Poco prima di Natale pubblicai un post nel quale raccontavo
dell’acquisto si una Smart-TV Samsung, e preannunciavo che avrei
successivamente espresso il mio parere sull’effettiva “intelligenza” di
questa TV; ovviamente il setting della TV è stato a mio carico.
[continua su Tevac...]
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mercoledì 27 febbraio 2013
venerdì 22 febbraio 2013
Smartphone, collezione 2013
Di seguito, l'articolo preannunciato (pubblicato ieri su Punto-Informatico):
Credo sia ben chiaro a tutti che, oggi come oggi, il principale artefice della diffusione di Android è Samsung. Mentre la casa coreana rivaleggia direttamente con Apple in un testa a testa che vede l'una prevalere sull'altra, o viceversa a seconda dei paesi o dei contesti considerati (perlomeno parlando di smartphone), tutti gli altri seguono ad una distanza abissale. Solo Amazon riesce a dire la sua nel mondo dei tablet, mentre Motorola (in attesa dell'X Phone) fa qualcosa di buono con il DROID RAZR
[continua su Tevac...]
Credo sia ben chiaro a tutti che, oggi come oggi, il principale artefice della diffusione di Android è Samsung. Mentre la casa coreana rivaleggia direttamente con Apple in un testa a testa che vede l'una prevalere sull'altra, o viceversa a seconda dei paesi o dei contesti considerati (perlomeno parlando di smartphone), tutti gli altri seguono ad una distanza abissale. Solo Amazon riesce a dire la sua nel mondo dei tablet, mentre Motorola (in attesa dell'X Phone) fa qualcosa di buono con il DROID RAZR
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martedì 12 febbraio 2013
[cosa accadrebbe se...] Nokia decidesse di utilizzare Android?
Blog nuovo, rubrica nuova: "cosa accadrebbe se..." accadesse qualcosa di inaspettato?
Ovviamente (in linea generale) nessuno lo sa, ma può essere divertente e stimolante lavorare un po' con la fantasia.
Si è parlato più volte (per ovvi motivi) del forte legame tra Nokia e Microsoft, ma ultimamente Stephen Elop ha dichiarato di essere aperto a qualsiasi opzione e questa frase è stata da molti interpretata come un'apertura verso il mondo Android. [continua su Tevac...]
Ovviamente (in linea generale) nessuno lo sa, ma può essere divertente e stimolante lavorare un po' con la fantasia.
Si è parlato più volte (per ovvi motivi) del forte legame tra Nokia e Microsoft, ma ultimamente Stephen Elop ha dichiarato di essere aperto a qualsiasi opzione e questa frase è stata da molti interpretata come un'apertura verso il mondo Android. [continua su Tevac...]
venerdì 8 febbraio 2013
[10 anni fa] Gennaio 2003
Come già notato in passato, la lettura degli archivi
di dieci anni fa ripropone alcuni argomenti che potrebbero essere
attuali anche oggi, come l'eterna lotta allo SPAM, le consuete polemiche
sulla privacy, i tentativi di sfondamento di Linux (anche nel campo dei palmari) e le guerra tra gli operatori telefonici. [continua su Tevac...]
venerdì 27 aprile 2012
La corsa di iPhone non si arresta
Di seguito, il mio commento alla trimestrale Apple (articolo pubblicato ieri su Punto-Informatico):
Una settimana fa Verizon presentava i risultati fiscali del trimestre appena concluso, evidenziando come più della metà delle nuove attivazioni riguardava telefoni Apple (3,2 milioni di iPhone su un totale di 6,3 milioni di smartphone). Qualche giorno dopo AT&T (sempre in occasione della presentazione dei risultati fiscali) faceva un annuncio ancora più sbilanciato: su 5,5 milioni di smartphone attivati nel corso del trimestre, ben 4,3 milioni sono iPhone (nello stesso trimestre del 2011 erano stati 3,6 milioni); nonostante l'immancabile calo nel confronto col trimestre natalizio, il 78 per cento dei nuovi telefoni attivati da AT&T sono stati iPhone, cioé 3 telefoni su 4.
Con queste premesse non era difficile immaginare quale sarebbe stato il motivo trainante dei risultati presentati da Apple la sera del 24 aprile: iPhone. Con oltre 35 milioni di unità vendute, e nonostante le immancabili polemiche che da qualche anno a questa parte accompagnano ogni nuovo prodotto Apple (ve lo ricordate l'Antennagate di iPhone 4?) il melafonino continua la sua crescita inarrestabile e sembra quasi non risentire del consueto calo post-natalizio, che aveva visto vendere "solo" 2 milioni di iPhone in più. Il confronto col 2011 fa segnare una crescita dell'88 per cento e, con un fatturato pari a 22,7 miliardi di dollari, iPhone rappresenta il 58 per cento dei 39,2 miliardi totali (l'anno scorso era circa al 50).
Proprio questi 39,2 miliardi di dollari rappresentano l'ennesimo record trimestrale della società della Mela (escludendo il solito trimestre natalizio): più 59 per cento rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso e un utile di 11,6 miliardi di dollari (pari a 12,30 dollari per azione diluita, grossomodo il doppio del 2011) con un margine lordo che sale dal 41 al 47 per cento.
Se la parte del leone l'ha fatta iPhone, chi registra la crescita maggiore è iPad: con quasi 12 milioni di unità vendute rispetto ai 4,7 milioni dell'anno scorso, iPad segna una crescita del 132 per cento, una crescita realizzata quasi esclusivamente da iPad 2 visto che il nuovo modello è arrivato a metà marzo (motivo in più per aspettare i risultati anche del trimestre in corso). Anche a livello di fatturato iPad rappresenta ormai una quota pari a oltre il 16 per cento del totale (contro il 20 del trimestre precedente, condizionato però dai regali natalizi) mentre l'anno scorso si attestava intorno al 11.
Complessivamente sommando iPhone, iPad e iPod Touch (di cui manca il dettaglio nel totale degli iPod), il comparto iOS supera i 50 milioni di unità vendute nel corso del trimestre, pari a oltre 550mila dispositivi venduti ogni giorno. Mel trimestre natalizio, complici le vendite molto più elevate (soprattutto di iPod Touch) questa cifra si attestava tra i 650 e i 700mila. Come evidenziato a inizio settimana parlando dell'evoluzione dell'interfaccia di OS X verso iOS, questi 50 milioni fanno quasi scomparire i 4 milioni di Mac venduti nel corso dei primi tre mesi del 2012, cifra comunque considerevole sia guardando al panorama globale del mondo dell'informatica, sia rispetto allo stesso periodo del 2011, nei confronti del quale rappresenta pur sempre una crescita del 7 per cento (crescita che, una volta tanto, è trascinata dai desktop più che dai portatili).
Considerando che questi mesi sono stati caratterizzati da uno stop in attesa dei nuovi processori Ivy Bridge che equipaggeranno le nuove macchine attese in questi mesi, il risultato è comunque buono. Fa un po' specie notare che i Mac rappresentino poco meno del 13 per cento del fatturato (meno di iPad) ma rispetto a cinque anni fa si parla di cifre che in valore assoluto sono più del doppio. Anche se, a quei tempi, i Mac totalizzavano il 43 per cento del totale.
In mezzo a tutti questi numeri positivi si registra l'inevitabile calo del settore iPod (meno 15 per cento rispetto al 2011) anche se nonostante tutto, e considerando che non ci sono stati aggiornamenti, la linea sembra tenere più del previsto. Parallelamente al mondo iOS crescono anche i ricavi di iTunes Store (App Store e iBookStore inclusi) e anche la vendita di software per Mac, complice probabilmente il Mac App Store, fa segnare un più 12 per cento.
Di fronte a questi risultati, gli investitori ringraziano: martedì sera, prima dell'annuncio dei risultati, il titolo AAPL aveva chiuso a 560 dollari, mentre il mattino seguente ha riaperto a 616 dollari, per chiudere poi a 610 dollari, 50 in più del giorno precedente, quasi il 9 per cento. Per il prossimo trimestre Apple è prudente e stima un fatturato intorno a 34 miliardi, in calo rispetto al trimestre appena concluso ma comunque in crescita di oltre il 20 per cento rispetto ai 28 miliardi degli stessi mesi del 2011.
Una settimana fa Verizon presentava i risultati fiscali del trimestre appena concluso, evidenziando come più della metà delle nuove attivazioni riguardava telefoni Apple (3,2 milioni di iPhone su un totale di 6,3 milioni di smartphone). Qualche giorno dopo AT&T (sempre in occasione della presentazione dei risultati fiscali) faceva un annuncio ancora più sbilanciato: su 5,5 milioni di smartphone attivati nel corso del trimestre, ben 4,3 milioni sono iPhone (nello stesso trimestre del 2011 erano stati 3,6 milioni); nonostante l'immancabile calo nel confronto col trimestre natalizio, il 78 per cento dei nuovi telefoni attivati da AT&T sono stati iPhone, cioé 3 telefoni su 4.
Con queste premesse non era difficile immaginare quale sarebbe stato il motivo trainante dei risultati presentati da Apple la sera del 24 aprile: iPhone. Con oltre 35 milioni di unità vendute, e nonostante le immancabili polemiche che da qualche anno a questa parte accompagnano ogni nuovo prodotto Apple (ve lo ricordate l'Antennagate di iPhone 4?) il melafonino continua la sua crescita inarrestabile e sembra quasi non risentire del consueto calo post-natalizio, che aveva visto vendere "solo" 2 milioni di iPhone in più. Il confronto col 2011 fa segnare una crescita dell'88 per cento e, con un fatturato pari a 22,7 miliardi di dollari, iPhone rappresenta il 58 per cento dei 39,2 miliardi totali (l'anno scorso era circa al 50).
Proprio questi 39,2 miliardi di dollari rappresentano l'ennesimo record trimestrale della società della Mela (escludendo il solito trimestre natalizio): più 59 per cento rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso e un utile di 11,6 miliardi di dollari (pari a 12,30 dollari per azione diluita, grossomodo il doppio del 2011) con un margine lordo che sale dal 41 al 47 per cento.
Se la parte del leone l'ha fatta iPhone, chi registra la crescita maggiore è iPad: con quasi 12 milioni di unità vendute rispetto ai 4,7 milioni dell'anno scorso, iPad segna una crescita del 132 per cento, una crescita realizzata quasi esclusivamente da iPad 2 visto che il nuovo modello è arrivato a metà marzo (motivo in più per aspettare i risultati anche del trimestre in corso). Anche a livello di fatturato iPad rappresenta ormai una quota pari a oltre il 16 per cento del totale (contro il 20 del trimestre precedente, condizionato però dai regali natalizi) mentre l'anno scorso si attestava intorno al 11.
Complessivamente sommando iPhone, iPad e iPod Touch (di cui manca il dettaglio nel totale degli iPod), il comparto iOS supera i 50 milioni di unità vendute nel corso del trimestre, pari a oltre 550mila dispositivi venduti ogni giorno. Mel trimestre natalizio, complici le vendite molto più elevate (soprattutto di iPod Touch) questa cifra si attestava tra i 650 e i 700mila. Come evidenziato a inizio settimana parlando dell'evoluzione dell'interfaccia di OS X verso iOS, questi 50 milioni fanno quasi scomparire i 4 milioni di Mac venduti nel corso dei primi tre mesi del 2012, cifra comunque considerevole sia guardando al panorama globale del mondo dell'informatica, sia rispetto allo stesso periodo del 2011, nei confronti del quale rappresenta pur sempre una crescita del 7 per cento (crescita che, una volta tanto, è trascinata dai desktop più che dai portatili).
Considerando che questi mesi sono stati caratterizzati da uno stop in attesa dei nuovi processori Ivy Bridge che equipaggeranno le nuove macchine attese in questi mesi, il risultato è comunque buono. Fa un po' specie notare che i Mac rappresentino poco meno del 13 per cento del fatturato (meno di iPad) ma rispetto a cinque anni fa si parla di cifre che in valore assoluto sono più del doppio. Anche se, a quei tempi, i Mac totalizzavano il 43 per cento del totale.
In mezzo a tutti questi numeri positivi si registra l'inevitabile calo del settore iPod (meno 15 per cento rispetto al 2011) anche se nonostante tutto, e considerando che non ci sono stati aggiornamenti, la linea sembra tenere più del previsto. Parallelamente al mondo iOS crescono anche i ricavi di iTunes Store (App Store e iBookStore inclusi) e anche la vendita di software per Mac, complice probabilmente il Mac App Store, fa segnare un più 12 per cento.
Di fronte a questi risultati, gli investitori ringraziano: martedì sera, prima dell'annuncio dei risultati, il titolo AAPL aveva chiuso a 560 dollari, mentre il mattino seguente ha riaperto a 616 dollari, per chiudere poi a 610 dollari, 50 in più del giorno precedente, quasi il 9 per cento. Per il prossimo trimestre Apple è prudente e stima un fatturato intorno a 34 miliardi, in calo rispetto al trimestre appena concluso ma comunque in crescita di oltre il 20 per cento rispetto ai 28 miliardi degli stessi mesi del 2011.
lunedì 13 febbraio 2012
Sfida sui grandi numeri
Si fa un gran parlare della diffusione di iOS ed Android e si fa spesso una gran confusione di dati perché chi li annuncia non ha ben chiaro (o non vuol far capire) se si parla di dispositivi totali o di dispositi venduti negli ultimi tre mesi, senza contare che spesso vengono fatti paragoni confrontanto solo gli smartphone, mentre la realtà di iOS si spinge anche su iPod Touch e iPad.
Sappiamo tutti che vengono venduti molti più cellulari Android rispetto agli iPhone (anche se il trimestre natalizio ha visto numeri quasi pari, se non leggermente favorevoli all'iPhone in certi ambiti), ma proviamo a mettere un po' d'ordine in questi numeri partendo dai totali.
Google ha annunciato circa un mese fa il traguardo di 250 milioni di dispositi Android attivati, che in stragrande maggioranza sono smartphone. Per Apple, dati trimestrali alla mano (quindi aggiungendo i dati dell'ultimo trimestre 2011 ai totali dell'analisi quinquennale) possiamo contare 180 milioni di iPhone, 55 milioni di iPad, e (stimati) 70-80 milioni di iPod Touch.
Dai totali possiamo notare che iOS è in vantaggio, anche se il numero di iPhone venduti è sicuramente inferiore a quello degli smartphone Android. Fin qui però abbiamo parlato di vendite e attivazioni, ma non di dispositivi realmente utilizzati...
Personalmente credo che la percentuale dei dispositivi "attivi" (e quindi gli utenti effettivi) sia ancora più favorevole ad iOS, e vado a spiegare perché mi sono fatto questa idea partendo proprio dagli smartphone. Gli utenti iPhone che hanno cambiato il loro telefono con un modello nuovo (facendo quindi incrementare le vendite senza di fatto ampliare la diffusione del sistema) sono presumibilmente quelli che avevano il primo modello (quello solo Edge) o il 3G (che non è supportato da iOS5) cioé circa 25 milioni di persone, il 14% delle vendite totali di iPhone. E' vero che sicuramente anche qualcuno che aveva il 3GS si è comprato il 4S, ma conoco anche molti che usano ancora il 3G o addirittura il modello Edge; in ogni caso, possiamo anche supporre che ci sia più ricambio e arrivare fino al 25% delle vendite. Sull'iPad però il ricambio è pari a zero o quasi (visto che non sono nemmeno passati due anni dal lancio del primo modello) e anche sull'iPod Touch è presumibile che sia molto più basso: complessivamente possiamo immaginare che ci siano 250 milioni di dispositivi iOS attivi, ma se anche volessimo essere meno generosi con Apple potremmo scendere a 200 milioni immaginando che ci sia stato un maggiore ricambio.
Passiamo ad Android; ho già raccontato che la mia esperienza con il Galaxy S non è molto positiva, e parte delle mie perplessità nasce dal fatto che un telefono che è stato lanciato in concomitanza cone l'iPhone 4, sia "relegato" alla versione 2.3.3 di Android. Recentemente Motorola (per voce di Christy Wyatt) ha dichiarato che i produttori di telefonia faticano a rilasciare con solerzia gli aggiornamenti di sistema per i loro telefoni, faticano perché Google rilascia un "sorgente base" ma poi ogni modello sul mercato è differente, differente come processore, come schermo, e quant'altro... anche all'interno della stessa casa: a volte lo sforzo richiesto non è tale da giustificare l'investimento per cui gli aggiornamenti non arrivano (come nel caso, non isolato, del Galaxy S) e all'azienda conviene vendere un nuovo telefono, anche a prezzo basso (e quindi con poco margine di guadagno) piuttosto che aggiornarne uno vecchio... anche perché i produttori di telefoni fanno cassa vendendo hardware, a differenza del modello di Apple che prevede un ecosistema in cui un ruolo importante lo svolge anche l'AppStore. Questa situazione (mancanza di aggiornamenti e prezzo di acquisto inferiore) fa si che, a mio avviso, nel mondo Android ci sia un maggiore ricambio di telefoni, e quindi che gli utenti attivi siano significativamente meno dei 250 milioni di dispositivi Android attivati... ma anche immaginando che ci sia un ricambio solo del 20% (inverosimilmente inferiore a quello che abbiamo supposto per iOS) arriveremmo sempre a quota 200 milioni, e quindi faremmo pari e patta con iOS. Più realisticamente, a mio avviso, Android è ben al disotto di questa cifra... e potrebbe essere dietro iOS anche a livello di smpartphone (almeno per ora, perché il trend di crescita è comunque più elevato)
Questa mia tesi (cioé che iOS non sia veramente in minoranza, o perlomeno non nei termini in cui alcuni cercano di far passare) è supportata da almeno due dati di fatto: iOS sul web fa più traffico di Android, il che significa che è più usato. Anche supponendo che l'iPhone 4S generi più traffico (vuoi per Siri, vuoi per iCloud e relativo PhotoStreaming, vuoi per altri motivi) siamo comunque molto distanti... troppo distanti... o gli utenti attivi che utilizzano Android sono meno, oppure hanno comprato un smartphone touch perchè fa tendenza ma poi, in realtà, lo usano con un normale telefono, sminuendo di fatto il ruolo di Android nell'utilizzo come smartphone. L'altro dato riguarda gli abbonati USA: i dati dell'ultimo trimestre di AT&T ci dicono che, su 9,4 milioni di nuove attivazioni, ben 7,7 riguardano iPhone (circa l'80%)... e a memoria non mi pare di ricordare che in passato l'iPhone sia mai stato in minoranza. Numeri meno spinti ma con la medesima tendenza anche per Verizon che conta il 55% di iPhone nei 7.7 milioni di nuovi abbonati. I dati su Spring (operatore che si è aggiunto al lancio dell'iPhone 4S, quindi solo nell'ultimo trimestre del 2011) non sono molto chiari: si parla di 1,8 milioni di utenti iPhone, il 40% dei quali sono nuovi utenti (gli altri erano già abbonati che hanno cambiato telefono). Considerando che nell'ultimo trimestre Spring ha conquistato 1,6 milioni di nuovi utenti, estrapolando i dati si ricaverebbe che il 45% di questi nuovi utenti sono stati conquistati grazie all'iPhone, ma molti dei precedenti abbonati (oltre un milione) hanno cambiato telefono scegliendo l'iPhone non appena questo si è reso disponibile nell'offerta di Spring.
Volendo ci sarebbero anche i dati sui guadagni derivati dalle App, più elevati quando parliamo di iOS, ma qui entrano in gioco anche le diverse abitudini di utenti e sviluppatori, per non parlare del fatto che gli store sono in rapida evoluzione, anche se mi fa un po' strano sentir parlare del numero di applicazioni in senso assoluto, visto che nel conteggio delle applicazioni Android rientrano anche i temi del desktop e gli sfondi animati della scrivania (e non dico nulla sulle migliaia di widget dell'orologio).
Non manca, infine, un po' di esperienza quotidiana: settimana scorsa ero al ristorante, un piccolo ma ottimo ristorantino poco lontano dal centro di Milano. C'erano solo una decina di persone a pranzo: io e mia moglie con due iPhone, il tavolo di fianco al nostro con altri due ragazzi e due iPhone (4 o 4S) appoggiati sul tavolo, una ragazza poco più in là con un iPad bianco, un signore dall'altra parte con un altro iPhone, un'altra coppia che non aveva nulla di visibile, e infine un ragazzo che giocava con un Galaxy. Il proprietario del ristorante aveva un iPhone che gli ho visto usare più volte, un Blackberry col quale rispondeva alle mail per gestire le prenotazioni, e un iPad appoggiato al bancone. Certo, 10 persone non fanno statistica sul mezzo miliardo di device che abbiamo conteggiato sopra, ma di situazioni di questo tipo ne potrei raccontare diverse, e i dispositivi iOS li ho sempre visti in maggioranza... sarà un caso?
Sappiamo tutti che vengono venduti molti più cellulari Android rispetto agli iPhone (anche se il trimestre natalizio ha visto numeri quasi pari, se non leggermente favorevoli all'iPhone in certi ambiti), ma proviamo a mettere un po' d'ordine in questi numeri partendo dai totali.
Google ha annunciato circa un mese fa il traguardo di 250 milioni di dispositi Android attivati, che in stragrande maggioranza sono smartphone. Per Apple, dati trimestrali alla mano (quindi aggiungendo i dati dell'ultimo trimestre 2011 ai totali dell'analisi quinquennale) possiamo contare 180 milioni di iPhone, 55 milioni di iPad, e (stimati) 70-80 milioni di iPod Touch.
Dai totali possiamo notare che iOS è in vantaggio, anche se il numero di iPhone venduti è sicuramente inferiore a quello degli smartphone Android. Fin qui però abbiamo parlato di vendite e attivazioni, ma non di dispositivi realmente utilizzati...
Personalmente credo che la percentuale dei dispositivi "attivi" (e quindi gli utenti effettivi) sia ancora più favorevole ad iOS, e vado a spiegare perché mi sono fatto questa idea partendo proprio dagli smartphone. Gli utenti iPhone che hanno cambiato il loro telefono con un modello nuovo (facendo quindi incrementare le vendite senza di fatto ampliare la diffusione del sistema) sono presumibilmente quelli che avevano il primo modello (quello solo Edge) o il 3G (che non è supportato da iOS5) cioé circa 25 milioni di persone, il 14% delle vendite totali di iPhone. E' vero che sicuramente anche qualcuno che aveva il 3GS si è comprato il 4S, ma conoco anche molti che usano ancora il 3G o addirittura il modello Edge; in ogni caso, possiamo anche supporre che ci sia più ricambio e arrivare fino al 25% delle vendite. Sull'iPad però il ricambio è pari a zero o quasi (visto che non sono nemmeno passati due anni dal lancio del primo modello) e anche sull'iPod Touch è presumibile che sia molto più basso: complessivamente possiamo immaginare che ci siano 250 milioni di dispositivi iOS attivi, ma se anche volessimo essere meno generosi con Apple potremmo scendere a 200 milioni immaginando che ci sia stato un maggiore ricambio.
Passiamo ad Android; ho già raccontato che la mia esperienza con il Galaxy S non è molto positiva, e parte delle mie perplessità nasce dal fatto che un telefono che è stato lanciato in concomitanza cone l'iPhone 4, sia "relegato" alla versione 2.3.3 di Android. Recentemente Motorola (per voce di Christy Wyatt) ha dichiarato che i produttori di telefonia faticano a rilasciare con solerzia gli aggiornamenti di sistema per i loro telefoni, faticano perché Google rilascia un "sorgente base" ma poi ogni modello sul mercato è differente, differente come processore, come schermo, e quant'altro... anche all'interno della stessa casa: a volte lo sforzo richiesto non è tale da giustificare l'investimento per cui gli aggiornamenti non arrivano (come nel caso, non isolato, del Galaxy S) e all'azienda conviene vendere un nuovo telefono, anche a prezzo basso (e quindi con poco margine di guadagno) piuttosto che aggiornarne uno vecchio... anche perché i produttori di telefoni fanno cassa vendendo hardware, a differenza del modello di Apple che prevede un ecosistema in cui un ruolo importante lo svolge anche l'AppStore. Questa situazione (mancanza di aggiornamenti e prezzo di acquisto inferiore) fa si che, a mio avviso, nel mondo Android ci sia un maggiore ricambio di telefoni, e quindi che gli utenti attivi siano significativamente meno dei 250 milioni di dispositivi Android attivati... ma anche immaginando che ci sia un ricambio solo del 20% (inverosimilmente inferiore a quello che abbiamo supposto per iOS) arriveremmo sempre a quota 200 milioni, e quindi faremmo pari e patta con iOS. Più realisticamente, a mio avviso, Android è ben al disotto di questa cifra... e potrebbe essere dietro iOS anche a livello di smpartphone (almeno per ora, perché il trend di crescita è comunque più elevato)
Questa mia tesi (cioé che iOS non sia veramente in minoranza, o perlomeno non nei termini in cui alcuni cercano di far passare) è supportata da almeno due dati di fatto: iOS sul web fa più traffico di Android, il che significa che è più usato. Anche supponendo che l'iPhone 4S generi più traffico (vuoi per Siri, vuoi per iCloud e relativo PhotoStreaming, vuoi per altri motivi) siamo comunque molto distanti... troppo distanti... o gli utenti attivi che utilizzano Android sono meno, oppure hanno comprato un smartphone touch perchè fa tendenza ma poi, in realtà, lo usano con un normale telefono, sminuendo di fatto il ruolo di Android nell'utilizzo come smartphone. L'altro dato riguarda gli abbonati USA: i dati dell'ultimo trimestre di AT&T ci dicono che, su 9,4 milioni di nuove attivazioni, ben 7,7 riguardano iPhone (circa l'80%)... e a memoria non mi pare di ricordare che in passato l'iPhone sia mai stato in minoranza. Numeri meno spinti ma con la medesima tendenza anche per Verizon che conta il 55% di iPhone nei 7.7 milioni di nuovi abbonati. I dati su Spring (operatore che si è aggiunto al lancio dell'iPhone 4S, quindi solo nell'ultimo trimestre del 2011) non sono molto chiari: si parla di 1,8 milioni di utenti iPhone, il 40% dei quali sono nuovi utenti (gli altri erano già abbonati che hanno cambiato telefono). Considerando che nell'ultimo trimestre Spring ha conquistato 1,6 milioni di nuovi utenti, estrapolando i dati si ricaverebbe che il 45% di questi nuovi utenti sono stati conquistati grazie all'iPhone, ma molti dei precedenti abbonati (oltre un milione) hanno cambiato telefono scegliendo l'iPhone non appena questo si è reso disponibile nell'offerta di Spring.
Volendo ci sarebbero anche i dati sui guadagni derivati dalle App, più elevati quando parliamo di iOS, ma qui entrano in gioco anche le diverse abitudini di utenti e sviluppatori, per non parlare del fatto che gli store sono in rapida evoluzione, anche se mi fa un po' strano sentir parlare del numero di applicazioni in senso assoluto, visto che nel conteggio delle applicazioni Android rientrano anche i temi del desktop e gli sfondi animati della scrivania (e non dico nulla sulle migliaia di widget dell'orologio).
Non manca, infine, un po' di esperienza quotidiana: settimana scorsa ero al ristorante, un piccolo ma ottimo ristorantino poco lontano dal centro di Milano. C'erano solo una decina di persone a pranzo: io e mia moglie con due iPhone, il tavolo di fianco al nostro con altri due ragazzi e due iPhone (4 o 4S) appoggiati sul tavolo, una ragazza poco più in là con un iPad bianco, un signore dall'altra parte con un altro iPhone, un'altra coppia che non aveva nulla di visibile, e infine un ragazzo che giocava con un Galaxy. Il proprietario del ristorante aveva un iPhone che gli ho visto usare più volte, un Blackberry col quale rispondeva alle mail per gestire le prenotazioni, e un iPad appoggiato al bancone. Certo, 10 persone non fanno statistica sul mezzo miliardo di device che abbiamo conteggiato sopra, ma di situazioni di questo tipo ne potrei raccontare diverse, e i dispositivi iOS li ho sempre visti in maggioranza... sarà un caso?
lunedì 6 febbraio 2012
Comportamenti discordanti [from: Tutto in una notte]
Non è che mi diverta a sparare a zero su ciò che non mi piace, ma mi devo riallacciare al mio messaggio di qualche giorno fa, quello sugli inaspettati consumi notturni del Samsung Galaxy S, per chiudere il discorso evidenziando un comportamento veramente anomalo.
Inizialmente sembrava che eliminando la sincronizzazione notturna della posta il problema si fosse risolto: la prima notte c'è stato un calo di batteria "solo" del 5%, non pochissimo rispetto al 1%-2% dell'iPhone, ma comunque accettabile.
La seconda notte invece la batteria è passata dal 59% al 36%: un calo del 23% in sette ore, senza alcun utilizzo, e col telefono in modalità offline, a mio avviso è assolutamente inaccettabile, anche se probabilmente in quel caso non avevo liberato la memoria.
La terza notte invece è successa la cosa più strana: il consumo notturno è stato bassissimo, dal 69% al 68%, ma 5-10 minuti dopo la riattivazione è letteralmente crollato al 56%: cosa mai sarà successo per consumare il 12% in pochi minuti? come se non bastasse, poco dopo pranzo (quindi dopo circa 6 ore) dal 56% me lo ritrovo quasi completamente scarico, e avevo fatto una sola telefonata di un minuto e mezzo (per la precisione un minuto e 26 secondi): boh...
La quarta e la quinta notte sembrava che tutto si fosse risolto nel migliore dei modi: avendo l'accortezza di liberare la memoria mi sono ritrovato la mattina seguente senza cali apprezzabili (rispettivamente dal 48% al 46% e dal 71% al 70%) ma stanotte siamo ritornati nel campo dell'ignoto... memoria liberata e telefono messo offline alle 23:00 circa mentre l'indicazione stava al 38%; stamattina alle 7:00, me lo ritrovo al 6% con allarme che mi dice di collegare subito il telefono al caricabatterie... -32% in una situazione in cui non avrebbe dovuto fare nulla!!!
A 'sto punto ci rinuncio: ho già sprecato troppo tempo senza giungere a nessuna conclusione. Il Galaxy S, durante la notte, verrà spento (con buona pace per tutti) e la smetterò pure di farmi certe domande sull'oggetto in questione, sperando che la prossima esperienza con un device Android sia più positiva...
(tra parentesi, qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai con la percentuale al 35%, o giù di lì, l'indicatore grafico che sta nella barra in alto sembra indicare una carica maggiore del 50%...)
Inizialmente sembrava che eliminando la sincronizzazione notturna della posta il problema si fosse risolto: la prima notte c'è stato un calo di batteria "solo" del 5%, non pochissimo rispetto al 1%-2% dell'iPhone, ma comunque accettabile.
La seconda notte invece la batteria è passata dal 59% al 36%: un calo del 23% in sette ore, senza alcun utilizzo, e col telefono in modalità offline, a mio avviso è assolutamente inaccettabile, anche se probabilmente in quel caso non avevo liberato la memoria.
La terza notte invece è successa la cosa più strana: il consumo notturno è stato bassissimo, dal 69% al 68%, ma 5-10 minuti dopo la riattivazione è letteralmente crollato al 56%: cosa mai sarà successo per consumare il 12% in pochi minuti? come se non bastasse, poco dopo pranzo (quindi dopo circa 6 ore) dal 56% me lo ritrovo quasi completamente scarico, e avevo fatto una sola telefonata di un minuto e mezzo (per la precisione un minuto e 26 secondi): boh...
La quarta e la quinta notte sembrava che tutto si fosse risolto nel migliore dei modi: avendo l'accortezza di liberare la memoria mi sono ritrovato la mattina seguente senza cali apprezzabili (rispettivamente dal 48% al 46% e dal 71% al 70%) ma stanotte siamo ritornati nel campo dell'ignoto... memoria liberata e telefono messo offline alle 23:00 circa mentre l'indicazione stava al 38%; stamattina alle 7:00, me lo ritrovo al 6% con allarme che mi dice di collegare subito il telefono al caricabatterie... -32% in una situazione in cui non avrebbe dovuto fare nulla!!!
A 'sto punto ci rinuncio: ho già sprecato troppo tempo senza giungere a nessuna conclusione. Il Galaxy S, durante la notte, verrà spento (con buona pace per tutti) e la smetterò pure di farmi certe domande sull'oggetto in questione, sperando che la prossima esperienza con un device Android sia più positiva...
(tra parentesi, qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai con la percentuale al 35%, o giù di lì, l'indicatore grafico che sta nella barra in alto sembra indicare una carica maggiore del 50%...)
martedì 31 gennaio 2012
Tutto in una notte
Premessa: come sveglia utilizzo l'iPhone. Messo in "modalità aereo" so che durante la notte perderà al massimo 1-2% di carica, quindi sono relativamente sicuro che se anche dovessi andare a dormire con la batteria sotto il 20% (cioé dopo la prima soglia di allarme) la sveglia farà il suo dovere.
Abituato a questa consuetudine ho pensato di seguire la stessa procedura anche con il Galaxy S: invece di spegnerlo completamente, prima di andare a dormire ho iniziato a metterlo in "modalità offline" (cioé la modalità che spegne tutte le reti, una sorta di stand-by spinto che si chiama "modalità offline" anziché "modalità aereo" anche se poi compare il simbolino dell'aeroplano) confidando che questo sarebbe bastato per preservare la batteria durante la pausa notturna.
Con mia grossa sorpresa mi sono però ritrovato spesso al mattino con un messaggio che mi diceva di collegare subito il caricabatterie perché la carica attuale era al limite. Per capire meglio cosa succedesse ho installato un piccolo widget in grado di tenere traccia della percentuale di carica della batteria (non c'è altro modo di saperlo, a meno di spulciare ogni volta i menù delle preferenze) ed ho fatto un po' di prove. Per esempio, tanto per parlare dei dati più recenti, ieri sera quando l'ho messo in modalità offline l'indicatore segnava 35% di carica e stamattina l'ho trovato al 7%... quasi il 30% in una notte, nonostante la modalità offline. Anche nei giorni precedenti la situazione non era molto diversa, con la batteria che si scaricava di percentuali comprese tra il 15% e il 25% a seconda del punto di partenza (pare che la scarica non sia lineare); la situazione non cambia nemmeno se prima di entrare in standby mi preoccupo di chiudere tutte le applicazioni attive e/o liberare la RAM.
La mia ipotesi è che il responsabile di questa scarica sia l'applicazione di posta elettronica, che non comprende che il telefono è in modalità offline, e si ostina a cercare di scaricare le mail ogni 15 minuti. La riprova ce l'avrò nei prossimi giorni visto che stamattina ho modificato la pianificazione della sincronizzazione... resta il fatto che si tratta di un bug bello e buono (l'ennesimo di questo sistema che, a parte qualche dettaglio, proprio non riesco a farmi piacere) tantopiù che pure l'iPhone è impostato con la stessa frequenza di sincronizzazione della posta (oltre ad avere una sfilza di altre notifiche push attive) eppure non ha di questi problemi.
PS: come "corollario" del problema dello scaricamento precoce, aggiungo che la ricarica è molto più lenta rispetto all'iPhone: quest'ultimo effettua una prima fase di ricarica veloce che lo porta al 70-80% di carica in una sola ora, per fare poi l'ultima parte più lentamente; il Galaxy S, dopo un'ora, è solo al 40%...
PPS: tanto per aggiungere carne al fuoco, l'altra sera il Samsung mi si è resettato mentre stavo scrivendo un SMS, e di tanto in tanto si perde lo sfondo quando esco da Firefox (non che sia un grosso problema, ma tant'è...). E' capitato anche che non riuscissi a rispondere ad una telefonata perché lo schermo touch era apparentemente bloccato (problema che è capitato anche ad altri miei amici).
PPPS: riallacciandomi all'apertura dell'articolo, se le cose dovessero rimanere come ora anche dopo aver modificato la pianificazione di sincronizzazione della posta, mai mi fiderei a puntare la sveglia sul Galaxy S, a meno di non tenerlo collegato alla spina della rete elettrica (e, tra parentesi, il connettore micro USB voluto dalla normativa europa mi pare decisamente poco solido...)
Abituato a questa consuetudine ho pensato di seguire la stessa procedura anche con il Galaxy S: invece di spegnerlo completamente, prima di andare a dormire ho iniziato a metterlo in "modalità offline" (cioé la modalità che spegne tutte le reti, una sorta di stand-by spinto che si chiama "modalità offline" anziché "modalità aereo" anche se poi compare il simbolino dell'aeroplano) confidando che questo sarebbe bastato per preservare la batteria durante la pausa notturna.
Con mia grossa sorpresa mi sono però ritrovato spesso al mattino con un messaggio che mi diceva di collegare subito il caricabatterie perché la carica attuale era al limite. Per capire meglio cosa succedesse ho installato un piccolo widget in grado di tenere traccia della percentuale di carica della batteria (non c'è altro modo di saperlo, a meno di spulciare ogni volta i menù delle preferenze) ed ho fatto un po' di prove. Per esempio, tanto per parlare dei dati più recenti, ieri sera quando l'ho messo in modalità offline l'indicatore segnava 35% di carica e stamattina l'ho trovato al 7%... quasi il 30% in una notte, nonostante la modalità offline. Anche nei giorni precedenti la situazione non era molto diversa, con la batteria che si scaricava di percentuali comprese tra il 15% e il 25% a seconda del punto di partenza (pare che la scarica non sia lineare); la situazione non cambia nemmeno se prima di entrare in standby mi preoccupo di chiudere tutte le applicazioni attive e/o liberare la RAM.
La mia ipotesi è che il responsabile di questa scarica sia l'applicazione di posta elettronica, che non comprende che il telefono è in modalità offline, e si ostina a cercare di scaricare le mail ogni 15 minuti. La riprova ce l'avrò nei prossimi giorni visto che stamattina ho modificato la pianificazione della sincronizzazione... resta il fatto che si tratta di un bug bello e buono (l'ennesimo di questo sistema che, a parte qualche dettaglio, proprio non riesco a farmi piacere) tantopiù che pure l'iPhone è impostato con la stessa frequenza di sincronizzazione della posta (oltre ad avere una sfilza di altre notifiche push attive) eppure non ha di questi problemi.
PS: come "corollario" del problema dello scaricamento precoce, aggiungo che la ricarica è molto più lenta rispetto all'iPhone: quest'ultimo effettua una prima fase di ricarica veloce che lo porta al 70-80% di carica in una sola ora, per fare poi l'ultima parte più lentamente; il Galaxy S, dopo un'ora, è solo al 40%...
PPS: tanto per aggiungere carne al fuoco, l'altra sera il Samsung mi si è resettato mentre stavo scrivendo un SMS, e di tanto in tanto si perde lo sfondo quando esco da Firefox (non che sia un grosso problema, ma tant'è...). E' capitato anche che non riuscissi a rispondere ad una telefonata perché lo schermo touch era apparentemente bloccato (problema che è capitato anche ad altri miei amici).
PPPS: riallacciandomi all'apertura dell'articolo, se le cose dovessero rimanere come ora anche dopo aver modificato la pianificazione di sincronizzazione della posta, mai mi fiderei a puntare la sveglia sul Galaxy S, a meno di non tenerlo collegato alla spina della rete elettrica (e, tra parentesi, il connettore micro USB voluto dalla normativa europa mi pare decisamente poco solido...)
martedì 27 dicembre 2011
Scontro a due: la rivincita
Prosegue la panoramica sul confronto tra il Galaxy S e l'iPhone 4 che ho iniziato qualche giorno fa.
Prima di tutto una precisazione: nel confronto di qualche giorno fa dicevo che di punto in bianco la ribrica mi era sparita. Nei giorni scorsi ho notato che quando si attiva la modalità offline (cioé la modalità aereo) la rubrica su SIM non viene letta. Non ho la certezza che fosse questa la situazione, ma potrebbe essere, il che elimina uno dei problemi avuti col Galaxy S.
Un ulteriore punto a favore sembra essere la batteria: non ne ho la certezza al 100%, perché in realtà uso l'iPhone per molte più cose (notifiche Push comprese) ma la quella del Samsung sembra durare un po' di più.
Di contro sto provando molto odio sulla modalita per la selezione, taglio, copia e incolla del testo (non so se è specifica di questa implementazione di Android realizzata da Samsung o se è comune a tutte le versioni di Android). Apple sarà arrivata in ritardo nell'implementazione di questa funzione, ma l'ha realizzata in un modo infinitamente migliore.
Parlando sempre di scrittura, iOS presenta sempre la tastiera quando necessario abilitando direttamente il primo campo richiesto; sul Galaxy S, spesso e volentieri, devo richiamarla facendo un tap sul campo che voglio scrivere.
Tornando sull'hardware, il segnale GPS del Samsung ci mette più tempo a trovare la posizione quando abilitato, anche se questa cosa potrebbe dipendere dall'applicazione specifica (anche sull'iPhone ci sono alcune applicazioni in cui, a parità di condizioni esterne, sembra metterci di più). Non ci sono invece dubbi sulla capacità di ricezione in WiFi: quando sull'iPhone ho 2 o 3 tacche, sul Samsung le tacche sono 1 o 2... e tipicamente ci mette anche più tempo ad agganciarsi ad una rete nota.
Nonostante alcuni pregi di Android (e/o del Galaxy S) tutto questo conferma la mia opinione già espressa nel post precedente, ovvero che personalmente mi trovo molto meglio con iOS. Non metto in dubbio che molti altri avranno parere completamente opposto rispetto al mio, ma il mondo è bello perché il vario: l'usabilità di iOS è ancora una spanna sopra e visto che ritengo questa caratteristica predominante per l'utilizzo che ne faccio io, l'accoppiata iOS+iPhone a mio avviso risulta ancora vincente.
Nota finale: un mio amico che ha provato anch'egli il Galaxy S trovando i miei stessi difetti, ora ha comprato il Galaxy S II trovandolo decisamente migliore a livello di fluidità e velocità. La cosa non può che farmi piacere per gli utenti Android che acquistano il nuovo Galaxy S II, ma il mio confronto è stato comunque fatto tra Galaxy S e iPhone 4, due telefoni lanciati nello stesso periodo, due telefoni che si comportano in modo diverso, due telefoni aggiornabili in modo diverso...
Prima di tutto una precisazione: nel confronto di qualche giorno fa dicevo che di punto in bianco la ribrica mi era sparita. Nei giorni scorsi ho notato che quando si attiva la modalità offline (cioé la modalità aereo) la rubrica su SIM non viene letta. Non ho la certezza che fosse questa la situazione, ma potrebbe essere, il che elimina uno dei problemi avuti col Galaxy S.
Un ulteriore punto a favore sembra essere la batteria: non ne ho la certezza al 100%, perché in realtà uso l'iPhone per molte più cose (notifiche Push comprese) ma la quella del Samsung sembra durare un po' di più.
Di contro sto provando molto odio sulla modalita per la selezione, taglio, copia e incolla del testo (non so se è specifica di questa implementazione di Android realizzata da Samsung o se è comune a tutte le versioni di Android). Apple sarà arrivata in ritardo nell'implementazione di questa funzione, ma l'ha realizzata in un modo infinitamente migliore.
Parlando sempre di scrittura, iOS presenta sempre la tastiera quando necessario abilitando direttamente il primo campo richiesto; sul Galaxy S, spesso e volentieri, devo richiamarla facendo un tap sul campo che voglio scrivere.
Tornando sull'hardware, il segnale GPS del Samsung ci mette più tempo a trovare la posizione quando abilitato, anche se questa cosa potrebbe dipendere dall'applicazione specifica (anche sull'iPhone ci sono alcune applicazioni in cui, a parità di condizioni esterne, sembra metterci di più). Non ci sono invece dubbi sulla capacità di ricezione in WiFi: quando sull'iPhone ho 2 o 3 tacche, sul Samsung le tacche sono 1 o 2... e tipicamente ci mette anche più tempo ad agganciarsi ad una rete nota.
Nonostante alcuni pregi di Android (e/o del Galaxy S) tutto questo conferma la mia opinione già espressa nel post precedente, ovvero che personalmente mi trovo molto meglio con iOS. Non metto in dubbio che molti altri avranno parere completamente opposto rispetto al mio, ma il mondo è bello perché il vario: l'usabilità di iOS è ancora una spanna sopra e visto che ritengo questa caratteristica predominante per l'utilizzo che ne faccio io, l'accoppiata iOS+iPhone a mio avviso risulta ancora vincente.
Nota finale: un mio amico che ha provato anch'egli il Galaxy S trovando i miei stessi difetti, ora ha comprato il Galaxy S II trovandolo decisamente migliore a livello di fluidità e velocità. La cosa non può che farmi piacere per gli utenti Android che acquistano il nuovo Galaxy S II, ma il mio confronto è stato comunque fatto tra Galaxy S e iPhone 4, due telefoni lanciati nello stesso periodo, due telefoni che si comportano in modo diverso, due telefoni aggiornabili in modo diverso...
lunedì 26 dicembre 2011
12 a 3(G)
E' iniziato oggi il consueto appuntamento con i 12 giorni di regali che Apple ai suoi utenti dal 26 dicembre al 6 gennaio.
Quest'anno l'inizio è stato meglio del solito (quantomeno per i miei gusti) con un album del Coldplay che raccoglie le tre canzoni e i tre video della recente esebizione londinese nel corso dell'iTunes Music Festival 2011.
C'è però una cosa che mi lascia molto perplesso e che, nonostante le apparenze, non riguarda Apple ma gli utenti di iOS: l'applicazione che notifica il regalo del giorno con una simpatica animazione è disponibile solo per iOS 4.3 o successivi, il che significa che gli utenti dell'iPhone 3G (un telefono del giugno 2008) sono tagliati fuori... ma sono tagiati fuori dall'applicazione che fa la notifica, non dai regali che potranno comunque scaricare passando direttamente dall'iTunes Store o dall'App Store, sia tramite telefono che da PC o Mac (se poi ci saranno applicazioni regalate che a loro volta richiedono le ultime versioni di iOS è un altro discorso).
Alla luce di ciò trovo assolutamente fuori luogo certe critiche che si possono leggere nei commenti dell'applicazione, commenti di chi non ha capito che i regali sono indipendenti dall'applicazione che li segnala, e al di là di tutto sono comunque indipendenti anche al telefono: mal che vada si possono scaricare sul computer e tenere in libreria in vista di futuri acquisti di nuovi iDevice. Più ridicoli invece (non me ne vogliano gli autori) i commenti di chi crede che scaricando l'applicazione "12 giorni di regali" sia possibile scegliere una qualunque applicazione da scaricare senza pagare nulla...
PS: riguardo l'obsolescenza dei telefoni, a chi (sempre nei commenti) si lamenta del fatto che Apple sembra non considerare più un telegono che ormai ha più di tre anni di vita, faccio presente che il Galaxy S, un telefono messo in vendita la scorsa estate (del quale ho parlato nei giorni scorsi, e del quale parlerò ancora nei prossimi giorni) pare che non riceverà ulteriori aggiornamenti del firmware: a voi la scelta.
Quest'anno l'inizio è stato meglio del solito (quantomeno per i miei gusti) con un album del Coldplay che raccoglie le tre canzoni e i tre video della recente esebizione londinese nel corso dell'iTunes Music Festival 2011.
C'è però una cosa che mi lascia molto perplesso e che, nonostante le apparenze, non riguarda Apple ma gli utenti di iOS: l'applicazione che notifica il regalo del giorno con una simpatica animazione è disponibile solo per iOS 4.3 o successivi, il che significa che gli utenti dell'iPhone 3G (un telefono del giugno 2008) sono tagliati fuori... ma sono tagiati fuori dall'applicazione che fa la notifica, non dai regali che potranno comunque scaricare passando direttamente dall'iTunes Store o dall'App Store, sia tramite telefono che da PC o Mac (se poi ci saranno applicazioni regalate che a loro volta richiedono le ultime versioni di iOS è un altro discorso).
Alla luce di ciò trovo assolutamente fuori luogo certe critiche che si possono leggere nei commenti dell'applicazione, commenti di chi non ha capito che i regali sono indipendenti dall'applicazione che li segnala, e al di là di tutto sono comunque indipendenti anche al telefono: mal che vada si possono scaricare sul computer e tenere in libreria in vista di futuri acquisti di nuovi iDevice. Più ridicoli invece (non me ne vogliano gli autori) i commenti di chi crede che scaricando l'applicazione "12 giorni di regali" sia possibile scegliere una qualunque applicazione da scaricare senza pagare nulla...
PS: riguardo l'obsolescenza dei telefoni, a chi (sempre nei commenti) si lamenta del fatto che Apple sembra non considerare più un telegono che ormai ha più di tre anni di vita, faccio presente che il Galaxy S, un telefono messo in vendita la scorsa estate (del quale ho parlato nei giorni scorsi, e del quale parlerò ancora nei prossimi giorni) pare che non riceverà ulteriori aggiornamenti del firmware: a voi la scelta.
martedì 20 dicembre 2011
Scontro a due [aggiornato]
[aggiornamento] In realtà ho scoperto che, quantomeno sul desktop, è possibile creare cartelle... meno male!!! un problema in meno... anche se in realtà non è possibile riordinare a piacimento all'interno: l'ordine è quello in cui si mettono le applicazioni :(
Da un po' di tempo a questa parte mi ritrovo ad utilizzare quotidianamente un Samsung S al fianco del mio iPhone 4, il che mi permette di fare un confronto diretto tra i mondi iOS e Android, tra un dispositivo Apple e uno Samsung (entrambi immessi sul mercato nella scorsa estate, quindi potenzialmente di pari caratteristiche).
Cominciamo dall'esterno.
La prima cosa che si nota del Samsung (al di là delle somiglianze estetiche con il 3GS, prima osservazione che mi ha fatto mia moglie senza neanche sapere cosa avessi in mano) è la dimensione sensibilmente maggiore dello schermo (4" contro i 3,5" dell'iPhone) cosa che dovrebbe essere un pregio ma che in realtà lo rende più scomodo in mano e che spero non contagi anche il prossimo iPhone (sensazione che avevo già espresso ad agosto ipotizzando il futuro dell'iPhone).
La seconda cosa che si nota è il peso: il Galaxy S è sensibilmente più leggero cosa che costituisce un vantaggio ma che indica una diversa scelta di materiali, e conferisce al telefono Samsung un'aria più "giocattolosa". Giusto per intenderci, la sensazione ottenuta stringento tra le mani uno dei nuovi Nokia Lumia 800 è decisamente migliore.
Ma torniamo all'aspetto fisico del Samsung. Sopra, oltre alla presa per le cuffie, c'è la porta micro USB, come da direttiva europea (porta che manca all'iPhone 4 e che Apple ha introdotto all'uscita dell'iPhone 4S tramite un apposito adattatore), sotto c'è solo il foro del microfono (l'iPhone ha anche la classica porta dock, utile per accedere ad un'infinità di accessori), sul lato destro c'è il pulsante di accensione/spegnimento/standby (quello che l'iPhone ha in alto), e sul lato sinistro c'è il doppio pulsante per il volume (esattamente come per l'iPhone). L'iPhone, in aggiunta, ha anche il selettore per la modalità silenziosa, cosa che sul Samgung va selezionata via software. Il fatto che il pulsante per lo standby sia in posizione opposta rispetto a quello del volume introduce un primo fastidio: impugnando il telefono "normalmente" ogni volta che si esercita una pressione per premere uno dei due, si preme inevitabilmente, involontariamente, e inavvertitamente, anche l'altro; inoltre, se si preme "volume +", si disabilita automaticamente la modalità silenziosa, il che rende la doppia pressioen involontaria ancora più fastidiosa.
Un'ultima considerazione, che ha a che fare parzialmente con l'analisi esterna, è la fotocamera: entrambe sono da 5 Mpixel, ma l'iPhone 4 ha anche un flash a LED che manca sul Galaxy S.
Accendendo il telefono lo schermo del Samsung è davvero notevole: nonostante non raggiunga la risoluzione del retina display (800x480 del Galaxy S contro i 960x640 dell'iPhone 4) la luminosità è davvero molto elevata, tanto che ho deciso di disabilitare il controllo automatico e di impostarla direttamente su un valore molto basso, ma più che sufficiente per la maggior parte delle situazioni.
Conclusa l'analisi "estetica", arriviamo all'utilizzo vero e proprio. L'iPhone 4 è aggiornato all'ultima versione di iOS, mentre il Galaxy S è "fermo" alla versione 2.3.3 di Android e per via ufficiale, al momento, non c'è verso di ricevere ulteriori aggiornamenti. In rete si sono delle versioni alpha e beta di ICS ma al momento non fanno per me: preferisco attendere release ufficiali (se arriveranno) o versioni quantomeno stabili. Fatta questa doverosa premessa (indispensabile per definire i limiti del confronto, che non avviene con l'ultima release di Android) nell'utilizzo quotidiano, nonostante le molte similitudini, le differenze di usabilità tra i due sistemi sono abbastanza marcate.
Per chi ancora non lo sapesse, Android ha una cartella applicazioni (dove finisce anche tutto quello che si scarica dai vari market) dalla quale si può "estrarre" quello che si vuole posizionare su una delle pagine del desktop, insieme ai vari widget (che personalmente non utilizzo). iOS invece ha un ambiente unico: tutte le applicazioni finiscono nel primo posto libero sulle pagine del desktop e si possono spostare da una pagina all'altra o raggruppare in cartelle (sebbene in un modo non del tutto convincente). Sul Samsung mi ha sorpreso (negativamente) il fatto che la cartella applicazioni fornita di default non mi permetta né di creare sottocartelle, né di ordinare le applicazioni a mio piacimento... mi devo limitare ad usarlo come "deposito" per quello che trascino sul desktop; nemmeno su quest'ultimo posso creare cartelle, e anche lo spostamento e l'ordinamento delle varie applicazioni risulta meno immediato in quanto occorre prima creare lo spazio necessario (mentre su iOS le icone si spostano dinamicamente in base a quello che stiamo spostando). In ogni caso su questi dettagli si potrebbe anche sorvolare, sia perché si possono installare altri launcher, alcuni dei quali "mimano" iOS, sia perché si potrebbe rimuovere direttamente la versione di Android preparata da Samsung per mettere altre ROM come la famosa Cyanogen o la MIUI MintBerry, che sotto molti aspetti estetici e funzionali strizza l'occhio a iOS. Questo è uno degli aspetti positivi di Android, anche se certe operazioni, pur non complicatissime e spiegate da numereose guide passo-passo in rete, non sono comunque alla portata di tutti. Altra operazione non immediata per tutti (e comunque non esente da possibili problemi di garanzia) è il root del dispositivo, operazione che consente realmente di disporre con tutta liberta del sistema (con conseguenti rischi) compresa la possibilità di disinstallare applicazioni e plug-in che altrimenti sarebbero irremovibili.
Questioni libertarie a parte, ci sono un altro paio di opzioni interessanti che differiscono dall'iPhone. La prima è la possibilità di posizionare un contatto sul desktop, il che dà un immediato accesso alla possibilità di chiamare o inviare un messaggio. La seconda è il centro notifiche che contiene anche alcune opzioni per abilitare/disabilitare il WiFi, il GPS, il Bluetooth, la modalità silenziosa e la rotazione. Su iPhone molte di queste cose richiedono qualche passaggio in più, a parte la modalità silenziosa (che ha un apposito selettore vicino ai pulsanti del volume) e il blocco rotazione (accessibile col doppio click del pulsante home).
A parte questo, le altre preferenze del sistema sono disposte in un modo a mio avviso più confusionario e ci sono alcune mancanze come un contatore del traffico dati su rete cellulare (carenza risolta installando 3G Watchdog, un'apposita applicazione che gira in background e segnala il traffico dati in un'apposita voce delle notifiche).
In ogni caso, una volta accomodato il telefono in base alle proprie esigenze, si passa all'utilizzo vero e proprio, e quindi all'installazione di applicazioni. L'android Market è ben popolato, ma molte applicazioni sono in realtà delle banali raccolte di sfondi (anche di dubbio gusto) per non parlare delle infinite versioni di wigdet-clock e similari. Non che l'App Store di Apple conti solo programmi utili (anzi...) ma ricordo ancora distintamente certi commenti di chi sosteneva Android sminuendo l'elevato numero di applicazioni per iOS e dicendo che la maggior parte erano tutte cose inutili: inviterei queste persone a fare un giro sull'Android Market prima di addentrarsi in ulteriori giudizi in merito.
Detto questo, per un confronto più diretto ho scaricato su Android alcune applicazioni che già utilizzo su iOS, così da valutare al meglio eventuali differenze. Nello specifico mi riferisco a News 360, Pulse, Angry Birds, AutoCAD WS, e Lufthansa. Le prime due sono sostanzialmente identiche alla versione iOS (e ammetto di non sapere se siano nate prima su iOS o prima su Android); anche Angry Bird per Android è fondamentalmente identica alla versione iOS e per di più è gratuita... ma il fatto di essere gratuita implica il fatto di doversi subire un banner pubblicitario. AutoCAD WS mi ha dato diversi problemi con messaggi di errori legati all'hardware del telefono che sono supporta alcune funzioni 3D (e qui si potrebbe introdurre il discorso della frammentazione del mondo Android, ma non è un argomento che voglio affrontare in questo articolo). L'applicazione della Lufthansa (che uso spesso per i miei viaggi) ha una qualità di interfaccia sensibilmente inferiore, tant'è che ho deciso direttamente di rimuoverla (continuerò ad usare la versione per iPhone).
Passiamo ad un'altra funzione tipica dello smartphone: la navigazione internet. Grossi problemi non ce ne sono (potenzialmente avrei a disposizione anche flash, ma i siti che visito normalmente non ne fanno fortunatamente uso) ma lo "zoom intelligente", quello che col doppio tap dovrebbe zoomare sull'area interessata, è lento e scattoso (oltre a non essere preciso nell'individuazione dell'area) roba che nemmeno sull'iPod Touch del 2007. Fortunatamente le cose migliorano con altri browser (al momento utilizzo Firefox, che ha anche diverse funzioni più interessanti rispetto al browser fornito di default) ma la fluidità di Safari sotto iOS è comunque tutta un'altra cosa... e il problema della fluidità con Android non riguarda solo la navigazione in internet.
Fluidità a parte, un altro difetto che ho riscontrato è la minore precisione dello schermo touch: nonostante sia più grande, e quindi anche la tastiera virtuale abbia dimensioni un po' più generose, mi ritrovo a fare errori di battiura molto più spesso.
Infine non posso non elencare le quattro disavventure che mi sono capitate in soli 10 giorni di utilizzo. Il primo giorno l'applicazione della fotocamera non voleva più cedere il controllo al sistema (no, non era bloccata col tasto di standby...) per cui ho dovuto forzare lo spegnimento. Un paio di giorni più tardi, la rubrica si è completamente svuotata (risolto spegnendo e accendendo). Il giorno successivo non scaricava più la posta elettronica: la connessione di rete era attiva (navigavo via WiFi), o provato a chiudere l'applicazione, rilanciarla, ripulire la memoria, e quant'altro, ma l'unico modo che ho avuto per risolvere il problema è stato l'ennesimo "spegni e accendi". L'altroieri, mentre mostravo il telefono ad un mio amico, d'improvviso ha deciso di non uscire più dallo standby: la batteria era carica ma la pressione dei pulsanti non aveva alcun effetto; anche premendo il pulsante di accensione a lungo (nella remota ipotesi che fosse stato inavvertitamente spento) non succedeva nulla; unica soluzione: togliere il coperchio e rimuovere la batteria. Non so se sono sfortunato io, ma mi pare di aver sentito di problemi simili anche da miei amici. Certo non è che iOS sia esente da difetti, ma lo uso dal 2007 su tre device (più i vari che ho avuto in prova per qualche settimana) e il problema più grosso che ho riscontrato è stato quello degli eventi duplicati in agenda, problema che a suo tempo ho risolto rimuovendo e rimettendo l'account di MobileMe.
Alle fine di tutto non mi sento di decretare un vincitore assoluto, perché ognuno ha le sue esigenze, ma personalmente mi trovo molto meglio con l'iPhone e oggettivamente il melafonino mi ha dato anche molti meno problemi.
PS: come nota a margine, nonostante non mi piaccia l'interfaccia a tiles (che trovo troppo "ingombrante" e "dispersiva") devo ammettere che per i pochi minuti che ho avuto modo di utilizzarlo, il Lumia con Windows Phone mi è sembrato molto più fluido e reattivo, e anche il telefono stesso offre una sensazione di maggiore robustezza
Da un po' di tempo a questa parte mi ritrovo ad utilizzare quotidianamente un Samsung S al fianco del mio iPhone 4, il che mi permette di fare un confronto diretto tra i mondi iOS e Android, tra un dispositivo Apple e uno Samsung (entrambi immessi sul mercato nella scorsa estate, quindi potenzialmente di pari caratteristiche).
Cominciamo dall'esterno.
La prima cosa che si nota del Samsung (al di là delle somiglianze estetiche con il 3GS, prima osservazione che mi ha fatto mia moglie senza neanche sapere cosa avessi in mano) è la dimensione sensibilmente maggiore dello schermo (4" contro i 3,5" dell'iPhone) cosa che dovrebbe essere un pregio ma che in realtà lo rende più scomodo in mano e che spero non contagi anche il prossimo iPhone (sensazione che avevo già espresso ad agosto ipotizzando il futuro dell'iPhone).
La seconda cosa che si nota è il peso: il Galaxy S è sensibilmente più leggero cosa che costituisce un vantaggio ma che indica una diversa scelta di materiali, e conferisce al telefono Samsung un'aria più "giocattolosa". Giusto per intenderci, la sensazione ottenuta stringento tra le mani uno dei nuovi Nokia Lumia 800 è decisamente migliore.
Ma torniamo all'aspetto fisico del Samsung. Sopra, oltre alla presa per le cuffie, c'è la porta micro USB, come da direttiva europea (porta che manca all'iPhone 4 e che Apple ha introdotto all'uscita dell'iPhone 4S tramite un apposito adattatore), sotto c'è solo il foro del microfono (l'iPhone ha anche la classica porta dock, utile per accedere ad un'infinità di accessori), sul lato destro c'è il pulsante di accensione/spegnimento/standby (quello che l'iPhone ha in alto), e sul lato sinistro c'è il doppio pulsante per il volume (esattamente come per l'iPhone). L'iPhone, in aggiunta, ha anche il selettore per la modalità silenziosa, cosa che sul Samgung va selezionata via software. Il fatto che il pulsante per lo standby sia in posizione opposta rispetto a quello del volume introduce un primo fastidio: impugnando il telefono "normalmente" ogni volta che si esercita una pressione per premere uno dei due, si preme inevitabilmente, involontariamente, e inavvertitamente, anche l'altro; inoltre, se si preme "volume +", si disabilita automaticamente la modalità silenziosa, il che rende la doppia pressioen involontaria ancora più fastidiosa.
Un'ultima considerazione, che ha a che fare parzialmente con l'analisi esterna, è la fotocamera: entrambe sono da 5 Mpixel, ma l'iPhone 4 ha anche un flash a LED che manca sul Galaxy S.
Accendendo il telefono lo schermo del Samsung è davvero notevole: nonostante non raggiunga la risoluzione del retina display (800x480 del Galaxy S contro i 960x640 dell'iPhone 4) la luminosità è davvero molto elevata, tanto che ho deciso di disabilitare il controllo automatico e di impostarla direttamente su un valore molto basso, ma più che sufficiente per la maggior parte delle situazioni.
Conclusa l'analisi "estetica", arriviamo all'utilizzo vero e proprio. L'iPhone 4 è aggiornato all'ultima versione di iOS, mentre il Galaxy S è "fermo" alla versione 2.3.3 di Android e per via ufficiale, al momento, non c'è verso di ricevere ulteriori aggiornamenti. In rete si sono delle versioni alpha e beta di ICS ma al momento non fanno per me: preferisco attendere release ufficiali (se arriveranno) o versioni quantomeno stabili. Fatta questa doverosa premessa (indispensabile per definire i limiti del confronto, che non avviene con l'ultima release di Android) nell'utilizzo quotidiano, nonostante le molte similitudini, le differenze di usabilità tra i due sistemi sono abbastanza marcate.
Per chi ancora non lo sapesse, Android ha una cartella applicazioni (dove finisce anche tutto quello che si scarica dai vari market) dalla quale si può "estrarre" quello che si vuole posizionare su una delle pagine del desktop, insieme ai vari widget (che personalmente non utilizzo). iOS invece ha un ambiente unico: tutte le applicazioni finiscono nel primo posto libero sulle pagine del desktop e si possono spostare da una pagina all'altra o raggruppare in cartelle (sebbene in un modo non del tutto convincente). Sul Samsung mi ha sorpreso (negativamente) il fatto che la cartella applicazioni fornita di default non mi permetta né di creare sottocartelle, né di ordinare le applicazioni a mio piacimento... mi devo limitare ad usarlo come "deposito" per quello che trascino sul desktop; nemmeno su quest'ultimo posso creare cartelle, e anche lo spostamento e l'ordinamento delle varie applicazioni risulta meno immediato in quanto occorre prima creare lo spazio necessario (mentre su iOS le icone si spostano dinamicamente in base a quello che stiamo spostando). In ogni caso su questi dettagli si potrebbe anche sorvolare, sia perché si possono installare altri launcher, alcuni dei quali "mimano" iOS, sia perché si potrebbe rimuovere direttamente la versione di Android preparata da Samsung per mettere altre ROM come la famosa Cyanogen o la MIUI MintBerry, che sotto molti aspetti estetici e funzionali strizza l'occhio a iOS. Questo è uno degli aspetti positivi di Android, anche se certe operazioni, pur non complicatissime e spiegate da numereose guide passo-passo in rete, non sono comunque alla portata di tutti. Altra operazione non immediata per tutti (e comunque non esente da possibili problemi di garanzia) è il root del dispositivo, operazione che consente realmente di disporre con tutta liberta del sistema (con conseguenti rischi) compresa la possibilità di disinstallare applicazioni e plug-in che altrimenti sarebbero irremovibili.
Questioni libertarie a parte, ci sono un altro paio di opzioni interessanti che differiscono dall'iPhone. La prima è la possibilità di posizionare un contatto sul desktop, il che dà un immediato accesso alla possibilità di chiamare o inviare un messaggio. La seconda è il centro notifiche che contiene anche alcune opzioni per abilitare/disabilitare il WiFi, il GPS, il Bluetooth, la modalità silenziosa e la rotazione. Su iPhone molte di queste cose richiedono qualche passaggio in più, a parte la modalità silenziosa (che ha un apposito selettore vicino ai pulsanti del volume) e il blocco rotazione (accessibile col doppio click del pulsante home).
A parte questo, le altre preferenze del sistema sono disposte in un modo a mio avviso più confusionario e ci sono alcune mancanze come un contatore del traffico dati su rete cellulare (carenza risolta installando 3G Watchdog, un'apposita applicazione che gira in background e segnala il traffico dati in un'apposita voce delle notifiche).
In ogni caso, una volta accomodato il telefono in base alle proprie esigenze, si passa all'utilizzo vero e proprio, e quindi all'installazione di applicazioni. L'android Market è ben popolato, ma molte applicazioni sono in realtà delle banali raccolte di sfondi (anche di dubbio gusto) per non parlare delle infinite versioni di wigdet-clock e similari. Non che l'App Store di Apple conti solo programmi utili (anzi...) ma ricordo ancora distintamente certi commenti di chi sosteneva Android sminuendo l'elevato numero di applicazioni per iOS e dicendo che la maggior parte erano tutte cose inutili: inviterei queste persone a fare un giro sull'Android Market prima di addentrarsi in ulteriori giudizi in merito.
Detto questo, per un confronto più diretto ho scaricato su Android alcune applicazioni che già utilizzo su iOS, così da valutare al meglio eventuali differenze. Nello specifico mi riferisco a News 360, Pulse, Angry Birds, AutoCAD WS, e Lufthansa. Le prime due sono sostanzialmente identiche alla versione iOS (e ammetto di non sapere se siano nate prima su iOS o prima su Android); anche Angry Bird per Android è fondamentalmente identica alla versione iOS e per di più è gratuita... ma il fatto di essere gratuita implica il fatto di doversi subire un banner pubblicitario. AutoCAD WS mi ha dato diversi problemi con messaggi di errori legati all'hardware del telefono che sono supporta alcune funzioni 3D (e qui si potrebbe introdurre il discorso della frammentazione del mondo Android, ma non è un argomento che voglio affrontare in questo articolo). L'applicazione della Lufthansa (che uso spesso per i miei viaggi) ha una qualità di interfaccia sensibilmente inferiore, tant'è che ho deciso direttamente di rimuoverla (continuerò ad usare la versione per iPhone).
Passiamo ad un'altra funzione tipica dello smartphone: la navigazione internet. Grossi problemi non ce ne sono (potenzialmente avrei a disposizione anche flash, ma i siti che visito normalmente non ne fanno fortunatamente uso) ma lo "zoom intelligente", quello che col doppio tap dovrebbe zoomare sull'area interessata, è lento e scattoso (oltre a non essere preciso nell'individuazione dell'area) roba che nemmeno sull'iPod Touch del 2007. Fortunatamente le cose migliorano con altri browser (al momento utilizzo Firefox, che ha anche diverse funzioni più interessanti rispetto al browser fornito di default) ma la fluidità di Safari sotto iOS è comunque tutta un'altra cosa... e il problema della fluidità con Android non riguarda solo la navigazione in internet.
Fluidità a parte, un altro difetto che ho riscontrato è la minore precisione dello schermo touch: nonostante sia più grande, e quindi anche la tastiera virtuale abbia dimensioni un po' più generose, mi ritrovo a fare errori di battiura molto più spesso.
Infine non posso non elencare le quattro disavventure che mi sono capitate in soli 10 giorni di utilizzo. Il primo giorno l'applicazione della fotocamera non voleva più cedere il controllo al sistema (no, non era bloccata col tasto di standby...) per cui ho dovuto forzare lo spegnimento. Un paio di giorni più tardi, la rubrica si è completamente svuotata (risolto spegnendo e accendendo). Il giorno successivo non scaricava più la posta elettronica: la connessione di rete era attiva (navigavo via WiFi), o provato a chiudere l'applicazione, rilanciarla, ripulire la memoria, e quant'altro, ma l'unico modo che ho avuto per risolvere il problema è stato l'ennesimo "spegni e accendi". L'altroieri, mentre mostravo il telefono ad un mio amico, d'improvviso ha deciso di non uscire più dallo standby: la batteria era carica ma la pressione dei pulsanti non aveva alcun effetto; anche premendo il pulsante di accensione a lungo (nella remota ipotesi che fosse stato inavvertitamente spento) non succedeva nulla; unica soluzione: togliere il coperchio e rimuovere la batteria. Non so se sono sfortunato io, ma mi pare di aver sentito di problemi simili anche da miei amici. Certo non è che iOS sia esente da difetti, ma lo uso dal 2007 su tre device (più i vari che ho avuto in prova per qualche settimana) e il problema più grosso che ho riscontrato è stato quello degli eventi duplicati in agenda, problema che a suo tempo ho risolto rimuovendo e rimettendo l'account di MobileMe.
Alle fine di tutto non mi sento di decretare un vincitore assoluto, perché ognuno ha le sue esigenze, ma personalmente mi trovo molto meglio con l'iPhone e oggettivamente il melafonino mi ha dato anche molti meno problemi.
PS: come nota a margine, nonostante non mi piaccia l'interfaccia a tiles (che trovo troppo "ingombrante" e "dispersiva") devo ammettere che per i pochi minuti che ho avuto modo di utilizzarlo, il Lumia con Windows Phone mi è sembrato molto più fluido e reattivo, e anche il telefono stesso offre una sensazione di maggiore robustezza
venerdì 18 novembre 2011
[10 anni fa] novembre 2001: di tutto un po', proprio come oggi
Andando a ripescare le notizie per scrivere questa serie di post, a volte mi sorprendo da come certe cose il legame con le news attuali sia tanto forte...
Solo qualche giorno fa si parlava della decisione di Adobe di abbandonare la versione mobile di Flash e proprio 10 anni fa, nel novembre del 2001, Macromedia (l'azienda che sviluppò Flash e che fu acquisita da Adobe nel 2005) preannunciava le sue intenzioni di conquistare il web rimpiazzando l'HTML con Flash, ed entrando anche nei cellulari. A pronunciare quelle parole era Stephen Elop, che dopo aver ceduto Macromedia ad Adobe ha lavorato per quasi 3 anni in Microsoft, e ora (nel ruolo di CEO) cerca di risollevare le sorti di Nokia con Windows Phone 7.
Restando in ambito Mobile, 10 anni fa era lo stesso Bill Gates ad ammettere che il PC aveva fatto la sua epoca ed era ora di una fare una svolta, passando ai tablet. "È troppo difficile da gestire [...] Ma nel prossimo futuro faremo in modo che sia molto più facile di oggi"... parole che suonano grossomodo come l'articolo che ho pubblicato qualche giorno fa. Peccato (per Microsoft) che Gates non riuscì a comprendere che la difficoltà di utilizzo non stava tanto nell'hardware ma del sistema operativo: sappiamo tutti che fine hanno fatto i tablet con la versione ad-hoc di Windows XP, mentre il successo dei tablet attuali (iPad in testa, ma anche tutti quelli con Android) con un sistema operativo ripensato per un utilizzo "a piene mani" stanno avendo un buon successo.
Continuando a parlare di "tavolette", Random House (noto editore degli States) bocciava senza mezzi termini gli eBook... inutile dire che oggi ha rifatto marcia indietro e dal suo store propone l'acquisto in formato cartaceo, eBook (ad un prezzo sensibilmente inferiore) e AudioBook (ad un prezzo mediamente superiore).
Parlando di Apple, 10 anni fa (dopo il rilascio di MacOSX 10.1, nome in codice Puma) si cominciava a delineare il successo del nuovo sistema operativo Apple derivato da NeXT-STEP, che a sua volta derivava da un'idea di Steve Jobs nata quand'era ancora in Apple, prima della "cacciata" del 1985: il Big Mac (progetto cancellato da Gassée, che prese il posto di Jobs). Nessun nuovo hardware Apple nel novembre del 2001 ma si parlava di PPC-G5, processore tanto amato dagli affezionati vecchi utenti Apple che però ha decretato la fine dell'era PPC sui Mac (infatti, a testimonianza dei suoi ritardi cronici, nonostante se ne parlasse già nel 2001, le prime macchine con processore G5 vennero annunciate solo nel giugno del 2003).
Steve Jobs era anche tra i finanziatori di Ginger, la misteriosa invezione di Dean Kamen che tenne tutti sulle spine per molti mesi... ma questa è un'altra storia che vi racconerò il mese prossimo, perché se l'annuncio della sua rivelazione fu dato a novembre, il segreto fu svelato solo nei primi giorni di dicembre...
Solo qualche giorno fa si parlava della decisione di Adobe di abbandonare la versione mobile di Flash e proprio 10 anni fa, nel novembre del 2001, Macromedia (l'azienda che sviluppò Flash e che fu acquisita da Adobe nel 2005) preannunciava le sue intenzioni di conquistare il web rimpiazzando l'HTML con Flash, ed entrando anche nei cellulari. A pronunciare quelle parole era Stephen Elop, che dopo aver ceduto Macromedia ad Adobe ha lavorato per quasi 3 anni in Microsoft, e ora (nel ruolo di CEO) cerca di risollevare le sorti di Nokia con Windows Phone 7.
Restando in ambito Mobile, 10 anni fa era lo stesso Bill Gates ad ammettere che il PC aveva fatto la sua epoca ed era ora di una fare una svolta, passando ai tablet. "È troppo difficile da gestire [...] Ma nel prossimo futuro faremo in modo che sia molto più facile di oggi"... parole che suonano grossomodo come l'articolo che ho pubblicato qualche giorno fa. Peccato (per Microsoft) che Gates non riuscì a comprendere che la difficoltà di utilizzo non stava tanto nell'hardware ma del sistema operativo: sappiamo tutti che fine hanno fatto i tablet con la versione ad-hoc di Windows XP, mentre il successo dei tablet attuali (iPad in testa, ma anche tutti quelli con Android) con un sistema operativo ripensato per un utilizzo "a piene mani" stanno avendo un buon successo.
Continuando a parlare di "tavolette", Random House (noto editore degli States) bocciava senza mezzi termini gli eBook... inutile dire che oggi ha rifatto marcia indietro e dal suo store propone l'acquisto in formato cartaceo, eBook (ad un prezzo sensibilmente inferiore) e AudioBook (ad un prezzo mediamente superiore).
Parlando di Apple, 10 anni fa (dopo il rilascio di MacOSX 10.1, nome in codice Puma) si cominciava a delineare il successo del nuovo sistema operativo Apple derivato da NeXT-STEP, che a sua volta derivava da un'idea di Steve Jobs nata quand'era ancora in Apple, prima della "cacciata" del 1985: il Big Mac (progetto cancellato da Gassée, che prese il posto di Jobs). Nessun nuovo hardware Apple nel novembre del 2001 ma si parlava di PPC-G5, processore tanto amato dagli affezionati vecchi utenti Apple che però ha decretato la fine dell'era PPC sui Mac (infatti, a testimonianza dei suoi ritardi cronici, nonostante se ne parlasse già nel 2001, le prime macchine con processore G5 vennero annunciate solo nel giugno del 2003).
Steve Jobs era anche tra i finanziatori di Ginger, la misteriosa invezione di Dean Kamen che tenne tutti sulle spine per molti mesi... ma questa è un'altra storia che vi racconerò il mese prossimo, perché se l'annuncio della sua rivelazione fu dato a novembre, il segreto fu svelato solo nei primi giorni di dicembre...
giovedì 10 novembre 2011
(i)Flash-ati
Sono passati quasi due anni dal famoso botta e risposta tra Apple e Adobe riguardo l'utilizzo di Flash sui dispositivi mobile (touch). Ho sempre pensato che alla fine Apple avrebbe avuto ragione, tantopiú che la stessa Adobe propone, da un po' di tempo a questa parte, dei tools di conversione da Flash ad HTML5, e il mio pronostico di inizio 2010 stimava in 3 anni il tempo necessario per sancire la sconfitta sul campo di Flash Mobile. Che l'annuncio della morte arrivi dalla stessa Adobe già adesso, oltre a giungere un po' di sorpresa, va al di là di ogni aspettativa...
Certo, come fa notare qualcuno, non è che Flash smetterà improvvisamente di funzionare... ma di fatto (a meno di contro-sorprese dell'ultimo minuti) la sua fine è ormai segnata, perlomeno in questo settore.
A parte la piccola soddisfazione personale (ho sempre sostenuto la mia tesi con chi mi interrogava sull'argomento, anche recentissamente in uno scambio di mail con un mio amico) il mio pensiero va soprattutto a tutti quelli che sostenevano il contrario, con forza e vigore, pur di dar contro Apple. Frasi che definivano "maczeloti" o "applecorniati" chiunque si azzardava a sostenere l'incosistenza e l'inadeguatezza di Flash su smartphone e tablet touch, oltre a denotare una forte miopia tecnologica (nonostante accusino gli altri di essere accecati o di avere le fette di salame sugli occhi), non avevano alcun fondamento se non nella volontà di buttare benzina sul fuoco puntando il dito contro Jobs, o creare una notizia scatenando polemiche e risentimenti tra le farie "fazioni"...
Chissà quanti di questi imbonitori (che magari rimproverano agli altri di scrivere bufale (???) e di non rettificarle) ammetteranno sulle pagine del loro blog di aver sbagliato... io scommetto che faranno tutti i conigli (o, a scelta, gli struzzi)... o forse racconteranno l'ennesima mezza verità, meno vera ma più eccitante, cogliendo l'occasione per scatenare l'ennesima polemica...
Certo, come fa notare qualcuno, non è che Flash smetterà improvvisamente di funzionare... ma di fatto (a meno di contro-sorprese dell'ultimo minuti) la sua fine è ormai segnata, perlomeno in questo settore.
A parte la piccola soddisfazione personale (ho sempre sostenuto la mia tesi con chi mi interrogava sull'argomento, anche recentissamente in uno scambio di mail con un mio amico) il mio pensiero va soprattutto a tutti quelli che sostenevano il contrario, con forza e vigore, pur di dar contro Apple. Frasi che definivano "maczeloti" o "applecorniati" chiunque si azzardava a sostenere l'incosistenza e l'inadeguatezza di Flash su smartphone e tablet touch, oltre a denotare una forte miopia tecnologica (nonostante accusino gli altri di essere accecati o di avere le fette di salame sugli occhi), non avevano alcun fondamento se non nella volontà di buttare benzina sul fuoco puntando il dito contro Jobs, o creare una notizia scatenando polemiche e risentimenti tra le farie "fazioni"...
Chissà quanti di questi imbonitori (che magari rimproverano agli altri di scrivere bufale (???) e di non rettificarle) ammetteranno sulle pagine del loro blog di aver sbagliato... io scommetto che faranno tutti i conigli (o, a scelta, gli struzzi)... o forse racconteranno l'ennesima mezza verità, meno vera ma più eccitante, cogliendo l'occasione per scatenare l'ennesima polemica...
martedì 13 settembre 2011
[oggi rispondiamo a...] "la apple cambia sempre i telefoni"
Mi ha un po' incuriorito il fatto che qualcuno sia arrivato su queste pagine cercando la frase citata nel subject; in realtà tra le varianti della solite critiche che vanno tanto di moda ultimamente, c'è anche quella che vuole Apple aggiornare troppo rapidamente i suoi device, costringendo gli utenti a spendere continuamente soldi per tenersi aggiornati.
Ora, premesso che se fosse vero tanto di cappello al marketing di Apple (e sicuramente, almeno in parte, è vero che Apple spinga ad aggiornare... così come tutti i produttori cercano di venderti qualcosa di nuovo... stiamo scoprendo l'acqua calda) personalmente nessuno mi costringe ad aggiornare alcunché: ho atteso la quarta generazione di iPhone prima di acquistarne uno, e l'iPhone 3G di mia moglie (un telefono di 3 anni fa) pur con tutti suoi limiti fa girare la versione 4 di iOS... e non smetterà di funzionare quando uscirà iOS5: continuerà a funzionare così come ha funzionato fino ad oggi.
Ma veniamo al nocciolo della questione: è vero che Apple cambia i suoi telefoni così rapidamente? Nell'anno in corso Apple non ha presentato ancora nulla, mentre nel 2010 è stato lanciato l'iPhone 4, che seppur disponibile in 4 varianti (16GB o 32GB, bianco o nero) di fatto è un solo ed unico modello... a listino c'è anche il 3Gs nella variante da 8GB, ma non si tratta certo di una novità visto che è un telefono del 2009...
Se facciamo un confronto con HTC, uno dei maggiori concorrenti del settore smartphone, limitandosi ai soli modelli Android nel 2010 sono stati presentati 15 modelli differenti, e la situazione degli aggiornamenti del sistema non è certo rosea (perlomeno finché si parla di aggiornamenti ufficiali, perché poi il mondo Android permette di passare attraverso le ROM Cooked, operazione che però può non essere alla portata di tutti). Poi possiamo discutere sui prezzi che in molti casi (ma non tutti) sono inferiori rispetto a quello di un iPhone, ma questo è un altro discorso: se la discussione vuol'essere incentrata sul fatto che Apple cambia troppo rapidamente i suoi telefoni, mi sento di dire che no, non è vero che la apple cambia sempre i telefoni.
Ora, premesso che se fosse vero tanto di cappello al marketing di Apple (e sicuramente, almeno in parte, è vero che Apple spinga ad aggiornare... così come tutti i produttori cercano di venderti qualcosa di nuovo... stiamo scoprendo l'acqua calda) personalmente nessuno mi costringe ad aggiornare alcunché: ho atteso la quarta generazione di iPhone prima di acquistarne uno, e l'iPhone 3G di mia moglie (un telefono di 3 anni fa) pur con tutti suoi limiti fa girare la versione 4 di iOS... e non smetterà di funzionare quando uscirà iOS5: continuerà a funzionare così come ha funzionato fino ad oggi.
Ma veniamo al nocciolo della questione: è vero che Apple cambia i suoi telefoni così rapidamente? Nell'anno in corso Apple non ha presentato ancora nulla, mentre nel 2010 è stato lanciato l'iPhone 4, che seppur disponibile in 4 varianti (16GB o 32GB, bianco o nero) di fatto è un solo ed unico modello... a listino c'è anche il 3Gs nella variante da 8GB, ma non si tratta certo di una novità visto che è un telefono del 2009...
Se facciamo un confronto con HTC, uno dei maggiori concorrenti del settore smartphone, limitandosi ai soli modelli Android nel 2010 sono stati presentati 15 modelli differenti, e la situazione degli aggiornamenti del sistema non è certo rosea (perlomeno finché si parla di aggiornamenti ufficiali, perché poi il mondo Android permette di passare attraverso le ROM Cooked, operazione che però può non essere alla portata di tutti). Poi possiamo discutere sui prezzi che in molti casi (ma non tutti) sono inferiori rispetto a quello di un iPhone, ma questo è un altro discorso: se la discussione vuol'essere incentrata sul fatto che Apple cambia troppo rapidamente i suoi telefoni, mi sento di dire che no, non è vero che la apple cambia sempre i telefoni.
venerdì 9 settembre 2011
Non ce la racconta giusta?
Dove porterà la battaglia senza confini tra Apple e Samsung?
Penso che tutti conosciate i blocchi alle vendite (o anche alle sole esposizioni, come nel caso della recente IFA di Berlino) chiesti da Apple nei confronti di Samsung... e in certi casi ottenuti...
Penso anche che tutti conoscitate le effettive somiglianze tra alcuni prodotti Samsung e i corrispettivi Apple, somiglianze che vanno ben al di là della ovvia forma di un tablet (come spesso sentenziato da chi cerca di minimizzare la cosa o di andare contro Apple) e che si spingono da banalità quali il packaging e gli accessori, fino a spingersi su alcune personalizzazioni di Android che si avvicinano molto ad iOS (basta fare un confronto, per esempio, col Galaxy S).
Bene... siamo arrivati al nocciolo della questione: Android.
Salvo sviste mie o recenti novità (tutti possono sbagliare, ma comunque questo punto non andrebbe ad intaccare il filo conduttore del discorso), nonostante le tanto sbadierate doti di libertà, la versione 3.x di Android, quella che a detta di Google è l'unica adatta ai tablet, non è Open Source... non tutta perlomeno (solo alcune porzioni della 3.2 sono state rilasciate sotto GPL) e non per il momento (forse lo sarà quando, entro fine anno, verrà rilasciata la versione denominata Ice Cream Sandwich). Anche se fosse completamente Open Source, si tratterebbe di un Open Source abbastanza particolare intorno al quale non mancano gli argomenti di discussione.
Cos'ha a che fare tutto questo con la lotta tra Apple e Samsung?
Mentre Apple utilizza iOS, e Nokia ha abbracciato Windows Phone 7 (scelta la cui bontà è ancora da verificare), la miriade di costruttori che utilizzano Android fa si che ognuno cerchi un elemento per distinguersi dagli altri: HTC, per esempio, ha sempre spinto molto nella personalizzazioen dell'interfaccia (lo faceva anche con Windows Mobile) e anche Motorola ci ha messo del suo sotto questo punto di vista. Samsung, forse un po' a corto di idee, o forse perché più concentrata alla personalizzazione di altri progetti, non ha saputo fare di meglio che "prendere ispirazione" da Apple: ma Apple ad un certo punto ha detto "Basta"...
Se a questo pasticcio sulle personalizzazioni di Android ci aggiungiamo la recente acquisizione di Motorola Mobile da parte di Google (che quindi, inevitabilmente, avrà un occhio di riguardo per questa piattaforma hardware) non sorprende più di tanto la notizia che Samsung si fosse interessata a MeeGo... ma la paura (forse) di fare un'altro buco nell'acqua pare che abbia spostato l'interesse dei coreani verso il futuro Windows 8, tanto che il primo tablet col nuovo sistema di Microsoft sarà presentato dall'azienda di Redmond proprio su un dispositivo Samsung (anche se in passato non è che certe presentazioni ufficiali abbiano portato bene... ve lo ricordate l'HP Slate?).
Chiudendo il cerchio, in attesa di comprendere le reali intenzioni di Google, che forse non ce la racconta giusta riguardo le aperture del proprio sistema e riguardo i rapporti che con i vari costruttori (mi riferisco alla già citata acquisizione di Motorola) viene da chiedersi se Microsoft non riesca a tornare in pista nel settore mobile (smartphone e tablet) con un colpo di coda per certi versi inaspettato.
Penso che tutti conosciate i blocchi alle vendite (o anche alle sole esposizioni, come nel caso della recente IFA di Berlino) chiesti da Apple nei confronti di Samsung... e in certi casi ottenuti...
Penso anche che tutti conoscitate le effettive somiglianze tra alcuni prodotti Samsung e i corrispettivi Apple, somiglianze che vanno ben al di là della ovvia forma di un tablet (come spesso sentenziato da chi cerca di minimizzare la cosa o di andare contro Apple) e che si spingono da banalità quali il packaging e gli accessori, fino a spingersi su alcune personalizzazioni di Android che si avvicinano molto ad iOS (basta fare un confronto, per esempio, col Galaxy S).
Bene... siamo arrivati al nocciolo della questione: Android.
Salvo sviste mie o recenti novità (tutti possono sbagliare, ma comunque questo punto non andrebbe ad intaccare il filo conduttore del discorso), nonostante le tanto sbadierate doti di libertà, la versione 3.x di Android, quella che a detta di Google è l'unica adatta ai tablet, non è Open Source... non tutta perlomeno (solo alcune porzioni della 3.2 sono state rilasciate sotto GPL) e non per il momento (forse lo sarà quando, entro fine anno, verrà rilasciata la versione denominata Ice Cream Sandwich). Anche se fosse completamente Open Source, si tratterebbe di un Open Source abbastanza particolare intorno al quale non mancano gli argomenti di discussione.
Cos'ha a che fare tutto questo con la lotta tra Apple e Samsung?
Mentre Apple utilizza iOS, e Nokia ha abbracciato Windows Phone 7 (scelta la cui bontà è ancora da verificare), la miriade di costruttori che utilizzano Android fa si che ognuno cerchi un elemento per distinguersi dagli altri: HTC, per esempio, ha sempre spinto molto nella personalizzazioen dell'interfaccia (lo faceva anche con Windows Mobile) e anche Motorola ci ha messo del suo sotto questo punto di vista. Samsung, forse un po' a corto di idee, o forse perché più concentrata alla personalizzazione di altri progetti, non ha saputo fare di meglio che "prendere ispirazione" da Apple: ma Apple ad un certo punto ha detto "Basta"...
Se a questo pasticcio sulle personalizzazioni di Android ci aggiungiamo la recente acquisizione di Motorola Mobile da parte di Google (che quindi, inevitabilmente, avrà un occhio di riguardo per questa piattaforma hardware) non sorprende più di tanto la notizia che Samsung si fosse interessata a MeeGo... ma la paura (forse) di fare un'altro buco nell'acqua pare che abbia spostato l'interesse dei coreani verso il futuro Windows 8, tanto che il primo tablet col nuovo sistema di Microsoft sarà presentato dall'azienda di Redmond proprio su un dispositivo Samsung (anche se in passato non è che certe presentazioni ufficiali abbiano portato bene... ve lo ricordate l'HP Slate?).
Chiudendo il cerchio, in attesa di comprendere le reali intenzioni di Google, che forse non ce la racconta giusta riguardo le aperture del proprio sistema e riguardo i rapporti che con i vari costruttori (mi riferisco alla già citata acquisizione di Motorola) viene da chiedersi se Microsoft non riesca a tornare in pista nel settore mobile (smartphone e tablet) con un colpo di coda per certi versi inaspettato.
giovedì 18 agosto 2011
Tempo di gossip
Sarà il caldo afoso di questi giorni, sarà il clima vacanziero di metà agosto (nonostante le mie ferie siano già finite da un pezzo), saranno i continui rumor sull'argomento (as usual), fatto sta che in questi giorni mi è tornata la voglia di parlare delle possibili novità sui futuri device di Cupertino.
-iPhone 5, o iPhone 4Gs, o ancora iPhone 4s, a seconda dei gusti.
Solitamente le custodie non mentono quindi, ammesso e non concesso che le cover riportate sui vari siti di rumors siano veramente destinate al prossimo iPhone, possiamo dedurre che il prossimo melafonino avrà un display più grande e una forma più sollile e affusolata. Premesso che solitamente la forma affusolata non mi piace (per esempio non mi sono mai piaciuti il 3G e il 3Gs, mentre mi piace molto il 4, così mi piaceva il primo modello, stondato ma non affusolato), resta da capire quanto sarà più grande il display: se davvero la forma sarà affusolata, difficilmente potrà andare da bordo a bordo (come inizialmente pronosticato), e se sarà più sottile difficilmente sarà possibile incrementare l'autonomia della batteria o montare un'ottica migliore per la camera (continuo a sperare che prima o poi si decidano a montare uno zoom ottico). Più in generale, un form-factor che privilegi lo spessore, puntanto a realizzare uno smartphone più grande ma più sottile, non mi convince più di tanto: l'ingombro in tasca sarebbe maggiore e il vantaggio sarebbe relativo (un display leggermente più grande ci può stare anche sull'attuale case dell'iPhone 4). In definitiva, anche se non ha molto senso giudicare un prodotto da una custodia, l'ipotesi attualmente più accreditata non mi piace... perlomeno dal punto di vista esteriore... apprezzo invece il fatto che lo switch per la modalità silenziosa venga spostato sul lato destro, più comodamente accessibile dal pollice e lontano dal pulsante del volume che (finalmente) con iOS 5 potrà essere utilizzato per scattare le fotografie. Sul processore credo che non ci siano dubbi, mentre sarebbe gradita anche la disponibilità di una versione a 64GB: non so voi ma io, considerando che l'iPhone lo uso per moltissime cose, con 32GB ci sto davvero stretto...
-iPad 3, iPad 2 HD, iPad 2 Pro, e chi più ne ha più ne metta.
I tempi per un iPad con display ad alta risoluzione sono maturi, e Apple ha investito un miliardo di dollari in Sharp per accaparrarsi questo tipo di display (prendendo nel contempo un minimo di distanza da Samsung). Non ho mai creduto più di tanto alla possibilità che Apple potesse lanciare un iPad ad alta risoluzione in questo autunno, anche perché non so se l'attuale Apple A5 (e relativo compratto grafico) siano sufficientemente potenti per gestire un numero di pixel quadruplicato, mentre l'Apple A6 (anch'esso commissionato a TSMC, tagliando fuori Samsung) è atteso solo per i primi mesi del 2012. Mi hanno fatto un po' sorridere certi proclami tipo "i problemi di produzione degli schermi in alta risoluzione costringono Apple a rimandare il lancio dell'iPad 3 previsto in autunno"... mi hanno fatto sorridere perché nessuno ha mai ufficializzato che l'iPad 3 (o iPad 2 Pro) sarebbe stato lanciato in autunno, quindi non vedo vedo come si può "rimandare" un evento che di fatto non è mai stato programmato (al di là di dare per scontato che fosse tecnicamente realizzabile e che l'unico elemento mancante fosse il display). Più interessanti, invece, le notizie che Apple potrebbe dotare il futuro tablet di un connettore mag-safe per la ricarica nonché di una displayport (ma, a 'sto punto, perché non una thunderbolt?). Al di là delle considerazioni che potremmo fare sul connettore dock (se la ricarica avviene tramite magsafe, la sincronizzazione WiFi, e l'uscita video tramite porta dedicata, il connettore dock potrebbe diventare un punto di accesso dedicato esclusivamente ad accessori specifici) queste modifiche hardware contribuiscono all'avvicinamento tra il mondo iOS e il mondo OS X. Inoltre queste modifiche consentirebbero di utilizzare l'iPad collegandolo ai nuovi monitor Apple (anche se per gestire la risoluzione di 2560x1440 è indispensabile qualcosa di più potente dell'attuale Apple A5) e collegandoci una tastiera bluetooth potrebbe diventare a tutti gli effetti, seppur con i suoi limiti, una piattaforma di lavoro flessibile e completa... perlomeno in certi ambiti...
-Varie ed eventuali: perché limitarsi a iPhone e iPad quando si può dare libero sfogo alla fantasia?
Con l'arrivo di Lion, l'avvicinamento da OS X verso iOS è sotto gli occhi di tutti. Anche l'adozione massiccia di memoria allo stato solido (vedi MacBook Air ma anche le opzioni sulle altre macchine) e l'eliminazione del drive ottico (già attuata su Air e Mini, ma compatibile anche con le indiscrezioni di un MacPro dalle dimensioni più contenute), avvicina l'hardware dei Mac con quello degli "iDevice". L'imminente iOS 5, e le possibili novità dei futuri iPad, danno il loro contributo nell'altra direzione. Non so se si arriverà davvero ad una fusione totale (dipende da quanto Apple è disposta a potenziare iOS visto che attualmente, per esempio, non è nemmeno possibile compilare alcunché, quindi nemmeno realizzare un'App) ma in ogni caso ci sarebbe iCloud a fare da collante tra i due mondi. Se vogliamo mettere un po' di pepe al tutto, possiamo aggiungere la notizia che vede raffreddarsi i rapporti (finora idilliaci) tra Apple e Intel, e il motivo delle prime scaramucce sarebbe legato alle richieste di Apple di avere processori meno dispendiosi in termini energetici: prove generali per il passaggio alla tecnologia ARM anche sui Mac? La cigliegina sulla torta (che non ci starebbe troppo bene dopo il pepe di prima...) è il prototipo di MacBook Pro dotato di antenna e connettività 3G (non funzionante) messo recentemente all'asta su eBay. A valle di tutto ciò, al di là del fatto di condividere o meno le scelte di Apple, o di credere o meno che il futuro dell'informatica (Apple o non-Apple) sia in questa direzione, il mio cruccio principale da viaggiatore del mondo è: chi me la paga il roaming telefonico quando sono all'estero? Possibile che non esista un modo per mettere d'accordo le compagnie telefoniche dei vari paesi? Se davvero l'accordo è impossibile, ben venga l'ipotesi di una "SIM-elettronica" (come ipotizzato molti mesi fa) così che ognuno possa fare in modo semplice e immediato dei contratti temporanei con l'operatore desiderato del luogo in cui si trova; virtualmente la SIM-elettronica potrebbe anche consentire di tenere in essere più numeri o più contratti, così da essere raggiungibili telefonicamente tramite il solito numero, ma usare un altro contratto per la connessione dati con l'operatore locale: interessante come idea ma probabilmente utopistica come lo è l'accordo tra le varie compagnie...
-iPhone 5, o iPhone 4Gs, o ancora iPhone 4s, a seconda dei gusti.
Solitamente le custodie non mentono quindi, ammesso e non concesso che le cover riportate sui vari siti di rumors siano veramente destinate al prossimo iPhone, possiamo dedurre che il prossimo melafonino avrà un display più grande e una forma più sollile e affusolata. Premesso che solitamente la forma affusolata non mi piace (per esempio non mi sono mai piaciuti il 3G e il 3Gs, mentre mi piace molto il 4, così mi piaceva il primo modello, stondato ma non affusolato), resta da capire quanto sarà più grande il display: se davvero la forma sarà affusolata, difficilmente potrà andare da bordo a bordo (come inizialmente pronosticato), e se sarà più sottile difficilmente sarà possibile incrementare l'autonomia della batteria o montare un'ottica migliore per la camera (continuo a sperare che prima o poi si decidano a montare uno zoom ottico). Più in generale, un form-factor che privilegi lo spessore, puntanto a realizzare uno smartphone più grande ma più sottile, non mi convince più di tanto: l'ingombro in tasca sarebbe maggiore e il vantaggio sarebbe relativo (un display leggermente più grande ci può stare anche sull'attuale case dell'iPhone 4). In definitiva, anche se non ha molto senso giudicare un prodotto da una custodia, l'ipotesi attualmente più accreditata non mi piace... perlomeno dal punto di vista esteriore... apprezzo invece il fatto che lo switch per la modalità silenziosa venga spostato sul lato destro, più comodamente accessibile dal pollice e lontano dal pulsante del volume che (finalmente) con iOS 5 potrà essere utilizzato per scattare le fotografie. Sul processore credo che non ci siano dubbi, mentre sarebbe gradita anche la disponibilità di una versione a 64GB: non so voi ma io, considerando che l'iPhone lo uso per moltissime cose, con 32GB ci sto davvero stretto...
-iPad 3, iPad 2 HD, iPad 2 Pro, e chi più ne ha più ne metta.
I tempi per un iPad con display ad alta risoluzione sono maturi, e Apple ha investito un miliardo di dollari in Sharp per accaparrarsi questo tipo di display (prendendo nel contempo un minimo di distanza da Samsung). Non ho mai creduto più di tanto alla possibilità che Apple potesse lanciare un iPad ad alta risoluzione in questo autunno, anche perché non so se l'attuale Apple A5 (e relativo compratto grafico) siano sufficientemente potenti per gestire un numero di pixel quadruplicato, mentre l'Apple A6 (anch'esso commissionato a TSMC, tagliando fuori Samsung) è atteso solo per i primi mesi del 2012. Mi hanno fatto un po' sorridere certi proclami tipo "i problemi di produzione degli schermi in alta risoluzione costringono Apple a rimandare il lancio dell'iPad 3 previsto in autunno"... mi hanno fatto sorridere perché nessuno ha mai ufficializzato che l'iPad 3 (o iPad 2 Pro) sarebbe stato lanciato in autunno, quindi non vedo vedo come si può "rimandare" un evento che di fatto non è mai stato programmato (al di là di dare per scontato che fosse tecnicamente realizzabile e che l'unico elemento mancante fosse il display). Più interessanti, invece, le notizie che Apple potrebbe dotare il futuro tablet di un connettore mag-safe per la ricarica nonché di una displayport (ma, a 'sto punto, perché non una thunderbolt?). Al di là delle considerazioni che potremmo fare sul connettore dock (se la ricarica avviene tramite magsafe, la sincronizzazione WiFi, e l'uscita video tramite porta dedicata, il connettore dock potrebbe diventare un punto di accesso dedicato esclusivamente ad accessori specifici) queste modifiche hardware contribuiscono all'avvicinamento tra il mondo iOS e il mondo OS X. Inoltre queste modifiche consentirebbero di utilizzare l'iPad collegandolo ai nuovi monitor Apple (anche se per gestire la risoluzione di 2560x1440 è indispensabile qualcosa di più potente dell'attuale Apple A5) e collegandoci una tastiera bluetooth potrebbe diventare a tutti gli effetti, seppur con i suoi limiti, una piattaforma di lavoro flessibile e completa... perlomeno in certi ambiti...
-Varie ed eventuali: perché limitarsi a iPhone e iPad quando si può dare libero sfogo alla fantasia?
Con l'arrivo di Lion, l'avvicinamento da OS X verso iOS è sotto gli occhi di tutti. Anche l'adozione massiccia di memoria allo stato solido (vedi MacBook Air ma anche le opzioni sulle altre macchine) e l'eliminazione del drive ottico (già attuata su Air e Mini, ma compatibile anche con le indiscrezioni di un MacPro dalle dimensioni più contenute), avvicina l'hardware dei Mac con quello degli "iDevice". L'imminente iOS 5, e le possibili novità dei futuri iPad, danno il loro contributo nell'altra direzione. Non so se si arriverà davvero ad una fusione totale (dipende da quanto Apple è disposta a potenziare iOS visto che attualmente, per esempio, non è nemmeno possibile compilare alcunché, quindi nemmeno realizzare un'App) ma in ogni caso ci sarebbe iCloud a fare da collante tra i due mondi. Se vogliamo mettere un po' di pepe al tutto, possiamo aggiungere la notizia che vede raffreddarsi i rapporti (finora idilliaci) tra Apple e Intel, e il motivo delle prime scaramucce sarebbe legato alle richieste di Apple di avere processori meno dispendiosi in termini energetici: prove generali per il passaggio alla tecnologia ARM anche sui Mac? La cigliegina sulla torta (che non ci starebbe troppo bene dopo il pepe di prima...) è il prototipo di MacBook Pro dotato di antenna e connettività 3G (non funzionante) messo recentemente all'asta su eBay. A valle di tutto ciò, al di là del fatto di condividere o meno le scelte di Apple, o di credere o meno che il futuro dell'informatica (Apple o non-Apple) sia in questa direzione, il mio cruccio principale da viaggiatore del mondo è: chi me la paga il roaming telefonico quando sono all'estero? Possibile che non esista un modo per mettere d'accordo le compagnie telefoniche dei vari paesi? Se davvero l'accordo è impossibile, ben venga l'ipotesi di una "SIM-elettronica" (come ipotizzato molti mesi fa) così che ognuno possa fare in modo semplice e immediato dei contratti temporanei con l'operatore desiderato del luogo in cui si trova; virtualmente la SIM-elettronica potrebbe anche consentire di tenere in essere più numeri o più contratti, così da essere raggiungibili telefonicamente tramite il solito numero, ma usare un altro contratto per la connessione dati con l'operatore locale: interessante come idea ma probabilmente utopistica come lo è l'accordo tra le varie compagnie...
martedì 16 agosto 2011
Scontro tra titani
Mi è capitato in diverse occasioni di dire che uno dei punti di forza di Apple è il forte connubio tra hardware e software, un po' meno sul fronte Mac dopo il passaggio ad Intel, sempre di più sul fronte iOS, quando dallo scorso anno Apple introdusse il processore Apple A4, un SoC basato su tecnologia ARM che si poi evoluto in A5 (mentre già pare che sia in collaudo l'A6).
Parallelamente ho sempre ritenuto la troppa frammentazione uno dei difetti di Android, sollevando comunque qualche dubbio su eventuali prese di posizione di Google sulla definizione dell'hardware degli smartphone Android.
La recente acquisizione di Motorola Mobile da parte di Google, ufficialmente serve a coprire le spalle di Google in vista della battaglia sui brevetti che si sta scatenando (con Apple e Microsoft che cercano di accerchiare Mountain View da diversi lati), ma probabilmente servirà a Google anche per avere tra le proprie mani tutta la tecnologia necessaria per produrre un hardware "su misura" per il proprio sistema operativo.
Sull'altro versante c'è l'accordo tra Microsoft e Nokia, con voci ricorrenti sull'eventualità di un'acquisizione (di Nokia da parte di Microsoft); qui il doscorso diventa più "fumoso", visto che Microsoft pareva lei stessa interessata anche a Motorola, ma non tanto alla possibilità di produrre smartphone, quanto all'acquisizione di tecnologie e brevetti (ragion per cui l'accordo è sfumato a favore di Google). I casi sono due: o Microsoft non è davvero interessata a produrre hardware (nonostante i recenti, e fallimentari, esperimenti di Kin); oppure Microsoft ha già in mente l'acquisizione di Nokia, per cui non è interessata alle catene produttive di altri dispositi.
In definitiva, se sul fronte tablet pare che al momento non ci sia ancora storia, nel mondo degli smartphone si preannuncia uno scontro tra titani: Apple-iPhone(iOS) contro Google-Motorola(Android), con Microsoft-Nokia(WinPhone7) a fare da terzo incomodo (finché la quota di mercato rimane così risicata non si può considerar eun vero e proprio contendente). Resta da vedere cosa resterà di tutti gli altri...
Parallelamente ho sempre ritenuto la troppa frammentazione uno dei difetti di Android, sollevando comunque qualche dubbio su eventuali prese di posizione di Google sulla definizione dell'hardware degli smartphone Android.
La recente acquisizione di Motorola Mobile da parte di Google, ufficialmente serve a coprire le spalle di Google in vista della battaglia sui brevetti che si sta scatenando (con Apple e Microsoft che cercano di accerchiare Mountain View da diversi lati), ma probabilmente servirà a Google anche per avere tra le proprie mani tutta la tecnologia necessaria per produrre un hardware "su misura" per il proprio sistema operativo.
Sull'altro versante c'è l'accordo tra Microsoft e Nokia, con voci ricorrenti sull'eventualità di un'acquisizione (di Nokia da parte di Microsoft); qui il doscorso diventa più "fumoso", visto che Microsoft pareva lei stessa interessata anche a Motorola, ma non tanto alla possibilità di produrre smartphone, quanto all'acquisizione di tecnologie e brevetti (ragion per cui l'accordo è sfumato a favore di Google). I casi sono due: o Microsoft non è davvero interessata a produrre hardware (nonostante i recenti, e fallimentari, esperimenti di Kin); oppure Microsoft ha già in mente l'acquisizione di Nokia, per cui non è interessata alle catene produttive di altri dispositi.
In definitiva, se sul fronte tablet pare che al momento non ci sia ancora storia, nel mondo degli smartphone si preannuncia uno scontro tra titani: Apple-iPhone(iOS) contro Google-Motorola(Android), con Microsoft-Nokia(WinPhone7) a fare da terzo incomodo (finché la quota di mercato rimane così risicata non si può considerar eun vero e proprio contendente). Resta da vedere cosa resterà di tutti gli altri...
martedì 9 agosto 2011
[10 anni fa] Apple: c'è chi va e chi viene
Il 4 luglio del 2001, con un breve annuncio, Apple annunciò la sospensione della produzione del Cube, uno dei modelli di Mac più controversi: come io stesso ebbi modo di scrivere qualche mese prima, si trattava di una macchina di difficile collocazione sul mercato, inadeguata al professionista in cerca di prestazioni ed espandibilità, esageratamente costosa per l'utenza domestica che ormai aveva preso a riferimento l'iMac.
Come ho già avuto modo di raccontare altre volte, a mio avviso il Cube rappresentava per Jobs la reincarnazione del NeXT, e alla sua sparizione fece seguito, diversi anni più tardi (per la precisione nel 2005) il Mac mini, che personalmente ho sempre considerato una sorta di mezzo-cube... anche nel prezzo...
Sparito il Cube, spariscono anche i terribili iMac Flower Power ma al suo posto non arriva il tento atteso iMac con schermo LCD (che arriverà solo l'anno seguente) ma un'altra riedizione del classico iMac in tre varianti cromatiche (graphite, snow e blue indigo). Va meglio per la fascia degli utenti professionali, che vedono arrivare il nuovo PowerMac-G4 versione Quicksilver, dei mostri di potenza (ai tempi il PPC-G4 era ancora superiore al Pentium IV, nonostante il clock sensibilmente più basso) che vennero adottati da chi si dedicava al video digitale. Per la serie "non siamo mai contenti", quando furono presentate queste macchine ci si lamentò del fatto che Apple trascurava la (sempre più numerosa) fascia consumer per guardare solo ai (pochi) professionisti: lamentele opposte a quelle che vengono mosse oggi.
Polemiche a parte, non ho ancora detto che questo nuovo hardware fu presentato in occasione del MacWorld Expo di New York, evento nel corso del quale venne presentato Mac OS X 10.1, ed evento in cui Jobs riuscì a trascinare sul palco tutte la maggiori software house (da Adobe a Microsoft, passando per Quark, FileMaker, Connectix, IBM, ecc...) come a dimostrare che nessuno avrebbe abbandonato la piattaforma Mac e il nuovo sistema operativo basato su *nix.
Per concludere la panoramica dell'estate di dieci anni fa, tre notizie che fanno un po' il pari con quello che sta succedendo ultimamente: la prima è il passaggio di Palm alla tecnologia ARM (peccato che gli abbia portato bene); la seconda riguarda un momento di debolezza di Nokia, che anche dieci anni fa soffriva la concorrenza di Motorola e Ericsson (forse un po' meno di come sta succedendo ora); la terza riguarda Cisco, che già 10 anni fa intuì l'importanza delle telefonate VoIP.
Come ho già avuto modo di raccontare altre volte, a mio avviso il Cube rappresentava per Jobs la reincarnazione del NeXT, e alla sua sparizione fece seguito, diversi anni più tardi (per la precisione nel 2005) il Mac mini, che personalmente ho sempre considerato una sorta di mezzo-cube... anche nel prezzo...
Sparito il Cube, spariscono anche i terribili iMac Flower Power ma al suo posto non arriva il tento atteso iMac con schermo LCD (che arriverà solo l'anno seguente) ma un'altra riedizione del classico iMac in tre varianti cromatiche (graphite, snow e blue indigo). Va meglio per la fascia degli utenti professionali, che vedono arrivare il nuovo PowerMac-G4 versione Quicksilver, dei mostri di potenza (ai tempi il PPC-G4 era ancora superiore al Pentium IV, nonostante il clock sensibilmente più basso) che vennero adottati da chi si dedicava al video digitale. Per la serie "non siamo mai contenti", quando furono presentate queste macchine ci si lamentò del fatto che Apple trascurava la (sempre più numerosa) fascia consumer per guardare solo ai (pochi) professionisti: lamentele opposte a quelle che vengono mosse oggi.
Polemiche a parte, non ho ancora detto che questo nuovo hardware fu presentato in occasione del MacWorld Expo di New York, evento nel corso del quale venne presentato Mac OS X 10.1, ed evento in cui Jobs riuscì a trascinare sul palco tutte la maggiori software house (da Adobe a Microsoft, passando per Quark, FileMaker, Connectix, IBM, ecc...) come a dimostrare che nessuno avrebbe abbandonato la piattaforma Mac e il nuovo sistema operativo basato su *nix.
Per concludere la panoramica dell'estate di dieci anni fa, tre notizie che fanno un po' il pari con quello che sta succedendo ultimamente: la prima è il passaggio di Palm alla tecnologia ARM (peccato che gli abbia portato bene); la seconda riguarda un momento di debolezza di Nokia, che anche dieci anni fa soffriva la concorrenza di Motorola e Ericsson (forse un po' meno di come sta succedendo ora); la terza riguarda Cisco, che già 10 anni fa intuì l'importanza delle telefonate VoIP.
mercoledì 22 giugno 2011
Statistiche a braccio, numeri reali, ipotesi attuali e proiezioni future
Nonostante i dati di vendita dicano che Android vende più di iPhone (il che è un dato incontroversibile, anche se ci sarebbe sempra da fare il distinguo tra il settore smartphone e la diffusione di iOS e Android più in geenrale), la mia esperienza quotidiana mi dà un'impressione completamente differente.
Qualche giorno fa, in aeroporto, avevo un iPhone e un BlackBerry davanti a me, due iPhone 4 alla mia sinistra, un Android, un MacBook Air e un Dell dietro di me, un iPad e un Kindle più lontani. Una volta salito sull'aereo, oltre al mio iPhone 4, mi sono ritrovato con altri due iPhone 4 a destra e uno a sinistra, un'iPad a destra e uno a sinistra, due Sony Vaio davanti a me, due Android (uno a sinistra e uno davanti) e diversi BlackBerry (almeno 3). Dovessi fare una statistica giornaliera, lasciando perdere i portatili ho potuto contare:
-6 iPhone 4 (7 se ci aggiungo il mio)
-4 BlackBerry
-3 Android
-3 iPad
Anche le statistiche di utilizzo in rete ci dicono che iOS è più usato di Android (2,38% contro 0,76%), per non parlare della vendita di App: anche se ormai il numero totale di applicazioni non è troppo diverso (in realtà molte App Android sono solo dei temi o degli sfondi animati, quindi non avrebbe molto senso conteggiarli), il fatturato generato dall'iTunes App Store è di un ordine di grandezza superiore rispetto a quello dell'Android Market... anche perché (riallacciandoci a quanto detto in altre occasioni, e ribadito anche sopra) le vendite dell'App Store sono legare a "tutti" i dispositivi iOS, quindi non solo iPhone (unico dispositivo che si confronta direttamente con gli smartphone Android) ma anche iPod Touch e iPad.
Non ho certo la pretesa che la mia esperienza di un giorno (perdipiù circoscritta ad un ambiente particolare) possa rispecchiare lo stato del mercato mondiale, anche se (devo ammettere) non è certo la prima volta che noto una situazione di questo tipo. Come spiegare quindi questa apparente discrepanza di dati? In realtà potrebbe non esserci alcuna discrepanza e, nella più banale delle ipotesi, l'iPhone potrebbe semplicemente essere più utilizzato dei terminali Android: chi compra un iPhone lo fa quasi sicuramente avendo ben in mente un utilizzo di un certo tipo, che comprende una buona dose di accesso ad internet e la possibilità di accedere all'ampio parco di applicazioni dell'AppStore. Viceversa Android è talmente diffuso su dispositivi di ogni marca e fascia di prezzo, che potrebbe tranquillamente essere acquistato in modo "inconsapevole", anche da chi in realtà non cerca uno smartphone ma un cellulare da utiilizzare in modo più canonico, e magari non ha mai nemmeno fatto un giro sull'Android Market; un'altra variante potrebbe invece essere diametralmente opposta: grazie alla libertà di utilizzo del sistema di Google, i terminali Android sono la scelta preferita da chi ama "smanettare", e quindi utilizza lo smartphone in maniera sicuramente più "profonda" ma anche meno convenzionale rispetto all'utente che passa il tempo libero giocando o scaricando le mail (dopotutto stiamo parlando di cellulari destinati alla massa, non di strumenti professionali dedicati alla programmazione, quindi è naturale che l'utilizzo più "leggero" sia prevalente).
Non dimentichiamo inoltre che, seppur in calo, in questa battaglia a due c'è sempre di mezzo anche il BlackBerry: strumento apprezzato soprattutto da chi viaggia molto ma ha la necessità di essere sempre in contatto con la propria casella di posta elettronica, cosa tecnicamente fattibile anche con gli altri telefoni ma al costo (alto) del roaming internazionale.
Windows Phone 7 al momento è ancora molto latitante e, a meno di qualche svolta, non vedo grossi pregi in questa scelta... rispetto ad Android è chiuso e limitato, ma rispetto ad iOS ha un bagaglio ridicolo di software e un'usabilità che lascia qualche dubbio di troppo: se l'abbinata MS-Nokia non imbocca subito la strada giusta, potrebbe restare relegato ad una fetta misera del mercato.
L'altro sistema che potrebbe conquistare un po' di mercato è WebOS di HP (creato da Palm prima dell'acquisizione), un sistema sicuramente interessante e potenzialmente migliore di tutti i precedenti, ma con uno scarso appeal: non credo che HP abbia la stessa forza di Apple nel proporre un sistema mono-marca, anche perché Apple ha un ecosistema tutto suo fatto di hardware, software e servizi (che convoglieranno in iCloud) mentre HP si appoggia comunque a MS-Windows... una via interessante per HP potrebbe essere quella di proporre sistemi in grado di fare un dual-boot Windows/WebOS (cosa che effettivamente dovrebbe fare a partire dal prossimo anno): oltre a dare una maggiore diffusione al sistema, invoglierebbe la gente ad utilizzare un sistema alternativo quando questo può bastare, e farebbe da cavallo di troia per portare la gente verso WebOS anche quando si tratta di scegliere uno smartphone o un tablet.
In ogni caso, l'attuale dinamicità di questa parte del settore informatico è sicuramente molto più interessante rispetto alla staticità del settore più classico: a mio avviso non è solo una moda quella porta a parlare sempre più di smartphone e tablet e sempre meno dei "comuni" PC, ma è una questione legata al fatto che l'informatica (scienza relativamente giovane) si sta evolvendo, e i nuovi arrivati rappresentano al meglio questa evoluzione. Se ho ragione, aspettiamoci un po' di brio negli anni a venire, che magari contagierà anche il "vecchio mondo" dei PC: qualcuno si sta preparando ed ha già dimostrato in altre occasioni di non essere legato a schemi fissi ma di cercare sempre il meglio cercando di anticipare i tempi... chi resta troppo legato al passato rischia di perdere sempre più terreno.
Qualche giorno fa, in aeroporto, avevo un iPhone e un BlackBerry davanti a me, due iPhone 4 alla mia sinistra, un Android, un MacBook Air e un Dell dietro di me, un iPad e un Kindle più lontani. Una volta salito sull'aereo, oltre al mio iPhone 4, mi sono ritrovato con altri due iPhone 4 a destra e uno a sinistra, un'iPad a destra e uno a sinistra, due Sony Vaio davanti a me, due Android (uno a sinistra e uno davanti) e diversi BlackBerry (almeno 3). Dovessi fare una statistica giornaliera, lasciando perdere i portatili ho potuto contare:
-6 iPhone 4 (7 se ci aggiungo il mio)
-4 BlackBerry
-3 Android
-3 iPad
Anche le statistiche di utilizzo in rete ci dicono che iOS è più usato di Android (2,38% contro 0,76%), per non parlare della vendita di App: anche se ormai il numero totale di applicazioni non è troppo diverso (in realtà molte App Android sono solo dei temi o degli sfondi animati, quindi non avrebbe molto senso conteggiarli), il fatturato generato dall'iTunes App Store è di un ordine di grandezza superiore rispetto a quello dell'Android Market... anche perché (riallacciandoci a quanto detto in altre occasioni, e ribadito anche sopra) le vendite dell'App Store sono legare a "tutti" i dispositivi iOS, quindi non solo iPhone (unico dispositivo che si confronta direttamente con gli smartphone Android) ma anche iPod Touch e iPad.
Non ho certo la pretesa che la mia esperienza di un giorno (perdipiù circoscritta ad un ambiente particolare) possa rispecchiare lo stato del mercato mondiale, anche se (devo ammettere) non è certo la prima volta che noto una situazione di questo tipo. Come spiegare quindi questa apparente discrepanza di dati? In realtà potrebbe non esserci alcuna discrepanza e, nella più banale delle ipotesi, l'iPhone potrebbe semplicemente essere più utilizzato dei terminali Android: chi compra un iPhone lo fa quasi sicuramente avendo ben in mente un utilizzo di un certo tipo, che comprende una buona dose di accesso ad internet e la possibilità di accedere all'ampio parco di applicazioni dell'AppStore. Viceversa Android è talmente diffuso su dispositivi di ogni marca e fascia di prezzo, che potrebbe tranquillamente essere acquistato in modo "inconsapevole", anche da chi in realtà non cerca uno smartphone ma un cellulare da utiilizzare in modo più canonico, e magari non ha mai nemmeno fatto un giro sull'Android Market; un'altra variante potrebbe invece essere diametralmente opposta: grazie alla libertà di utilizzo del sistema di Google, i terminali Android sono la scelta preferita da chi ama "smanettare", e quindi utilizza lo smartphone in maniera sicuramente più "profonda" ma anche meno convenzionale rispetto all'utente che passa il tempo libero giocando o scaricando le mail (dopotutto stiamo parlando di cellulari destinati alla massa, non di strumenti professionali dedicati alla programmazione, quindi è naturale che l'utilizzo più "leggero" sia prevalente).
Non dimentichiamo inoltre che, seppur in calo, in questa battaglia a due c'è sempre di mezzo anche il BlackBerry: strumento apprezzato soprattutto da chi viaggia molto ma ha la necessità di essere sempre in contatto con la propria casella di posta elettronica, cosa tecnicamente fattibile anche con gli altri telefoni ma al costo (alto) del roaming internazionale.
Windows Phone 7 al momento è ancora molto latitante e, a meno di qualche svolta, non vedo grossi pregi in questa scelta... rispetto ad Android è chiuso e limitato, ma rispetto ad iOS ha un bagaglio ridicolo di software e un'usabilità che lascia qualche dubbio di troppo: se l'abbinata MS-Nokia non imbocca subito la strada giusta, potrebbe restare relegato ad una fetta misera del mercato.
L'altro sistema che potrebbe conquistare un po' di mercato è WebOS di HP (creato da Palm prima dell'acquisizione), un sistema sicuramente interessante e potenzialmente migliore di tutti i precedenti, ma con uno scarso appeal: non credo che HP abbia la stessa forza di Apple nel proporre un sistema mono-marca, anche perché Apple ha un ecosistema tutto suo fatto di hardware, software e servizi (che convoglieranno in iCloud) mentre HP si appoggia comunque a MS-Windows... una via interessante per HP potrebbe essere quella di proporre sistemi in grado di fare un dual-boot Windows/WebOS (cosa che effettivamente dovrebbe fare a partire dal prossimo anno): oltre a dare una maggiore diffusione al sistema, invoglierebbe la gente ad utilizzare un sistema alternativo quando questo può bastare, e farebbe da cavallo di troia per portare la gente verso WebOS anche quando si tratta di scegliere uno smartphone o un tablet.
In ogni caso, l'attuale dinamicità di questa parte del settore informatico è sicuramente molto più interessante rispetto alla staticità del settore più classico: a mio avviso non è solo una moda quella porta a parlare sempre più di smartphone e tablet e sempre meno dei "comuni" PC, ma è una questione legata al fatto che l'informatica (scienza relativamente giovane) si sta evolvendo, e i nuovi arrivati rappresentano al meglio questa evoluzione. Se ho ragione, aspettiamoci un po' di brio negli anni a venire, che magari contagierà anche il "vecchio mondo" dei PC: qualcuno si sta preparando ed ha già dimostrato in altre occasioni di non essere legato a schemi fissi ma di cercare sempre il meglio cercando di anticipare i tempi... chi resta troppo legato al passato rischia di perdere sempre più terreno.
mercoledì 1 giugno 2011
Equilibri
Ieri sera stavo guardando dei grafici che rappresentano la suddivisione delle vendite nel mercato degli smartphone. Grossomodo c'era un Android a quota 36%, iOS al 26%, RIM al 23%, e il resto diviso tra le vecchie versioni di Windows Mobile (9%), Symbian e WebOS (entrambi al 2%), Windows Phone 7 e Palm OS.
Al di là delle solite considerazioni riguardo il fatto che iOS non è solo sull'iPhone ma anche su iPod Touch e iPad (quindi la sua quota di diffusione è virtualmente più elevata se usciamo dall'ambito degli smartphone), e al di là del fatto che Android pare aver rallentato la sua crescita (senza considerare il fatto che si trova a fronteggiare una nuova ondata di malware e a risolvere problematiche relative alla dubbia legalità di alcune applicaizoni), guardando la "torta del mercato" così equamente divisa mi è tornata in mente una mia vecchia idea: sarebbe molto bello se anche il mercato dei computer fosse diviso in modo più o meno equo tra 3, 4, o più sistemi.
E' vero che ci sono delle grosse differenze tra uno smartphone e un computer, sia come tipologia di utilizzo, sia come target di mercato, ma la diversa dinamicità dei due mondi è palese; questa differenza si può spiegare in parte perché il settore degli smartphone è più giovane e con maggiori margini di sviluppo (basti pensare al ritmo con cui sta crescendo la potenza di questi dispositivi), ma in parte è sicuramente dovuto anche al maggiore equilibrio del mercato, che spinge ogni contendente a fare meglio della concorrenza... cosa che avviene solo marginalmente nel settore PC a causa del quasi-monopolio di Windows...
Se è vero che il mondo dell'informatica sta cambiando, se è vero che i tablet rimpiazzeranno molti computer tra le mura domestiche, se è vero che ARM romperà il monopolio dell'architettura x86, se è vero che Apple sta percorrendo una strada che la porterà a modificare sempre più pesantemente iOS e Mac OS X magari fino al punto di unificarli (seppur mantenendo le dovute specificità in base alla macchina su cui gira, come già avviene con iPhone e iPad), se è vero che Windows 8 girerà su architetture ARM (contribuendo a rinforzare il mercato dei tablet), se è vero che anche ChromeOS potrà avere un suo spazio nel mercato degli OS consumer (cosa a cui credo un po' meno)... se è vero tutto questo, forse nel prossimo lustro assisteremo ad una piccola rivoluzione che porterà più equilibrio, più concorrenza e più dinamicità anche nel mondo dei Personal Computer... ammesso che questi saranno ancora distinguibili in modo netto degli altri device...
Al di là delle solite considerazioni riguardo il fatto che iOS non è solo sull'iPhone ma anche su iPod Touch e iPad (quindi la sua quota di diffusione è virtualmente più elevata se usciamo dall'ambito degli smartphone), e al di là del fatto che Android pare aver rallentato la sua crescita (senza considerare il fatto che si trova a fronteggiare una nuova ondata di malware e a risolvere problematiche relative alla dubbia legalità di alcune applicaizoni), guardando la "torta del mercato" così equamente divisa mi è tornata in mente una mia vecchia idea: sarebbe molto bello se anche il mercato dei computer fosse diviso in modo più o meno equo tra 3, 4, o più sistemi.
E' vero che ci sono delle grosse differenze tra uno smartphone e un computer, sia come tipologia di utilizzo, sia come target di mercato, ma la diversa dinamicità dei due mondi è palese; questa differenza si può spiegare in parte perché il settore degli smartphone è più giovane e con maggiori margini di sviluppo (basti pensare al ritmo con cui sta crescendo la potenza di questi dispositivi), ma in parte è sicuramente dovuto anche al maggiore equilibrio del mercato, che spinge ogni contendente a fare meglio della concorrenza... cosa che avviene solo marginalmente nel settore PC a causa del quasi-monopolio di Windows...
Se è vero che il mondo dell'informatica sta cambiando, se è vero che i tablet rimpiazzeranno molti computer tra le mura domestiche, se è vero che ARM romperà il monopolio dell'architettura x86, se è vero che Apple sta percorrendo una strada che la porterà a modificare sempre più pesantemente iOS e Mac OS X magari fino al punto di unificarli (seppur mantenendo le dovute specificità in base alla macchina su cui gira, come già avviene con iPhone e iPad), se è vero che Windows 8 girerà su architetture ARM (contribuendo a rinforzare il mercato dei tablet), se è vero che anche ChromeOS potrà avere un suo spazio nel mercato degli OS consumer (cosa a cui credo un po' meno)... se è vero tutto questo, forse nel prossimo lustro assisteremo ad una piccola rivoluzione che porterà più equilibrio, più concorrenza e più dinamicità anche nel mondo dei Personal Computer... ammesso che questi saranno ancora distinguibili in modo netto degli altri device...
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