sabato 5 settembre 2009

Snow Leopard alla prova sul campo

Come promesso qualche giorno fa, ecco una breve recensione di Snow Leopard pubblicata ieri su Punto-Informatico. Volendo ci sarebbe molto altro da dire (come la lunga recensione di oltre 20 pagine pubblicata da Arstechnica), ma questa vuole essere una semplice analisi dal punto di vista dell'utente e non un'analisi tecnica dettagliata di ogni aspetto del nuovo sistema.


In questi giorni ho avuto modo di aggiornare il mio MacBook Pro 15" con Snow Leopard, e testare il nuovo sistema di Apple nelle normali condizioni di utilizzo in ambito "consumer".


L'installazione (che ho eseguito come aggiornamento, senza formattare o ripulire nulla) ha richiesto circa 45 minuti, e a fine aggiornamento mi sono ritrovato con diversi GB liberi in più sul mio disco rigido. Il merito non è solo dell'ottimizzazione del codice, ma anche di alcuni pacchetti la cui installazione è diventata opzionale, nonché della diversa modalità di conteggio dei GB adottata da Snow Leopard: in passato Apple ha sempre misurato lo spazio su disco utilizzando il sistema a base binaria, per cui 1MB non è dato da 1000 byte, ma 1024 byte (ovvero 2^10). Con Snow Leopard è passata invece alla base decimale, uniformandosi a tutti gli altri produttori: in questo modo si eviteranno anche le perplessità di chi, comprando un Mac con disco da 250GB, non capisce perché il sistema gli dice che il suo disco è di soli 232GB...


Al di là di questo, il primo impatto con il nuovo sistema è sicura

mente quello estetico, e qui non si notano grosse differenze rispetto al predecessore, anche se sono state realizzate alcune migliorie. Il colpo d'occhio dà una sensazione di migliore leggibilità (dovuta forse ad un nuovo algoritmo di anti-aliasing, o a leggere differenze cromatiche, visto che la gamma di default è passata da 1,8 a 2,2), ma oltre a questo sono stati perfezionati numerosi dettagli: per esempio i menù del dock diventano scuri e semitrasparenti, e le icone delle finestre possono essere ingrandite fino alla dimensione di 512x512 pixel.


Estetica a parte, l'interfaccia di Snow Leopard introduce nelle funzion

i preesistenti delle nuove possibilità molto comode. Le "pile" nel dock per esempio sono navigabili anche nelle sottocartelle, il che le rende decisamente più usabili rispetto a prima. Alcune preferenze di sistema, come le abbreviazioni da tastiera, sono state riorganizzate in maniera più ordinata, e anche la gestione di stampanti e scanner offre un maggior numero di opzioni. Il menù dei servizi (che consente di richiamare alcune azioni di un'applicazione mentre se ne sta usando un'altra) è diventato finalmente funzionante al 100 per cento, il che significa, per esempio, che da Safari posso selezionare una riga di testo e creare direttamente un promemoria, o inviarla via email.


Il già ottimo Exposé, oltre a mostrare le finestre in maniera più

ordinata, ora può essere attivato direttamente dal Dock per le finestre delle singole applicazioni. Inoltre, per chi come me ha un portatile non di ultima generazione, sarà una gradita sorpresa scoprire che Snow Leopard rende disponibile le gestures a quattro dita sul trackpad (purché supportate dall'hardware), utilizzate per richiamare Exposé o per cambiare applica

zione. Restando in tema di trackpad, un'ulteriore novità è la possibilità di scrivere in cinese (per chi lo conosce), senza utilizzare la trascrizione fonetica, ma "disegnando" gli ideogrammi direttamente sul trackpad.




Ma veniamo all'aspetto più importante di Snow Leopard: le prestazioni. Un codice più snello è anche più performante, e lo si nota da subito: il Finder è molto più reattivo, e anche operazioni pesanti come scorrere migliaia immagini (o centinaia di filmati) in modalità coverflow da una cartella smart (cioé una cartella il cui contenuto "dinamico" e determinato

da una serie di criteri di ricerca), è un'operazione che viene eseguita senza la minima esitazione. Chi volesse entrare nel merito di test più rigorosi eseguiti su più macchine con cronometro alla mano, può trovare in rete diversi test di performance, come quelli eseguiti da MacWorld.


video


Altro aspetto importante di Snow Leopard è il pieno supporto ai 64 b

it (che in alcuni casi è complice dell'incremento di prestazioni), anche se non tutte le applicazioni fornite a corredo del nuovo sistema sono realizzate in questa modalità. Limitandosi ai programmi più conosciuti ed utilizzati, Finder, Safari, Mail, iChat, iCal, Anteprima, e QuickTime Player sono a 64 bit; iTunes, Front Row, e DVD Player sono rimasti invece a 32. È probabile che arrivino presto degli aggiornamenti anche per queste applicazioni, in particolare per iTunes, per il quale si aspetta la nuova release in occasione dell'evento del 9 settembre; gli altri update potrebbero invece essere legati all'arrivo di nuovo hardware, magari con lettore Blu-Ray.


A proposito dei 64 bit, sono nate diverse polemiche sul fatto che Apple abbia deciso di far partire il kernel a 32 bit su quasi tutte le macchine. Al di là delle motivazioni tecniche legate ad eventuali problemi di incompatibilità (per esempio le estensioni del kernel scritte a 32 bit non funzionerebbero se il kernel si avviasse a 64 bit), sulle macchine dove questo può fare qualche differenza (come gli Xserve) l'avvio avviene a 64 bit, ma nelle altre situazioni non ci sono particolari vantaggi ad avviare il kernel a 64 bit (almeno finché non ci saranno macchine con più di 32GB di RAM), né particolari svantaggi partendo a 32 bit.


Le applicazioni scritte e compilate per sfruttare i 64 bit ottengono i benefici di questa architettura anche se il kernel gira a 32 bit. Chi non fosse convinto della cosa può scaricare un'utility gratuita che consente di scegliere in che modalità avviare il kernel e fare i dovuti test con le applicazioni a 64 bit.


Tornando invece a parlare delle applicazioni fornite a corredo, ce ne sono un paio che, pur nella loro semplicità, sono state rinnovate in modo abbastanza radicale. Una è Anteprima, l'applicazione per visualizzare immagini e PDF, che nella sua nuova versione è molto più veloce ed offre diversi strumenti per modificare i documenti visualizzati.



La seconda è il nuovo QuickTime Player, che oltre ad avere un'interfaccia rinnovata è la prima applicazione Apple basata sulla nuova tecnologia QuickTime X. QuickTime X è una nuova implementazione del motore QuickTime che sfrutta tutte le altre tecnologie messe a punto da Apple (Core Audio, Core Video, Core Animation, Grand Central, elaborazione a 64 bit) per ottenere le massime prestazioni dall'hardware a disposizione, compresa la codifica H.264 della GPU. Sfruttando QuickTime X, il nuovo player consente non solo di riprodurre i filmati, ma anche di registrarli (dalla videocamera integrata, o da quello che è mostrato sullo schermo), tagliarli, e pubblicarli direttamente sulla propria galleria MobileMe o su YouTube.



Per quanto detto finora, sembrerebbe un aggiornamento da fare ad occhi chiusi senza la minima preoccupazione, soprattutto considerando il prezzo irrisorio di 29 Euro. In realtà i professionisti (che comunque difficilmente aggiornano un sistema con molta leggerezza) devono prendere le dovute precauzioni in relazione alle applicazioni che utilizzano: Adobe ha rilasciato una nota ufficiale che sconsiglia il passaggio a Snow Leopard per gli utenti della sua suite CS3, suggerendo il passaggio alla CS4 (che rimarrà l'unica release tra quelle finora commercializzate a garantire il supporto al nuovo sistema di Apple). Anche Nemetscheck ha annunciato che Vectorworks 2009 non è pienamente compatibile con Snow Leopard, sebbene l'azienda sia già al lavoro per rilasciare un aggiornamento gratuito (che dovrebbe arrivare entro fine anno).


Anche se non siete professionisti, ma utilizzate intensamente qualche applicazione particolare della quale non potete fare a meno, sarà meglio che vi assicuriate della piena compatibilità del vostro software con Snow Leopard. Oltre alla lista ufficiale delle applicazioni compatibili stilata di Apple (affiancata da una lista di periferiche supportate), in Rete ne potete trovare altre che magari sono più complete.


Tirando le somme, Snow Leopard aggiunge poco o nulla a livello di nuove funzionalità nell'esperienza di utilizzo dell'utente, "limitandosi" a migliorare e perfezionare alcune caratteristiche già esistenti. Le vere novità stanno però sotto il cofano: il codice più snello e le nuove tecnologie mirate a sfruttare al meglio l'hardware a disposizione (Grand Central Dispatch, Open CL, 64 bit, QuickTime X) rendono il sistema e le applicazioni più performanti.


Pur essendo un perfezionamento del precedente sistema, Snow Leopard non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una nuova fase di Apple, fase che idealmente è contraddistinta dall'abbandono definitivo del codice PPC. Questa fase porterà del nuovo software in grado di ottenere migliori prestazioni dall'hardware che abbiamo a disposizione, dai core che vanno moltiplicandosi, e dalle GPU sempre più potenti. Per esempio, pensando ai cambiamenti introdotti in un'applicazione banale come QuickTime Player grazie all'utilizzo di QuickTime X, mi aspetto grandi cose per le prossime versioni di iLife e iWork. Versioni che, guarda caso, seguendo la numerazione attuale e guardando all'anno in cui dovrebbero uscire (cioè il 2010), potrebbero chiamarsi iLife X e iWork X, in perfetta analogia con QuickTime X e Mac OS X.

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