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mercoledì 27 febbraio 2013

La TV (n)intelligente

Poco prima di Natale pubblicai un post nel quale raccontavo dell’acquisto si una Smart-TV Samsung, e preannunciavo che avrei successivamente espresso il mio parere sull’effettiva “intelligenza” di questa TV; ovviamente il setting della TV è stato a mio carico.
[continua su Tevac...]

venerdì 22 febbraio 2013

Smartphone, collezione 2013

Di seguito, l'articolo preannunciato (pubblicato ieri su Punto-Informatico):

Credo sia ben chiaro a tutti che, oggi come oggi, il principale artefice della diffusione di Android è Samsung. Mentre la casa coreana rivaleggia direttamente con Apple in un testa a testa che vede l'una prevalere sull'altra, o viceversa a seconda dei paesi o dei contesti considerati (perlomeno parlando di smartphone), tutti gli altri seguono ad una distanza abissale. Solo Amazon riesce a dire la sua nel mondo dei tablet, mentre Motorola (in attesa dell'X Phone) fa qualcosa di buono con il DROID RAZR
[continua su Tevac...]

sabato 22 dicembre 2012

I numeri, bisogna saperli leggere...


...e le verità non vanno raccontate solo a metà.

Qualche giorno fa uscì la notizia (uno studio realizzato da MoPro) che la pubblicazione di Google Maps sull'App Store, avesse provocato una forte impennata nell'adozione di iOS6, addirittura del 29%.

Apriti cielo!!!

Ve li immaginate i soliti detrattori, quelli il cui unico (triste) scopo nella vita è contestare Apple, quelli che per settimane hanno spalato m**** sulle nuove mappe di iOS, come hanno accolto questa notizia? Come se davvero ci fosse così tanta gente che non aveva aggiornato iOS a causa delle mappe di Apple; sicuramente c'è anche chi ha fatto questo ragionamento, ma vi assicuro (per "interviste" dirette) che molta gente non ha nemmeno capito che la nuova applicazione delle mappe ha la cartografia di Apple e non più quella di Google...

In ogni caso, come ho già avuto modo di evidenziare altre volte, i numeri delle statistiche bisogna saperli leggere, altrimenti possono dare informazioni "truffaldine"...

Pare (non avendo approfondito più di tanto, non mi pronuncio, per non cadere nell'errore opposto) che l'incremento registrato da MoPro non sia da mettere in relazione con la pubblicazione di Google Maps, ma piuttosto con il lancio dell'iPhone 5 in Cina (e anche lì ci sarebbero dei dati su cui discutere, ma non oggi) e la riprova starebbe nel fatto che, un altro studio realizzato da Chitika, evidenzia che se si limita la statistica ai mercati di USA e Canada non si registra alcun picco di adozione di iOS6 (lo studio di MoPro invece era a livello mondiale, quindi includeva anche i 2 milioni di iPhone 5 venduti nel primo week-end cinese).

Da parte mia posso dire che in realtà neanche lo studio di Chitika può avere una valenza assoluta, perché USA e Canada sono i due paesi dove probabilmente le mappe di Apple hanno riscontrato il minor numero di problemi, soprattutto per quanto riguarda i punti di interesse... ma pensate che qualcuno dei detrattori di cui sopra abbia avuto la decenza di pubblicare anche questo secondo studio? Evidentemente per qualcuno la verità non sta nel mezzo, ma sta solo nella metà che vi racconta... 


venerdì 21 dicembre 2012

Paragoni

Una decina di giorni fa, Eric Schmidt ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg che oggi Android è per Apple, quello che Microsoft fu negli anni '90. Sicuramente per alcuni aspetti ha ragione (non è certo il primo a cui è venuto in mente un simile paragone) ma la situazione non mi pare esattamente la stessa e le differenze sono molte, a partire dal contesto di cui parliamo: negli anni '80 e '90 il computer era un dispositivo riservato a pochi, nella "battaglia" attuale lo smartphone è un oggetto in mano a ogni persona. Ci sono poi considerazioni sul diverso stato dei mercati, le guerre sui brevetti che ai tempi non esistevano, gli store delle App, i servizi forniti a corredo, e molte altre cose...
Al di là di tutto questo, il paragone scelto da Schmidt non mi pare troppo felice... nonostante il successo commerciale, la reputazione di Microsoft non è certo delle migliori, e nel campo mobile (quello dove si concentra la battaglia iOS vs Android) le scelte di Microsoft si sono rivelate, per così dire, poco convincenti: Windows Mobile è sostanzialmente sparito dalla circolazione e Windows Phone (nonostante l'alleanza con Nokia) fatica a trovare spazio; in realtà la vera battaglia dei tablet deve ancora cominciare ed è proprio in questo settore che Microsoft potrebbe dire la sua grazie alla forzatura imposta da Windows 8... ma a quel punto chi ne farà le spese? Secondo me è più probabile che sia Android a risentire di un'eventuale crescita di Windows 8.
Da spettatore esterno vivo questi anni di piccole ma continue rivoluzioni informatiche in modo molto piacevole, molto più degli anni '90, perché trovo questa concorrenza molto più stimolante rispetto all'appiattimento che c'era quando Microsoft era monopolista incontrastata in tutti i settori... c'è chi dice che Google sia la nuova Microsoft (alludendo alla parte dispreggiativa di questo paragone) e in parte è vero, ma io vedo un mercato che nella sua globalità è diviso in maniera più equa dove il consumatore (perlomeno quello consumer) ha davvero ampia possibilità di scelta.

mercoledì 25 aprile 2012

Interfacce, questione di convergenze e divergenze [3/3]

In attesa dell'analisi sui dati fiscali pubblicati ieri, ecco la terza e ultima parte del mio commento sull'evoluzione delle interfacce (pubblicato su Punto-Informatico):

Parallelamente a quanto visto finora, non dobbiamo dimenticarci di Android: nel confronto con Apple e Microsoft, Google si pone in un contesto completamente differente, sia perché non ha alcuna tradizione nel mondo dei computer (ad eccezione dei ChromeBook che non sono stati propriamente un successo), sia perché con Android ha abbracciato la filosofia open source, a parte la breve parentesi della versione 3. Partendo da zero Google non ha alcun preconcetto sull'interfaccia utente, anche se finora non ha dato grandi prove nella proposta di soluzioni innovative (a differenza dell'interfaccia a piastrelle di Microsoft, più o meno piacevole, più o meno adatta alle diverse situazioni, e più o meno limitata in alcune funzioni, ma comunque originale). Da un po' di tempo a questa parte si parla di portatili basati su Android, anche se personalmente trovo che questo sistema sia adatto solo in prospettiva di macchine con schermo touch rimovibile, in grado di vivere di vita propria come un tablet.

La natura open source di Android ha poi permesso a Canonical di realizzare una sorta dicomputer tascabile ovvero di sfruttare uno smartphone collegato ad un dock con monitor, tastiera e mouse, come se fosse un semplice computer desktop, ma non credo che Google voglia seguire esattamente quella strada. Google punta probabilmente ad offrire Android come sistema adatto anche a piccoli portatili dedicati a compiti relativamente semplici: il fatto che sia open source permette (potenzialmente) a chiunque di modificare l'interfaccia creando qualcosa che sia utilizzabile agevolmente anche su un normale computer, eventualmente anche senza la necessità di uno schermo touch. Sotto certi aspetti è una soluzione ottimale, ma in realtà andrebbe ad incrementare ulteriormente il livello di frammentazione software di questo sistema: ulteriori risoluzioni da gestire, ulteriore variabilità dell'hardware e (soprattutto) modalità di interazione ancora diverse per le applicazioni.

Un'applicazione che richiede una gesture multitouch non potrà essere utilizzata col mouse, mentre un'applicazione che necessiti di un click preciso eseguito tramite il puntatore del mouse sarà poco utilizzabile in modalità touch. Si tratta di un problema simile a quanto già evidenziato per Windows 8, solo che Microsoft prevede entrambi gli ambienti come standard e applicazioni differenti per le diverse situazioni, mentre su Android non esiste un vero e proprio standard in tal senso: ogni produttore potrebbe personalizzare l'interfaccia in base a quello che vuole realizzare, e ogni sviluppatore si potrebbe trovare nella situazione di dover adattare la propria applicazione a troppe varianti. Riallacciandoci a quanto detto in apertura, Apple bypassa questo problema tenendo ancora i due sistemi separati e obbligando adattamenti dell'interfaccia quando le applicazioni di OSX passano in modalità a schermo pieno: il punto d'unione rimane invece la modalità di interazione multitouch che, nel caso di OSX, avviene attraverso il trackpad.

Per chiudere il discorso Android, va infine ricordato che la sua caratteristica open source ha aperto la possibilità di realizzare dei player in grado di far funzionare le applicazioni Android su Windows 7 (e quindi Windows 8), possibilità che, al di là dei consueti discorsi sui diversi modi di interagire nei due mondi, non è ancora ben chiaro a chi dovrebbe portare vantaggi: se possa essere un bene per l'Android Market Google Play, forse non sarà un bene per la diffusione di Android sui tablet, anche se stiamo facendo delle ipotesi su un mercato (se mercato c'è) che è ancora tutto da scoprire.

In definitiva lo scenario attuale e del prossimo futuro prevede:
- Apple che propone due diversi sistemi (iOS e OSX), con modalità di interazione simili ma scopi di utilizzo ben distinti e applicazioni specifiche per i due diversi ambienti (il che significa anche doppio guadagno per Apple); entrambi gli ambienti sono completamente chiusi, con hardware proprietario, OS proprietario, e App Store che, nel caso di iOS, è anch'esso proprietario (per OSX invece il software può comunque provenire anche da altri canali).

L'ecosistema della soluzione Apple, nella sua chiusura, offre meno possibilità di scelta hardware e meno libertà di azione ma, finché si resta al suo interno, ha il vantaggio di risultare più semplice e immediato nell'utilizzo. Inoltre, parlando di iOS e di tablet (dispositivo su cui tutti sembrano voler puntare per il mercato consumer del futuro), c'è il vantaggio di una scelta di App molto più variegata, e il modello di distribuzione del software adottato per iOS potrebbe portare benificio anche al Mac App Store (cosa che in parte sta già accadendo). Parlando di mercato consumer, di chi non ha particolari esigenze su tipologie di software eventualmente non ammesse sull'App Store, o di chi più in generale non ha tempo e voglia per smanettare (jailbreak a parte), la soluzione di Apple potrebbe essere quella più indicata.

- Microsoft proporrà invece un unico sistema (Windows 8) che racchiude due modalità di interazione completamente diverse (le tiles di metro e il classico ambiente desktop) ma disponibili contemporaneamente sulla stessa macchina, sia su PC che tablet, ma con applicazioni ben distinte per le due modalità dell'interfaccia. Anche il sistema Microsoft è chiuso ma ha il vantaggio di girare su più hardware e quindi offrire maggiore possibilità di scelta. La soluzione Microsoft ha inoltre il potenziale vantaggio di unificare diverse tipologie di macchine e quindi potrà garantire a quei professionisti che utilizzano determinati software, disponibili solo per Windows, di poter utilizzare lo stesso software anche su un tablet. Ammesso e non concesso che sia usabile a livello di interfaccia (se non viene adattato a Metro) e con eventuali limiti legati alle possibili differenti architetture (Intel o ARM).

- Google offre la massima libertà proponendo un unico sistema con un'unica interfaccia che può essere personalizzata a piacere e presentare molte differenze a seconda di chi produce l'hardware, senza nessuno standard che definisca dei punti chiave nel caso di utilizzo in modalità desktop (grande flessibilità ma possibili ripercussioni a livello di compatibilità delle applicazioni). Lasciando perdere il discorso mobile, dove Android la sta facendo da padrone nel settore degli smartphone (grazie alla grande disponibilità di modelli a basso costo, anche se spesso non aggiornati nel software) ma pare arrancare un po' nel settore dei tablet (dove si sente la mancanza di app specifiche), nel campo dei computer più tradizionali la strada di Android è molto in salita, senza considerare che non è detto che Google abbia un interesse diretto per l'utilizzo di Android in questo settore, dove forse vuole giocarsi ancora qualche carta con ChromeOS. In tal caso, però, a giudicare da quanto visto finora non ci sarebbe nessuna convergenza.
Parlando più nello specifico dell'interfaccia (argomento principale di questo commento) non vedo particolari motivi per cui una persona dovrebbe preferire un sistema rispetto ad un altro: anche se gli approcci che abbiamo visto sono completamente differenti, la scelta del sistema continuerà ad essere fatta in relazione al software di cui ogni persona ha bisogno. Proprio per questo motivo Microsoft, nonostante la sua posizione attuale di stretta minoranza nel settore mobile, potrebbe avere ancora molto da dire sui tablet dopo l'avvento di Windows 8, sistema che per forza di cose si diffonderà a partire dai computer tradizionali ma troverà modo di permeare anche altrove. A parità di disponibilità di software e servizi (qui non ne abbiamo parlato, ma il futuro si giocherà in parte anche sul cloud) la scelta diventa più personale e ognuno può avere le sue preferenze o le sue abitudini, oppure basare la sua scelta sulla migliore compatibilità con ciò che già possiede.

Difficile dire, alla lunga, quale soluzione sarà vincente, senza considerare che in questa lotta a tre potrebbe inserirsi un ulteriore incomodo, quel WebOS che diventando open source potrebbe trasformarsi in un'alternativa interessante per tutti quei produttori che non sono legati né a Microsoft (come Nokia) né a Google (come Motorola). Se gli operatori non sono molto soddisfatti del sistema proposto da Microsoft (situazione che potrebbe cambiare con Windows Phone 8), e i produttori dovessero sentirsi minacciati dall'acquisizione di Motorola da parte di Google, WebOS potrebbe ritagliarsi un suo spazio e iniziare a crescere, anche se potrebbe essere un po' difficile coordinarne lo sviluppo.

L'ipotesi migliore è sempre quella di un mercato equamente diviso tra le varie possibilità, così che l'utente possa realmente scegliere la soluzione migliore per le proprie necessità senza trovarsi in una posizione di minoranza o di carenza di software. Per tirare le prime conclusioni in merito a questo argomento credo che dovremo aspettare un altro paio di anni, e valutare il reale impatto che avranno i tablet sul mercato: è arrivata davvero l'era Post-PC?.

mercoledì 22 febbraio 2012

"Avevo un iPhone..."

"Avevo un iPhone... ho comprato un Lumia 800 con Windows Phone per vedere se la nuova piattaforma Microsoft era convincente, ma al momento non sono pienamente soddisfatto"

Queste parole me le ha dette un sostenitore di Windows (che nonostante ciò aveva un iPhone) e proprio in tale veste, considerando anche l'ansia con la quale ha atteso il primo telefono Nokia con Windows Phone, mi ha un po' sorpreso: la sensazione di insoddisfazione deriva dal telefono in sé (per esempio so che ha avuto qualche problema di autonomia) o da Windows Phone?

Personalmente (come ho già avuto modo di dire in altre occasioni) Windows Phone non mi piace molto, ma va riconosciuto a Microsoft il merito di aver realizzato un'interfaccia originale e di averla implementata con la giusta fluidità, probabilmente grazie anche alla restrizione delle richieste hardware minime. Maneggiare un Android offre invece tutt'altra sensazione, e soprattutto offre una sensazione che può variare in modo significativo a seconda dell'hardware sul quale lo si prova, nonché della versione del sistema o delle ROM cucinate: il "famoso" problema della frammentazione.

Dal punto di vista della reazione dell'interfaccia iOS, al momento, ha avuto qualche problema solo nell'estate del 2010, con l'iPhone 3G e la versione 4 del sistema. La sensazione è che il passaggio alla versione 4 di iOS fu un passo significativo che richiedeva un po' troppe risorse, risorse che il 3G non aveva (nonostante le "mutilazioni" riservate al 3G) anche se Apple volle comunque offrire l'aggiornamento. Se volete leggerla in chiave critica verso Apple, potete anche pensare che Apple non ottimizzò a sufficienza il sistema per il 3G, così da "indurre" gli utenti a cambiare telefono... considerando il salto prestazionale che esiste tra un 3G e un 3GS, l'ipotesi mi pare un po' dura da sostenere, ma siete liberi di pensarla come volete.

Al di là di questo, per analizzare le diverse strategie di quelli che sono attualmente i principali competitor del settore mobile, facciamo un passo indietro parlando di computer. Apple ha sempre fatto dell'integrazione tra hardware, software (sistema operativo in primis) e servizi, il suo punto di forza. Microsoft ha sempre fatto della compatibilità (sia verso l'hardware più disparato, sia verso il passato) il suo punto di forza. Google non ha un corrispettivo storico nel settore dei computer e anche l'esperienza recente dei cosiddetti ChromeBook non è stata certo delle migliori.

Passando al settore mobile, Apple ha sempre mantenuto anche qui la stessa filosofia portandola addirittura all'esasperazione: su iOS, salvo jailbreak, si installa solo software proveniente dall'iTunes App Store, software sul quale Apple ha diritto di veto.
Anche Microsoft inizialmente aveva portato sul mobile la stessa strategia dei computer basata sulla compatibilità, e puntava ad installare Windows Mobile su tutto l'hardware possibile; Windows Mobile però si è dimostrato poco adatto alla nuova generazione di smartphone: al di là dei risvolti commerciali e di questioni legate alle quote di mercato, col passaggio a Windows Phone anche Microsoft ha cambiato strategia, chiudendo in parte il sistema dal punto di vista dell'installazione del software ed esigendo delle specifiche minime più stringenti anziché adattarsi a tutte le possibili configurazioni... e per rendere ancora effettiva questa strategia ha fatto degli accordi molto stringenti con Nokia, così da concentrare lo sviluppo del sistema su un hardware ben definito.
Per Android, Google non ha mai posto alcuna restrizione (a parte la versione 3 del sistema, che era riservata ai tablet ed non era opern source) lasciando massima libertà ai produttori sulla customizzazione del proprio sistema in modo tale che si cucisse al meglio sul proprio hardware... se da un lato questa mossa ha consentito a Google di ottenere i migliori risultati dal punto di vista della diffusione del sistema, anche su dispositivi a basso costo, dall'altro lato ha provocato frammentazione e ritardo degli aggiornamenti.

Arrivati a questo punto, esaminiamo nel dettaglio la situazione degli aggiornamenti nel settore mobile.

Apple ha tutto l'interesse ad aggiornare di pari passo la propria offerta di hardware, software e servizi, per offrire un'integrazione che sia la migliore possibile: ogni iPhone uscito finora ha sempre resistito a tre versioni di iOS, quella del lancio e due aggiornamenti successivi, per un totale di tre anni di pieno suppporto.
L'esperienza di Microsoft con Windows Phone è ancora breve per tirare le somme ma la sensazione è quella che abbia tutto l'interesse ad assicurare un buon periodo di compatibilità con l'hardware richiesto dalla configurazione minima.
Per Android le cose sono un po' diverse; quando Google aggiorna la versione base di Android, poi tocca ai produttori rilasciare gli opportuni update per ogni telefono... il problema è che i produttori di telefonia sono, per l'appunto, produttori di hardware: al di là di eventuali discorsi sulle competenze, quale vantaggio otterrebbero ad investire risorse per adattare ogni nuova release di Android ai vari modello usciti uno o due anni prima? Fondamentalmente nessuno: meglio mettere la nuova release solo sui nuovi modelli, che magari ci scappa anche l'acquisto di nuovo hardware... anche perché i produttori di telefonia non fanno soldi con i banner pubblicitari delle applicazioni, e nemmeno fanno grossi numeri sulla vendita delle App sui loro store personali (fa eccezione Amazon con il suo Kindle Fire, ma si tratta di un tablet un po' anomalo nel mondo Android, vista la forte customizzazione che di fatto lo rende quasi un prodotto a sé stante). La riprova di questa situazione sta nel fatto che l'ultima versione di Android ha una percentuale di adozione estremamente bassa, tanto che viene da domandarsi che senso abbia l'arrivo di una nuova major release. Forse Ice Cream Sandwich verrà "snobbato" per passare direttamente ad Android 5 (Jelly Bean) ma questa corsa "solitaria" di Google dovrebbe porre molti quesiti intorno all'universo Android, e forse il primo è quesito è proprio che Google si è stufata di correre da sola...

La recente acquisizione di Motorola da parte di Big G lascia intendere che anche Google vuole imporre al mercato una certa direzione sull'hardware, ma se così fosse prepariamoci ad un piccolo sconvolgimento nell'universo Android: si potrebbe arrivare lla situazione per cui esistono telefoni "di serie A", sempre aggiornati all'ultima versione di Android (e presumibilmente con alto livello di ottimizzazione) e telefoni "di serie B", con scarse possibilità di aggiornamento, che faranno lotta ai primi sul prezzo, cosa che in parte avviene già ora.

Con tutti i benefici del dubbio sulla crescita di Windows Phone, prepariamoci (nell'immediato) ad un futuro a tre: Apple con l'iPhone, Microsoft con Nokia, e Google con Motorola. A contorno ci saranno tutti gli altri produttori come Samsung, HTC, Panasonic, LG e chi più ne ha più ne metta, che cercheranno (chi con Windows Phone, chi con Android, chi con entrambi) di fare il possibile per conquistarsi la propria fetta nel mercato degli smartphone. Chi punterà su Windwos Phone dovrà realizzare prodotti con richieste hardware più stringenti (e quindi presumibilmente più costosi) ma sa che avrà un maggiore supporto da parte di Microsoft; chi punterà su Android potrà fare prodotti più appetibili (cioé più economici) per qualsiasi fascia di pubblico, ma dovrà anche impegnarsi personalmente a customizzare il sistema di Google o a lasciare i propri utenti a secco di aggiornamenti. La mia impressione è che i telefoni Android continueranno a vendere più degli altri per un motivo molto semplice: con l'abbassamento dei prezzi, i modelli Android di fascia bassa sostituiranno progressivamente i cellulari utilizzati non come smartphone ma come semplici telefoni (cosa che, a mio avviso, in parte già avviene). L'iPhone fa un po' storia a se, e probabilmente non risentirà più di tanto della battaglia che si preannuncia tra Google e Microsoft; quest'ultima parte svantaggiata ma non ha ancora perso l'ultimo treno, e può puntare sull'integrazione di Windwos Phone nell'ecosistema che Microsoft sta cercando di creare.

Come ultima cosa ci sarebbe da chiedersi se, in questo ipotetico futuro a tre, ci sarà un po' di spazio anche per gli altri... WebOS ha alcune caratteristiche che a mio avviso lo rendono migliore rispetto ad Android: chissa che a parità di Open Source l'interesse di produttori e sviluppatori non si sposti almeno in parte verso questo sistema, offrendo così una valida possibilità di scelta in più. Per RIM la strada mi sembra invece sempre più in salita, e dubito che nel breve-medio periodo ci sia spazio per altri progetti.

Da tutto questo discorso ho volutamente escluso i tablet; per certi versi sarebbe stato un bene considerarli visto che, almeno finché si parla di iOS e Android, ci gira lo stesso sistema... ma avrò modo di parlarne in un'altra occasione.

lunedì 13 febbraio 2012

Sfida sui grandi numeri

Si fa un gran parlare della diffusione di iOS ed Android e si fa spesso una gran confusione di dati perché chi li annuncia non ha ben chiaro (o non vuol far capire) se si parla di dispositivi totali o di dispositi venduti negli ultimi tre mesi, senza contare che spesso vengono fatti paragoni confrontanto solo gli smartphone, mentre la realtà di iOS si spinge anche su iPod Touch e iPad.

Sappiamo tutti che vengono venduti molti più cellulari Android rispetto agli iPhone (anche se il trimestre natalizio ha visto numeri quasi pari, se non leggermente favorevoli all'iPhone in certi ambiti), ma proviamo a mettere un po' d'ordine in questi numeri partendo dai totali.

Google ha annunciato circa un mese fa il traguardo di 250 milioni di dispositi Android attivati, che in stragrande maggioranza sono smartphone. Per Apple, dati trimestrali alla mano (quindi aggiungendo i dati dell'ultimo trimestre 2011 ai totali dell'analisi quinquennale) possiamo contare 180 milioni di iPhone, 55 milioni di iPad, e (stimati) 70-80 milioni di iPod Touch.
Dai totali possiamo notare che iOS è in vantaggio, anche se il numero di iPhone venduti è sicuramente inferiore a quello degli smartphone Android. Fin qui però abbiamo parlato di vendite e attivazioni, ma non di dispositivi realmente utilizzati...

Personalmente credo che la percentuale dei dispositivi "attivi" (e quindi gli utenti effettivi) sia ancora più favorevole ad iOS, e vado a spiegare perché mi sono fatto questa idea partendo proprio dagli smartphone. Gli utenti iPhone che hanno cambiato il loro telefono con un modello nuovo (facendo quindi incrementare le vendite senza di fatto ampliare la diffusione del sistema) sono presumibilmente quelli che avevano il primo modello (quello solo Edge) o il 3G (che non è supportato da iOS5) cioé circa 25 milioni di persone, il 14% delle vendite totali di iPhone. E' vero che sicuramente anche qualcuno che aveva il 3GS si è comprato il 4S, ma conoco anche molti che usano ancora il 3G o addirittura il modello Edge; in ogni caso, possiamo anche supporre che ci sia più ricambio e arrivare fino al 25% delle vendite. Sull'iPad però il ricambio è pari a zero o quasi (visto che non sono nemmeno passati due anni dal lancio del primo modello) e anche sull'iPod Touch è presumibile che sia molto più basso: complessivamente possiamo immaginare che ci siano 250 milioni di dispositivi iOS attivi, ma se anche volessimo essere meno generosi con Apple potremmo scendere a 200 milioni immaginando che ci sia stato un maggiore ricambio.

Passiamo ad Android; ho già raccontato che la mia esperienza con il Galaxy S non è molto positiva, e parte delle mie perplessità nasce dal fatto che un telefono che è stato lanciato in concomitanza cone l'iPhone 4, sia "relegato" alla versione 2.3.3 di Android. Recentemente Motorola (per voce di Christy Wyatt) ha dichiarato che i produttori di telefonia faticano a rilasciare con solerzia gli aggiornamenti di sistema per i loro telefoni, faticano perché Google rilascia un "sorgente base" ma poi ogni modello sul mercato è differente, differente come processore, come schermo, e quant'altro... anche all'interno della stessa casa: a volte lo sforzo richiesto non è tale da giustificare l'investimento per cui gli aggiornamenti non arrivano (come nel caso, non isolato, del Galaxy S) e all'azienda conviene vendere un nuovo telefono, anche a prezzo basso (e quindi con poco margine di guadagno) piuttosto che aggiornarne uno vecchio... anche perché i produttori di telefoni fanno cassa vendendo hardware, a differenza del modello di Apple che prevede un ecosistema in cui un ruolo importante lo svolge anche l'AppStore. Questa situazione (mancanza di aggiornamenti e prezzo di acquisto inferiore) fa si che, a mio avviso, nel mondo Android ci sia un maggiore ricambio di telefoni, e quindi che gli utenti attivi siano significativamente meno dei 250 milioni di dispositivi Android attivati... ma anche immaginando che ci sia un ricambio solo del 20% (inverosimilmente inferiore a quello che abbiamo supposto per iOS) arriveremmo sempre a quota 200 milioni, e quindi faremmo pari e patta con iOS. Più realisticamente, a mio avviso, Android è ben al disotto di questa cifra... e potrebbe essere dietro iOS anche a livello di smpartphone (almeno per ora, perché il trend di crescita è comunque più elevato)

Questa mia tesi (cioé che iOS non sia veramente in minoranza, o perlomeno non nei termini in cui alcuni cercano di far passare) è supportata da almeno due dati di fatto: iOS sul web fa più traffico di Android, il che significa che è più usato. Anche supponendo che l'iPhone 4S generi più traffico (vuoi per Siri, vuoi per iCloud e relativo PhotoStreaming, vuoi per altri motivi) siamo comunque molto distanti... troppo distanti... o gli utenti attivi che utilizzano Android sono meno, oppure hanno comprato un smartphone touch perchè fa tendenza ma poi, in realtà, lo usano con un normale telefono, sminuendo di fatto il ruolo di Android nell'utilizzo come smartphone. L'altro dato riguarda gli abbonati USA: i dati dell'ultimo trimestre di AT&T ci dicono che, su 9,4 milioni di nuove attivazioni, ben 7,7 riguardano iPhone (circa l'80%)... e a memoria non mi pare di ricordare che in passato l'iPhone sia mai stato in minoranza. Numeri meno spinti ma con la medesima tendenza anche per Verizon che conta il 55% di iPhone nei 7.7 milioni di nuovi abbonati. I dati su Spring (operatore che si è aggiunto al lancio dell'iPhone 4S, quindi solo nell'ultimo trimestre del 2011) non sono molto chiari: si parla di 1,8 milioni di utenti iPhone, il 40% dei quali sono nuovi utenti (gli altri erano già abbonati che hanno cambiato telefono). Considerando che nell'ultimo trimestre Spring ha conquistato 1,6 milioni di nuovi utenti, estrapolando i dati si ricaverebbe che il 45% di questi nuovi utenti sono stati conquistati grazie all'iPhone, ma molti dei precedenti abbonati (oltre un milione) hanno cambiato telefono scegliendo l'iPhone non appena questo si è reso disponibile nell'offerta di Spring.

Volendo ci sarebbero anche i dati sui guadagni derivati dalle App, più elevati quando parliamo di iOS, ma qui entrano in gioco anche le diverse abitudini di utenti e sviluppatori, per non parlare del fatto che gli store sono in rapida evoluzione, anche se mi fa un po' strano sentir parlare del numero di applicazioni in senso assoluto, visto che nel conteggio delle applicazioni Android rientrano anche i temi del desktop e gli sfondi animati della scrivania (e non dico nulla sulle migliaia di widget dell'orologio).

Non manca, infine, un po' di esperienza quotidiana: settimana scorsa ero al ristorante, un piccolo ma ottimo ristorantino poco lontano dal centro di Milano. C'erano solo una decina di persone a pranzo: io e mia moglie con due iPhone, il tavolo di fianco al nostro con altri due ragazzi e due iPhone (4 o 4S) appoggiati sul tavolo, una ragazza poco più in là con un iPad bianco, un signore dall'altra parte con un altro iPhone, un'altra coppia che non aveva nulla di visibile, e infine un ragazzo che giocava con un Galaxy. Il proprietario del ristorante aveva un iPhone che gli ho visto usare più volte, un Blackberry col quale rispondeva alle mail per gestire le prenotazioni, e un iPad appoggiato al bancone. Certo, 10 persone non fanno statistica sul mezzo miliardo di device che abbiamo conteggiato sopra, ma di situazioni di questo tipo ne potrei raccontare diverse, e i dispositivi iOS li ho sempre visti in maggioranza... sarà un caso?

venerdì 9 settembre 2011

Non ce la racconta giusta?

Dove porterà la battaglia senza confini tra Apple e Samsung?
Penso che tutti conosciate i blocchi alle vendite (o anche alle sole esposizioni, come nel caso della recente IFA di Berlino) chiesti da Apple nei confronti di Samsung... e in certi casi ottenuti...
Penso anche che tutti conoscitate le effettive somiglianze tra alcuni prodotti Samsung e i corrispettivi Apple, somiglianze che vanno ben al di là della ovvia forma di un tablet (come spesso sentenziato da chi cerca di minimizzare la cosa o di andare contro Apple) e che si spingono da banalità quali il packaging e gli accessori, fino a spingersi su alcune personalizzazioni di Android che si avvicinano molto ad iOS (basta fare un confronto, per esempio, col Galaxy S).

Bene... siamo arrivati al nocciolo della questione: Android.

Salvo sviste mie o recenti novità (tutti possono sbagliare, ma comunque questo punto non andrebbe ad intaccare il filo conduttore del discorso), nonostante le tanto sbadierate doti di libertà, la versione 3.x di Android, quella che a detta di Google è l'unica adatta ai tablet, non è Open Source... non tutta perlomeno (solo alcune porzioni della 3.2 sono state rilasciate sotto GPL) e non per il momento (forse lo sarà quando, entro fine anno, verrà rilasciata la versione denominata Ice Cream Sandwich). Anche se fosse completamente Open Source, si tratterebbe di un Open Source abbastanza particolare intorno al quale non mancano gli argomenti di discussione.

Cos'ha a che fare tutto questo con la lotta tra Apple e Samsung?

Mentre Apple utilizza iOS, e Nokia ha abbracciato Windows Phone 7 (scelta la cui bontà è ancora da verificare), la miriade di costruttori che utilizzano Android fa si che ognuno cerchi un elemento per distinguersi dagli altri: HTC, per esempio, ha sempre spinto molto nella personalizzazioen dell'interfaccia (lo faceva anche con Windows Mobile) e anche Motorola ci ha messo del suo sotto questo punto di vista. Samsung, forse un po' a corto di idee, o forse perché più concentrata alla personalizzazione di altri progetti, non ha saputo fare di meglio che "prendere ispirazione" da Apple: ma Apple ad un certo punto ha detto "Basta"...
Se a questo pasticcio sulle personalizzazioni di Android ci aggiungiamo la recente acquisizione di Motorola Mobile da parte di Google (che quindi, inevitabilmente, avrà un occhio di riguardo per questa piattaforma hardware) non sorprende più di tanto la notizia che Samsung si fosse interessata a MeeGo... ma la paura (forse) di fare un'altro buco nell'acqua pare che abbia spostato l'interesse dei coreani verso il futuro Windows 8, tanto che il primo tablet col nuovo sistema di Microsoft sarà presentato dall'azienda di Redmond proprio su un dispositivo Samsung (anche se in passato non è che certe presentazioni ufficiali abbiano portato bene... ve lo ricordate l'HP Slate?).

Chiudendo il cerchio, in attesa di comprendere le reali intenzioni di Google, che forse non ce la racconta giusta riguardo le aperture del proprio sistema e riguardo i rapporti che con i vari costruttori (mi riferisco alla già citata acquisizione di Motorola) viene da chiedersi se Microsoft non riesca a tornare in pista nel settore mobile (smartphone e tablet) con un colpo di coda per certi versi inaspettato.

lunedì 30 maggio 2011

Grafici

Oggi, memore di qualche notizia letta qua e là nelle scorse settimane, vorrie proporvi un paio di grafici.

Il primo mostra un confronto tra l'andamento borsistico di Apple e Google negli ultimi 5 anni:



Come potete osservare, anche se AAPL è stata quasi sempre sopra GOOG, le due aziende hanno avuto un andamento molto simile fino all'inizio del 2010, quando Apple impenna verso l'alto in maniera decisa, mentre Google punta leggeremente in basso e non riesce più riprendere lo stesso ritmo di prima. Se vi state chiedendo cos'è successo all'inizio del 2010, le risposte sono due: la prima è che la "guerra" tra iOS ed Android è entrata nel vivo, la seconda è che Apple ha presentato l'iPad... a voi la scelta su quale dei due eventi sia stato determinante, oppure se si tratta semplicemente di un caso.

Il secondo grafico riguarda invece le vendite dei PC-Win:



Al di là di qualche imprecisione nella legenda dell'asse temporale, il grafico evidenzia come le vendite dei computer con sistema Windows si siano sempre mantenute su certi livelli, sebbene con un andamento un po' altalenante. A partire dal marzo del 2010 (cioé da quando l'iPad ha fatto il suo ingresso sul mercato) il trend è stato costantemente in discesa fino ad azzerarsi a fine 2010 (il grafico riporta "erroneamente" Dicemebre 2011, ma è chiaramente Dicembre 2010) e a portarsi in negativo nel primo trimestre del 2011. Dare per scontato che la colpa (o il merito) sia dell'iPad forse è un po' azzardato e prematuro, ma la coincidenza è notevole... poi può anche essere che la gente abbia smesso di comprare computer "marchiati" per assemblarseli da sé ma, sebbene col beneficio del dubbio, personalmente credo poco a questa ipotesi...

martedì 24 maggio 2011

Libertà condizionata

Mi ha lasciato un po' perplesso (ma non completamente... magari tornerò sull'argomento nei prossimi giorni) la notizia secondo cui Google avrebbe bloccato l'accesso di alcuni suoi servizi ai terminali "rootati", nello specifico il videonoleggio dei film.
Il motivo per cui l'ha fatto è abbastanza chiaro, visto che ci sono di mezzo major e DRM, ma il modo di aggirare questa falsa protezione è altrettanto evidente, visto che ci sono dei tool per eseguire il rooting "a piacere" (anche se non so come si comportano con Android 3.0, visto che il videonoleggio riguarda al momento solo i terminali con questo sistema, ovvero solo il Motorola Xoom).
Al di là di ragionamenti fiume (polemiche) su come concilare queste due diverse filosofie (un sistema open, o quasi, con una necessità di chiusura probabilmente imposta dalle major), sono proprio curioso di vedere come riuscirà Google ad accontentare tutti... perché sono quasi sicuro che in qualche modo ci riuscirà...

giovedì 17 febbraio 2011

Diritti e rovesci

Qualche giorno fa mi hanno chiesto se era vero che sull'iPad non c'è Flash perché Apple non ha pagato i diritti ad Adobe. Dopo aver spiegato come stanno le cose (ovvero che Apple non ce lo vuole proprio Flash, per scelte più o meno discutibili ma comunque a seguito di una decisione che non ha nulla a che fare col pagamento di diritti), il mio interlocutore sembrava abbastanza soddisfatto della spiegazione, anche se un poco sorpreso dall'apprendere una realtà che non conosceva... il rovescio della medaglia è che, nonostante tutto, c'è ancora chi crede che Flash sia un buona soluzione per lo sviluppo di un sito... io non l'ho mai creduto (nemmeno prima dell'avvento di iOS) e continuo a non crederlo: spero che Adobe metta a frutto la sua esperienza in merito a tools di sviluppo, per consentire di ricreare in HTML5 quello che adesso si realizza in Flash, visto che le possibilità ci sono. A valle di tutto c'è l'annosa questione del formato video: Flash, poco a poco, cedendo il passo all'HTML5 sotto questo punto di vista, ma Google ha dichiarato guerra all'H.264, tanto da averne tolto il supporto nell'ultima versione di Chrome (addirittura è arrivata Microsoft in soccorso di questo formato per fornire il supporto con un apposito plug-ins). Difficile indovinare come andrà a finire...

mercoledì 1 settembre 2010

Apple, impressione di settembre

Visto che potrebbe essere in qualche modo legato all'evento di stasera, ripropongo oggi il mio articolo pubblicato venerdì scorso su Punto-Informatico:

La data è ufficiale, l'argomento abbastanza esplicito, e le aspettative sono alte (con conseguente rischio di delusione) L'evento che mercoledì primo settembre catalizzerà gli utenti Apple (nonché i media, che negli ultimi anni hanno scoperto un'attrattiva particolare nei confronti della Mela), non è che la punta dell'iceberg.

A prescindere da quello che presenterà tra pochi giorni, Apple ha investito molto in iOS, così tanto da renderlo l'evento portante della scorsa WWDC, a costo di trascurare Mac OS X. Inoltre, il fatto che con l'avvento della versione 4 lo abbia "battezzato" con questo nome, potrebbe significare che l'intenzione di Apple sia quello di ampliarne l'utilizzo a tutti i dispositivi il cui nome inizia con una "i", o almeno a buona parte di essi. Attualmente iOS è il cuore di iPhone, iPod Touch e iPad, e la sua forza sta nell'App Store di iTunes, che fornisce centinaia di migliaia di applicazioni (più o meno belle, e più o meno utili) da utilizzare su questi dispositivi. Il principale antagonista di iOS è Android, un concorrente molto agguerrito che ultimamente ha superato iOS in termini di vendite.

Qualità e meriti a parte, il successo di Android è evidentemente dovuto anche al fatto che viene adottato da più costruttori, e non è un mistero il fatto che proprio la recente commercializzazione di numerosi modelli delle marche più note (per esempio la serie Droid di Motorola), abbia dato un forte impulso alla diffusione di questo sistema. Va comunque ricordato che questo successo è relativo solamente agli ultimi dati di vendita degli smartphone, perché parlando di diffusione iPhone è ancora saldamente al comando, anche se con questi ritmi di crescita, nel giro di un paio d'anni le cose potrebbero cambiare.

Non dimentichiamo ancora, però, che la battaglia non si gioca solo tra iPhone e gli altri cellulari equipaggiati col sistema di Google, ma (più in generale) tra iOS e Android, su tutti i dispositivi dove questi sistemi verranno utilizzati. Inoltre, in tutto questo discorso, stiamo facendo finta che la concorrenza non esista, e non perché non sia numericamente rilevante (anzi, RIM e Symbian guidano diverse classifiche nell'ambito degli smartphone) ma perché i principali attori del momento sembrano essere Apple e Google, proprio perché vanno al di là dell'utilizzo sui telefonini, spingendosi in altri settori dove iOS e Android si trovano comunque a loro agio.

Proprio in quest'ottica di utilizzo ad ampio raggio, e per contrastare l'avanzata di Android, Apple potrebbe ampliare l'utilizzo di iOS ad altri dispositivi, anche se viene difficile immaginare l'utilizzo di questo sistema sul piccolo iPod nano (a meno di un radicale cambio di linea), o addirittura su uno Shuffle. E restando in ambito iPod, pure il modello classico (la cui sopravvivenza è legata sostanzialmente al miglior rapporto capacità/prezzo rispetto al touch) non sembra facilmente adattabile ad iOS, a meno che lo schermo non venga rimpiazzato da qualcosa di simile a quello di iPod Touch.

Sembra difficile che Apple possa fare qualcosa in quest'ambito, ma la concorrenza non sta certo a guardare e i lettori multimediali basati su Android cominciano a fare capolino: come quelli della Archos o il Creative Zii EGG. Forse la mossa migliore per la casa della mela potrebbe essere quella di eliminare il modello classico e introdurre un iPod Touch da 128 GB, ma sicuramente il prezzo non ne gioverebbe, e senza i dettagli sui numeri di vendita dei vari modelli di iPod è quasi impossibile capire se la mossa sarebbe azzeccata.

Dove Apple la fa ancora da padrone è il redivivo settore dei tablet, in cui l'introduzione di iPad sembra aver scombinato i piani della concorrenza. Nonostante i numerosi annunci, di concreto si è visto ben poco: Apple è andata dritta per la sua strada rilasciando un prodotto che, pur non esente da critiche, ha saputo mettere in luce i propri aspetti positivi, ottenendo un ottimo successo di pubblico. Forse la concorrenza non si aspettata un dispositivo con tanta autonomia o con tale reattività e c'è chi, come HP, è passata da Windows Seven ad Android, per scegliere poi la strada di WebOS.

In ogni caso, nei prossimi mesi (e per tutto il 2011) dovremmo assistere alla commercializzazione di diversi tablet basati su Android, per cui è evidente che il ruolo di Apple in questo settore verrà in parte ridimensionato. Anche se siamo a livello di pura indiscrezione, per contrastare in parte questo naturale corso degli eventi anche Apple potrebbe rilasciare un nuovo tablet, un iPad da 7 pollici con una camera frontale che permetta di utilizzare Facetime, un dispositivo più portabile di iPad da 10 pollici, che vada a coprire un segmento di mercato dove pare esserci molto fermento.

Della AppleTV con iOS, che per l'occasione potrebbe trasformarsi in iTV, ho già avuto modo di dare qualche cenno nei mesi scorsi: un dispositivo più semplice e più economico che, essendo basato su iOS, sarebbe in grado anche di far girare tutte le applicazioni dell'App Store sul televisore di casa, in particolare i giochi. Se l'evoluzione di Apple TV (con Mac OS X) in iTV (con iOS) sembra cosa ormai certa e confermata da più fonti, proprio l'opportunità di utilizzare il repertorio di applicazioni presenti sullo store sembra destare qualche dubbio alla stessa Apple: non dimentichiamo che si tratta di prodotti pensati per un interfaccia touch, che in molti casi prevedono l'utilizzo dell'accelerometro, due cose che richiedono un certo grado di adattabilità per poter essere utilizzate su uno schermo televisivo (a meno di utilizzare gli stessi iPod o iPhone come dispositivi di controllo remoto o, perlomeno, di realizzare dei controller sensibili al movimento).

Quella di iTV potrebbe comunque essere una buona occasione per dare una spinta importante alla diffusione di iOS, per aggiungere un'altra costola all'App Store, e anche per portare Apple ad esplorare il mercato dell'home entertainment sotto nuovi punti di vista.

Oltre a tutti questi dispositivi dove l'utilizzo di iOS può essere grossomodo scontato, c'è un altro prodotto di Apple molto diffuso il cui nome inizia con la "i": iMac. Dire che i prossimi iMac utilizzeranno iOS mi pare quantomeno poco credibile, ma c'è un brevetto di Apple che riguarda la transizione tra differenti modalità di input, e che prevede la possibilità di utilizzare interfacce a diversa risoluzione per il funzionamento "normale" e quello touch. Nei disegni esplicativi si vede chiaramente un computer molto simile a iMac, che grazie ad un braccio pieghevole si posiziona in orizzontale per un utilizzo in modalità touch. Da qui all'implementazione di un layer di interfaccia simile a iOS il passo può essere molto breve: ma prima di azzardare una possibilità del genere bisognerebbe conoscere qualcosa della prossima release di Mac OS X, cosa sulla quale, oggi come oggi, c'è il riserbo più assoluto.

Il futuro di Apple sembra quindi sempre più incentrato su iOS e sulle interfacce touch, perlomeno nel settore degli oggetti più consumer: una tendenza seguita anche da altri produttori ma che in Apple, complice una gamma limitata ma ben strutturata di prodotti, trova la sua massima espressione di convergenza tra hardware, software e servizi. Convergenza che non potrà che aumentare in futuro, nonostante la concorrenza agguerrita del settore: a patto che Apple giochi bene le sue carte.

lunedì 24 maggio 2010

Una dietro l'altra...

La scorsa settimana Google ha presentato, a raffica:
-WebM è un formato open source per i contenuti video sul web basato sul codec VP8, completamente esente dal pagamento di qualsiasi royalty, e pensato per essere utilizzato anche da tablet, smartphone e altri dispositivi a potenza "limitata". Al di là del fatto che si tratta dell'ennesimo riconoscimento del fatto che (almeno per il video su web) il formato flash non è la soluzione ideale, e che ci si sta muovendo verso altri lidi, e al di là del fatto che si tratta di un evidente sfida ad H.264, verrebbe da chiedersi come mai Google abbia tirato fuori un altro formato invece che "limitarsi" a supportare Theora, o partecipare ad altri progetti open source. Il motivo potrebbe essere prettamente "tecnico", visto che Theora si basa sul più vecchio VP3, mentre WebM si baserebbe su VP8, ma se ci basiamo su un questo dovremmo anche dire che Jason Garrett-Glaser (sviluppatore indipendente che ha dato il via al progetto open source X264, per la codifica del video H.264) non ha espresso pareri molto favorevoli (proprio a livello tecnico) sul lavoro fatto da Google... Sembrerebbe quindi che questo nuovo formato sia stato messo in piedi solo per rompere le uova nel paniere ad H.264, oppure per realizzare una nuova tessera del grosso puzzle che Google sta costruendo...
-Tra le tessere più grosse del puzzle di Google, c'è sicuramente Android, la cui nuova release è stata ufficialmente presentata giovedì scorso, e che tra le diverse novità offre il thetering WiFi, ovvero la possibilità di utilizzare gli smartphone come hot-spot WiFi... compagnie telefoniche permettendo (quantomeno per quanto riguarda il mercato italiano).
-E parlando sempre di Android, l'ennesima novità presentata la scorsa settimana è anche Google TV, una sorta di versione di Android ottimizzata per l'utilizzo sui televisori, con tanto di Android Market specifico, che dovrebbe arrivare in autunno sia in versione direttamente integrata in alcuni modelli di TV, sia come sistema per set-top-box. Anche qui il nome fa esplicita concorrenza alla Apple-TV di cui ho parlato qualche giorno fa, e il fatto che verrà adibito un Android Market dedicato potrebbe anche lasciare spazio ad un utilizzo ludico, o comunque più versatile della semplice navigazione in internet o fruizione di media.

Visto che Apple ha già dalla sua uno store e un modello di sviluppo più che collaudati, visto che il settore gaming non è più tabù (anzi, l'iPod Touch dà parecchio filo da torcere alle altre console portatili), visto che la sfida con Google è aperta su più fronti, e visto che alla base di tutto (anche di iPhone OS e Apple-TV) c'è sempre Mac OS X, cosa vieterebbe ad Apple di implementare un nuovo firmware (o una nuova Apple TV) in grado far girare applicazioni e giochi attualmente in vendita per iPhone OS? Ne scaturirebbe una sorta di console dall'elevato potenziale!!!

Ma, al di là di questo, il modo in cui Google sta estendendo i suoi tentacoli in ogni settore comincia a preoccupare qualcuno... il futuro dell'informatica è sempre incerto, ma tra browser, sistemi operativi, e servizi web (sempre più importanti), c'è il rischio che si vada verso un nuovo tipo di monopolio, anche se di fatto Google strizza sempre l'occhio all'open source.

martedì 1 dicembre 2009

Arriva il vero Androide?

Da più parti arrivano notizie (date ormai per certe) che danno per imminente lo sbarco di un G-Phone sul mercato degli smartphone.
Il googletelefonino dovrebbe mostrare al mondo la vera faccia di Android, con caratteristiche tali da renderlo unico rispetto a tutti gli altri telefoni che hanno adottato questo sistema.
Se così fosse, questo significa che Google ha deciso di seguire una strada più simile a quella di Apple, e mi domando che fine faranno gli altri telefoni Android se la "casa madre" dovesse tenere per se alcune delle nuove caratteristiche: nel già frammentato mercato degli androidi vedremmo comparire un nuova variante. Va bene che la mia linea di pensiero è favorevole al ploriferare di nuovi sistemi, ma nello specifico non si tratta di creare qualcosa di nuovo, bensì di frammentare qualcosa di già esistente, e se già gli sviluppatori lamentavano le troppe discrepanze tra la diverse "adozioni" di Android, un'ulteriore versione che si preannuncia come diversa da qualsiasi altra implementazione vista finora, non è di buon auspicio sotto questo punto di vista. D'altro canto potrebbe invece contribuire a definire una linea guida che, se adottata anche da tutti gli altri costruttori, potrebbe fare la fortuna di Android... ma in tal caso Google dovrebbe togliere un po' di libertà e porre dei paletti, e non so quanto sarebbe gradita questa svolta...

giovedì 19 novembre 2009

Go: dove vuoi andare?

Mentre Microsoft viene di tanto in tanto tartassata per la sua posizione di quasi-monopolio dei sistemi operativi, c'è un'altra azienda che sta diventando sempre più grande, e sta assumendo una posizione che non è di monopolio in nessun settore, ma che nel complesso di tutti i settori in cui è presente, sicuramente rappresenta una delle aziende più influenti nel settore dell'informatica.
Stiamo ovviamente parlando di Google, l'azienda fondata nel 1998 da Larry Page e Sergey Brin, che affonda le sue radici nel 1996, anno in cui i fondatori (che allora erano studenti a Stanford) svilupparono e misero in pratica la loro teoria delle relazioni tra le pagine web, teoria che stabilisce che le pagine più "linkate" sono quelle più "meritevoli" e quindi devono comparire per prime quando l'utente esegue una ricerca per parole chiave.
Giusto per completezza d'informazione, ricordiamo che tale argoritmo trae ispirazione da un progetto italiano, il motore di ricerca Hyper Search creato da Massimo Marchiori (...e ricordo ancora che in quegli anni, nel mio vecchio sito web di cui si è persa ogni traccia, parlai proprio di Hyper Search come progetto rivoluzionario per i motori di ricerca, accennando anche alle ricerche parallele presso la Stanford University, ricerche che avrebbero poi dato vita a Google).
Lasciando perdere i cenni storici, e tornando in argomento, dopo aver meritatamente conquistato la palma d'oro come miglior motore di ricerca (anche se le polemiche in merito al PageRank, l'algoritmo che decide quali sono le pagine più autorevoli, è sempre soggetto a qualche critica da parte di chi non conquista le prime posizioni), Google ha cercato nuove vie di espansione dal punto di vista commerciale (come AdWords e ADSense), e si è spinta anche oltre offrendo ai propri utenti una miriade di software e servizi: da Google Maps (e il corrispondente Google Earth) a GMail (e il recente Google Wave, ancora in fase di sperimentazione), passando per Chrome (il browser che sta conqusitando fette sempre più importanti del mercato, se così lo vogliamo chiamare, dei browser) e le Google Apps (Web Applications che oltre al già citato GMail e Google Calendards, includono anche Docs e Spreadsheets, ovvero delle semplici applicazioni per gestire documenti di testo e fogli di calcolo).
Tra gli altri prodotti o servizi che rientrano nell'universo di Google non possiamo non citare Youtube, Blogger (grazie al quale vi sto scrivendo), o applicazioni quali Picasa e SketchUp...
Fino a qui abbiamo parlato di qualcosa che può essere inteso come dei semplici (e comodi) servizi offerti agli utenti, in tempi più recenti Google è andata ancora più in là: il servizio di Google Books ha messo in opera un accordo senza precedenti con le case editrici, e un progetto simile potrebbe arrivare anche in campo musicale .
Google si propone quindi come entità omnipresente nell'universo internet: motori di ricerca, news, newsgroup, blog, chat, VoIP (con Google Talk), mail, calendari, Office Web Applications, musica, libri (visto il recente successo degli eBook), video, fotografia, grafica 3D, mappe, navigazioen GPS, ecc... ecc... di qualsiasi cosa abbiate bisogno, Google è in grado di offrirvi la sua soluzione...
E se tutto questo ancora non vi basta, sappiate che Google, dopo essere sbarcata con Android nel campo dei sistemi operativi per smartphone, si appresta a lanciare un vero e proprio sistema operativo per computer, Chrome OS, che dopo l'annuncio dello scorso luglio, dovrebbe essere presentato ufficialmente proprio oggi (e forse reso disponibile per il download, perlomeno in versione beta). Infine, a chiudere il cerchio, non poteva mancare Go il linguaggio di programmazione sviluppato internamente a Google (sebbene ancora in fase sperimentale) e distribuito recentemente sotto licenza BSD (magari allo scopo di ottenere un prodotto più maturo). Go si prefigge il compito ambizioso di combinare un linguaggio semplice e dinamico come il Pyton (che consente velocità di sviluppo), con le elevate performances ottenibili solo da linguaggi compilati (come il C++). Se riuscirà o meno in questo compito è ancora da appurare, ma sicuramente è un altro mattone in più dell'ecosistema che Google sta costruendo intorno a sé, un'ecosistema talmente vasto che prima o poi potrebbe entrare nelle mire dell'antitrust, soprattutto nella misura in cui la rete assumerà un ruolo sempre più importante nell'informatica del futuro.