Active annuncia l'inizio della distribuzione di iCalamus della software house tedesca Inverse Software.
iCalamus è un programma di impaginazione per gli utenti Mac .
iCalamus permette di creare quei documenti che un programma di gestione testo non è in grado di realizzare e che solo un programma di impaginazione permette di impaginare.
L'interfaccia intuitiva rende la composizione di un documento complesso molto semplice.
Dalla possibilità di rendere vettoriali i font usati, a quella di poter aggiornare il proprio sito web usando uno strumento semplice ed intuitivo, alle creazione e gestione delle ombre del testo, alla creazione di percorsi su cui far fluire il testo, iCalamus offre tantissime caratteristiche che ne fanno uno strumento estremamente utile per gli utenti Mac che hanno la necessità di uno strumento sofisticato, ma che non vogliono spendere molto.
iClamus ha il costo di euro 129,00 IVA inclusa
Ulteriori informazioni e demo a partire da questa pagina: www.active-software.com/icalamus
Presto, in tutti i negozi Apple.
I software éditi e distribuiti da Active, oltre che nel negozio on line, li trovi presso i Multicenter Mondadori, i Rivenditori Apple, i negozi APStore, l'AppleStore di Roma e sul sito Apple.
mercoledì 6 maggio 2009
martedì 5 maggio 2009
Prima Android, poi WebOS... arriverà anche Apple?
Abbiamo già parlato delle ambizioni di Android in ambito netbook, anche richiamando articoli di Punto-Informatico. In questi giorni aleggiano nell'aria alcune indiscrezioni riguardo progetti simili da parte di Palm: il nuovo WebOS sembra destinato a far rinascere Foleo, il subnotebook abbandonato da Palm poco prima che venisse alla luce (e guardando il successo che hanno avuto poco dopo gli eeePC di Asus, forse Palm si starà mangiando le mani...).
A differenza di Foleo, che utilizzava una versione ad-hoc di Linux, l'eventuale nuovo dispositivo di Palm sarà basato su WebOS, e questo può essere tanto un punto di forza quanto un punto di debolezza: un punto di forza perché WebOS è un sistema studiato ad hoc per smartphone e dispositivi ultraportatili (e sotto questo punto di vista di avvicina molto di più all'iPhone OS rispetto a quanto non faccia Android); un punto di debolezza perché questa filosofia implica necessariamente lo sviluppo di software nativo, quindi bisognerà vedere quale sarà il supporto delle software house.
Da questo punto di vista, se Apple dovesse realizzare qualcosa del genere (e ne parleremo nei prossimi giorni), partirebbe sicuramente avvantaggiata, vista l'esperienza già maturata con l'App Store e il largo supporto che ha già ottenuto sia dagli utenti che dagli sviluppatori.
A differenza di Foleo, che utilizzava una versione ad-hoc di Linux, l'eventuale nuovo dispositivo di Palm sarà basato su WebOS, e questo può essere tanto un punto di forza quanto un punto di debolezza: un punto di forza perché WebOS è un sistema studiato ad hoc per smartphone e dispositivi ultraportatili (e sotto questo punto di vista di avvicina molto di più all'iPhone OS rispetto a quanto non faccia Android); un punto di debolezza perché questa filosofia implica necessariamente lo sviluppo di software nativo, quindi bisognerà vedere quale sarà il supporto delle software house.
Da questo punto di vista, se Apple dovesse realizzare qualcosa del genere (e ne parleremo nei prossimi giorni), partirebbe sicuramente avvantaggiata, vista l'esperienza già maturata con l'App Store e il largo supporto che ha già ottenuto sia dagli utenti che dagli sviluppatori.
lunedì 4 maggio 2009
Psystar: spunta la tesi del complotto
La faccenda della Psystar risale allo scorso anno; per chi ancora non lo sapesse, Psystar vende dei normali PC con una licenza originale di Mac OS X, e una versione modificata dello stesso sistema, che altrimenti non potrebbe essere installato sulla macchina in questione. Al di là dell'ovvia contraddizione che sta dietro questo modo di operare, finché un giudice non si esprimerà in merito alla faccenda, Psystar continuerà a vendere i suoi "Open PC", danneggiando in un certo qual modo Apple.
Proprio sul tema dei presunti danni, Psystar sta facendo orecchie da mercante, dimostrando di non voler collaborare allo svolgimento del processo. Su Punto-Informatico di oggi viene analizzato proprio questo aspetto; riporto:
"[...] Rudy Pedraza [...] ha ripetuto qualcosa come 90 volte nel corso delle sue dichiarazioni che "non ricordava" quali fossero i volumi di affari della sua azienda, quali i margini operativi, le proiezioni di bilancio ecc ecc.
[...] perché Pedraza, responsabile della sua azienda e designato a testimoniare, dice di non conoscere o non ricordare dati tanto importanti per il suo business come i volumi di vendita o i margini garantiti dai suoi prodotti?
[...] Psystar, si domandano gli avvocati, è davvero un produttore legittimo di PC che segue una strada tribolata (e secondo Cupertino illegale) per vendere i propri prodotti, o è piuttosto un mero esecutore di un piano ideato da altri e volto a danneggiare economicamente Apple?"
La tesi del complotto contro Apple sarebbe degna delle migliori sceneggiature fantatecnologiche, e non voglio neanche pensarci, anche se sarebbe un risvolto "intrigante" della questione: se veramente fosse "un piano ideato da altri", non sono molti quelli contro cui puntare il dito... e significherebbe stravolgere il mondo dell'informatica così com'è conosciuto dai comuni utenti.
D'altro canto sarebbe sconvolgente anche un'eventuale sentenza che desse ragione a Psystar: in tal caso Apple dovrebbe mostrare una dinamicità tale da modificare il suo assetto aziendale per abbandonare l'attuale politiche di "chiusura" e cercare di trarre vanatggio dall situazione.
Qualunque cosa succeda, sarà interessante seguirne gli sviluppi nei prossimi giorni.
Proprio sul tema dei presunti danni, Psystar sta facendo orecchie da mercante, dimostrando di non voler collaborare allo svolgimento del processo. Su Punto-Informatico di oggi viene analizzato proprio questo aspetto; riporto:
"[...] Rudy Pedraza [...] ha ripetuto qualcosa come 90 volte nel corso delle sue dichiarazioni che "non ricordava" quali fossero i volumi di affari della sua azienda, quali i margini operativi, le proiezioni di bilancio ecc ecc.
[...] perché Pedraza, responsabile della sua azienda e designato a testimoniare, dice di non conoscere o non ricordare dati tanto importanti per il suo business come i volumi di vendita o i margini garantiti dai suoi prodotti?
[...] Psystar, si domandano gli avvocati, è davvero un produttore legittimo di PC che segue una strada tribolata (e secondo Cupertino illegale) per vendere i propri prodotti, o è piuttosto un mero esecutore di un piano ideato da altri e volto a danneggiare economicamente Apple?"
La tesi del complotto contro Apple sarebbe degna delle migliori sceneggiature fantatecnologiche, e non voglio neanche pensarci, anche se sarebbe un risvolto "intrigante" della questione: se veramente fosse "un piano ideato da altri", non sono molti quelli contro cui puntare il dito... e significherebbe stravolgere il mondo dell'informatica così com'è conosciuto dai comuni utenti.
D'altro canto sarebbe sconvolgente anche un'eventuale sentenza che desse ragione a Psystar: in tal caso Apple dovrebbe mostrare una dinamicità tale da modificare il suo assetto aziendale per abbandonare l'attuale politiche di "chiusura" e cercare di trarre vanatggio dall situazione.
Qualunque cosa succeda, sarà interessante seguirne gli sviluppi nei prossimi giorni.
domenica 3 maggio 2009
Prezzi più bassi in arrivo
Il "solitamente ben informato" Appleinsider riporta che Apple sia in procinto di abbassare i prezzi di iMac e MacBook; nel caso del MacBook, lo scopo sarebbe quello di contrastare la ploriferazione dei cosiddetti netbook.
Non ho motivo di credere che la notizia sia infondata (e credo che in questo particolare momento sarebbe la giusta mossa da fare), ma c'è qualcosa che stona nella notizia: sul lato desktop, se venisse abbassato solo il prezzo dell'iMac, il Mac mini perderebbe ancor più di significato (visto che già in queste condizioni ha un rapporto prezzo/dotazione che è il peggiore di tutta la linea Apple).
Sul fronte dei portatili, se è vero che Apple ha sempre dichiarato di non credere nei netbook, è anche vero che ha ammesso di essere al lavoro su un prodotto "alternativo", anche se probabilmente ci vorrà ancora un po' di tempo (ne parlerò nei prossimi giorni). Dopotutto lo stesso Appleinsider ha riportato qualche giorno fa la notizia dell'apparizione di un fantomatico MacBook mini nei log di Adium, quindi l'argomento è sicuramente "caldo", al di là degli abbassamenti di prezzo del MacBook
sabato 2 maggio 2009
iTunes Store: film in arrivo?
C'è una notizia di un paio di settimane fa, che è passata un po' in sordina, ma che merita un breve spunto di riflessione: sullo store tedesco è iniziata la vendita dei film, e il loro noleggio. I prezzi sono allineati con quelli degli altri paesi: si parla di 2.99 Euro per il noleggio (3.99 per le novità), e 7.99 per l'acquisto (che diventano 9.99 per le novità, e addirittura 13.99 per le prime visioni).
Al di la dei prezzi, che secondo me sono assurdi in relazione al tipo di utilizzo che viene fatto dei film (ne avevo parlato già nel 2006, quando venne inaugurato il servizio sullo store americano), la notizia importante è che la Germania è il primo paese di lingua non inglese a vedere l'attivazione di questo servizio: gli altri paesi sono Stati uniti (ovviamente), Canada (che in realtà come lingua ufficiale avrebbe "anche" il francese, ma le vendite sull'iTunes Store sono di film in inglese) , Regno unito, Australia e Nuova Zelanda.
E' dal 2007 che si attendono film e serie TV (queste ultime, sotto certi punti di vista, più interessanti) anche al di fuori degli USA, e sebbene "formalmente" quest'espansione sia già stata fatta, non si può certo che la diffusione sia capillare. Sicuramente il problema non è solo di Apple, ma è legato soprattutto agli accordi con le major, fatto sta che se Apple vuole assicurare un futuro alla sua TV (di cui, recentemente, ha chiesto pareri agli utenti, probabilmente con la prospettiva di una prossima revisione) dovrebbe cercare di velocizzare il processo di diffusione di questo servizio in tutti i paesi europei, e la mia opinione è che l'uscita in Germania simboleggi l'inizio di questo processo (che comunque non sarà breve...)
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