà di quanto chiesto da Apple (1 miliardo di dollari circa, anzichè i 2.5 miliardi richiesti) e non è stata riconosciuta alcuna violazione nel campo dei tablet, che forse è il punto più cruciale per lo sviluppo futuro. Samsung, da parte sua, gioca un po' il ruolo della vittima... nonostante l'inebitabile scotto borsistico (-7%) e il miliardo di danni da pagare (ampliamente compensato dagli utili trimestrali) i modelli più nuovi (come il Galaxy SIII) e tutta la serie dei tablet (i Galaxy Tab) non rientrano tra i dispositivi che violano i brevetti.
Opposti, ovviamente, anche i commenti delle parti: se Apple parla di vittoria dei valori per gli innovatori, Samsung parla di sconfitta per la concorrenza e per i consumatori... Apple cerca di esaltare un gidizio che la favorisce solo in parte, Samsung cerca il consenso dei suoi utenti: ognuno gioca la sua parte di questo "processo immagine"... e nel frattempo Microsoft se la ride e Google prende le distanze da Samsung dicendo che molte delle accuse sono specifiche delle scelte implementative della società coreana.
La guerra è appena iniziata...
La giuria ha stabilito che Samsung ha copiato da Apple, quantomeno per quanto riguarda alcuni brevetti software e il design di alcuni smartphone. Ovviamente non mancano i consueti irriducibili che dipingno la giuria come "faziosa" (leggasi, "la giuria ha espresso un verdetto contratrio a quello che avvrebbero voluto i soliti critici di Apple") o che tirano addirittura in ballo il patriottismo/nazionalismo americano contro l'azienda coreana.
Al di là delle polemiche, e al di là del fatto che un'eventuale mozione potrebbe ribaltare il verdetto (senza contare l'appello), ragioniamo sullo stato attuale delle cose. La vittoria di Apple è stata totale? Al di là dei proclami, secondo me no... Se è vero che è stato riconosciuto che Samsung ha "copiato" il design di alcuni prodotti Apple e violato alcuni brevetti, è anche vero che il risarcimento riconosciuto è stato meno della metà di quanto chiesto da Apple (1 miliardo di dollari circa, anzichè i 2.5 miliardi richiesti) e non è stata riconosciuta alcuna violazione nel campo dei tablet, che forse è il punto più cruciale per lo sviluppo futuro. Samsung, da parte sua, gioca un po' il ruolo della vittima... nonostante l'inebitabile scotto borsistico (-7%) e il miliardo di danni da pagare (ampliamente compensato dagli utili trimestrali) i modelli più nuovi (come il Galaxy SIII) e tutta la serie dei tablet (i Galaxy Tab) non rientrano tra i dispositivi che violano i brevetti.
Opposti, ovviamente, anche i commenti delle parti: se Apple parla di vittoria dei valori per gli innovatori, Samsung parla di sconfitta per la concorrenza e per i consumatori... Apple cerca di esaltare un gidizio che la favorisce solo in parte, Samsung cerca il consenso dei suoi utenti: ognuno gioca la sua parte di questo "processo immagine"... e nel frattempo Microsoft se la ride e Google prende le distanze da Samsung dicendo che molte delle accuse sono specifiche delle scelte implementative della società coreana.
La guerra è appena iniziata...
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