Se sei un utente regolare che ha pagato fior di quattrini per un software, per poterne usufruire potresti "incappare" nella seguente procedura:
-Installa il software.
-Installa l'applicativo che gestisce le licenze.
-Collegati ad internet per ricevere il codice legato indisolubilmente al tuo seriale di prodotto e alla tua macchina (e quando cambierò macchina???).
-attiva il codica con l'apposito programma sperando che non crei qualche conflitto con qualche DLL o con qualche impostazione del tuo profilo utente.
-prega in aramaico antico che funzioni tutto, perché se c'è da contattare il servizio di assistenza potresti perdere giornate intere.
-anche quando funziona tutto, torna a pregare ad ogni aggiornamento software e preparati al peggio nell'eventualità di un cambio macchina (o anche di un banale cambio di Hard Disk)
Se invece sei uno che si fa pochi scrupoli, ti scarichi la versione pirata o il crack per il software, la dai preventivamente in pasto all'antivirus (anch'esso cracckato, o in versione free per uso privato) per evitare cattive sorprese, e ti eviti giorni di mal di fegato e problematiche varie.
Fortunatamente su Mac la questione delle licenze è mediamente meno complicata (lo stesso Mac OS X si installa senza chiedere alcunché), ma anche lì a volte si rischia di incappare in anomalie che ti fanno venire voglia di passare dalla parte del torto...
L'annosa questione delle licenze software si scontra spesso con la buona volontà di chi segue le regole: gli utenti regolari si trovano impelagati in procedure macchinose che in alcuni casi limitano il loro diritto di fruire regolarmente del prodotto che hanno acquistato. I pirati invece utilizzano liberamente i programmi che le varie software house tentano inutilmente di proteggere in 1000 modi diversi, inutilmente perché per quanto si affannino, un modo per aggirare le protezioni si trova sempre, e alla fin fine la protezioni tanto s[t]ud[i]ate servono solo a dar fastidio a chi non servirebbero, cioé ha acquistato l'applicazione in questione.
In alcune circostanze la situazione diventa così fastidiosa che si può arrivare al paradosso di spendere soldi per comprare il software, ma installare poi una versione pirata che non dia problemi di verifiche delle licenze... non è questo l'unico paradosso di cui vi voglio parlare: tornerò sull'argomento nei prossimi giorni.
mercoledì 9 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
+ o - ?
Ogni mese vari istituti statistici pubblicano i risultati dei loro studi in merito al mercato dell'informatica.
Ogni mese, i sostenitori e gli oppositori dei vari sistemi operativi (o delle varie marche di computer) scelgono la statistica che più si addice alla loro tesi, e ce la propinano... ed è così che se un mese NPD diventa la società di ricerca più affidabile, il mese successivo diventa la più faziosa, mentre le statistiche di NetApplication diventano attendibili o insignificanti a seconda che siano più o meno utili alla causa di chi ve le sta raccontando...
Come al solito la verità sta sempre nel mezzo, e senza entrare nello specifico di siti e blog più o meno faziosi, la notizia dei giorni scorsi è che negli USA, ad ottobre, in cima alle classifiche di vendita dei computer ci sarebbero l'iMac da 21" (per il settore desktop) e il MacBook Pro da 13" (per il settore notebook). Al di là delle motivazioni che hanno portato a questo risultato, la notizia sembrerebbe in controtendenza con i dati riportati da MarketShare, dove si vede che nel mese di novembre Mac OS X (nella sua globalità) fa segnare un rallentamento, passando dal 5,27% al 5,12%, mentre Windows 7 cresce dal 2,15% al 4%.
Chi ha ragione? Ovviamente entrambi!!!
I periodi sfasati degli aggiornamenti Apple (Snow Leopard e iMac) e di quelli Microsoft hanno fatto si che il mese di ottobre facesse segnare dati più interessanti per l'uno, e il mese di novembre dei dati migliori per l'altro. Il problema è che se leggete solo siti "Mac-oriented" nessuno vi dirà mai che nel mese di novembre Apple ha registrato un calo nelle statistiche di Net Application, mentre se leggete solo siti dediti a gettare fango su Apple, non scoprirete mai che i punti guadagnati a novembre da Windows 7 sono tutti a discapito delle altre versioni di Windows, visto che complessivamente la quota detenuta dal sistema operativo di Redmond è rimasta invariata.
Potrei continuare a citarvi altri dettagli statistici, ma non era questo lo scopo di questo post... qual'è allora il succo del discorso? Quando leggete su un sito o su un blog (compreso questo!) una notizia data con molta enfasi (positiva o negativa che sia), prendete quella notizia per quello che è, ovvero "solo" una notizia: l'entusiasmo lasciatelo a chi ha riportato la notizia e se ritenete l'argomento interessante, andate ad informarvi alla fonte, leggete pareri contrari, scoprite cosa c'è dietro la notizia, e fatevi una vostra idea. Vi invito quindi, se siete interessati a quest'agomento, a fare un salto su MarketShare e a trarre le vostre concusioni (magari un giorno, sempre restando in tema di pro e contro, parlerò anche dell'affidabilità delle macchine Apple).
Ogni mese, i sostenitori e gli oppositori dei vari sistemi operativi (o delle varie marche di computer) scelgono la statistica che più si addice alla loro tesi, e ce la propinano... ed è così che se un mese NPD diventa la società di ricerca più affidabile, il mese successivo diventa la più faziosa, mentre le statistiche di NetApplication diventano attendibili o insignificanti a seconda che siano più o meno utili alla causa di chi ve le sta raccontando...
Come al solito la verità sta sempre nel mezzo, e senza entrare nello specifico di siti e blog più o meno faziosi, la notizia dei giorni scorsi è che negli USA, ad ottobre, in cima alle classifiche di vendita dei computer ci sarebbero l'iMac da 21" (per il settore desktop) e il MacBook Pro da 13" (per il settore notebook). Al di là delle motivazioni che hanno portato a questo risultato, la notizia sembrerebbe in controtendenza con i dati riportati da MarketShare, dove si vede che nel mese di novembre Mac OS X (nella sua globalità) fa segnare un rallentamento, passando dal 5,27% al 5,12%, mentre Windows 7 cresce dal 2,15% al 4%.
Chi ha ragione? Ovviamente entrambi!!!
I periodi sfasati degli aggiornamenti Apple (Snow Leopard e iMac) e di quelli Microsoft hanno fatto si che il mese di ottobre facesse segnare dati più interessanti per l'uno, e il mese di novembre dei dati migliori per l'altro. Il problema è che se leggete solo siti "Mac-oriented" nessuno vi dirà mai che nel mese di novembre Apple ha registrato un calo nelle statistiche di Net Application, mentre se leggete solo siti dediti a gettare fango su Apple, non scoprirete mai che i punti guadagnati a novembre da Windows 7 sono tutti a discapito delle altre versioni di Windows, visto che complessivamente la quota detenuta dal sistema operativo di Redmond è rimasta invariata.
Potrei continuare a citarvi altri dettagli statistici, ma non era questo lo scopo di questo post... qual'è allora il succo del discorso? Quando leggete su un sito o su un blog (compreso questo!) una notizia data con molta enfasi (positiva o negativa che sia), prendete quella notizia per quello che è, ovvero "solo" una notizia: l'entusiasmo lasciatelo a chi ha riportato la notizia e se ritenete l'argomento interessante, andate ad informarvi alla fonte, leggete pareri contrari, scoprite cosa c'è dietro la notizia, e fatevi una vostra idea. Vi invito quindi, se siete interessati a quest'agomento, a fare un salto su MarketShare e a trarre le vostre concusioni (magari un giorno, sempre restando in tema di pro e contro, parlerò anche dell'affidabilità delle macchine Apple).
venerdì 4 dicembre 2009
Storie dalla sala macchine
SL - Quale e' il comando Unix per cancellare a raffica una serie di directory?
IO - (non molto concentrato) rm -fr
SL - erre-emme-meno-effe-erre e poi ?
IO - (sempre meno concentrato) e poi la directory da cui partire
SL - ok...barra... cosi' ?
IO - (ancora meno concentrato) e che ne so... mica lo vedo lo schermo...
SL - ok....ammazza quanto ci mette.
Se conoscete qualcosina di *nix sapete bene quale danno è stato causato da questa ingenuità!!! Quella che ho riportato sopra non è un racconto inventato, ma una storiella vera, una "storia dalla sala macchina", dove la "sala macchine" (in questo caso) non è il locale dove si comandano i motori di una nave o di un'astronave, ma quello dove si trovano i server e quant'altro è necessario a gestire un'azienda dal punto di vista "informatico".
Le storie in questione sono quelle raccolte da Davide Bianchi durante i suoi anni di lavoro come SysAdmin, ma non voglio dirvi di più se non consigliarvi di visitare il suo sito, che oltre alle storie già citate contiene anche diversi articoli e commenti interessanti (sui quali potete o meno essere d'accordo, ma che comunque inducono a riflettere).
PS: se siete curiosi di sapere com'è nata come va a finire la storiella alla quale ho accennato qui sopra, la trovate nell'elenco dei racconti più vecchi.
IO - (non molto concentrato) rm -fr
SL - erre-emme-meno-effe-erre e poi ?
IO - (sempre meno concentrato) e poi la directory da cui partire
SL - ok...barra... cosi' ?
IO - (ancora meno concentrato) e che ne so... mica lo vedo lo schermo...
SL - ok....ammazza quanto ci mette.
Se conoscete qualcosina di *nix sapete bene quale danno è stato causato da questa ingenuità!!! Quella che ho riportato sopra non è un racconto inventato, ma una storiella vera, una "storia dalla sala macchina", dove la "sala macchine" (in questo caso) non è il locale dove si comandano i motori di una nave o di un'astronave, ma quello dove si trovano i server e quant'altro è necessario a gestire un'azienda dal punto di vista "informatico".
Le storie in questione sono quelle raccolte da Davide Bianchi durante i suoi anni di lavoro come SysAdmin, ma non voglio dirvi di più se non consigliarvi di visitare il suo sito, che oltre alle storie già citate contiene anche diversi articoli e commenti interessanti (sui quali potete o meno essere d'accordo, ma che comunque inducono a riflettere).
PS: se siete curiosi di sapere com'è nata come va a finire la storiella alla quale ho accennato qui sopra, la trovate nell'elenco dei racconti più vecchi.
mercoledì 2 dicembre 2009
Generazione internet: la TV
Un tempo (non serve andare troppo indietro nel tempo) la televisione non esisteva, e la gente cresceva in modo diverso. La mia generazione ha vissuto solo di striscio gli anni d'oro in cui si poteva ancora vedere qualcosa di interessante (erano gli anni con la TV in biano e nero), ed ha invece assistito alla nascita dei computer. Un decennio più tardi nelle case è arrivata anche internet, e la generazione attuale probabilment enon riesce nmmeno ad immaginare come in passato si potessero passare le giornate senza Facebook, Youtube, il cellulare con connessione ad internet, o le console per giocare online.
A dispetto dell'apertura di questo commento, da quest'ultimo elenco ho volutamente tralasciato la TV, e l'ho fatto per vari motivi... a parte il basso livello della proposta televisiva attuale (mi riferisco in particolare alla programmazione italiana), credo (e spero) che l'evoluzione ci stia portando ad un panorama differente, dove la TV non sarà più uno schermo passivo dove subire ciò che viene passato dalle varie emittenti, ma diventerà sempre più "on-demand". Qualcosa in tal senso lo possiamo già riscontrare nell'offerta satellitare (e in parte nel digitale terrestre), grazie ai canali tematici, ma con la progressiva diffusione della banda larga, tutto potrebbe passare via web, perché ormai tutto converge verso internet. Se volete approfondire l'argomento della TV già disponibile via web, c'è una buona rassegna in questi giorni sul sito di Wired Italia.
A dispetto dell'apertura di questo commento, da quest'ultimo elenco ho volutamente tralasciato la TV, e l'ho fatto per vari motivi... a parte il basso livello della proposta televisiva attuale (mi riferisco in particolare alla programmazione italiana), credo (e spero) che l'evoluzione ci stia portando ad un panorama differente, dove la TV non sarà più uno schermo passivo dove subire ciò che viene passato dalle varie emittenti, ma diventerà sempre più "on-demand". Qualcosa in tal senso lo possiamo già riscontrare nell'offerta satellitare (e in parte nel digitale terrestre), grazie ai canali tematici, ma con la progressiva diffusione della banda larga, tutto potrebbe passare via web, perché ormai tutto converge verso internet. Se volete approfondire l'argomento della TV già disponibile via web, c'è una buona rassegna in questi giorni sul sito di Wired Italia.
martedì 1 dicembre 2009
Arriva il vero Androide?
Da più parti arrivano notizie (date ormai per certe) che danno per imminente lo sbarco di un G-Phone sul mercato degli smartphone.
Il googletelefonino dovrebbe mostrare al mondo la vera faccia di Android, con caratteristiche tali da renderlo unico rispetto a tutti gli altri telefoni che hanno adottato questo sistema.
Se così fosse, questo significa che Google ha deciso di seguire una strada più simile a quella di Apple, e mi domando che fine faranno gli altri telefoni Android se la "casa madre" dovesse tenere per se alcune delle nuove caratteristiche: nel già frammentato mercato degli androidi vedremmo comparire un nuova variante. Va bene che la mia linea di pensiero è favorevole al ploriferare di nuovi sistemi, ma nello specifico non si tratta di creare qualcosa di nuovo, bensì di frammentare qualcosa di già esistente, e se già gli sviluppatori lamentavano le troppe discrepanze tra la diverse "adozioni" di Android, un'ulteriore versione che si preannuncia come diversa da qualsiasi altra implementazione vista finora, non è di buon auspicio sotto questo punto di vista. D'altro canto potrebbe invece contribuire a definire una linea guida che, se adottata anche da tutti gli altri costruttori, potrebbe fare la fortuna di Android... ma in tal caso Google dovrebbe togliere un po' di libertà e porre dei paletti, e non so quanto sarebbe gradita questa svolta...
Il googletelefonino dovrebbe mostrare al mondo la vera faccia di Android, con caratteristiche tali da renderlo unico rispetto a tutti gli altri telefoni che hanno adottato questo sistema.
Se così fosse, questo significa che Google ha deciso di seguire una strada più simile a quella di Apple, e mi domando che fine faranno gli altri telefoni Android se la "casa madre" dovesse tenere per se alcune delle nuove caratteristiche: nel già frammentato mercato degli androidi vedremmo comparire un nuova variante. Va bene che la mia linea di pensiero è favorevole al ploriferare di nuovi sistemi, ma nello specifico non si tratta di creare qualcosa di nuovo, bensì di frammentare qualcosa di già esistente, e se già gli sviluppatori lamentavano le troppe discrepanze tra la diverse "adozioni" di Android, un'ulteriore versione che si preannuncia come diversa da qualsiasi altra implementazione vista finora, non è di buon auspicio sotto questo punto di vista. D'altro canto potrebbe invece contribuire a definire una linea guida che, se adottata anche da tutti gli altri costruttori, potrebbe fare la fortuna di Android... ma in tal caso Google dovrebbe togliere un po' di libertà e porre dei paletti, e non so quanto sarebbe gradita questa svolta...
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