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sabato 16 marzo 2013

[10 anni fa] Il mio primo PowerBook

Col consueto ritardo che non so quando riuscirò a recuperare (soprattutto in questo periodo) eccovi un sunto delle notizie informatiche del febbraio 2003.
Dieci anni fa compravo il mio primo portatile Apple, un PowerBook 12″ fresco di lancio. Snobbato da alcuni come “un iBook con la scocca di alluminio” fu una macchina che mi diede grosse soddisfazioni, e anche chi lo comprò usato qualche anno più tardi ne fu molto contento.
Apple era molto attiva sul fronte Mac in quel periodo, tant’è che nello stesso periodo vennero aggiornati anche gli iMac (con tanto di ritocchino di prezzo) e vennero annunciati nuovi modelli Xserve (disponibili però dal mese successivo) anche RAID.
[continua su Tevac...]

sabato 15 settembre 2012

Quattro pollici di iPhone

Dopo i brevi commenti di giovedì, ripropongo il mio articolo pubblicato su Punto-Informatico, sempre relativo all'evento di presentazione dell'iPhone 5.

L'autunno di quest'anno si preannuncia molto caldo, anche sul fronte degli smartphone. Mentre Samsung festeggia i 20 milioni di esemplari della sua ultima creazione, il Galaxy SIII (traguardo raggiunto anche grazie alla promozione che promette in regalo un Galaxy Tab da 7"), dimenticando almeno in parte la recente sentenza che l'ha vista uscire sconfitta nei confronti di Apple (anche se la guerra dei brevetti è appena iniziata) e le numerose polemiche che accompagnano, come di consueto, i prodotti che hanno il maggior richiamo mediatico, la concorrenza non sta certo a guardare.

Nokia presenta la nuova serie di Lumia basata su Windows Phone, con tanto di magra figura per il falso video e reazioni in borsa non proprio entusiaste, anche se il prodotto riuscirà sicuramente a ritagliarsi una discreta fetta di pubblico. Inoltre la recente IFA di Berlino ha fatto un grande sfoggio di numerosi prodotti Android, una vera e propria orda pronta ad invadere il mercato nei prossimi mesi, con Motorola in testa nel campo degli smartphone (vista la recente acquisizione da parte di Google) e Amazon che con il suo Kindle Fire sembra essere l'unica in grado di contrastare la posizione dominante di iPad.

Come di consueto Apple ha lasciato libero sfogo alla concorrenza, all'abbuffata di notizie che, sovrapponendosi l'una con l'altra, si tolgono spazio a vicenda, e ha sfruttato il volano deirumors (arma potenzialmente a doppio taglio) per creare la giusta attesa intorno ad un evento, nonostante si sapesse già tutto, o quasi. "Buy the rumor, sell the news" (compra sulle voci, e vendi sulle notizie) recita un vecchio detto in voga tra gli investitori, consigliando di comprare quando c'è grande attesa ma il valore del titolo è ancora basso, per vendere a giochi fatti, quando tutti si buttano acquistare i titoli e il valore sale: l'attesa intorno al nuovo iPhone era molto alta, con tanto di studi che vedevano il nuovo melafonino in grado di risollevare il PIL statunitense di mezzo punto percentuale.

Ma veniamo all'evento vero e proprio: l'elenco di tutte le novità lo potete trovare nella direttadi ieri, mentre ora possiamo concentrarci sui principali elementi di novità.

iPhone 5 è stato sicuramente il dispositivo principe dell'evento: dal 2007 ad oggi Apple si è sempre mossa all'insegna della tradizione, con uno schermo da 3,5" rimasto sempre invariato in dimensioni e proporzioni, e oggetto di un attenta valutazione al momento del passaggio al Retina Display, con un preciso raddoppio dei pixel nelle due dimensioni. È ovvio quindi che il cambio di proporzione proposto dal nuovo iPhone ha suscitato (già quando se ne parlava a livello di rumors) i pareri più contrastanti: la concorrenza propone da tempo display più grandi ma, al di là della migliore leggibilità, uno schermo troppo largo può influenzare in modo negativo l'usabilità del dispositivo che, per definizione, andrebbe utilizzato con una sola mano. La scelta di Apple è stata quella di modificare le proporzioni dello schermo passando dai 3:2 al 16:9, arrivando ad uno schermo da 4" ma senza modificare l'impugnatura del dispositivo.

Il confronto con i modelli precedenti evidenzia che la larghezza è la medesima, l'altezza aumenta di soli 8mm, e lo schermo passa dai 960x640 pixel ai 1136x640 pixel, offrendo una riga in più di icone per ogni schermata, e spazio in più per ogni applicazione, anche se di fatto non va a migliorare la leggibilità del testo: la densità di pixel rimane invariata (326 ppi) e la larghezza, come abbiamo già detto, è sempre la stessa. In realtà, al di là delle dimensioni, il nuovo schermo è di tipo diverso, è più sottile (integra la funzione touch direttamente nel display), offre colori più saturi del 44 per cento ed è meno affetto dai problemi di riflessi: complessivamente il risultato è un display nettamente migliore.

Un altro vantaggio di questa soluzione è che le vecchie applicazioni potranno girare in modo ottimale, senza alcuna modifica, con la semplice aggiunta di due bande nere ai lati. Tornando invece alle dimensioni, l'iPhone 5 è più sottile del 18 per cento rispetto al precedente modello e pesa il 20 per cento in meno ma, nonostante lo spazio minore, la batteria riesce ad assicurare un'autonomia migliorata.

Al di là delle migliorie estetiche (alluminio anodizzato, vetroceramica, spigoli smussati e lucidati con diamante cristallino ecc) la vera novità, a mio avviso, sta all'interno di iPhone 5: il nuovo processore Apple A6 (di cui si conoscono ancora pochi dettagli, tra cui il fatto che è basato su tecnologia ARM Cortex A15) offre prestazioni doppie sia in termini di calcolo che a livello grafico, miglioria che consente ad Apple di fare un notevole passo in avanti rispetto alla generazione precedente.

L'altro grande cambiamento introdotto da Apple è il connettore Lightning che, dopo circa un decennio, rimpiazza il connettore Dock: 8 poli anziché 30, completamente digitale, estremamente più sottile, e inseribile in entrambe le direzioni. Al di là dei vantaggi offerti dalla nuova connessione, ci sarà qualche problema per chi possiede diversi accessori, e non a caso Apple ha realizzato un adattatore. Anche perché a fianco di iPhone 5 resteranno in vendita altri due modelli col "vecchio" connettore: iPhone 4 con capacità 8GB e iPhone 4S con capacità di 16GB. Rimane qualche dubbio sull'effettiva usabilità dell'adattatore in determinati contesti, per esempio per inserire l'iPhone in quei dock dove, l'aggiunta di un intermediario, fa mancare il necessario sostegno al dispositivo.

Se il discorso iPhone si può chiudere qui (perlomeno finché non avremo la possibilità di provarne uno e valutare, oltre a quanto già detto, anche la nuova fotocamera e i nuovi auricolari EarPods), le novità di ieri non sono ceto esaurite: la più importante è l'arrivo di iOS6, che sarà disponibile a partire da mercoledì prossimo come download gratuito. iOS6 rappresenterà per Apple un aggiornamento importante anche a livello strategico, in quanto segnerà un punto di rottura con Google. Al di là della sparizione dell'applicazione Youtube (che Google ha reso comunque disponibile sull'AppStore in una nuova veste), le nuove mappe assicureranno ad Apple una certa indipendenza dal suo concorrente più diretto: Apple potrà decidere di sviluppare in piena autonomia tutto ciò che ruota intorno alla propria applicazione, caratterizzandola in modo diverso da quella che si può invece trovare su tutti gli altri telefoni Android. Sempre a livello strategico, l'integrazione di FaceBook a livello di sistema, e il nuovoPassbook (cioé la funzione che "ospita" biglietti, carte d'imbarco, tessere fedeltà ecc) potranno dare una marcia in più al sistema di Cupertino.

Restando ancora in tema di software, a ottobre arriverà anche una nuova versione di iTunes, un rinnovamento estetico che, nella parte di gestione musicale, lo rende molto simile alla controparte per iPad (ancora un passo in questa direzione). Resta da vedere se ci saranno cambiamenti importanti anche a livello di sincronizzazione con i dispositivi iOS, visto che iCloud assume un'importanza sempre maggiore, ma per esprimere un giudizio su questo aspetto dobbiamo attendere ancora qualche settimana.

L'evento si è concluso con altri due aggiornamenti hardware importanti, quelli della linea iPod. Il nuovo iPod Touch guadagna il display aggiornato dell'iPhone 5, eredita il processore Apple A5, una fotocamera da 5Mpixel con flash, qualche grammo in meno, e qualche colore in più. Complessivamente si tratta di uno dei maggiori aggiornamenti di questa linea di prodotto, e personalmente trovo più gradevole anche la nuova linea meno affusolata ma più sottile (anche se sono un po' scettico sulle scelte cromatiche). Non vedo invece molti vantaggi nel restiling del nuovo iPod nano: se il modello precedente aveva una certa personalità, soprattutto se "indossato" con la clip o come orologio, il nuovo sembra una "vecchia versione" di iPod Touch, con un display più piccolo e senza la possibilità di caricare App.

Certo, il lavoro di ingegneria è notevole (il nuovo iPod nano è spesso solo 5mm) e per vedere foto o filmati lo schermo da 2.5" è tutt'un'altra cosa rispetto al precedente display, senza considerare la maggior comodità dei comandi: ma con un iPod Touch (della precedente generazione) che costa solo 20 Euro in più (199 contro 179) non so se il pubblico possa essere ancora interessato ad un prodotto di questo tipo. Continua invece il mistero intorno all'iPod classic, che da tre anni a questa parte non viene aggiornato ma continua a rimanere a listino: dubito che ci saranno ulteriori cambiamenti prima di Natale, quindi per qualsiasi novità nel settore iPod se ne riparlerà nel 2013.

giovedì 13 settembre 2012

evento 12-5... brevi commenti a caldo (diciamo tiepidi)

BELLO
-il nuovo iPhone, visto nella sua ufficialità, con tutti i dettagli e i particolari del caso, mi pare davvero bello, anche se sono indeciso su quale colore sia meglio: bisognerebbe vederli dal vivo.
-l'iPod Touch sta prendendo una direzione interessante: processore di una generazione precedente per mantenere bassi (tutto è relativo) i prezzi, fotocamera interessante, display al passo con l'iPhone, e nuova linea meno affusolata... peccato per i colori un po' demodè...
-iOS6: non vedo l'ora di scaricarlo, sia sull'iPhone che sull'iPad, in particolare per la condivisione del Photo Streaming e per Passbook

BRUTTO
-sarà che mi ero affezionato alla possibilità di portarlo come orologio, ma il nuovo iPod nano non mi piace per niente...
-il nuovo iTunes... certo, bisognerà vederlo all'opera, ma lo stile simil-iPad non mi fa per niente impazzire: speriamo che abbia altri pregi...
-l'iPod Classic rimane così com'è? Tre anni senza aggiornamenti (a memoria, nemmeno di prezzo)?

A MARGINE
-Pare che la quota di mercato dell'iPad sia incredibilmente in crescita: chissà cos'accadrà quando uscirà il modello da 7"...

domenica 2 settembre 2012

[10 anni fa] tutt'un'estate

Per motivi sui quali non mi dilungo (ma che sono gli stessi che hanno causato il forte rallentamento dei post negli ultimi mesi) è da un po' che salto l'appuntamento del 10 anni fa...

Vedrò di rifarmi oggi presentado in un colpo solo gli annunci più importanti di tutta l'estate del 2002.

Visto che in casa Apple non ci sono state grosse novità in quel periodo (il nuovo hardware era già stato presentato nei mesi precedenti, e l'unica novità software, MacOS X Jaguar, arriverà a fine agosto) per chi avesse voglia di leggere qualche commento "extra", ai tempi si ragionava sulla possibilità che Apple abbandonasse i processori PowerPC per passare ad un architettura x86, cosa che accadrà solo 4 anni più tardi.

Restando in tema Apple, le novità hardware dell'estate 2002 riguardano l'arrivo dell'iMac "lampadone" da 17" (oggi siamo a 27"... chissà tra 10 anni...) e la seconda generazione dell'iPod classic, entrambi presentati nel corso dell'allora tradizionale appuntamento con il MacWorld Expo di New York.

Se inizialmente l'upgrade dell'iPod sembrava una cosa di poco conto, questa seconda generazione introdusse due elementi chiave per il suo successo futuro: la ghiera sensibile al tocco (elemento caratteristico e precursore dell'evoluzione verso la tecnologia touch) e la compatibilità col mondo Windows, indispensabile per ottenere una larga diffusione del player di Cupertino.

Jagurar, come si diceva sopra, arriverà verso la fine di agosto e rappresenterà la prima vera ottimizzazione di MacOS X, grazie alla riscrittura dell'engine grafico (Quartz Extreme) e l'aggiunta di nuove funzioni e applicazioni: Bonjour, iChat (ora rimpiazzata da "messaggi") e la Rubrica Indirizzi. Una curiosità: a partire da Jaguar l'avvio del Mac si presenta con l'icona della mela anziché la classica icona del Mac sorridente. Altra curiosità dedicata a chi si lamenta del prezzo di Muntain Lion: Jaguar, nel 2002, costava 10 volte tanto, più di 160 Euro...

Se per Apple non ci sono grosse novità, sul resto del mondo informatico possiamo invece trovare molte altre notizie. Nel giugno del 2002, arriva la seconda versione di Gnome uno dei desktop environment più apprezzati per il mondo Linux. E sempe Linux, nell'estate di 10 anni fa, faceva capolino anche nella Xbox (console che si dimostrò forte da subito sul fronte delle vendite, nonostante i tagli di prezzo e i servizi online della PS2).

Cambiando completamente dispositivo, Palm rilasciava la versione 5 di PalmOS, caratterizzata da spiccate doti multimediali (tanto spiccate ai tempi, quanto irrisorie adesso...)

E per non dimenticare nessuno, sempre in ambito di sistemi operativi, Microsoft rilasciava dichiarazioni un po' azzardate su Longhorn e si sbilanciava su degli improbabili Tablet PC che non avranno mai successo...

Sul fronte hardware, Toshiba cercava di sfruttare i mini HD da 1.8" venduti ad Apple per i suoi iPod, per un player che cercò inutilmente (troppo grosso, troppo pesante, e non sufficientemente economico) di replicare i successi del prodotto della mela.

A tutto questo aggiungete i soliti discorsi sullo SPAM, i soliti intrallazzi delle compagnie di telecomunicazione, i bug che vanno e vengono un po' ovunque, e una manciata di polemiche sulla troppa, o troppo poca, libertà in rete... esattamente come oggi...

martedì 31 luglio 2012

Oblungo

Fino al giorno della presentazione ufficiale non ci sarà alcuna certezza, ma tutte le indiscrezioni vanno ormai in quella direzione, con tanto di foto e video che diventano sempre più numerose, quindi non dovrebbero esserci troppi dubbi sulle fattezze del prossimo iPhone, anche perché la data (confermata dalla fonti più autorevoli) sembra ormai fissata per il 12 settembre.
Al di là dei dettagli estetici su forma (simile all'attuale iPhone, che personalmente considero migliore di tutte le precedenti) e materiali (il metallo utilizzato sarà finalmente liquid-metal?), e al di là delle specifiche tecniche sulle quali c'è ancora molta confusione (e che non voglio trattare oggi) lo schermo allungato e il nuovo connettore dock saranno gli elementi portanti del nuovo melafonino, quelli che porteranno le novità visibili a tutti, quelli che porteranno a innumerevoli discussioni.

Partiamo dal display. Ho già detto in passato che lo schermo allungato mi convinceva poco: il fattore di forma differente costringerà gli sviluppatori ad un adattamento delle applicazioni, ma la larghezza invariata e la stessa densità di pixel non porteranno alcun beneficio in termine di leggibilità: semplicemente ci sarà qualche riga in più quando navigheremo per il web con display verticale (cioé nel modo tipico in cui si teine lo smartphone). Indubbiamente però si tratta di una scelta che porta alcuni vantaggi: lo schermo di ampie dimensioni avrà un effetto marketing di maggiore attrattiva sui potenziali clienti, ma la larghezza invariata non costringerà a manovre acrobatiche di mano e pollice per riuscire ad utilizzarlo con una sola mano... in questi giorni ho avuto modo di provare il nuovo Samsung Galaxy SIII di un amico, e la mia opinione personale è che un display così grosso sia troppo scomodo per un telefono, dispositivo che tipicamente si utilizza con una sola mano: probabilmente le intenzioni di Apple sono quelle di mantenere la maggiore usabilità possibile sull'iPhone, e andare ad occupare con il futuro iPad mini, ammesso e non concesso che questo prodotto vedrà mai la luce (anche se qualcuno già propone le custodie), quel segmento di mercato riservato a chi vuole un dispositivo con un display più grande, ma non così grande come i 10" dell'iPad (tra parentesi, operatori permettendo, con iOS6 sarà possibile videochiamare con Facetime anche su rete 3G quindi, entro certi limiti, l'iPad potrà essere usato anche con questa finalità).

Ma torniamo al probabile schermo del nuovo iPhone; la larghezza invariata, e il fatto che buona parte della lunghezza è guadagnata diminuendo lo spazio alle estremità, fa si che complessivamente il nuovo iPhone non "cresca" molto nemmeno in altezza (ad occhio e croce siamo sotto il centimetro) quindi l'impatto visivo non si discosta molto dall'attuale, e non si dovrebbe avere l'impressione di utilizzare qualcosa di "oblungo" (il condizionale è d'obbligo finché non si stringe il telefono tra le mani). Infine, se verrà confermata la risoluzione di 1152x640, gli sviluppatori non dovranno nemmeno preoccuparsi più di tanto di aggiornare velocemente le loro App: potranno girare esattamente come prima, visualizzate nello stesso modo, ma con due piccole bande nere ai lati. C'è solo da sperare che Apple non faccia di queste modifiche troppo frequentemente, altrimenti anche i dispositivi iOS cominceranno a soffrire della frammentazione tipica dei prodotti Android, da sempre citata come punto a sfavore di questo sistema (anche se in quel caso, quando si parla di frammentazione, si va ben al di là della risoluzione del display).
Passata la "paura" di un nuovo schermo, viene da chiedersi "come" questo nuovo spazio verrà utilizzato: se è evidente il vantaggio nella visualizzazione di filmati, ed è grossomodo indifferente nel caso di giochi (che al limite offriranno una visuale un po' più ampia), tutte le altre App dovranno riorganizzare i loro pannelli di strumenti per sfruttare il nuovo spazio... a meno che Apple non ne abbia previsto un utilizzo standard "di sistema" (possibilità remota ma non da escludere a priori).

Arriviamo quindi al dock. Anche di questo ho già parlato e in questo caso, a mio avviso, la situazione è meno "drammatica" di quello che potrebbe sembrare. Il connettore dock attuale è nato con il primo iPod, nel 2001, ed è nato con specifiche tecniche e dimensioni compatibili con le necessità di 11 anni fa. La miniaturizzazione dei dispositivi (sempre più sottili) e lo scenario tecnologico che in un decennio ha subìto non pochi cambiamenti, rende quasi d'obbligo un aggiornamento anche di questo componente. Probabilmente Apple fornirà un adattatore (vista l'enorme quantità di accessori sul mercato) ma prima o poi era lecito aspettarsi un cambiamento, e dopo 11 anni credo che non ci si possa lamentare più di tanto. Certo, ci sarà sempre il caso di chi ha appena speso centinaia di euro in accessori e non vuole usare un adattatore (probabilmente antiestetico) ma questo accade ogni volta che c'è un cambio e non è immaginabile che i cambiamenti cessino per mantenere una retrocompatibilità infinita: il punto di svolta c'è sempre, in ogni settore, a maggior ragione nell'informatica.

Alla luce di tutto ciò, cosa succederà al resto della linea? L'iPod Touch, che ha già saltato un giro di aggiornamento delle specifiche, è probabile che venga aggiornato con un modello in tutto e per tutto simile al nuovo iPhone, ma anche gli altri iPod (che non vedono aggiornamenti da lungo tempo) dovranno quantomeno essere dotati del nuovo connettore dock, il che ci lascia immaginare che a breve termine, e quindi prima che inizi la corsa agli acquisti natalizi, tutta la lineup di Apple venga aggiornata con prodotti nuovi.

Parallelamente ci sarebbe poi da considerare l'iPad. Si è parlato più volte dell'idea che Apple volesse introdurre in autunno una revisione del nuovo iPad introducendo un modello più sottile, con schermo IGZO, e con una sola lampada di retroilluminazione: facendo 2+2 con la necessità di aggiornare il connettore dock, ecco che l'idea (inconsueta per Apple, ma legata ad una transizione molto specifica) potrebbe diventare realtà. L'altra possibilità è che Apple sfrutti il periodo natalizo per vendere comunque l'iPad con il vecchio connettore (il periodo delle festa sarebbe comunque buono per le vendite), affiancandogli a sostegno il fantomatico modello da 7,85", già dotato dei tutte le novità del caso; questa possibilità però farebbe crollare le vendite nei primi tre mesi del 2013 visto che l'attesa per il modello successivo (storicamente atteso in primavera) sarebbe amplificata dagli attesi stravolgimenti del connettore.

Come ultima cosa torniamo all'iPhone per parlare della batteria. Inutile nasconderlo: se si usa l'iPhone nel pieno delle sue possibilità (sincronizzazione su iCloud, notifiche push, mail e navigazione web, social network o giochini vari, eventuali servizi di localizzazione, e ovviamente qualche telefonata) ogni notte è indispensabile mettere il melafonino in carica per averlo al 100% il mattino successivo. Lo spazio maggiore del prossimo iPhone potrebbe dare un piccolo aiuto anche in tal senso, con una batteria più grande in grado di dare un pizzico di autonomia in più, anche se dubito che si riesca ad ottenere più di tanto perché, di contro, ci si troverebbe anche con un iPhone più sottile, in ogni caso, se lo si usa per molte cose, la batteria di consuma: gli unici casi in cui una carica mi dura anche per cinque giorni è quando sono all'estero (no traffico dati 3G) senza reti WiFi (nessun utilizzo di mail, navigazione web e quant'altro) e non ho nemmeno tempo per giocare o per fare altro...

mercoledì 11 luglio 2012

Rivisitare il classico

Si è parlato tante volte di quanto l'iPod classico, di fronte alle crescenti capacità dell'iPod Touch, avesse ancora senso di esistere. Lo stesso iPhone, come ci racconta la biografia di Steve Jobs, nasceva dalla considerazione che avendo in tasca un telefono capace di riprodurre musica, nessuno avrebbe più comprato lettori musicali.
Parallelamente mi è capitato spesso di notare quanto fosse "accattivante" il nuovo iPod nano anche se, ad onor del vero, l'ho visto utilizzato in rarissime occasioni: qualche shuffle si (soprattutto praticando sport), molti iPod Touch (utilizzati anche come console portatile), qualche iPod classic (tipicamente in viaggio), e anche qualche nano delle serie precedenti... ma quasi nessun nano-Touch, nemmeno utilizzato come orologio, ruolo nel quale, a mio avviso, si comporta benissimo.
Se vi state chiedendo perché sto parlando di due prodotti tanto diversi (mini-HD contro memoria flash, grande capacità di archiviazione contro capacità ridotta, grandi dimensioni contro clip da appendere ovunque) arrivo subito al dunque: qualcuno sta ipotizzando (anzi, ne é praticamente certo) che Apple stia preparando un nuovo iPod nano che abbandoni il form factor attuale per tornare sulle vecchie dimensioni e diventare qualcosa di simile ad un piccolo iPod Touch, con una versione ad hoc di iOS, ma probabilmente senza capacità di eseguire App (se non eventuali software specifici così come ce n'erano anche per i "vecchi" iPod).
Personalmente sono dell'idea che un iPod del genere, più che rimpiazzare il nano-Touch, potrebbe prendere il posto dell'iPod classic, che non viene aggiornato da quasi tre anni. Il vantaggio dell'iPod classic, la caratteristica che gli ha permesso di sopravvivere fino ad oggi, è la grande capacità di archiviazione unita ad un costo relativamente basso, tenuto basso grazie all'utilizzo di mini-HD tradizionali in luogo della memoria flash, e display classici (non touch) di piccole dimensioni; un iPod Touch con 128GB probabilmente costerebbe troppo, ma un ibrido che possa impiegare uno schermo touch più piccolo (una misura tra i 2.5" e i 3" è più che sufficiente se non ci sono App) unito magari all'utilizzo di HD tradizionali, potrebbe consentire di realizzare un prodotto capace di offrire ancora grandi capacità ad un prezzo contenuto, ma con un design rinnovato... e magari con una fotocamera che possa invogliarne all'acquisto.
Di riflesso, nonostante ne abbia visti pochi (quasi nessuno) in giro, mi pare improbabile che Apple voglia abbandonare il nano-Touch e, vista la parziale sovrapponibilità di utilizzo, può essere che decida di abbassarne il prezzo per spingerne la vendita a scapito dello Shuffle (anch'esso da due anni senza aggiornamenti). In realtà siamo su due fascie di prezzo ancora molto distanti (lo shuffle costa 55 Euro per 2GB, il nano parte da 139 Euro per 8GB) ma dimezzando la capacita, riducendo il margine di guadagno, e considerando che certi costi sono calati (o sono già stati amortizzati) credo che un nano da 4GB possa essere venduto senza problemi a 89 Euro, eliminando lo shuffle dal listino: a quel punto potrebbe davvero diventare interessante anche solo come orologio.
In questo modo la linea iPod sarebbe completamente rivisitata, semplificata, tutta basata su schermi touch, e su una qualche versione di iOS (perlomeno a livello estetico).
Non avendo a disposizione i dati di vendita dei singoli modelli, non possiamo sapere quali valutazioni farà Apple per decidere "se" e "quali" linee tagliare, e "se" e "quali" linee rinnovare (e in tal caso "come" rinnovarle)... ma visto il trend decrescente della linea nella sua globalità, e visto che gli ultimi aggiornamenti sono ormai lontani nel tempo, é quasi d'obbligo che qualche azione debba essere intrapresa in tempi brevi: per ottobre c'è già molta carne al fuoco (iOS6, iPhone 5, e forse iPad mini), quindi i nuovi iPod potrebbero arrivare anche prima.

giovedì 29 marzo 2012

[10 anni fa] Tokio, sport, e console

L'appuntamento quasi-mensile col passato ci porta a parlare del MacWorld Expo di Tokio e ci aiuta a comprendere come ma Apple abbia deciso di abbandonare gli appuntamenti fieristici fissi a favore di venenti dedicati (anche se taluni di questi, di fatto, arrivano anch'essi a scadenze quasi programmate).

La sfornata di computer dell'Expo di San Francisco di gennaio, aveva indotto Apple a dichiarare che non si sarebbe stato nuovo hardware fino all'estate (in realtà vedremo nei prossimi mesi che nel corso di Aprile e Maggio vennero lanciate nuove macchine); l'attesa per il MacWorld Expo di Tokio era quindi orientata tutto sul software, argomento sicuramente importante (anche più dell'hardware) ma con un impatto sicuramente minore a livello di comunicazione mediatica, quantomeno per eventi come un expo tutto dedicato al Mac. D'altro canto non si può certo pretendere che Apple basi la sua strategia di produzione e lancio di nuove macchine in relazione agli eventi organizzati da terzi (anche se questi stessi eventi hanno fatto da trampolino di lancio in molte occasioni) quindi è più che comprensibile che in tempi più recenti la casa di Cupertino abbia deciso di non partecipare più a queste manifestazioni...
Tornando a dieci anni, fa nonostante non siano stati presentati nuovi Mac, l'occasione servì ad Apple per presentare il primo aggiornamento dell'iPod: capacità raddoppiata (da 5GB a 10GB), rubrica in grado di importare i contatti dall'AddressBook di Mac OS X, da Entourage, oppure da Palm Desktop, e un prezzo di 599 Euro, valore altissimo se paragonato a quello che possiamo ottenere oggi con quei soldi (per esempio un iPad WiFi+4G da 16GB). L'idea che l'iPod potesse essere utilizzato per archiviare altri dati oltre la musica era stata intravisto un paio di settimane prima anche da ProVUE (società specializzata, per l'appunto, in database), ma il nuovo arrivato di Apple tagliò direttamente le gambe a quell'idea un po' ibrida.

Continuando a parlare di lettori musicali, Nike annunciava una partnership con Philips, anche se poi la migliore integrazione sotto questo punto di vistas, è stata quella realizzata in accordo con Apple.

L'evento più grosso del mese di marzo del 2002 fu però lo sbarco europeo della Xbox, prima console targata Microsoft, nata per infastidire Sony e Nintendo approfittando della caduta di SEGA. Il successo della Xbox non fu enorme ma gettò delle basi importanti per il modello successivo lanciato nel 2005, solo tre anni dopo; la Xbox 360 ha avuto un successo è molto più ampio grazie, almeno in parte, ad una scelta azzeccata dei tempi di lancio: apparentemente in anticipo sulla concorrenza (e anche rispetto alla vita del modello precedente) la Xbox 360 aveva specifiche tecniche in grado, ancora oggi, di tenere il passo dei tempi, con un'adeguata potenza di calcolo e giochi in Full-HD (caratteristica che, per esempio, manca alla Wii).

Parlando sempre di console, ma stavolta in miniatura, dieci anni fa Nintendo lanciava in Europa Pokémon Mini, una console portatile grande come una scatola di fiammiferi con minuscoli giochi a cartuccia, tutti ispirati ai Pokémon, la maggior parte dei quali mai arrivati in Italia. Nonostante il prezzo di lancio di soli 50 Euro, il suo successo fu molto limitato e la mini-console ebbe breve vita.

sabato 21 gennaio 2012

Cinque anni di Apple [seconda parte: il Fatturato]

Prosegue con l'analisi del fatturato la pubblicazione del mio articolo di Punto-Informatico.

Fatturato
In linea generale il fatturato rispecchia, per ovvi motivi, gli stessi andamenti già visti per vendite, ma con alcune sottili differenze. Se la stagionalità nella vendita di computer aveva qualche differenza tra i vari continenti, il fatturato mostra gli stessi picchi natalizi in ogni parte del mondo, segno che il fatturato di questo trimestre è dettato principalmente dalla vendita di dispositivi diversi dal classico computer: nello specifico, ciò che più sembra influenzare il fatturato di Natale è iPod, al cui raddoppio numerico delle vendite corrisponde qualcosa in più del doppio se guardiamo l'andamento del fatturato (per Natale si comprano gli iPod più costosi?).
Complessivamente il fatturato cresce grazie al contributo di tutte le linee di prodotto (a parte iPod che, come accennato sopra, comincia a flettere a causa della concorrenza degli smartphone) ma la vera impennata la si può notare a partire dal 2009, dopo il lancio di iPhone 3GS, e ancor più nel 2010, dopo l'uscita di iPad, dispositivo che in poco più di un anno ha conquistato il 25 per cento del fatturato totale.

fatturato dal 2007

Parlando di percentuali, prima dell'uscita di iPhone erano ovviamente i Mac a farla da padrone, con percentuali prossime al 50 per cento del totale; iPod totalizzava gran parte del rimanente (soprattutto nel solito trimestre natalizio), mentre una quota del 10 per cento veniva realizzata dall'iTunes Store e un altro 10 per cento dalla vendita di software e accessori hardware. L'uscita di iPhone ha cambiato le carte in tavola: il telefono è arrivato a coprire, da solo, il 40 per cento del fatturato, con punte vicine al 50 nel secondo trimestre di quest'anno. Il primo a rimetterci è stato, per l'appunto, iPod, che è passato a un modesto 4-5 per cento. I Mac si sono ridimensionati ma conservano comunque una percentuale intorno al 20 per cento che è assolutamente compatibile col fatto che si siano aggiunte due nuove linee di prodotto (smartphone e tablet): se guardiamo alla sola linea Mac, dal 2007 ad oggi il fatturato è più che raddoppiato, e visto che vendite sono triplicate, significa che il prezzo medio del prodotto acquistato è sceso.

confronto fatturato mac e ios

fatturato icosi

Parlando sempre di Mac, il confronto tra portatili e desktop presenta un andamento diverso rispetto a quanto riscontrato per le vendite: i portatili sono sempre state delle macchine mediamente più costose, e anche quando rappresentavano solo un terzo delle vendite, totalizzavano il 60 per cento del fatturato relativo alla vendita di computer. Ora che le proporzioni si sono invertite e che i portatili costituiscono più della metà di tutti i Mac venduti, la percentuale di fatturato dei portatili è salita "solo" al 70 per cento, segno che il prezzo medio di acquisto è cambiato: dai 1500 dollari/portatile del primo trimestre 2007 siamo passati ai 1250 attuali, mentre per i desktop siamo passati da un prezzo medio di 1420 dollari a 1310.

confronto fatturato desktop e notebook

Un'ultima considerazione riguarda la suddivisione geografica del mercato. Nel 2007 il 50 per cento del fatturato era realizzato negli USA (forse qualcosa di più se consideriamo che gli Apple Store, conteggiati a parte, nel 2007 erano principalmente in USA); oggi gli Stati Uniti totalizzano solo un terzo dell'intero fatturato di Apple (più, ovviamente, la parte degli Store statunitensi). Sotto questo punto di vista possiamo notare come il continente asiatico si cresciuto di circa 15 volte, e anche l'Europa è passata da poco più di un miliardo di dollari agli oltre 7 miliardi dell'ultimo trimestre contabilizzato. Anche il Giappone è cresciuto di circa 5 volte, mentre sia gli USA che gli Apple Store hanno triplicato i propri introiti. Se per questi ultimi la crescita è sicuramente legata all'aumento dei punti vendita (solo in Italia se contano 9 nel 2011, mentre nel 2007 non ce n'era nessuno) la crescita del fatturato europeo è da attribuirsi in gran parte al successo di iPhone, mentre per il continente asiatico ci sono diversi fattori legati più in generale all'ampliamento del mercato.

venerdì 20 gennaio 2012

Cinque anni di Apple [prima parte: le Vendite]

Comincio oggi la pubblicazione del mio articolo di ieri su Punto-Informatico. Essendo lungo, lo pubblicherò a pezzi, quindi oggi parto dalle vendite (seguiranno Fatturato, Utili, Investimenti e AAPL):

Da qualche anno a questa parte ogni volta che Apple annuncia i risultati fiscali, per un motivo o per l'altro si parla di record. In attesa dei risultati che verranno resi noti la prossima settimana, per meglio comprendere l'evoluzione della società della Mela, cosa c'è dietro questi record, e se sono realmente tali (in relazione ai reali progressi finanziari) vale forse la pena di fare un'analisi che prenda in considerazione tutti i dati disponibili degli ultimi cinque anni.

Il periodo 2007-2011 non è stato scelto a caso: nel 2007 la transizione dai processori PowerPC agli Intel era già terminata, quindi esaminando questo periodo possiamo escludere eventuali variabili dovute al delicato periodo del cambio di CPU; inoltre il 2007 è stato proprio l'anno del lancio di iPhone, quindi partendo da quest'anno potremo valutare come l'arrivo di questo dispositivo (così come l'arrivo di iPad nel 2010) abbia modificato le abitudini degli utenti spostando i settori di interesse e, di riflesso, le principali risorse di fatturato.

Prima di iniziare l'analisi (che prenderà in considerazione cinque differenti aspetti: vendite, fatturato, utili, investimenti, e andamento borsistico) un paio di precisazioni. I trimestri finanziari di Apple sono sfasati rispetto all'anno solare: per esempio il primo trimestre fiscale del 2010 si riferisce agli ultimi tre mesi (cioè il trimestre natalizio) del 2009, il che dovrebbe rendere chiaro perché certi picchi di fatturato e di vendita siano sempre relativi ai primi trimestri fiscali di ogni anno. In secondo luogo le fonti: i dati sono accessibili e verificabili da tutti partendo dall'archivio dei comunicati stampa di Apple, mentre i numeri relativi agli investimenti in ricerca e sviluppo arrivano da un articolo di ZDNet (i cui dati trovano comunque conferma anche in molti altri siti); infine i grafici degli andamenti borsistici sono tratti da Yahoo, ma si possono ritrovare pari pari su qualunque sito offra un servizio simile.

Vendite
La prima cosa che si nota dando uno sguardo alle vendite di computer è la "stagionalità", ovvero l'andamento di alti e bassi che si ripete con lo stesso andamento di anno in anno a seconda dei trimestri considerati. Questa variabile non è uguale in tutti i continenti: il trimestre natalizio è quello dove globalmente c'è un picco nelle vendite, picco che parrebbe trascinato verso l'alto dalle vendite europee, visto che negli USA il picco maggiore si ha invece nel trimestre precedente, quello caratterizzato dal ritorno a scuola degli studenti (il che, a mio avviso, evidenzia anche un diverso approccio all'informatica). Non mostra particolari tendenze di questo tipo l'andamento delle vendite nel continente asiatico, che in un crescendo quasi continuo dal 2007 ad oggi ha quintuplicato le vendite di computer Apple, facendo segnare la miglior performance di crescita rispetto a quella di tutti gli altri paesi e rispetto anche alla tendenza generale (il cui incremento è stato del 200 per cento). La crescita dei mercati extra-USA ha fatto si che il peso degli Stati Uniti passasse da una quota che si aggirava tra il 40 e il 45 per cento delle totale ad un più modesto 35, il che dovrebbe tradursi in una maggiore considerazione di tutti i mercati, anche se talvolta si assiste ancora a lanci differiti dei prodotti.

vendite mac
Parlando sempre di stagionalità ed esaminando gli altri prodotti Apple, iPod è il dispositivo che più risente di questo fattore: tant'è che nel trimestre natalizio le vendite raddoppiano, passando all'incirca da una media di 10 milioni di esemplari a 20 milioni. Una cosa che sorprende è che le vendite di iPod continuino a mantenersi elevate nonostante il crescendo di iPhone e degli altri smartphone. In realtà mancano dati specifici sulla vendita dei vari modelli di iPod, quindi qualsiasi ipotesi dovessimo fare in proposito potrebbe rivelarsi errata: possiamo supporre che le vendite di iPod rimangono alte grazie alla vendita del modello touch con iOS (e quindi con la possibilità di usare tutte le App) oppure grazie all'iPod nano, sicuramente più agevole di un iPhone per chi ascolta musica durante l'attività sportiva, nonché utilizzabile anche come orologio (anche se, ad onor del vero, nonostante i numerosi cinturini in vendita, non ho incontrato ancora nessuno che lo utilizzasse in quel modo). Detto questo, le vendite di iPod hanno comunque subìto un sensibile calo negli ultimi trimestri: a partire dalla seconda metà dello scorso anno, iPhone ha venduto più del lettore musicale (a parte l'inevitabile picco natalizio del 2010) e nella seconda metà del 2011 anche l'ultimo arrivato, iPad, ha superato le vendite di iPod. Dopotutto lo stesso Jobs decise di produrre l'iPhone (migrando alcune idee da un tablet che era già in sviluppo) pensando che nessuno, con in tasca un telefono capace di riprodurre musica, avrebbe più comprato un iPod.

vendite icosi
L'analisi delle vendite non si ferma qui ma offre almeno altri due spunti di riflessione. Il primo riguarda il confronto tra le vendite di computer desktop e portatili: per tutto il 2007 e buona parte del 2008 i computer desktop rappresentavano una percentuale compresa tra il 60 e il 70 per cento del totale, con oscillazioni dovute all'alternanza nella presentazione dei nuovi modelli. Apple già da qualche tempo stava puntando maggiori risorse nel settore portatile e i numeri le hanno dato ragione: il 2009 e l'inizio 2010 videro una situazione di sostanziale pareggio (con i soliti alti e bassi legati alle presentazioni di nuovo hardware) ma dalla seconda metà del 2010 i portatili hanno preso il largo arrivando a conquistare i due terzi delle vendite totali di Mac. In questo contesto non va comunque dimenticato che anche la vendita di computer fissi continua a crescere: dal 2007 ad oggi la vendita di desktop Apple è grossomodo raddoppiata, mentre i portatili hanno operato il sorpasso quadruplicando (o quasi) la cifra iniziale.

confronto vendite portatili e desktop

Il secondo spunto di riflessione riguarda invece il confronto tra iOS e OS X, che sotto certi punti di vista diventa anche un confronto tra Mac e iPad, ovvero tra computer e tablet . Fino al 2007 la quota di iOS era ovviamente pari a zero e si mantenne a livelli bassi fino a metà del 2008, quando il lancio di iPhone 3G coinvolse tutto il mondo e non solo gli USA o pochi paesi europei. Da qual momento in poi la crescita dei dispositivi iOS è stata esponenziale, rallentata nell'ultimo trimestre solo dall'attesa del nuovo modello di iPhone, che poi ha fatto registrare ben 4 milioni di unità vendute nel solo week-end del lancio (e le prime voci sul trimestre natalizio parlano di nuovi record raggiunti grazie alla vendita congiunta di 3GS, 4 e 4S). iPhone a parte, possiamo notare come anche le vendite di iPad abbiano superato da subito le vendite di Mac, e questo andamento avrà sicuramente delle ripercussioni sulle scelte future di Apple: iOS, escluso il trimestre in corso, ha venduto complessivamente 185 milioni di dispositivi (di cui 40 milioni di iPad) e nel calcolo non sono compresi gli iPod Touch (stimabili in 70 milioni) e le AppleTV (che prima o poi potrebbero cominciare anch'esse a far girare le App vendute sull'iTunes Store). Di contro, nello stesso periodo, Apple ha venduto meno di 60 milioni di Mac: una cifra di gran lunga inferiore.

confronto vendite ios e os x



lunedì 24 ottobre 2011

[10 anni fa] iPod: inizia la rivoluzione

Nell'ottobre del 2001 Apple presentava l'iPod. Ricordo ancora la presentazione italiana (presso un famoso locale di Milano) come fosse successa ieri... e ricordo pure che non riuscii a intuirne da subito le potenzialità, forse perché ai tempi, dopo l'eliminazione del Newton, gli utenti Apple si aspettvano l'arrivo di un nuovo palmare col marchio della mela: in quegli anni Palm la faceva da padrone (personalmente avevo un Handspring con PalmOS) ma andavano molto di moda anche i palmari Pocket PC.
Per questo l'arrivo di quello che appariva come un "banale" player musicale passò inizialmente quasi inosservato (su Punto-Informatico dissi che Apple si era rituffata nella produzione di gadget) anche perché la prima generazione richiedeva l'utilizzo di una porta Firewire per la sincronizzazione con iTunes, ed era compatibile solo con i computer Macintosh, quindi non aveva grosse possibilità di invadere il mercato.
Solo l'anno successivo il nuovo dispositivo di Apple venne reso compatibile con Windows, e l'anno successivo (il 2003) arrivò l'iTunes Music Store (ora solo iTunes Store) che spiazzò completamente la concorrenza (concorrenza che mai era riusicita a stringere accordi con le major per la vendita di musica online).
La strada era omai segnata: i successi di iPod e del'iTunes Music Store erano solo la punta dell'iceberg: arrivarono nuove generazioni, versioni nano, shuffle, display a colori, film e spettacoli musicali venduti sullo store, ed infine l'iPod Touch lo stesso sistema operativo dell'iPhone e la possibilità (arrivata con un anno di ritardo) di eseguire applicazioni.

Ora che iOS sembra il punto centrale del mondo Apple, fa un po' effetto pensare che tutto è nato (forse) dalla presentazione di quel "banale" iPod: difficile immaginare se Jobs, da visionario qual'era, avesse già tutto in mente nel gennaio del 2001 quando, prima ancora dell'iPod, rilasciò iTunes per MacOS 9... difficile immaginarlo, ma mi piace pensare che sia così: chissà che dalla lettura della sua biografia, in uscita oggi, non emerga qualche dettaglio in merito.

lunedì 10 ottobre 2011

Questa è l'Apple di Tim Cook

Da Punto-Informatico del 5 ottobre 2011:

(Postilla: ripensando a quello che è successo subito dopo, e immaginando che Tim Cook fosse a conoscenza dello stato di salute di Jobs, comprendo perché il nuovo CEO sembrasse impacciato, nonché l'atmosfera un po' particolare che ha investito anche le presentazioni degli altri, come Scott Forstall che andava a razzo...)

È stato un evento un po' particolare quello che si è tenuto ieri sera presso il campus di Cupertino, particolare sia per la locazione (inusuale ma "storica", visto che si tratta della sala che vide la presentazione del primo iPod, 10 anni fa), sia perché è stato il primo evento ufficiale in cui Tim Cook si è presentato come CEO.

Non era la prima volta che saliva sul palco, ma evidentemente la tensione di ieri era alle stelle, vuoi per le aspettative elevate della platea, vuoi per la nuova veste con cui si è presentato al pubblico, vuoi (forse) perché sapeva che non avrebbe mostrato tutto quello che i giornalisti intervenuti per l'occasione si aspettavano: fatto sta che a tratti Tim Cook è parso un poco impacciato. Ma procediamo con ordine badando al sodo.

Non era la prima volta che saliva sul palco, ma evidentemente la tensione di ieri era alle stelle, vuoi per le aspettative elevate della platea, vuoi per la nuova veste con cui si è presentato al pubblico, vuoi (forse) perché sapeva che non avrebbe mostrato tutto quello che i giornalisti intervenuti per l'occasione si aspettavano: fatto sta che a tratti Tim Cook è parso un poco impacciato. Ma procediamo con ordine badando al sodo.

Dopo mezz'ora di numeri che ci raccontano quanto bene stia facendo Apple in ogni settore, arrivano Scott Forstall e Eddy Cue a presentare le vere star dell'evento, iOS5 e iCloud, anche se i misteri da scoprire sono davvero pochi e una delle poche novità è Find My Friends, una funzionalità simile a Google Latitude della quale, almeno personalmente, non sentivo la mancanza. Per i più distratti val forse la pena di ricordare che le novità di iOS 5 sono comunque molte e spaziano dall'indipendenza dal PC al centro notifiche, passando per iMessage e l'integrazione con Twitter. Non mancano inoltre le migliorie delle applicazioni già presenti, in particolare Fotocamera e Immagini, che da un lato ci consentono di agganciarci con iCloud con la funzione di Foto Streaming e dall'altro ci permettono di introdurre il grande presente/assente dell'evento: il nuovo iPhone.

Le indiscrezioni degli ultimi mesi erano talmente esagerate da lasciare quasi immaginare quello che poi è effettivamente successo: nessuno stravolgimento estetico della linea e nessun iPhone 5, ma un iPhone 4s che, nonostante le somiglianze estetiche con il suo predecessore, presenta al suo interno delle novità di tutto rispetto. Una su tutte il processore Apple A5 (lo stesso montato sull'iPad 2) e la disponibilità di un modello da 64GB, ma anche (riallacciandoci a quanto detto sopra) una nuova camera il cui pregio principale non è tanto quello di elevare la risoluzione delle foto a 8 MPixel o dei filmati in full HD, ma quello di utilizzare un'ottica migliore, con una lente a cinque elementi, una maggiore apertura del diaframma (f/2.3) e un sensore retroilluminato. Certo, resta sempre un'ottica compatta, ma i miglioramenti sono notevoli e possono costituire un plus rispetto alla concorrenza.

Basteranno queste migliorie a tenere il passo contro i sempre più agguerriti terminali Android? Per lasciarsi aperta ogni possibilità Apple terrà a listino sia l'iPhone 4 in versione da 8GB, che il vecchio iPhone 3Gs, anch'esso compatibile con iOS5; si tratta di una decisione chiaramente orientata ad aumentare il più possibile la base di utenti iOS (e quindi di futuri utenti di iCloud, nonché potenziali clienti dell'App Store) anche se il prezzo del 3Gs (399 Euro) non è proprio così conveniente come ci si potrebbe aspettare da un telefono che ormai ha più di due anni di vita.

A parte questo, tra gli elementi su cui Apple potrà puntare per vendere il nuovo iPhone c'è sicuramente da considerare l'altra grossa novità dell'evento: Siri. L'assistente vocale Siri (attualmente dichiarato in beta e comunque non ancora disponibile in italiano ma solo in inglese, francese e tedesco) è il nuovo sistema di interazione con iOS: con Siri sarà possibile fare domande e impartire comandi all'iPhone in modo del tutto naturale. Dicendo "Svegliami domani alle 7:00" o "Fissami un appuntamento alle 10" verranno impostati automaticamente sveglia e impegni in calendario, ma anche altre domande tipo "Dov'è la farmacia più vicina?" o "Trovami la definizione di batterio" daranno le risposte desiderate. Siri permetterà anche di dettare messaggi e mail da spedire, mentre si occuperà lui stesso di leggere quelli arrivati. Da quel che si è visto l'elaborazione di Siri non avviene localmente sul telefono ma sui server di Apple, il che costringe all'utilizzo di traffico dati in internet: questo significa che potrebbe diventare inutilizzabile (per questioni di costo) quando ci si trova all'estero, a meno di utilizzare piani dati particolari o di sottoscrivere abbonamenti con i fornitori locali.

A margine di tutto ciò non va dimenticato il settore iPod. L'iPod classico, da molti dato per spacciato anche per via della recente sparizione dei giochi per questo dispositivo, continua a sopravvivere... perlomeno per questo periodo dedicato alle spese natalizie. Nulla di nuovo nemmeno per gli shuffle, mentre l'iPod nano Multi-Touch viene aggiornato nel prezzo (al ribasso) e nel software, con icone più grandi e nuove
opzioni per chi lo utilizza come orologio. Non poteva mancare l'aggiornamento dell'iPod Touch, anch'esso tagliato nel prezzo e disponibile nella variante bianca; non ci sono indicazioni specifiche ma tutto lascia pensare che il nuovo iPod Touch continui ad utilizzare il processore Apple A4. Nessuna novità invece sul fronte Apple-TV, che rimane vincolata alla risoluzione HD Ready (720p) nonostante lo stesso iPhone sia in grado di registrare video a risoluzione maggiore.

Complessivamente si è trattato di un evento dai toni altanelanti, che forse ha deluso chi si aspettava un iPhone completamente nuovo, ma che
in realtà mette in mostra la miglior caratteristica di Apple: ovvero quella di saper integrare alla perfezione hardware, software e servizi. Forse tra qualche mese torneranno alla ribalta le indiscrezioni su quello che non è stato prsentato ieri, e forse si scoprirà che "era tutto vero ma non era ancora pronto" per il 2011. Quel che è certo è che per ora abbiamo avuto solo un assaggio, mentre tra una settimana potremo mettere le mani su iOS 5 e iCloud. Per iPhone 4s in Italia bisognerà attendere la fine del mese.

venerdì 1 luglio 2011

La boccia di cristallo [conclusione]

Anche se ci sarebbe altro di cui parlare, dopo quattro giorni a tema "previsioni" vorrei concludere la settimana con qualche considerazione di contorno sulle ipotesi fatte, precisando lo scenario più credibile.
La prima cosa che mi viene in mente è: ma aggiorneranno davvero tutto quello che ci siamo detti? Ci può stare senza grossi problemi che i MacBook (l'Air e quello bianco, che già sono in carenza di scorte) vengano aggiornato all'uscita di Lion, mentre i modelli desktop (mini e Pro) potrebbero arrivare qualche settima più tardi, o anche in agosto. Si tratta di aggiornamenti che non dovrebbero riciedere alcun evento, quindi possono arrivare in ogni momento. Per quanto riguarda invece il mondo iOS c'è invece una tale mole di possibili novità che sembrerebbe quasi impossibile concentrare tutto in un unico evento autunnale.
Cosa potrebbe quindi accadere? Proviamo a partire dagli annunci più probabili: nel canonico appuntamento di settembre (che comunque non è da dare per scontato...) ci si aspetta al 99,9% un nuovo iPhone equipaggiato con la versione 5 di iOS, quella presentata a giugno. Le novità del nuovo melafonino potrebbero essere relativamente poche, o comunque tali da non richiedere troppi cerimoniali sul palco, mentre di iOS5 si è già parlato molto nel corso della WWDC; se escludiamo rivoluzioni, il tutto potrebbe ridursi ad una presentazione degli elementi più salienti del nuovo sistema, magari in relazione ad iCloud, con possibili sorprese tenute segrete fino alla presentazione. Anche un eventuale nuovo iPod Touch, ereditando di fatto ciò che già è stato messo nell'iPhone, potrebbe essere liquidato in poco tempo per lasciare spazio al resto. Tra gli altri contendenti, ciò che più necessita di aggiornamenti sono gli iPod classic, e se ipotizziamo che proprio loro potrebbero riservare le novità maggiori (visti i due anni di tempo dal precedente upgrade) allora non resterebbe molto tempo per tutte le altre cose.
L'iPad 3 non credo che arriverà così presto, e un potenziale iPad con tastiera è un'ipotesi interessante ma non so quanto possa rientrare negli interessi di Apple. Scartato l'argomento iPad, restano ancora in gara l'iPod nano e la Apple TV. Per il primo non vedo grosse possibilità oltre all'aggiunta della camera (l'ennesima presentazione "veloce"?) mentre per AppleTV il discorso diventa più complesso: al di là del fatto che è più che plausibile che venga aggiornato con il processore Apple A5 (e che in tal caso supporterà anche l'uscita video in Full-HD) uno stravolgimento come quello che ho già citato diverse volte sarebbe tale da richiedere un evento a sé stante; considerato il fatto che non c'è stato il minimo accenno agli sviluppatori sulla possibilità di realizzare App per AppleTV, questa rimane l'ipotesi meno probabile.
A 'sto punto non resta che attendere.

giovedì 30 giugno 2011

La boccia di cristallo [4/4]

Come ho avuto modo di raccontare più volte, iOS non è solo iPhone, e la tradizione ci dice che ogni nuovo modello di iPhone è accompagnato da una nuova generazione di iPod Touch che ne riprende le specifiche salienti. A parte l'adozione del nuovo processore m'immagino che, per questioni di uniformità di produzione, l'iPod Touch di quinta generazione adotterà lo stesso sistema di ricarica della batteria (quindi attraverso micro USB, salvo escamotage), il che potrebbe portare ad un fattore di forma diverso dall'attuale per ottenere il giusto spazio. Personalmente la forma "affusolata" non mi è mai piaciuta e credo che un dispositivo più squadrato (tipo un iPhone 4 ma più sottile) consentirebbe di avere più autonomia (ci sarebbe più spazio per la batteria) e di montare un sensore migliore per la camera posteriore (la cui qualità attuale è abbastanza scadente).
Novità per la camera si attendono anche sull'iPod nano, che l'aveva persa passando alla minuscola versione touch ma che (sempre in base alle solite foto dei presunti case) potrebbe riconquistarla con la prossima versione: sarà vero? saranno godibili sul minuscolo display del nano? che fine farà il comodo clip sul retro? a queste ed altre domande credo che non avremo risposte fino al momento della presentazione.
Restando in tema iPod oltre al Touch e al nano ci sarebbero da aggiornare anche lo shuffle e il classic. Per il primo non vedo grosse possibilità di miglioramento, tant'è che l'ultima versione ha di fatto ripristinato il design della seconda serie, dopo l'esperimento fallimentare del modello senza comandi sul corpo. Onestamente, se non fosse per una mera questione di prezzo d'ingresso (che comunque aiuta a far numero sulla quantità di unità vendute, oltre che portare nuovi utenti ad iTunes), non vedo grossi motivi per continuare a far sopravvivere questa serie di iPod, tantopiù che il nano-touch è di dimensioni paragonabili e con caratteristiche simili di portabilità. Nonostante ciò, sarà molto difficile rimpiazzare lo shuffle con un nano-touch dal prezzo simile.. attualmente costa circa il triplo (169 Euro per il modello da 8 GB, contro i 55 Euro dello shuffle da 2GB) e anche riducendo la memoria, supponendo un piccolo taglio di prezzi su tutta la linea, e ipotizzando una differenziazione in base alla presenza o meno della fotocamera, sarà difficile arrivare ad una cifra paragonabile: nella migliore delle ipotesi posso pensare ad un 99 Euro, che comunque è quasi il doppio rispetto al prezzo attuale. A cappello di tutto questo ragionamento ci sarebbe anche da dire che senza conoscere nel dettaglio i dati di vendita degli iPod (Apple fornisce sempre un numero totale di unità vendute, senza specificare il dettaglio dei singoli modelli) è un po difficile comprendere quanto sia conveniente dismettere un modello per puntare tutto su altro... per quanto possa valere posso giusto dire che di iPod shuffle in giro ne ho visti davvero pochi, ma forse ho visto ancora meno nano-touch (anche se è pur sempre vero che entrambi si possono nascondere ovunque e potrebbero essere attaccati a qualsiasi cuffietta bianca che si vede spuntare da tasche, borse, zaini, ...), mentre i modelli precedenti di nano sono sicuramente quelli più diffusi.
Dai modelli più recenti a quelli più vecchi, tra gli iPod di maggior successo dobbiamo sicuramente contemplare anche il modello "classic", che con la sua grande capacità di archiviazione (ad un prezzo contenuto) rimane la scelta preferita da chi vuole avere sempre con sè un'enorme quantità di musica, foto e film, anche se il display non è certo di dimensioni tali da apprezzare al meglio la visione di immagini e video. Qualche tempo fa Apple dichiarò che, nonostante il successo dei dispositivi iOS, non vi era alcuna intenzione di dismettere l'iPod classic, ma se resta sul mercato dev'essere anche aggiornato, e l'iPod classic è in ritardo di ben un anno rispetto alla scaletta classica delle revisioni: il modello attualmente in vendita venne presentato a settembre del 2009. Qualche anno fa avevo ipotizzato una via di mezzo tra iPod Touch e iPod classico, un dispositivo con iOS e schermo touch ma con un mini hard disk "tradizionale" anziché memoria flash, così da abbattere i costi assicurando nel contempo una maggiore capacità di archiviazione; qualche anno prima (quando ancora non esistevano iOs e iPhone) avevo invece immaginato un iPod classico a tutto schermo, con una click-weel virtuale in grado di comparire solo quando necessario, lasciando il display libero per una migliore fruizione di immagini e filmati. L'anno scorso Apple ha rivoluzionato l'iPod nano dotandolo di schermo touch e di un'interfaccia che, se non è una versione in miniatura di iOS, gli assomiglia molto... è vero che l'iPod nano era già prima qualcosa di diverso rispetto al classic, ma il fatto che siano passati due anni dall'ultimo update potrebbe significare che Apple è in procinto di intrudurre grosse modifiche anche sull'iPod classic.
Arriviamo infine alla AppleTV: nel corso della presentazione di iOS5 non si è fatto alcun accenno alla possibilità di sviluppare applicazioni per questo dispositivo, ma personalmente continuo a credere che potrebbe essere un'ottima idea: Apple si è conquistata la leadership del gaming su dispositivi mobile, e potrebbe ottenere un ottimo risultato anche tra le mura domestiche, soprattutto se pensiamo al fatto di controllare il videogame in TV utilizzando un iPhone, iPod Touch o iPad (magari debitamente abbinati ad un'apposita protezione)... dopotutto l'idea non è molto differente da quello che sta realizzando Nintendo con la nuova Wii-U, e chi ha già un dispositivo iOS potrebbe pensare di prendere una AppleTV se questa potesse abbinarsi al proprio device anche per i videogame casalinghi (e faccio presente che sono stati venduti più di 200 milioni di device iOS, anche se probabilmente qualcuno non è più in funzione e qualcuno sarebbe troppo vecchio per gli ultimi aggiornamenti).
All'appello dei dispositivi iOS mancherebbe solo l'iPad. Anche se mi piacerebbe vedere subito un iPad 3 con retina display, dubito che questo possa arrivare già a settembre... ma se vogliamo dare una briciola di credito a chi voleva un aggiornamento dei tablet già in autunno, potremmo chiamare in causa il modello con tastiera integrata sul quale ho fantasticato lunedì...

PS: a proposito di lunedì... pare che anche le scorte di MacBook bianchi stiano terminando...

giovedì 10 marzo 2011

La mosca bianca

20 anni fa mi sentivo una mosca bianca: le persone che avevano un computer erano ancora relativamente poche, e ancora meno erano quelle che utilizzavano un Mac.
L'uscita di Windows 95 facilitò la diffusione dei PC, ma la crisi di Apple nei primi anni '90 non fece che rafforzare la mia condizione di mosca bianca... almeno fino a qualche anno fa...
La scorsa settimana, mentre attendevo l'imbarco per il mio recente volo, intorno a me c'era un MacBook Pro da 13", un MacBook bianco, e un'altro portatile Apple più vecchio, di quelli non-unibody e con la cornice del display grigia (impossibile capire "a distanza" se si trattava ancora di un PowerBook G4 o di un MacBook Pro da 15"); di fronte a me un signore sulla cinquantina scriveva con un iPad, e vedevo un tablet della mela anche più lontano, su un tavolino, sempre utilizzato per scrivere. Sull'aereo gli iPod non si contavano, soprattutto iPod nano di terza generazione, ma anche qualche Touch utilizzato per ingannare il tempo giocando e un iPad (proprio al mio fianco) impegnato in una partita a Monopoli; all'atterraggio, salendo sul pullman che ci riportava al terminal (momento in cui tutti riaccendono i cellulari) ho contato almeno 6 iPhone 4, e qualche modello più vecchio.
Ovviamente non c'erano solo dispositivi Apple: prima dell'imbarco molta gente utilizzava un PC-Win (ho visto un vaio, un paio di HP, due Dell e un Acer), un ragazzo era intento a leggere qualcosa su un Kindle, sull'aereo c'era chi ascoltava musica da un cellulare Samsung (spero in modalità aereo, perché non mi sembrava un terminale molto "avanzato", ed era "nascosto" nella borsetta), e un paio di file dietro di me un GalaxyTab. Sul pullman, a fronte di tanti iPhone, c'erano altrettanti (o quasi) BlackBerry e anche un tipo in giacca e cravatta che guardava un film su una PSP. Quello che non ho visto (ne ho intravisto uno solo, nonostante i dati di vendita direbbero il contrario) sono i cellulari Android: forse hanno venduto tanto negli ultimi trimestri ma l'iPhone ha un vantaggio che viene dagli anni passati (anche se in realtà ho visto più iPhone 4 che modelli precedenti), o forse gli smartphone Android sono meno usati di iPhone e BlackBerry, quindi erano presenti ma tenuti in tasca...
In ogni caso, in questi ultimi anni, mi sento meno mosca bianca rispetto al passato, ma chiudendo il cerchio su Apple c'è un dispositivo che in tutti i miei ultimi viaggi non sono mai riuscito a vedere in mano a qualcuno: il nuovo iPod nano touch. A me piace molto, ma credo che la diffusione di smartphone (di ogni marca) e di iPod Touch (più costosi ma più versatili) mietano vittime proprio in questo settore: chi vuole grande capacità di rivolge al classic (almeno finché non verrà lanciato un touch da 128GB a prezzo conveniente), e chi vuole qualcosa di molto semplice (magari per fare jogging) è più probabile che guardi allo shuffle, ad altre marche (per esempio Creative) o a prodotti meno costosi. Possibile che l'iPod nano (da sempre l'iPod più venduto) diventi la nuova mosca bianca di Apple? Se così fosse, per settembre aspettatevi l'ennesimo restiling

lunedì 20 dicembre 2010

iGadgets

Visto il periodo, oggi parliamo di qualche gadget che potete regalare/regalarvi per le feste.

-Il primo è una delle soluzioni più interessanti (tra le numerose che ho visto) per trasformare il nuovo iPod nano in un orologio. Difficile capire quanto Apple fosse consapevole di questo possibile utilizzo, ma il fatto che abbia pensato ad una forma quadrata, ad un orologio analogico, e ad un modo per lasciare l'indicazione dell'orologio attiva, lascia pensare che quella detta da Jobs durante la presentazione, era più di una semplice battuta... In ogni caso, a me l'idea piace, e questa è una delle varianti migliori tra quelle che ho visto, a mio avviso migliore anche dell'unica attualmente in vendita sull'Apple Store.




-Il secondo è l'accessorio definitivo per controllare il proprio iPhone/iPod/iPad senza fili: appeso al collo si collega via bluetooth al vostro dispositivo, funziona da controllo musicale, vi permette di rispondere alle chiamate, ed è pure un originale orologio.




-Il terzo è una valida alternativa al Camera connection kit, che riunisce tutto in un unico connettore, offre qualche opzione in più (lo slot per la micro SD), ed è disponibile anche in nero (che a mio avviso meglio si abbina all'iPad). Se volete comprarlo in vista dell'acquisto dell'iPad 2 vi consiglio però di aspettare, perché le immagini delle custodie che circolano in questi giorni lasciano pensare che il prossimo tablet "made in Apple" possa avere uno slot SD integrato.

venerdì 10 settembre 2010

Non ci voleva molto... [aggiornato]

...ci avevo pensato anch'io e probabilmente l'avevo anche scritto su icm o in qualche altro forum. Sebbene l'idea di un iWatch di Apple sia completamernte assurda, il nuovo iPod nano, grazie alla sua clip a all'applicazione "orologio", sembra fatto apposta per essere indossato anche in questo modo.

[aggiornamento: ecco un simpatico video che spiega come impostare l'iPod nano per utilizzarlo come orologio]

venerdì 3 settembre 2010

Apple schiera i pedoni iPod

Di seguito il mio approfondimento sui nuovi iPod, pubblicato ieri su Punto-Informatico:

E' uno Steve Jobs apparentemente in ottima forma quello che sale sul palco dello Yerba Buena di San Francisco, uno Steve Jobs sorridente che, prima di cominciare, saluta l'amico Steve Wozniak invitandolo ad alzarsi per farsi applaudire dal pubblico (e lo definisce "il mio complice criminale", visibilmente contento della sua presenza in sala). Uno Steve Jobs che si concede diverse battute nel corso della conferenza (come quando, ironizzando sulle voci che volevano un iPod Touch con modulo 3G, dice che l'iPod Touch è un iPhone "carrier free").
Le novità da presentare sono molte ma prima di tutto, dopo una breve carrellata sugli Apple Store, Jobs ci tiene a precisare che tra iPhone, iPod Touch, e iPad, sono stati venduti 120 milioni di dispositivi con iOS (ogni giorno 230mila nuove attivazioni e, precisa, sono nuove: niente aggiornamenti), come a voler evidenziare che la concorrenza deve ancora farne di strada prima di arrivare a questi numeri.

Ai dispositivi venduti si aggiungono le 250mila applicazioni dell'AppStore, tra cui 65mila giochi e 25mila prodotti specifici per iPad, numeri che si traducono in 6,5 miliardi di download totali, con una media di 200 applicazioni scaricate ogni secondo.

Tanto per restare in tema iOS, Jobs presenta i prossimi aggiornamenti del sistema operativo: la release 4.1 includerà la possibilità di elaborare foto in HDR partendo dalla sovrapposizione di tre diversi scatti con diversa esposizione, e porterà sui dispositivi mobile di Apple Game Center, il network ufficiale per sfidare in rete gli altri giocatori. Per iPad si passerà direttamente alla release successiva, la 4.2 (in arrivo a novembre per tutti i dispositivi touch) che includerà la possibilità di stampare direttamente da iOS (cosa attualmente fattibile solo con applicazioni di terze parti) e AirPlay, una funzione per condividere foto, musica e video in rete, attraverso uno streaming WiFi, possibilità che (come vedremo più avanti) verrà sfruttata anche con la nuova Apple TV.

Chiusa la premessa software, si passa all'hardware: si comincia con il "nuovo" iPod Shuffle, che vista l'esperienza non troppo felice del modello precedente (i cui controlli su filo non sono stati ben accolti dagli utenti) fa un passo indietro e ripropone un design simile quello della seconda generazione, ovvero una clip con i comandi disposti su una comoda ghiera; dalla generazione precedente si è però mantenuta la funzionalità di VoiceOver, e la possibilità di gestire più playlist. Il nuovo Shuffle, con autonomia di 15 ore, sarà disponibile in un'unica taglia da 2GB ma in 5 colori, al prezzo di 55 euro (per gli affezionati del confronto col prezzo in dollari, è bene ricordare - come fa Apple nel comunicato- che 15 sono di IVA, spese e imposte).

Procedendo in ordine di grandezza si arriva al prodotto che ha subìto il restyling più imponente: iPod nano. Come preannunciato da diverse indiscrezioni, il nuovo iPod nano ha abbandonato la ghiera dei comandi per adottare un'interfaccia multitouch. Incredibilmente piccolo, con uno schermo da 1,54 pollici da 240x240 pixel, il nuovo iPod nano è circa la metà del predecessore e pesa solo 21 grammi, ma non si fa mancare quasi nulla: interfaccia personalizzabile, radio FM con possibilità di mettere in pausa la trasmissione per 15 minuti, VoiceOver, accelerometro, contapassi per l'integrazione con Nike+, e clip per "indossarlo" in modo simile allo Shuffle. Rispetto al modello precedente perde però la videocamera e la possibilità di riprodurre video; inoltre, al momento, non è dato sapere se si potranno installare applicazioni ad hoc in grado di girare sul piccolo schermo del nuovo nano (che apparentemente sembra funzionare con una versione ridotta di iOS), eventualità che richiederebbe un'apposita sezione sull'AppStore vista la particolare dimensione dello schermo.

L'autonomia dichiarata è di 24 ore, con una ricarica rapida che assicura l'80 per cento della ricarica in un'ora e mezza). iPod nano si può scegliere in 7 diverse varianti cromatiche e due diverse capacità, 8GB e 16GB, vendute rispettivamente al prezzo di 169 e 199 euro (anche qui segnaliamo che ci sono 39 e 46 Euro di balzelli vari).

Di iPod in iPod arriviamo alla nuova generazione iPod Touch, il prodotto che era più facilmente prevedibile in quanto, storicamente, eredita le caratteristiche degli iPhone presentati nel mese di giugno: processore A4, Retina Display, giroscopio a 3 assi, e doppia camera, quella frontale utilizzabile principalmente per Facetime, e quella posteriore in grado di girare video in HD a 720p da montare direttamente su iPod (con tutti i limiti di cui ho già parlato).

La camera posteriore offre anche la possibilità di scattare delle foto, ma solo alla stessa risoluzione del filmato HD, utile solo per la visualizzazione sullo schermo dello stesso iPod o su una TV: sicuramente molti utenti avrebbero gradito delle prestazioni fotografiche migliori, almeno al pari dei 3 MPixel dell'iPhone 3Gs. A differenza dei precedenti aggiornamenti, dove veniva mantenuto il modello precedente come entry-level, la quarta generazione di iPod Touch investe tutta la linea e si presenta con 3 differenti capacità: 8, 32 e 64GB, al prezzo di 239, 309, e 409 Euro (sul prezzo del modello di capacità maggiore, l'IVA e i vari oneri incidono per 81 Euro). Tutti i nuovi iPod saranno disponibili a partire dalla prossima settimana, ma sono ordinabili già ora.

Prima di passare al classico "One more thing", Jobs ha presentato al pubblico la nuova versione di iTunes, la numero 10, che per l'occasione si presenta con un restyling dell'icona. Al di là delle nuove modalità di visualizzazione e di altri dettagli estetici, la vera novità di iTunes 10 è Ping, una sorta di social network musicale pensato sia per conoscere meglio i gusti musicali dei propri amici (e magari scoprire nuovi generi in base ai loro gusti), che per seguire i propri artisti preferiti. Personalmente non sono un'amante dei social network, ma è molto probabile che Ping, forte dei 160 milioni di utenti già registrati in iTunes, abbia le carte in regola per riscuotere un buon successo.

Arriviamo infine alla tanto chiacchierata AppleTV. Dichiarato come fallimentare il primo approccio a questo tipo di prodotti (lo stesso Jobs ha ammesso che l'attuale modello, in vendita da ormai 4 anni, non è stato un best seller), Apple cambia completamente strategia. La nuova AppleTV (disponibile a fine mese in USA, mentre non si sa nulla di preciso sulle date di commercializzazione nel resto del mondo), sarà senza hard disk e funzionerà solo in streaming: streaming da altri dispositivi con iOS 4.2 grazie alla funzione AirPlay di cui abbiamo parlato all'inizio, streaming di film e telefilm noleggiati online (e non più acquistati), streaming da chi già offre video via Internet, come YouTube o Netflix.

Facendo a meno dell'hard disk, la nuova Apple TV sarà molto più piccola dell'attuale e sarà dotata di uscita HDMI, uscita audio ottica, porta ethernet e connessione WiFi; il processore è un Apple A4 (lo stesso di iPad, iPhone 4 e del nuovo iPod Touch) e il formato video in uscita sarà a 720p, quindi niente Full-HD (scelta probabilmente condizionata anche dal fatto che lavora solamente in streaming). Pur essendo presumibilmente basata su iOS, l'interfaccia è molto simile a quella della versione precedente e non ha nulla a che vedere (ovviamente) con quello che l'utente si trova di fronte accendendo un iPhone o un iPad.

La possibilità di installare applicazioni provenienti dall'AppStore, in particolare giochi (possibilità sicuramente allettante ma che si sarebbe scontrata con possibili problematiche di compatibilità legate alla risoluzione, allo schermo multitouch e all'utilizzo di un accelerometro), è stata eliminata alla base rimuovendo l'hard disk. È possibile che venga rivalutata in futuro, ma l'aggiunta di memoria di massa e di un controller adeguato sicuramente non gioverà al prezzo, che attualmente è stato fissato in 99 dollari. Apple TV sarà disponibile nel giro di un mese solo in quegli stati dove già ora è possibile acquistare film: Stati Uniti d'America, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Australia; altri paesi verranno aggiunti nel corso dell'anno il che fa ben sperare sull'ampliamento dell'iTunes Store, ma al momento non si sa nulla di preciso su quello che accadrà in Italia.

I film in HD in prima visione saranno disponibili per il noleggio a 4,99 dollari, mentre le trasmissioni televisive e i telefilm in HD costeranno 99 centesimi di dollaro; l'utente ha tempo 30 giorni per iniziare la visione, che dev'essere conclusa entro le 48 ore, una politica che sicuramente farà la gioia delle major, ma difficilmente accontenterà tutti gli utenti, che magari preferirebbero scegliere caso per caso se un film o una serie di telefilm merita di essere acquistata, o se è sufficiente vederla una sola volta.

Per dovere di cronaca, la diretta dell'evento è stata seguita in streaming su un iPhone 4 senza riscontrare alcun problema (a dimostrazione del fatto che il tanto discusso nuovo protocollo di trasmissione non presenta carenze dal punto di vista tecnico), ma nel momento in cui scrivo non sono ancora disponibili né iTunes 10, né iOS 4.1 (ndR: iTunes 10 è stato reso gradualmente disponibile nel corso della mattinata, innanzi tutto via "aggiornamento software" sui Mac, mentre per iOS 4.1 occorrerà attendere la prossima settimana).