Chi sta leggendo la biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson (lettura che assolutamente non è di parte e che consiglio a tutti) sa bene cos'è il campo di distorsione della realtà... ma anche chi non la sta leggendo, se solo sa come si muoveva Steve Jobs sul palco e come presentava i propri prodotti in modo da farli sembrare sempre unici e incredibili, può capire a cosa mi riferisco.
Bene, il campo di distorsione della realtà non è un tecnica utilizzata solo da Jobs (anche se a lui riusciva particolarmente bene), e ci sono molte altre persone che cercano di manipolare le notizie in modo tale da farle apparire come più conviene loro, anche se non è detto che gli riesca altrettanto bene...
E' così che la decisione di Adobe di abbandonare Flash su Mobile, decisione presa dopo un percorso travagliato, con supporto traballante su Android, Google che (nonostante il supporto) spinge verso HTML5, e supporto assente su altre piattaforme, iOS in primis (che, nonostante sia meno venduto di Android, lo surclassa nell'utilizzo in rete), da sconfitta dichiarata di Adobe (che già da tempo forniva la possibilità di convertire da Flash in HTML5) diventa per certi personaggi l'emblema della mancanza di libertà degli utenti iOS di scegliere su usare o meno Flash... come se chi compra un iPhone o un iPad non sapesse a priori che Flash, sugli iDevice, non ci gira... o come se la fine di Flash Mobile non sia stato decretata dall'incapacità di Adobe di fornire una versione veramente fruibile di Flash, adatta in ogni occasione sia alla modalità di interazione touch, che alla limitata potenza (e autonomia) dei dispositivi Mobile, ma piuttosto sia dovuta solo ed escusivamente ad un'imposizione di Apple...
Come dicevo ieri, l'ennesima mezza verità che può generare un campo di distorsione della realtà, una distorsione in grado di attrarre chi si lascia convolgere da certi argomenti buoni solo per polemizzare con chi non la pensa come lui. E la cosa più bizzarra di tutto ciò è che, pur di dar contro Apple, sostengono uno strumento chiuso e proprietario come Flash, anziché uno standard aperto come l'HTML5: l'esatto contrario di quello che fanno quando vanno contro la chiusura di iOS rispetto all'apertura di Android (in realtà ci sarebbe anche da discutere su quanto Android è aperto... ma questo è un altro discorso)
Chissà cosa racconteranno questi personaggi se (come si mormora) anche Microsoft abbandonerà Silverlight in favore di un maggiore supporto allo standard HTML5... scommettiamo che, nonostante la similitudine delle situazioni, festeggieranno per la notizia invece di battere i piedi?
Visualizzazione post con etichetta Adobe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Adobe. Mostra tutti i post
venerdì 11 novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
(i)Flash-ati
Sono passati quasi due anni dal famoso botta e risposta tra Apple e Adobe riguardo l'utilizzo di Flash sui dispositivi mobile (touch). Ho sempre pensato che alla fine Apple avrebbe avuto ragione, tantopiú che la stessa Adobe propone, da un po' di tempo a questa parte, dei tools di conversione da Flash ad HTML5, e il mio pronostico di inizio 2010 stimava in 3 anni il tempo necessario per sancire la sconfitta sul campo di Flash Mobile. Che l'annuncio della morte arrivi dalla stessa Adobe già adesso, oltre a giungere un po' di sorpresa, va al di là di ogni aspettativa...
Certo, come fa notare qualcuno, non è che Flash smetterà improvvisamente di funzionare... ma di fatto (a meno di contro-sorprese dell'ultimo minuti) la sua fine è ormai segnata, perlomeno in questo settore.
A parte la piccola soddisfazione personale (ho sempre sostenuto la mia tesi con chi mi interrogava sull'argomento, anche recentissamente in uno scambio di mail con un mio amico) il mio pensiero va soprattutto a tutti quelli che sostenevano il contrario, con forza e vigore, pur di dar contro Apple. Frasi che definivano "maczeloti" o "applecorniati" chiunque si azzardava a sostenere l'incosistenza e l'inadeguatezza di Flash su smartphone e tablet touch, oltre a denotare una forte miopia tecnologica (nonostante accusino gli altri di essere accecati o di avere le fette di salame sugli occhi), non avevano alcun fondamento se non nella volontà di buttare benzina sul fuoco puntando il dito contro Jobs, o creare una notizia scatenando polemiche e risentimenti tra le farie "fazioni"...
Chissà quanti di questi imbonitori (che magari rimproverano agli altri di scrivere bufale (???) e di non rettificarle) ammetteranno sulle pagine del loro blog di aver sbagliato... io scommetto che faranno tutti i conigli (o, a scelta, gli struzzi)... o forse racconteranno l'ennesima mezza verità, meno vera ma più eccitante, cogliendo l'occasione per scatenare l'ennesima polemica...
Certo, come fa notare qualcuno, non è che Flash smetterà improvvisamente di funzionare... ma di fatto (a meno di contro-sorprese dell'ultimo minuti) la sua fine è ormai segnata, perlomeno in questo settore.
A parte la piccola soddisfazione personale (ho sempre sostenuto la mia tesi con chi mi interrogava sull'argomento, anche recentissamente in uno scambio di mail con un mio amico) il mio pensiero va soprattutto a tutti quelli che sostenevano il contrario, con forza e vigore, pur di dar contro Apple. Frasi che definivano "maczeloti" o "applecorniati" chiunque si azzardava a sostenere l'incosistenza e l'inadeguatezza di Flash su smartphone e tablet touch, oltre a denotare una forte miopia tecnologica (nonostante accusino gli altri di essere accecati o di avere le fette di salame sugli occhi), non avevano alcun fondamento se non nella volontà di buttare benzina sul fuoco puntando il dito contro Jobs, o creare una notizia scatenando polemiche e risentimenti tra le farie "fazioni"...
Chissà quanti di questi imbonitori (che magari rimproverano agli altri di scrivere bufale (???) e di non rettificarle) ammetteranno sulle pagine del loro blog di aver sbagliato... io scommetto che faranno tutti i conigli (o, a scelta, gli struzzi)... o forse racconteranno l'ennesima mezza verità, meno vera ma più eccitante, cogliendo l'occasione per scatenare l'ennesima polemica...
martedì 12 luglio 2011
Cambio professione
Non sono esperto di montaggio video, anche se al mio attivo ho diversi filimini di matrimoni e battesimi realizzati per gli amici con il semplice iMovie... filmini che, per quanto semplici (e realizzati con una videocamera modesta), a detta di chi li ha visti sono per certi versi migliori di quelli realizzati per vie più "ufficiali".
Al di là di questo mio piccolo vanto, che valeva solo come premessa per precisare che non parlo da professionista ma da semplice "amatore" del montaggio video, la discussione di oggi verte sul tanto discusso Final Cut X... e non essendo un professionista del settore, mi limito ad fare da osservatore rispetto quello che leggo sui forum o sento da chi è professionista.
Le lamentele più ricorrenti riguardano l'impossibilità di importare/esportare EDL e l'impossibilità di lavorare con i nastri, due cose che a detta di molti professionisti tagliano fuori la possibilità di fare "lavori seri". Non voglio mettere in dubbio la veridicità di certe affermazioni, ma a fronte dell'impossibilità di lavorare con certi strumenti, alcuni professionisti di altri settori (per esempio quelli che con i nastri non lavorano, che realizzano filmati per il web, e che non hanno nessuna necessità di lavorare con gli EDL) mi dicono invece di trovarsi bene con Final Cut X, a parte un breve smarrimento iniziale causato dal cambio di interfaccia (lo stessa sensazione provata qualche anno fa al cambiamento di iMovie, che costrinse Apple a lasciare la versione precedente disponibile per il download gratuito).
Del resto è innegabile che il nuovo Final Cut X assomigli più al "vecchio" Final Cut Express (e non solo come prezzo) piuttosto che non al "vecchio" Final Cut Pro, e ci sono diversi limiti anche a livello di possibilità di personalizzazione di effetti e transizioni (sempre in base a quello che leggo) in che lo rende un prodotto meno adatto ad un certo tipo di utenza.
Premesso questo, la tesi secondo cui Apple stia progressivamente "abbandonando" il settore professionale ha ragione d'essere o no? Gli indizi sono molti, a partire dagli aggiornamenti sempre meno frequenti dei Mac Pro fino ad arrivare al recente abbandono degli Xserve, passando per delle sorti non ancora ben definite riguardo la versione server di Mac OS X. Però... ci sono un paio di però...
Prima di tutto vorrei arrivare a fine mese per dare un'occhiata a Lion e ai nuovi Mac Pro (che secondo alcune indiscrezioni potrebbero sovrapporsi con i vecchi Xserve). In base a questo si potrebbe smentire o confermare l'effettivo abbandono di una fascia di mercato, mercato in cui Apple era comunque entrata in punta di piedi senza grosse pretese: il mercato dei server non è mai stato il core business di Apple e il fatto che Apple avesse tentato questa strada a partire dal 2002 (anno di lancio degli Xserve) a mio avviso indica semplicemente che l'arrivo di MacOSX, ovvero un sistema Unix, indusse Apple a tentare diverse vie per il proprio rilancio, abbandonando poi quelle meno redditizie o di minor successo; è più che comprensibile che chi decise di seguire Apple su questa strata, ora si senta addandonato, ma dal punto di vista aziendale mi pare una scelta condivisibile e comunque, ripeto, aspetterei l'uscita di Lion e dei nuovi MacPro prima di gettare la spugna.
Al di là di questo vorrei far notare che Apple, nel 1984, presentò il suo Macintosh come il computer "for the rest of us", ovvero per la gente comune, quelli che avevano bisogno di utilizzare un computer ma non volevavano/potevano diventare programmatori o esperti di informatica. E' però vero che tra queste tipologie di utenti possono benissimo rientrare tutti quei professionisti che utilizzano il computer come "strumento di lavoro": tanto per restare nello specifico dell'argomento, chi monta filmati non è certo un programmatore (o perlomeno, se lo è, non rientra nella sua mansione di "persona addetta al montaggio dei filmati") eppure scelse di passare su piattaforma Apple proprio in virtù di un prodotto come Final Cut, che assicurava un alto livello di professionalità ad una spesa inferiore rispetto alle soluzioni Avid o Adobe (Premiere). Apple seppe approfittare di un momento storico in cui Adobe pareva in un momento di stallo, e il mercato chiedeva soluzioni meno costose rispetto alle proposte di Avid. Correva l'anno 2000 quando uscì la prima versione di Final Cut per Mac OS: il successo fu tale che Adobe, completamente spiazzata dalla mossa di Apple (che fino ad allora non si era mai lanciata nella realizzazione di software professionali), decise di interrompere lo sviluppo di Premiere per Mac. La versione 6.5 dell'agosto 2002 rimase l'ultima versione per Mac fino al 2007, quando Premiere tornò sulla piattaforma Mac in occasione della versione CS3. Il momento non è casuale, perché in quegli anni il vantaggio di Final Cut rispetto alla concorrenza cominciava ad esurirsi e il software di Apple non riusciva più a tenere il passo con le ultime novità: gli utenti di Final Cut chiedono a gran voce un aggiornamento importante, ma il 2007 è anche l'anno del lancio dell'iPhone ed Apple sembra più interessata a portare avanti il progetto che sbocciò poi nell'App Store e nell'iPad. In ogni caso, in un mondo di squali, se Apple 10 anni fa riuscì ad approfittare delle debolezze di Avid e Adobe, oggi Avid e Adobe offrono grossi sconti per chi (alla luce del nuovo Final Cut X) decidesse di abbandonare la soluzione Apple per cambiare piattaforma.
Cosa voglio dire con tutto ciò? Riagganciandomi a quanto detto in apertura, non ho la sufficiente esperienza per giudicare questo cambio di direzione di Apple, ma conosco abbastanza bene Apple per fare un paio di considerazioni. La prima è che Apple (a dispetto di chi ci contava) non è mai stata un'azienda che tradizionalmente propone soluzioni "professionali", ma è sempre stata pronta a cavalcare, di volta in volta, l'onda del momento... c'è chi chiama questo atteggiamento "spremitura degli utenti", chi la chiama "dinamicità dell'azienda": sicuramente ha consentito ad Apple di essere una delle aziende di maggior successo degli utlimi anni, e probabilmente Final Cut X riuscirà a conquistare un pubblico più ampio anche se, forse, meno professionale (o semplicemente di professione diversa... quello che si chiama "un cambio di target"). La seconda considerazione è che spesso Apple "vede lungo", e nonostante i problemi di gioventù di questa nuova versione, può essere che Final Cut X abbia le carte in regola per definire un nuovo standard. Difficile dire come andrà a finire...
Al di là di questo mio piccolo vanto, che valeva solo come premessa per precisare che non parlo da professionista ma da semplice "amatore" del montaggio video, la discussione di oggi verte sul tanto discusso Final Cut X... e non essendo un professionista del settore, mi limito ad fare da osservatore rispetto quello che leggo sui forum o sento da chi è professionista.
Le lamentele più ricorrenti riguardano l'impossibilità di importare/esportare EDL e l'impossibilità di lavorare con i nastri, due cose che a detta di molti professionisti tagliano fuori la possibilità di fare "lavori seri". Non voglio mettere in dubbio la veridicità di certe affermazioni, ma a fronte dell'impossibilità di lavorare con certi strumenti, alcuni professionisti di altri settori (per esempio quelli che con i nastri non lavorano, che realizzano filmati per il web, e che non hanno nessuna necessità di lavorare con gli EDL) mi dicono invece di trovarsi bene con Final Cut X, a parte un breve smarrimento iniziale causato dal cambio di interfaccia (lo stessa sensazione provata qualche anno fa al cambiamento di iMovie, che costrinse Apple a lasciare la versione precedente disponibile per il download gratuito).
Del resto è innegabile che il nuovo Final Cut X assomigli più al "vecchio" Final Cut Express (e non solo come prezzo) piuttosto che non al "vecchio" Final Cut Pro, e ci sono diversi limiti anche a livello di possibilità di personalizzazione di effetti e transizioni (sempre in base a quello che leggo) in che lo rende un prodotto meno adatto ad un certo tipo di utenza.
Premesso questo, la tesi secondo cui Apple stia progressivamente "abbandonando" il settore professionale ha ragione d'essere o no? Gli indizi sono molti, a partire dagli aggiornamenti sempre meno frequenti dei Mac Pro fino ad arrivare al recente abbandono degli Xserve, passando per delle sorti non ancora ben definite riguardo la versione server di Mac OS X. Però... ci sono un paio di però...
Prima di tutto vorrei arrivare a fine mese per dare un'occhiata a Lion e ai nuovi Mac Pro (che secondo alcune indiscrezioni potrebbero sovrapporsi con i vecchi Xserve). In base a questo si potrebbe smentire o confermare l'effettivo abbandono di una fascia di mercato, mercato in cui Apple era comunque entrata in punta di piedi senza grosse pretese: il mercato dei server non è mai stato il core business di Apple e il fatto che Apple avesse tentato questa strada a partire dal 2002 (anno di lancio degli Xserve) a mio avviso indica semplicemente che l'arrivo di MacOSX, ovvero un sistema Unix, indusse Apple a tentare diverse vie per il proprio rilancio, abbandonando poi quelle meno redditizie o di minor successo; è più che comprensibile che chi decise di seguire Apple su questa strata, ora si senta addandonato, ma dal punto di vista aziendale mi pare una scelta condivisibile e comunque, ripeto, aspetterei l'uscita di Lion e dei nuovi MacPro prima di gettare la spugna.
Al di là di questo vorrei far notare che Apple, nel 1984, presentò il suo Macintosh come il computer "for the rest of us", ovvero per la gente comune, quelli che avevano bisogno di utilizzare un computer ma non volevavano/potevano diventare programmatori o esperti di informatica. E' però vero che tra queste tipologie di utenti possono benissimo rientrare tutti quei professionisti che utilizzano il computer come "strumento di lavoro": tanto per restare nello specifico dell'argomento, chi monta filmati non è certo un programmatore (o perlomeno, se lo è, non rientra nella sua mansione di "persona addetta al montaggio dei filmati") eppure scelse di passare su piattaforma Apple proprio in virtù di un prodotto come Final Cut, che assicurava un alto livello di professionalità ad una spesa inferiore rispetto alle soluzioni Avid o Adobe (Premiere). Apple seppe approfittare di un momento storico in cui Adobe pareva in un momento di stallo, e il mercato chiedeva soluzioni meno costose rispetto alle proposte di Avid. Correva l'anno 2000 quando uscì la prima versione di Final Cut per Mac OS: il successo fu tale che Adobe, completamente spiazzata dalla mossa di Apple (che fino ad allora non si era mai lanciata nella realizzazione di software professionali), decise di interrompere lo sviluppo di Premiere per Mac. La versione 6.5 dell'agosto 2002 rimase l'ultima versione per Mac fino al 2007, quando Premiere tornò sulla piattaforma Mac in occasione della versione CS3. Il momento non è casuale, perché in quegli anni il vantaggio di Final Cut rispetto alla concorrenza cominciava ad esurirsi e il software di Apple non riusciva più a tenere il passo con le ultime novità: gli utenti di Final Cut chiedono a gran voce un aggiornamento importante, ma il 2007 è anche l'anno del lancio dell'iPhone ed Apple sembra più interessata a portare avanti il progetto che sbocciò poi nell'App Store e nell'iPad. In ogni caso, in un mondo di squali, se Apple 10 anni fa riuscì ad approfittare delle debolezze di Avid e Adobe, oggi Avid e Adobe offrono grossi sconti per chi (alla luce del nuovo Final Cut X) decidesse di abbandonare la soluzione Apple per cambiare piattaforma.
Cosa voglio dire con tutto ciò? Riagganciandomi a quanto detto in apertura, non ho la sufficiente esperienza per giudicare questo cambio di direzione di Apple, ma conosco abbastanza bene Apple per fare un paio di considerazioni. La prima è che Apple (a dispetto di chi ci contava) non è mai stata un'azienda che tradizionalmente propone soluzioni "professionali", ma è sempre stata pronta a cavalcare, di volta in volta, l'onda del momento... c'è chi chiama questo atteggiamento "spremitura degli utenti", chi la chiama "dinamicità dell'azienda": sicuramente ha consentito ad Apple di essere una delle aziende di maggior successo degli utlimi anni, e probabilmente Final Cut X riuscirà a conquistare un pubblico più ampio anche se, forse, meno professionale (o semplicemente di professione diversa... quello che si chiama "un cambio di target"). La seconda considerazione è che spesso Apple "vede lungo", e nonostante i problemi di gioventù di questa nuova versione, può essere che Final Cut X abbia le carte in regola per definire un nuovo standard. Difficile dire come andrà a finire...
giovedì 17 febbraio 2011
Diritti e rovesci
Qualche giorno fa mi hanno chiesto se era vero che sull'iPad non c'è Flash perché Apple non ha pagato i diritti ad Adobe. Dopo aver spiegato come stanno le cose (ovvero che Apple non ce lo vuole proprio Flash, per scelte più o meno discutibili ma comunque a seguito di una decisione che non ha nulla a che fare col pagamento di diritti), il mio interlocutore sembrava abbastanza soddisfatto della spiegazione, anche se un poco sorpreso dall'apprendere una realtà che non conosceva... il rovescio della medaglia è che, nonostante tutto, c'è ancora chi crede che Flash sia un buona soluzione per lo sviluppo di un sito... io non l'ho mai creduto (nemmeno prima dell'avvento di iOS) e continuo a non crederlo: spero che Adobe metta a frutto la sua esperienza in merito a tools di sviluppo, per consentire di ricreare in HTML5 quello che adesso si realizza in Flash, visto che le possibilità ci sono. A valle di tutto c'è l'annosa questione del formato video: Flash, poco a poco, cedendo il passo all'HTML5 sotto questo punto di vista, ma Google ha dichiarato guerra all'H.264, tanto da averne tolto il supporto nell'ultima versione di Chrome (addirittura è arrivata Microsoft in soccorso di questo formato per fornire il supporto con un apposito plug-ins). Difficile indovinare come andrà a finire...
martedì 26 ottobre 2010
Spese natalizie
Questa è davvero grossa... secondo alcune indiscrezioni Apple sarebbe interessata all'acquisto di Sony, Adobe (ma non doveva fondersi con Microsoft?), Netflix, Walt Disney, Facebook ed Electronic Arts.
Non voglio etichettare direttamente come bufala quest'indiscrezione (anche perché giunge da un fonte abbastanza autorevole), ma si tratta di una notizia che pone sicuramente qualche interrogativo...
Apple non è certo nuova all'acquisizione di altre società, ma finora si è trattato di società relativamente piccole o che, comunque, erano dedite a sviluppare prodotti (hardware o software) molto mirati, soluzioni destinate ad essere "integrate" nei dispositivi, nei sistemi operativi, o nelle applicazioni di Apple... pensate a cosa succederebbe se Apple dovesse acquistare Sony: si troverebbe catapultata in un mondo che non è più confinato al settore dell'informatica ma sconfina in ogni settore dell'elettronica di consumo. E' vero che anche iPod e iPhone fanno già parte di questo mondo, ma (a meno di acquisizioni parziali) Apple si troverebbe a dover gestire pure televisori, console, e un'infinità di altri dispositivi... mi pare una situazione abbastanza irrealistica anche se potrebbe avere dei risvolti positivi: Apple potrebbe mantenere il marchio (comunque prestigioso) e lasciare inalterata la produzione che non compete i suoi interessi attuali, eliminare parte dei prodotti e dei servizi concorrenti, assicurarsi alcune tecnologie (penso soprattutto ai display), sfruttarne il know-how e la capacità produttiva, potenziare in parte i propri prodotti (penso magari ad un controller per utilizzare Apple TV come console).
Sony a parte, le altre acquisizioni potrebbero essere più in linea con la politica tenuta finora da Apple, e quella di Adobe porrebbe il sigillo su altre indiscrezioni di qualche tempo fa che volevano la casa di Premiere, Flash e Photoshop in procinto di fondersi con Microsoft. Anche l'eventualità che Apple acquisisca Adobe porrebbe degli interrogativi mica male: che ne sarebbe di Flash? Verrebbe eliminato da Apple, o sarebbe l'occasione per rimangiarsi quanto sostenuto finora (eventualmente rivoluzionandone alcuni aspetti, giusto per dare un po' meno nell'occhio)? Premiere si fonderebbe con FinalCut (che avrebbe bisogno di una rinfrecata)? Lightroom e Aperture diventerebbero una cosa sola? Photoshop verrebbe prodotto da Apple solo per Mac? Se fosse vero, sarebbe un segnale fortissimo da parte di Apple, e probabilmente più strategico rispetto all'acquisizione di Sony: certo è che Apple sta capitalizzando molto, quindi prima o poi qualche acquisto importante lo farà...
Non voglio etichettare direttamente come bufala quest'indiscrezione (anche perché giunge da un fonte abbastanza autorevole), ma si tratta di una notizia che pone sicuramente qualche interrogativo...
Apple non è certo nuova all'acquisizione di altre società, ma finora si è trattato di società relativamente piccole o che, comunque, erano dedite a sviluppare prodotti (hardware o software) molto mirati, soluzioni destinate ad essere "integrate" nei dispositivi, nei sistemi operativi, o nelle applicazioni di Apple... pensate a cosa succederebbe se Apple dovesse acquistare Sony: si troverebbe catapultata in un mondo che non è più confinato al settore dell'informatica ma sconfina in ogni settore dell'elettronica di consumo. E' vero che anche iPod e iPhone fanno già parte di questo mondo, ma (a meno di acquisizioni parziali) Apple si troverebbe a dover gestire pure televisori, console, e un'infinità di altri dispositivi... mi pare una situazione abbastanza irrealistica anche se potrebbe avere dei risvolti positivi: Apple potrebbe mantenere il marchio (comunque prestigioso) e lasciare inalterata la produzione che non compete i suoi interessi attuali, eliminare parte dei prodotti e dei servizi concorrenti, assicurarsi alcune tecnologie (penso soprattutto ai display), sfruttarne il know-how e la capacità produttiva, potenziare in parte i propri prodotti (penso magari ad un controller per utilizzare Apple TV come console).
Sony a parte, le altre acquisizioni potrebbero essere più in linea con la politica tenuta finora da Apple, e quella di Adobe porrebbe il sigillo su altre indiscrezioni di qualche tempo fa che volevano la casa di Premiere, Flash e Photoshop in procinto di fondersi con Microsoft. Anche l'eventualità che Apple acquisisca Adobe porrebbe degli interrogativi mica male: che ne sarebbe di Flash? Verrebbe eliminato da Apple, o sarebbe l'occasione per rimangiarsi quanto sostenuto finora (eventualmente rivoluzionandone alcuni aspetti, giusto per dare un po' meno nell'occhio)? Premiere si fonderebbe con FinalCut (che avrebbe bisogno di una rinfrecata)? Lightroom e Aperture diventerebbero una cosa sola? Photoshop verrebbe prodotto da Apple solo per Mac? Se fosse vero, sarebbe un segnale fortissimo da parte di Apple, e probabilmente più strategico rispetto all'acquisizione di Sony: certo è che Apple sta capitalizzando molto, quindi prima o poi qualche acquisto importante lo farà...
mercoledì 15 settembre 2010
Il club dei criticoni
Qualche giorno fa ho pubblicato un comunicato stampa riguardo l'inversione fatta da Apple nei riguardi degli sviluppatori, a proposito degli strumenti di sviluppo "ammessi" per le applicazioni iOS da pubblicare sull'AppStore.
Non ho espresso commenti (se non l'ammissione di una certa sorpresa alla lettura del comunicato) perché mi interessava valutare le reazioni a questa notizia, non solo di utenti e sviluppatori, ma anche dei soliti "criticoni".
Com'era facilmente prevedibile, anziché ritenersi soddisfatto di come sono cambiate le cose, il club dei criticoni ha colto la palla al balzo per lanciarsi in una campagna anti-Jobs e pro-Flash, come se questa inversione di marcia implicasse la possibilità di far girare Flash sull'iPhone... ma ovviamente le cose non stanno in questi termini...
Apple (inaspettatamente ma fortunatamente) ha concesso agli sviluppatori la possibilità di utilizzare qualsiasi ambiente di sviluppo per realizzare le applicazioni per iOS, purché le applicazioni così realizzate non prevedano alcun download di codice.
Chiunque abbia un po' di buon senso, e un minimo di conoscenze tecniche, capisce che questo non ha nulla a che vedere col fatto di vedere pagine web realizzate in Flash... Riguarda Adobe Flash solo nella misura che l'ambiente di sviluppo di Flash potrà essere utilizzato (grazie agli strumenti messi a disposizione da Adobe) per realizzare applicazioni "compilate" e "complete" per iOS, da vendere su App Store, esattamente nello stesso modo in cui la stessa cosa potrà essere realizzata in altri ambienti di sviluppo diversi da Xcode il cui futuro era stato minato dalle precedenti clausole restrittive di Apple: in sostanza, gli sviluppatori avranno maggiori possibilità per realizzare i loro prodotti, spesso con evidenti semplificazioni (basti pensare all'utilizzo di motori 3D "preconfezionati").
Flash, dalle pagine web di Safari per iOS, almeno per ora resterà ben lontano, vuoi per i soliti motivi prestazionali o di consumo (che magari, prima o poi, potranno anche essere superati), vuoi per motivi di sicurezza dei dispositivi. Non che il sistema di Apple sia perfetto: nulla è esente da bug, e a tutti è noto il bug che consentiva il jailbreak, ma un conto è avere una falla da tappare in casa, un'altra è dipendere dagli terzi per risolvere un bug che può mettere a repentaglio tutto il sistema...
Non ho espresso commenti (se non l'ammissione di una certa sorpresa alla lettura del comunicato) perché mi interessava valutare le reazioni a questa notizia, non solo di utenti e sviluppatori, ma anche dei soliti "criticoni".
Com'era facilmente prevedibile, anziché ritenersi soddisfatto di come sono cambiate le cose, il club dei criticoni ha colto la palla al balzo per lanciarsi in una campagna anti-Jobs e pro-Flash, come se questa inversione di marcia implicasse la possibilità di far girare Flash sull'iPhone... ma ovviamente le cose non stanno in questi termini...
Apple (inaspettatamente ma fortunatamente) ha concesso agli sviluppatori la possibilità di utilizzare qualsiasi ambiente di sviluppo per realizzare le applicazioni per iOS, purché le applicazioni così realizzate non prevedano alcun download di codice.
Chiunque abbia un po' di buon senso, e un minimo di conoscenze tecniche, capisce che questo non ha nulla a che vedere col fatto di vedere pagine web realizzate in Flash... Riguarda Adobe Flash solo nella misura che l'ambiente di sviluppo di Flash potrà essere utilizzato (grazie agli strumenti messi a disposizione da Adobe) per realizzare applicazioni "compilate" e "complete" per iOS, da vendere su App Store, esattamente nello stesso modo in cui la stessa cosa potrà essere realizzata in altri ambienti di sviluppo diversi da Xcode il cui futuro era stato minato dalle precedenti clausole restrittive di Apple: in sostanza, gli sviluppatori avranno maggiori possibilità per realizzare i loro prodotti, spesso con evidenti semplificazioni (basti pensare all'utilizzo di motori 3D "preconfezionati").
Flash, dalle pagine web di Safari per iOS, almeno per ora resterà ben lontano, vuoi per i soliti motivi prestazionali o di consumo (che magari, prima o poi, potranno anche essere superati), vuoi per motivi di sicurezza dei dispositivi. Non che il sistema di Apple sia perfetto: nulla è esente da bug, e a tutti è noto il bug che consentiva il jailbreak, ma un conto è avere una falla da tappare in casa, un'altra è dipendere dagli terzi per risolvere un bug che può mettere a repentaglio tutto il sistema...
venerdì 20 agosto 2010
Guarda un po' chi si rivede...
...la "antica" battaglia tra Apple e Flash (o, forse, tra Jobs e Adobe).
In ogni caso, dopo i recenti colpi messi a segno da Flash, ecco un commento che ammette l'inadeguatezza di questa tecnologia sui dispositivi mobile touch... ed è proprio uno dei portabandiera più accreditati, il Droid 2 con Froyo, a fallire nell'intento di dimostrare l'usabilità del sistema. A voi la lettura di tutti i link e il giudizio.
In ogni caso, dopo i recenti colpi messi a segno da Flash, ecco un commento che ammette l'inadeguatezza di questa tecnologia sui dispositivi mobile touch... ed è proprio uno dei portabandiera più accreditati, il Droid 2 con Froyo, a fallire nell'intento di dimostrare l'usabilità del sistema. A voi la lettura di tutti i link e il giudizio.
venerdì 30 aprile 2010
Botta e risposta
In una lettera aperta, Steve Jobs ha spiegato al mondo le ragioni che lo spingono a non voler supportare Flash sulla piattaforma iPhone OS (mentre ricordiamo che, recentemente, in Mac OS X è stato integrato un framework per consentire l'accelerazione hardware di Flash).
Le ragioni (di cui potete trovare diverse traduzioni) possono essere più o meno condivisibili e più o meno opinabili, ma in ogni caso chiariscono in via definitiva il pensiero di Apple in merito alla faccenda... o quantomeno il pensiero di Jobs...
Dei sei punti evidenziati da Jobs sostanzialmente ce ne sono tre che a mio avviso sono i più "interessanti" e che per certi versi possono riassumere l'intera faccenda:
-Standard: Apple preferisce supportare gli standard aperti, soprattutto per quanto riguarda il web. Si tratta di un punto di vista sicuramente condivisibile, comprovato dallo sforzo profuso da Apple con WebKit e con Safari, il primo browser a superare l'Acid3 test con un punteggio del 100%. Al limite si potrebbe discutere se l'atteggiamento di Apple riguardo gli standard è lo stesso in ogni ambito o se l'aderenza agli standard viene enfatizzata solo in questo ambito per sostenere la tesi del non-supporto a Flash... ma finché parliamo di web mi pare non si possa contestare nulla sotto questo aspetto.
-Prestazioni e consumi: è innegabile che l'utilizzo di Flash richieda molta più potenza dell'HTML5, e su un dispositivo portatile questo può significare prestazioni "povere", mentre la batteria si consuma più velocemente... ed Apple non vuole questo. Anche qui possiamo sollevare l'obiezione che l'utente potrebbe essere libero di scegliere cosa fare del proprio dispositivo, ma Apple è tipicamente "gelosa" dei suoi prodotti, e non vuole dichiarare 10 ore di autonomia per poi ritrovarsi lamentele dagli utenti che si ritrovano con sole 4 o 5 ore di funzionamento.
-Aspetto "tecnologico": Jobs ha ragione a dire che Flash è una tecnologia nata per i PC che mal si adatta ai dispositivi mobili con interfaccia touch... l'esempio più classici sono le azioni determinate dal passaggio del mouse, azione irrealizzabile con un'interfaccia touch che utilizza paradigmi diversi per l'interazione; di fatto ci si potrebbe trovare in una situazione paradossale in cui, nonostante il supporto "visuale" di Flash, mancherebbe la possibilità di interagire col sito... Certo, anche qui esiste il rovescio della medaglia, ovvero possiamo dire che nessuno vieta ad Adobe di mettere a punto soluzioni ad hoc per una gestione touch, e nessuno vieta agli sviluppatori di realizzare i loro lavori tenendo conto di questa eventualità... ma a questo punto, cambiare per cambiare, perché Adobe non si dedica (come proposto da Jobs) a realizzare tools per lo sviluppo di siti in HTML5?
Parlando invece dello sviluppo di applicazioni, l'obiezione di Apple è più "delicata": Apple vuole che le applicazioni per iPhone OS siano realizzate con le migliori tecnologie disponibili, e se introduce una novità nel sistema non vuole attendere che "gli altri" (nel caso specifico Adobe e l'ambiente di sviluppo di Flash) le supportino nei loro tools di sviluppo... iPhone OS si evolve molto velocemente (una nuova major release all'anno, con diverse novità significative) e non è ammissibile rimanere indietro visto l'alto livello di concorrenza: considerando che Adobe ci ha messo 10 anni per migrare la Creative Suite a Cocoa, il rischio è che le novità introdotte di volta in volta in iPhone OS non vengano sfruttate a dovere, rendendo parzialmente inutile il lavoro di Apple. Ogni piattaforma ha le sue peculiarità, ed è giusto che vengano sfruttate a dovere: se su tutti i telefoni girasse sempre e solo lo stesso software, dove sarebbe il vantaggio di avere soluzioni diverse? D'altro canto è anche vero che per certi lavori non è indispensabile chiamare in causa chissà quali caratteristiche del sistema operativo: meglio una possibilità in più che una in meno, a costo di livellare la qualità verso il basso (ma questo, a quanto pare, ad Apple non sta bene).
Se questa era la "botta", la "risposta" di Adobe non è tardata ad arrivare, e si traduce sostanzialmente in un "Apple vi sta gettando fumo negli occhi, e il suo comportamento è volto solo a mantenere il pieno controllo sulla piattaforma iPhone OS", opinione che può anche essere condivisibile, ma che di fatto non contesta nulla ad Apple... Apple è libera di decidere cosa supportare, e che politica adottare con gli sviluppatori. Se le sue scelte si dimostretanno errate, ne pagherà le conseguenze sul mercato, ma se si dimostreranno esatte, l'iPhone riuscirà a distinguersi dalla massa degli altri dispositivi "diversi-ma-tutti-uguali"
Questo è lo stato dei fatti, che mi sono limitato a riportare con qualche considerazione a margine... da un certo punto di vista condivido la strada intrapresa da Apple sul mancato supporto a Flash, ma dall'altro mi rendo conto che alcune chiusure sui tool di sviluppo sono troppo restrittive e limitative nei confronti dei programmatori (non c'è in ballo solo Adobe e il suo ambiente in Flash, ma anche altre soluzioni decisamente più interessanti). Difficile pronosticare come andrà a finire ma, restando in ambito web, se devo scommettere sulla corsa tra Flash e HTML5 da qui a tre anni, punterei sul secondo...
Le ragioni (di cui potete trovare diverse traduzioni) possono essere più o meno condivisibili e più o meno opinabili, ma in ogni caso chiariscono in via definitiva il pensiero di Apple in merito alla faccenda... o quantomeno il pensiero di Jobs...
Dei sei punti evidenziati da Jobs sostanzialmente ce ne sono tre che a mio avviso sono i più "interessanti" e che per certi versi possono riassumere l'intera faccenda:
-Standard: Apple preferisce supportare gli standard aperti, soprattutto per quanto riguarda il web. Si tratta di un punto di vista sicuramente condivisibile, comprovato dallo sforzo profuso da Apple con WebKit e con Safari, il primo browser a superare l'Acid3 test con un punteggio del 100%. Al limite si potrebbe discutere se l'atteggiamento di Apple riguardo gli standard è lo stesso in ogni ambito o se l'aderenza agli standard viene enfatizzata solo in questo ambito per sostenere la tesi del non-supporto a Flash... ma finché parliamo di web mi pare non si possa contestare nulla sotto questo aspetto.
-Prestazioni e consumi: è innegabile che l'utilizzo di Flash richieda molta più potenza dell'HTML5, e su un dispositivo portatile questo può significare prestazioni "povere", mentre la batteria si consuma più velocemente... ed Apple non vuole questo. Anche qui possiamo sollevare l'obiezione che l'utente potrebbe essere libero di scegliere cosa fare del proprio dispositivo, ma Apple è tipicamente "gelosa" dei suoi prodotti, e non vuole dichiarare 10 ore di autonomia per poi ritrovarsi lamentele dagli utenti che si ritrovano con sole 4 o 5 ore di funzionamento.
-Aspetto "tecnologico": Jobs ha ragione a dire che Flash è una tecnologia nata per i PC che mal si adatta ai dispositivi mobili con interfaccia touch... l'esempio più classici sono le azioni determinate dal passaggio del mouse, azione irrealizzabile con un'interfaccia touch che utilizza paradigmi diversi per l'interazione; di fatto ci si potrebbe trovare in una situazione paradossale in cui, nonostante il supporto "visuale" di Flash, mancherebbe la possibilità di interagire col sito... Certo, anche qui esiste il rovescio della medaglia, ovvero possiamo dire che nessuno vieta ad Adobe di mettere a punto soluzioni ad hoc per una gestione touch, e nessuno vieta agli sviluppatori di realizzare i loro lavori tenendo conto di questa eventualità... ma a questo punto, cambiare per cambiare, perché Adobe non si dedica (come proposto da Jobs) a realizzare tools per lo sviluppo di siti in HTML5?
Parlando invece dello sviluppo di applicazioni, l'obiezione di Apple è più "delicata": Apple vuole che le applicazioni per iPhone OS siano realizzate con le migliori tecnologie disponibili, e se introduce una novità nel sistema non vuole attendere che "gli altri" (nel caso specifico Adobe e l'ambiente di sviluppo di Flash) le supportino nei loro tools di sviluppo... iPhone OS si evolve molto velocemente (una nuova major release all'anno, con diverse novità significative) e non è ammissibile rimanere indietro visto l'alto livello di concorrenza: considerando che Adobe ci ha messo 10 anni per migrare la Creative Suite a Cocoa, il rischio è che le novità introdotte di volta in volta in iPhone OS non vengano sfruttate a dovere, rendendo parzialmente inutile il lavoro di Apple. Ogni piattaforma ha le sue peculiarità, ed è giusto che vengano sfruttate a dovere: se su tutti i telefoni girasse sempre e solo lo stesso software, dove sarebbe il vantaggio di avere soluzioni diverse? D'altro canto è anche vero che per certi lavori non è indispensabile chiamare in causa chissà quali caratteristiche del sistema operativo: meglio una possibilità in più che una in meno, a costo di livellare la qualità verso il basso (ma questo, a quanto pare, ad Apple non sta bene).
Se questa era la "botta", la "risposta" di Adobe non è tardata ad arrivare, e si traduce sostanzialmente in un "Apple vi sta gettando fumo negli occhi, e il suo comportamento è volto solo a mantenere il pieno controllo sulla piattaforma iPhone OS", opinione che può anche essere condivisibile, ma che di fatto non contesta nulla ad Apple... Apple è libera di decidere cosa supportare, e che politica adottare con gli sviluppatori. Se le sue scelte si dimostretanno errate, ne pagherà le conseguenze sul mercato, ma se si dimostreranno esatte, l'iPhone riuscirà a distinguersi dalla massa degli altri dispositivi "diversi-ma-tutti-uguali"
Questo è lo stato dei fatti, che mi sono limitato a riportare con qualche considerazione a margine... da un certo punto di vista condivido la strada intrapresa da Apple sul mancato supporto a Flash, ma dall'altro mi rendo conto che alcune chiusure sui tool di sviluppo sono troppo restrittive e limitative nei confronti dei programmatori (non c'è in ballo solo Adobe e il suo ambiente in Flash, ma anche altre soluzioni decisamente più interessanti). Difficile pronosticare come andrà a finire ma, restando in ambito web, se devo scommettere sulla corsa tra Flash e HTML5 da qui a tre anni, punterei sul secondo...
Iscriviti a:
Post (Atom)